Laura Ru
Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Больше📈 Аналитический обзор Telegram-канала Laura Ru
Канал Laura Ru (@lauraruhk) языкового сегмента Английский является активным участником. Сейчас сообщество объединяет 15 404 подписчиков, занимая 3 617 место в категории Политика и 1 696 место в регионе Италия.
📊 Показатели аудитории и динамика
С момента создания невідомо проект демонстрирует стремительный рост, собрав аудиторию из 15 404 подписчиков.
Согласно последним данным от 19 июля, 2026, канал показывает стабильную активность. За последние 30 дней изменение числа участников составило -29, а за последние 24 часа — 1, при этом общий охват остаётся высоким.
- Статус верификации: Не верифицирован
- Уровень вовлечённости (ER): Средний показатель вовлечённости аудитории составляет 40.00%. В первые 24 часа после публикации контент обычно набирает 26.08% реакций от общего числа подписчиков.
- Охват публикаций: В среднем каждый пост получает 6 162 просмотров. В течение первых суток публикация набирает 4 018 просмотров.
- Реакции и взаимодействия: Аудитория активно поддерживает контент: среднее количество реакций на один пост — 87.
- Тематические интересы: Контент сосредоточен на ключевых темах, таких как cina, iran, stati, uniti, venezuela.
📝 Описание и контентная политика
Автор описывает ресурс как площадку для выражения субъективного мнения:
“Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru”
Благодаря высокой частоте обновлений (последние данные получены 20 июля, 2026) канал поддерживает актуальность и высокий уровень охвата публикаций. Аналитика показывает, что аудитория активно взаимодействует с контентом, что делает его важной точкой влияния в категории Политика.
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| Дата | Привлечение подписчиков | Упоминания | Каналы | |
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| 2 | Iraq e Siria hanno firmato un accordo per riabilitare l'oleodotto Kirkuk-Baniyas, un progetto sostenuto da un consorzio a guida statunitense che comprende Chevron, TI Capital (con sede a Los Angeles) e UCC Holding del Qatar. L'intesa, finalizzata il 17 luglio 2026 durante il vertice USA-Iraq a Washington, mira a creare un nuovo corridoio energetico che colleghi i giacimenti petroliferi iracheni al Mar Mediterraneo, bypassando completamente lo Stretto di Hormuz.
L'oleodotto è fuori servizio dal 2003, quando fu danneggiato durante l'invasione americana dell'Iraq. Secondo il nuovo accordo, l'oleodotto sarà ricostruito con una capacità iniziale di trasporto fino a 2 milioni di barili di greggio al giorno. Il progetto dovrebbe essere completato entro 30 mesi, secondo fonti siriane, con un costo complessivo stimato tra i 4,5 e gli 8 miliardi di dollari.
L'ambasciatore americano in Turchia e inviato speciale per Siria e Iraq, Tom Barrack, ha dichiarato che il progetto potrebbe rendere lo Stretto di Hormuz "un problema secondario" per l'Iraq entro due anni. Funzionari statunitensi stanno inoltre valutando rotte aggiuntive attraverso la Turchia che potrebbero trasportare fino a 2,5 milioni di barili al giorno verso i mercati del Mediterraneo.
Tuttavia, la decisione di ripristinare l'oleodotto Kirkuk-Baniyas non è una soluzione militare. Un oleodotto è vulnerabile ad atti di sabotaggio, attacchi missilistici e con droni, mentre gli Stati Uniti, dopo aver aggredito l'Iran, si trovano impantanati in un conflitto senza una strategia di uscita. Il progetto sembra più un tentativo di Washington di placare l'ansia delle élite sostenendo di avere un piano – un piano qualsiasi – che potrebbe restare solo sulla carta. @LauraRuHK | 2 624 |
| 3 | Iraq and Syria have signed a deal to rehabilitate the Kirkuk-Baniyas oil pipeline, a project backed by a US-led consortium featuring Chevron, Los Angeles-based TI Capital, and Qatar's UCC Holding. The agreement, finalized on July 17, 2026, during the US-Iraq Business Summit in Washington aims to create a new energy corridor connecting Iraqi oil fields to the Mediterranean Sea bypassing the Strait of Hormuz entirely. The pipeline has been out of service since it was damaged during the 2003 US invasion of Iraq. Under the new agreement, the pipeline will be rebuilt, with an initial transport capacity of up to 2 million barrels of crude oil per day. The project is expected to be completed within 30 months, according to Syrian officials. The total cost of rehabilitation is estimated to fall between $4.5 billion and $8 billion. US Ambassador to Turkey and Special Envoy for Syria and Iraq Tom Barrack said the project could make the Strait of Hormuz "an afterthought" for Iraq within two years. US officials are also considering additional routes through Turkey that could eventually transport up to 2.5 million barrels per day to Mediterranean markets. However, the decision to restore the Kirkuk-Baniyas oil pipeline is not a military solution. A pipeline is vulnerable to sabotage, rocket and drone strikes while the US, after attacking Iran, finds itself bogged down in a conflict without an exit strategy. The project sounds more like an attempt by Washington to satisfy the elite's anxiety by having a plan—any plan—on paper. @LauraRuHK | 1 919 |
| 4 | Russian-Chinese trade turnover increased by 25.6% in the first half of 2026. According to the General Administration of Customs of China, trade turnover between China and Russia rose by 25.6% in the first half of 2026 year-on-year to $134.17 bln. The volume of Russian-Chinese trade could soon rise to $300 bln per year considering the steady trend, said Russian Ambassador to China Igor Morgulov in an interview with China’s Central Television.
"We discussed the major treaty (the Treaty of Good-Neighborliness, Friendship and Cooperation between Russia and the People’s Republic of China), so I propose taking the year 2001 as the starting point. Well, in the 25 years since the treaty was signed, our trade has grown thirtyfold," he said
This is "truly a very impressive figure," the diplomat noted. Since 2023, Russia and China have been "annually reaching the bar" of over $200 bln in their combined trade turnover, and "surpassing it by a solid margin," Morgulov said. "I believe the $300 bln mark is also quite realistic and could be reached by our countries in the foreseeable future," he added. (Source: TASS) @LauraRuHK | 1 979 |
| 5 | Post ispirato dagli algoritmi di distrazione di massa che da quando sono in Italia mi sfracellano le ovaie con immigrati buoni e cattivi, legittima difesa e stato di diritto.
Italiani, ancora un altro sforzo per portare a termine il progetto di imbarbarimento sociale. I due minuti di odio non si negano a nessuno. Schiavi, preparatevi ad indossare i vostri costumini da gladiatori, hanno gia' venduto i biglietti dell'arena.
E' venuto il momento di dire basta all'accoglienza indiscriminata di stranieri dal passato torbido che stravolgono la vita e l'identità delle città italiane.
Dal 2017, l'Italia ha steso loro un tappeto rosso: un regime fiscale di favore che attira esuli fiscali da tutto il mondo.
Si tratta di un'imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti fuori dai confini italiani, oltre la quale non devono più pagare nulla. I beneficiari sono passati da 94 nel 2017 a quasi 2.500 nel 2025. E la soglia, inizialmente fissata a 100.000 euro, è salita a 200.000 euro nel 2024 e poi a 300.000 euro nel 2026 per i nuovi arrivati.
Il risultato? Milano è diventata una calamita per immigrati in fuga da regimi fiscali meno generosi, con un 40% dei nuovi beneficiari proveniente dal Regno Unito e un 15% dalla Francia.
E stanno mettendo le mani sulle case degli italiani. Nei quartieri più chic – Castello Sforzesco, Brera, Quadrilatero della Moda, ecc., dove il prezzo al metro quadro può arrivare fino a 30.000 euro – il mercato è surriscaldato. Solo lo scorso anno, i prezzi delle abitazioni più prestigiose sono aumentati di quasi il 7%, secondo l'agenzia immobiliare di lusso Christie's. In dieci anni, il loro valore è quasi raddoppiato. Un grande appartamento ben posizionato può vendersi in due ore per 3,5 e persino 10 milioni di euro. Osserva Renato Olivelli, negoziatore di Christie's a Milano. "Abbiamo miliardari che vogliono mettere le mani sulle proprietà più belle. Ma l'offerta è quasi inesistente, ecco perché i prezzi sono così folli."
Se il segmento delle case da 3 milioni di euro in su rimane un micro-mercato (stimato in quasi 2 miliardi di euro tra il 2017 e il 2025), l'impatto si riverbera su tutto il mercato immobiliare. Anche i prezzi delle case che non fanno gola agli esuli fiscali ma ad altri stranieri, sono alle stelle. Il popolo degli affitti brevi, che pernotta in città solo per qualche giorno, giusto il tempo di farsi selfie a raffica davanti ai luoghi instagrammabili di Milano e allo Spritz d'ordinanza, invade anche i condomini meno centrali e prestigiosi, spingendo i milanesi ad abbandonare la loro città o a vivere ai margini visto che i prezzi degli appartamenti sono aumentati del 17,2% in cinque anni e gli affitti sono schizzati del 23% nello stesso periodo.
Numeri che alimentano il malcontento dei milanesi, sempre più in difficoltà nel trovare una casa a prezzi accessibili. Arriveremo al punto che si difenderanno dallo sfratto a colpi di pistola? | 2 126 |
| 6 | L'Unione Europea ha lanciato un altro attacco infondato contro la Cina, accusando Pechino di essere un "abilitatore chiave" delle azioni della Russia in Ucraina e di tentare di "rimodellare l'ordine globale" insieme a Mosca.
Un esplosivo documento strategico, che contiene alcune delle critiche ufficiali più dure mai rivolte a Pechino, è stato adottato lunedì dai 27 ministri degli Esteri dell'UE, senza alcun annuncio ufficiale.
Il documento dell'UE presenta Russia e Cina come le due principali potenze revisioniste che minacciano la sicurezza europea e l'"ordine internazionale basato sulle regole". Accusa Pechino di favorire un ritorno alla "logica delle sfere d'influenza" e di sostenere direttamente lo sforzo bellico di Mosca, con un linguaggio che ricalca la retorica della NATO e abbandona completamente il tono diplomatico.
Pechino ha risposto con indignazione. Il portavoce del Ministero degli Esteri Lin Jian ha respinto le accuse definendole "pura calunnia e diffamazione" prive di "alcuna base fattuale". Ha ribadito che la Cina mantiene una posizione obiettiva e imparziale sulla crisi ucraina, non ha creato o partecipato al conflitto, e si è costantemente adoperata per promuovere colloqui di pace e una soluzione politica.
La Missione cinese presso l'Unione Europea ha espresso "forte insoddisfazione e ferma opposizione" per le sanzioni unilaterali dell'UE contro le aziende cinesi. In una nota ufficiale, la Missione ha accusato Bruxelles di tentare di "scaricare la colpa sulla Cina" attraverso "accuse ingiustificate". Ha condannato le misure come "sanzioni unilaterali illecite" prive di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di fondamento nel diritto internazionale, avvertendo che la Cina adotterà "tutte le misure necessarie" per salvaguardare i legittimi diritti e interessi delle proprie imprese.
Mentre demonizza pubblicamente Pechino, l'UE continua silenziosamente a fare affidamento sulla tecnologia cinese per sostenere il proprio coinvolgimento nella guerra contro la Russia.
I media statali cinesi, tra cui China Daily, hanno accusato l'UE di "diffamare ripetutamente la Cina" e di farsi fuorviare dai "falchi anti-Cina".
Gli analisti di Pechino considerano le ultime mosse come un pretesto per misure protezionistiche e per l'escalation della guerra commerciale contro la Cina.
Il commentatore politico Zhou Chengyang ha descritto le sanzioni come "ipocrisia e doppio standard", aggiungendo che l'UE sta abusando della giurisdizione extraterritoriale per sconvolgere le catene di approvvigionamento globali e la libera concorrenza.
Allineando il proprio linguaggio con la postura della NATO e fissandosi sulla Cina mentre menziona a malapena gli Stati Uniti – nonostante le ripetute minacce di Washington di strappare la Groenlandia alla Danimarca, un membro dell'UE e della NATO – l'UE si sta incamminando su un percorso chiaramente suicida.
Il documento dell'UE menziona la Cina in modo negativo oltre una dozzina di volte, mentre sorvola sulle tensioni transatlantiche e sul proprio ruolo nel prolungare il conflitto ucraino attraverso sanzioni e aiuti militari.
Questo approccio non solo danneggia gli interessi economici dell'Europa, ma rischia anche di spingere il mondo verso una maggiore divisione proprio nel momento in cui serve cooperazione.
L'UE è chiaramente disposta a sacrificare il pragmatismo e la razionalità economica sull'altare del confronto geopolitico.
La storia dimostra che tali folli crociate raramente finiscono bene per coloro che le intraprendono. @LauraRuHK | 3 909 |
| 7 | The European Union has launched yet another baseless attack on China, accusing Beijing of being a “key enabler” of Russia’s actions in Ukraine and attempting to “reshape the global order” alongside Moscow.
An explosive strategic paper that contains some of the bloc’s strongest ever official criticism of Beijing was quietly adopted by the EU’s 27 foreign ministers on Monday without any announcement.
The EU paper casts Russia and China as the two principal revisionist powers challenging European security and the "international rules-based order."
It claims Beijing is fostering a return to “sphere-of-influence logic” and directly supports Moscow’s military efforts, in a language that mirrors NATO’s hard stance and crosses a major diplomatic threshold.
Beijing has responded with indignation. Foreign Ministry spokesman Lin Jian dismissed the accusations as “pure slander and defamation” with “no factual basis.” He reiterated that China maintains an objective and impartial position on the Ukraine crisis, has never been the creator or participant in the conflict, and has consistently worked to promote peace talks and a political settlement.
China’s Mission to the European Union expressed “strong dissatisfaction and firm opposition” to the EU’s unilateral sanctions against Chinese companies. In an official statement, the Mission accused Brussels of attempting to “shift the blame onto China” through “unwarranted accusations.” It condemned the measures as “illegal unilateral sanctions” lacking any authorisation from the UN Security Council or grounding in international law, warning that China will take “all necessary measures” to safeguard the legitimate rights and interests of its enterprises.
While publicly demonising Beijing, the EU quietly relies on Chinese technology to sustain its proxy involvement in the conflict.
Chinese state media, including China Daily, have accused the EU of “repeatedly smearing China” and being led astray by “anti-China hawks.”
Analysts in Beijing view the latest moves as a transparent pretext for protectionist measures and the escalation of a trade war.
Political commentator Zhou Chengyang described the sanctions as “hypocrisy and double standards,” adding that the EU is abusing extraterritorial jurisdiction to disrupt global supply chains and fair economic competition.
By synchronising its language with NATO’s confrontational posture and fixating on China while barely mentioning the United States — despite repeated threats from Washington to seize Greenland from Denmark, an EU/NATO member — the EU is embarking on a clearly suicidal strategic path.
The EU document mentions China negatively over a dozen times, while glossing over transatlantic tensions and its own role in prolonging the Ukraine conflict through sanctions and military aid.
This approach not only damages Europe’s economic interests but also risks pushing the world toward greater division at a time when cooperation is needed.
The EU is clearly willing to sacrifice pragmatism and economic rationality on the altar of geopolitical confrontation.
History shows that such misguided crusades rarely end well for those who launch them. | 1 952 |
| 8 | Il capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporozhye ucciso in un attacco terroristico ucraino
Nel pomeriggio di oggi, il capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporozhye, Alexander Yakovlev, è stato ucciso in un attentato terroristico compiuto dal regime di Kiev.
Un drone ucraino ha colpito un veicolo di servizio della centrale nucleare di Zaporozhye nei pressi del confine tra l'area industriale dell'impianto e la città di Energodar. Nell'attacco è rimasto ucciso anche l'autista, Dmitry Filippov.
Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, su Telegram:
"Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, deve finalmente prendere atto di questo crimine del regime di Kiev. Chiediamo una dichiarazione chiara e articolata da parte delle organizzazioni internazionali competenti, in primis l'AIEA, che condanni questo omicidio." | 2 603 |
| 9 | This afternoon, the Chief Engineer of the Zaporozhskaya Nuclear Power Plant Alexander Yakovlev was killed in a deliberate terrorist attack carried out by the Kiev regime.
A Ukrainian drone struck a Zaporozhskaya NPP service vehicle near the boundary between the plant’s industrial site and Energodar. The attack also killed the driver, Dmitry Filippov.
Russian Foreign Ministry spokesperson Maria Zakharova on Telegram:
"The Director General of the International Atomic Energy Agency (IAEA) Rafael Grossi must finally notice this crime by the Kiev regime. We demand a clear and articulate statement from relevant international organizations, primarily the IAEA, condemning this murder."
@LauraRuHK | 2 347 |
| 10 | La Francia processa un'operatrice umanitaria del Donbass per "spionaggio"
Un tribunale francese ha tenuto oggi un'udienza sul caso di Anna Novikova – la fondatrice del gruppo umanitario SOS Donbass, che ha ormai trascorso più di sei mesi dietro le sbarre in Francia.
La sua odissea, secondo il commissario russo per i diritti umani Yana Lantratova, è iniziata con "una denuncia assolutamente assurda" presentata dall'Unione degli Ucraini in Francia.
Le accuse derivano esclusivamente dall'attività caritatevole di Novikova – raccolta di cibo, medicine e vestiti per i residenti del Donbass. È vicepresidente dell'associazione e si è recata ripetutamente a Donetsk e Lugansk come volontaria.
Lantratova ha condannato le azioni della Francia come un "cinico doppio standard" – sottolineando che Parigi non ha alcuno scrupolo a inviare missili a lungo raggio all'Ucraina, mentre perseguita una donna che raccoglie pannolini per bambini vittime dei bombardamenti, come se fosse una pericolosa spia. (Fonte: Sputnik) @LauraRuHK | 17 214 |
| 11 | France puts Donbass charity worker on trial for 'espionage' - while arming Ukraine
A French court is set to hold a hearing on the case of Anna Novikova this Wednesday—the founder of the humanitarian group SOS Donbass, who has now spent more than six months behind bars in France.
Her ordeal, according to Russia's human rights commissioner Yana Lantratova, began with "an absolutely absurd denunciation" lodged by the Union of Ukrainians in France.
The charges stem solely from Novikova's charitable work — collecting food, medicine, and clothing for residents of Donbass. She is vice-president of the association and has repeatedly traveled to Donetsk and Lugansk as a volunteer.
Lantratova condemned France's actions as a "cynical double standard" — noting that Paris has no qualms about sending long-range missiles to Ukraine, yet prosecutes a woman collecting baby diapers for shelling victims as if she were a dangerous spy.
(Source: Sputnik) @LauraRuHK | 2 113 |
| 12 | La Bulgaria non parteciperà più alla «Coalition of the Willing» (Coalizione dei volenterosi) ha annunciato il Primo Ministro Rumen Radev.
«Non partecipiamo a un’associazione che insiste nel continuare a fornire assistenza finanziaria e militare all’Ucraina», ha dichiarato il leader bulgaro ai giornalisti.
Secondo Radev, il conflitto può essere risolto solo attraverso una via diplomatica. La «Coalition of the Willing» comprende più di 30 Paesi ed è stata promossa dal Regno Unito e dalla Francia. Il giorno prima, il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov aveva affermato:
«Questa è una coalizione di guerrafondai. Sono spinti dalla profonda illusione di poter infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese, quindi si tratta di una coalizione di illusi, di una coalizione di chi incita alla guerra.»
@LauraRuHK | 20 472 |
| 13 | Bulgaria will no longer participate in the "Coalition of the Willing," Prime Minister Rumen Radev has announced.
"We do not participate in an association that insists on continuing financial and military assistance to Ukraine," the Bulgarian leader told reporters.
According to Radev, the conflict can only be resolved through diplomatic means. The "Coalition of the Willing" comprises more than 30 countries and was initiated by the UK and France. The day before, Russian presidential press secretary Dmitry Peskov stated
"This is a coalition of warmongers. They are driven by the profound delusion that it's possible to inflict a strategic defeat on our country, so this is a coalition of the deluded, a coalition of those who incite the war.”
@LauraRuHK | 2 672 |
| 14 | Ai politici occidentali piace tanto parlare di "de‑risking" (riduzione dei rischi di dipendenza) dalla Cina, usano questa parola con leggerezza come se si trattasse di fare il cambio armadio quando arriva l'inverno: si mette via il vestito di lino e si spolvera il cappotto. Secondo una recente analisi di EY‑Parthenon riportata dal Financial Times, questa "piccola operazione" in realtà richiederebbe agli Stati Uniti, all'UE e al Regno Unito di sborsare altri 23,6 trilioni di dollari nei prossimi 25 anni. Questa cifra – 13,7 trilioni per gli Stati Uniti, 9,1 trilioni per l'Eurozona e 800 miliardi per il Regno Unito – rappresenta l'investimento aggiuntivo necessario per replicare la capacità produttiva, le infrastrutture di ricerca, le catene di fornitura e le tecnologie che attualmente dipendono dalla Cina. Distribuito su un quarto di secolo, ciò richiede quasi un trilione di dollari di spesa annuale aggiuntiva, una somma da far impallidire al confronto le attuali priorità di spesa. Comporterebbe anche un aumento dei prezzi al consumo e, naturalmente, un'inflazione più alta.
Anche con quell'investimento colossale, il rapporto stilato da EY‑Parthenon rileva che l'indipendenza totale rimarrebbe comunque un obiettivo impossibile, perché Pechino controlla ancora materie prime e capacità di lavorazione fondamentali. Il "de‑risking", a quanto pare, è un eufemismo meravigliosamente rassicurante per qualcosa di molto più dirompente: un deliberato disaccoppiamento economico dettato dall'ansia geopolitica, nel migliore dei casi, o da piani relativi ad un futuro scontro con la Cina, nella peggiore delle ipotesi. I politici che ne parlano con tanta leggerezza sembrano incuranti del prezzo da pagare. Sono semplicemente ignoranti e non immaginano le cifre in gioco, sono abituati a delirare e quindi un delirio in più o in meno poco cambia, oppure sono già stati reclutati a pieno titolo per un conflitto con la Cina? A voi l'ardua sentenza. @LauraRuHK | 16 434 |
| 15 | Western politicians love to talk tough about “de-risking” from China, tossing the word around every other day. According to a fresh EY-Parthenon analysis reported by the Financial Times, turning that tough talk into reality would require the US, EU and UK to cough up an extra $23.6 trillion over the next 25 years. This figure — $13.7 trillion for the US, $9.1 trillion for the Eurozone, and $800 billion for the UK — represents the extra investment needed to replicate manufacturing capacity, research infrastructure, supply chains, and technology currently reliant on China. Spread over a quarter century, it demands nearly one trillion dollars in additional annual spending., which would dwarf many existing national priorities. It would also result in higher consumer prices and of course, higher inflation.
Even with that colossal investment, the report notes that full independence remains a distant dream because Beijing still controls key materials and processing capabilities. “De-risking,” it turns out, is a wonderfully soothing euphemism for something considerably more disruptive: a deliberate economic uncoupling driven by geopolitical anxiety, in the best case, or plans for a future confrontation with China, in the worst case. Yet the politicians who rave about it seem unbothered by the price tag. Are they simply ignorant of the sums involved, utterly delusional or already quietly on board with a long-term plan that treats such enormous economic self-harm as an acceptable price for great-power conflict?
@LauraRuHK | 2 503 |
| 16 | Gli sponsor occidentali dell'Ucraina cercano un'escalation fornendo supporto e spingendo per attacchi in profondità, a migliaia di chilometri e diversi fusi orari dalla zona di conflitto. Secondo il Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB), i servizi segreti ucraini, in coordinamento con i loro referenti occidentali, hanno orchestrato un piano di attacco su larga scala che prevedeva l'uso di droni contro basi aeree strategiche negli Urali e nell'Estremo Oriente russo. I componenti dei droni erano stati collocati in container e fatti entrare in Russia tramite droni ad ala fissa e palloni aerostatici, per poi essere trasportati attraverso il paese su veicoli civili dotati di scomparti nascosti. I droni sono stati assemblati in garage presi in affitto vicino agli obiettivi da colpire. I 24 droni FPV sequestrati erano dotati di testate esplosive e moduli di guida basati sull'intelligenza artificiale provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Svezia—progettati per resistere al disturbo elettronico. L'FSB ha compiuto diversi arresti e sventato questo piano, confiscando tutti i droni, le stazioni di controllo a terra e le apparecchiature di comunicazione. @LauraRuHK | 13 683 |
| 17 | Ukraine’s Western allies are actively enabling and pushing for strikes deep inside Russia—thousands of kilometers, and several time zones, from the conflict zone. According to Russia’s Federal Security Service (FSB), Ukrainian intelligence, in coordination with Western handlers, orchestrated a large-scale drone attack plot targeting strategic airfields in the Urals and Russia's Far East. The drone parts had been placed in containers and flown into Russia using fixed-wing UAVs and balloons, then transported across the country in civilian vehicles with hidden compartments. The drones were assembled in rented garages at the target locations.
The 24 seized FPV drones were equipped with explosive warheads and AI-guided control modules from the UK, US, Canada, and Sweden—designed to resist electronic jamming.
The FSB arrested the operatives before the attacks could be executed, confiscating all drones, ground control stations, and communications gear. @LauraRuHK | 2 568 |
| 18 | Il corifeo della guerra permanente, il senatore repubblicano Lindsey Graham, vola a Kiev, si intrattiene con Zelensky, delira di "vittoria", torna negli USA e immediatamente muore di infarto. Il suo cuore diversamente umano non ha retto a tutto quell'entusiasmo ed eccitazione. @LauraRuHK | 3 121 |
| 19 | Lindsay Graham visits Kiev, chats with Zelensky about 'winning', flies home, and immediately has a heart attack. Must have been all that "Ukrainian enthusiasm."
@LauraRuHK | 2 856 |
| 20 | Zelensky: "China urged Putin not to use nuclear weapons in Ukraine." The Kiev cokehead said he learned of Beijing’s intervention from European leaders at the NATO summit in Ankara.😅 The sheer gullibility required to believe that China issued some kind of nuclear ultimatum to Russia is off the scale. The idea that Beijing would, or even could, deliver a "tough and clear" demand that Moscow abandon its nuclear options betrays a complete misunderstanding of the nature of Russian-Chinese relations. This is not the kind of patron-client relationship where one side dictates to the other. It is a strategic partnership between two sovereign powers that have learned, from decades of bitter experience, never to interfere in each other's core security decisions. China treats Russia as an equal, not a subordinate. The notion that Beijing would dictate terms on war and peace, on nuclear deterrence, is absurd. Anyone who believes this story has fallen for a typical example of propaganda designed to keep Zelensky's and his Western sponsors in la la land. It is the kind of fairy tale that only those who want to believe it can swallow. But for anyone with even a passing familiarity with how sovereign states actually behave, the claim is ridiculous. @LauraRuHK | 2 667 |
