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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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la fionda📕 (@lafionda) Italiya til segmentidagi kanali faol ishtirokchi. Hozirda hamjamiyat 20 233 obunachidan iborat bo'lib, Siyosat toifasida 2 847-o'rinni va Italiya mintaqasida 1 286-o'rinni egallagan.
📊 Auditoriya ko‘rsatkichlari va dinamika
невідомо sanasidan buyon loyiha tez o‘sib, 20 233 obunachiga ega bo‘ldi.
03 Sentabr, 2026 dagi oxirgi ma’lumotlarga ko‘ra kanal barqaror faollikka ega. Oxirgi 30 kunda obunachilar soni -34 ga, so‘nggi 24 soatda esa 1 ga o‘zgardi va umumiy qamrov yuqori darajada qolmoqda.
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- Jalb etish (ER): Auditoriya o‘rtacha 19.12% darajada jalb etiladi. Nashrdan keyingi dastlabki 24 soatda kontent odatda umumiy obunachilar sonining 9.49% ini tashkil etuvchi reaksiyalarni to‘playdi.
- Post qamrovi: Har bir post o‘rtacha 3 870 marta ko‘riladi; birinchi sutkada odatda 1 920 ta ko‘rish yig‘iladi.
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Yuqori yangilanish chastotasi (oxirgi ma’lumot 04 Sentabr, 2026 da olingan) sababli kanal doimo dolzarb va katta qamrovli bo‘lib qoladi. Analitika auditoriya kontent bilan faol hamkorlik qilishini, uni Siyosat toifasidagi muhim ta’sir nuqtasiga aylantirishini ko‘rsatadi.
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| 04 Sentabr | +1 | |||
| 03 Sentabr | +3 | |||
| 02 Sentabr | +1 | |||
| 01 Sentabr | +2 |
| 2 | LETTURA CONDIVISA | “La Cina spiegata all’Occidente” di Pino Arlacchi
L’iniziativa è organizzata dall’Officina di Cittadinanza Attiva, una comunità nata dalla Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano.
Un percorso di 9 appuntamenti per leggere, discutere e comprendere la Cina, al di là di pregiudizi, stereotipi e schematismi.
Come funziona? Ogni settimana si affronta una parte del libro. Si legge in autonomia, poi ci si ritrova online per discutere insieme i temi affrontati e confrontare interpretazioni e punti di vista. Prima di ogni incontro sarà inviato un riassunto verificato, così da consentire a tutti di seguire e partecipare alla discussione.
Il calendario degli incontri (tutti i giovedì alle 21:00, via Zoom)
17 settembre — Tianxia: un mondo inclusivo e senza confini
24 settembre — Wen, Wu e il governo della Cina
1 ottobre — Un impero gramsciano
8 ottobre — La formula di governo: una meritocrazia socialista
15 ottobre — Tibet: come si inventa un genocidio
22 ottobre — Il socialismo di mercato non è uno spot
29 ottobre — La bufala del debito cinese
5 novembre — Il socialismo 2.0 e la costruzione del mercato
12 novembre — Pax asiatica
9 incontri online gratuiti, dal 17 settembre al 12 novembre 2026.
Vuoi partecipare? Scrivi a officina-CA@proton.me: verrai aggiunto alla mailing list e riceverai tutte le informazioni necessarie per partecipare agli incontri.
L’invito è a partecipare numerosi! | 1 438 |
| 3 | Vi ricordiamo questo importante appuntamento di confronto e approfondimento in programma tra oggi pomeriggio e domani, che vedrà tra i relatori anche i nostri Direttori, Nello Preterossi e Alessandro Somma.
L'incontro si terrà nell’ambito della Scuola di Formazione Politica promossa da Patria e Costituzione, in collaborazione con La Fionda e Fuoricollana.
📍 Dove:
Presso il Roma Scout Center
Largo dello Scautismo, 1 (zona Piazza Bologna) – Roma
🗓 Programma di Sabato 5 Settembre:
09:30 – 11:15 | Lo scenario multipolare: visto dall’Occidente
Relatori: Nello Preterossi, Antonio Cantaro, Giuliano Garavini
11:30 – 13:15 | L’Unione Europa: comunità di democrazie nazionali
Relatori: Andrea Guazzarotti, Omar Chessa, Alessandro Somma
Per maggiori informazioni e per il programma completo:
https://patriaecostituzione.it/la-scuola-2026/
Vi aspettiamo!
@lafionda | 1 372 |
| 4 | “Gli ibridi connubi”: l’opera di Gotor interroga la nostra Repubblica
Giovanni Peduto
I tumultuosi anni Settanta, la strategia della tensione, sono spesso affidati alla malferma obiettività della memoria, costellata di cesure, rimozioni, razionalizzazioni. Non sorprende, dunque, la facilità con cui questo patrimonio storico si presti a politicizzazioni e fraintendimenti. Serviva, già da tempo, un diverso sguardo, uno sguardo scientifico, attento e in grado di mettere in… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/04/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica/
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| 5 | POTEVA ANDARCI PEGGIO
Di Marco Travaglio
Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente la verità, quando accusa Putin di aver inviato un russo e un bielorusso a piazzare un drone esplosivo che non è esploso all’aeroporto di Lipsia accanto a un Antonov ucraino che trasportava mezzi militari pesanti di Ue e Nato. Intanto perché così la Germania darebbe un’occhiata ai suoi formidabili sistemi di sicurezza che, dopo anni di allarmi sulla guerra ibrida, consentono a due presunti terroristi di andarsene a zonzo fra aerei tedeschi e ucraini con droni e bombe. Ma soprattutto perché avremmo la prova che, fra le due tipologie di leader mondiali su piazza – i criminali irresponsabili che mirano alla terza guerra mondiale nucleare e i criminali responsabili che puntano a scongiurarla –, Putin appartiene ancora alla seconda. Facciamo finta che il drone l’abbiano piazzato quei due e, soprattutto, che li abbia mandati Putin e non qualche gruppo di opposizione foraggiato da un Paese Nato o da Kiev per un’operazione sotto falsa bandiera, o i falchi russi ostili alla gestione blanda della guerra e ansiosi di ricorrere all’atomica o solo di indebolire Putin alla vigilia delle elezioni parlamentari. Vorrebbe dire che Putin, per ora, non può o non vuole spingere la guerra con Ue e Nato oltre qualche innocuo buffetto. Basta confrontare le azioni occidentali e le reazioni russe. Da un lato l’allargamento della Nato a Est (da 16 a 32 Paesi in 27 anni); la rivolta ucraina pilotata nel 2014 per instaurare un regime-fantoccio e inglobare Kiev nell’Alleanza; e, dopo l’invasione, la guerra per procura alla Russia camuffata da “difesa dell’Ucraina” con missili e droni occidentali in territorio russo su obiettivi civili, energetici e strategici; 21 pacchetti di sanzioni; il sequestro di 200 miliardi di asset privati russi che ora qualcuno vuole pure rapinare; campagne russofobe contro artisti, intellettuali, atleti russi; un gigantesco piano di riarmo unidirezionale (contro la Russia); il tutto per spalleggiare il Paese invaso che però, piccolo particolare, non fa parte dell’Ue né della Nato; e senza neppure il fastidio di dichiarare guerra a Mosca.
Visto con le lenti occidentali, è tutto normale: anche avallare le aggressioni di Usa e Israele all’Iran, miglior alleato di Mosca in Medio Oriente insieme alla Siria, e quella degli Usa al Venezuela, miglior alleato di Mosca in Sudamerica. Ma, visto con gli occhi del popolo russo, si chiama minaccia esistenziale. E quando una o più potenze s’infischiano delle conseguenze dei propri atti sulle altre, scoppiano le guerre mondiali. Se finora la Russia ha reagito alla nostra guerra non dichiarata con qualche drone senza morti né feriti né danni, è una buona notizia. Poteva pure farci esplodere un paio di gasdotti, per dire.
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| 6 | Il “Minsky moment”: quando la finanza prepara la crisi
Fabrizio Pezzani
Hyman Minsky è stato uno degli studiosi più illuminati del secolo scorso, per la versatilità e l’originalità delle sue intuizioni nel campo dell’economia e della finanza. Ma le sue idee erano troppo pericolose: mostravano quanto il capitalismo finanziario fosse intrinsecamente instabile e soggetto al dominio di una speculazione tanto… Continua... 👇
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| 7 | Storia e futuro dell’ordine mondiale
Matteo Bortolon
Amitav Acharya, nella sua monumentale opera Storia e futuro dell’ordine mondiale (Fazi 2026), ci ha consegnato un testo di ampio respiro, proiettato nell’attualità più stringente ma saldamente impiantato in una prospettiva di storia mondiale. La prospettiva di attualità è palese nel sottotitolo: Perché la civiltà globale sopravviverà al declino dell’Occidente.… Continua... 👇
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| 8 | Medici cubani espulsi dalla Giamaica: duro colpo per Cuba e per la sanità caraibica dietro l’ipocrisia umanitaria di Rubio
Flavio Bacchetta
Essendo residente in Giamaica negli anni che si sono susseguiti all’avvento del governo laburista JLP, storico alleato USA, ho constatato il crollo totale del servizio pubblico, con in testa sanità e scuola.
Nello stesso tempo il privato furoreggiava, con l’apertura di molteplici cliniche e consultori, sempre più cari e inaccessibili, quindi, al… Continua... 👇
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| 9 | Appello per la libertà di informazione, contro la censura dei media russi
Enrico Grazzini
Appello per il ritiro dei Regolamenti del Consiglio n. 833/2014, 269/2014 e 2024/2642 che censurano i media russi
Dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa nel luglio 2014 e poi, dopo l’inizio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, l’Unione Europea ha imposto alla Federazione Russa una serie di misure restrittive, tra… Continua... 👇
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| 10 | Io mi sento davvero di sottoscrivere le parole di Angelo D'Orsi, che mi paiono lucidissime, logiche e di assoluto buon senso.
Insomma: vi sembra normale che un Paese importante come l'Italia prenda come consulente per la difesa #Fedorov, uno che è stato ministro della Difesa di un Paese straniero come l'#Ucraina? Non abbiamo alcuna alleanza con Kiev, anzi: il regime fantoccio di #Zelensky è l'unico ad aver attaccato militarmente un membro dell'UE e della Nato. Si pensi al gasdotto Nord Stream, ma anche a tutte le vicende con l'Ungheria di #Orbán, che osava contrastarlo.
La nostra è una provocazione che, peraltro, mette a repentaglio la sicurezza nazionale. Tutta l'Unione europea è responsabile di continue provocazioni nei confronti della #Russia. E, da questo punto di vista, mi pare pure condivisibile la provocazione di D'Orsi, che ci invita a essere grati nei confronti di #Putin per il sangue freddo suo e della sua classe dirigente. C'è poco da fare.
Battitori Liberi, dalle 17, su Radio Cusano. | 2 270 |
| 11 | PUTIN FA COSE
Di Marco Travaglio
A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin.
Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo?
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| 12 | Davvero una bella notizia, Alessandro.
Sapere che stai meglio e sentirti così combattivo ci solleva davvero.
Continua a rimetterti, un passo alla volta. Ti aspettiamo presto qui.
Un abbraccio forte a te e alla tua famiglia.
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Qui di seguito, il testo del comunicato appena pubblicato da Alessandro Di Battista:
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Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali.
Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza.
P.S. Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui.
Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato. | 2 381 |
| 13 | Il potere di veto non si tocca. Perché difendere l’unanimità in Europa
Giulio Di Donato
Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Svezia hanno sottoscritto una lettera indirizzata a Kaja Kallas per chiedere di superare, almeno in alcuni ambiti, la regola dell’unanimità nella politica estera dell’Unione europea.
In sostanza, oggi, in sede di Consiglio dell’UE, sulle principali decisioni di politica estera soggette all’unanimità,… Continua... 👇
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| 14 | Laude. Un progetto musicale sulle tracce di Jacopone
Roberto Michelangelo Giordi
La lauda rappresenta una delle radici fondative della poesia e della drammaturgia italiane e costituisce uno dei luoghi privilegiati in cui, nel Medioevo, parola poetica, musica e sentimento religioso si incontrano. Dalle origini francescane fino alla potenza espressiva di Jacopone da Todi, la sua storia consente dunque di ripercorrere un capitolo fondamentale dell’universo poetico-musicale… Continua... 👇
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| 15 | Chi, come Carlo Calenda, pretende di abolire l’unanimità in politica estera vuole nei fatti la guerra e la consacrazione della post-democrazia!
@lafionda | 2 468 |
| 16 | In morte di Pasquale Andriotta
Salvatore Bianco
Ieri Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni, ha perso la vita durante una consegna nel suo ultimo giorno di contratto con un’azienda che lavora in appalto con BRT a Piacenza.
Si è sentito male mentre era impegnato a scaricare il furgone. Ha perso i sensi ed è andato in arresto cardiaco, accasciandosi a terra.… Continua... 👇
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| 17 | Il petrolio venezuelano accaparrato da Washington: che fine hanno fatto i proventi del petrolio dal 3 gennaio 2026?
Eric Toussaint
Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare contro il Venezuela che è culminata con la cattura e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, e il loro trasferimento forzato negli Stati Uniti. Durante questa aggressione, condotta con 150 velivoli, hanno perso la vita un centinaio di persone,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/01/il-petrolio-venezuelano-accaparrato-da-washington-che-fine-hanno-fatto-i-proventi-del-petrolio-dal-3-gennaio-2026/
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| 18 | L'ISLANDA DICE NO ALLA UE
🇮🇸🫸🇪🇺Nel referendum del 29 agosto scorso il 52,8% dei votanti (affluenza 82,5%!) ha detto no alle negoziazioni per aderire alla Ue - NB: non per aderire, solo per negoziare.
📦 Il referendum era stato promesso dalla coalizione di csx al potere per garantire democraticità al processo di adesione.
🇮🇸🤔 Negoziati sull'adesione erano già in corso nel 2009 ma definitivamente abbandonati nel 2015.
💸😠In seguito alla crisi economica del 2008 la banca islandese Icesave è fallita; UK e Olanda pretendevano che lo Stato islandese rimborsasse i depositanti stranieri per cifre intorno al 30-50% pil.
🫸🇬🇧🇪🇺 Gli islandesi votarono no al pagamento in due referendum, il che logorò i rapporti con gli europei.
🐟 Nel 2026 è stata determinante la questione della pesca, molto importante per il paese. Va detto che l'Islanda è già assai integrata con la Ue senza una piena adesione e senza compromettere la propria sovranità, quindi perché perdere la sovranità su tale asset strategico?
💪 l'Islanda non solo ha evitato la fine della Grecia ma ha fatto in modo di non trovarsi nelle grinfie della Troika in futuro.
@lafionda | 2 668 |
| 19 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2094379379472121866?s=20
Leggo analisi ridicole sul #referendum islandese, ma quelle ci stanno: siamo pieni di cretini, di eurocretini totalmente lobotomizzati. Ciò che trovo, ancora una volta — e non mi rassegno — inaccettabile è che persino i servizi televisivi raccontino storie a dir poco ridicole.
Ascoltavo un tg ieri sera e la teoria era pressappoco questa: islandesi scrocconi, che vogliono prendersi i tanti vantaggi dell'UE senza voler pagare. Free rider, portoghesi che non sono altro! Vogliono godere degli infiniti vantaggi dell'Unione senza metterci nulla di proprio. Poi un altro paio di cose, che vi riporto in chiusura.
Oltre a godere nel vedere i loro fegati scoppiare, desidero porre alcune semplicissime domande.
La prima è questa: perché un Paese come l'#Islanda che ha già accettato un certo grado di integrazione, per effetto di accordi tra le parti, dovrebbe essere costretto a cedere ulteriore sovranità se non intende farlo? E perché, se sceglie di non farlo, deve passare per scroccone? Siamo così abituati alla nostra politica servile da non capire che un popolo dovrebbe essere libero di compiere le proprie scelte e di tessere il proprio destino.
E poi: è vero che l'attuale grado di integrazione sia vantaggioso soltanto per l'Islanda e non le costi nulla? Ovviamente no. Sullo scambio dei capitali, ad esempio, c'è un sostanziale equilibrio: nel 2023 lo stock degli investimenti islandesi nell'UE era persino leggermente superiore a quello degli investimenti dell'UE in Islanda. Sulle merci, siamo noi in surplus. Sulle persone, il discorso è reciproco.
Non solo: l'Islanda è tenuta ad applicare moltissime delle regole del mercato unico e a contribuire finanziariamente ai meccanismi e ai programmi cui partecipa. Non è però beneficiaria dei grandi fondi di coesione dell'#UE come lo sono gli Stati membri. A questo bisogna aggiungere che lo fa senza avere propri rappresentanti con diritto di voto nelle istituzioni dell'UE: non ha eurodeputati, né un commissario europeo. Per quanto il Parlamento europeo non conta una mazza.
E dunque, vi pare il comportamento di un Paese scroccone? Certo, non vuole perdere la piena sovranità in ambiti come la pesca e l'agricoltura, per lei letteralmente vitali. E non vuole nemmeno perdere autonomia sulla politica monetaria. È una colpa? No: è una scelta politica, del tutto libera e legittima.
Si aggiungeva, nel servizio, che il voto potrebbe essere stato condizionato dalla disinformazione — i soliti casi clinici, naturalmente, hanno tirato in ballo anche la #Russia — e qui ci confermiamo per i grandi democratici che siamo: quelli che rispettano il voto solo quando l'esito è quello desiderato. Si denigrava addirittura il fatto che a votare per il No siano stati soprattutto i giovani: gli stessi che, in altre circostanze, vengono descritti come l'ultima speranza per l'umanità. Oppure il fatto che il reddito medio pro capite si aggirerebbe attorno ai 6 mila euro, quasi a voler dipingere l'immagine di un popolo ingordo. Forse dovrebbero fare come noi, che idolatriamo gente come Prodi, Monti o Draghi: quelli che vogliono lasciarci in mutande.
E poi, per completare il circo della propaganda, la chiosa finale: «Speriamo che non si pentano come gli inglesi».
Scusate tanto: se gli inglesi si sono davvero pentiti, perché continuano a premiare il padre della #Brexit, Nigel Farage, che stravince le elezioni e vola nei sondaggi? E perché nessuno dei principali partiti britannici propone seriamente di annullare la Brexit e rientrare nell'UE? Ce lo spiegate?
Siamo nel bel mezzo di un vortice di feroce disinformazione: moltissima è frutto della malafede, della volontà di malinformare la gente; moltissima altra è semplicemente il prodotto della demenza, del servilismo divenuto nuova condotta fisiologica, della messa a pecora elevata a postura naturale.
Noi, invece, proviamo ancora a ragionare. | 2 494 |
| 20 | “L'esasperazione delle guerre culturali è cresciuta quanto più diminuiva la capacità della politica di decidere su questioni dirimenti. [...]
Sarebbe però un errore concludere che identità e simboli siano irrilevanti rispetto alla questione sociale.
[...] Serve una voce autonoma. [Tutto ciò] significa non accettare che il conflitto politico sia già tutto contenuto nelle alternative confezionate dai due schieramenti: essere contro la destra e contro la sinistra realmente esistenti, quando si dimostrano incapaci di affrontare le contraddizioni del presente, a partire da quel «vincolo esterno» europeo che oggi condensa vecchie ricette neoliberali e pulsioni autodistruttive verso la guerra”.
Diego Melegari spiega oggi sul Fatto Quotidiano il senso profondo del nostro ultimo numero cartaceo, dedicato alle nuove e vecchie polarizzazioni. | 2 549 |
