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Cos'è la felicità? In parole semplici, la felicità è essere se stessi. Non il sé limitante che interpretiamo per lo più, ma il sé infinito che "siamo" e "siamo sempre stati". Manifesta senza sforzo ogni cosa nella nostra esperienza, permettendo alla luce radiosa e incrollabile che si cela dietro l'esistenza di ogni cosa di manifestarsi. Ci si potrebbe chiedere: se è vero, perché la felicità è ancora così difficile da raggiungere e perché così tanti libri, incluso questo, trattano l'argomento della "felicità"? La risposta non è così semplice come sembra. Recitiamo vari ruoli nel corso di innumerevoli vite, non il nostro sé infinito. Anzi, ci lasciamo talmente assorbire dai ruoli limitanti che interpretiamo da dimenticare completamente che questo è solo un viaggio.
Una rappresentazione teatrale, un'illusione. Trascorriamo la maggior parte del tempo a rafforzare le illusioni che creiamo, ma raramente ci rivolgiamo verso l'interno per liberarci dalle illusioni limitanti autoimposte e ottenere la vera libertà. L'illusione di un'"esistenza infinita" confinata a un corpo e a una mente specifici consuma un'enorme energia, ed è per questo che spesso ci sentiamo esausti. Potremmo usare un'energia infinita per raggiungere la felicità o scoprire la nostra vera identità; tuttavia, invece... Sì, usiamo quest'energia per convincere noi stessi e chi ci sta intorno di essere limitati e di avere i nostri problemi.
| 2 | -Lavorare con l'energia-
Pratica gratuita e aperta a tutti, ogni martedì mattina alle 8.30 dal 7 al 28 luglio.
4 sessioni mattutine aperte a tutti per imparare a gestire e alleggerire il proprio campo energetico e avvicinarci allo stato della pura intenzione.
Non sono richieste esperienze precedenti.
x info sulla partecipazione scrivetemi in privato.
Hunyuan Ling Tong | 408 |
| 3 | Il confine psichico-fisico-energetico che tiene fuori le forze avverse e i suoi rappresentanti non si mantiene soltanto eseguendo complessi rituali, tracciando cerchi magici o diventando esperti di scudi astrali ed autodifesa psichica. Anche. Ma si forma molto più velocemente e in maniera definitiva strutturando il proprio IO cosciente: dovremmo essere coscienti del nostro valore e dei nostri valori, imparare a dire sì quando è sì e no quando è no. E agire conformemente a questo.
Ciò renderà solido e virtualmente inattaccabile il nostro chakra solare, e di conseguenza ogi parte del nostro campo energetico. Se qualcosa o qualcuno (sul fisico o sul sottile, non cambia) possono attaccarci e buttarci fuori centro infatti, è solo perchè abbiamo quel buco nel nostro campo, buco che si è formato perchè non siamo ancora sicuri di chi siamo, e di quale sia il nostro vero valore.
Il nemico è dentro.
Tenetelo a mente quando ricevete critiche, insulti e attacchi personali perchè in quel momento potete decidere se avere potere o no. E un'altra cosa: sbattere fuori dalla vostra vita e dal vostro campo i persecutori non significa che state scappando e non imparando la lezione. Significa che state agendo il potere del chakra solare che è quello di porre limiti e confini, di definirvi. Perchè spesso la lezione è proprio questa. Imparare a difenderci.
Stay Present! | 591 |
| 4 | Non credere a niente. Non credere più a nessuna teoria. Smetti di leggere e studiare. Cerca semmai un'esperienza diretta, uno spirito che ti parli direttamente, senza intermediari e ti spieghi 'come fare' perchè tutto il resto è una perdita di tempo. E se il 'come fare' che ti è stato insegnato non funziona lascia andare quello e chi te lo ha insegnato.
Se ti trovi in una 'favola spirituale', o credi di essere arrivato a qualche altissimo livello di coscienza ripensaci. E' probabile che l'ombra mistica abbia cominciato ad addormentarti e che tu non sia in realtà più sveglio di uno qualunque dei tuoi amici e conoscenti.
C'è sempre qualcosa che può essere rilasciato, una conoscenza, una certezza, un ruolo, un bisogno, un ideale, una storia che ci raccontiamo, ed ogni volta che rilasciamo siamo più leggeri e felici. Non solo. Ogni volta che lasciamo andare una convinzione su chi crediamo di essere ci facciamo un po' più vicini al Sè infinito.
"Ove c’è obbedienza cieca e assenza di domande, ove c’è accettazione passiva, prospera l’ombra mistica della dimenticanza di sé. E lì non può esservi autocoscienza. Anche l’accettazione passiva dei tuoi libri spirituali e psicologici crea ombra mistica e dimenticanza se questi vengono assunti senza domande, acriticamente capisci? "
(Dal Libro della Giustizia)
e buongiorno!
🧙♂️ | 577 |
| 5 | https://www.amazon.it/Libro-degli-incantesimi-M-M-Judas/dp/B0C3RJZBC2/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1VFW8LQHIF75C&dib=eyJ2IjoiMSJ9.gOqxzqTwaUotB_ZxarOoTAFcnmwaI3JMqRXdnnVHmzAIFDWhEXMpMqX6eSco9WpOmw-7B9CT1pL8fW-gEgR2Ei2X_ICZOPkMhk58BeAR26LMxqAvK-PjoIzERt_KTx2l8FOZUEfB_3NwSvQLLfGHg8VNYxmDyaFCk5oCC01cI5n44L7H4LMT9y9T8zcjvkwzltxmvMWnEK3wibszGBsySBbMkDfd5zirQGNGqyQU-Y3_LYnh5EMs7vysphrtkaYbxC4hgMmweK-OknecbKcriJiN17F1jk4AKusSHMt90m4.Nijmwuu-fKVmKd7tOUu21Q2cNRxE7vordI1ZRbBYKmk&dib_tag=se&keywords=m.m.judas&qid=1782115486&sprefix=m.m.juda%2Caps%2C360&sr=8-1 | 515 |
| 6 | DEVI PERDONARE PER FORZA?
Ieri rileggendo uno dei miei testi preferiti ( Il libro degli incantesimi di M.N.Judas ) mi sono ricordato di quanto sia pericoloso questo dictat, a cui il libro dedica ben due capitoli. E' un tacito comandamento di tanti percorsi 'terapeutici' quello di dover perdonare e amare i propri nemici, fino al punto da diventare quasi una caratteristica del bullo spirituale. Quello che ti guarda e ti dice: "che fai non perdoni i tuoi genitori? Ma allora non sei affatto spirituale! Che fai non perdoni chi ti ha fatto del male? Ma allora il tuo destino è segnato e non farai mai un passo avanti nella vita, non avrai salute e abbondanza perché HEY: TUTTI I TUOI PROBLEMI DERIVANO DAL FATTO CHE NON HAI PERDONATO CHI TI HA FATTO DEL MALE."
Beh. E' una bugia o meglio una mezza verità. Posto che semmai il perdono, il vero perdono è un processo, un lungo e delicato processo nel quale ci si rende conto che anche se non possiamo cancellare il male subito (che sarebbe pura rimozione e scissione della psiche), possiamo rilasciare il dolore accumulato, i giudizi, l'attività astrale e le forme pensiero del trauma.
Possiamo smettere di soffrire lasciando andare l'importanza personale e smettere di raccontarci attraverso quei traumi che spesso esibiamo come dei trofei. Possiamo pulire la sfocatura fino a renderci immuni a quel dolore, e non provarlo più. Ma questo non cancellerà mai ciò che è accaduto. Non ne cancellerà il ricordo sebbene questo divenga progressivamente meno doloroso.
E per poter davvero perdonare prima dobbiamo permetterci di riconoscere la nostra ombra fatta di odio, rabbia, risentimento e dolore e riconoscere che si abbiamo l'inferno dentro. Dobbiamo permetterci di farlo integralmente prima di poter lasciar andare. Attraversare odio e rabbia con la pura presenza è molto diverso dal ripercorrere infinite volte il loop dei ricordi dolorosi. Molti di coloro che dicono di aver perdonato in realtà hanno solo messo un bell'adesivo con una faccia sorridente e tutta cuoricini su un mare di dolore. Ma la loro ombra è ancora lì, perché non è stata riconosciuta, accolta e attraversata. Ed è questo il vero motivo per cui le cose continuano ad accadere sempre uguali, il fatto che queste persone che hanno fatto riti di perdono, esercizi di perdono, aperture di cuore e altri esercizi del genere (che per carità possono essere utili) hanno ancora quella vibrazione dominante, che non può cambiare se non ci si fa un vero lavoro, fatto di tempo, energia, elaborazione e trasmutazione.
E anche la grande psicologa Alice Miller la pensava così, il che vi mostra che il 'perdono a tutti i costi' è solo una delle possibili strade terapeutiche:
"È stata la mia esperienza che è stata precisamente l'opposto del perdono – ovvero la ribellione contro i maltrattamenti subiti, il riconoscimento e la condanna delle opinioni e delle azioni fuorvianti dei miei genitori, e l'articolazione dei miei stessi bisogni – che alla fine mi ha liberata dal passato. [...] Impedendomi di sentire il dolore, l'ingiunzione morale-religiosa di perdonare non ha fatto altro che ostacolare questo processo. Oggi so che non possiamo essere liberi se dimentichiamo, relativizziamo o perdoniamo gli orrori e le brutalità subite nell'infanzia. Al contrario. Perdonare i crimini mi ha impedito di sentire e realizzare ciò che mi era stato effettivamente fatto fin dalla mia infanzia. Voglio lottare contro l'oblio, contro il massacro generalizzato della memoria. Perché dovrei perdonare, quando nessuno me lo chiede? Voglio dire, i miei genitori si rifiutano di capire e di sapere cosa mi hanno fatto. Il mio perdono non aiuta i miei genitori a vedere la verità. Ma mi impedisce di provare i miei sentimenti, i sentimenti che mi darebbero accesso alla verità."
(Alice Miller)
Nel frattempo se vi va leggetevi il libro di M.M.Judas: | 462 |
| 7 | "Non hai mai riflettuto sul significato della parola “voglio”? Se voglio mangiare, l’inconscio mi trasmette il segnale «Ho fame». Che cosa significa? Ripeto ogni giorno: «Voglio essere intelligente. Voglio essere sano, ricco e felice!». Vuol dire che di giorno in giorno ripeto a livello inconscio: “Sono stupido, malato, povero e infelice!”
La Saggezza dell'Asino (Mirzakarim Norbekov)
"tenere un problema in mente cercando di risolverlo mantiene il problema nella tua vita. Lascia andare l'intero concetto di avere un problema e ricordati che volere disperatamente esprime solo una mancanza. E questo è quel che ottieni perché la mente è solo creativa"
(Lester Levenson)
Il segreto dei segreti è volere senza volere: emettere l'intenzione e contemporaneamente lasciarla andare, passando ad un'azione che abbia in sé il seme della certezza. E l'intenzione non passa per la 'mente', ma è un movimento intero della coscienza che tende ad un risultato. Continuare a pensarci e basta non ti porterà MAI al risultato.
Stay Present! | 456 |
| 8 | Affidare a 'qualcos'altro' si rende necessario quando nulla di quel che facciamo o sappiamo sta avendo l'effetto di migliorare la vita. Affidare a qualcosa la fuori che ci aiuti a completare un lavoro di trasformazione ed evoluzione, a volte è la via più diretta e semplice, specialmente quando siamo pieni di informazioni, teorie, esercizi e in generale certezze.
Ho imparato questa lezione numerose volte nella vita, quando, in tempi non sospetti avendole provate tutte mi arrendevo e dicevo 'pensaci tu..io non so più che fare', senza neanche immaginare chi o cosa fosse quel 'TU'. E succedeva sempre qualcosa di inaspettato.
E non è infatti necessario, a mio avviso, sapere chi o cosa ci aiuterà a fare quel che dobbiamo fare. Per affidare davvero dovremmo porci l'obiettivo di rilasciare, come Lester Levenson raccomandava, ogni idea su come dovrebbero andare le cose, ed ogni attaccamento o avversione. Dovremmo sentirci completamente svuotati di un intento personale. Affidare davvero è rendersi vuoti, sacrificando magari anche le ingegnose teorie di cui di riempiamo bocca e cervello. E' lasciar andare il bisogno di controllo e di sicurezza. Per farlo davvero però la nostra superbia intellettuale e spirituale deve fermarsi del tutto, altrimenti, se decidiamo chi, cosa o come debba aiutarci, staremo ancora facendo il gioco dell'ego, che cerca per non trovare, e inventa per non confrontarsi con la realtà.
A una mente serena si arrende l'intero universo.
Stay Present! | 507 |
| 9 | Hai provato a realizzare i tuoi desideri con la 'legge' di attrazione, assunzione, agire come se.. e tutte queste altre cose, ma non hanno funzionato.
Quel che volevi non è arrivato.
Hai visualizzato, energizzato, mantrizzato, ripetuto affermazioni per una vita ma la cosa non è arrivata, la situazione è sempre la stessa.
Allora adesso prova una cosa diversa: prova a lasciar andare tutto l'attaccamento, tutta l'avversione, ed ogni desiderio-pensiero-emozione tu abbia in mente rispetto a come dovrebbe essere la tua vita. Prova a raggiungere quello spazio di quiete totale e scoprirai diverse cose: che la mente racconta un sacco di fandonie. Che spesso il motivo per cui eri infelice era quel senso di mancanza, e che quel senso di mancanza può svanire se lo rilasci. Che spesso quel desiderio altro non era che l'espressione dei tuoi complessi di inadeguatezza, inferiorità, o della tua immagine esibita. E tutte queste cose possono essere rilasciate.
Vale la pena tentare di fare ciò che Lester Levenson raccomandava a chi voleva davvero fare un salto evolutivo: Lasciar andare ogni desiderio e ogni attaccamento e avversione, e arrivare a quello stato di imperturbabilità dove molte cose che volevi potrebbero 'caderti in grembo senza sforzo'.
O come la metteva lui:
*quando sei totalmente rilasciato su qualcosa, qualsiasi cosa, anche l'impossibile può diventare possibile. *
La cosa difficile è essere davvero in pace con la possibilità dii avere e di non avere e aver rilasciato davvero entrambe.
Come fare?
Leggiti il manuale di rilascio 4.0
Keep releasing!
https://www.facebook.com/groups/istruzionipermaghierranti/permalink/27556409897276945 | 636 |
| 10 | SEGUO LO SPIRITO. DAVVERO?
Noto fare ed affermare le cose più assurde con una giustificazione: “Non puoi porre limiti allo Spirito. Lo devi lasciare agire”. Quando la sento, mi sorge un ragionevole dubbio: “stai seguendo lo Spirito o sei travolto dal tuo inconscio?”. Parliamo di una linea di confine sottile. Entrambe sono forze invisibili, a volte unite, ma raramente chi si appella allo Spirito coglie la differenza. Mi pare che:
1. lo Spirito amplia la prospettiva. Fa cogliere sfumature e dettagli finora inosservati. Se invece cogli un’unica verità rigida ed indiscutibile… facilmente è un contenuto individuale. Non per forza sbagliato, ma proveniente da uno stato di coscienza abituale.
2. Lo Spirito propone -a volte con forza- ma raramente impone. Lascia liberi. Se invece c’è una spinta incontenibile ad agire, un po’ come quando stai morendo di fame e addenteresti qualsiasi cosa… è più facile che sia una semplice pulsione
3. Lo Spirito rende più integri, capaci di prendersi responsabilità, di tollerare le difficoltà. Se il risultato è fanatismo, intolleranza, agitazione… sai già che c’è qualche problema
4. Lo Spirito rende più umili. “Mi sembra giusto che”, “noto che la mia vita mi porta a…”, “Credo che la direzione sia questa…”. Quando si è nello Spirito, può rimanere il dubbio di essere veramente lì. Frasi come “Dio mi ha detto”, “Lo Spirito vuole questo”, “Ecco la verità” sono state dette a volte da qualche grandissima figura spirituale, ma più frequentemente da un esercito di travolti dall’inconscio.
Guardando sul lungo periodo, il presunto “contatto con lo Spirito” genera più vitalità, creatività, amore, contatto con la realtà oppure elitarismo, isolamento, fanatismo, danni?
Sembra ovvio? Eppure molti personaggi spirituali sembrano incarnare più un’invasione dell’inconscio che un contatto con lo Spirito. A volte in maniera molto convincente.
Luca Bertoni sul Nucleo d'oro.
E aggiungo io: conosco numerose persone che si stanno sfasciando o si sono sfasciate per seguire una presunta chiamata dello spirito. E spesso e volentieri le cosiddette chiamate dello spirito o dell'anima, le missioni, il servizio, sono solo menate della grandiosità individuale e dell'importanza personale. Puoi lasciarle andare ed essere davvero ciò che sei invece che raccontarti questa storia?
Stay Present! | 655 |
| 11 | Intenzione, direzione, volontà.
Per produrre cambiamento l'intenzione deve essere emessa senza sforzo (intenzione esterna, recita il buon Zeland). Molte volte non si ottengono risultati dopo decine di anni di ricerche metodi e pratiche solo perchè non si è stabilito chiaramente dov'è che stiamo andando, cosa stiamo cercando di ottenere. Uno degli usi della volontà e della sua energia è proprio questo: stabilire una meta. Iniziare a camminare verso la meta. E' però poi necessario anche lasciar andare qualsiasi tipo di controllo, qualsiasi tipo di sforzo diretto dalla personalità, e anche, lasciatemelo dire qualsiasi attaccamento la risulrato. Ci deve essere per questo un accordo fra conscio e subconscio affinchè si manifestino le condizioni ideali per far accadere qualcosa secondo la nostra intenzione. Bisogna raggiungere uno spazio sacro che è costituito da un fare-senza-fare. Sappiamo dove andiamo. Agiamo in quella direzione. Eppure non forziamo niente, non imponiamo niente. Non leghiamo a questo ottenimento tutte le nostre speranze e tutta la nostra felicità. In qualche modo dopo aver espresso l'intenzione lasciamo allo spirito il compito di mostrarci come arrivare dove vogliamo arrivare pur essendo disposti al fatto che potremmo non arrivarci mai.
"La funzione della volontà è di dirigere l’esecuzione, non di produrla con uno sforzo diretto. La volontà deve agire attraverso, e per mezzo dell’inconscio; deve andare d’accordo con l’inconscio. All’inconscio si possono dare ordini e istruzioni, ma non si deve mai forzarlo perché altrimenti si ribella (e ha ragione). Quindi la tecnica da usare richiede molta abilità; occorre bensì che la volontà agisca, ma in un modo particolare, cioè “dando una direzione”, indicando una meta e tenendola fissa,ma senza intervenire direttamente nel processo che va dall’inizio alla meta."
(R. Assagioli)
E buongiorno. | 668 |
| 12 | L’anziano: «Quello che alcuni grandi maestri cercano da sempre di farvi capire è che il male su questo piano è una vera e propria necessità evolutiva. È un movimento contrario al bene, inerziale e distruttivo che serve a bilanciare, a spingere e a creare una certa pressione, altrimenti nulla su questo piano si muoverebbe. La funzione di un’opposizione, quando esiste, è sempre quella di produrre una crescita, un movimento. È attraverso le prove presentate dal cosiddetto male che poi sviluppate la vostra grandezza, quei talenti e abilità che altrimenti sareste troppo pigri e svogliati per produrre da soli. Se in questo piano duale esiste il male, l’oscuro, è proprio perché è un piano duale, lo comprendi? Servono sempre due opposti perché questa è la natura di questa dimensione».
Sì, mi è chiaro da tempo che funziona così.
La strega: «Ciò che è doloroso, negativo, malvagio, può fornirti il carburante della crescita verso livelli di coscienza e di potere superiori, e se ci fai caso qualsiasi progresso tu abbia mai avuto è stato a causa del tuo modo di rispondere ai mali in cui ti sei imbattuto».
Purtroppo mi è drammaticamente evidente.
L’anziano: «E quindi questa spada... devi estrarla e combattere, ma questo è solo il gesto esteriore che sarebbe vuoto senza un adeguato atteggiamento interiore».
E sarebbe?
L’anziano: «Dovrai letteralmente imparare a non fare niente interiormente. Ad avere coraggio calmo e lucidità, mente ferma e determinata ma calma e silenziosa, anche nel mezzo di battaglie molto sanguinose. La fede essenziale nella giustizia del Dio interiore si esprime così, in un senso di profonda calma anche quando si combatte contro demoni terrificanti e persecutori spietati e sanguinari. Si sa che si è nel giusto e si combatte senza rabbia, senza odio e senza condanna anche il peggiore dei nemici!»
La strega aggiunse: «E se combatti in questa maniera la battaglia sarà vinta ancor prima di iniziarla. In quel giorno ognuno, come deve essere, riceverà indietro ciò che ha seminato. Anche questa è una forma di giustizia».
(Il libro della giustizia, Spazio Interiore Edizioni)
https://www.amazon.it/libro-giustizia-dialoghi-maestri-invisibili/dp/B0GFQ5NKKW/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1WBNB9CBK6SBJ&dib=eyJ2IjoiMSJ9.NvpL4DetZMfTMpdrWtCXsxXMDzd8OuHv2vJrO8-1KY2znhXu98xuXiTFK0VaZe-XW2bXs2ae0deQZhOk7jS4Qewik4y2uVztQfjd2XL9wS4G8K6yb4kN6BB9rO4P6CzglcVZJFO6PGdpCtV0iDaxeQfqa5Mk-L7vJpC-BKNOgdljtG08S4ObXRRVmdUJr77wD2rpmO4iLMipgFoqXg9QIsnPeWPlpxIlUIXcuIus80lSjtI2ZUyBDp2tQ2lIbxDk05T9PADvndsix_cQry1387J1v5MdKO5S90tG5Ur29OM.EI344iw0vokP3LgFVIDm4TkJOh35pa7krMsWBDwXO4E&dib_tag=se&keywords=libro+della+giustizia&qid=1781508329&sprefix=libro+della+giustizia%2Caps%2C158&sr=8-1 | 769 |
| 13 | Il bisogno forzato di "essere fighi" spinge molto spesso le persone a imitare altri che hanno raggiunto il titolo di "figo". E non funziona mai. Copiare senza pensare la sceneggiatura di qualcun altro non creerà altro che una parodia. Leader diventa colui che vive secondo il suo credo. Ognuno ha il proprio scenario. Basta scegliere il proprio credo e vivere secondo esso. Non hai bisogno di imitare nessuno, tu stesso stabilisci una valutazione degna per te stesso, tu stesso sai cosa fare e non cerchi di dimostrare nulla a nessuno.
...
Più forte è il desiderio, meno è probabile che tu ottenga ciò che desideri. Quando si desidera qualcosa in maniera eccessiva, essendo disposti a rischiare tutto, si crea un enorme potenziale in eccesso che sconvolge l'equilibrio. Le forze equilibratrici ti riporteranno sulla linea della vita, dove l'oggetto del tuo desiderio non è in vista. E otterrai l'esatto contrario .
Il potenziale più grande sorge quando un forte desiderio diventa dipendente dall'oggetto del desiderio. Normalmente si instaurano relazioni di questo tipo. "Se raggiungo questo, la mia posizione sarà molto migliore". "Se non raggiungo questo, la mia vita perde ogni significato." “Se lo faccio, mostrerò a me stesso e a tutti quanto valgo”. "Se non lo faccio, non valgo niente." "Se lo avrò, sarà molto bello." "Se non lo capisco, sarà molto brutto". E così via in diverse varianti.
Il desiderio languente inattivo è poi un potenziale in eccesso nella sua forma più pura. Si blocca nel campo energetico e, nel migliore dei casi, consuma inutilmente l'energia del malato e nel peggiore dei casi attira vari problemi. I desideri della persona sofferente non sono soggetti a realizzazione. Quando invece il desiderio si trasforma in ferma intenzione di avere e agire, si realizza. Usate la legge dell'intenzione.
Vadim Zeland | 866 |
| 14 | "Noto che quando sono vicino al mio Sé interiore e intuitivo, quando sono forse in uno stato di coscienza lievemente alterata, allora tutto ciò che faccio sembra possedere un’intima qualità curativa. In questo caso, la mia semplice presenza è liberante e utile per l’altro, Il nostro rapporto trascende se stesso e diventa parte integrante di qualcosa di più grande. Sono presenti una crescita, un’energia e un potere di guarigione profondi.”
(Carl Rogers)
Quando ho iniziato la mia attività nella cosiddetta 'relazione d'aiuto' ero mosso più che altro da una certa grandiosità: spesso mi trovavo a dire o fare cose molto al di sopra di quel che erano le mie reali capacità di aiutare. Sapevo molto, vedevo molto, lavoravo molto con l'energia e credevo che questo bastasse. Ma il più delle volte non bastava. Fare silenzio e incontrare la 'persona' senza i miei filtri è stato un esercizio che mi ha richiesto almeno 15 anni per essere efficace. Col tempo poi ho scoperto che questo 'silenzio', questa assenza di valutazioni e giudizio erano il terreno su cui potevano fiorire i frutti dello spirito, i cambiamenti spontanei e improvvisi, le intuizioni e che questo non era limitato alle sessioni di counseling ma poteva essere esteso a tutta la vita.
Ad un certo punto mi è sembrato che il lavoro della relazione d'aiuto efficace sia più un togliere che un mettere dentro concetti, teorie, diagnosi, mappe. Tante teorie, tante mappe e tanta complessità spesso sono solo un gioco dell'ego per rafforzare l'importanza personale, mentre il silenzio può facilmente diventare il mezzo per far fluire l'energia reale della guarigione. Quando incontriamo qualcosa o qualcuno nella nostra vita possiamo incontrarlo attraverso i nostri schemi mentali, i nostri filtri cognitivi e le nostre conoscenze pregresse e cercare di incasellarlo dentro questi schemetti nel tentativo di 'aggiustarlo'.
Oppure possiamo stare in quello spazio di ascolto profondo, totalmente neutrale e aspettare che il campo faccia il suo lavoro. Tra l'una e l'altra posizione della coscienza si frappone l'ego, soprattutto quello terapeutico: quel che credo di sapere, quello che ho studiato, e tutto quel che esibisco come immagine. Un campo di coscienza e la sua efficacia nel portare equilibrio, crescono nella misura in cui mi levo di mezzo e rinuncio a tutte le pompose definizioni che ho di me.
Come afferma uno degli 8 versi del Zhineng Qigong:
Xīn Chéng Mào Gōng
ll cuore (la mente) chiaro, e l'aspetto umile.
Soprattutto l'aspetto umile. Questo crea secondo me lo spazio per la guarigione e il processo di cambiamento. | 971 |
| 15 | Continuo a ricevere messaggi da persone che non 'riescono' a rilasciare, a prescindere dal manuale e dal fatto che lì sia spiegato tutto per filo e per segno. Per loro ho una risposta direttamente da Lester Levenson: "A quel tempo impiegai molto tempo a trovare la sensazione di lasciar andare per la prima volta. Il Metodo del Rilascio è adatto a tutti. Basta praticarlo e ci riuscirete. Anche io a quel tempo impiegai molto tempo a trovare la sensazione di rilascio, perché analizzavo troppo. E il fatto è che pensate troppo. Meno si analizza, più ci si rilassa, più si usa, più velocemente si impara. Il mio suggerimento è di non esplorare, di
usare direttamente il processo. Se non si sente nulla la prima volta, si ripete. Sarà più veloce.
Usare la mente per esplorare in realtà porterà a molte deviazioni, soprattutto se cercate di integrare più metodi. Perché la mente può riprodurre solo esperienze passate e vi farà solo perdere tempo: essa cerca per non farvi trovare.
Più ci si rilassa, più si usa, più velocemente si impara. Il mio suggerimento è di non esplorare, di
usare direttamente il processo. Se non si sente nulla la prima volta, si ripete. Sarà più veloce.
Usare la mente per esplorare in realtà porterà a molte deviazioni. Perché la mente può riprodurre
solo esperienze passate. Bisogna lasciar andare abbastanza il
desiderio di controllo e approvazione. Non limitatevi a guardare e ad essere consapevoli, seguite e praticate. Pensare e analizzare renderà sempre più difficile il lasciar andare. Perché la mente riproduce solo esperienze passate.
"Non posso" significa che non lo faccio.
"Non posso farlo", è solo questo pensiero che ti impedisce di farlo e questo pensiero può essere rilasciato.
Chi pensa di non poterlo fare, in realtà non vuole farlo davvero.
Se ti sbrighi a farlo, succederà.
Desiderare e provare sono inutili, devi agire! Non limitarti a provare, fallo e basta! (Lester Levenson) | 1 036 |
| 16 | Il tuo potere non può crescere oltre i limiti della tua ombra
Da quel che posso vedere giornalmente il problema di chi non riesce a fare un passo avanti verso un maggior potere, e un più alto livello di coscienza non sta nel sistema spirituale usato, negli esercizi sbagliati o nella mancanza di titoli e diplomi. Il problema è la mancanza di maturità spirituale e la mancata integrazione della propria ombra. Lo stesso problema lo riscontro in chi cerca di avere più 'successo' col proprio lavoro, più amore nella propria vita, più salute e più prosperità. Il problema risulta essere sempre la mancata integrazione degli aspetti della propria ombra.
"Nell'esoterismo occidentale, c'è un concetto chiamato “Guardiano della soglia” che è una cosa o entità che impedisce alle persone di accedere ai misteri più profondi finché non sono pronti. Bardon afferma che l'akasha è il Guardiano della Soglia. Altri autori affermano che l'ombra è il guardiano della soglia. Bardon e gli altri autori, hanno tutti ragione. La frase “Guardiano della Soglia” ha le sue origini nella letteratura e non nella magia o nell'esoterismo, ed è stata coniata dal novellista Edward Bulwer-Lytton. E' solo successivamente che gli esoteristi hanno preso questa frase e l'hanno resa parte del linguaggio tecnico del loro settore. Ci sono davvero molte cose che impediscono a persone immature di accedere ai misteri più profondi della magia prima che siano pronte, e se useremo il termine “Guardiano della Soglia” per riferirci a queste, allora dobbiamo ricordarci che questa definizione può riferirsi ad una di queste cose o a tutte queste cose assieme. L'Akasha può impedire a persone immature di accedere ai più profondi segreti della magia. Questa è cosa nota, almeno fra i Bardoniani e questo fenomeno è spesso discusso nella letteratura Bardoniana. Anche l'ombra può impedire a persone immature di accedere ai misteri più profondi della magia. La sorgente definitiva del potere magico si può trovare nella scintilla divina dentro di noi. Questa scintilla divina esiste nel livello più profondo di sé stessi, quindi per avere accesso al suo potere si deve fare un viaggio al proprio interno. Tuttavia, quando viaggi al tuo interno incontrerai sicuramente la tua ombra, perché anch'essa è dentro di te. A meno che tu non abbia la saggezza, la compassione, la maturità, per trattare con la tua ombra, non riuscirai mai a superarla e a raggiungere i più profondi strati di te stesso, dove la tua scintilla divina e il suo potere dimorano."
(Virgil, the Gift to be Simple) | 1 049 |
| 17 | Abbondanza e prosperità: crash course.
Impara prima a dare. Il dare ti da l'energia per ricevere. Ciò che dai ti torna moltiplicato. Rinuncia all'attaccamento alle cose e alla paura di perdere.
Poi impara a chiedere, perché se non chiedi non potrai mai ottenere.
Per chiedere devi però sapere qual'è la tua vera natura e ciò che ti può rendere felice, e per questo c'è bisogno di uno specifico lavoro.
Considera sempre Dio come il tuo datore di lavoro, e come colui cui paghi le tasse. Non importa da dove arrivino i guadagni o in che forma, non importa a chi o cosa paghi il tuo denaro.
E' sempre 'lui' con cui ti relazioni, in ogni essere, in ogni evento.
Impara a fare forme pensiero potenti: pensiero + energia + emozione e ripetizione. Per questo ci sono tecniche specifiche ma puoi farlo anche a modo tuo.
Ricorda: è meglio aprirsi al flusso dell'energia universale che accumulare tanta energia. Ciò che trattieni marcisce, ciò che dai e fai circolare vive e prospera. Vera prosperità non è avere tanto, ma avere sempre tutto ciò che è necessario per il proprio benessere. È essere in un flusso costante.
Saper godere di ogni momento è più importante che fissarsi sul risultato ottenuto. Ricordati di provare ad essere felice in ogni momento del tuo cammino. Se non sai generare gioia nella tua vita, l'abbondanza di mezzi e risorse non te la darà.
Cura la spendite acuta: una volta nei corsi di legge d'attrazione si diceva in maniera strumentale che chi spende senza preoccupazioni e senza riserve, vive nella fede e attira l'abbondanza. Questa non è fede, ma "spendite" acuta. E' una tendenza distruttiva.
And Stay Present!
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| 18 | Se fai sempre la stessa cosa ottieni sempre lo stesso risultato. E chi è che ti spinge a fare sempre la stessa cosa? L'ego, la sfocatura, l'inconscio. Dietro ogni pensiero o azione abituali ci sono migliaia di correnti inconsce, che sono lì nutrite da anni di attenzione, energia. Che succede se smetti di fare ciò che hai sempre fatto? Che succede se resisti ad un impulso? A un bisogno? Ad uno dei soliti tuoi desideri? Succede che si crea un attrito. E quell'attrito può essere rilasciato. Quell'attrito benedetto, segnale dei lavori in corso è la firma della sfocatura, il modo in cui puoi finalmente vederla in azione. Puoi vedere e rilasciare qualcosa di molto profondo solo quando smetti di fare quello che hai sempre fatto, e quando la parte sofferente che cerca sollievo attraverso l'azione abituale inizia a sbattere i piedi. E se rilasci ti sentirai meglio, sempre meglio: scoprirai allora che potevi ottenere quel 'sollievo' dal lasciar andare piuttosto che dall'agire in maniera abituale. Capisci che il silenzio mentale non è il frutto di anni di meditazione, o altre estenuanti ritualità, è il frutto di una decisione, la decisione di lasciar andare i 'motivatori' del tuo pensare ossessivo: il bisogno di approvazione, di controllo e di sicurezza. L'inizio della liberazione è tutto qui: in quel momento in cui capisci che non sei più schiavo della tua sfocatura. Succede poi che, a forza di rilasciare arrivi a uno stato in cui alla fine sei in pace con o senza quel qualcosa che disperatamente cercavi. E spesso, non dico sempre, ma spesso, quel qualcosa ti cadrà letteralmente in grembo. Lo diceva Lester Levenson, lo diceva anche Vadim Zeland. Ma rimane lettera vuota se non lo sperimenti almeno una volta nella vita.
Keep releasing. Stay Present! | 1 153 |
| 19 | Memento
Mostrati vincente a tutti i costi e il tuo terrore di essere un perdente sarà visibile a chiunque. Mostrati illuminato a tutti i costi e si percepirà la tua ombra che sguscia da ogni tuo namastè.
Più cerchi di vendere un'immagine vincente, illuminata, perfettamente umile di te stesso, più questa prima o poi mostrerà delle crepe, le crepe dell'importanza personale.
Più ostenti gentilezza amorevole e sorrisi beati più si percepirà la tua aggressività.
Le crepe saranno ben visibili a chi ha fatto un voto a sé stesso e lo saranno anche per te, se farai lo stesso voto:
non nascondere più la tua ombra, i tuoi difetti, le tue imperfezioni, i tuoi errori. Ma accettali, onorali, guariscili, integrali. In definitiva il lavoro è tutto qui.
E non parlarne apertamente.
Che gli altri lo sappiano oppure no ha davvero poco importanza. Quindi smettila di cercare segretamente l'attenzione e l'approvazione degli altri, facendo abilmente finta di non farlo. La vera grandezza, il vero potere del mago errante sono invisibili e silenziosi. Operano senza che nessuno se ne accorga, e non c'è alcun bisogno che gli altri lo sappiano, che gli altri lo riconoscano.
Il vero potere invisibile e silenzioso agisce quando l'IO si fa da parte.
Quando 'sia fatta la tua volontà' e non la mia.
Quando rinunci allo status, all'immagine, alla bella figura, e al guadagno. Quando rinunci alla tua missione dell'anima (che non esiste), perché la missione semmai viene da Dio, e non da una parte della tua mente che ti vuol convincere che sei qui con una missione.
Quando rinunci a scrivere post altisonanti e a metterti in posa da guru su foto studiate per veicolare un'immagine di te che sprizza paura e bisogno di riconoscimento.
Quando rinunci al successo e alla notorietà.
Cerca di ricordartelo, come io, ora sto cercando di ricordarlo a me stesso!
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| 20 | L'ARTE DEL LASCIAR ANDARE (ver 4.0)
Finalmente dopo un pò di mesi di lavoro eccovi il nuovo manuale di rilascio, rivisto, corretto, e ampliato con numerosi estratti delle lezioni di Lester Levenson per veicolare quello che era il suo vero scopo e messaggio.
Tutto col semplice scopo di invitarvi a farlo.
Il manuale è ancora in revisione quindi è facile che nei prossimi mesi io aggiunga o corregga delle cose, ma intanto eccovi una versione abbastanza definitiva.
Se poi avete voglia di farmi una donazione per il lavoro scrivetemi in privato o nei commenti.
Grazie. | 1 260 |
Endi mavjud! Telegram Tadqiqoti 2025 — yilning asosiy insaytlari 
