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Ieri, 26 agosto, Meta ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari a 47 stati americani per aver progettato Instagram e Facebook così da creare dipendenza nei minorenni. È il patteggiamento più grande mai firmato da un'azienda tech su un tema di privacy e minori, e in Borsa il titolo è già salito. 📰 Ne parlo oggi, in questo articolo su Diritto e Giustizia, spiegando cosa cambierà anche per le altre piattaforme e, soprattutto, cosa Meta ha accettato di fare. 👉 https://www.dirittoegiustizia.it/dettaglio/16166562/meta-paga-16-miliardi-ai-minori-la-multa-e-un-prezzo

🧦 La tomba finta di un elfo che non è mai esistito ha fatto spostare un cavo sottomarino da 430 milioni di sterline. Il cavo doveva arrivare a Freshwater West, in Galles, ma sulla spiaggia dal 2010 c’è una “tomba” improvvisata, una semplice pietra dipinta con scritto “Here lies Dobby, a free elf” con sassolini, calze lasciate dai fan. Non è un vero sito archeologico, bensì un memoriale nato attorno a un personaggio di Harry Potter e alla location usata per le riprese di un'iconica scena del film. Eppure quella storia produce telefonate, pressione reputazionale e un effetto concreto che porta a ripensare il tracciato del cavo per evitare quel punto. Il paradosso però è che la deviazione porta il cavo vicino a tumuli dell’Età del Bronzo, con resti reali e 4.000 anni di storia, ma senza una trama condivisa: niente protagonista, niente “tomba” da difendere, niente simboli quotidiani. Ne parliamo oggi in questo nuovo episodio di Ciao Internet: perché la calza batte il tumulo, e perché chi la racconta meglio vince anche quando ha torto sui numeri. 👉 https://www.youtube.com/watch?v=IW_EWxS4_Kw

Siamo live! Il link è qui sopra!
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🔴 Oggi alle 15 sarò ospite di Germano Milite, sul canale youtube di Fufflix, per la nuova puntata di “Poma Vs Theory”, il confronto in diretta tra Luca Poma e i fratelli Theory sul modello di business delle palestre low cost e l’analisi della reputazione. 📅 Appuntamento alle 15 su Fufflix 🔗 https://www.youtube.com/live/n3cMoY9NnOE?si=q1y2HtgOXQOrq7wL

A Madrid qualcuno alza lo smartphone per fotografare l'eclissi. Poi guarda la foto: sul display compare una luna perfetta. Crateri da manuale, con un livello di dettaglio pazzesco. 🌗 Peccato che sopra ci fosse il sole, non la luna. Non è magia, è fotografia computazionale spinta, con riconoscimento della scena e generazione/ricostruzione di dettagli “plausibili” per rendere lo scatto più spettacolare. Il telefono guarda la scena, riconosce "cerchio luminoso nel cielo", pesca dal suo database e ti restituisce una luna verosimile al posto di quello che il sensore ha davvero catturato. Samsung lo fa dal 2023 con il Moon Mode, Huawei anche da prima. Il caso di Madrid, attribuito a Carlos Villasante, è solo l'ultimo di tanti. Oggi, tra sharpening, denoise, HDR multi-frame e modelli che aggiungono dettagli "plausibili", il telefono non si limita a registrare quello che vede: decide anche cosa dovrebbe esserci, e lo fa senza dirtelo. E se la manipolazione è automatica, invisibile e predefinita, il rischio reputazionale e informativo cresce: non serve un deepfake online, basta la tua fotocamera in tasca. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=9MxI-71JGps

Bacco, tabacco e social: come internet e i social stanno per cambiare. A Oakland è cominciato il più grande processo mai celebrato contro Meta, e per la prima volta sul banco degli imputati non ci sono i contenuti ma l'architettura: lo scorrimento infinito, le notifiche, il carico di dopamina progettato a tavolino. È lo stesso passaggio che mezzo secolo fa ha travolto l'industria del tabacco, e per capirlo davvero vi racconto una cosa mia: quindici anni di bicchieri di vino, quattro anni per smettere, e la scoperta che il telefono aveva preso il posto del bicchiere. Ne parliamo nell'editoriale di oggi, lo trovate qui: 👉 https://mgpf.it/2026/08/21/bacco-tabacco-e-social.html

Il video di oggi parte da una cosa personale: smettere di bere è meno una questione di "forza di volontà" e più di rituali, abitudini, e di quel momento in cui cerchi di "staccare" dal lavoro. Ed è proprio lì, in quel bisogno di staccare, che molti hanno sostituito il bicchiere con lo smartphone: stessa logica, stessa ricompensa intermittente, stessa difficoltà a rinunciare non tanto alla sostanza, quanto al meccanismo che regge la giornata. Negli Stati Uniti proprio in questi giorni si apre un processo enorme contro Meta, che prova a cambiare il terreno di gioco: il focus non è più sul contenuto pubblicato dagli utenti, ambito dove entrano in gioco tutele come la Section 230, ma sull'architettura del prodotto. L'accusa, basata anche su documenti interni emersi nel tempo, mira a dimostrare che certe scelte di design (feed, scroll infinito, ricompense a intervalli irregolari) siano state progettate sapendo di aumentare il carico dopaminico e quindi la dipendenza, soprattutto tra i più giovani. Se questa impostazione reggesse, potrebbe essere il "momento tabacco" dei social: non una crociata morale, ma un passaggio in cui diventa socialmente e legalmente discutibile ciò che prima era normalizzato, e che obbliga tutti a una domanda semplice: lo stiamo usando "per lavoro", o è lui a usare noi per non farci staccare mai? Ne parliamo oggi, su CiaoInternet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=Xsq6J75hXaw

🇫🇷 Il divieto francese di accesso ai social per gli under 15 è durato meno di un mese. Approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, poco prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre.  Il punto non è “se” proteggere i minori, ma “come”: un bando generalizzato finisce per comprimere libertà di espressione e informazione anche dove il rischio non è dimostrato, e cancella la possibilità di una mediazione familiare. La verifica dell’età, inoltre, se imposta in modo rigido, obbliga di fatto tutti (anche gli adulti) a dimostrare chi sono per far emergere chi è minorenne. Senza garanzie tecniche e giuridiche chiare, l’effetto collaterale diventa una forma di identificazione e tracciamento di massa incompatibile con la tutela della vita privata. È il classico caso in cui la misura “per proteggere alcuni” richiede di controllare tutti... Ne parliamo oggi, in questo nuovo episodio di Ciao Internet. 🔗  https://www.youtube.com/watch?v=j5tIaDnvIUE

Claude ora lascia una traccia invisibile nei testi. Anthropic ha introdotto un watermark nei contenuti generati dal suo modello: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, attraverso una chiave segreta controllata dall’azienda, permette di stimare se un brano provenga da Claude. L’obiettivo è la trasparenza. Dal 2 agosto, l’AI Act impone infatti ai fornitori di IA generativa che operano nell’Unione europea di rendere riconoscibili i contenuti generati o manipolati dall’IA. Anthropic ha scelto di applicare questa misura ovunque, non soltanto in Europa. Il problema è che il watermark sembra più affidabile nei testi “puri” cioè quelli scritti interamente da Claude e pubblicati senza modifiche. Diventa invece più fragile nei documenti ibridi, cioè riscritti, corretti, tradotti o integrati da una persona. E allora la domanda non è soltanto tecnica. È anche politica e giuridica: chi controlla la chiave di rilevazione? Con quali soglie? E con quali dati su falsi positivi e falsi negativi? 👉 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet. 🔗 https://www.youtube.com/watch?v=u--xPAvoObM

🇫🇷 La Francia boccia la norma che blocca l'accesso ai minori online, sopravvissuta per 24 giorni di stupido populismo infondato nel merito e nel diritto. ❌ La Corte costituzionale dice l'ovvio: la misura è DI GRAN LUNGA sovraeccedente, in mancanza di valutazioni di rischio corrette, e, soprattutto, controllare i minori significa CONTROLLARE TUTTI. Che sono le argomentazioni portate, dal giorno zero, da chiunque non fosse ignorante in materia, in malafede o entrambi. 👉 Nell'Editoriale di oggi vi spiego perché questa non è una vittoria tecnica ma una vittoria di principio. Le stesse tesi della Corte francese le scrivevo, identiche, quasi un anno fa nel libro "Tette e Gattini" (trovate il link pinnato in alto). 🔗 https://mgpf.it/2026/08/14/la-francia-boccia-il-divieto-social-ai-minori.html

TUTTO OK, è un IPHONE. In mano a un neonato. 📱👶 In un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone e device ai minori, l'immagine della nuova campagna pubblicitaria di Apple non viene letta come "il telefono resiste a tutto". Viene letta come la normalizzazione dell'iper-esposizione digitale fin dalla culla. Perché quando un cartellone è polisemico, non decidi tu, brand, quale significato vince: conta come verrà interpretata da pubblici diversi, non l'intenzione con cui l'hai pensata. È qui che entrano in gioco stakeholder mapping e letture ostili: autorità, avversari, attivisti, concorrenti e opinione pubblica. Un messaggio perfetto per "gli amici" può diventare un boomerang se offre munizioni a chi ti guarda con sospetto. Cosa succede quando l'intenzione di una campagna incontra la lettura ostile del pubblico? Ne parliamo oggi, su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=I3YpLQXco-E

Al convegno annuale degli esorcisti di Roma non si parla di possessioni: si parla di ChatGPT.😈 Sempre più persone infatti arrivano in confessione con dubbi nati da conversazioni con un chatbot trattato come un'entità: consigli su divorzio, scelte di famiglia, domande su paradiso e inferno. E quando l'IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l'effetto "oracolo" si amplifica. Ma cosa sta sostituendo davvero, in queste conversazioni? ...Non è il diavolo il problema. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet ✝️ https://www.youtube.com/watch?v=FWitWOHv94I

Una turista americana ha rischiato la vita seguendo un sentiero "facile" indicato da una guida di viaggio. Peccato che a scriverla non fosse mai stato su quel sentiero. Anzi, non fosse proprio mai esistito. 🤖 Su Amazon ci sono migliaia di guide di viaggio scritte dall'IA e firmate da autori che non esistono: biografie inventate, foto generate, testi plausibili ma pieni di errori con orari sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri. È il "mercato dei bidoni" di George Akerlof: se il compratore non distingue qualità da spazzatura, il prezzo medio scende e chi lavora bene esce dal mercato. Il meccanismo è aggravato da Kindle Direct Publishing, che azzera il costo di produzione, e da controlli che intervengono solo dopo segnalazioni manuali. E resta solo l'automazione di infimo livello. 👉 Un consiglio. Se state organizzando le vacanze, prima di acquistare una guida fate una verifica minima: cercate l'autore, controllate se esiste altrove online, se qualcuno lo conosce o l'ha letto davvero. Se non trovate nulla, quasi sicuramente l'ha scritta un'AI. 🔗 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet! 👉 https://www.youtube.com/watch?v=bf8m5fiTOrA

Reward hacking: perché gli agenti IA barano sempre di più (e i migliori sono i peggiori) Falsa identità, malware, ricatti, database svuotati: sono i casi reali emersi nei test di sicurezza di Anthropic e OpenAI negli ultimi mesi. Ne ho parlato con Paolo Dimalio sul Fatto Quotidiano, spiegando perché il "barare" degli agenti non è un bug di un vendor, ma la legge di Goodhart applicata all'AI. Più un modello è capace, più trova scorciatoie. Matematica, non malizia. Leggi l'articolo di oggi su Il Fatto Quotidiano 👉 https://link.mgpf.it/-V8N

Sedici virus che non esistevano.🦠 Non ritocchi, non varianti, non copie: sedici genomi interi scritti dall'inizio alla fine da un'intelligenza artificiale che di virus veri non ne aveva mai visto uno, perché i virus umani erano stati tenuti fuori dai suoi dati di addestramento, apposta. Il modello si chiama Evo, sviluppato dal team di Brian Hie fra Stanford e l'Arc Institute: da oltre 300 genomi proposti, 16 hanno cominciato a replicarsi in una piastra Petri, a Stanford. Il paper è uscito su Science il 6 agosto 2026, e nello stesso numero è comparso anche un commento degli esperti di biosicurezza del Johns Hopkins Center for Health Security, che chiedono regole più severe per l'uso di tecniche generative nel progettare patogeni. La capacità di scrivere genomi virali con l'AI generativa oggi esiste, ma la governance per usarla in sicurezza, no. Il pezzo completo è sul mio blog👇 https://mgpf.it/2026/08/07/giochiamo-alla-guerra-batteriologica-globale.html

🦤 Una foto di un uccello rarissimo finisce in un gruppo di birdwatching, raccoglie un sacco di stelline, e da lì rischia di scivolare dentro archivi come iNaturalist o la Macaulay Library del Cornell Lab of Ornithology, i database che i ricercatori usano in tutto il mondo per capire dove vivono davvero le specie. 🤖 Peccato che quell'uccello non esista: è generato con l'intelligenza artificiale. Tra queste immagini AI generated ci sono foto completamente inventate, come un tucano fotografato in Siberia, dove quella specie non ha mai messo le ali, e ritocchi più sottili su foto vere: un ramo tolto, un cielo cambiato, un dettaglio ricostruito. In un contesto scientifico bastano quei dettagli per alterare i particolari che distinguono una specie dall'altra o un maschio da una femmina. Ma verificare una foto costa molto più che falsificarla, e a farlo sono perlopiù volontari. 👉 Il danno vero quindi comincia dopo, quando il verificatore inizia a dubitare anche delle foto autentiche, il ricercatore dubita del verificatore, e il prossimo dottorando scarta l'intero database perché non è più abbastanza "pulito" per farci la sua tesi. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet 🔗 https://www.youtube.com/watch?v=5m5uKxHgxeo

🖥 Collegate un monitor LG UltraGear di fascia alta al PC, e Windows, senza chiedervi nulla, scarica da solo un programma chiamato LG Monitor App Installer, la pipeline pensata per riconoscere l'hardware e distribuire driver e utility in automatico. Il problema arriva un attimo dopo, quando quell'app si piazza tra i programmi che partono all'avvio e vi spara in faccia una promozione di McAfee, prova gratuita di 30 giorni e poi rinnovo a pagamento. Gamers Nexus ha contato 31 pop up su 32 riavvii, mentre sul forum Microsoft la lamentela girava già da un anno. Tutto si è risolto in 72 ore, ma solo dopo che Tim Sweeney, fondatore e CEO di Epic Games, ha taggato pubblicamente Pavan Davuluri, capo della divisione Windows, costringendo LG a togliere il pop up. ⛓️‍💥 Il punto scomodo resta il canale usato: quel binario è la catena di fiducia che tutti viviamo come infrastruttura, Windows Update e la distribuzione automatica del software per i dispositivi, e se quel canale può veicolare bloatware e promozioni, la fiducia non si erode piano piano ma crolla tutta insieme. Ne parliamo nel video di oggi, su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=vMu5Xu51X4c

🤖 Il vostro robot aspirapolvere è appena diventato, tecnicamente, una questione di sicurezza nazionale. Dal 28 luglio 2026 negli USA basta poco, circa 2 kg, un sensore, connettività e machine learning, per finire nella "covered list" della FCC, con stop a importazione, marketing e vendita di nuovi modelli. Dentro rientrano umanoidi e quadrupedi già visti nei video virali, ma anche il vostro Roomba, perché quello che conta è l'architettura: percepire l'ambiente, muoversi da soli, obbedire a comandi da remoto. La stessa combinazione che rende un robot utile lo rende anche un rischio, tra spionaggio, spegnimento da remoto e riprogrammazione. "È solo un elettrodomestico" e "è Terminator sotto il divano" sono le due risposte più comuni a questi robot, e nascono entrambe dallo stesso errore: pensare che un oggetto del genere possa avere una sola natura. Il punto vero è un altro: cosa pretendiamo davvero come standard, firmware verificabile, filiera tracciata, giurisdizione dei dati, e quanto siamo disposti a pagare per una sicurezza che non è mai gratuita, soprattutto quando l'oggetto ha un potenziale "dual use" per design? Video completo su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pyU1LIHEJqg

Era la notte tra il 15 e il 16 luglio 1942. A Parigi 4.500 agenti bussano a 13.152 porte e sanno già a quale piano, chi trovare e dove. Non fu una caccia: fu una ricerca su uno schedario compilato due anni prima da un burocrate meticoloso e senza nessuna cattiva intenzione. Lo ricordiamo con il nome poetico di “Vent printanier”, poetico come solo un rastrellamento… Ottant'anni dopo, un decreto attuativo in agosto cerca di costruire, con l'AI, un catalogo di volti. Pre-elabora, pre-costituisce, tutto con l'aria della buona amministrazione. E con un brivido lungo la schiena per chi la storia la conosce e sa che ogni archivio è un'arma che aspetta l'istruzione giusta. La domanda non è quali limiti mettergli. È se debba esistere. 👉 È Sabato, tempo di fermarsi e pensare insieme. Tempo di Editoriale. https://mgpf.it/2026/07/31/abbiamo-dimenticato-il-vent-printanier.html

Instagram crea dipendenza. Lo dice Bruxelles: secondo le conclusioni preliminari della Commissione Europea, Facebook e Instagram sono progettati per questo. Scorrimento infinito, autoplay, notifiche, algoritmi su misura, tutti meccanismi pensati per tenervi in "pilota automatico", con effetti più forti su minori e persone vulnerabili. La multa (fino al 6% del fatturato globale) è solo un dettaglio, ma il punto vero è il salto di lessico, si passa da "engagement" a "dipendenza", lo stesso già visto con tabacco e gioco d'azzardo. Il meccanismo non è nuovo, con dinamiche di psicologia comportamentale ben noti: ricompense variabili in stile slot machine (Skinner) e pattern di prodotto popularizzati nella Silicon Valley (Hooked di Nir Eyal). Senza dimenticare poi che l'uso problematico colpisce anche gli adulti, inclusi gli anziani, spesso dotati di minori difese cognitive e mediatiche, e non si limita quindi ai soli adolescenti. Ne parliamo oggi, nel nuovo video di Ciao Internet. 👉 https://www.youtube.com/watch?v=yk3vgtH1qhI