la fionda📕
La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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کانال la fionda📕 (@lafionda) در بخش زبانی ایتالیایی بازیگری فعال است. در حال حاضر جامعه شامل 20 289 مشترک است و جایگاه 2 852 را در دسته سیاست و رتبه 1 301 را در منطقه ايطاليا دارد.
📊 شاخصهای مخاطب و پویایی
از زمان ایجاد در невідомо، پروژه رشد سریعی داشته و 20 289 مشترک جذب کرده است.
بر اساس آخرین دادهها در تاریخ 23 ژوئیه, 2026، کانال فعالیت پایداری دارد. در ۳۰ روز گذشته تغییر اعضا برابر -82 و در ۲۴ ساعت گذشته برابر 1 بوده و همچنان دسترسی گستردهای حفظ شده است.
- وضعیت تأیید: تأیید نشده
- نرخ تعامل (ER): میانگین تعامل مخاطب 17.60% است و در ۲۴ ساعت نخست پس از انتشار، محتوا معمولاً 10.45% واکنش نسبت به کل مشترکان کسب میکند.
- دسترسی پستها: هر پست به طور میانگین 3 571 بازدید دریافت میکند. در اولین روز معمولاً 2 120 بازدید جمعآوری میشود.
- واکنشها و تعامل: مخاطبان بهطور فعال حمایت میکنند؛ میانگین واکنش به هر پست 49 است.
- علایق موضوعی: محتوا بر موضوعات کلیدی مانند venezuela, iran, stati, uniti, unione تمرکز دارد.
📝 توضیح و سیاست محتوایی
نویسنده این فضا را محل بیان دیدگاههای شخصی توصیف میکند:
“La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
https://www.lafionda.org - t.me/lafionda”
به لطف بهروزرسانیهای پرتکرار (آخرین داده در تاریخ 24 ژوئیه, 2026)، کانال همواره بهروز و دارای دسترسی بالاست. تحلیلها نشان میدهد مخاطبان بهطور فعال با محتوا تعامل دارند و آن را به نقطه اثرگذاری مهم در دسته سیاست تبدیل کردهاند.
در حال بارگیری داده...
| تاریخ | رشد مشترکین | اشارات | کانالها | |
| 24 ژوئیه | +2 | |||
| 23 ژوئیه | +5 | |||
| 22 ژوئیه | +6 | |||
| 21 ژوئیه | +3 | |||
| 20 ژوئیه | 0 | |||
| 19 ژوئیه | +2 | |||
| 18 ژوئیه | +5 | |||
| 17 ژوئیه | +16 | |||
| 16 ژوئیه | +3 | |||
| 15 ژوئیه | +2 | |||
| 14 ژوئیه | 0 | |||
| 13 ژوئیه | +2 | |||
| 12 ژوئیه | 0 | |||
| 11 ژوئیه | 0 | |||
| 10 ژوئیه | +3 | |||
| 09 ژوئیه | 0 | |||
| 08 ژوئیه | +3 | |||
| 07 ژوئیه | 0 | |||
| 06 ژوئیه | +1 | |||
| 05 ژوئیه | +1 | |||
| 04 ژوئیه | +3 | |||
| 03 ژوئیه | +4 | |||
| 02 ژوئیه | +4 | |||
| 01 ژوئیه | +1 |
| 2 | La mossa del cavallo che non arriva
Salvatore Bianco
Non c’è verso: l’intervista al Foglio della segretaria del PD è disarmante. Non c’è la forza intellettuale e, prima ancora, spirituale di uscire con una “mossa del cavallo” dall’angolo in cui ci siamo cacciati, come auspicava Vittorio Foa un’era geologica fa. Potrebbe suonare irrituale, quasi blasfemo, nel bel mezzo della tempesta… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/23/la-mossa-del-cavallo-che-non-arriva/
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| 3 | Elly Schlein dichiara che il Pd sosterrà l'Ucraina «con tutti i mezzi a disposizione» e invoca «più Europa» contro i presunti «cavalli di Troia del putinismo e del trumpismo».
Curiosa alternativa alle destre.
Ci viene detto che la destra è autoritarismo, militarismo e riduzione degli spazi democratici. Poi, però, contro di essa si invoca «più Europa» e si agita lo spettro del nemico interno ed esterno putiniano: nei fatti, come sappiamo, tutto ciò significa più riarmo, più pilota automatico liberal-tecnocratico e un nuovo emergenzialismo, questa volta di segno bellicista.
L'attuale bipolarismo vive di questo equivoco: formule e atti di fede contano più dei contenuti, la logica dei simulacri più di quella della realtà.
In questo continuo rovesciamento del senso delle parole e delle categorie politiche, viene davvero da chiedersi, con Giorgio Gaber, non solo: «Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra?», ma anche: dov'è finita la politica, sempre più ridotta a una recita di appartenenze e a una lotta contro opposti e speculari fantasmi, alimentata dal rumore di fondo di un chiacchiericcio mediatico che accende gli animi e offusca il pensiero critico?
Per provare a rispondere a questa domanda, consigliamo la lettura dell'ultimo numero de La fionda, "Distrazioni di massa. Come il potere ci divide sul nulla" (Rogas, 2026). | 18 996 |
| 4 | Non c’è due senza tre: il tradimento storico dell’Unione europea
Emanuele Maggio
La rinuncia al gas russo ha ridotto la competitività internazionale delle nostre aziende, ha accelerato il crollo dei nostri indici di produzione industriale, ha messo a dura prova interi comparti energivori; i piani di riarmo hanno stretto il laccio attorno al collo del nostro welfare già soffocato.
Ma in UE ci dicono che bisogna… Continua... 👇
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| 5 | Dalla guerra al narcotraffico alla criminalizzazione del dissenso
Mauro Morbello
Passato quasi inosservato in Italia, il 16 luglio 2026 si è svolto a Washington un incontro internazionale dedicato alla presunta «recrudescenza del terrorismo politico transnazionale». Il vertice, convocato dal segretario di Stato Marco Rubio, si è concentrato quasi esclusivamente su ciò che l’amministrazione Trump definisce terrorismo di estrema sinistra, con particolare attenzione ai gruppi… Continua... 👇
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| 6 | Il Foglio, il fervore sionista e l’ignoranza su cosa sia l’università pubblica
Alessandro Somma
Il fervore sionista del Foglio è noto. Nessuno stupore, quindi, se si esibisce in un attacco contro la “lettera aperta firmata da una quarantina di docenti del Comitato Sapienza per la Palestina” con cui si “pretende dal futuro rettore o rettrice un impegno esplicito e vincolante contro Israele”: lettera liquidata come un “assurdo diktat”… Continua... 👇
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| 7 | Per anni il leader conservatore Viktor Orbán è stato dipinto come il simbolo della deriva autoritaria in Europa. Ogni sua riforma veniva presentata come una minaccia allo Stato di diritto, ogni sua iniziativa come l'anticamera dell'autocrazia.
Eppure oggi assistiamo a un fatto singolare. Il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, forte di una maggioranza parlamentare dei due terzi, ha promosso una modifica costituzionale che pone fine anticipatamente al mandato del presidente della Repubblica, intervenendo su un equilibrio istituzionale di primaria importanza e consolidando il nuovo assetto del potere.
E non è tutto. Il governo Magyar ha sospeso i notiziari della televisione e della radio pubblica, sostituito i vertici e avviato una profonda riorganizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo, presentandola come un'operazione di "de-orbanizzazione".
Viene allora spontanea una domanda: se misure analoghe fossero state adottate da Orbán quando era al governo, quante procedure d'infrazione, quante risoluzioni del Parlamento europeo, quante prime pagine indignate e quanti appelli in difesa dello Stato di diritto avremmo visto?
Il punto è che, ormai, il criterio di giudizio sembra essere un altro. Orbán è stato progressivamente trasformato nel principale bersaglio delle classi dirigenti europee soprattutto per la sua opposizione alla linea della guerra e per il suo rifiuto dell'impostazione fortemente antirussa che oggi costituisce uno dei pilastri ideologici dell'attuale establishment di Bruxelles. Su questo terreno, ogni altra considerazione sembra passare in secondo piano.
In Ungheria si assiste così a una sistematica epurazione politica di tutto ciò che non è allineato al nuovo corso, nel sostanziale silenzio di gran parte dei media mainstream e delle istituzioni europee.
Ancora una volta emerge un doppio standard difficilmente ignorabile: i principi della liberaldemocrazia vengono enfaticamente richiamati quando governano esecutivi sgraditi all'establishment europeo, mentre passano improvvisamente in secondo piano quando il cambiamento politico procede nella direzione ritenuta desiderabile.
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| 8 | PARIGI. TROVATO MORTO DANIEL SIAD, EX RECLUTATORE DI MODELLE PER EPSTEIN
Caso Epstein. Daniel Siad, reclutatore di modelle sospettato di essere stato un procacciatore per il finanziere americano, è stato trovato morto nella sua abitazione a Parigi.
Fonte: BFM
Daniel Siad, reclutatore di modelle di origini ebraiche, svedesi e francesi, è stato trovato morto oggi nella sua casa parigina dalle autorità francesi.
Il suo nome compare circa 2000 volte nei documenti declassificati su Jeffrey Epstein. Scambiava email frequenti con Epstein inviando profili, foto e descrizioni di modelle (spesso da Europa dell’Est, Scandinavia, Sudafrica ecc.). Affermava che si trattasse di casting legittimi per Victoria’s Secret o MC2. Epstein lo pagava per queste attività.
Ex modelle lo accusano di grooming e reclutamento finalizzato ad abusi. Una modella svedese (Ebba Karlsson) lo accusa di stupro nel 1990 in Francia. Siad negava di conoscere i crimini di Epstein e di aver coinvolto minorenni o vittime.
Siad era sotto indagine in Francia per aver aiutato Epstein nel traffico di donne.
Scambiava email frequenti con Epstein inviando profili, foto e descrizioni di modelle (spesso da Europa dell’Est, Scandinavia, Sudafrica ecc.). Affermava che si trattasse di casting legittimi per Victoria’s Secret o MC2. Epstein lo pagava per queste attività.
Ex modelle lo accusano di grooming e reclutamento finalizzato ad abusi. Una modella svedese (Ebba Karlsson) lo accusò di stupro nel 1990 in Francia. Siad negava di conoscere i crimini di Epstein e di aver coinvolto minorenni o vittime.
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| 9 | La partita segreta dell’Arabia Saudita e la Turchia dopo il vertice NATO
Il conflitto in Medio Oriente è una partita aperta in cui attori marginali giocano le loro carte per acquisire o consolidare nuove influenze. L’Arabia Saudita punta sulla ricostruzione di una nuova architettura di sicurezza nel Golfo, ma tenta di mantenere lo Yemen sotto la sua ala. La Turchia, uscita rafforzata dal vertice di Ankara,…
https://casadelsole.tv/la-partita-segreta-dellarabia-saudita-e-la-turchia-dopo-il-vertice-nato/ | 1 412 |
| 10 | Rubio e la lista nera di giornalisti, sindaci e sindacalisti https://share.google/cNx6RFexnS2zorxPe | 1 644 |
| 11 | Il caso Roggero e la cronaca che alimenta la polarizzazione
Paolo Arigotti
La vicenda di Mario Roggero si è trasformata da caso giudiziario a politico e mediatico, suscitando diverse riflessioni (e inevitabili polemiche) su temi come ordine e sicurezza pubblica, ordinamento penale e risarcimento del danno.
I profili legale e giudiziario sono già stati oggetto di dibattimento e ampio confronto tra le tesi dell’accusa e della… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/22/il-caso-roggero-e-la-cronaca-che-alimenta-la-polarizzazione/
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| 12 | 🔄 Distrazioni di massa - Come il potere ci divide sul nulla
Il dibattito pubblico appare oggi intrappolato in una morsa di polarizzazioni feroci.
Tra destra e sinistra, «woke» e «anti-woke», progressisti e reazionari: etichette che nutrono una visione semplificata del reale e impediscono un'elaborazione collettiva dei problemi essenziali.
👉 Il numero 1/2026 della nostra rivista allarga lo sguardo oltre queste fittizie "guerre culturali" per indagare le vere forze in campo: élite predatorie incontrollate, un sistema neoliberale in trasformazione, e uno Stato ridotto ad arma geoeconomica anziché a strumento di mediazione sociale.
E una domanda centrale: come proporre una vera democrazia in quest'epoca di nulla politico?
Un numero che si pone l’obiettivo di interrogare e smascherare le finte contese del nostro tempo, per intercettare il vero grido degli «spossessati» con il coraggio di guardare in faccia la realtà.
👇👇👇👇👇
https://www.rogasedizioni.net/copia-di-la-fionda | 1 851 |
| 13 | 👉 In questi giorni è più attuale che mai.
Non perdetevi l'ultimo numero de La Fionda! | 1 755 |
| 14 | L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo.
Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.
Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.
Gabriele Guzzi | 1 840 |
| 15 | La Ue ormai è collassata: riformarla è impossibile
(di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano)
Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando.
La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica.
E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa.
La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi.
Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica.
La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici.
Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro.
La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie. | 1 867 |
| 16 | Giamaica: rifiuti tossici, spiagge rubate e anarchia del privato. Errori e orrori del governo Holness
Flavio Bacchetta
Prima parte
C’era una volta James Bond Beach, nominata così in memoria di Ian Fleming, lo scrittore che viveva a Oracabessa nella provincia di St Mary dove ha creato il personaggio di 007, il mitico agente segreto di Sua Maestà che ha attraversato la nostra vita con i suoi film.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/21/giamaica-rifiuti-tossici-spiagge-rubate-e-anarchia-del-privato-errori-e-orrori-del-governo-holness/
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| 17 | Guerrafondai da salotto e armi di distrazione di massa
Matteo Masi
L’ultimo articolo di Nathalie Tocci pubblicato sull’Economist (Https://www.economist.com/by-invitation/2026/07/16/would-europeans-fight-if-it-came-to-that ) è l’ennesimo, preoccupante manifesto di un’élite europea profondamente guerrafondaia.
Leggere sulla stampa internazionale che l’invio di soldati europei sul campo “potrebbe non aiutare l’Ucraina, ma potrebbe aiutare l’Europa a trovare lo stomaco per la guerra” non è solo un’analisi cinica, è un’affermazione agghiacciante. Davanti… Continua... 👇
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| 18 | Stretto di Hormuz
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| 19 | Appello per la libertà di informazione contro la censura dei media russi
Enrico Grazzini
Questo appello è rivolto agli intellettuali di ogni settore e disciplina affinché promuovano un’azione politica comune, anche sul piano legale, contro la censura imposta dal Consiglio dell’Unione europea nei confronti dei media russi. Il divieto colpisce, peraltro, non soltanto i media russi, ma perfino i singoli cittadini europei che riproducano, anche senza fini di… Continua... 👇
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| 20 | Il burnout del guerriero
Antonio Cantaro
Alcuni decenni dopo la capitolazione del Giappone, il generale Claude Le Borgne ha scritto che la «guerra è morta a Hiroshima» il 6 agosto 1945, il giorno in cui viene sganciata la prima bomba atomica. Poche settimane prima, il 26 giugno, era stato firmato a San Franscisco da parte di 50 Paesi la Carta… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/07/21/il-burnout-del-guerriero/
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