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Savino Balzano

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Perché tutto questo accanimento nei confronti del Fatto Quotidiano? Come mai i più accaniti sono proprio i “giornalisti” — virgolette necessarie — di altri organi di “informazione” — virgolette ancora più marcate? Le ragioni sono diverse e ne abbiamo parlato con @petergomezblog. A mio avviso, però, sono abbastanza semplici: il Fatto Quotidiano deve pagare, certamente, il fatto di aver osato criticare l’operato di colui che non deve essere nominato — se non per leccargli i piedi — ma non basta. Il Fatto ha assunto da subito una posizione chiarissima su Gaza e Israele, ad esempio, ed è il giornale che più severamente critica la narrazione unidirezionale sul conflitto tra Russia e Ucraina. Narrazione, lo ricordo, ciecamente sostenuta dal Quirinale. Il Fatto è l’unica testata giornalistica a registrare una crescita significativa: gli altri ristagnano o vanno a picco. Giustamente, direi. E cresce senza accedere al finanziamento pubblico. https://youtu.be/hWoPiWMVxGw Pensateci: quello che vediamo oggi è stato preceduto da una vera e propria persecuzione mediatica. A proposito del finanziamento pubblico, appunto, ma non dimentichiamo le inchieste comiche di certa gentarella che voleva dimostrare che Travaglio prendesse soldi da Putin. Questi sono i fatti: sperare che il Fatto chiuda i battenti è semplicemente vergognoso, soprattutto se a farlo è chi vaneggia di libertà di espressione.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2064994947460157444?s=20 Gli israeliani ci definiscono “il Paese delle ciabatte” e il nostro governo — quello guidato dalla patriota più patriota di tutte — per bocca del ministro degli Esteri, rinnova la propria amicizia con #Israele. Non solo: spalanchiamo le porte della nostra meravigliosa #Sardegna ai militari di un esercito che somiglia moltissimo ai peggiori reparti delle SS. Se poi proponi di consentire anche ai militari russi di venire a fare il bagnetto da noi, Parenzo viene colto da una sincope improvvisa. In definitiva, mentre alla gente di #Gaza è impedito di entrare in acqua — pena un colpo di fucile — affinché non possa pescare o anche solo pensare di lavarsi, i militari di Ben-Gvir vengono a fare il bagnetto nel mare più bello del mondo: in Italia. Questo perché è arrivata Giorgia, quella che avrebbe messo tutti in riga… Ieri, da Cruciani alla Zanzara.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2064698878323048838?s=20 Parlare del Presidente della Repubblica, criticarne politicamente l'operato, denunciarne l'allontanamento dalla Costituzione è diventato semplicemente impossibile. La sua immagine è blindata: giornali e televisioni rappresentano il fossato attorno alla sua fortezza. Una fortezza di assoluta incriticabilità. #RomanzoQuirinale, il mio libro in uscita per Paper First, nasce anche da qui: dalla convinzione che nessuna figura istituzionale debba essere sottratta al confronto e alla critica politica. Datemi una mano: parlare del #Quirinale significa parlare di chi comanda davvero in Italia e, soprattutto, dimostrare che esistono modi molto diversi di interpretare quel ruolo. Quello che vediamo oggi, francamente, non mi piace affatto. *** «Io mi sono battuto per la libertà, ho consumato quindici anni di giovinezza in galera: quindici anni di giovinezza bruciati così... ne senti sempre l’amaro in bocca. Tu la giovinezza te la stai godendo: protesti, ma la giovinezza te la stai godendo. E, se oggi tu hai il diritto di alzarti, di fare le tue obiezioni, di protestare dinanzi al Presidente della Repubblica, che ti ascolta con tanta fraternità, lo devi anche a questi uomini coi capelli bianchi, che si sono battuti per la tua libertà e per la libertà di tutti i giovani». SANDRO PERTINI, agli studenti di Urbino, 1980. Questo libro nasce per onorare quegli uomini e il loro immenso sacrificio.

Ieri una disamina su quanto accade nel centrosinistra. Pina #Picierno, che originalità, fonda un movimento al centro: Spazio Pubblico. Erroneamente l'ho definito Spazio Pubico, un lapsus di cui mi scuso ancora. I federatori del centro, ovvero i federatori del nulla, insistono nel chiedere che si mettano tutti assieme: #Calenda, Picierno, Marattin, Boldrin. Chissà, magari arrivano al 3%. Non hanno capito che 0+0+0+0+0+0+0+0, alla fine, fa 0. Poi c'è Elly #Schlein, che continua nella sua strategia: resta immobile, ferma, non fa un fremito per paura di fare danni. Quando si muove, infatti, è un macello. E poi c'è lui, il mito assoluto: Renzi. #Conte lo ha messo alla porta e ha fatto benissimo. Sogno un Parlamento senza Matteo #Renzi, ma credo che anche questa volta resterò deluso. Troverà un altro taxi che lo riporti a Palazzo Madama. Vedrete che alla fine ce la farà: di babbei ce ne sono tantissimi in giro. Il giorno dopo le elezioni farà ciò che, a questo punto giustamente, ha sempre fatto: una bella pedata e arrivederci all'utile fesso di turno. https://youtu.be/5-RwPrAkSnI?si=UuxhFk9-mK-hb7n4

https://x.com/SavinoBalzano/status/2063661951108907470?s=20 Il 16 giugno esce il mio nuovo libro, direi piuttosto attuale, con Paper First: Romanzo Quirinale - Come il Colle ha abbandonato la Costituzione per Washington, Bruxelles e il partito della guerra. Quello che sta succedendo in questi giorni dimostra inequivocabilmente la gravità della situazione: chiunque metta in discussione il #Quirinale, il capo dello Stato – cosa del tutto normale in qualsiasi democrazia compiuta – e il programma politico che impropriamente persegue, si ritrova tutti addosso. Politici, stampa (in gran parte carta igienica utilizzata), trasmissioni televisive e radiofoniche. È quanto sta accadendo al Fatto Quotidiano. La gente ha capito benissimo come stanno le cose e, probabilmente, l'affetto verso questa testata non farà che aumentare. Il Paese è una colonia a sovranità limitata e, a garanzia della sua subalternità, c'è lui: il Presidente della Repubblica. In pieno e totale contrasto con quanto prescritto dalla nostra Costituzione. Con buona pace dei clown che ripetono ossessivamente che sia la più bella del mondo, mentre danzano su di essa calpestandola. Ne ho parlato in anteprima con gli amici di Liberti Media, che ringrazio.

Siamo stati rapiti dalle recenti novità sulle tristi vicende del pontefice massimo del #Quirinale e non abbiamo potuto indugiare un attimo sull'ultima patetica prodezza di #GiorgiaMeloni, l'underdog che doveva mettere in riga la finanza internazionale, i poteri forti e quindi l'Unione Europea. Le crisi internazionali ci stanno sedendo di culo a terra e ci stanno lasciando in braghe di tela. Non sono di certo imputabili al governo, sebbene il nostro esecutivo non abbia fatto nulla per provare a contenerne gli effetti. Non abbiamo fatto nulla per tentare di chiudere la voragine ucraina: abbiamo continuato, ad esempio, a mandare miliardi su miliardi a #Zelensky e ai suoi oligarchi perché si rifacessero i bagni (in oro massiccio). Non abbiamo fatto nulla, per quel che contasse, per frenare i macellai israeliani: anzi, insieme ai tedeschi, li abbiamo protetti in Europa. Dinanzi a queste crisi, Giorgia, da brava scolaretta, scrive la lettera alla Befana (Babbo Natale era impegnato) e chiede a #VonDerLeyen di poter fare, con il suo permesso, qualcosa che avremmo potuto fare senza chiedere nulla a nessuno. Servono risorse, denaro, per aiutare i cittadini che dovrebbe rappresentare: il caro energia e il costo del carburante sono letteralmente esplosi, con ricadute pazzesche in tutti i comparti. Circostanze, peraltro, aggravate dall'ideologia green europea: così ci raccontavano dalla maggioranza. Ebbene: von der Leyen, #Lagarde, #Dombrovskis e lo stesso #Fitto ci hanno sonoramente spernacchiato. Ci concedono uno zero virgola niente del Pil da spendere in tre anni (una quindicina di miliardi), da investire in altre sciocchissime politiche green. Ve la faccio semplice. #Meloni chiama von der Leyen: «Ciao Ursula, ti prego, ti imploro, sono in ginocchio: si avvicinano le elezioni, sono disperata, ci servono due spicci per 'sti pezzenti che non arrivano a fine mese. Dicono che non possono pagare le bollette». E quella: «Ti do una mancetta per le auto elettriche e per cambiare un paio di caldaie a gas con qualche pompa di calore». Giorgia: «E noi che ci facciamo con 'sta roba?». E la cotonata: «Cazzo mene, cazzi tuoi». Una roba del genere, direi, è più che verosimile. E la nostra Giorgia? Quella che doveva cambiare tutto? Che avrà deciso? Si sarà imbestialita, avrà mandato tutti a quel paese, avrà rivoltato il tavolo, avrà telefonato a #Giorgetti: «Giancarlo, vadano a cagare! Andiamo di scostamento per i cazzi nostri!». No, niente di tutto ciò: fa un video patetico nel quale parla di vittoria, della sua capacità di cambiare le cose quando nessuno ci avrebbe scommesso. Credo sia uno dei punti più bassi della legislatura: una scenetta vomitevole. E tutti i suoi trombettieri, gentarella che finge di fare informazione e della quale non si capisce mai bene dove guardi davvero, esultanti in prima pagina, parlano della Meloni come di una statista, mentre il peso delle contraddizioni la incurva sempre di più. Gli stessi giornalisti che pensano di dare lezioni al Fatto Quotidiano sugli imbarazzi di #Mattarella parlano della Meloni definendola pop, rock e altre miserevoli amenità. E allora adesso davvero basta: decidano i suoi compagni di viaggio che cosa fare. La misura è colma, ogni limite della decenza è stato superato. Stacchino la spina a questa pagliacciata, a questo insulso circo. E si diano anche una mossa. Possono pure decidere di non fare nulla, ma poi non frignino quando #Vannacci li masticherà tutti. https://x.com/SavinoBalzano/status/2063154849982591024?s=20

Contro Il Fatto Quotidiano e Marco #Travaglio si è scatenata una gigantesca macchina del fango. La cosa incredibile è che a manovrarla sia tutto il resto della cosiddetta informazione: tutti i giornali, tutte le televisioni. Perché? Per una ragione semplicissima: Il Fatto Quotidiano mette in imbarazzo chi fa un altro mestiere. Chi viene pagato per fare propaganda in un Paese che somiglia sempre di più a una monarchia. Il Fatto, indagando sull'uomo più potente d'Italia, il Presidente #Mattarella, dimostra che un altro modello è possibile. Questo gli altri non lo possono accettare perché evidenzia tutto il loro misero servilismo. https://x.com/SavinoBalzano/status/2062821193191674138?s=20

https://x.com/SavinoBalzano/status/2062457907862446533?s=20 Non vi pare vagamente sospetta, per usare un eufemismo, la reazione dei media alle recenti “rivelazioni” sul caso della grazia a #NicoleMinetti? Francamente, io sto provando un imbarazzo non indifferente: questi sono proprio sfacciati. Non entro nel merito delle tecnicalità della procedura: primo, perché a mio avviso rappresentano un pantano da cui è difficile uscire; secondo, perché – a volerci comunque indugiare – è stato chiarissimo Marco Travaglio oggi nel suo editoriale. Insomma, non ha alcun senso chiedere all’oste se il vino è buono: rimando al suo fondo. Resta la questione politica, e questa è grande come un grattacielo. E la responsabilità politica è tutta in capo al Presidente della Repubblica, come confermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale (200/2006): «Alla controfirma va attribuito carattere sostanziale quando l’atto sottoposto alla firma del Capo dello Stato sia di tipo go­vernativo e, dunque, espressione delle potestà che sono proprie dell’Esecutivo, mentre ad essa deve essere riconosciuto valore soltanto formale quando l’atto sia espressione di poteri propri del Presidente della Repubblica, quali – ad esempio – quelli di inviare messaggi alle Camere, di nomina di senatori a vita o dei giudici costituzionali. A tali atti deve essere equiparato quello di concessione della grazia, che solo al Capo dello Stato è rico­nosciuto dall’art. 87 della Costituzione». Sul sito del #Quirinale (non su quello del #FattoQuotidiano!), poi, si legge: «Ogni decisione sul merito è adottata dopo aver valutato: la peculiarità umanitaria che il caso presenta (ad esempio, per la risalenza nel tempo del delitto commesso, per la età e incen­suratezza del suo autore, per il contesto – “storico”, personale, familiare – in cui si è verificato…); il periodo di pena espiato e la fruizione eventuale di benefici penali o penitenziari; l’as­senza di elementi dai quali dedurre l’attuale pericolosità del condannato; gli esiti del processo rieducativo e, specie per le domande di grazia relative a pene accessorie, l’intervenuto reinserimento sociale del condannato; la condotta inframu­raria tenuta; le osservazioni delle vittime del reato o, in caso di loro morte, dei loro familiari; la incompatibilità delle con­dizioni di salute del condannato con lo stato detentivo e la inattitudine a fronteggiarne la precarietà con i benefici ordinari (penali e penitenziari)». Sempre sul sito del Capo dello Stato, non su quello di #Travaglio, ancora: «Nel corso del secondo mandato, sono state sottoposte all’atten­zione del Presidente Mattarella sia le pratiche che hanno dato luogo all’adozione dei 36 provvedimenti di clemenza [...] sia altre 1371 domande (o proposte) di grazia oppure di commuta­zione di pene. Di esse 1136 sono state rigettate e 235 archiviate o “poste agli atti”». E si aggiunge persino che «Delle domande rigettate, 358 hanno riguardato condannati la cui pena non era in corso di esecuzione perché era stata conces­sa la sospensione condizionale o perché l’esecuzione della pena detentiva era stata sospesa [...], ovvero condannati che sin dall’i­nizio dell’esecuzione della pena, o dopo un periodo di detenzione carceraria, erano stati ammessi a misure alternative al carcere [...]: in questi casi il Presidente della Repubblica ha ritenuto che le esi­genze poste a fondamento della domanda di clemenza risultassero già adeguatamente tutelate per effetto degli ordinari strumenti personali, sostanziali e processuali, e penitenziari». Ma lo capite che è il sito ufficiale del #PresidenteDellaRepubblica a certificare, nero su bianco, che la grazia a Nicole #Minetti non avrebbe dovuto essere concessa? Il potere di concedere la grazia, in sintesi, interamente sotto la responsabilità di #Mattarella, non può essere esercitato in contrasto con quello della magistratura: la grazia non serve a sbugiardare una sentenza di condanna e, conseguentemente, a cancellare la pena. Essa serve – in condizioni assolutamente (...) CONTINUA SU X

https://x.com/SavinoBalzano/status/2062101053206614465?s=20 Se ve lo siete perso, siete completamente pazzi: #RaffaeleGiuliani, il nuovo enfant prodige di #LilliGruber. Lei lo definisce "divulgatore social": meraviglioso. Lilli è fatta così, le piacciono queste professioni. Invita quelli che fanno gli "attivisti", ad esempio: ce n'è una che si qualifica (da sola) come "giurista". Mi pare che di diritto non capisca una mazza. Poi c'è "l'imprenditore della comunicazione", fissato con la leva militare made in European Union: se non lo ascolti a 2X ti cascano le gonadi. Pensate se fosse stato imprenditore del silenzio. Torniamo a Raffaele Giuliani. Zia Lilli gli chiede chi potrebbe essere un buon leader per il centrosinistra. Bene: lui ce l'ha prontissima, la risposta. Berlinguer. Ma che bravo. Solo che lei vorrebbe qualcuno ancora in vita: è un po' esigente. Qui la sfida si fa complicata: trovare qualcuno che oggi soddisfi il nostro Raffaele tanto quanto lo appagherebbe il vecchio Enrico. Deve essere pragmatico, dice. Poi elenca tre caratteristiche: competenza, autenticità e ordinarietà. Insomma, una specie di appassionato professore di filosofia di liceo. Mhm, vediamo. Qualcuno che si avvicini. Eccola: #SilviaSalis! Silvia Salis non è proprio Enrico Berlinguer, ci mancherebbe. Però siamo sulla buona strada, dai. E questo signore rappresenterebbe i nostri giovani. Poi ti dicono che bisogna frenare la fuga dei cervelli... Fate voi.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2061704549790879942?s=20 Buona Festa della Monarchia a tutti! Non sono impazzito. Penso semplicemente che le parole di #Mattarella risuonino quasi offensive. Ha parlato della necessità di rafforzare la «fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica». Peccato che lui, e prima di lui il suo predecessore, abbiano operato in senso letteralmente opposto, contribuendo in modo decisivo ad allontanare i cittadini dai processi democratici. Il Presidente della Repubblica vampirizza una politica inetta e incapace per perseguire le agende redatte a Washington e Bruxelles: quelle della NATO, dell'UE e del partito della guerra. Anche di questo parlo nel mio nuovo libro, edito da Paper First: "Romanzo Quirinale", in uscita il 16 giugno e già prenotabile in tutte le librerie e negli store online. Aiutatemi a riportare al centro questa questione, che è la questione delle questioni: il Capo dello Stato non può rappresentare il proconsole intoccabile di una colonia. Deve tornare a essere il garante della Costituzione e della sovranità nazionale. #2giugno #festadellarepubblica

https://x.com/SavinoBalzano/status/2061361809588634053?s=20 L'ingresso dell'#Ucraina nell'Unione Europea è semplicemente una follia e, infatti, tutti i vertici europei spingono perché si realizzi. Fortuna che sul punto, parrebbe, #Meloni stia per fare la sua ennesima inversione a U. Probabilmente per merito della Lega. Una riflessione preliminare, semplicissima: vi pare normale stracciarsi le vesti per un drone russo precipitato al confine con la #Romania — perché dirottato dalle difese ucraine — e poi chiedere l'ingresso di Kiev nell'Ue? Che c'entra? Insomma: pigoliamo — di più non sappiamo fare — di fronte all'orso russo per un finto attacco a un Paese europeo e poi vogliamo che l'unico Paese ad aver distrutto una nostra infrastruttura entri nell'#Ue? Sono stati gli ucraini a distruggere il gasdotto Nord Stream, un'infrastruttura strategica sul piano energetico, e li vogliamo premiare (ulteriormente)? Semplicemente demenziale. Il Calenda di turno ti risponderebbe che gli ucraini stanno combattendo per noi, per i nostri valori, per la nostra identità: cercate di non ridere. Lo avranno fatto anche attaccando lo studentato a Starobelsk, nella regione di Lugansk? Senza contare il fatto che non mi pare molto coerente con i valori occidentali — quelli che raccontiamo, quantomeno — imprigionare gli oppositori e governare il Paese con forze politiche espressamente neonaziste. Tantomeno integrare militari nazisti tra le fila dell'esercito regolare. Dettagli. Il tutto sorvolando sulle ricadute economiche di una scelta del genere, che sarebbero semplicemente disastrose. Per i lavoratori non ne parliamo: il dumping sarebbe ancora più accentuato, con effetti devastanti sulle retribuzioni. Non a caso, il Pd che si percuote il petto per il salario minimo frigna per l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue: hanno sempre finto di preoccuparsi del destino della classe lavoratrice. Se ne sono preoccupati solo quando si trattava di fregarla. Nel programma delle europee, il partito di Schlein scriveva di sostenere «convintamente il percorso di adesione all’UE dei paesi dei Balcani occidentali, dell’Ucraina, della Moldavia e della Georgia». Ditemi voi se questa si può chiamare opposizione: una roba semplicemente vergognosa. L'ingresso dell'Ucraina nell'Ue è perfettamente coerente con le logiche neoliberali dell'impalcatura eurounitaria: totalmente avverse al benessere dei molti, interamente a vantaggio delle solite élite e di certa finanza. Poi, in conclusione, un ulteriore elemento che a mio avviso non può assolutamente essere trascurato. E non vedo l'ora di vedere la bile degli automi con la bandierina ucraina nella bio, quelli che vedono putiniani ovunque (a partire da chi, giustamente, viene escluso da certi eventi politici cui si reca generalmente per disturbare con le solite buffonate, per poi frignare a favor di telecamera farneticando di censura): quello che pensano i russi di un eventuale allargamento conta eccome. Se vogliamo la pace con la #Russia, dobbiamo fare in modo che non si senta minacciata. Un'Ucraina neutrale, dunque, eventualmente sostenuta dall'esterno — certamente non per fare la guerra a Mosca al posto nostro — è nell'interesse vero dei popoli europei.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2061142690738139165?s=20 Le recenti dichiarazioni di #GiorgiaMeloni in merito alla barzelletta del #drone russo in #Romania sono state inequivocabili: «Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea». Persino il presidente rumeno #Dan ha escluso l’ipotesi dell’attacco russo diretto alla Romania, avallando ovviamente quella del drone deviato dalle difese ucraine. Ma è così scontato che non vale nemmeno la pena indugiare sul punto. La questione è un’altra: le dichiarazioni di Meloni sono perfettamente in linea con la sciocca propaganda europeista. Secondo la cotonata, infatti, Mosca ha «oltrepassato un altro limite»; per la fanatica antirussa che non si è resa conto del ruolo di Mosca e Pechino nel secondo conflitto mondiale, invece, «Mosca non può violare lo spazio aereo europeo impunemente». Le parole della nostra premier, peraltro, sono perfettamente in linea con quelle della #NATO. Infatti, lo scendiletto di Trump non ha esitato a tuonare buffamente: «la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato», come se davvero i russi stessero marciando su Bucarest. Ma poco male: nel mondo, tanto, ormai sono abituati a ridere di noi. E allora, molto sinteticamente: se qualcuno si era illuso del ritorno di Giorgia l’underdog, casca male. Molto male. Alla storia di Giorgia #Meloni figlia del popolo, ormai, ci crede — forse, e non ne sono nemmeno troppo convinto — solo Italo Bocchino. Meloni, terrorizzata dall’avvicinarsi delle elezioni politiche, finge, recita, ritenendo davvero che gli italiani siano una mandria di sciocchi beoti. Presto dovrà fare i conti con la realtà: prima o poi il tonfo arriverà, inesorabilmente, perché il gioco delle tre carte funziona fino a un certo punto. La draghina resta draghina, supina alle logiche di Washington, Bruxelles e del proconsole del Quirinale. Gli italiani, ormai, l’hanno capito molto, molto bene.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2060273159551492397?s=20 Ve lo ricordate Eyal #Mizrahi? Quello di “definisci bambino”? Quello dello scontro con #Iacchetti? Ieri me lo sono ritrovato alla Zanzara e non avete la minima idea di cosa sia stato capace di dire. Ascoltate. Mi scuso sinceramente per la mia reazione: penso di aver esagerato nei modi. Certe cose si possono dire con la stessa severità, ma in un altro modo. Però, davanti a frasi come quelle, ho perso il controllo.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2059958104687595542?s=20 Dal 16 giugno in libreria: “Romanzo Quirinale. Come il Colle ha abbandonato la Costituzione per Washington, Bruxelles e il partito della guerra”, Paper First. Il mio non è solo un libro sul Presidente della Repubblica: è un libro su chi comanda davvero in Italia, su un sistema mediatico servile che copre determinate trame e determinati condizionamenti. È un libro sulla nostra democrazia solo apparente, che racconta il capo dello Stato con lo stesso tono dell’Istituto Luce. Questo libro sarà osteggiato in tutti i modi, ed è per questo che chiediamo il vostro aiuto. Prenota la tua copia in libreria e in tutti gli store online.

Ma a voi sembra normale che, dopo quattro anni di governo, Giorgia #Meloni si risvegli sovranista e decida di attaccare l’Unione Europea? Ma cos’è, una barzelletta? Lei viene a parlare di coraggio dopo aver trascorso quasi un’intera legislatura con la coda tra le gambe? Lei, che ha fatto la scolaretta, la portaborse di #VonDerLeyen e #Lagarde, viene a parlare di sovranismo? Dopo essersi vantata per anni dello spread basso e delle pacche sulla testa delle agenzie di rating? Lo so, le elezioni si avvicinano inesorabilmente, ma a tutto c’è un limite: un po’ di decenza! https://x.com/SavinoBalzano/status/2059713295448158573?s=20

L’ex eroe della sinistrucola spagnola, #Zapatero, è stato pizzicato con la cassaforte piena di gioielli, rubini e orologi di lusso. Pare fosse persino pronto a scapparsene in Venezuela. Eroe di quella sinistra che si rese responsabile dell’austerità spagnola, provando a nasconderla dietro la favoletta dei diritti civili. Perché questi i diritti sociali li trascurano sempre: quelli degli altri. Alla propria pensione, a quanto pare, sanno invece badare benissimo. Ad ogni modo, c’è poco da strumentalizzare, dalle nostre parti: il centrodestra al potere si è dimostrato servile a dir poco, con #Meloni che gioca a fare la scolaretta di Bruxelles, tutta entusiasta delle promozioni delle agenzie di rating e dei dati sullo spread; il centrosinistra, beh, non ha nemmeno bisogno di essere descritto, fa ridere da solo. La mia chiacchierata di oggi con Francesco Borgonovo, ospite del suo #Calibro9. https://www.youtube.com/watch?v=6WzDFv6ubYc

È in stampa da pochi giorni il mio nuovo libro e sarà disponibile in libreria a partire dal 16 giugno. È già prenotabile. E oggi sono qui a chiedervi un aiuto. Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere custode supremo della Costituzione. Da diverso tempo non è più così. In particolar modo a partire dai mandati di Giorgio #Napolitano, ma infinitamente di più con Sergio #Mattarella, il Colle ha assunto un ruolo attivissimo, soprattutto nelle fasi più delicate della storia repubblicana. Il #Quirinale abusa dei propri poteri, di continuo, e lo fa impunemente grazie alla complicità di un sistema mediatico servile che opprime il dibattito pubblico in Italia. Viviamo in un Paese a sovranità limitata, soffocato da vincoli esterni e piloti automatici. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al proconsole del Quirinale, che ha vampirizzato una classe politica debole e inetta per imporre un’unica agenda possibile. Nessuno osa criticare l’operato di una presidenza che Napolitano ha progressivamente trasformato in monarchia. Nessuno osa contraddire le decisioni di quella monarchia che Mattarella ha finito per trasformare in pontificato. Ed è per questo che, dopo aver ringraziato pubblicamente l’editore — Paper First — che ha avuto il coraggio di pubblicare questo libro, Marco Travaglio per averlo voluto, e Mario Giordano per averlo impreziosito con la sua prefazione, oggi chiedo il vostro aiuto: i media cercheranno in ogni modo di ostacolarlo perché questo libro rappresenta la negazione, alla radice, del racconto unico del Paese. Racconta ciò che non può essere raccontato. Denuncia quello che considero il più grave tradimento politico della nostra Repubblica. Prenotatelo, condividetelo, parlatene: aiutatemi a portare questo libro più lontano possibile.

La chiave di lettura proposta da gran parte della nostra stampa è semplicemente imbarazzante. Il Presidente della Repubblica viene presentato quasi come figura vessillifera della reprimenda italiana a Israele. È una lettura fuorviante, ipocrita e del tutto irrispettosa di quegli attivisti che hanno subito trattamenti inumani. A dispetto di quanto si diceva di loro, descrivendoli come perdigiorno in cerca di notorietà, bisogna registrare l’oggettività dei fatti: la #GlobalSumudFlotilla è un’esperienza di innegabile successo, dal momento che ha costretto molti di coloro i quali, con i loro silenzi, alimentavano la presunzione di impunità in capo a #Israele, a parlare, a condannare, a stigmatizzare. Certo, la strategia di individuare in #BenGvir l’utile idiota espiatorio e unico soggetto da sanzionare rappresenta l’apoteosi della banalità del male, di cui il nostro esecutivo, supino a #Netanyahu, si rende corresponsabile, ma è già qualcosa. Ebbene, è proprio qui il punto: #SergioMattarella, con i suoi silenzi e la sua timidezza — se paragonati, ad esempio, all’atteggiamento spesso tutt’altro che composto assunto nei confronti della Russia — ha concorso a confortare l’esecutivo israeliano: è un dato di fatto. Lo scorso settembre, mentre tutto il mondo guardava alla traversata della Global Sumud Flotilla, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano minacciava: «Non permetteremo alle persone che sostengono il terrorismo di vivere nell’agiatezza. Affronteranno tutte le conseguenze delle loro azioni». #Mattarella non reagì e non intimò certo di non toccare i nostri connazionali in acque internazionali. Anzi: il 26 settembre chiese proprio a questi ultimi di rinunciare alla missione, con un appello di «particolare intensità», così disse. Israele li arrestò tutti in acque internazionali e alcuni lamentarono trattamenti denigratori e lesivi della dignità personale anche allora. Dal Colle, silenzio. Lo stesso silenzio, letteralmente assordante, lo abbiamo percepito anche di recente, quando soldati israeliani hanno arrestato, in occasione di una nuova spedizione, ben centosettantacinque attivisti — tra cui oltre venti italiani — ancora una volta in acque internazionali. È accaduto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, a centinaia di miglia da #Gaza, al largo di Creta, in una zona in cui la Grecia ha responsabilità di ricerca e soccorso. Rapimenti avvenuti anche su imbarcazioni battenti bandiera italiana: sul territorio della Repubblica, quindi. Il Presidente non ha mai condannato, non ha mai difeso i nostri connazionali; anzi, li ha invitati a desistere. Il suo silenzio, il più rumoroso di tutti provenendo dal #Quirinale, ha di fatto confortato Israele, isolando chi provava a osteggiarlo come Davide contro Golia. Parla adesso, quando persino l’ambasciatore statunitense a Gerusalemme lo fa, quando perfino Netanyahu prende le distanze da Ben-Gvir, dimostrando quantomeno assenza di prontezza quando si tratta di intervenire in difesa delle prerogative italiane, se non addirittura un forte condizionamento da parte di Paesi terzi. Dunque la pianti, una buona volta, la nostra pseudoinformazione: smetta di esaltare le gesta di Mattarella, che non hanno assolutamente nulla di eroico. Parla quando è più comodo e tace quando è più comodo: esattamente l’opposto di quanto fanno altri italiani. Penso a Francesca Albanese, che dal Capo dello Stato, infatti, non ha ricevuto alcuna solidarietà. Il paradosso — e sottolineo il paradosso — è che dovremmo forse ringraziare proprio Ben-Gvir che, con il suo fanatismo (non da solo, per la verità), ha deciso di rendere ancor più evidente ciò che qualcuno si ostinava a nascondere, a ignorare, a tollerare con complicità. La sua scelta di umiliare chi ha affrontato pericoli reali in difesa degli oppressi ha condotto al successo indiscusso della Global Sumud Flotilla, mettendo in imbarazzo chi — a partire dal Quirinale — fino a quel momento aveva deciso di tacere e che oggi interviene, sapendo peraltro di poter (...) CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2058431287514325442?s=20

https://x.com/SavinoBalzano/status/2057748353803268161?s=20 Se ne faccia una ragione l'amico Fabio Dragoni. Il giochetto è molto, molto banale, ma sgamato: hanno trovato l’utile capro espiatorio, Itamar #BenGvir. È un espediente retorico molto mal riuscito e suona così: lui è l’unico cattivo, sanzioniamolo (solo lui), ma tutti gli altri sarebbero brava gente. Come se Benjamin #Netanyahu, Bezalel #Smotrich e tutto il cucuzzaro fossero estranei a quanto accade. Il trucchetto non riguarda solo l’informazione, ma anche le più alte cariche della nostra Repubblica, le stesse che fino a ieri sonnecchiavano beatamente... e ci siamo capiti. La verità, che fa malissimo, è semplicissima, come ha scritto giustamente Marco #Travaglio: gli attivisti della #GlobalSumudFlotilla, subendo quelle umiliazioni, hanno messo in ginocchio tutti quelli che portavano l’acqua con le orecchie alla narrazione di #TelAviv. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.

Ieri si è consumato uno scontro totale tra me e Fabio Dragoni. Trovo inaccettabile l’accanimento nei confronti della #GlobalSumudFlotilla: chi vi si imbarca viene descritto come un perdigiorno in cerca di mera visibilità. In tutto ciò, guarda caso, si perde costantemente di vista ciò che sta combinando #Israele. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano. https://x.com/SavinoBalzano/status/2057007109833662834?s=20