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Savino Balzano

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https://x.com/SavinoBalzano/status/2082786941074862253?s=20 Un paio di sere fa ero a cena con degli amici: «Avete sentito cosa ha chiesto quel bambino al Presidente? Il video girava sui social e lo hanno rilanciato praticamente tutti i giornali». Mi guardano perplessi e io: «Se potessi, quale miracolo faresti?». E loro: «E Kim cosa ha risposto?». Io: «Chi?!?». Insistono: «Kim Jong-un, non era lui?». Poi, di seguito: «Sarà stato Ali Khamenei» — prova uno — «forse Putin!», ha aggiunto il calendiano del gruppo (è tanto solo e gli teniamo compagnia). «Ma no, ragazzi!» — rispondo seccato — «è successo a Pantelleria, era #Mattarella». Sì, perché certe scene siamo abituati a vederle in Corea del Nord o in Iran. Giusto? Però devo dire che mi è piaciuta la risposta imbarazzata del Presidente, che sinceramente mi è sembrato quasi infastidito da quella domanda, evidentemente imbeccata da chissà quale zerbino ambulante: «Non posso farne...» (da notare la drammatica delusione di Roberto Benigni e di Paolo Mieli). E, dinanzi all'insistenza del piccoletto, aggiunge: «serenità per tutti». Massì, meglio così: la più tradizionale "pace nel mondo" non gli sarà sembrata un auspicio in linea con i suoi ultimi discorsi... E vi sorprenderà, perché io invece penso che Mattarella qualche miracolo lo potrebbe davvero fare. In primis, potrebbe smetterla di parlare di cose che non esistono, come la "sovranità europea" e la "difesa europea", che non potranno mai vedere la luce senza la costituzione di uno Stato europeo. Uno Stato europeo che non nascerà mai, perché potrebbe basarsi solo su una autentica solidarietà tra i membri che non c'è mai stata e che mai ci sarà. Esattamente come il voto a maggioranza: una demenziale discussione tutta italiana. L'Unione Europea va bene solo e soltanto finché è utile a Stati Uniti, tedeschi e francesi (soprattutto ai primi). In caso contrario, verrebbe archiviata in trenta secondi. Lo abbiamo visto in centinaia di circostanze: a certi azionisti è concesso di infrangere le regole europee come e quando vogliono; la politica estera europea (che infatti non esiste) viene messa da parte appena gli stessi azionisti decidono di gestirsela in autonomia, e così via. Vi immaginate davvero un mondo in cui i crucchi ci consentono di dare ordini alle loro truppe? Ma dai! Potrebbero crederci, forse, solo la Picierno o Elly Schlein. Mattarella potrebbe quindi fare un miracolo se la smettesse di reggere il gioco a chi parla di una difesa che non esiste e che serve solo retoricamente a riconvertire l'industria tedesca in ginocchio, a investire in armamenti statunitensi, a sottrarre miliardi e miliardi di euro allo Stato sociale, alla sanità, al popolo. Una difesa che viene peraltro descritta come necessaria alimentando il racconto dei feroci russi alle porte, pronti a invaderci: un racconto che lo stesso Mattarella ha contribuito a sostenere, spaventando il popolo che dovrebbe invece rassicurare. E dunque, di quale serenità parla il Capo dello Stato? Non certo della nostra. Saremmo più sereni se dicesse cose tipo: «L’Italia, a mio avviso, deve essere, nel mondo, portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire». Oppure tipo queste altre: «Io qui ho parlato, ho ricevuto scienziati che sono venuti a dirmi quali sono i pericoli che sovrastano l’umanità, se per dannata ipotesi, italiane e italiani che mi ascoltate, la terza guerra mondiale dovesse esplodere, sarebbe la fine del nostro pianeta. Ed allora è una follia continuare a costruire ordigni di morte che, se usati, rappresenterebbero la fine del genere umano. Ed invece di spendere questi miliardi in questi ordigni infernali di morte, perché questi denari non si spendono per combattere la fame nel mondo?» Ma quello era un altro Presidente. E qui sì che ci vorrebbe davvero un miracolo...

https://x.com/SavinoBalzano/status/2082014981827047626?s=20 Non poteva mancare un commento sulla vicenda che ha coinvolto #IlariaSalis. E ci mancherebbe altro. Sulle questioni personali non c'è moltissimo da dire, in effetti: il personaggio è politicamente osceno e lo si vedeva da miglia e miglia. Una Santanchè col pugno chiuso, più o meno. Solo che, a sinistra, tutto è concesso. Le vicende della #Salis ormai possono essere raccolte in un tomo: ci si può scrivere un libro. A partire da quelle impossibili da accertare, come quelle ungheresi. A proposito: ora che hanno vinto i buoni, ora che il vendicativo #Orban non c'è più, ora che non c'è più la dittatura, perché Ilaria non si fa processare, così da levare di mezzo ogni dubbio sulla sua moralità? Certo, poi ci sarebbe la questione delle case occupate, l'opaca e scabrosa vicenda del suo assistente parlamentare e pure questo drammatico scivolone sui lavoratori assunti con contratti precari e poi licenziati senza giusta causa. Ma non è mica la prima volta che il signor Tesla, Nicola #Fratoianni, regala alle istituzioni figure così autorevoli. Ve lo ricordate, sì, Aboubakar #Soumahoro? Il nuovo Giuseppe Di Vittorio con gli stivali sporchi di fango a Montecitorio? I boccaloni della sinistra ci cascarono alla grandissima e quello, poche settimane dopo, aveva già abbracciato la causa del diritto all'eleganza. Io non ne posso più di questi moralizzatori impresentabili. Per carità, nessun predicozzo, ma almeno non venite a scaramellarci le gonadi con la vostra presunta superiorità perché, alla luce di quello che avete tirato fuori, sapete benissimo dove potete mettervela. Vi sia di lezione.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2081691300085092462?s=20 Il nuovo video IA, pubblicato da #Vannacci sui suoi social, è una pecionata invereconda: una tamarrata sesquipedale che risponde, però, a lucide scelte tattiche. Punta a raccogliere tutto il consenso possibile, comprensibilmente, e non disdegna di fare la pesca a strascico tra i minus habens che provano un sussulto, un moto d'orgoglio e fierezza nel vedere immagini del genere. Un politico, aggiungo, non dovrebbe mettersi a pubblicare contenuti comici o satirici: non è un clown, un cabarettista. Il suo compito sarebbe quello di guidare il Paese e chi vuol seguirlo, non quello di strappargli una risata. C'è però un fondo di verità nel ciarpame. Vannacci si rappresenta come un condottiero romano in pellegrinaggio, a far visita all'imperatore: Sergio #Mattarella. Certo, mi delude questo suo conformismo deferente, ma descrive la verità: descrive come politica e media si relazionano al Capo dello Stato in Italia. Come ci si relazionerebbe a un sovrano, a un monarca assoluto, al quale viene consentito tutto: ogni ambiguità, ogni ipocrisia, tutto il doppiopesismo possibile. Anche su questo indugio nel mio #RomanzoQuirinale: e non smetterò mai di ringraziare abbastanza i tanti che lo stanno leggendo, che lo commentano e che mi scrivono. I tanti che non sopportano più questa realtà dei fatti, insopportabilmente lontana dalle regole democratiche e dalla Costituzione: tradita dagli stessi che ci fanno ogni giorno la morale su come sarebbe la più bella del mondo. A proposito di ipocrisie e doppiopesismi. L'#Ucraina ha colpito una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, causando anche delle vittime. L'Ucraina e l'#Iran non sono paesi in guerra. Il #Quirinale cosa pensa di questa iniziativa? È lesiva del diritto internazionale? Risponde alla logica dello Stato aggredito e di quello aggressore? Promette sostegno eterno all'Iran, come ha fatto, non si sa a che titolo, con #Zelensky? Quali coloriti paralleli storici opererà stavolta? Paragonò i russi ai tedeschi del Terzo Reich: cosa farà adesso con gli ucraini? Che ne dice dei tedeschi della Germania guglielmina? Affondavano le navi mercantili statunitensi e convinsero gli americani a scendere in guerra nel primo conflitto mondiale. Può funzionare? Massì, dai! Prevedo l'ennesimo assordante silenzio. Qualcuno che abbia il coraggio di denunciarlo, di scriverne? Stiamo a vedere.

https://youtu.be/dbDR6M6vfEM?si=xmvR6qepkJEPg1ro Ieri un bel confronto con Francesco Toscano su Visione TV, che ringrazio. Siamo tornati sulla questione delle gravi ingerenze di Mattarella in merito all'ipotesi di reintegrare i medici (e gli infermieri, non dimentichiamoli!) durante la crisi sanitaria. Un'ingerenza inaccettabile nel metodo, dal momento che certe valutazioni non spettano al Presidente della Repubblica, ma anche nel merito: svela palesemente la sensibilità del Colle al canto di certe sirene... Siamo tornati anche sulla vicenda Roggero e sull'ipotesi di grazia: anche qui, il Quirinale fa sfoggio di tutto il suo doppiopesismo. Basti pensare alla postura (assai più timida) assunta sulla scivolosissima e imbarazzantissima vicenda Minetti.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2080224859867533580?s=20 Mattarella dice no alla norma sul reintegro dei medici e degli infermieri radiati durante la crisi sanitaria. Sta passando quasi sotto traccia l’ennesimo episodio gravissimo che riguarda il Presidente della Repubblica. Il governo vuole inserire una misura all’interno del disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. La stampa ha cominciato riportando le perplessità del Colle e, poi, più di recente, La Repubblica è stata assolutamente esplicita: «Il #Quirinale non la farà passare». Personalmente ritengo che la misura sia sacrosanta e le recenti obiezioni della professoressa Viola mi sono parse ben oltre il limite del ridicolo. Se passasse il principio, sostiene, non potremmo più bocciare studenti impreparati agli esami, dal momento che si appellerebbero alla libertà di pensiero. L’esempio è sciocco: qui non parliamo di studenti. Parliamo anche di medici, di gente che ha studiato e che detiene un titolo sudato, di persone che si sono fatte per anni e anni il mazzo in corsia per salvare vite umane. Parliamo di colleghi della Viola: di gente che lei non ha di certo il diritto di «esaminare». Hanno già dato, stia buonina. Il merito, ad ogni modo, conta il giusto: uno potrebbe pure dire di essere assolutamente contrario alla norma per altre ragioni. Anche formali, di certezza del diritto, quello che volete. Lo rispetterei. Sarebbero obiezioni più serie e fondate di quelle della #Viola. Quel che conta, più di ogni altra cosa, e che vi fa capire quanto sia grave quanto sta accadendo, è il metodo. A che titolo il Presidente della Repubblica osa interferire con l’attività di indirizzo politico del Governo e con le determinazioni successive del Parlamento? Chi gli attribuisce questo potere? Di quale legittimazione democratica gode #Mattarella? Quale articolo della Costituzione, che lui dovrebbe garantire e tutelare, conferisce al Capo dello Stato il diritto di cogestire il potere legislativo? Di chiedere correzioni alle disposizioni? Non è un potere del Presidente della Repubblica: è una deriva malatissima alla quale ci siamo tristemente abituati. Mattarella, ai sensi della Carta, può rifiutarsi di promulgare la legge, rifacendosi all’art. 74 della Costituzione, ma sarà poi costretto a farlo se il Parlamento dovesse approvare nuovamente il testo. Peraltro, è tenuto a motivare la sua scelta: ad esempio, laddove ravvisasse palesi rischi di incostituzionalità. In questa norma, dove sono questi rischi? Sulla stampa si legge che le perplessità riguarderebbero l’autonomia degli ordini professionali e il venir meno della rigidità delle regole introdotte durante quel periodo: vi sembra che queste eccezioni trovino conforto in qualche articolo della Costituzione che mi sfugge? L’altra cosa che può fare, ai sensi dell’art. 87, è inviare messaggi alle Camere. Punto! Mattarella non ha altri poteri. Ora io, francamente, non so chi o cosa il Presidente della Repubblica intenda tutelare con questa sua nuova iniziativa, e mi inquieta enormemente pormi quest’ennesima domanda su di lui, ma una cosa è certa: non sta tutelando la Costituzione. Ribadisco quello che ho scritto nel mio libro, #RomanzoQuirinale: il Presidente della Repubblica, da protettore della nostra Carta e dei suoi principi, è diventato un vero e proprio vulnus democratico. I suoi continui interventi ledono le prerogative di altri importanti poteri dello Stato e questo è inaccettabile. È inaccettabile che l’informazione non lo rilevi ed è inaccettabile che la politica continui a piegarsi: dobbiamo pretendere che il Governo alzi la voce, urli e rivendichi la sua autonomia. Anche perché il popolo ha conferito un mandato al Parlamento, il quale ha espresso la propria fiducia nei confronti di un Governo. Oggi tocca a questo esecutivo, ma il discorso sarà lo stesso anche per il futuro, sia chiaro: certo, il PD gode di una certa indulgenza... In queste dinamiche il Presidente Mattarella è un intruso e, rispettosamente, come tale va trattato: la politica torni ad affermare la sua (...) CONTINUA SU X

https://x.com/SavinoBalzano/status/2079841410887422292?s=20 Il sindaco di #Bologna, Matteo #Lepore, è politicamente responsabile della devastazione della sua città ed è politicamente responsabile dei feriti che si sono registrati. Dovrebbe vergognarsi. Anche dimettersi. Indire una manifestazione col corpo ancora caldo di Abderrahim #Fakir è stata una squallida mossa di speculazione politica, vero e proprio sciacallaggio. Così come lo è stato, da parte di qualche giornalista, provare ad addossare addirittura le responsabilità al governo. Lo dico col massimo rispetto per le famiglie delle vittime, ma ho trovato nauseante anche l'accostamento con i casi #Aldrovandi e #Cucchi, che con questa vicenda non c'entrano assolutamente nulla. Qualche genio ha persino tirato in ballo il G8 di Genova. Andasse da uno bravo. Ma come si permette, il sindaco Lepore, di convocare la cittadinanza in piazza per chiedere giustizia? Come osa? Non sa assolutamente nulla di quanto accaduto e, nonostante questo, prova subdolamente ad alimentare dei sospetti. E poi, perché chiedere giustizia in piazza? Cosa gli faceva ritenere che fosse necessario invocare giustizia in una manifestazione? Temeva insabbiamenti? Depistaggi? Lo dica! Oppure è abitudine del sindaco Lepore chiedere giustizia per ogni avvenimento che si verifica nella sua città? È una vergogna e mi spiace per i boccaloni che sono scesi in piazza: ci siete cascati con tutte le scarpe. Vi siete fatti strumentalizzare come dei polli. Questa è la verità. E non si tiri in ballo nemmeno la vicenda di #Rogoredo. La difesa del poliziotto deviato, di quel criminale in divisa, scattò come reazione vincolare a ciò che si prova sempre a fare in questi casi: gettare sterco su chi indossa una divisa. Aspettiamo di capire cosa è accaduto davvero, poi si vedrà.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2079492541569777951?s=20 La vicenda di #AbderrahimFakir mi ha colpito molto. Forse per un fatto anagrafico: #Abderrahim era poco più grande di me, aveva ancora una vita da vivere. Forse per il dettaglio dell'asma: anch'io ne soffro e la sensazione del respiro che manca è terrificante. Se non la provi, non lo capisci. Mi spiace tantissimo per lui. E mi spiace per la sua famiglia: le esternazioni di chi è coinvolto emotivamente vanno sempre rispettate e commentate il meno possibile. Se ne prende atto e basta, a mio avviso. Quantomeno nell'immediato. Quello che è accaduto attorno alla sua vicenda, però, mi fa veramente schifo. Della tragedia si sa poco o nulla: degli agenti sono stati chiamati a intervenire perché un uomo dava in escandescenza, le testimonianze riferiscono della loro calma, sono presenti anche dei sanitari, l'uomo perde la vita. Dalle immagini non si evince violenza, alle operazioni interviene persino un privato cittadino perché gli agenti da soli non riuscivano. Subito dopo, vengono messe immediatamente a disposizione degli inquirenti le bodycam. Questo è quello che si sa. Abderrahim si lamentava, chiedeva aiuto, è vero: come fanno moltissime persone quando subiscono un fermo del genere. Ci sono altri dettagli, sui quali volutamente non entro, proprio perché non depongono a favore della vittima e, per rispetto, non ci voglio entrare. Bisogna attendere per capire cosa è accaduto. Non hanno atteso gli sciacalli. Non hanno resistito all'odore: col corpo caldo di Abderrahim ancora a terra, non hanno voluto perdere la ghiotta occasione per speculare. Hanno parlato dell'Italia meloniana, provando indirettamente ad addossare la responsabilità dell'intervento alla premier e al governo. Ovviamente, paragonando le nostre forze dell'ordine all'ICE statunitense. Hanno rievocato persino il caso di #GeorgeFloyd. Peraltro, non rendendo nemmeno onore a #Fakir: questi non è mai stato condannato per rapina a mano armata, furto con scasso o violazione di domicilio. Qualche errore alle sue spalle, certo, ma nulla di paragonabile a quelli di #Floyd. È stata convocata una piazza da uno dei sindaci peggiori d'Italia e tanti, tantissimi, hanno abboccato: gente lobotomizzata in buona fede e violenti. Violenti che andrebbero perseguiti con la massima severità, perché non se ne può più. Non se ne può più delle denunce di squadrismo immaginario, al cospetto dell'indulgenza che certi riservano alla violenza vera. Non se ne può davvero più. E perché rosa? Perché il rosso non se lo merita questa gentarella. Questa è marmaglia che per i morti di fame non ha mai mosso un dito. Questi qui, che fingono di essere di sinistra, in realtà sono i persecutori del sistema. Sono quelli che erigono le ZTL dove non puoi entrare se non con auto che gli operai non possono permettersi. Sono quelli che solidarizzano con i borseggiatori che molestano i lavoratori che ogni mattina prendono i mezzi per andare a guadagnarsi la pagnotta. Sono quelli che promuovono le politiche neoliberali europee che soffocano i nostri salari. Sono quelli che sposano l'austerità che erode il nostro stato sociale. Sono quelli che mettono a bando le case popolari, ma solo se abbracci la folle fede green che tanto sta a cuore ai ricchi fricchettoni. Sono quelli che votano perché vi costringano a fare il cappotto termico a casa, a spese vostre. Sono quelli che sostengono l'immigrazione di massa perché servono schiavi da far lavorare in condizioni miserabili, affinché i beni prodotti siano alla portata dei lavoratori che hanno impoverito fino alla fame. E di esempi se ne potrebbero fare moltissimi altri. Ecco perché sono sciacalli rosa ed ecco perché la scena che si consuma assume connotati farseschi, nel vedere una manifestazione nella quale i familiari della vittima marciano di fianco ai suoi aguzzini.

Le reazioni al mio ultimo video dimostrano, ancora una volta, ammesso che ce ne fosse bisogno, che la narrazione attorno a #Mattarella è semplicemente surreale. Utilizzo la parola «surreale» proprio letteralmente: lo si descrive come il nonno della Repubblica, come una figura rassicurante, unificante, l'uomo che mette tutti d'accordo. Balle: è una figura drammaticamente divisiva e penso che gran parte dell'opinione pubblica non lo possa proprio digerire. Ovviamente io, assai rispettosamente, mi colloco in quest'ultima prospettiva. A proposito di «molto rispettosamente», perché resta il fatto che dagli sciocchi siamo letteralmente infestati, molti sono venuti a insultarmi evocando i contenuti dell'articolo 278 del Codice penale, dedicato all'«Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica». Esso recita: «Chiunque offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni». In molti me lo hanno citato: alcuni, a dire la verità benevolmente, per mettermi in guardia, e li ringrazio. Gli altri, gli sciocchi di cui sopra, per intimorirmi: non vedono l'ora, pare, che il mio citofono suoni alle 5 del mattino perché vengano a prendermi o, perlomeno, a notificarmi qualcosa di poco gradevole. Che poi non mi sono mai spiegato perché una notifica debba arrivarti alle 5 del mattino. Io mi sento davvero di ringraziarli, perché confermano quello che ho scritto nel mio #RomanzoQuirinale: attorno al Presidente della Repubblica è calata una coltre, una densissima nebbia, una cupa aura di intoccabilità, di incriticabilità. Chiunque osi evidenziarne le contraddizioni e le insanabili ipocrisie viene ostracizzato, isolato e zittito, e tutti quelli che osservano restano impietriti, spaventati, terrorizzati all'idea che un simile destino possa toccare anche a loro. Si arriva persino a ritenere che criticare il Presidente della Repubblica costituisca un reato punibile con cinque anni di reclusione. Siete fuori di testa. Come spiego nel mio libro, non è sempre stato così e di esempi se ne potrebbero fare tantissimi. Ve lo ricordate il famoso discorso di Scalfaro, a reti unificate, con quel suo tonante «Io non ci sto!»? Il Presidente venne accusato di aver intascato cento milioni al mese durante il suo mandato da ministro dell'Interno, soldi del servizio segreto civile, il famoso caso SISDE. La stampa lo attaccò duramente: prima del discorso, dando risalto alle ragioni di chi lo accusava (accuse che non trovarono successivamente alcuna conferma); dopo il discorso, rimproverandogli il tentativo di intimidazione degli inquirenti. Vogliamo parlare di Cossiga? Pare che, per lui, Eugenio Scalfari arrivò a chiedere una perizia psichiatrica. Pertini è considerato il presidente più amato di tutti i tempi. Dopo aver visitato i luoghi martoriati dal terremoto dell'Irpinia, condannò pesantemente la lentezza nella reazione dello Stato e il fatto che i fondi non arrivassero subito a lenire il dolore della gente. Ebbene, fu attaccato aspramente dalla stampa: gli si rimproverava il fatto che, da Presidente della Repubblica, avrebbe dovuto pretendere quella reazione e quell'efficienza, piuttosto che limitarsi alle lamentele e alle denunce. Giovanni Leone, il suo predecessore, dovette arrivare a dimettersi: gli attacchi di Camilla Cederna, culminati nel libro-bestseller «Giovanni Leone: la carriera di un presidente», lo costrinsero alle dimissioni. Cederna accusava Giovanni Leone di aver trasformato la Presidenza della Repubblica in un centro di potere clientelare e affaristico, dove – grazie a tangenti (soprattutto nello scandalo Lockheed) e favoritismi verso amici e familiari – avrebbe accumulato ricchezze e privilegi indegni della carica. Lo dipingeva come un presidente debole, mondano e corrotto, più attento ai propri interessi personali che al bene delle istituzioni. Fu poi condannata per diffamazione. (...) CONTINUA QUI: https://x.com/SavinoBalzano/status/2079131243862745509?s=20

Non lasciatemi da solo: se lo faccio io, lo potete fare anche voi. Urlatelo insieme a me. #Mattarella non è infallibile, non è il Messia, non è il figlio di Dio: non è stato scelto per intercessione dello Spirito Santo in Parlamento. La seduta comune non è il Conclave. È ora di smetterla con questo servilismo, con questa accondiscendenza totale. Datemi una mano a sostenerlo e lo faccia anche il Governo (questo e i futuri!), alzi la voce, si ribelli una buona volta: sono decenni che il #Quirinale impone un'agenda agli esecutivi, osa financo dire di no a candidati ministri per le loro idee politiche, pretende di condurre la politica estera, addirittura di dettare le regole in quella economica. Non è compito suo.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2078049197387829662?s=20 Quello che sto leggendo e ascoltando in merito alla questione della grazia a Mario #Roggero ha del surreale. #Nordio andrebbe crocifisso perché, esorbitando rispetto ai limiti costituzionali, avrebbe osato avviare una procedura per la concessione della grazia, entrando nel campo di esclusiva competenza di #Mattarella. Ullallà, niente di meno? Quest'ultimo, tutto irritato, dirama una nota. "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006." E tutti ad applaudire, a spellarsi le mani, a urlare fantozzianamente: «È un bel Presidente!». Ascoltavo ieri sera Massimo Giannini, mentre Telese e Aprile facevano a gara a chi pronunciasse più volte la parola "sciamana" (declinata anche al maschile, al plurale e al singolare) per tirare la volata a un libro che oggi è in posizione 9482 della classifica Amazon, denunciare l'inadeguatezza di Nordio ed esaltare l'infallibilità del Colle. Tutto meraviglioso. Anche la #Bindi, che citava il codice di procedura penale del fantastico mondo di Rosy: per lei è fondamentale che la domanda sia presentata dai diretti interessati. Sì, lo dice il primo comma dell'articolo 681 del codice. Peccato che, nel Paese delle Meraviglie di Rosy, non trovi applicazione il quarto comma, che recita: «La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta». Oh bella! E dunque, qualcuno potrebbe spiegarmi quale norma vieti a Nordio, che è titolare dei poteri di istruttoria, di aprire d'ufficio il fascicolo e trasmettere poi gli atti al Presidente? Dov'è l'invasione della prerogativa presidenziale, dal momento che la decisione resta comunque del Capo dello Stato? Non è dato saperlo. Per completezza e onestà (qualità forse sconosciute altrove), diciamola tutta. La nota sentenza della Corte costituzionale (n. 200 del 2006) afferma che, in assenza di impulso da parte dell'interessato, «l'iniziativa potrà essere assunta direttamente dal Presidente della Repubblica». Ma la stessa sentenza non afferma che il Ministro della Giustizia sia privo del potere di avviare un'istruttoria d'ufficio. E, comunque, si tratta di una pronuncia della Corte costituzionale, non di una disposizione di legge che vieti espressamente tale iniziativa. Dunque, tutta questa follia nei comportamenti del Guardasigilli io, francamente, non la ravviso. La follia, la meschinità, viceversa, è nel sistema mediatico: nel suo squallido servilismo, che non si fa mai attendere quando si tratta del Presidente della Repubblica. Eppure basterebbe davvero un minimo di logica. Scusate tanto: quando si è trattato della vicenda #Minetti, politicamente enorme, soprattutto nelle prime ore dello scandalo, tutta la responsabilità è stata scaricata guarda caso su Carlo Nordio, facendo passare Mattarella come un mero firmacarte. Lui stesso sembrava fischiettare distrattamente, una roba tipo: «Minetti, Minetti, Minetti... questo nome non mi dice nulla». Adesso, invece, si vuole restituire proprio a lui la centralità assoluta in questo tipo di procedimento? Possibile che non si colga l'insopportabile ipocrisia di questa narrazione? Io non ce l'ho con Mattarella: è un politico, un attore politico in campo, persegue il suo programma imbastendo le sue strategie. Mattarella fa il suo gioco, checché qualche pappagallo continui a presentarcelo come neutrale garante delle regole costituzionali. Lo abbiamo capito. A me disturba, disgusta la discussione attorno a queste vicende: assistere a dibattiti ai quali bisogna presentarsi in impermeabile e muniti di ombrello per ripararsi dagli schizzi di bava e saliva di questi domatori di idee, che brandiscono la lingua al posto della frusta. Anche di questo, soprattutto di questo, parlo nel mio #RomanzoQuirinale, edito da Paper First

Da un lato io e #Cruciani, dall'altro #Parenzo che convulsava su ChatGPT. #Roggero torni libero, in un modo o nell'altro: 14 anni e 9 mesi sono un'enormità, un'abnormità. Ieri a La Zanzara.

https://www.nazionefuturarivista.it/2026/07/15/il-quirinale-sia-solo-garante-della-costituzione-parla-savino-balzano-autore-di-romanzo-quirinale/ In questa intervista per Nazione Futura, che ringrazio, abbiamo parlato anche del mio ultimo libro, *Romanzo Quirinale*. Lo ripeto: arginare l'attivismo e l'interventismo del Quirinale è fondamentale per restituire al Paese un minimo di autonomia.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2077020504158781702?s=20 Quando Fantozzi le domandava se l'amasse, Pina rispondeva sempre: "Ugo, io ti stimo moltissimo". E quello: "Amore no, eh?! Va bene...". La #Picierno manco quello: manco la stima vi riserva. Vi considera proprio dei fessi. E porta a spasso i bimbi di #Zelensky che è un piacere. Quelli del team #SlavaUkraini sono tutti uguali: appena pensano di aver trovato una battuta che funziona, te la ripetono pappagallescamente dalla mattina alla sera. Un po' come quei cagnolini che fanno sempre sì, quelli che si mettono sul cruscotto dell'automobile. Ve lo ricordate quando inventarono "#Trump asset di #Putin"? Mamma mia, ce lo ripetevano di continuo: i tatuati, i turisti per caso che andavano a Kiev a fare due passi e diventavano esperti della millenaria storia di quel popolo, e così via. Ce lo ripropinavano ossessivamente: sapete che c'è? Trump è un asset di Putin. E tu annuivi con compassione. E adesso la Pina s'è inceppata sul campo #Lavrov: in un intervento televisivo ne hanno contate sette, credo. E lei tutta contenta perché ha trovato la battutina. Mi ricorda quei bimbi che dicono "cacca" per far ridere gli adulti: lo dicono una volta e tu ridi di sorpresa; la seconda ti fa sorridere perché la tenerezza ti rapisce; la terza sorridi perché hai capito che è quello che desiderano; alla quarta mandi giù un whisky liscio e alzi gli occhi al cielo sperando che finisca presto. Ecco, a me la Pina fa lo stesso effetto col suo #CampoLavrov. Ci sarebbero delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che non si sa bene per quale strana ragione sarebbero al servizio di Putin. E con loro testate giornalistiche, giornalisti, conduttori, opinionisti e anche tanta gente comune. Al di là di chi davvero stia facendo gli interessi di Putin, che da tutta questa vicenda non mi pare particolarmente indebolito, tantomeno isolato a livello internazionale, quello che io mi domando è soltanto questo: noi, dall'inizio del conflitto a oggi, abbiamo fatto quello che suggerivano di fare quelli del campo Lavrov o quello che suggerivano gli Slava Ukraini da salotto? Abbiamo fatto quello che volevano i putiniani oppure quello che suggerivano i tatuati e i turisti per caso? Lo domando perché ciò che abbiamo sotto gli occhi oggi, in questo preciso momento, è il risultato delle scelte compiute. E non mi pare che la strategia l'abbiano dettata i putiniani. Anzi, abbiamo fatto esattamente quello che volevano gli altri: sanzioni su sanzioni (e altre ancora arriveranno); centinaia e centinaia di miliardi all'#Ucraina per comprare anche cessi d'oro; armi per perseverare nella strategia militare. Questo abbiamo fatto finora. Peraltro tralasciando un piccolissimo dettaglio: una vittoria su #Mosca è semplicemente impossibile per definizione, perché quelli ricorrerebbero alle armi nucleari prima di cedere. E sarebbe la guerra mondiale. E dunque cosa berciano? Con chi ce l'hanno questi de "La sai l'ultima?"? Dovrebbero arrabbiarsi tra loro, prendere atto del fallimento della loro ricetta, da tutti i punti di vista. Anche perché, e concludo, farei notare un piccolissimo dettaglio: compito di questi straordinari battutisti sarebbe anche quello di trovare soluzioni che migliorino le condizioni di vita degli italiani. E, visto che ci tengono tanto, degli europei. La loro ricetta, oltre a essere stata un completo disastro per l'Ucraina, è stata una grandinata devastante sul nostro Paese e sul continente: le economie europee si sono drammaticamente indebolite e le condizioni di vita della gente sono drasticamente peggiorate. E dunque, piuttosto che animare il tendone di Zelig con tristissime cantilene che non fanno ridere nessuno, forse dovrebbero farsi un esamino di coscienza e, magari, preferire la strada del silenzio.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2076635018441482542?s=20 Partiamo da un presupposto: appena ho sentito parlare di "Alleanza per la Costituzione" hanno cominciato a girarmi vorticosamente. Cioè, davvero qualcuno vorrebbe raccontarmi che possa realizzarsi un programma politico che ponga la Carta al centro e che abbia tra i suoi promotori il Partito Democratico? Qualche sera fa #Landini, in televisione, diceva che quando lui ha cominciato a lavorare le cose erano diverse da oggi. Ad esempio, continuava, non esisteva il lavoro interinale. Autogol: lo sapete chi ha introdotto questo tipo di contratto in Italia? Indizio: era il 1997. Di esempi per argomentare come il PD sia uno dei partiti che più di ogni altro ha tradito la Costituzione se ne possono fare decine e decine. È quello che più di ogni altro spinge verso la più sfrenata integrazione europea, ad esempio. Aderirvi significa, lo ha detto di recente lo stesso #Draghi, abbracciare politiche neoliberali di svalutazione interna: in altri termini, avvizzimento dei salari. E poi piangono per il salario minimo legale. Se prendiamo i principali temi dell'agenda politica, troviamo sempre un momento cardine nel quale il PD ha fatto il gioco sporco per danneggiare il Paese, tradendo la Costituzione. Parlano di liste d'attesa e di salute. Ma la riforma Bindi, che ha trasformato le USL in ASL e ha aperto la strada alla privatizzazione, chi l'ha voluta? E quali sono stati i governi che più di tutti hanno tagliato la sanità in Italia? Letta, Gentiloni, Renzi. Il lavoro? Qualche giorno fa vi ho parlato dell'indebolimento dell'articolo 18 e del Jobs Act: tutta roba che ha voluto e sponsorizzato il PD per obbedire alla lettera della BCE del 2011. Sono loro i campioni dell'austerità, dei conti in ordine, del rigore. Hanno picconato lo Stato sociale. "Eh, ma tu parli di cose vecchie!", potrebbe rispondere qualcuno. Ma come vota il PD in Europa sul riarmo, sulle armi a Zelensky, sui soldi al regime di Kiev? Come la pensa? E l'articolo 11 della Carta che fine fa? E come ha votato il PD sul Chat Control, con buona pace dell'articolo 15 della Costituzione? Non è un caso, infatti, che il PD desideri mettere una targhetta di ottone sulla porta del Quirinale, con su scritto "Proprietà del Partito Democratico": il Quirinale è ormai un attore politico in campo per la realizzazione del programma di Bruxelles, che è il programma del PD. Poi, diciamocelo, il capo dello Stato è sempre pronto ad aiutarli ad arrivare al governo quando perdono le elezioni. Sia chiaro, l'inginocchiamento di Roma a Bruxelles non lo mette davvero in discussione nessuno di loro. Ma per il PD sarebbe proprio una contraddizione in termini. Anche nei 5 Stelle ci sono problemi enormi: proprio mentre si faceva passare, in spregio a due votazioni negative dell'Eurocamera, quell'obbrobrio che è il Chat Control, Tridico farneticava di sovranità europea. Ma la sua, penso, sia principalmente inadeguatezza. Insomma, voi fareste mai un'alleanza per la tutela della donna con Jack lo Squartatore? No, mi pare. E allora come vi viene in mente di farne una in difesa della Costituzione col PD? Sono quelli che hanno voluto a tutti i costi il pareggio di bilancio nella Carta, per dirne un'altra. Non regge proprio. È un fritto misto, una Paranza per la Costituzione, appunto. Ora, sia chiaro, mica dico che dall'altro lato stiano meglio: hanno anche loro il loro PD, identico a quello del campo largo, ma con un nome diverso. Si chiama Forza Italia. Ma almeno quelli non ci vengono a dire, con spocchia, di essere i difensori della legge fondamentale. Una legge di cui, purtroppo, non frega una mazza quasi a nessuno.

E se il prossimo Presidente della Repubblica fosse Marina Berlusconi? Me lo hanno domandato in questa intervista gli amici di Tag24. Abbiamo parlato del mio Romanzo Quirinale, Paper First. Secondo voi come ho risposto? https://youtu.be/aa9dycVOtS0?is=lQ9fRJ4Hdty7Dz_7

https://x.com/SavinoBalzano/status/2075558560566804917?s=20 Guardate che quello che è accaduto ieri con la votazione sul #ChatControl è di una gravità inaudita e va ben oltre il merito della questione. Partiamo dal metodo. La deroga alla direttiva ePrivacy era in scadenza. Una deroga, appunto, detta Chat Control 1.0, che consente ai fornitori di servizi di analizzare automaticamente i contenuti delle comunicazioni private. A marzo viene portata in Parlamento europeo una proposta per la proroga di quella deroga e il Parlamento dice di no: boccia la proroga. La deroga infatti scade ad aprile. Il Consiglio, tuttavia, riporta in Parlamento la proposta di proroga attraverso una procedura d'urgenza. Anche questa volta la maggioranza dei votanti si esprime contro la proroga. Siccome, però, per via della particolare procedura adottata, era necessaria la maggioranza assoluta per respingere la posizione del Consiglio, il Chat Control 1.0 è passato. Ora, restando al metodo: come si può non vedere che l'architettura europea presenti un evidente problema di legittimazione democratica? Gli unici rappresentanti eletti direttamente dai cittadini sono i membri del Parlamento europeo, un organismo che, per poteri e funzioni, non è nemmeno lontanamente paragonabile ai parlamenti nazionali. Nonostante ciò, ogni qual volta prova a esprimere un dissenso, anche nella sua condizione di debolezza istituzionale, emergono meccanismi che possono di fatto aggirarne la volontà. È una dinamica che abbiamo già visto anche su altri dossier europei, come il #Mercosur, dove il Parlamento ha espresso forti riserve sull'accordo, arrivando a chiedere un parere alla Corte di giustizia, mentre il processo politico è andato avanti. Come si può accettare che i destini del nostro Paese e del nostro popolo vengano decisi da un manipolo di tecnocrati lontani dal controllo democratico e rispondenti a logiche che nulla hanno a che vedere con la volontà dei cittadini? È questo che ha in mente Sergio #Mattarella quando incensa, sommerso dagli applausi, la cosiddetta sovranità europea? Una sovranità che nemmeno esiste: un abuso, un sopruso, una sopraffazione bella e buona. Siamo oltre la limitazione della sovranità e non è più nemmeno una cessione: questa è un'estorsione di sovranità. Inaccettabile. E adesso veniamo al merito della questione. La deroga, il Chat Control 1.0, consente ai fornitori di servizi di effettuare la scansione automatizzata delle comunicazioni private. Una questione di enorme portata. Ce lo ricordiamo cosa recita l'articolo 15 della nostra Costituzione? Eccolo: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge». E dunque mi domando: tutti quelli che ci fanno una testa così sulla tutela dei nostri principi costituzionali, sulla necessità di indugiare ancora su fascismo e antifascismo, dove sono finiti? Come la pensano? Ve lo dico io: la maggioranza della delegazione del Partito Democratico ha sostenuto questa iniziativa europea. Anche qui, il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, non ha nulla da dire? Al di là dei suoi poteri, che evidentemente non gli consentono alcun intervento formale o procedurale, non ha nulla da affermare? E i media, la cosiddetta informazione, la stampa? Serve davvero una reazione popolare: non è possibile non cogliere la gravità della situazione, lo svuotamento della nostra democrazia, il progressivo asservimento dell’apparato istituzionale del Paese a poteri che perseguono strategie in netto contrasto con il nostro interesse nazionale. Basta!

https://x.com/SavinoBalzano/status/2075193127443280274?s=20 Il mio video di ieri su Bersani ha suscitato una forte reazione. Tanti bimbi di sinistrah sono venuti a protestare. Mi hanno ricordato, in moltissimi, che #Bersani era all'opposizione di #Renzi mentre questi aboliva l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e che, proprio per questo motivo, ha poi lasciato il #PD. Me lo hanno ricordato farcendo i commenti di insulti e sdegno. Peccato che non sia vero. A me dispiace che soffriate tanto: vi capisco, credetemi. La #Gruber ve lo presenta da anni come leader storico della sinistra e voi vi siete convinti che sia un compagno vero. Poi lo vedete col sigaro, con la birra, alle Feste dell'Unit*. Vi hanno fatto il lavaggio del cervello. E adesso vi si infrange un mito. Le cose, però, stanno come vi dico io e le vostre lacrime non potranno cancellare la storia. La riforma che riscrisse l'articolo 18 dello Statuto è quella del mercato del lavoro di Elsa Fornero: la legge n. 92 del 2012. Ridusse di molto la possibilità di ottenere la reintegra in caso di licenziamento illegittimo. Ho fatto una piccolissima ricerca e qui trovate i voti di ogni singolo parlamentare, compreso Bersani. Andate a vedere come votò il vostro eroe: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/riforma-del-mercato-del-lavoro-ddl-5256-voto-finale/38995 Un ulteriore assalto avvenne con l'introduzione del contratto a tutele crescenti, previsto dal Jobs Act di Renzi, un decreto legislativo. Per tutti quelli assunti dopo una certa data, marzo 2015, l'articolo 18 non avrebbe più trovato applicazione. Indovinate un po' come votò il compagno Bersani sulla legge delega, dopo aver frignato un pochetto: https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/legge-delega-jobs-act-ddl-2660-a-voto-finale/14179 E siamo ancora a cavallo tra il 2014 e il 2015. Per l'uscita del compagno Bersani dal PD dobbiamo attendere l'inizio del 2017, un anno prima delle politiche del 2018, quando a Palazzo Chigi c'era ormai Gentiloni. Un anno prima delle politiche: capito?! Le liste... le liste... Altri piccoli esercizietti per i bimbi di Pierluigi: Come ha votato sull'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (da cui deriva il picconamento dello Stato sociale)? Favorevole (addirittura firmatario della proposta): https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/pareggio-di-bilancio-in-costituzione-pdl-cost-4205-abb-b-voto-finale/38220?utm_source=chatgpt.com Come ha votato sulla ratifica del Mes nel 2012? Favorevole: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/trattato-di-istituzione-del-mes-ddl-5359-voto-finale/39325?utm_source=chatgpt.com Sicuramente sarà stato con la schiena dritta in occasione della riforma delle pensioni della Fornero, la schifezza degli esodati. Ricordate, vero? Bersani votò contro? Ehm, no, votò a favore: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/manovra-salva-italia-ddl-4829-a-voto-finale-prima-lettura-camera/37692 E di esempi se ne potrebbero fare molti, molti altri. Votò sempre a malincuore, sia chiaro, perché lui è troppo di sinistrah. La cosa bella è che, dopo aver votato quelle riforme, va in tv a dichiarare che andrebbero riviste. Ma va bene così: basta che fumi il sigaro e beva la birra alle feste dell’Unit*. Ora, con questo non voglio dire che Bersani sia una cattiva persona o che non si sia pentito delle schifezze che ha votato. Per carità. Dico solo che non può farci la morale sulla Costituzione e sui diritti dei lavoratori senza risultare maledettamente ipocrita. E con questo voglio dire che serva un Presidente della Repubblica di destrah (ci metto l'h, visto che qualcuno si eccita tanto all'idea)? No. Dico soltanto che sarebbe esattamente la stessa cosa. Se posso dire la mia, sommessamente, aggiungo che la cosa peggiore che si possa fare è ripescarlo dal PD. Direi che abbiamo già abbondantemente dato. Che dite?

Ringrazio Paolo Arigotti e il suo Spunti di Riflessione per questa intervista sul mio Romanzo Quirinale. https://www.youtube.com/watch?v=H9iGtnfxHUo

A me #Bersani fa sempre ridere. Era preoccupato, ieri in tv, mentre si affannava a ripetere che il Presidente della Repubblica non deve essere di destra: deve garantire la Costituzione, l'antifascismoh, il lavoroh. Scusa, ma chi era il Presidente della Repubblica mentre l'Italia, per aderire all'austerità europea, tagliava sanità, scuola, ricerca, trasporto pubblico e tutto il resto? Chi era il Presidente della Repubblica mentre voi cancellavate l'art. 18? Chi era mentre il tuo partito approvava il Jobs Act? Chi era mentre si alimentava la retorica russofoba per giustificare le spese in "difesa", contro nemici immaginari e in spregio all'articolo 11? Oggi chiede il superamento del voto all'unanimità in #Europa. Sapete perché dalle parti del #PD tengono tanto a chi occupa il Colle? Ve lo dico io: se ne fregano della Costituzione. Semplicemente, il Capo dello Stato gli serve per andare al governo quando perdono le elezioni. Tutto qui. Anche di questo parlo nel mio #RomanzoQuirinale, Paper First.