la fionda📗
La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Channel la fionda📗 (@lafionda) in the Italian language segment is an active participant. Currently, the community unites 20 279 subscribers, ranking 2 862 in the Politics category and 1 307 in the Italy region.
📊 Audience metrics and dynamics
Since its creation on невідомо, the project has demonstrated rapid growth, gathering an audience of 20 279 subscribers.
According to the latest data from 15 July, 2026, the channel demonstrates stable activity. Although there has been a change in the number of participants by -79 over the last 30 days and by -7 over the last 24 hours, overall reach remains high.
- Verification status: Not verified
- Engagement rate (ER): The average audience engagement rate is 15.87%. Within the first 24 hours after publication, content typically collects 8.71% reactions from the total number of subscribers.
- Post reach: On average, each post receives 3 218 views. Within the first day, a publication typically gains 1 767 views.
- Reactions and interaction: The audience actively supports content: the average number of reactions per post is 49.
- Thematic interests: Content is focused on key topics such as venezuela, iran, stati, uniti, unione.
📝 Description and content policy
The author describes the resource as a platform for expressing subjective opinions:
“La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
https://www.lafionda.org - t.me/lafionda”
Thanks to the high frequency of updates (latest data received on 16 July, 2026), the channel maintains relevance and a high level of publication reach. Analytics show that the audience actively interacts with content, making it an important point of influence in the Politics category.
Data loading in progress...
| Date | Subscriber Growth | Mentions | Channels | |
| 16 July | +3 | |||
| 15 July | +2 | |||
| 14 July | 0 | |||
| 13 July | +2 | |||
| 12 July | 0 | |||
| 11 July | 0 | |||
| 10 July | +3 | |||
| 09 July | 0 | |||
| 08 July | +3 | |||
| 07 July | 0 | |||
| 06 July | +1 | |||
| 05 July | +1 | |||
| 04 July | +3 | |||
| 03 July | +4 | |||
| 02 July | +4 | |||
| 01 July | +1 |
| 2 | E se il pericolo numero 1 per il nostro Paese e la difesa della Costituzione non fossero, i vari Meloni, Nordio e Vannacci, ma il presidente della Repubblica?
Bisogna stare attenti: parlarne senza filtri, è reato.
“Vilipendio contro il capo dello Stato.”
E nei media e nelle televisioni mainstream non sentirete mai un solo commentatore, opinionista o politico parlare male del Presidente della Repubblica, nonostante, in privato, e lontano dai riflettori, dicano tutt’altre cose.
Ma come hanno sottolineato in questi anni i migliori politologi italiani, da Carlo Galli a Geminello Preterossi, a partire da Giorgio Napolitano in poi la figura del Presidente della Repubblica è profondamente mutata: da figura terza, super partes, garante della costituzione e rispettoso dei limiti previsti per il suo ruolo dalla Carta costituzionale, ad attore politico di primissimo piano e artefice di alcune svolte decisive della politica nazionale degli ultimi 20 anni.
Come quando nel 2011 Giorgio Napolitano, come rivelato persino dal ministro Crosetto ha imposto a Berlusconi di prendere parte al bombardamento della Libia e alla caduta di Gheddafi, in ossequio alle direttive che arrivavano da Washington, Londra, e Parigi (e contro i nostri oggettivi interessi nazionali), o come quando pochi mesi dopo in concerto con la Commissione e la Banca Centrale europea sempre Napolitano orchestrò la caduta del governo Berlusconi in favore di Mario Monti, l’uomo prescelto dalle oligarchie internazionali per attuare quelle riforme di austerità, privatizzazioni e tagli allo stato sociale che hanno imposto la svolta neoliberale al paese affossandone definitivamente l’economia.
Ma per quanto possa sembrare incredibile, Il peggio doveva ancora arrivare.
È con Sergio Mattarella che la mutazione del Capo dello Stato da garante della Costituzione a garante del vincolo esterno italiano, ossia della collocazione del nostro paese nell’ asfissiante assetto euroatlantico, è compiuta.
Nella nuova puntata di Ottolina e mezzo, Savino Balzano, autore di una coraggiosissima inchiesta sul nuovo ruolo del Presidente della Repubblica, ci ha svelato tutte le più importanti dinamiche del vero deep state italiano.
Ci vediamo qui https://youtu.be/HjpE4bDFMp0?is=Xq-k9kdWyDbMOgPo
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| 3 | 🟥 SIAMO IN DIRETTA
QUI | 1 838 |
| 4 | 𝐋𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚?
«La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. […]. La guerra agisce come fine a sé stessa».
Fonte: https://www.laciviltacattolica.it/articolo/parole-di-speranza-in-mezzo-alla-disperazione
@lafionda | 2 022 |
| 5 | Sul ritorno a ondate della polarizzazione destra-sinistra si sono scritti molti libri in passato. Oggi però la questione diventa dirimente: o comprendiamo che il teatrino delle false contrapposizioni serve a mantenere in piedi un Sistema neoliberista della guerra totalmente trasversale o saremo costretti a vivere l’ennesima messa in scena di una politica post-ideologica e post-umana che fa finta di bisticciare su questioni “morali” per poi sedersi a tavola brindando all’ingenuità del popolo boccalone.
Direi che possiamo dire basta a tutto questo no?
Nel nuovo volume della rivista La Fionda, intitolato “Distrazioni di massa”, ho cercato di esprimere un punto di vista spero approfondito su questo aspetto ambiguo e divisivo oggi più che mai centrale. Ve lo suggerisco perché, oltre al mio saggio breve, ci sono davvero tanti altri spunti interessanti. Buona lettura!
📕link al libro:
https://www.rogasedizioni.net/product-page/la-fionda-1-2026-distrazioni-di-massa
#davidesabatino #lafionda | 1 922 |
| 6 | Hormuz, il pedaggio dell’Apocalisse
Margherita Furlan
La guerra contro l’Iran non nasce dal nucleare: nasce dalla fine della crescita. Quando lo sviluppo infinito urta contro il pianeta finito, il sistema converte la stagnazione in economia di guerra, la scarsità in rendita di posizione e l’attesa della fine in modello di business.
Lunedì 13… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/15/hormuz-il-pedaggio-dellapocalisse/
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| 7 | Presentazione romana del nuovo numero con Nello Preterossi: appuntamento da non perdere!
Vi aspettiamo numerosi!
@lafionda | 2 092 |
| 8 | Domani a Roma! | 2 124 |
| 9 | Rapito, torturato e detenuto in isolamento per il "crimine" di essersi rifiutato di abbandonare i neonati di Gaza.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_dramma_del_dottor_abu_safiya_torturato_per_aver_salvato_i_bambini_di_gaza/45289_68027/ | 1 663 |
| 10 | Kenneth Waltz e la logica della deterrenza nucleare in Medio Oriente
Davide Ragnolini
C’è ancora molto da riflettere sulle intuizioni della scuola realista nelle relazioni internazionali. Nel 2012 Kenneth N. Waltz (1924-2013), tra i più autorevoli esponenti del realismo strutturale, pubblicò sulle pagine di Foreign Affairs un articolo destinato a suscitare un intenso dibattito. La sua tesi era tanto semplice quanto controcorrente: un Iran dotato di… Continua... 👇
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| 11 | Il concetto della politica. Storia, teorie, prospettive
Gennaro Imbriano
Recensione a Carlo Galli, Necessità della politica, Raffaello Cortina Editore, Milano 2026, 249 pp.
L’ultima fatica di Carlo Galli – Necessità della politica – si presenta come un libro complicato, che si colloca a un alto livello di astrazione (storica e teorica), la cui ambizione è quella di ricostruire scientificamente… Continua... 👇
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| 12 | Non perdetevi oggi alle 16 la rassegna settimanale della Fionda online, a cura di Lorenzo Palaia e Lorenzo Serra 👇
https://www.youtube.com/watch?v=t_gpJY9QoL8 | 3 377 |
| 13 | L’eclissi della totalità. Sulla dissoluzione del legame
Antonio Martone
I.
Che cosa significa, esattamente, pensare tenendo conto del criterio della totalità? Quest’ultima è il principio che precede le parti e le rende intelligibili come momenti di un unico processo. Totalità qui non designa un ordine ora smarrito ma il criterio metodologico senza il quale il pensiero si limita a registrare accadimenti. Senza di… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/11/leclissi-della-totalita-sulla-dissoluzione-del-legame/
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| 14 | Un anno senza Goffredo Fofi, mai “mangiapane a tradimento”
Giovanni Peduto
L’esortazione che Goffredo mi ripeteva spesso era di non diventare un ‹‹mangiapane a tradimento››. Ho pensato spesso a cosa potesse intendere e oggi sono convinto che in questa raccomandazione ci fosse un forte invito ad una certa coerenza, ad una certa fedeltà. Goffredo viveva in una casa umile, lontano dai palcoscenici, da quelle… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/11/un-anno-senza-goffredo-fofi-mai-mangiapane-a-tradimento/
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| 15 | Da vent’anni lo spartiacque non è più l’asse destra/sinistra, ma la postura nei confronti dell’establishment nazionale e internazionale: élite/popolo. L’antica distinzione ideologica è stata annullata dal tradimento del centrosinistra mondiale appecoronato alle élite su politiche antisociali e dal camuffamento della destra globale, che parla la lingua dei poveri e ne prende i voti per poi fare gli interessi dei ricchi.
Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano, 10/7/2026 | 3 018 |
| 16 | 👆Il tweet di Vladimiro Giacché riassume perfettamente la vergogna del Chat Control, approvato ieri con procedura d'urgenza dal Parlamento Europeo per estendere lo scanning delle chat fino al 2028.
A Bruxelles dimenticano ancora una volta che in Italia esiste l'Articolo 15 della Costituzione:
“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”.
Secondo la nostra Carta, la privacy si limita solo se a deciderlo è un giudice con provvedimento motivato e secondo le garanzie della legge. Non è ammissibile affidare la sorveglianza preventiva alla discrezione algoritmica delle grandi compagnie private.
I prossimi passaggi vedranno il testo al vaglio del Consiglio UE per tre mesi. Sarebbe proprio questo l'organo – rispondendo direttamente ai governi e alle democrazie nazionali – da cui ci si dovrebbe attendere un freno a questa deriva anti-democratica sempre più marcata. Certo, a patto che i nostri ministri si ricordino finalmente dell'esistenza della nostra Costituzione, troppo spesso ignorata e calpestata anche a casa nostra. 🛑
‼️ entra nel canale telegram http://t.me/lafionda | 3 501 |
| 17 | Ve lo meritate, Mario Adinolfi
Alessio Mannino
Parafrasando Gaber che ci scuserà dall’oltretomba, “non temo Mario Adinolfi in sé, temo il Mario Adinolfi in noi”. In noi italiani, in certi italiani, che approfittano della gogna giudiziaria per deridere un personaggio che avrebbe dovuto essere dimenticato da tempo. Uno di quelle maschere da tragicommedia diffusa, del sottogenere predicatore, cui viene riconosciuta una… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/10/ve-lo-meritate-mario-adinolfi/
🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda | 3 192 |
| 18 | Si fa presto a dire sicurezza
Ugo Boghetta
Giorni fa, dovendo aspettare qualche tempo l’arrivo del treno alla stazione Termini, mi sono messo a contare il numero di poliziotti, carabinieri, soldati e guardie giurate in servizio. Ne ho contati 30 in pochi minuti. A questi vanno aggiunti i numerosi addetti alla sicurezza di Trenitalia. Va inoltre considerato l’apparato organizzativo che sta a… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/10/si-fa-presto-a-dire-sicurezza/
🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda | 3 267 |
| 19 | Ringrazio Paolo Arigotti e il suo Spunti di Riflessione per questa intervista sul mio Romanzo Quirinale.
https://www.youtube.com/watch?v=H9iGtnfxHUo | 2 784 |
| 20 | E noi paghiamo
Di Marco Travaglio
Se il giornalismo esistesse ancora, la stampa europea inchioderebbe i leader Nato a una domanda: “Ci spiegate perché l’Europa dovrebbe buttare altre centinaia di miliardi nelle armi, levandoli allo Stato sociale?”.
1) Rutte: “La Russia, anche dopo la fine della guerra in Ucraina, continuerà a rappresentare una minaccia di lungo periodo alla sicurezza euro-atlantica”. Generale americano Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa: “Ho seguito molto attentamente le informazioni di intelligence. La Russia non cerca un conflitto. Capisce il concetto di ‘alleanza difensiva’ e comprende che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici”. Infatti gli Usa ritirano risorse militari in Europa (verso il Golfo e il Pacifico), pur mantenendovi basi e soldati per presidiarla e usarla come pista verso il Medio Oriente, perché non credono a minacce russe. La Nato di Grynkewich è la stessa di Rutte, o un’altra a noi ignota?
2) Gli europei s’impegnano a spendere per la difesa Nato il 5% del Pil, mentre gli Usa sono al 3,1. Nel 2026 le loro spese per la difesa salgono dai 418 miliardi del 2025 a 454, cioè il 2,4% del Pil Ue e la metà del bilancio del Pentagono, mentre la Russia ne spende appena 150 (1/3 dell’Ue e 1/10 della Nato) non solo per la guerra, ma per difendere il suo territorio di Paese più vasto del mondo.
3) La Nato spillerà ai suoi soci (Usa esclusi) altri 140 miliardi in due anni per l’Ucraina, che non ne fa parte (la Meloni era contro la formula biennale, poi si è subito calata le brache). Ma Trump annuncia che “la guerra sta per finire”, forse perché ha saputo quel che accade sul campo: caduta Kostjantynivka, ora tocca a Lyman, poi ai russi restano due roccaforti per completare la conquista del Donetsk (Kramatorsk e Sloviansk). Che senso ha pianificare fondi per due anni, se tra pochi mesi potrebbe non esistere più un fronte ucraino da difendere?
4) Zelensky firma accordi con Paesi Ue per venderci un quarto delle armi e munizioni prodotte dall’Ucraina, ma intanto continua a chiederci armi gratis e soldi per fabbricarle (in 52 mesi ha avuto 215 miliardi dall’Europa e 115 dagli Usa, che ora hanno smesso). Ma se ne ha in sovrappiù, perché seguitiamo ad armarlo e a finanziarlo? E, se gliene servono di diverse, perché quelle che ci vende non ce le facciamo regalare?
5) Rutte, a sua insaputa, confessa al Financial Times: “Europa e Canada si sono impegnati ad acquistare armi dagli Usa per 300 miliardi di dollari. Questo ha l’effetto di sostenere circa 195mila posti di lavoro negli Usa”. Quindi la Nato è il bancomat di Trump, di Zelensky e delle loro industrie militari. E noi europei ci imbottiamo di armi per continuare, con più mezzi, nell’esercizio che ci riesce meglio: spararci nelle palle.
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