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Marina Tonini Canale

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📈 Análisis del canal de Telegram Marina Tonini Canale

El canal Marina Tonini Canale (@marinatoniniof) en el segmento lingüístico de Italiano es un actor destacado. Actualmente la comunidad reúne a 10 315 suscriptores, ocupando la posición 8 958 en la categoría Religión y espiritualidad y el puesto 2 446 en la región Italia.

📊 Métricas de audiencia y dinámica

Desde su creación el невідомо, el proyecto ha mostrado un crecimiento acelerado, reuniendo a 10 315 suscriptores.

Según los últimos datos del 30 julio, 2026, el canal mantiene una actividad estable. En los últimos 30 días la variación de miembros fue de -69, y en las últimas 24 horas de -9, conservando un alto alcance.

  • Estado de verificación: No verificado
  • Tasa de interacción (ER): El promedio de interacción de la audiencia es 31.74%. Durante las primeras 24 horas tras publicar, el contenido suele obtener 12.10% de reacciones respecto al total de suscriptores.
  • Alcance de las publicaciones: Cada publicación recibe en promedio 3 275 visualizaciones. En el primer día suele acumular 1 248 visualizaciones.
  • Reacciones e interacción: La audiencia responde de forma activa: el promedio de reacciones por publicación es 77.
  • Intereses temáticos: El contenido se centra en temas clave como gesù, dio, luce, signore, vangelo.

📝 Descripción y política de contenido

No se ha proporcionado la descripción del canal.

Gracias a la alta frecuencia de actualizaciones (últimos datos recibidos el 31 julio, 2026), el canal mantiene la vigencia y un amplio alcance. La analítica demuestra que la audiencia interactúa activamente con el contenido, lo que lo convierte en un punto de referencia dentro de la categoría Religión y espiritualidad.

10 315
Suscriptores
-924 horas
-237 días
-6930 días
Atraer Suscriptores
julio '26
julio '26
+4
en 0 canales
junio '26
+10
en 0 canales
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mayo '26
+13
en 1 canales
Get PRO
abril '26
+22
en 0 canales
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marzo '26
+20
en 0 canales
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febrero '26
+20
en 1 canales
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enero '26
+13
en 0 canales
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diciembre '25
+21
en 1 canales
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noviembre '25
+146
en 1 canales
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octubre '25
+17
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septiembre '25
+11
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agosto '25
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julio '25
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junio '25
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mayo '25
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abril '25
+15
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marzo '25
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en 0 canales
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febrero '25
+43
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enero '25
+219
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diciembre '24
+159
en 1 canales
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noviembre '24
+481
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octubre '24
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septiembre '24
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agosto '24
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junio '24
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enero '24
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diciembre '23
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noviembre '23
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en 2 canales
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octubre '23
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en 1 canales
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septiembre '23
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agosto '23
+235
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julio '23
+349
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junio '23
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mayo '23
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abril '23
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marzo '23
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febrero '23
+331
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enero '23
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diciembre '22
+156
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noviembre '22
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octubre '22
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septiembre '22
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agosto '22
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julio '22
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junio '22
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abril '22
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marzo '22
+1 001
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febrero '22
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enero '22
+266
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diciembre '21
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noviembre '21
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octubre '21
+4 295
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septiembre '21
+1 613
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agosto '21
+2 139
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Fecha
Crecimiento de Suscriptores
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Canales
31 julio0
30 julio0
29 julio0
28 julio0
27 julio0
26 julio0
25 julio0
24 julio0
23 julio+1
22 julio0
21 julio0
20 julio0
19 julio0
18 julio0
17 julio0
16 julio0
15 julio+1
14 julio+1
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05 julio0
04 julio0
03 julio0
02 julio0
01 julio0
Publicaciones del Canal
NATALE TUTTO L ANNO!!!

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Sin texto...
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Due cose possono esserci d’aiuto nel Vangelo di oggi. La prima riguarda l’immagine che Gesù usa per descriverci ancora una volta il regno dei cieli: “è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi”. Sembra che così Gesù sappia intercettare la sensazione che proviamo nel vedere che in questa nostra vita il bene è mescolato al male, e i buoni sono accanto ai cattivi. Verrà un tempo, dice Gesù, in cui si farà una cernita e il bene sarà ben distinto dal male e ogni cosa avrà la sua conseguenza. Questo dà una speranza di giustizia a chi ad esempio è vittima del male, ma dà una speranza a ognuno perché ci ricorda che verrà un tempo in cui anche da noi stessi Dio saprà separare il bene e il male che ci portiamo dentro. Infatti anche noi siamo intimamente bene e male, e anche noi abbiamo bisogno di imparare la giusta distinzione tra le cose. Un sacerdote che stimo molto mi ripete spesso: “ricorda che tanto è alta la montagna e va verso il cielo, tanto è anche profonda e sprofonda nella terra”. È un modo efficace di dire che i grandi talenti sono spesso accompagnati anche da altrettante grandi fragilità. Ricordarci questo ci rende tutti più umili. La seconda immagine Gesù la usa per parlarci della conversione dello scriba: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». La grandezza di chi si converte davvero non è salvare tutto o buttare tutto, ma saper valorizzare il bene ovunque esso si trovi, e buttar via il male ovunque anch’esso si trovi. È sbagliato quindi pensare che tutto ciò che c’era nel passato era migliore di ciò che c’è ora nel presente, o al contrario tutto ciò che viviamo ora ci autorizza a disprezzare tutto ciò che era invece nel passato. Questo dualismo nuoce alla vita e alla Chiesa.
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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,47-53 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là. Parola del Signore.
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Il segno evidente che tu abbia cominciato a crescere nella fede sta nel desiderio ardente, nonostante i tuoi peccati, di amare il Signore sempre di più. Più vai avanti nel cammino di fede, più sei convinto che la vera lotta spirituale consiste nell'imparare a confidare nel Signore e a non turbarsi né scoraggiarsi quando scopri di essere un povero peccatore. Beato te se prevale nel tuo cuore il desiderio di Dio. Dissetandoti alla sorgente del Suo amore, avrai sempre di meno sete delle cose terrene e la sete delle cose divine aumenterà in maniera sorprendente. Benché sia una sete estenuante, il cuore trae lo stesso appagamento come quello che ne estingue l'arsura. La sete d'acqua Viva che Dio permette, non passerà mai. La più grande grazia che il Signore può farti è lasciarti sempre con questa sete: più bevi l'acqua Viva, più né desideri bere❤️ Don Nikola Vucic
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La festa di oggi è, in un certo senso, la festa dell'amicizia, perché celebriamo Marta, Maria e Lazzaro, gli amici di Gesù. La loro casa di Betania è uno dei pochi luoghi del Vangelo in cui vediamo Gesù vivere la bellezza di una relazione familiare, gratuita, intima. Gesù aveva bisogno anche di amici. Ma la cosa più interessante della loro storia è che l'amicizia con Cristo non li lascia uguali a come li ha trovati. Marta, Maria e Lazzaro vengono continuamente provocati a crescere, a cambiare, a diventare sempre più se stessi. Perché le amicizie vere non ci cristallizzano nei nostri difetti e non assecondano semplicemente ciò che siamo. Ci aiutano a diventare la versione migliore di noi stessi. Forse proprio questo potrebbe essere un criterio importante per capire la qualità delle nostre relazioni: che cosa tira fuori da me questa amicizia? Mi rende migliore o peggiore? Mi aiuta a diventare più libero, più vero, più capace di amare, oppure alimenta le mie fragilità, i miei egoismi e le mie scelte sbagliate? Esistono infatti persone con cui stiamo bene, ma che non necessariamente ci fanno bene. Non tutte le persone che frequentiamo sono davvero nostre amiche. Alcune sono semplicemente compagni di merenda, altre condividono interessi e abitudini, altre ancora rischiano di diventare complici delle nostre parti peggiori. Un vero amico, invece, non è colui che ci dà sempre ragione, ma colui che desidera sinceramente il nostro bene. Gesù è amico di Marta, Maria e Lazzaro proprio in questo modo. Ama ciascuno rispettandone l'unicità, ma allo stesso tempo conduce ciascuno oltre se stesso. Corregge Marta, accoglie Maria, richiama Lazzaro dalla morte. La sua amicizia non è mai possesso, ma liberazione. La vita è troppo difficile per poterla vivere senza amici. Ma è anche troppo preziosa per consegnarla a relazioni che ci peggiorano. Forse la festa di oggi ci invita a domandarci non soltanto quanti amici abbiamo, ma che tipo di amici siamo e quali persone abbiamo scelto per camminare accanto a noi. L'amicizia vera si riconosce da questo: quando qualcuno ci vuole davvero bene, la sua presenza ci aiuta lentamente a diventare ciò che di più vero e di più bello portiamo dentro. #dalvangelodioggi
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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Parola del Signore.
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https://youtu.be/Y2IgLZ-Jvd0
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https://youtu.be/EgdR8LwH5Mg
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https://www.facebook.com/share/v/1EhuUb9rgm/
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Ferdinando Moshe Pitari porta lo studio della Kabbalah all'OM di Rimini 6.6.26 Ferdinando Moshe Pitari nasce nel 1959 ad Avezzano, in provincia de L’Aquila, dove viene cresciuto dai nonni materni discendenti dei marranos, gli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 dal Re Ferdinando. Si trasferisce presto a Torino, dove compie i suoi studi e comincia ad avvicinarsi alla cultura ebraica, incuriosito anche dall’origine sefardita della madre. Interessato da sempre alle tematiche riguardanti la crescita spirituale e la consapevolezza, nella sua attività di studio e di ricerca incontra nella Kabbalah la sua... “anima gemella”. Ancora oggi, dopo diversi anni, lo studio della Kabbalah rimane la sua attività principale e l’argomento di relazioni o conferenze a cui è invitato a partecipare. https://youtu.be/Nt_vN1kOIfo?is=wU34YYWaET1_jdYg
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Le trappole della tua mente passano sempre attraverso la paura. La zona di confort è priva di paura. Ma è intrappolata nella
Le trappole della tua mente passano sempre attraverso la paura. La zona di confort è priva di paura. Ma è intrappolata nella consuetudine di pensieri ovvi e ripetitivi. Esci dalla mente e divieni originale. Spezza le catene della consuetudine e ricomincia il viaggio. ❤️
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La parabola del grano e della zizzania ci spiega che non c'è da meravigliarsi che il male sia mescolato al bene. I due crescono insieme. Ma che cosa prevale? Tutto dipende dall'occhio con cui si osserva la realtà. C'è chi vede dappertutto zizzania, cioè cattiveria, sporcizia, falsità. Ma c'è chi, senza ignorare il male, riesce a scorgere il bene, l'onestà, la generosità, la coerenza. C'è chi vede solo l'opera del demonio nel mondo ed è incapace di scoprire l'azione dello Spirito Santo che opera in profondità. Non tocca a noi giudicare. Dobbiamo imparare la pazienza di Dio, il padrone del tempo, che prende tempo, dà tempo e sa aspettare. Dobbiamo farci prestare il Suo sguardo misericordioso che vede diversamente. Signore, insegnami a guardare il mondo con occhi nuovi. Cura con il Tuo "collirio" il mio sguardo cattivo affinché io possa scorgere il buono che c'è in ogni uomo 🙏❤️ Don Nikola Vucic
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regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”. Penso che Gesù ci racconti questa parabola per farci far pace con l’idea che il bene e il male nella vita sono sempre mescolati. Non è sempre colpa mia o tua, delle volte è opera del “nemico”, ma di certo non c’è un pezzo di questa nostra esistenza che non abbia in sé un potenziale di bene e un potenziale di male. Questa lettura però non serve solo a ricordarci che il male è sempre in agguato anche nelle cose buone, ma serve a darci anche la speranza che c’è sempre del bene nascosto in tutto, anche in ciò che noi consideriamo male. “E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”. La precisazione che Gesù aggiunge ci ricorda che è del tutto inutile pensare di poter giocare a fare i puri. Solitamente chi si mette dalla parte dei “puri” prima o poi fa la triste esperienza di accorgersi che non è migliore degli altri. Questa cosa non deve però farci rassegnare alla zizzania ma riscoprire forse uno sguardo di misericordia. Infatti la misericordia ci fa guardare con realismo a noi stessi, senza giudizio, ma con profonda consapevolezza. E proprio a partire da ciò, riempie tutto di profondo amore. Solo l’amore estirpa il male. Togliere il male con la violenza provoca solo altro male. San Paolo lo esprime con parole chiarissime: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21). E il bene delle volte deve saper pazientare, deve saper portare anche il peso di ciò che non va senza lasciare che ciò che non va rovini anche il bene.
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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,24-43 In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla?. No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio». [Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».] Parola del Signore.
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https://youtu.be/9St23WXK0mk
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https://youtu.be/X10FhV0zZZY
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Padre Marco Barbieri intervento “cattolico” all'OM di Rimini 6.6.26 Quest’anno all’OM di Rimini Marina Tonini ha invitato sacerdoti di varie religioni. Padre Marco Barbieri è cattolico e questa è la seconda volta che sale sul palco della Preghiera per la Pace https://youtu.be/OX8oHHyop-k
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