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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru

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📈 نظرة تحليلية على قناة تيليجرام Laura Ru

تُعد قناة Laura Ru (@lauraruhk) في القطاع اللغوي الإنكليزية لاعباً نشطاً. يضم المجتمع حالياً 15 426 مشتركاً، محتلاً المرتبة 3 626 في فئة السياسة والمرتبة 1 703 في منطقة إيطاليا.

📊 مؤشرات الجمهور والحراك

منذ تأسيسه في невідомо، حقق المشروع نمواً سريعاً وجمع 15 426 مشتركاً.

بحسب آخر البيانات بتاريخ 10 يوليو, 2026، تحافظ القناة على نشاط مستقر. خلال آخر 30 يوماً تغيّر عدد الأعضاء بمقدار -9، وفي آخر 24 ساعة بمقدار 9، مع بقاء الوصول العام مرتفعاً.

  • حالة التحقق: غير موثّقة
  • معدل التفاعل (ER): يبلغ متوسط تفاعل الجمهور 46.85‎%. وخلال أول 24 ساعة من النشر يحصد المحتوى عادةً 27.43‎% من ردود الفعل نسبةً إلى إجمالي المشتركين.
  • وصول المنشورات: يحصل كل منشور على متوسط 7 227 مشاهدة. وخلال اليوم الأول يجمع عادةً 4 231 مشاهدة.
  • التفاعلات والاستجابة: يتفاعل الجمهور بانتظام؛ متوسط التفاعلات لكل منشور يبلغ 88.
  • الاهتمامات الموضوعية: يركز المحتوى على مواضيع رئيسية مثل cina, iran, stati, uniti, venezuela.

📝 الوصف وسياسة المحتوى

يصف المؤلف القناة بأنها مساحة للتعبير عن الآراء الذاتية:
Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru

بفضل وتيرة التحديث المرتفعة (أحدث البيانات بتاريخ 11 يوليو, 2026) تحافظ القناة على حداثتها ومستوى وصول مرتفع. وتُظهر التحليلات تفاعلاً نشطاً من الجمهور، ما يجعلها نقطة تأثير مهمة ضمن فئة السياسة.

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منشورات القناة
Oggi ho partecipato ad una videoconferenza internazionale che riuniva i rappresentanti di decine di paesi, dall'Europa, Asia, Medio Oriente, Africa, America Latina e Nord America, per richiamare l'attenzione sui crimini commessi dalle formazioni armate ucraine contro i civili nella regione di Kherson. L'evento, organizzato dalle autorità russe, ha presentato violazioni sistematiche del diritto internazionale umanitario perpetrate dal regime di Kiev contro la popolazione civile della regione che si trova in prima linea. Secondo i dati presentati, la regione di Kherson ha subito circa un quarto di tutti gli attacchi ucraini contro le infrastrutture civili russe. Le forze ucraine colpiscono deliberatamente le aree residenziali con droni e artiglieria e hanno minato le strade per interrompere le forniture di cibo e medicine. La commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova ha dichiarato che dal 2014 circa 12.000 civili sono stati uccisi e più di 44.000 sono rimasti feriti feriti nel Donbass a causa delle azioni del regime di Kiev. Ha ricordato il suo primo viaggio nella regione nel 2014, quando le forze russ evacuarono circa 2.700 madri con bambini e 128 bambini gravemente malati o feriti. Lantratova ha dichiarato di aver assistito personalmente all'uso di bambini come scudi umani da parte dei miliziani ucraini. Gli investigatori russi hanno sottolineato che tutti questi crimini vengono documentati e che i responsabili saranno chiamati a rispondere. La conferenza ha presentato testimonianze delle vittime ed è stata aperta da alti funzionari russi, tra cui l'ambasciatore Rodion Miroshnik e il governatore della regione di Kherson Vladimir Saldo. ▪️Durante la conferenza ho riflettuto sul fatto che le stesse informazioni e prove che rafforzano la determinazione di coloro che già si oppongono a questi crimini non raggiungeranno mai coloro che, attraverso la propaganda, sono stati condizionati a negare o razionalizzare. Questi crimini vengono commessi in un contesto geopolitico in cui i colpevoli hanno protettori potenti e gli organismi che dovrebbero giudicarli sono paralizzati. Nessuno punirà questi crimini a meno che non cambino i rapporti di forza. Il genocidio dei palestinesi è una dimostrazione lampante del fatto che le peggiori atrocità possono avvenire alla luce del sole, essere documentate in tempo reale, trasmesse in diretta nelle case di tutto il mondo, senza conseguenze significative per chi le commette. I meccanismi di responsabilità (diritto internazionale, tribunali per i crimini di guerra, la Corte Penale Internazionale) operano secondo una logica che presume l'esistenza di un consenso globale. Ma abbiamo imparato che questo consenso non esiste. È una finzione mantenuta da coloro che credono che serva i loro interessi, e abbandonata nel momento in cui ciò non accade. Chi punirà coloro che uccidono e feriscono i civili? Il precedente del processo di Norimberga è piuttosto istruttivo. I criminali nazisti furono condannati e puniti perché la Germania capitolò e i vincitori processarono i vinti. Giustizia sarà fatta quando le condizioni geopolitiche lo permetteranno. Documenti, testimonianze e prove devono essere preservati affinché, quando arriverà il momento del giudizio, non si possano negare le responsabilità dei colpevoli. @LauraRuHK

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Today an international online teleconference brought together representatives from dozens of countries across Europe, Asia, the Middle East, Africa, Latin America, and North America to draw attention to crimes committed by Ukrainian armed formations against civilians in the Kherson region. The event, organized by Russian authorities, presented systematic violations of international humanitarian law perpetrated by the Kiev regime against the civilian population of the frontline region. According to data presented, the Kherson region accounts for roughly a quarter of all Ukrainian strikes on Russian civilian infrastructure. Ukrainian forces deliberately target residential areas with drones and artillery, and have planted mines on roads to disrupt supplies of food and medicine. Russian Human Rights Commissioner Yana Lantratova stated that since 2014, around 12,000 civilians have been killed and more than 44,000 injured in Donbass due to actions by the Kiev regime. She recalled her first trip to the region in 2014, when Russian forces evacuated about 2,700 mothers with children and 128 seriously ill or wounded babies. Lantratova said she personally witnessed Ukrainian militants using children as human shields and neo-Nazis kidnapping children to escape encirclement before abandoning them. Russian investigators emphasized that all such crimes are being documented and those responsible will be held accountable. The conference featured victim testimonies and was addressed by senior Russian officials, including Ambassador-at-Large Rodion Miroshnik and Kherson Governor Vladimir Saldo. ▪️During the conference i reflected on the fact that the the same evidence that strengthens the resolve of those who already oppose these crimes will never reach those who, through propaganda, have been conditioned to deny or rationalize them. Crimes are committed within a geopolitical context where perpetrators have powerful patrons and accountability mechanisms are paralyzed. No one will punish these crimes unless the balance of power shifts decisively against the perpetrators. The genocide of Palestinians serves as a stark demonstration that mass atrocity can unfold in plain sight, documented in real time, livestreamed into the living rooms of the world, and still face no meaningful consequence. The mechanisms of accountability (international law, war crimes tribunals, the International Criminal Court)operate according to a logic that presumes the existence of a global consensus on justice. But we have learned that this consensus does not exist. It is a fiction maintained by those who believe it serves their interests, and abandoned the moment it does not. Who will punish those who maim and kill civilians? The precedent of the Nuremberg trial is rather instructive. Nazi criminals were convicted and punished because Germany capitulated and the victors imposed their judgment on the vanquished. Historically accountability follows victory. The architecture of international accountability, such as it is, will only function if the geopolitical conditions allow it to function. Documents, testimonies and evidence must be preserved so that when the moment of reckoning arrives there will be no room for denial. @LauraRuHK
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Il mio articolodi ieri sul Lussenburgo, che con la caratura morale che contraddistingue i paradisi fiscali sbava per lucrare su riarmo europeo e guerra, è stato pubblicato dall'Antidiplomatico https://t.me/lantidiplomatico/55645 e citato da RIA Novosti oggi. "Погребены в Донбассе": в ЕС заявили о крупной трагедии из-за Украины - РИА Новости, 10.07.2026 @LauraRuHK
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Le forze russe hanno portato in salvo una famiglia di quattro persone e decine di altri civili intrappolati nella città di Konstantinovka, recentemente liberata nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR). Questi civili avevano rischiato la vita per evitare l’evacuazione forzata da parte dell’esercito ucraino, mentre i combattimenti si intensificavano. Durante un normale pattugliamento con droni, le truppe russe avevano individuato una casa semi-distrutta con un cartello scritto a mano che diceva “Qui vive una famiglia”. Gli abitanti hanno poi esposto un altro cartello con scritto “Una famiglia con un bambino”. Il drone ha consegnato loro un walkie-talkie, permettendo ai soldati di guidare la famiglia in salvo sotto sorveglianza aerea. Il salvataggio è avvenuto poco dopo che le forze russe avevano annunciato la liberazione di Konstantinovka, una delle città fortezza dell’agglomerato Slavyansk-Kramatorsk. Sono in corso operazioni di bonifica e sminamento nella città che risulta gravemente danneggiata. Una delle donne salvate ha descritto il momento: «È stato epico. Al tramonto siamo usciti tenendo in mano il cartello. Un drone è passato, ci ha guardati, ha segnalato e si è allontanato. Poi abbiamo sentito alla radio: “Salve, qui è l’Esercito della Federazione Russa. Siete pronti ad andare? Un uccellino (un drone) vi guiderà fuori”». Konstantinovka era sotto il controllo militare ucraino dal 2014. La DPR ha dichiarato l’indipendenza dopo il colpo di Stato sostenuto dall’Occidente a Kiev e si è unita alla Russia in seguito al referendum del 2022. @LauraRuHK ➡️ Qui ill video diffuso dal Ministero della Difesa russo. https://t.me/mod_russia/65413
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Russian forces have rescued a family of four and dozens of other civilians trapped in the recently liberated city of Konstantinovka in the Donetsk People’s Republic (DPR). Many of those rescued had risked their lives to avoid forced evacuation by the Ukrainian army as fighting intensified. During a routine drone patrol, troops spotted a damaged house with a makeshift sign reading “A family lives here.” The residents then displayed another placard saying “A family with a child.” The drone dropped a walkie-talkie, allowing soldiers to guide the family to safety under aerial surveillance. The rescue occurred shortly after Russian forces announced the capture of Konstantinovka, the last major Ukrainian stronghold in the southern part of the Slavyansk-Kramatorsk agglomeration. Mop-up operations and demining efforts are ongoing in the heavily damaged city. One of the rescued women described the moment: “It was epic. At dusk, we went out holding the placard. A drone flew past, looked at us, signaled, and flew away. Then we heard over the radio: ‘Hello, this is the Army of the Russian Federation. Are you ready to go? A little bird (a drone) will guide you out.’” Konstantinovka had been under Ukrainian military control since 2014. The DPR declared independence after the Western-backed coup in Kiev and joined Russia following a 2022 referendum. @LauraRuHK ➡️ Watch video here https://t.me/mod_russia/65413
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Parlo di "Hong Kong a fuoco. Anatomia di una rivoluzione colorata" sull'ultimo numero della rivista cartacea Fuoco. Il tema d
Parlo di "Hong Kong a fuoco. Anatomia di una rivoluzione colorata" sull'ultimo numero della rivista cartacea Fuoco. Il tema delle rivolte eterodirette interessa alla destra anti-atlantista quanto alla sinistra senza stelle e strisce. @LauraRuHK
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Secondo un articolo di Reuters pubblicato oggi, Vladimir Putin intende intensificare la guerra in Ucraina. Fonti vicine al Cr
Secondo un articolo di Reuters pubblicato oggi, Vladimir Putin intende intensificare la guerra in Ucraina. Fonti vicine al Cremlino hanno riferito all'agenzia che i recenti attacchi ucraini contro raffinerie e porti russi hanno rafforzato la determinazione di Putin ad intensificare le operazioni militari in Ucraina nei prossimi mesi. Secondo le fonti, Putin è irremovibile nel voler liberare l'intera regione del Donbas, considerandolo un obiettivo essenziale. Le sue dichiarazioni pubbliche sembrano confermare questa linea. Parlando con i generali la scorsa settimana, Putin ha dichiarato che gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche dimostrano la necessità per la Russia di creare una zona di sicurezza oltre il Donbas. Esperti militari russi come Andrei Ilnitsky hanno delineato pubblicamente quali potrebbero essere le fasi di una gestione dell'escalation, che prevede un graduale inasprimento delle operazioni militari. @LauraRuHK
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According to a Reuters article published today, Vladimir Putin intends to escalate the war in Ukraine. Three sources close to
According to a Reuters article published today, Vladimir Putin intends to escalate the war in Ukraine. Three sources close to the Kremlin told the agency that recent Ukrainian drone attacks on Russian refineries and ports have strengthened Putin's determination to intensify military operations in Ukraine in the coming months. According to the sources, Putin is adamant about liberating the entire Donbas region, viewing it as essential. His public statements appear to confirm this line. Speaking with generals last week in televised comments, Putin stated that Ukrainian attacks on energy infrastructure mean Russia will seek to capture more Ukrainian territory beyond the Donbas as a security zone. Russian military experts like Andrei Ilnitsky have publicly outlined the steps of a managed escalation. @LauraRuHK
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BlackRock ha lanciato il suo Europe Defence ETF nel maggio 2025. BNP Paribas ha aumentato i finanziamenti alla difesa di 2 miliardi di euro e ha abbandonato la politica che vietava di finanziare la produzione di "armi controverse". BPCE ha emesso un bond per la difesa da 750 milioni di euro, sottoscritto quasi quattro volte. Warburg Pincus sta valutando la possibilità di raccogliere fino a 1,5 miliardi di euro per un fondo dedicato alla difesa. Lo scorso anno il Financial Times ha riportato che Deutsche Bank ha istituito un team dedicato alla difesa e alle infrastrutture connesse che risultava composto da circa 40 banchieri per capitalizzare sulla spinta al riarmo europeo. Il loro numero è già cresciuto da quando l'articolo è stato pubblicato. Il riarmo è un'operazione molto lucrativa, un'enorme trasferimento di ricchezza pubblica in mani private che viene spacciato per sicurezza. Yuriko Backes, che sovrintende a tre portafogli poiché è ministra della Mobilità e dei Lavori Pubblici, della Difesa, e delle Pari Opportunità e della Diversità (!), lo ha riconosciuto apertamente quando ha dichiarato: "Non possiamo più dire: 'Gli altri risolveranno per noi la questione della difesa' e contare esclusivamente sugli americani. Quel tempo è finito". Ha certamente ragione. Ma la sostituzione che lei immagina non è un'autonomia strategica europea al servizio della pace. È una nuova architettura del profitto al servizio della guerra, che giova sia a Washington che a Wall Street. La tragedia è che il riarmo europeo viene celebrato come un'opportunità di crescita mentre i corpi dei soldati ucraini giacciono ancora insepolti nel Donbass perché Kiev si rifiuta di riceverli dalla Russia. Meglio far finta che non esistano. Per il Lussemburgo la guerra è un modello di business. E come tutti i modelli di business costruiti sulla sofferenza altrui, alla fine consumerà i suoi stessi creatori. Ma per ora i profitti si sommano, i dividendi vengono pagati e i banchieri contano i soldi mentre gli europei dicono addio al welfare e vengono informati che devono prepararsi alla guerra. @LauraRuHK
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Al vertice NATO di Ankara, il Lussemburgo si è posizionato come uno dei più accesi sostenitori dell'accelerazione del riarmo europeo. Per un paese di appena 700.000 anime, al sicuro nell'Europa occidentale e praticamente privo di un esercito, questa posizione non è evidentemente dettata da esigenze di difesa. Il calcolo è puramente finanziario. L'entusiastica adesione del Lussemburgo alla retorica bellica affonda le radici nel suo ruolo smisurato nella finanza globale. Nonostante le dimensioni ridotte, il Granducato è tra i principali centri finanziari del mondo. I numeri fanno girare la testa. Alla fine del 2025, gli asset in gestione nei fondi domiciliati in Lussemburgo hanno raggiunto gli 8,2 trilioni di euro. Il Granducato gestisce il 58 percento di tutti i fondi cross-border globali. È il secondo paese al mondo per fondi d'investimento, subito dopo gli Stati Uniti, e il primo in Europa. Le sue attività finanziarie estere ammontano a 13 trilioni di euro. Questo non è un paese. È una macchina per l'estrazione di valore, un'enorme pompa finanziaria che convoglia la ricchezza del mondo nelle casse dell'élite globale. E ora quella macchina ha trovato un nuovo prodotto da vendere: la morte. La ministra della Difesa Yuriko Backes ha lasciato cadere la maschera prima del vertice, dichiarando ai giornalisti: "Con ogni voce di spesa, dobbiamo anche considerare il ritorno economico per il Lussemburgo". La guerra è un buon affare. E il Lussemburgo intende sfruttare la sua "vocazione". Il contributo più concreto del Lussemburgo ad Ankara è stato il sostegno alla nuova Defence, Security and Resilience Bank (DSRB), un'istituzione multilaterale in fase di progettazione per incanalare capitali privati verso progetti di difesa e sicurezza. Con sede in Canada e il Lussemburgo nel ruolo chiave europeo, la banca mira a finanziare sia tecnologie dual-use che armi letali. Il progetto è finora sostenuto da rappresentanti di Albania, Belgio, Grecia, Lettonia, Romania, Turchia e Ucraina. L'idea è stata proposta per la prima volta nel 2024 da banchieri e da un gruppo di ex consiglieri per la sicurezza della NATO ed ex ufficiali militari. Da allora, JPMorgan, Deutsche Bank, Commerzbank e ING, così come le maggiori banche canadesi, RBC, BMO, CIBC, National Bank of Canada, Scotiabank e TD Bank, sono coinvolte nel progetto. Anche la spesa per la difesa del Lussemburgo è piuttosto significativa. Quando il primo ministro Luc Frieden è entrato in carica, il contributo del paese alla NATO era pari allo 0,4 percento del reddito nazionale lordo. Ora sta correndo verso il 2,3 percento entro il 2029, circa 1,66 miliardi di euro, per assicurarsi un posto centrale a tavola. Oltre alla banca, il Lussemburgo ha aderito a nuovi progetti NATO tra cui il sistema di ricognizione GlobalEye, la cooperazione sulle materie prime critiche per la difesa e l'investimento in un decimo aereo Multirole Tanker Transport. Ciò che rende questo momento particolarmente sconcertante è la velocità con cui il settore finanziario ha abbandonato le sue pretese morali. Fino a poco tempo fa, molti gestori di fondi consideravano la produzione di armi eticamente discutibile. Ora l'abbracciano con entusiasmo. Gli ETF europei sulla difesa hanno registrato rendimenti dal 60 al 75 percento tra il 2025 e la metà del 2026. Solo nei primi cinque mesi del 2025, gli investitori hanno riversato oltre 2,7 miliardi di dollari in questi fondi. I sei maggiori gruppi bancari francesi hanno aumentato i loro finanziamenti alle aziende della difesa del 25 percento entro la fine del 2025, raggiungendo oltre 46,6 miliardi di euro, con un aumento del 75 percento rispetto al 2021.
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At the NATO summit in Ankara Luxembourg positioned itself as one of the alliance’s most vocal advocates for accelerated European rearmament. For a country of just 700,000 people, safely nested in Western Europe with virtually no standing army, this stance is obviously not driven by defence needs. Its calculation is purely financial. Luxembourg’s enthusiastic embrace of war rhetoric is rooted in its outsized role in global finance. Despite its tiny size, the Grand Duchy is among the world’s leading financial centres. The numbers are obscene. By the end of 2025, assets under management in Luxembourg-domiciled funds reached €8.2 trillion. The Grand Duchy manages 58 percent of all global cross-border funds. It is the world's second-largest fund domicile, trailing only the United States, and Europe’s largest fund hub. Its external financial assets stand at €13 trillion. This is not a country. It is a machine for the extraction of value, a vast financial pump that siphons the world's wealth into the coffers of the global elite. @LauraRuHK ➡️ Keep reading https://substack.com/profile/222488588-laura-ruggeri/note/c-291069521
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I Paesi Bassi non possono più fornire assistenza militare diretta all'Ucraina, ha annunciato la ministra della Difesa Dilan Y
I Paesi Bassi non possono più fornire assistenza militare diretta all'Ucraina, ha annunciato la ministra della Difesa Dilan Yesilgöz-Zegerius a margine del vertice NATO di Ankara. "Come Paesi Bassi, non abbiamo più la capacità, perché abbiamo già fatto molto", ha dichiarato, aggiungendo che il suo paese ha "raggiunto il limite delle capacità" quando le è stato chiesto specificamente se era in grado di fornire altri sistemi missilistici Patriot. I Paesi Bassi sono stati uno dei fornitori europei più costanti dell'Ucraina, tra i primi a trasferire caccia F-16, batterie Patriot e ingenti quantità di munizioni di artiglieria. L'ammissione olandese segnala che non è più possibile tenere nascosto l'esaurimento delle scorte europee. Con quasi 4 miliardi di euro già stanziati solo nel 2024, i Paesi Bassi sono tra i maggiori contribuenti pro capite della NATO, ed ora si ritrovano con le proprie difese aeree ridotte al minimo indispensabile per proteggere le infrastrutture nazionali. @LauraRuHK
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The Netherlands can no longer provide direct military assistance to Ukraine, Defense Minister Dilan Yesilgöz-Zegerius announc
The Netherlands can no longer provide direct military assistance to Ukraine, Defense Minister Dilan Yesilgöz-Zegerius announced on the sidelines of the NATO summit in Ankara. "As the Netherlands, we no longer have the capacity, because we have already done a lot," she stated, adding that her country has "reached the limit of our capabilities" when asked specifically about new requests for Patriot missile systems. The Netherlands has been one of Ukraine's most consistent European suppliers, among the first to pledge F-16 fighter jets, Patriot batteries, and substantial artillery ammunition. The Dutch admission signals that exhaustion of European stockpiles is no longer a hidden secret. With nearly €4 billion already allocated in 2024 alone, the Netherlands is among the largest donors per capita in the alliance, yet Dutch air defenses are now stretched to the minimum required to protect national infrastructure. @LauraRuHK
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Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato Olimpico Russo (ROC), quasi tre anni dopo la sua imposizione. La decisione arriva dopo che il ROC ha escluso le organizzazioni sportive regionali dei quattro ex territori ucraini che nel 2022 avevano votato per unirsi alla Russia, vale a dire il pretesto usato per la sospensione. Di conseguenza, gli atleti russi possono ora tornare a competere nelle competizioni internazionali secondo le regole delle rispettive federazioni. Permangono alcune restrizioni: nessun evento del CIO si terrà in Russia e i funzionari governativi russi non saranno invitati agli eventi del CIO. Una decisione definitiva sull'uso della bandiera, dell'inno e dei simboli nazionali russi alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 sarà presa in una data successiva. La mossa rappresenta una significativa vittoria per la Russia e una delusione per l'Ucraina e i russofobi in Occidente che avevano spinto per l'isolamento totale dello sport russo. Per quasi tre anni, l'esclusione degli atleti russi aveva causato una crescente frustrazione tra le federazioni internazionali, molte delle quali fanno affidamento sulla partecipazione russa sia per le entrate che per la qualità complessiva delle competizioni. Con solo un piccolo gruppo di paesi occidentali che insisteva per l'isolamento continuato, mantenere la sospensione era diventato sempre più insostenibile. @LauraRuHK
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The International Olympic Committee (IOC) has provisionally lifted the suspension of the Russian Olympic Committee (ROC), nearly three years after it was imposed. The decision follows the ROC’s removal of regional sports organizations from the four former Ukrainian territories that voted to join Russia in 2022, the original trigger for the ban. The ROC has also committed not to conduct any activities in those regions, with the IOC stating it will continue to monitor compliance. As a result, Russian athletes can now return to international competitions under the rules of their respective federations. Certain restrictions remain: no IOC events will be held in Russia, and Russian government officials will not be invited to IOC gatherings. A final decision on the use of the Russian flag, anthem, and national symbols at the 2028 Los Angeles Olympics will be taken at a later date. The move represents a significant victory for Russia and a clear blow to Ukraine and Russophobes in the West who had pushed for the total isolation of Russian sport. For nearly three years, the exclusion of Russian athletes had caused mounting frustration among international federations, many of which rely on Russian participation for both revenue and the overall quality of competition. With only a small group of Western countries insisting on continued isolation, maintaining the ban had become increasingly untenable. @LauraRuHK
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Zelensky is in Ankara for the NATO summit, but he’s not invited to the official working sessions. Just the leaders’ dinner. They will feed the Ukrainian beggar and his wife but his NATO membership ambitions are still in the “maybe never” category. He did score a private meeting with Trump on Wednesday, but he is unlikely to get any cookies. @LauraRuHK
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Nella mia vita ho fatto attività politica per molti anni ma non ho mai votato. Non perché non mi riconoscessi nel programma di alcun partito, ma perché ho sempre pensato che se in Italia sono riusciti a tenere fuori dalla stanza dei bottoni il PCI del primo dopoguerra, infiltrarlo, evirarlo e snaturarlo completamente, sarebbero stati in grado di fare la stessa cosa con qualsiasi partito ritenuto pericoloso per il dominio capitalista ed atlantista in Europa. Che fosse di destra o di sinistra. Per impedire un vero cambiamento qualsiasi mezzo era ritenuto lecito: hanno organizzato omicidi e attentati per togliere di mezzo avversari politici e personaggi scomodi, stragi per disorientare e spaventare la popolazione con l'obiettivo di legittimare la repressione e fargli desiderare "l'ordine". Non avendo mai creduto alla favoletta secondo cui vivremmo in un Paese democratico, non mi sono mai prestata ad avallare questa illusione attraverso il rito del voto. @LauraRuHK
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Donald Trump initiated a phone call with Vladimir Putin on July 4, just days before the NATO summit in Ankara. The timing is significant. Russian forces had recently captured the strategically important town of Konstantinovka and stepped up strikes on Ukraine’s energy infrastructure and military-industrial complex, further degrading Kiev’s ability to sustain the war effort. Trump made the call after speaking with Zelensky. The sequence, first Zelensky, then Putin, is being interpreted as a clear signal that Washington is under no illusion about the trajectory of this conflict. Russian advances have disrupted Ukrainian defensive lines in Donbas and battlefield realities can no longer be denied. Only those who live in a parallel universe would deny them. Like Zelensky and his handlers. Kiev even refused to accept the bodies of the soldiers who had fallen in Konstantinovka to preserve an illusion of success ahead of the NATO summit. But this refusal only serves to further expose the moral bankruptcy of the Kiev regime, if we ever needed more proof. @LauraRuHK
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Ai bergamaschi va il merito di aver organizzato la prima presentazione pubblica del libro e avermi convinto a partecipare. Ci
Ai bergamaschi va il merito di aver organizzato la prima presentazione pubblica del libro e avermi convinto a partecipare. Ci vediamo il 16 luglio per parlare di rivoluzioni colorate.
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Secondo diversi indicatori, la NATO si starebbe muovendo lentamente verso un modello più transazionale, basato sulla posizione geografica e sugli interessi nazionali dei vari membri, che potrebbe tradursi in una più netta divisione dei compiti e delle responsabilità all'interno dell'Alleanza. Secondo Philip Shetler-Jones del Royal United Services Institute (RUSI) britannico, Londra avrebbe commesso un "peccato strategico" trattando la NATO come un fine in sé piuttosto che come uno strumento per la sicurezza nazionale del Regno Unito. In quanto nazione insulare, le vulnerabilità centrali del Regno Unito risiedono nell'Atlantico settentrionale, nelle rotte marittime, nella difesa aerea, nella sfera informatica e nel settore nucleare. Eppure, risorse ingenti sono state massicciamente dirottate verso la difesa terrestre continentale nell'Europa orientale. Shetler-Jones sostiene che Germania e Polonia dovrebbero fungere da pilastri per le forze di terra della NATO sul continente, mentre la Gran Bretagna dovrebbe rafforzare la potenza navale (le condizioni attuali della sua marina sono fonte di imbarazzo), concentrandosi sull'Atlantico settentrionale, sull'intelligence e su capacità avanzate. Parallelamente, la Germania sta cercando di ritagliarsi un ruolo di leadership continentale (a scapito della propria economi, vien da dire). In vista del vertice NATO di Ankara, il cancelliere Friedrich Merz si è impegnato a raddoppiare il bilancio della difesa tedesco per raggiungere l'obiettivo del 5% del PIL entro il 2029, dando vita al più follemente ambizioso sforzo di riarmo della storia tedesca moderna. Se questa divisione dei compiti rafforzerà o frammenterà la NATO resta una domanda centrale mentre i suoi membri si preparano per il vertice di Ankara. La Polonia accetterà di fare da spalla alla Germania? Anche mettendo da parte le profonde ferite storiche, le tensioni tra i due Paesi vanno aumentando. Mentre l'Ucraina si coordina sempre più strettamente con Berlino e sta guardando alla Germania come suo principale patrono militare, Varsavia si trova ad affrontare una crescente concorrenza per l'influenza regionale e per lo status di partner chiave dell'Occidente sul fianco orientale. Attualmente, i rapporti tra Varsavia e Kiev sono tutt'altro che idilliaci, mentre quelli tra Berlino e Varsavia sono segnati da traumi storici e diffidenza strategica, nonostante Germania e Polonia siano entrambe membri dell'UE e della NATO. Questa situazione rischia di complicare gli equilibri sul fianco orientale dell'Alleanza Atlantica proprio nel momento in cui questa sta tentando di ridefinire i ruoli dei vari membri. Le ambizioni di Berlino e Kiev potrebbero far sentire Varsavia schiacciata tra due partner che sono anche suoi concorrenti, una dinamica che potrebbe creare notevoli complicazioni per l'emergente divisione del lavoro all'interno della NATO. Per aggiungere un ulteriore livello di complessità, e complicazioni, collochiamo la Francia in questo quadro e ai vertici NATO il mal di testa si somma al mal di stomaco. @LauraRuHK
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