la fionda📗
La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
إظهار المزيد📈 نظرة تحليلية على قناة تيليجرام la fionda📗
تُعد قناة la fionda📗 (@lafionda) في القطاع اللغوي الإيطالية لاعباً نشطاً. يضم المجتمع حالياً 20 356 مشتركاً، محتلاً المرتبة 2 885 في فئة السياسة والمرتبة 1 303 في منطقة إيطاليا.
📊 مؤشرات الجمهور والحراك
منذ تأسيسه في невідомо، حقق المشروع نمواً سريعاً وجمع 20 356 مشتركاً.
بحسب آخر البيانات بتاريخ 15 يونيو, 2026، تحافظ القناة على نشاط مستقر. خلال آخر 30 يوماً تغيّر عدد الأعضاء بمقدار -23، وفي آخر 24 ساعة بمقدار -7، مع بقاء الوصول العام مرتفعاً.
- حالة التحقق: غير موثّقة
- معدل التفاعل (ER): يبلغ متوسط تفاعل الجمهور 21.20%. وخلال أول 24 ساعة من النشر يحصد المحتوى عادةً 8.90% من ردود الفعل نسبةً إلى إجمالي المشتركين.
- وصول المنشورات: يحصل كل منشور على متوسط 4 316 مشاهدة. وخلال اليوم الأول يجمع عادةً 1 812 مشاهدة.
- التفاعلات والاستجابة: يتفاعل الجمهور بانتظام؛ متوسط التفاعلات لكل منشور يبلغ 48.
- الاهتمامات الموضوعية: يركز المحتوى على مواضيع رئيسية مثل venezuela, iran, stati, uniti, unione.
📝 الوصف وسياسة المحتوى
يصف المؤلف القناة بأنها مساحة للتعبير عن الآراء الذاتية:
“La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
https://www.lafionda.org - t.me/lafionda”
بفضل وتيرة التحديث المرتفعة (أحدث البيانات بتاريخ 16 يونيو, 2026) تحافظ القناة على حداثتها ومستوى وصول مرتفع. وتُظهر التحليلات تفاعلاً نشطاً من الجمهور، ما يجعلها نقطة تأثير مهمة ضمن فئة السياسة.
جاري تحميل البيانات...
| التاريخ | نمو المشتركين | الإشارات | القنوات | |
| 16 يونيو | +1 | |||
| 15 يونيو | +1 | |||
| 14 يونيو | 0 | |||
| 13 يونيو | +4 | |||
| 12 يونيو | +3 | |||
| 11 يونيو | +3 | |||
| 10 يونيو | +12 | |||
| 09 يونيو | +11 | |||
| 08 يونيو | +5 | |||
| 07 يونيو | +3 | |||
| 06 يونيو | 0 | |||
| 05 يونيو | +1 | |||
| 04 يونيو | +6 | |||
| 03 يونيو | +1 | |||
| 02 يونيو | +7 | |||
| 01 يونيو | +1 |
| 2 | Quando una tregua diventa una resa dei conti strategica
Giulio Di Donato
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, annunciato come passaggio verso la cessazione della guerra, non può essere letto come un normale documento diplomatico. Se i contenuti attribuiti all’intesa saranno confermati, siamo davanti a un testo che non si limita a fermare le armi, ma ridefinisce il modo in cui Washington e Teheran… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/06/16/quando-una-tregua-diventa-una-resa-dei-conti-strategica/
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| 3 | Tulsi Gabbard svela la rete segreta di 120 biolab Usa https://share.google/xWJmmsaZ1FMhPqRvq | 1 813 |
| 4 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2066498174647152904?s=20
Ci siamo: domani saremo in libreria con “Romanzo Quirinale. Come il Colle ha abbandonato la Costituzione per Washington, Bruxelles e il partito della guerra”, Paper First.
«Nessuno ti potrebbe consigliare di scrivere un libro come questo. Figurati se io posso consigliarti di pubblicarlo. Per la verità avevo anche consigliato a me stesso di non scrivere questa prefazione. Ma alla fine ho ceduto, ovviamente con la speranza che anch’essa, come tutto il resto del libro, non vedrà mai la luce. (...) Sei ancora in tempo, caro Savino, per buttare questo lavoro nel cestino ed evitare tanti guai a te. E qualcuno anche a me. Ma lo so che non lo farai perché i guai, a quelli come noi, piacciano assai. (...) E dunque so che questo libro lo pubblicherai perché è giusto farlo. Perché racconta ciò che pochi osano raccontare. Perché fa il contropelo al potere altissimo. Perché va a vedere in controluce ciò che tutti osannano. La presidenza della Repubblica trasformata in monarchia» — dalla Prefazione di Mario Giordano, che ringrazio con tutto il cuore.
Per anni ci hanno raccontato la balla di un Presidente della Repubblica imparziale, composto, contenuto. Quante volte l’avete sentita, quella della fisarmonica? Il #Quirinale allargherebbe i suoi poteri, generosamente, per supplire alle mancanze di una politica incapace. La politica spesso si è dimostrata tale, è vero, ma il Colle ne ha approfittato, vampirizzandola fino alle più estreme conseguenze.
Il Presidente della Repubblica è divenuto un attore politico che — senza alcuna legittimazione democratica — persegue un programma contrario alla Costituzione che invece dovrebbe garantire, ossequioso delle agende di Washington, Bruxelles e del partito della guerra. I suoi metodi sono contrari alla Carta: esercita poteri non previsti, nel silenzio complice della politica e di ciò che scioccamente definiamo informazione.
Nel sistema mediatico tutto questo è noto, ma il servilismo regna sovrano e si scatena la gara a chi urla più forte, fantozzianamente, che è un bel Presidente! C’è la corsa a reggergli il moccolo, a leccargli gli stivali, a servirlo e riverirlo.
Questo non è solo un libro sul Quirinale: è un libro su chi comanda davvero in Italia, nella nostra colonia, e dunque sulle disperate condizioni nelle quali versa la nostra democrazia.
Nessuno ci aiuterà ad aprire questa discussione ed è per questo che vi chiediamo un aiuto: sostenete questo libro, parlatene. | 1 864 |
| 5 | Capitalismo finanziario e guerra permanente
Giulio Di Donato
La guerra con l’Iran sembrerebbe aver avuto fine con la firma del MOU prevista per venerdì 19 a Ginevra. I dubbi sulla sua attuazione sono tuttavia leciti. Il MOU si regge sul cessate il fuoco anche a Gaza e in Libano. Quindi finalmente avremmo gli Stati Uniti che tengono sotto controllo Israele?
Secondo molti… Continua... 👇
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| 6 | Il porto di Khasab, capoluogo della penisola del Musandam, affacciato sullo stretto di Hormuz.
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| 7 | L’Umanesimo contro sé stesso. Genealogia dell’intelligenza artificiale
Giulio Di Donato
IA e trasmissione dei saperi. Anatomia di una catastrofe[1]
1. Da Petrarca a Peter Thiel
Il quadro delle tensioni teoriche, antropologiche e politiche dell’Umanesimo, non può farci dimenticare che esso generò anche gli antidoti più efficaci contro gli esiti più autodistruttivi della liberazione dell’individuo. Questi antidoti, molto sinteticamente, si basano sull’idea… Continua... 👇
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| 8 | L’Italia piccola piccola
Giulio Di Donato
Roberto Vannacci cresce. I sondaggi lo confermano, i transfughi della Lega e di Fratelli d’Italia pure. Come osserva l’avvocato Marco Mori nel suo intervento su Money.it, il generale sta letteralmente “facendo evaporare” la Lega e “creando problemi significativi” a Fratelli d’Italia, mettendo a nudo le contraddizioni di due partiti che… Continua... 👇
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| 9 | L'Iran ha annullato un attacco di rappresaglia pianificato contro Israele dopo che Trump, attraverso intermediari, ha esortato alla moderazione, scrive il New York Times.
Teheran ha discusso se fosse necessaria una risposta per ripristinare la deterrenza, ma alcuni hanno sostenuto che la rappresaglia avrebbe favorito Israele e messo a rischio i colloqui di pace in corso con Washington.
L' IRGC fa sapere che sopo che Israele ha attaccato Dahiyeh, il capo della squadra negoziale Ghalibaf dell'Iran ha interrotto i colloqui nucleari con il Qatar, mentre i sistemi di lancio iraniani venivano dispiegati.
Trump avrebbe fatto marcia indietro all'ultimo minuto, revocando immediatamente e completamente il blocco navale all'Iran, che secondo l'accordo avrebbe dovuto essere revocato gradualmente nell'arco di 30 giorni.
Fars scrive che l'Iran aveva annullato i negoziati e stava preparando la rappresaglia contro Israele dopo l'attacco ai sobborghi meridionali di Beirut.
Sono state le concessioni statunitensi dell'ultimo minuto - incluse garanzie per l'integrità territoriale del Libano, un ritiro israeliano dal confine libanese e una fine immediata del blocco - a fare sì che l'Iran accettasse di annullare la rappresaglia.
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| 10 | Natalino Irti, addio al grande giurista-umanista
Giulio Di Donato
Diritto, mercato, tecnica e sovranità nella crisi della globalizzazione
Natalino Irti non è stato soltanto un grande giurista del diritto civile italiano. È stato qualcosa di più raro: un pensatore della forma politica, un interprete della modernità giuridica, un osservatore severo del rapporto tra mercato, Stato, tecnica e sovranità. Nato ad Avezzano nel 1936… Continua... 👇
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| 11 | Alle radici del consenso di Giorgia
Giulio Di Donato
Su Strisciarossa del 21 novembre Michele Ciliberto, illustre storico della filosofia e studioso del Rinascimento, metteva a fuoco un aspetto interessante del consenso a Giorgia Meloni, che invece di diminuire pare crescere, malgrado i grami risultati della sua azione di governo: la crescita delle povertà, i bassi salari, lo sviluppo inchiodato allo 0,6 e… Continua... 👇
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| 12 | ‼️ Segui la rubrica settimanale de la fionda ‼️
https://www.youtube.com/watch?v=w3v6rdCAX0E | 2 769 |
| 13 | È mancato a novant’anni Natalino Irti, il più importante e riconosciuto giurista italiano contemporaneo, come ha ricordato Massimo Cacciari.
Nel 2022 ho avuto l’onore di intervistarlo a proposito del rapporto fra “tecnica, diritto e destini dell’umanità”. Il suo libro “Nichilismo giuridico” (in particolare) ha avuto un impatto davvero molto forte, sia sulla filosofia che sulla giurisprudenza.
🖋️Riporto qui alcuni passaggi del nostro densissimo dialogo:
“La tecnica non si presenta come un insieme di possibilità offerto alla libertà e responsabilità degli uomini, ma come uno tra i “modi” o “forme” in cui si disvela l’essere. La divisione del lavoro scientifico determina saperi particolari, genera specialisti di ambiti sempre più limitati e ristretti. All’uomo intero, che pretendeva di abbracciare il mondo con lo sguardo e di trovarvi le ragioni dell’unità, subentra l’uomo frazionario, detentore di frammenti di sapere. La competenza designa l’oggetto e la misura del sapere parziale.
Tuttavia, le competenze non possono stare da sole, ma esigono il rapporto e l’unione con altre competenze. L’uomo non è più capace di fedi totalitarie e di visioni d’insieme, poiché anch’egli, il signore del mondo e il padrone delle cose, è caduto a materia di scienza (di psicologia e psicoanalisi, di sociologia e antropologia criminale ecc.).”
[…]
“Mentre nel passato l’uomo usciva, o provava a uscire, fuori di sé, e si appoggiava a una divinità o realtà presupposta, data prima del suo pensiero e della sua volontà, ora egli sa di edificare il proprio mondo, e di elaborare e di impiegare gli strumenti di questo dominio. Nei quali propriamente risiede la potenza della tecnica: una potenza, che non conosce né pace né tregua, così per il suo dispiegarsi ed accrescersi come per i conflitti, mossi al proprio interno. E noi stessi, uomini del secolo ventunesimo, siamo tratti dentro questi conflitti, e chiamati a prendere posizione fra le potenze in gioco.”
⬇️Leggi l’intervista integrale di Davide Sabatino al compianto Natalino Irti:
https://www.lafionda.org/2022/03/12/natalino-irti-fra-tecnica-diritto-e-destini-dellumanita/
#natalinoirti #diritto #filosofia #giurisprudenza #tecnica #essereumano | 2 937 |
| 14 | Perché tutto questo accanimento nei confronti del Fatto Quotidiano? Come mai i più accaniti sono proprio i “giornalisti” — virgolette necessarie — di altri organi di “informazione” — virgolette ancora più marcate?
Le ragioni sono diverse e ne abbiamo parlato con @petergomezblog.
A mio avviso, però, sono abbastanza semplici: il Fatto Quotidiano deve pagare, certamente, il fatto di aver osato criticare l’operato di colui che non deve essere nominato — se non per leccargli i piedi — ma non basta.
Il Fatto ha assunto da subito una posizione chiarissima su Gaza e Israele, ad esempio, ed è il giornale che più severamente critica la narrazione unidirezionale sul conflitto tra Russia e Ucraina. Narrazione, lo ricordo, ciecamente sostenuta dal Quirinale.
Il Fatto è l’unica testata giornalistica a registrare una crescita significativa: gli altri ristagnano o vanno a picco. Giustamente, direi. E cresce senza accedere al finanziamento pubblico.
Pensateci: quello che vediamo oggi è stato preceduto da una vera e propria persecuzione mediatica. A proposito del finanziamento pubblico, appunto, ma non dimentichiamo le inchieste comiche di certa gentarella che voleva dimostrare che Travaglio prendesse soldi da Putin.
Questi sono i fatti: sperare che il Fatto chiuda i battenti è semplicemente vergognoso, soprattutto se a farlo è chi vaneggia di libertà di espressione.
https://youtu.be/hWoPiWMVxGw | 2 603 |
| 15 | Appuntamento da non perdere!
Venerdì 12 giugno, alle ore 18.30, a Roma, presso il Biondo Tevere, si terrà una discussione a partire dal libro “Cos’è lo Stato. Capitalismo, democrazia e socialismo del XXI secolo”, di Paolo Botta (Rogas, 2026).
Si tratta di un testo molto importante, utile per comprendere le ragioni profonde della crisi della democrazia, a partire da un’analisi originale della natura e del ruolo dello Stato. Ne parleremo insieme all’autore e a tre relatori d’eccezione: Nello Preterossi, Stefano Petrucciani e Thomas Fazi.
Qui potete leggere la prefazione di Fazi, intitolata “La fine dell’illusione democratica”:
https://www.lafionda.org/2025/09/23/la-fine-dellillusione-democratica/
@lafionda | 1 544 |
| 16 | La guerra senza tempo secondo Frank Furedi
Matteo Bortolon
“La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l’esperienza dei contemporanei a quella delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento. La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/06/12/la-guerra-senza-tempo-secondo-frank-furedi/
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| 17 | Appuntamento da non perdere!
@lafionda | 3 306 |
| 18 | Quella di Kumzar è una lingua di ceppo iranico influenzata - oltre che dall'arabo - in modo rilevante dalle lingue del subcontinente indiano ed in misura minore dalle lingue parlate dai marinai delle potenze che nei secoli scorsi hanno esercitato il proprio controllo sullo stretto di Hormuz. I circa mille abitanti di Kumzar sopravvivono in larga misura grazie alla pesca, agli impieghi pubblici o alle attività svolte a Khasab - capoluogo del Musandam – o nella capitale omanita Mascate.
Il villaggio ha addirittura una squadra di calcio, ma il clima e la rocciosità del territorio - tali da rendere impossibile qualsiasi forma di agricoltura - la costringono ad allenarsi a Khasab, a circa un'ora di motoscafo: quasi tutte le famiglie hanno una seconda casa nel capoluogo, dove spesso trascorrono i periodi di caldo più estremo.
La crisi di Hormuz non ha mutato in modo significativo la vita dei pescatori di Kumzar: molti di loro trascorrono in mare lunghe ore con il volto e le braccia coperti per proteggersi dal sole cocente e dal riflesso accecante di quel mare trasformatosi in una trappola per gli Stati Uniti. (2 di 2)
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| 19 | Lo stretto di Hormuz è uno dei principali nodi di tensione geopolitica del nostro tempo. Il Musandam, la penisola rocciosa che proietta l'Oman a circa 20 miglia dal territorio iraniano è uno dei punti nevralgici di questa crisi. Nell'estremità settentrionale della penisola c'è un villaggio privo di collegamenti stradali con il resto del territorio: quella del mare è infatti l'unica via per raggiungerlo. Questa caratteristica ha isolato per secoli Kumzar dal territorio circostante e fatto sviluppare ai suoi abitanti un linguaggio proprio. (1 di 2)
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| 20 | Lo stretto di Hormuz è uno dei principali nodi di tensione geopolitica del nostro tempo.
Il Musandam, la penisola rocciosa che proietta l'Oman a circa 20 miglia dal territorio iraniano è uno dei punti nevralgici di questa crisi. Nell'estremità settentrionale della penisola c'è un villaggio privo di collegamenti stradali con il resto del territorio: quella del mare è infatti l'unica via per raggiungerlo. Questa caratteristica ha isolato per secoli Kumzar dal territorio circostante e fatto sviluppare ai suoi abitanti un linguaggio proprio. Quella di Kumzar è una lingua di ceppo iranico influenzata - oltre che dall'arabo - in modo rilevante dalle lingue del subcontinente indiano ed in misura minore dalle lingue parlate dai marinai delle potenze che nei secoli scorsi hanno esercitato il proprio controllo sullo stretto di Hormuz. I circa mille abitanti di Kumzar sopravvivono in larga misura grazie alla pesca, agli impieghi pubblici o alle attività svolte a Khasab - capoluogo del Musandam – o nella capitale omanita Mascate.
Il villaggio ha addirittura una squadra di calcio, ma il clima e la rocciosità del territorio - tali da rendere impossibile qualsiasi forma di agricoltura - la costringono ad allenarsi a Khasab, a circa un'ora di motoscafo: quasi tutte le famiglie hanno una seconda casa nel capoluogo, dove spesso trascorrono i periodi di caldo più estremo.
La crisi di Hormuz non ha mutato in modo significativo la vita dei pescatori di Kumzar: molti di loro trascorrono in mare lunghe ore con il volto e le braccia coperti per proteggersi dal sole cocente e dal riflesso accecante di quel mare trasformatosi in una trappola per gli Stati Uniti.
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