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"Gli islamici in Italia sono perseguitati: siamo nelle catacombe come i cristiani ai tempi dei Romani".
Questo è stato capace di sostenere ieri Hamza Piccardo, esponente della comunità islamica italiana. Ovviamente, ho provato a contrastare questa bizzarra teoria e guardate come ha reagito il mio interlocutore: lascio a voi misurare il suo grado di civiltà.
Da italiano, non posso accettare affermazioni di questo tipo: offendono il Paese e il suo popolo. L'Italia è un Paese accogliente. L'Italia è un Paese tollerante. L'Italia non è un Paese razzista.
Dobbiamo finirla con questa storia. Possono sorgere dei problemi, vanno affrontati e tutto si può migliorare. Chi, però, ritiene che il nostro Paese sia un Paese persecutore può fare le valigie e andare altrove. Punto.
Battitori Liberi, a partire dalle 17, su Radio Cusano.
| 2 | Io mi sento davvero di sottoscrivere le parole di Angelo D'Orsi, che mi paiono lucidissime, logiche e di assoluto buon senso.
Insomma: vi sembra normale che un Paese importante come l'Italia prenda come consulente per la difesa #Fedorov, uno che è stato ministro della Difesa di un Paese straniero come l'#Ucraina? Non abbiamo alcuna alleanza con Kiev, anzi: il regime fantoccio di #Zelensky è l'unico ad aver attaccato militarmente un membro dell'UE e della Nato. Si pensi al gasdotto Nord Stream, ma anche a tutte le vicende con l'Ungheria di #Orbán, che osava contrastarlo.
La nostra è una provocazione che, peraltro, mette a repentaglio la sicurezza nazionale. Tutta l'Unione europea è responsabile di continue provocazioni nei confronti della #Russia. E, da questo punto di vista, mi pare pure condivisibile la provocazione di D'Orsi, che ci invita a essere grati nei confronti di #Putin per il sangue freddo suo e della sua classe dirigente. C'è poco da fare.
Battitori Liberi, dalle 17, su Radio Cusano. | 2 399 |
| 3 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2094779779404751247?s=20
Devo ammettere che, per me, #Augias è sempre fonte di grande ispirazione. Sentite il suo ragionamento.
Siccome il Paese è in emergenza democratica perché il partito di #Vannacci viene dato all'8%, allora nel campo largo non si devono fare le primarie. Il ragionamento, in sostanza, è questo: arrivano i (nuovi!) fascisti — un tempo lo furono #Salvini e #Meloni — e proprio per fermarli la soluzione sarebbe evitare di far votare la gente. Più è grave l'emergenza democratica, insomma, meno democrazia bisogna praticare. Curioso.
Come abbia fatto la mente brillante e lucidissima di Corrado nostro a passare da 1 a 2 non ci è dato saperlo: non possediamo la vista, il terzo occhio o chissà cos'altro. E, francamente, non voglio neppure saperlo: temo che la risposta sarebbe assai poco edificante. Per lui, soprattutto.
Ciò che so, dal canto mio, è che probabilmente, a un certo punto, sarebbe bene dedicarsi ad altro.
Ebbene sì, siamo tornati: Battitori Liberi, a partire dalle 17, su Radio Cusano. | 155 |
| 4 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2094684078557577529?s=20
Sia chiaro a tutti: non ho alcuna intenzione di spendere una sola parola sul personaggio. È la brutta copia di un altro, che peraltro ai miei occhi bello non è. La bella copia ha quattro voti in croce, questo un decimo di quelli. Insomma: se ordini Renzi su Shein, ti arriva questo qua. E abbiamo detto tutto.
No, è sulle parole che voglio concentrarmi: «Evviva Dio #Mattarella».
Secondo voi, in quale democrazia seria ci si rivolgerebbe con questo tono al capo dello Stato? Ma dove succedono cose di questo tipo? Succedono, magari, in quei Paesi che tanto vengono criticati dalle nostre parti, soprattutto da coloro che vedono nel Presidente una divinità: Corea del Nord, Iran. E forse nemmeno da quelle parti.
Da dove deriva questo timore reverenziale nei confronti del #Quirinale? Abbiamo il dovere di domandarcelo, perché se non lo facciamo non comprendiamo a fondo come funzionano gli ingranaggi della nostra pseudodemocrazia, del nostro protettorato, della nostra colonia.
In parte è leccaculismo: il Presidente della Repubblica, a dispetto della fessa narrazione del «garante della Costituzione», ha fattualmente poteri enormi, soprattutto se vi fa ricorso con spregiudicatezza, come Mattarella e Napolitano, a dispetto della maschera da nonno sommesso della Repubblica.
D'altra parte, soprattutto dalla sponda della politica, è ben noto che si debba passare dal Colle e che, comunque, il Presidente possa diventare una spina nel fianco, dolorosa più che fastidiosa. Ne sanno qualcosa quelli che dal Quirinale sono stati disarcionati, come pure gli improbabili personaggi che dal Capo dello Stato sono stati messi comodamente in sella.
Insomma, parafrasando il poeta: Mattarella po' esse' ferro e po' esse' piuma. Di solito si intenerisce dinanzi agli occhioni dolci di Von der Leyen, della sua banda di tecnocrati o di chi sostiene il riarmo nel PD e in FI (che poi sono la stessa cosa).
L'informazione dipende dalla politica e la politica dipende dall'informazione (si legga: propaganda). E dunque il sistema, autoalimentandosi, si prostra ai piedi del Presidente della Repubblica, perdendo ogni dignità e costringendoci ad arricciare le labbra quasi con disgusto.
Ed è così che si scava lo iato, la cesura, il fossato tra ciò che è narrato ricorrendo a fiabe ridicole e grottesche e la realtà, fatta di sentito, di sentimenti veri, palpitanti nell'animo del popolo. Questo ho cercato di raccontare nel mio #RomanzoQuirinale, edito da Paper First, e già più volte in ristampa.
La gente non se la beve, pensa con la propria testa, istintivamente capisce dove sta la verità: ed ecco che diventa cattiva, descritta come ignorante, berciante, periferica, suburbana, triviale da pelatoni che indossano occhiali improbabili. Ma i veri mostri, politicamente, sono loro. | 133 |
| 5 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2094379379472121866?s=20
Leggo analisi ridicole sul #referendum islandese, ma quelle ci stanno: siamo pieni di cretini, di eurocretini totalmente lobotomizzati. Ciò che trovo, ancora una volta — e non mi rassegno — inaccettabile è che persino i servizi televisivi raccontino storie a dir poco ridicole.
Ascoltavo un tg ieri sera e la teoria era pressappoco questa: islandesi scrocconi, che vogliono prendersi i tanti vantaggi dell'UE senza voler pagare. Free rider, portoghesi che non sono altro! Vogliono godere degli infiniti vantaggi dell'Unione senza metterci nulla di proprio. Poi un altro paio di cose, che vi riporto in chiusura.
Oltre a godere nel vedere i loro fegati scoppiare, desidero porre alcune semplicissime domande.
La prima è questa: perché un Paese come l'#Islanda che ha già accettato un certo grado di integrazione, per effetto di accordi tra le parti, dovrebbe essere costretto a cedere ulteriore sovranità se non intende farlo? E perché, se sceglie di non farlo, deve passare per scroccone? Siamo così abituati alla nostra politica servile da non capire che un popolo dovrebbe essere libero di compiere le proprie scelte e di tessere il proprio destino.
E poi: è vero che l'attuale grado di integrazione sia vantaggioso soltanto per l'Islanda e non le costi nulla? Ovviamente no. Sullo scambio dei capitali, ad esempio, c'è un sostanziale equilibrio: nel 2023 lo stock degli investimenti islandesi nell'UE era persino leggermente superiore a quello degli investimenti dell'UE in Islanda. Sulle merci, siamo noi in surplus. Sulle persone, il discorso è reciproco.
Non solo: l'Islanda è tenuta ad applicare moltissime delle regole del mercato unico e a contribuire finanziariamente ai meccanismi e ai programmi cui partecipa. Non è però beneficiaria dei grandi fondi di coesione dell'#UE come lo sono gli Stati membri. A questo bisogna aggiungere che lo fa senza avere propri rappresentanti con diritto di voto nelle istituzioni dell'UE: non ha eurodeputati, né un commissario europeo. Per quanto il Parlamento europeo non conta una mazza.
E dunque, vi pare il comportamento di un Paese scroccone? Certo, non vuole perdere la piena sovranità in ambiti come la pesca e l'agricoltura, per lei letteralmente vitali. E non vuole nemmeno perdere autonomia sulla politica monetaria. È una colpa? No: è una scelta politica, del tutto libera e legittima.
Si aggiungeva, nel servizio, che il voto potrebbe essere stato condizionato dalla disinformazione — i soliti casi clinici, naturalmente, hanno tirato in ballo anche la #Russia — e qui ci confermiamo per i grandi democratici che siamo: quelli che rispettano il voto solo quando l'esito è quello desiderato. Si denigrava addirittura il fatto che a votare per il No siano stati soprattutto i giovani: gli stessi che, in altre circostanze, vengono descritti come l'ultima speranza per l'umanità. Oppure il fatto che il reddito medio pro capite si aggirerebbe attorno ai 6 mila euro, quasi a voler dipingere l'immagine di un popolo ingordo. Forse dovrebbero fare come noi, che idolatriamo gente come Prodi, Monti o Draghi: quelli che vogliono lasciarci in mutande.
E poi, per completare il circo della propaganda, la chiosa finale: «Speriamo che non si pentano come gli inglesi».
Scusate tanto: se gli inglesi si sono davvero pentiti, perché continuano a premiare il padre della #Brexit, Nigel Farage, che stravince le elezioni e vola nei sondaggi? E perché nessuno dei principali partiti britannici propone seriamente di annullare la Brexit e rientrare nell'UE? Ce lo spiegate?
Siamo nel bel mezzo di un vortice di feroce disinformazione: moltissima è frutto della malafede, della volontà di malinformare la gente; moltissima altra è semplicemente il prodotto della demenza, del servilismo divenuto nuova condotta fisiologica, della messa a pecora elevata a postura naturale.
Noi, invece, proviamo ancora a ragionare. | 2 593 |
| 6 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2094105039518278127
Pensate la presa che fanno le argomentazioni dei nostri euroscemi: l'esito del #referendum islandese è la migliore delle risposte possibili.
Hanno sbattuto la porta sul muso a quelli che promettevano un'economia migliore, più stabile, prospera e vicina alla gente. Hanno sbattuto la porta sul muso ai ciarlatani e ai malati di mente che provavano a spaventare il popolo islandese con presunte minacce russe. Minacce che vedevano l'#Islanda particolarmente esposta agli attacchi di Mosca.
Hanno sbattuto la porta in faccia al reparto psichiatrico che sosteneva di volerli salvare: a gente come von der Leyen, Kaja Kallas, Macron, Merz e compagnia cantante.
Ci hanno guardato con compassione, come si guarda a chi sostiene di essere Napoleone Bonaparte, e ci hanno risposto: «no, grazie».
Hanno detto di no alla democraticissima Unione Europea: quella che impone il Chat Control anche se il Parlamento europeo dice di no. Che lo stesso fa con il Mercosur e in centinaia e centinaia di altre circostanze.
Hanno detto di no a chi prova a modificare il risultato elettorale quando a vincere non sono quelli graditi, come successo in Romania, o a mettere in piedi strane maggioranze e governi, come si cerca puntualmente di fare da noi, con la benedizione del #Quirinale.
Peccato che il loro esito, per adesso, non possiamo rovesciarlo.
Hanno fatto benissimo: si sono salvati per davvero dall'unica minaccia che incombeva. Beati loro! | 181 |
| 7 | Un paio di notazioni di mero buongusto, se permettete.
La prima: se volete esprimere solidarietà a qualcuno che sta affrontando un brutto momento, evitate di premettere: «pur non condividendo le sue idee». Ma cosa c'entra, scusatemi tanto? Si è umanamente solidali solo con quelli che la pensano come noi? Che razza di ragionamento è? Avete paura che il vostro orticello si scandalizzi? Miserabile atteggiamento.
Poi ci sono gli egotici (siamo al limite della rilevanza psichiatrica): quelli che, in queste circostanze, pubblicano la propria foto accanto alla persona che soffre. Ecco, in questo caso l'invito è ad avere un minimo — dico, un minimo — di dignità.
Nemmeno in momenti tragici come questo si riesce a nutrire un sincero sentimento di rispetto e affetto verso il prossimo. | 916 |
| 8 | Prego con tutto il mio spirito per Alessandro Di Battista.
Un uomo coraggioso e onesto, che lotta per le sue idee. | 241 |
| 9 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2093338637374992479
Lo ammetto: non sono uno che si è consumato sui libri, ma il mio l'ho fatto, fino al dottorato di ricerca. Non so se, per gli altissimi standard di Bonaccini, si possa sostenere che io sia sufficientemente istruito.
Una cosa, però, è certa: non voterei #Bonaccini e il suo partito nemmeno se fossero l'ultima alternativa prima della fine del mondo. Quelli del Jobs Act. Quelli che fingono di essere di sinistra per sfruttare un cartello elettorale ormai sbiadito e che poi, appena possono, distruggono tutto ciò che possono.
Sostengono la tecnocrazia europea, i tagli alla sanità (e poi frignano), la cementificazione (e poi frignano), il pareggio di bilancio in Costituzione, il riarmo e le politiche belliciste, gli inciuci per andare al governo quando perdono le elezioni, la Buona Scuola, che manda i ragazzi in fabbrica prima del tempo. I governi che hanno letteralmente massacrato il Paese da Monti in poi, fino a Draghi.
Non voterei mai chi ha tradito le masse, per poi puntare il dito contro di loro con disgusto, dando alla gente dell'ignorante solo perché fa ciò che chiunque dovrebbe fare: schifarli.
A me Bonaccini e i suoi amici, politicamente s'intende, fanno letteralmente ribrezzo. | 271 |
| 10 | Sul Roma una riflessione che parte dal mio libro, #RomanzoQuirinale. Li ringrazio sinceramente per la considerazione.
Da più parti continuano ad alzarsi voci contro l’atteggiamento del Presidente della Repubblica #Mattarella, ed è bene che in una democrazia accada.
In una democrazia si discute e si vota. Da qualche altra parte, invece, si sfrutta la guerra per evitarlo e la si protrae il più possibile, strumentalmente.
A proposito, guarda un po’ cosa mi viene in mente: strano che #Zelensky cominci proprio adesso a parlare di un piano di pace, ora che dalle sue parti il potere si sgretola a causa della corruzione dilagante e qualcuno chiede nuove elezioni. È diventato putiniano anche lui.
Ma tu guarda, a volte, le coincidenze!
P.S. Su Amazon il libro tornerà disponibile per la spedizione immediata molto presto. Il numero degli ordini ci ha leggermente spiazzati. Grazie ancora a tutti! | 321 |
| 11 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2091158870240456998
Marco #Travaglio fa benissimo, nell’editoriale di oggi del Fatto, a insistere sulla dimensione (tragi)comica della propaganda del regime ucraino.
I nuovi nemici pubblici n. 1 di Kiev sono Masha e Orso: pare che la #Russia ci punti tutto. E pensare che agli ordini di questi guitti stanno cadendo centinaia di migliaia di giovani: davvero, sale uno sdegno insopportabile.
Lo stesso sdegno che si prova nell’apprendere dei civili ucraini colpiti da Mosca.
Certo, e qui la farsa tutta italiana assume connotati ancora più grotteschi: pare che i civili non siano tutti uguali. Leggo commenti, articoli e ascolto servizi dei TG colmi di sgomento per i civili ucraini, ma poche lacrime ci tocca asciugare per quelli russi. E, in effetti, la strategia ucraina si basa moltissimo sull’invio di droni in territorio russo, anche contro obiettivi civili. Soprattutto direi.
Lo stesso vale per i territori occupati: abbiamo notato poca disperazione per gli studenti massacrati da #Zelensky nel dormitorio di Starobil's'k.
Ci sarebbero poi anche i civili dei Paesi europei. Sono fiaccati da anni di autosanzioni e non solo. L’attacco di Kiev al gasdotto Nord Stream ha poi di fatto posto fine alla possibilità di approvvigionamenti energetici più convenienti, affamando molte famiglie.
La comicità del nostro racconto esplode poi in occasione della scoperta di tutto il marciume del governo di Kiev, che si spartisce i soldi dei fessi europei a suon di mazzette.
I nostri cornuti contenti esultano: almeno dalle loro parti certe cose vengono a galla!
E godono, da bravi cuckold.
Il fatto che la grave corruzione dell'#Ucraina venga a galla non la cancella: la prima cosa da fare sarebbe interrompere il flusso di denaro, in modo da rendere più complicati i furti. Ma manco a parlarne. Eppure quelle risorse sono sottratte alle esigenze di moltissimi in Europa che se la passano sempre peggio.
Qualche sciocco, utile idiota, fa il calcolo di quanti euro a testa avremmo mandato a Zelensky: a parte il fatto che, dato ciò che emerge, anche uno solo sarebbe di troppo, il costo complessivo è enormemente superiore per le nostre famiglie. Basti pensare al prezzo dell’energia e, a cascata, di tutto il resto. Ma, si sa, per rimanere in tema, c’è chi ama farlo col culo degli altri.
L’altro capitoletto fantastico riguarda le dichiarazioni di tal #Fedorov. Probabilmente il nuovo comico che stanno formando per sostituire uno ormai piuttosto malconcio. Chiede elezioni, l’eroe: «#Putin non può decidere quando voteremo». E qui tutti ad applaudire all’autentico democratico. Commossi.
Bella questa: in Ucraina non votano, mettono fuori legge i partiti di opposizione, chiudono i giornali, mettono in galera gli oppositori, accolgono neonazisti nel cuore del governo e nelle forze armate, celebrano la memoria di quelli fortunatamente schiattati nei decenni passati, ma ha stato Putin.
E noi? La von der Leyen issa la bandiera ucraina cercando di contenere l’entusiasmo. Ma quello è un altro caso psichiatrico. | 4 413 |
| 12 | Il mio Romanzo Quirinale è nuovamente in ristampa.
Ma Mattarella non era l'uomo più amato d'Italia?! Strano.
Posso solo dire grazie a tutti quelli che lo stanno sostenendo, che gli stanno dando fiato e gambe per andare così lontano. Grazie a tutti voi.
Grazie a Marco Travaglio per averlo accolto, al mio Editore Paper First e al Fatto.
Un grazie a Mario Giordano, la cui Prefazione mi ha dato coraggio mentre mi mettevo nei guai, come piace a noi.
Solo grazie. | 277 |
| 13 | L’articolo 11 della Costituzione sancisce la partecipazione dell’Italia alla cooperazione internazionale, ponendo la pace come obiettivo primario, in condizioni di parità con gli altri Stati.
Vi pare che questa sia la nostra condizione attuale? E vi pare che il comportamento del garante di quella Costituzione, Mattarella al Quirinale, sia utile allo scopo? Ad esempio, quando promette fedeltà eterna al governo fantoccio di Zelensky?
Ne ho parlato con Francesco Borgonovo in un’intervista che trovate sul canale YouTube de La Verità.
Li ringrazio sinceramente per lo spazio che hanno dedicato a me e al mio Romanzo Quirinale. | 1 167 |
| 14 | https://x.com/i/status/2089677310655922314
Lo sapete che il mio libro e quello di #Draghi sono usciti lo stesso giorno? Il 16 giugno scorso. Incredibile coincidenza.
Da un lato lui, portato in processione come la Madonna di Ripalta di Cerignola, osannato come il Messia, come Re Mida, nonostante il suo percorso sia costellato da enormi punti interrogativi e gigantesche panzane. Dall’altro, io.
Io, con un libro feroce su tutto ciò che lui ha sostenuto per una vita e su tutto ciò che Draghi in effetti rappresenta: la peggiore tecnocrazia, il più rigido vincolo esterno, l'inventore del pilota automatico, il più potente diserbante contro la democrazia.
Non a caso Draghi è da sempre considerato papabile per il #Quirinale: la sua agenda è identica a quella di #Mattarella. Un’agenda che continua a esserci propinata a ogni pasto, nonostante si sia dimostrata totalmente fallimentare.
L’agenda di Bruxelles, dei neocon e dei dem statunitensi, dei neoliberali: tutto ciò che porta iniquità e guerra.
Stamattina il mio libro lo ha superato. Di parecchio, anche. Non mi illudo: sono classifiche volatili (ora sono già 2° e 3°). Ma vuol dire tanto, tantissimo.
Vuol dire che il potere può, ma fino a un certo punto. Che, se la gente ne ha piene le scatole, ha tutti i mezzi per poterlo dimostrare. Eccome se ce li ha.
Certi uomini se la cantano e se la suonano come vogliono, grazie alla complicità di un sistema mediatico servile, che li candida anche a prendere il posto del Signore. Ma ai nostri occhi la realtà non cambia. Perché la viviamo ogni giorno.
È tutto molto, molto chiaro.
E il #RomanzoQuirinale continua, grazie a chi lo sta sostenendo. | 911 |
| 15 | Ma davvero qualche matto pensa sul serio che il #Quirinale non si possa criticare? Che di #Mattarella si debba parlare col capo chino e i piedi uniti?
Qualcuno si è così abituato al clima di opprimente servilismo attorno al Colle da aver dimenticato cosa siano libertà e democrazia.
Oggi, su La Verità, trovate una mia intervista firmata dal bravissimo Sergio Giraldo. Dico la mia: non ci serve che il Presidente sia di destra o di sinistra (certo, meglio che non venga dal PD). Ci serve uno che faccia tutto l'opposto di quello che hanno fatto, perlomeno, gli ultimi due.
E il #RomanzoQuirinale continua... | 310 |
| 16 | Mattarella è garante della Costituzione! Che nessuno osi dire il contrario! Sì, proprio lui, Mattarella!
Ma la Costituzione l’avete mai letta?!?
Recita, all’articolo 5, che «Al Re solo appartiene il potere esecutivo»; all’articolo 6, che «Il Re nomina tutte le cariche dello Stato»; all’articolo 65, che «Il Re nomina e revoca i suoi Ministri».
Allora?! Adesso tutti muti?!
Lo Statuto Albertino del 1848: forse è questa, per il Quirinale, la Costituzione più bella del mondo.
Ne parlo nel mio Romanzo Quirinale. Continuate a sostenere il libro e a parlarne: è importante! Grazie!
Il video completo dell’intervista è sui canali di Ottolina TV, che ringrazio per lo spazio. | 1 242 |
| 17 | https://x.com/i/status/2088541495045362154
Chi sono i veri complottisti, i complottari: quelli che vedono il fascismo ovunque o quelli che scrivono di ciò che moltissimi percepiscono e vivono quotidianamente? Quelli che denunciano presunti e pericolosi estremisti di destra e di sinistra nei giorni dispari e pure in quelli pari, o quelli che raccontano ciò che abbiamo sotto gli occhi, nonostante possa essere un pugno nello stomaco?
Te lo dice il pubblico, la gente comune, le persone.
Guardate cosa succede quando pretendi di scrivere un libro col ditino puntato, dall’alto verso il basso, tacciando di rossobrunismo ogni iniziativa politica che si discosti dalla solita agenda benedetta da ben precisi ambienti.
Vuoi gestire con rigore i flussi migratori? Vuoi recuperare sovranità economica, fiscale e monetaria da chi ti impone scelte tecnocratiche e antidemocratiche? Vuoi fare spesa pubblica per aiutare chi resta indietro? Vuoi sottrarti alla logica del folle riarmo imposto da Washington e Bruxelles? Sei un fascista, un pericoloso socialista, un populista, un demagogo, un qualunquista.
Devi restare nel binario del pilota automatico, whatever it takes, e allora sei un autentico democratico. Devi stare nello spazietto, nella gabbia, dentro il cappio di chi decide al posto tuo. Di chi, guarda caso, è tanto apprezzato dal #Quirinale: la quintessenza del commissariamento, della vampirizzazione della politica.
E quindi succede che un semisconosciuto, che con il suo libro vuole dare voce a quello che tantissimi pensano davvero, ma forse temono di dire, dia una pista al direttore di Repubblica. Lo stesso direttore recentemente impegnato a dare una mano a Lavitola nella realizzazione di un certo sondaggio...
Per quanto un gruppo editoriale possa essere grande e potente, non è nulla quando sono i lettori a sentenziare contro di esso. È complicato, lo so. Ma con un gigante come Golia è bastato un sassolino.
Grazie di cuore a chi sta sostenendo #RomanzoQuirinale, il mio libro. Vi voglio bene. | 312 |
| 18 | Oggi, sul Fatto Quotidiano, una mia riflessione.
Cosa intendono per “campo progressista”? E cosa per “progresso”?
Sostegno ai più deboli? Sanità pubblica? Diritti dei lavoratori? Redistribuzione? Stato sociale?
Se è così, #Renzi è totalmente incompatibile con quel campo, e lo ha dimostrato negli anni in cui era al governo.
Mandatelo a casa, fate una cosa buona per il Paese. Se non lo fate, siete come lui. | 3 773 |
| 19 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2087581874650583206?s=20
Sapete che cosa significa questo? Che la gente ha ancora una testa pensante, una propria autonomia, capacità di scelta.
Questi sono libri usciti più o meno nello stesso periodo: il mio, quello del marito della Panella, quello di Carletto il tatuato e così via. #RomanzoQuirinale, dai grossi media padronali, non è stato praticamente mai menzionato. Fa eccezione il sostegno del mio Editore, ovviamente, del Fatto Quotidiano. Gli altri? Praticamente hanno provato a propinarli anche in abbinamento all’orata al supermercato.
Si scherza, ci mancherebbe, ma fino a un certo punto: ricordo una trasmissione televisiva serale di qualche settimana fa, due tizi che provano a sostituire la Gruber, che facevano a gara per chi pronunciasse più volte il titolo del libro dell’ex direttore de La Stampa: facevano davvero a gara schioccando la lingua. A fine puntata ho pensato preoccupato: faccia attenzione, alzandosi dalla sedia potrebbe scivolare sulla bava del Telesone e di quella studiata. Non sia mai.
Eppure, il risultato è questo e devo dire che è una gran bella soddisfazione. Sono contento, mi basta così, al netto di quello che sarà l'esito finale: stiamo facendo tutto da soli, basandoci su una comunità di persone che ci stimano, che ci apprezzano, che ci criticano costruttivamente.
Un libro che faceva paura a tutti, un libro, Romanzo #Quirinale, il cui titolo va pronunciato timidamente, a mezza bocca, con voce sottile e tremolante: perché dice una verità che nessuno ha il coraggio di sostenere. Siamo una colonia, siamo commissariati, il proconsole risiede al Quirinale.
Un giorno, forse, tra qualche anno, racconterò tutti gli ostacoli che ho dovuto saltare perché venisse alla luce: tanti, tantissimi. Io e la mia famiglia. E non, sia chiaro, perché vi sia stato l’intervento di chissà cosa, se non del solito terribile, soffocante e servile conformismo. Ma ci siamo riusciti: e adopero il plurale perché penso a voi, a ognuno di voi, a tutti voi che state leggendo il libro e lo state commentando, a quelli che mi stanno scrivendo e a chi mi sta incoraggiando.
Poi voglio ringraziare la costellazione di piccole realtà editoriali controcorrente, del dissenso, senza padroni, che hanno voluto discutere con me il testo. E non è finita qui.
Oggi sono così orgoglioso! Grazie davvero. | 273 |
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Questa ve la siete persa? #Mattarella: «La gestione dei migranti rispetti la dignità delle persone». Questa sì che non l'aveva mai pensata nessuno: era così semplice! Perché non ci abbiamo pensato prima? Che sciocchi che siamo.
Il Presidente della Repubblica, in un memorabile discorso prima della pausa estiva (tutti i giornali stanno parlando del suo arrivo in Trentino per le vacanze: ditemi voi se è normale, non si fa nemmeno più per il Papa), ci rammenta la necessità di rispettare la dignità dei migranti. E tutti ad applaudire.
Il punto, però, è proprio questo: come si rispetta la dignità del migrante?
La prima cosa che mi verrebbe in mente, da uomo molto meno acuto e autorevole del Capo dello Stato, è che migrare dovrebbe essere una scelta.
Io, da meridionale, terminate le scuole superiori, ho dovuto lasciare la mia terra. Un viaggio che mi ha portato molta fortuna, ma che non fu di certo una scelta: fui costretto ad andarmene da un posto che non era in grado di garantirmi un futuro. Fu doloroso.
È dignitoso? Direi di no.
Lo stesso vale per chi migra dal Sud del mondo: dovremmo aiutare queste persone a rimanere nella loro casa, migliorandola, solidaristicamente, rendendola adeguata a un futuro prospero per i genitori e per i loro figli.
Poi ce ne sarebbe un'altra di osservazione che, con quirinalizia deferenza, oso avanzare: il migrante dovrebbe trovare ospitalità e dignità. Integrazione vera (sempre che rispetti le nostre regole e la nostra cultura): un lavoro, una casa, prospettive di crescita, soddisfazioni.
È quello che riserviamo a queste persone?
Direi di no.
Perché?
Per varie ragioni, provo a tirarne fuori qualcuna in ordine sparso, senza pretendere di essere esaustivo.
La prima è ancora molto semplice: per integrare servono tanti, tanti, tanti soldi. E questi soldi non ci sono, anche perché l'Unione Europea non ci consente di spenderne se non per sostenere insensate politiche green o per la cosiddetta difesa: un favore alla lobby delle armi, principalmente statunitense, e a settori industriali avvizziti e da riconvertire, soprattutto tedeschi.
La seconda è ancora più semplice: da soli, i Paesi di approdo non ce la possono fare.
I Paesi maggiormente esposti vengono lasciati da soli dal resto dei membri dell'Unione Europea, che non nutrono – al di là delle stucchevoli retoriche da cerimonia – alcuna solidarietà gli uni nei confronti degli altri.
Se proponi una redistribuzione, quelli si voltano dall'altra parte.
Poi c'è una terza ragione: i migranti servono per abbassare drasticamente il costo del lavoro.
In due modi.
Il primo, intuitivo: schiavizzandoli.
Il secondo: creando una concorrenza al ribasso al lavoro prodotto nel Paese di arrivo. Se vuoi continuare a lavorare, devi pretendere meno, altrimenti vieni rimpiazzato dallo schiavo.
Non è, come si dice, un meccanismo fuori controllo. Anzi.
La svalutazione interna è una strategia ineludibile in un sistema a cambio fisso come l'euro. Non puoi, peraltro, fare investimenti. Devi poi concorrere abbattendo Stato sociale e pressione fiscale per accaparrarti i capitali, in un sistema di deregolamentata libera circolazione.
Lo ha ammesso lo stesso #Draghi in audizione al Parlamento: abbiamo compresso domanda interna e salari per essere competitivi nel mercato delle esportazioni.
La nostra ricetta, più iniqua, alternativa ai dazi di #Trump, brutto e cattivo.
E dunque, caro Presidente, a chi si rivolge quando chiede dignità per i migranti?
A chi vuole regolamentarne rigidamente il flusso o a chi ha alimentato la tratta degli schiavi per decenni, mostrando al mondo un ipocrita sorriso, un finto volto umano che nascondeva i più malevoli intendimenti?
È bene capirlo, visto che lei, dal #Quirinale, è tra i più convinti sostenitori di quell'agenda unionale, eurounitaria, che ha sottratto anche la minima dignità a chi, costretto a partire, approda in un inferno senza speranze.
Che facciamo?
Lo cambiamo il finale (...)
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