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Tempi di Maria

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Canale di formazione, orientamento e guida spirituale all'insegna della costituzione di una piccola famiglia che desidera crescere in Cristo nel segno di Maria Immacolata.

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COSA DICEVA PADRE PIO ALLE FAMIGLIE CRISTIANE   Quello che chiedeva Padre Pio ad ogni famiglia cristiana era molto semplice e pratico. non erano discorsi: erano regole di casa.   Ecco le 6 cose che esigeva da tutti:   1.      Rosario tutte le sere, tutti insieme in ginocchio Per lui era la regola n.1. Diceva: “La famiglia che prega unita, resta unita. Il Rosario è l'arma contro il demonio che vuole dividere”. Anche solo una decina se i figli erano piccoli ma ogni sera senza scuse.   2.      Messa domenicale non negoziabile   “Portateli a Messa anche se piangono. Meglio che disturbino Gesù che il diavolo”. Per lui una domenica senza Messa era come una settimana senza mangiare.   3.      Il padre deve essere la testa ma il primo a inginocchiarsi Era durissimo con gli uomini. Chiedeva: - Mai bestemmiare in casa. - Mai alzare le mani o ubriacarsi. - Essere il primo a chiedere scusa a moglie e figli. Diceva: “Se l'uomo perde la testa, la famiglia perde la bussola”.   4.      La madre, custode del pudore e del sacrificio* Alle mamme chiedeva: - Vestire con modestia soprattutto le figlie - Non lamentarsi sempre davanti ai figli. Diceva: “Se li educate alla comodità, educate dei tiranni”. - Tenere in casa ben visibile un'immagine del Sacro Cuore o della Madonna.   5.      Mai andare a dormire litigati La frase che ripeteva di più alle coppie: “Non andate mai a letto senza esservi perdonati. Anche se dovete stare svegli tutta la notte”. Diceva che un letto con rancore diventa freddo come una tomba.   6.      Confessione frequente e Angelo Custode per i figli Marito e moglie almeno una volta al mese, meglio ogni 15 giorni, dallo stesso confessore. E ai figli insegnava a pregare l'Angelo Custode: “Quando non puoi seguirlo con gli occhi, affidalo al suo Angelo, che non lo perde mai di vista”.   In pratica il suo metodo era: poca teoria, molta coerenza. Alle 21 tutti in ginocchio, alla mattina tutti a Messa!

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La porta stretta è l’unica via sicura. Più è larga la porta e più è larga la via che porta alla perdizione. La porta stretta è il problema centrale dei credenti di oggi. Molti vogliono vivere una fede senza responsabilità e una vita comoda. Ecco ciò che manca oggi: Qualcuno che indichi di nuovo la porta stretta come via alla santità. Ma desideriamo ancora essere santi? Oppure preferiamo la felicità terrena più che la santità? Don Michele Madonna, 7 settembre 2026 https://whatsapp.com/channel/0029VasWmExBPzjfKAVp0o1c
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https://www.youtube.com/live/Svw4nLTMYPI?is=h2UvLGnDkU2aQqk9
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(...) Forse, nel nostro desiderio di rendere il cristianesimo accessibile, comprensibile e accogliente, a volte lo abbiamo rimpicciolito. Lo abbiamo addomesticato. Abbiamo preso il leone e cercato di renderlo innocuo. Ma Dio non è innocuo. È buono. C'è una differenza. Il Dio delle Scritture è indomabile. Mosè Lo incontra nel roveto ardente e si toglie i sandali perché il terreno è diventato santo. Isaia vede il Signore e grida: "Guai a me!". Pietro riconosce Chi è in piedi nella sua barca e dice: "Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore". Tommaso vede le ferite del Cristo risorto e grida: "Mio Signore e mio Dio!". Giovanni vede il Cristo glorificato nell'Apocalisse e cade ai Suoi piedi come morto. Eppure, a volte entriamo in una chiesa cattolica parlando come se stessimo entrando in un bar. Qualcosa è successo. Qualcosa è andato perduto. Non perché Dio sia diventato meno santo, ma perché noi siamo diventati meno consapevoli. Vescovo Joseph Strickland, dal podcast The Depths We Cannot See. https://pillarsoffaith.net/podcasts/the-depths-we-cannot-see
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https://youtu.be/mgiLZViTJHk?is=-CmIOFeYCp-gDvy_
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Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere (Apocalisse 3, 7-8). Jesus Maria! Carissimi, ricordate le chiavi di una volta, un'apertura diversa per ogni serratura? Così, se volevi aprire una stanza, avevi bisogno di una chiave specifica. Oggi c'è la chiave universale con cui si apre tutto. C'è una bella metafora se pensiamo in particolare alle chiavi tradizionali. Ci sono tante porte chiuse e serve una chiave specifica per ogni porta per poter aprire e accedere in ogni singola stanza. Le cose con Gesù e, per estensione, con la Madonna funzionando così. Nella nostra vita ci sono tante stanze diverse quali le necessità di corpo e di spirito, le sofferenze, le ferite, i desideri e le aspettative, i dubbi irrisolti. Ognuna di queste cose è per noi come una porta chiusa, qualcosa che vorremmo penetrare, superare ma non ci riusciamo. Facciamo l'esperienza del nostro limite. Noi non siamo in grado di aprire quella porta. Nonostante tutta la nostra buona volontà, potenzialità e capacità non ce la facciamo. Il Signore Gesù ha la chiave per ogni porta chiusa, una chiave specifica che è il suo potere universale, illimitato e assoluto. Questo significa che solo una profonda relazione fatta di fede e amore a Gesù e Maria può liberarci dall'ansia, dal fallimento e dall'angoscia. Se vogliamo fare da soli, se puntiamo troppo sulle nostre capacità piuttosto che su quelle di Dio o, per dirla con il Vescovo Strickland, se crediamo più nel potere della tempesta che nel potere di Dio, siamo rovinati. Fede, speranza e carità devono crescere, fratelli, in questi tempi così turbolenti, stressanti e malvagi. Dobbiamo credere con certezza che Gesù e Maria possono risolvere ogni situazione e sono abbastanza buoni e potenti da volerci aiutare. Se qualcosa va storto, vuol dire che stiamo pregando male o stiamo chiedendo qualcosa che ci sembra buono ma non lo è o che dobbiamo perseverare nella preghiera. Non basta qualche preghierina, quasi fosse una formula magica, per risolvere cose serie e problematiche che spesso hanno una radice profonda. Radichiamoci in questi pensieri, in queste verità, in questa certezza e che i Sacri Cuori di Gesù e Maria ci custodiscano e ci benedicano.
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https://youtu.be/GpKpR2lb5RE?is=KCmjYREMZFUSeYpy Le dichiarazioni di Vance sono davvero degne di nota!
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La Chiesa non avrà mai […] trionfi [mondani] che praticamente diminuirebbero la sua vera vita. Essa è pellegrina, naviga verso gli eterni lidi, è combattente e imbattuta aspira all’eterna vita e non può trovare sulla terra né la sua dimora né la perfetta calma né il riposo. Questa grande verità fu manifestata da Gesù Cristo con una scena reale, perché fosse rimasta impressa nell’anima dei suoi apostoli e della Chiesa. Egli, venuta la sera, volle passare all’altra riva del lago. Si pose a poppa della navicella, s’adagiò su di un guanciale e s’addormentò mentre gli apostoli remigavano. Era presente e sembrava assente. Lo nascondevano le tenebre e lo eclissavano il silenzio poiché dormiva. Improvvisamente si levò una bufera di vento che sospingeva le onde nella barca, fino a riempirla. Sembrava che da un momento all’altro affondasse: non c’era scampo e Gesù dormiva. È l’unica volta che il Vangelo ci parla del sonno di Lui ed era un sonno nella tempesta. Agli apostoli sembrò una noncuranza da parte sua e lo svegliarono. Eppure Egli non solo si curava di loro ma ne provava e fortificava la fede. Si levò allora pieno di maestà, sgridò il vento, impose al mare di tacere e di calmarsi e subito si fece grande tranquillità, con immenso stupore degli apostoli. Era la sintesi del cammino della Chiesa nei secoli: Essa passa da una riva all’altra, dal tempo all’eternità. È in compagnia di Gesù ed è in balìa delle onde delle umane vicende e delle umane tempeste. Gesù Cristo è con Lei ma sembra che dorma nel silenzio eucaristico e quasi appare noncurante delle lotte che Essa affronta, proprio quando maggiore è il pericolo. Egli tace ma è presente. Tace perché vuol essere risvegliato dalla fede e, quando le preghiere diventano grido di vera fede, allora solo si leva ed impone la calma alla tempesta. La domanda che si fecero gli apostoli: Chi è mai costui cui il vento ed il mare obbediscono? Fa vedere chiaro che la loro fede era ancora imperfetta: Gesù permise la tempesta per risuscitarla, come permette nella Chiesa le grandi tempeste per rinnovarci nella fede. Confidiamo in Gesù nelle oscurità dello spirito e confidiamo in Lui, ora specialmente che la Chiesa si trova in tempeste terribili mai viste prima. Nelle nostre tempeste rifugiamoci in Lui e, in quelle della Chiesa, preghiamo perché venga la calma nella fecondità spirituale delle anime e nella suprema aspirazione all’eterna vita. Confidiamo, dormiamo anzi sul Cuore divino di Gesù e rifugiamoci ai piedi del suo altare. Là Egli non si vede ma si sente e lo sente la fiducia che lo cerca come unica salvezza. Siamone certi: la tempesta non ci può sommergere se confidiamo in Lui e perciò dilatiamo il cuore nel suo amore e viviamo innanzi ai suoi tabernacoli. Essi sono la fortezza della Chiesa, sono il riposo nella tempesta, sono la potenza che le impone il silenzio e la calma. O Gesù, vita della tua Chiesa, ascolta la sua voce supplicante. Levati sulle tempeste che tentano sommergerla, imponi la calma, riduci al silenzio le infernali potenze. Vinci, vinci e venga il tuo regno in tutta la terra, fatta un solo ovile sotto un solo pastore per la tua parola di vita! [Don Dolindo Ruotolo, dal commento al Vangelo di Marco].
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(...) Si può conoscere la dottrina cattolica e al tempo stesso iniziare a vivere come se il soprannaturale non fosse reale. Si può recitare il Credo. Si può andare a Messa. Si possono conoscere le risposte corrette. Eppure, gradualmente – quasi impercettibilmente – il cristianesimo può diventare qualcosa che esiste principalmente in superficie. Qualcosa di orizzontale. Qualcosa di gestibile. Qualcosa di ragionevole. Qualcosa di sicuro. E alla fine il cristianesimo diventa soprattutto una questione di essere una brava persona. Essere gentile. Aiutare i poveri. Costruire una comunità. Rendere il mondo un po' migliore. Tutte queste cose contano. Certo che contano. Ma il cristianesimo è infinitamente più sorprendente di così. Il cristianesimo fa un'affermazione oltraggiosa. Afferma che esiste un mondo invisibile. Afferma che gli angeli sono reali. Afferma che la grazia è reale. Afferma che il peccato ha un effetto reale sull'anima umana. Afferma che il Paradiso è reale. Afferma che l'Inferno è reale. Afferma che i santi sono vivi. Afferma che il tuo angelo custode non è una favola per bambini. Afferma che la preghiera conta davvero. Afferma che un sacerdote può pronunciare parole su un peccatore e che i peccati commessi magari decenni prima vengono perdonati. Afferma che versando acqua sulla testa di un bambino, la sua anima cambia per l'eternità. Afferma che il pane può cessare di essere pane (pur rimanendo immutato nell'aspetto fisico) e diventare Dio. Questo è il Cristianesimo. Questo è il Cattolicesimo. È soprannaturale dall'inizio alla fine. Vescovo Joseph Strickland, dal podcast The Depths We Cannot See. https://pillarsoffaith.net/podcasts/the-depths-we-cannot-see
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https://youtu.be/uRghrOeg30w?is=Bzoj6Ym2E3Gfb__x
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«Ci siamo allontanati dagli insegnamenti di Cristo adottando quelli del mondo. Non ci chiediamo più: “Questo piacerà a Cristo?” ma: “Questo piacerà al mondo?” (…). Vogliamo stare con il mondo. Noi sposiamo questo mondo e diventiamo vedovi del mondo futuro. Adottiamo il suo modo di esprimersi, i suoi esempi e le sue tendenze. Ecco una delle ragioni di tanta instabilità nella Chiesa di oggi: la sabbia su cui camminiamo è mobile. Abbiamo abbandonato la Roccia che è Cristo» (Ven. Fulton J. Sheen).
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Vedere il male e non riuscire, per la perversità umana, a porvi rimedio è la più profonda delle angosce. Vedere la malvagità ed essere impediti a vincerla dalla ostinatezza degli iniqui è quanto basta a spezzare un cuore. Il padre che veda le malefatte del figlio sprofonda nell’angoscia. A causare le sue [di Gesù] lacrime erano gli occhi che non volevano vedere e gli orecchi che non volevano udire. Nella vita di ogni individuo e di ogni nazione, ci son tre momenti: quello della visitazione ossia il privilegio sotto forma di una benedizione divina; quello del rifiuto quando dimentichiamo Dio; infine quello della calamità ossia della catastrofe. La condanna [cioè la catastrofe] è la conseguenza delle decisioni umane e la prova che il mondo è governato dalla presenza di Dio. Le sue lacrime sopra la città [di Gerusalemme] lo mostravano come il Signore della storia che dona la grazia agli uomini senza, però, distruggere mai la libertà per respingerla. Disobbedendo, invece, alla sua volontà, gli uomini distruggono se stessi. Uccidendo lui, trafiggono i propri cuori. Negando lui, portano alla rovina la propria città, la propria nazione. Tale il messaggio delle lacrime del Re, nel momento in cui si avvia alla croce. Venerabile Fulton J. Sheen, dal libro “Vita di Cristo”, Fede e Cultura, Verona 2022.
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https://youtu.be/d5ZDsVlpgmw?is=24eA6NPY8m969fFn
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IL «BIGNAMI» DELLA SALVEZZA DEL GRANDE SANT'AGOSTINO D'IPPONA Florilegio spirituale, con brani e sentenze meravigliose tratte
IL «BIGNAMI» DELLA SALVEZZA DEL GRANDE SANT'AGOSTINO D'IPPONA Florilegio spirituale, con brani e sentenze meravigliose tratte dagli scritti del grande Vescovo, Dottore e Padre della chiesa sant'Agostino https://gloria.tv/post/41qZJqXBEBYZ2yAfiT1S7Vu3i
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https://youtu.be/4iiuz2gB0qU?is=o8HpdItAVElZEDds
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ROSARIO - LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIETTO ILLUSTRATIVO FARMACO: Rosario in grani COMPOSIZIONE: Ogni Rosario contiene: 50 Ave Maria, 05 Padre Nostro, 05 Gloria al Padre, 01 Salve Regina. PRINCIPIO ATTIVO: Grazia di Dio. CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Santificante effervescente. USO: Si consiglia il sovradosaggio. SOVRADOSAGGIO: In caso di assunzione in dosi molto elevate si potrebbero avere manifestazioni di: Scatti di gioia, Lodi improvvise a Dio, Slanci di Carità. INTERAZIONI: È possibile, anzi consigliabile, assumerlo insieme ad altre preghiere e ai Sacramenti, specialmente l'Eucaristia. DOSI CONSIGLIATE: Da uno a 4 al giorno (ma anche di più non fa male...!). INDICAZIONI TERAPEUTICHE: Contro la tiepidezza spirituale, aiuta nel cammino verso la Santità, scoraggia dalle tentazioni, toglie acidità e pesantezza di coscienza, libera le anime dal Purgatorio. POSOLOGIA: Uso orale. Da assumere con devozione e raccoglimento. Gli effetti possono migliorare con l'assunzione in gruppo. EFFETTI INDESIDERATI: Se recitato bene e ogni giorno può provocare un cerchio alla testa. CONTROINDICAZIONI: Nessuna. VALIDITÀ: Non è soggetto ad alcuna forma di deterioramento. PRODUTTORE: Laboratori M. SS. - Maria Santissima. ATTENZIONE: Tenere il medicinale anche alla portata dei bambini!
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https://youtu.be/X07t52EEp_0?is=cGyszJnfURZp6OUH Il precetto della carità non significa avere a che fare con ogni genere di persone. Gesù ha detto di essere semplici come colombe e astuti come serpenti. Per cui l'argomento trattato da questo sacerdote degli ottimi Araldi del Vangelo va ascoltato con attenzione.
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Una volta ho avuto un’esperienza indimenticabile. Ero in una parrocchia degli Stati Uniti a celebrare una Messa pontificale nella forma tradizionale. C’erano numerosi chierichetti di tutte le età e dopo la Messa un chierichetto voleva farsi fotografare insieme a me, che ero in abito corale. Così lo sguardo di tutta la parrocchia riunita nella sala era fisso su di noi: io in abito corale e questo piccolo chierichetto al mio fianco. Era una bella immagine. Penso che fosse un santo bambino per l’innocenza che irradiava. Immagino che avesse all’incirca nove anni. Ciascuno faceva una foto, quando tra la folla numerosi parrocchiani urlavano al bambino: “Tu diventerai un vescovo!” e questi rispondeva serio: “Io voglio diventare un santo!”.L’esperienza con questo bambino è stata più profonda che partecipare per due o tre settimane a un sinodo dei vescovi senza un impatto concreto sulla santificazione ed evangelizzazione della gente e sulla glorificazione di Dio. Riflettevo sulle parole del chierichetto. Uno può avere l’idea che egli vedesse un contrasto tra l’essere santi e l’essere vescovi! Non credo che intendesse davvero ciò ma per me è stato divertente, suonava come: “Io non diventerò un vescovo ma un santo”, come dire che diventare vescovo possa mettere a rischio la santità o persino contraddirla. Talvolta sembra così, specialmente ai nostri giorni. [Mons. Athanasius Schneider, dal libro “Christus vincit”] https://fedecultura.com/products/christus-vincit?srsltid=AfmBOoo0_vVvfhiCBi__vH5mVHAogg36uML41-1rJvIsHqvgpFbT9GhS&variant=44085762654515
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https://youtu.be/lcTzfVUrA-w?is=Kk4ZScbIH0BAgnDz
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SCHEMA SINTETICO DEI QUATTRO TEMPERAMENTI Per comprendere la tua personalità Temperamento collerico Pronto a reagire, reazione intensa di lunga durata; leader; iniziatore; logico; pragmatico; persona d'azione; schietto; porta avanti i progetti; non mostra facilmente le emozioni, eccetto la rabbia; non incline all'ansia; impetuoso; desideroso di esprimersi; ama il dibattito; può essere sulla difensiva e orgoglioso; perseverante; sicuro di sé; autosufficiente; non uno che segue gli altri; spinto a raggiungere gli obiettivi; riservato; incline alla vendetta; estroverso; intraprendente; polemico; aborrisce il sentimentalismo; logico; orientato agli obiettivi; deciso; intenso; irascibile; ottimista; ha bisogno di riconoscimento; vuole avere ragione; un uomo d'azione; testardo; competitivo; cerca il positivo; impaziente; produttivo; induttivo; prende decisioni basate su principi/idee. Temperamento malinconico Lento a reagire, con una reazione intensa che cresce nel tempo e di lunga durata; riflessivo; spirituale; profondo; poetico; introverso; eccessivamente cauto; perfezionista; pensatore; critico; non sa stabilire le priorità; tende allo scoraggiamento e all'autocommiserazione; si preoccupa di possibili sventure; può essere ipocondriaco; si sente ferito facilmente; lento e a volte indeciso; pessimista; lunatico; orientato agli obiettivi; distaccato dall'ambiente; pochi amici; esclusivo; ama stare da solo; ripensa alle cose; introspettivo; porta rancore; aborrisce l'ingiustizia; è toccato dai problemi; guarda il lato negativo; idealista; altruista; sensibile; prende decisioni basate su principi/idee. Temperamento sanguigno Pronto a reagire; reazioni di breve durata; orientato alle relazioni; non porta rancore; l'anima della festa; divertente; ama stare con le persone; ottimista; gli piacciono i gruppi; loquace; popolare; docile; uno che segue gli altri; raramente imbarazzato; ama la varietà; in sintonia con l'ambiente; gli piacciono i vestiti; può essere alla moda; ama fare shopping e mangiare fuori; energico; pronto a perdonare; accoglie il cambiamento; franco; loquace; attivo; socievole; poco interessato a portare a termine le cose; può essere superficiale; cordiale; fa amicizia facilmente; sicuro di sé; spensierato; focoso; gli piace parlare davanti ai gruppi; entusiasta; incline alla vanità; artistico, creativo; spontaneo; a volte smemorato; orientato al processo; irrequieto; prende decisioni basate su relazioni/sentimenti; ha bisogno di aiuto per perseverare; farfalla sociale. Temperamento flemmatico Lento a reagire; non reagisce intensamente; reazioni di breve durata; calmo; diplomatico; pacifico; prende decisioni basate su relazioni/sentimenti; sensibile agli altri; affidabile; procedurale; impassibile; umorismo asciutto; uno che segue gli altri; introverso; calmo sotto pressione; sicuro; coscienzioso; ama la struttura; ha bisogno di motivazione; odia i conflitti; apprezza la pace e la tranquillità; benvoluto da quasi tutti; pacificatore; creatore; riservato; casalingo; costante; educato; preferisce la routine; orientato al processo; paziente; tollerante; non si irrita facilmente ma i suoi sentimenti possono essere facilmente feriti; ben educato; rispettoso; preferisce compiacere gli altri piuttosto che fare ciò che vuole; ordinato; può essere lento o indifferente, diverso, demotivato; discreto. Tratto del libro di Art e Laraine Bennett, The temperament God gave you, Sophia Institute press, Manchester 2005.
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