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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

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📈 Análisis del canal de Telegram la fionda📕

El canal la fionda📕 (@lafionda) en el segmento lingüístico de Italiano es un actor destacado. Actualmente la comunidad reúne a 20 237 suscriptores, ocupando la posición 2 847 en la categoría Política y el puesto 1 287 en la región Italia.

📊 Métricas de audiencia y dinámica

Desde su creación el невідомо, el proyecto ha mostrado un crecimiento acelerado, reuniendo a 20 237 suscriptores.

Según los últimos datos del 02 septiembre, 2026, el canal mantiene una actividad estable. En los últimos 30 días la variación de miembros fue de -38, y en las últimas 24 horas de -2, conservando un alto alcance.

  • Estado de verificación: No verificado
  • Tasa de interacción (ER): El promedio de interacción de la audiencia es 19.25%. Durante las primeras 24 horas tras publicar, el contenido suele obtener 11.06% de reacciones respecto al total de suscriptores.
  • Alcance de las publicaciones: Cada publicación recibe en promedio 3 895 visualizaciones. En el primer día suele acumular 2 238 visualizaciones.
  • Reacciones e interacción: La audiencia responde de forma activa: el promedio de reacciones por publicación es 62.
  • Intereses temáticos: El contenido se centra en temas clave como venezuela, iran, stati, uniti, unione.

📝 Descripción y política de contenido

El autor describe el recurso como un espacio para expresar opiniones subjetivas:
La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

Gracias a la alta frecuencia de actualizaciones (últimos datos recibidos el 03 septiembre, 2026), el canal mantiene la vigencia y un amplio alcance. La analítica demuestra que la audiencia interactúa activamente con el contenido, lo que lo convierte en un punto de referencia dentro de la categoría Política.

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POTEVA ANDARCI PEGGIO Di Marco Travaglio Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente l
POTEVA ANDARCI PEGGIO Di Marco Travaglio Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente la verità, quando accusa Putin di aver inviato un russo e un bielorusso a piazzare un drone esplosivo che non è esploso all’aeroporto di Lipsia accanto a un Antonov ucraino che trasportava mezzi militari pesanti di Ue e Nato. Intanto perché così la Germania darebbe un’occhiata ai suoi formidabili sistemi di sicurezza che, dopo anni di allarmi sulla guerra ibrida, consentono a due presunti terroristi di andarsene a zonzo fra aerei tedeschi e ucraini con droni e bombe. Ma soprattutto perché avremmo la prova che, fra le due tipologie di leader mondiali su piazza – i criminali irresponsabili che mirano alla terza guerra mondiale nucleare e i criminali responsabili che puntano a scongiurarla –, Putin appartiene ancora alla seconda. Facciamo finta che il drone l’abbiano piazzato quei due e, soprattutto, che li abbia mandati Putin e non qualche gruppo di opposizione foraggiato da un Paese Nato o da Kiev per un’operazione sotto falsa bandiera, o i falchi russi ostili alla gestione blanda della guerra e ansiosi di ricorrere all’atomica o solo di indebolire Putin alla vigilia delle elezioni parlamentari. Vorrebbe dire che Putin, per ora, non può o non vuole spingere la guerra con Ue e Nato oltre qualche innocuo buffetto. Basta confrontare le azioni occidentali e le reazioni russe. Da un lato l’allargamento della Nato a Est (da 16 a 32 Paesi in 27 anni); la rivolta ucraina pilotata nel 2014 per instaurare un regime-fantoccio e inglobare Kiev nell’Alleanza; e, dopo l’invasione, la guerra per procura alla Russia camuffata da “difesa dell’Ucraina” con missili e droni occidentali in territorio russo su obiettivi civili, energetici e strategici; 21 pacchetti di sanzioni; il sequestro di 200 miliardi di asset privati russi che ora qualcuno vuole pure rapinare; campagne russofobe contro artisti, intellettuali, atleti russi; un gigantesco piano di riarmo unidirezionale (contro la Russia); il tutto per spalleggiare il Paese invaso che però, piccolo particolare, non fa parte dell’Ue né della Nato; e senza neppure il fastidio di dichiarare guerra a Mosca. Visto con le lenti occidentali, è tutto normale: anche avallare le aggressioni di Usa e Israele all’Iran, miglior alleato di Mosca in Medio Oriente insieme alla Siria, e quella degli Usa al Venezuela, miglior alleato di Mosca in Sudamerica. Ma, visto con gli occhi del popolo russo, si chiama minaccia esistenziale. E quando una o più potenze s’infischiano delle conseguenze dei propri atti sulle altre, scoppiano le guerre mondiali. Se finora la Russia ha reagito alla nostra guerra non dichiarata con qualche drone senza morti né feriti né danni, è una buona notizia. Poteva pure farci esplodere un paio di gasdotti, per dire. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist

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Il “Minsky moment”: quando la finanza prepara la crisi Fabrizio Pezzani Hyman Minsky è stato uno degli studiosi più illuminat
Il “Minsky moment”: quando la finanza prepara la crisi Fabrizio Pezzani Hyman Minsky è stato uno degli studiosi più illuminati del secolo scorso, per la versatilità e l’originalità delle sue intuizioni nel campo dell’economia e della finanza. Ma le sue idee erano troppo pericolose: mostravano quanto il capitalismo finanziario fosse intrinsecamente instabile e soggetto al dominio di una speculazione tanto… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/03/il-minsky-moment-quando-la-finanza-prepara-la-crisi/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Storia e futuro dell’ordine mondiale Matteo Bortolon Amitav Acharya, nella sua monumentale opera Storia e futuro dell’ordine
Storia e futuro dell’ordine mondiale Matteo Bortolon Amitav Acharya, nella sua monumentale opera Storia e futuro dell’ordine mondiale (Fazi 2026), ci ha consegnato un testo di ampio respiro, proiettato nell’attualità più stringente ma saldamente impiantato in una prospettiva di storia mondiale. La prospettiva di attualità è palese nel sottotitolo: Perché la civiltà globale sopravviverà al declino dell’Occidente.… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/03/storia-e-futuro-dellordine-mondiale/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Medici cubani espulsi dalla Giamaica: duro colpo per Cuba e per la sanità caraibica dietro l’ipocrisia umanitaria di Rubio Fl
Medici cubani espulsi dalla Giamaica: duro colpo per Cuba e per la sanità caraibica dietro l’ipocrisia umanitaria di Rubio Flavio Bacchetta Essendo residente in Giamaica negli anni che si sono susseguiti all’avvento del governo laburista JLP, storico alleato USA, ho constatato il crollo totale del servizio pubblico, con in testa sanità e scuola. Nello stesso tempo il privato furoreggiava, con l’apertura di molteplici cliniche e consultori, sempre più cari e inaccessibili, quindi, al… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/03/medici-cubani-espulsi-dalla-giamaica-duro-colpo-per-cuba-e-per-la-sanita-caraibica-dietro-lipocrisia-umanitaria-di-rubio/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Appello per la libertà di informazione, contro la censura dei media russi Enrico Grazzini Appello per il ritiro dei Regolamen
Appello per la libertà di informazione, contro la censura dei media russi Enrico Grazzini Appello per il ritiro dei Regolamenti del Consiglio n. 833/2014, 269/2014 e 2024/2642 che censurano i media russi Dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa nel luglio 2014 e poi, dopo l’inizio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, l’Unione Europea ha imposto alla Federazione Russa una serie di misure restrittive, tra… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/02/appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Io mi sento davvero di sottoscrivere le parole di Angelo D'Orsi, che mi paiono lucidissime, logiche e di assoluto buon senso.
Io mi sento davvero di sottoscrivere le parole di Angelo D'Orsi, che mi paiono lucidissime, logiche e di assoluto buon senso. Insomma: vi sembra normale che un Paese importante come l'Italia prenda come consulente per la difesa #Fedorov, uno che è stato ministro della Difesa di un Paese straniero come l'#Ucraina? Non abbiamo alcuna alleanza con Kiev, anzi: il regime fantoccio di #Zelensky è l'unico ad aver attaccato militarmente un membro dell'UE e della Nato. Si pensi al gasdotto Nord Stream, ma anche a tutte le vicende con l'Ungheria di #Orbán, che osava contrastarlo. La nostra è una provocazione che, peraltro, mette a repentaglio la sicurezza nazionale. Tutta l'Unione europea è responsabile di continue provocazioni nei confronti della #Russia. E, da questo punto di vista, mi pare pure condivisibile la provocazione di D'Orsi, che ci invita a essere grati nei confronti di #Putin per il sangue freddo suo e della sua classe dirigente. C'è poco da fare. Battitori Liberi, dalle 17, su Radio Cusano.
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PUTIN FA COSE Di Marco Travaglio A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di m
PUTIN FA COSE Di Marco Travaglio A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin. Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo? 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Davvero una bella notizia, Alessandro. Sapere che stai meglio e sentirti così combattivo ci solleva davvero. Continua a rimetterti, un passo alla volta. Ti aspettiamo presto qui. Un abbraccio forte a te e alla tua famiglia. ----- Qui di seguito, il testo del comunicato appena pubblicato da Alessandro Di Battista: --‐-- Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali. Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza. P.S. Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui. Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato.
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Il potere di veto non si tocca. Perché difendere l’unanimità in Europa Giulio Di Donato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia
Il potere di veto non si tocca. Perché difendere l’unanimità in Europa Giulio Di Donato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Svezia hanno sottoscritto una lettera indirizzata a Kaja Kallas per chiedere di superare, almeno in alcuni ambiti, la regola dell’unanimità nella politica estera dell’Unione europea. In sostanza, oggi, in sede di Consiglio dell’UE, sulle principali decisioni di politica estera soggette all’unanimità,… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/01/il-potere-di-veto-non-si-tocca-perche-difendere-lunanimita-in-europa/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Laude. Un progetto musicale sulle tracce di Jacopone Roberto Michelangelo Giordi La lauda rappresenta una delle radici fondat
Laude. Un progetto musicale sulle tracce di Jacopone Roberto Michelangelo Giordi La lauda rappresenta una delle radici fondative della poesia e della drammaturgia italiane e costituisce uno dei luoghi privilegiati in cui, nel Medioevo, parola poetica, musica e sentimento religioso si incontrano. Dalle origini francescane fino alla potenza espressiva di Jacopone da Todi, la sua storia consente dunque di ripercorrere un capitolo fondamentale dell’universo poetico-musicale… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/01/laude-un-progetto-musicale-sulle-tracce-di-jacopone/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Chi, come Carlo Calenda, pretende di abolire l’unanimità in politica estera vuole nei fatti la guerra e la consacrazione dell
Chi, come Carlo Calenda, pretende di abolire l’unanimità in politica estera vuole nei fatti la guerra e la consacrazione della post-democrazia! @lafionda
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In morte di Pasquale Andriotta Salvatore Bianco Ieri Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni, ha perso la vita durante una co
In morte di Pasquale Andriotta Salvatore Bianco Ieri Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni, ha perso la vita durante una consegna nel suo ultimo giorno di contratto con un’azienda che lavora in appalto con BRT a Piacenza. Si è sentito male mentre era impegnato a scaricare il furgone. Ha perso i sensi ed è andato in arresto cardiaco, accasciandosi a terra.… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/01/in-morte-di-pasquale-andriotta/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Il petrolio venezuelano accaparrato da Washington: che fine hanno fatto i proventi del petrolio dal 3 gennaio 2026? Eric Tous
Il petrolio venezuelano accaparrato da Washington: che fine hanno fatto i proventi del petrolio dal 3 gennaio 2026? Eric Toussaint Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare contro il Venezuela che è culminata con la cattura e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, e il loro trasferimento forzato negli Stati Uniti. Durante questa aggressione, condotta con 150 velivoli, hanno perso la vita un centinaio di persone,… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/09/01/il-petrolio-venezuelano-accaparrato-da-washington-che-fine-hanno-fatto-i-proventi-del-petrolio-dal-3-gennaio-2026/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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L'ISLANDA DICE NO ALLA UE 🇮🇸🫸🇪🇺Nel referendum del 29 agosto scorso il 52,8% dei votanti (affluenza 82,5%!) ha detto no a
L'ISLANDA DICE NO ALLA UE 🇮🇸🫸🇪🇺Nel referendum del 29 agosto scorso il 52,8% dei votanti (affluenza 82,5%!) ha detto no alle negoziazioni per aderire alla Ue - NB: non per aderire, solo per negoziare. 📦 Il referendum era stato promesso dalla coalizione di csx al potere per garantire democraticità al processo di adesione. 🇮🇸🤔 Negoziati sull'adesione erano già in corso nel 2009 ma definitivamente abbandonati nel 2015. 💸😠In seguito alla crisi economica del 2008 la banca islandese Icesave è fallita; UK e Olanda pretendevano che lo Stato islandese rimborsasse i depositanti stranieri per cifre intorno al 30-50% pil. 🫸🇬🇧🇪🇺 Gli islandesi votarono no al pagamento in due referendum, il che logorò i rapporti con gli europei. 🐟 Nel 2026 è stata determinante la questione della pesca, molto importante per il paese. Va detto che l'Islanda è già assai integrata con la Ue senza una piena adesione e senza compromettere la propria sovranità, quindi perché perdere la sovranità su tale asset strategico? 💪 l'Islanda non solo ha evitato la fine della Grecia ma ha fatto in modo di non trovarsi nelle grinfie della Troika in futuro. @lafionda
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https://x.com/SavinoBalzano/status/2094379379472121866?s=20 Leggo analisi ridicole sul #referendum islandese, ma quelle ci stanno: siamo pieni di cretini, di eurocretini totalmente lobotomizzati. Ciò che trovo, ancora una volta — e non mi rassegno — inaccettabile è che persino i servizi televisivi raccontino storie a dir poco ridicole. Ascoltavo un tg ieri sera e la teoria era pressappoco questa: islandesi scrocconi, che vogliono prendersi i tanti vantaggi dell'UE senza voler pagare. Free rider, portoghesi che non sono altro! Vogliono godere degli infiniti vantaggi dell'Unione senza metterci nulla di proprio. Poi un altro paio di cose, che vi riporto in chiusura. Oltre a godere nel vedere i loro fegati scoppiare, desidero porre alcune semplicissime domande. La prima è questa: perché un Paese come l'#Islanda che ha già accettato un certo grado di integrazione, per effetto di accordi tra le parti, dovrebbe essere costretto a cedere ulteriore sovranità se non intende farlo? E perché, se sceglie di non farlo, deve passare per scroccone? Siamo così abituati alla nostra politica servile da non capire che un popolo dovrebbe essere libero di compiere le proprie scelte e di tessere il proprio destino. E poi: è vero che l'attuale grado di integrazione sia vantaggioso soltanto per l'Islanda e non le costi nulla? Ovviamente no. Sullo scambio dei capitali, ad esempio, c'è un sostanziale equilibrio: nel 2023 lo stock degli investimenti islandesi nell'UE era persino leggermente superiore a quello degli investimenti dell'UE in Islanda. Sulle merci, siamo noi in surplus. Sulle persone, il discorso è reciproco. Non solo: l'Islanda è tenuta ad applicare moltissime delle regole del mercato unico e a contribuire finanziariamente ai meccanismi e ai programmi cui partecipa. Non è però beneficiaria dei grandi fondi di coesione dell'#UE come lo sono gli Stati membri. A questo bisogna aggiungere che lo fa senza avere propri rappresentanti con diritto di voto nelle istituzioni dell'UE: non ha eurodeputati, né un commissario europeo. Per quanto il Parlamento europeo non conta una mazza. E dunque, vi pare il comportamento di un Paese scroccone? Certo, non vuole perdere la piena sovranità in ambiti come la pesca e l'agricoltura, per lei letteralmente vitali. E non vuole nemmeno perdere autonomia sulla politica monetaria. È una colpa? No: è una scelta politica, del tutto libera e legittima. Si aggiungeva, nel servizio, che il voto potrebbe essere stato condizionato dalla disinformazione — i soliti casi clinici, naturalmente, hanno tirato in ballo anche la #Russia — e qui ci confermiamo per i grandi democratici che siamo: quelli che rispettano il voto solo quando l'esito è quello desiderato. Si denigrava addirittura il fatto che a votare per il No siano stati soprattutto i giovani: gli stessi che, in altre circostanze, vengono descritti come l'ultima speranza per l'umanità. Oppure il fatto che il reddito medio pro capite si aggirerebbe attorno ai 6 mila euro, quasi a voler dipingere l'immagine di un popolo ingordo. Forse dovrebbero fare come noi, che idolatriamo gente come Prodi, Monti o Draghi: quelli che vogliono lasciarci in mutande. E poi, per completare il circo della propaganda, la chiosa finale: «Speriamo che non si pentano come gli inglesi». Scusate tanto: se gli inglesi si sono davvero pentiti, perché continuano a premiare il padre della #Brexit, Nigel Farage, che stravince le elezioni e vola nei sondaggi? E perché nessuno dei principali partiti britannici propone seriamente di annullare la Brexit e rientrare nell'UE? Ce lo spiegate? Siamo nel bel mezzo di un vortice di feroce disinformazione: moltissima è frutto della malafede, della volontà di malinformare la gente; moltissima altra è semplicemente il prodotto della demenza, del servilismo divenuto nuova condotta fisiologica, della messa a pecora elevata a postura naturale. Noi, invece, proviamo ancora a ragionare.
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“L'esasperazione delle guerre culturali è cresciuta quanto più diminuiva la capacità della politica di decidere su questioni
“L'esasperazione delle guerre culturali è cresciuta quanto più diminuiva la capacità della politica di decidere su questioni dirimenti. [...] Sarebbe però un errore concludere che identità e simboli siano irrilevanti rispetto alla questione sociale. [...] Serve una voce autonoma. [Tutto ciò] significa non accettare che il conflitto politico sia già tutto contenuto nelle alternative confezionate dai due schieramenti: essere contro la destra e contro la sinistra realmente esistenti, quando si dimostrano incapaci di affrontare le contraddizioni del presente, a partire da quel «vincolo esterno» europeo che oggi condensa vecchie ricette neoliberali e pulsioni autodistruttive verso la guerra”. Diego Melegari spiega oggi sul Fatto Quotidiano il senso profondo del nostro ultimo numero cartaceo, dedicato alle nuove e vecchie polarizzazioni.
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Il regime della città-vetrina. Governance progressista nelle metropoli italiane Alessandro Scassellati Questo saggio analizza
Il regime della città-vetrina. Governance progressista nelle metropoli italiane Alessandro Scassellati Questo saggio analizza criticamente l’impatto economico e sociale della governance progressista nelle città di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Attraverso la lente del “neoliberismo progressista”, l’indagine svela lo sdoppiamento tra la retorica dei diritti civili e l’estrazione sistematica della rendita immobiliare, commerciale e turistica. Il saggio documenta le dinamiche di un estrattivismo sociale… Continua... 👇 https://www.lafionda.org/2026/08/31/il-regime-della-citta-vetrina-governance-progressista-nelle-metropoli-italiane/ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
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Roma provincia di Kiev Di Marco Travaglio Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha p
Roma provincia di Kiev Di Marco Travaglio Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha pensato bene di arruolare come consulente per la guerra a non si sa bene chi l’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov. Un mese fa Zelensky l’aveva licenziato: non, come si usa da quelle parti, perché fosse agli arresti o stesse per finirci; ma perché tentava di bonificare gli appalti militari, che hanno portato in galera decine fra ministri, viceministri e funzionari per aver rubato montagne di soldi nostri. Quindi era diventato molto popolare, come Zelensky nel 2019, quando fu plebiscitato al posto di Poroshenko, oligarca corrottissimo e fantoccio Nato, perché prometteva guerra al malaffare e pace con Mosca, salvo poi fare l’opposto. E chi dà ombra al democratico Zelensky deve sparire. Prima il generale Zaluzhny, poi Fedorov. Questi ha spiegato l’epurazione con la sua battaglia per la trasparenza e con la gelosia del presidente. Che lui accusa di non volere le elezioni malgrado sia scaduto da 27 mesi (“La democrazia non è un lusso da tempo di pace”) e di coprire il sistema corrotto (“Dovrebbe rispondere a molte domande sulle indagini”). Infine ha rotto il tabù della propaganda ucraino-europea ammettendo che “Kiev sta lentamente perdendo la guerra”. Poi è anche un furbetto che cerca sponde Usa dai soliti Musk e Thiel e illude il popolo sulla “guerra dei droni” che dovrebbe sostituire quella delle truppe in trincea e alleviare pure i reclutamenti forzati: invece è proprio la penuria di “carne da cannone” ucraina che ha segnato fin dall’invasione del 2022 le sorti del conflitto a vantaggio della Russia. La domanda a questo punto è semplice: che è saltato in mente a Meloni e Crosetto di ingaggiarlo? Vogliono trasformare l’Italia nella discarica di Zelensky? O condividono che la scommessa sulla vittoria ucraina era una baggianata e che il regime che continuano a foraggiare e armare è ben poco democratico e corrotto fino al vertice? Il fatto che Fedorov non costi (per ora) altri soldi ai contribuenti italiani significa che darà qualche parere quando capita fino alle elezioni ucraine: un advisor più di facciata che altro. Ma le supercazzole di Crosetto esaltano le sue “significative esperienze nel campo dell’innovazione digitale applicata alla Pa e alla difesa”, come se le nostre università non avessero esperti d’eccellenza (addirittura premi Nobel) e dovessimo importarli da uno dei Paesi più falliti, mal governati e corrotti d’Europa. E come se già non fossimo (purtroppo) all’avanguardia sul mercato della morte. Fedorov, forse scambiando Roma per Kiev, promette di “assistere l’Italia nell’adozione di tecnologie di guerra moderna”. Qualcuno, magari il “garante della Costituzione”, dovrebbe spiegargli che l’Italia ripudia la guerra: moderna e pure antica. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forza Alessandro! Alessandro Di Battista ha vestito e veste molti panni: attivista, giornalista, scrittore e molto altro. Ma
Forza Alessandro! Alessandro Di Battista ha vestito e veste molti panni: attivista, giornalista, scrittore e molto altro. Ma è soprattutto una persona straordinaria, che fa parte delle nostre vite e con cui abbiamo condiviso esperienze per noi assai significative. Passioni e idee forti, cui si accompagnano qualità umane oggi rare. Ci angoscia sapere cosa Alessandro stia passando in questi momenti e non possiamo fare altro che stringerci a lui, con sentimenti ancora più profondi di amicizia, vicinanza e gratitudine, nella speranza che possa uscirne il prima possibile. Ti aspettiamo, Ale. Non mollare!
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Solo che è ben difficile che possa accadere niente di diverso se i progressisti studiati ti spiegano che il problema è che non c’è abbastanza mercato, che non abbiamo “razionalizzato” il mercato del lavoro, che la colpa è nostra, che non abbiamo fatto abbastanza austerity, che non siamo stati abbastanza aperti verso chi ci raccoglie i pomodori e ci paga la pensione, che non c’è abbastanza Europa, che non ci siamo internazionalizzati abbastanza, e che, in fondo, è comunque tutto un problema di percezione. E dunque, che bisogna insistere con più mercato, più austerity, più Europa, più mobilità di merci, capitali e forza-lavoro. E più ore di educazione civica dedicate a “correggere la percezione”. Che bisogna insomma insistere con la stessa ricetta, con la stessa interpretazione libresca, solo con più intensità, perché se la realtà non corrisponde ai libri che erano in programma tanto peggio per la realtà. Di Andrea Zhok
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