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Da dove nasce davvero l’odio online: dall’individuo o dal branco?
Nell’intervista di Arcangelo Rociola su La Stampa, provo a raccontare perché online il bersaglio conta più del contenuto, perché il singolo commento vive dentro un contesto collettivo e perché gli algoritmi finiscono per mostrare soprattutto il rumore, non le proporzioni.
Parlo di branco, capro espiatorio, empatia e della velocità con cui tutto questo si sposta sui social, dove il conflitto non si elabora: si scarica.
👉 Leggi l'articolo completo: https://link.mgpf.it/yX8L
Caso Roccella: da dove nasce davvero l’odio online? Dall’individuo o dal branco?
L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”. Funziona piuttosto come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove.
Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi molti altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima diventa un simbolo, non più una persona, il dolore scompare e resta lo scontro tra bandiere.
Perché accade? È davvero cambiata la natura umana o sono i social ad averne trasformato le condizioni? E gli algoritmi amplificano l’odio o lo rendono solo più visibile?
🎥 Nel video di oggi parto da queste domande per spiegare perché il problema non è solo chi scrive, ma il sistema che rende tutto questo così facile, visibile e normale.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=D1UrLbDqbIQ
Se ti sei perso la live di W33K di ieri sera, vale la pena rivederla.
Abbiamo parlato di odio online per quello che è davvero: non la somma di individui “cattivi”, ma un comportamento di branco. Dinamiche come i transit dogpile groups, in cui masse temporanee si formano attorno a un bersaglio, lo travolgono e poi si dissolvono, lasciando spazio al caso successivo.
In questo quadro, ho approfondito cosa succede quando una persona diventa simbolo, come funziona il disimpegno morale di Bandura e perché il meccanismo del capro espiatorio, da Girard a Canetti, resta così attuale nei social.
E in questo il ruolo delle piattaforme è centrale: algoritmi che non creano l’odio, ma ne amplificano la visibilità, trasformando indignazione e rabbia in engagement. Con esempi concreti, dal caso Roccella alla mappa delle intolleranze di Vox Diritti.
Insomma, ✨ W33K - La live del lunedì di Ciao Internet è tornata, e la trovate qui
🔗 https://www.youtube.com/live/FnrDlh194mE
📰 Oggi in edicola trovate una mia intervista su La Stampa nella quale parlo di odio online e rancore “social”, nella stessa pagina di un bell’articolo di Arcangelo Rociola sul tema degli #hater legato al caso recente riguardante la Ministra Roccella.
C'è un gesto che compiamo ogni giorno senza quasi accorgercene: scegliere cosa comprare. Per decenni quella scelta avveniva sullo scaffale, poi si è spostata sui motori di ricerca. Oggi è cambiato di nuovo, e nessuno ce lo ha annunciato.
🎙 Nell'ultima puntata di "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su Tgcom24 ho raccontato questo passaggio insieme a Maria Luisa Bionda, Research Director di 2B Research, partendo da un dato molto chiaro: 84 italiani su 100 che usano l'intelligenza artificiale la utilizzano anche per fare acquisti.
La ricerca Agentic Moment of Truth descrive bene cosa sta succedendo: siamo nel terzo spostamento del consumer journey, dopo lo scaffale e la ricerca online. Oggi l'AI non risponde più soltanto a una query, ma riscrive il frame del bisogno e restituisce una short list di tre o quattro opzioni, mai di più. È qui che cambia tutto, perché non stiamo più soltanto cercando, stiamo conversando con uno strumento che spesso ci porta a ridefinire il bisogno di partenza.
Il rapporto con l'AI, del resto, non è più solo funzionale: molte persone instaurano con lei un processo cognitivo e relazionale, si fidano della risposta e spesso acquistano anche brand che non conoscevano prima. Il punto, quindi, non è solo quanto usiamo l'AI, ma quanto lasciamo che orienti la scelta prima ancora che la scelta inizi davvero.
🎥 Il video completo dell'intervista è già disponibile su Mediaset Infinity.
🔗 https://link.mgpf.it/ai3-31
🔴 Questa sera ritorna W33K!
Dalle 20:30 sarò in LIVE su YouTube per fare ordine tra tecnologia, comunicazione e tech policy: vedremo insieme le novità che contano, le notizie imperdibili e quello che serve davvero per orientarti nella settimana.
📅 OGGI - 20:30 – LIVE su YouTube.
👇Attiva la notifica! 🔔
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=FnrDlh194mE
Vi aspetto!
🎥 Ecco alcuni dei contenuti della settimana su Ciao Internet 👇
🇮🇹 Emma, l’AI italiana da Pulp Podcast
Un intervento rapido per capire cosa c’è davvero dietro il racconto dell’AI “nazionale”.
👉 https://youtube.com/shorts/N6ZYkEE1Owg?si=hy_5RJ065dBmP_mQ
🧠 Distillazione AI: innovazione o furto?
Anthropic accusa Alibaba, ma pochi mesi fa ha patteggiato per l’uso di milioni di libri piratati.
Cos’è davvero la distillazione, perché spaventa così tanto e quanta ipocrisia c’è nel dibattito?
👉 https://mgpf.it/2026/06/27/distillazione-ai-cosa-e-rubare.html
🔥 Le “scuse” di Michele Mari: analisi di una crisi
Un caso perfetto di comunicazione che peggiora il problema invece di risolverlo.
Tra negazioni, contraddizioni e scelte sbagliate: una vera masterclass (al contrario).
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jjYzdBjAulU
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Lo trovi qui👆
L'altroieri Anthropic ha accusato Alibaba di aver estratto illecitamente dati dai modelli Claude attraverso la distillazione: 25.000 account falsi, 28,8 milioni di scambi.
Peccato che a settembre 2025 la stessa Anthropic abbia patteggiato 1,5 miliardi di dollari per aver usato 7 milioni di libri piratati per addestrare Claude.
✍️ È sabato, quindi c’è l’editoriale, e stavolta vi parlo di cosa è la Distillazione AI, perché fa così tanto paura agli Americani (e non solo), perché i cinesi la usano a mani basse per produrre AI veloci, economiche e precise sfruttando i grandi modelli.
Ma parliamo anche quanta ipocrisia becera c'è dietro le lacrime di Anthropic e perché questa cosa dovrebbe farvi arrabbiare. E tanto….
Buona lettura... e ditemi: è ipocrisia o è semplicemente chi arriva primo che fa le regole?
🔗 https://mgpf.it/2026/06/27/distillazione-ai-cosa-e-rubare.html
84 italiani su 100 che usano l’intelligenza artificiale la utilizzano anche per fare acquisti. Un numero che racconta quanto l’AI sia già entrata in un gesto quotidiano come scegliere cosa comprare, fino a farci chiedere: sta ancora decidendo chi compra, o sta iniziando a decidere chi suggerisce?
Oggi, Sabato 27 giugno alle ore 17:00 su TGCom24, a "Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi", esploriamo proprio questo cambiamento: quando chiediamo un consiglio all’AI non riceviamo più dieci opzioni da confrontare, ma tre o quattro alternative già selezionate.
Ne parliamo con Maria Luisa Bionda, Research Director di 2B Research, per capire perché trattiamo questi strumenti come interlocutori, perché ci fidiamo dei brand che ci propongono anche senza conoscerne l’origine, e cosa succede quando il confine tra la nostra scelta e quella della macchina diventa sempre più difficile da distinguere.
Ma cosa è questo gruppo #MeglioUnaDiMeno che fa indinniare i popoli?
Una trollata.
Ma quando l'avvocata Francesca Florio ti chiede di buttare un occhio che fai?
Le dici di no?
Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell’ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso da manuale di crisi autoinflitta.
Non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione… finendo per peggiorarla.
Nel video di oggi, come esercizio, facciamo la solita analisi:
- il canale scelto (nota fredda, non prima persona)
- l’ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”
- la negazione come scommessa quando ci sono testimoni
- e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.
Il comunicato sposta poi il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall’offesa percepita, usa formule condizionali che suonano come deresponsabilizzazione e ricorre a eufemismi che, più che smorzare, riattivano il sospetto.
Sul piano istituzionale, la Fondazione Bellonci prova a separare autore e opera: un frame tecnicamente pulito, ma difficile da far funzionare nella conversazione pubblica.
Insomma, con il caldo che fa, cosa c’è di meglio di una bella masterclass di scuse?
Solo su Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jjYzdBjAulU
In un esperimento controllato, Grok ha portato all'estinzione dell'intera civiltà in quattro giorni.
Ora, integrato a Maven di Palantir, sceglie i bersagli bellici. Cosa potrà mai andare storto?
Claude, lo stesso modello scartato dal Pentagono per troppi scrupoli, nella sua simulazione non ha commesso un solo reato.
La differenza tra le due macchine è l'allineamento, il modo in cui un'intelligenza artificiale riconosce un limite che non va mai superato. Per anni l'abbiamo trattato come un problema di immagine, buono giusto per evitare figuracce ai chatbot.
Oggi è una questione di vita o di morte.
È Sabato, ecco il nuovo Editoriale per riflettere assieme su Tech e Società.
👉 https://mgpf.it/2026/06/20/grok-maven.html
✉️ Vuoi iniziare il weekend già aggiornato su #AI, #cyber e #techpolicy ?
Ogni sabato alle 10 arriva Denkschule, la mia newsletter con le notizie più rilevanti: oltre 40 articoli pronti da leggere, commentare e condividere, più la sezione video di Ciao Internet e un editoriale in anteprima.
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Arriva Turnberry, l'accordo UE-USA su dazi e digitale, durante il quale si parla di Dazi ma la vera posta è la regolazione, l'unico strumento di sovranità che resta all'Europa sui servizi. Le grandi piattaforme la vogliono dentro la trattativa perché sanno che è l'unica arma che l'Unione ha.
🎣 Il commercio è l'esca, la regola è la preda.
DSA, DMA e AI Act sono passati da prerogativa sovrana a merce di scambio.
Ne ho scritto oggi su Eurofocus:
👉 https://link.mgpf.it/turnberry
Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta, perché il vero ostacolo è portarsi dietro tutta la propria vita digitale.
L’AGCM ha aperto su Apple un’istruttoria sul Digital Markets Act: il backup completo di iPhone e iPad risulta possibile solo tramite iCloud, mentre i servizi concorrenti non possono replicare l’intero dispositivo.
Il punto vero è l’assenza di interoperabilità. E la domanda resta sempre la stessa: se cambiassi domani, riusciresti davvero a portarti via tutto?
Ne parliamo oggi su Ciao Internet!
👉 https://www.youtube.com/watch?v=JMYxVDi0bcM
Chi ha già visto il video di oggi ha già visto questa intro, ma la ricondivido comunque anche qui.
☢️ "Spostate queste radiazioni!" dicono i "No-Fibra". Ma come nasce il panico?
A Fondi, in provincia di Latina, qualcuno ha fasciato un armadio della fibra ottica con nastro bianco e rosso e un cartello scritto a mano contro le "radiazioni".
Il risultato: vandalismi, cabinet danneggiati e connessioni interrotte.
La fibra però non emette onde radio. Trasmette luce in un filo di vetro sottilissimo, con emissioni verso l'esterno praticamente nulle.
Il punto interessante non è l'errore tecnico, ma il meccanismo che lo rende credibile. La parola "radiazioni" attiva un riflesso emotivo immediato, quello che in psicologia si chiama affect heuristic. Come ha mostrato Paul Slovic, i rischi invisibili, non scelti e percepiti come imposti vengono sistematicamente amplificati: esattamente la forma psicologica che molte persone proiettano sulle infrastrutture tecnologiche.
Il paradosso? Si colpisce proprio l'infrastruttura che potrebbe informare e chiarire.
E resta l'asimmetria di Brandolini. Creare disinformazione è facile. Correggerla richiede un ordine di grandezza di energia in più.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet!
👉 https://www.youtube.com/watch?v=3GT4rN1b_gY
p.s. Questo video lo sto registrando dall'ospedale ed è stato montato usando la mia voce e un avatar virtuale, come spiego all'inizio.
L'America ha bloccato i due nuovi modelli AI di Anthropic in un pomeriggio.🇺🇸
Il 12 giugno 2026 il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere l'accesso a due dei suoi modelli, Fable 5 e Mythos 5, per ogni utente del pianeta, cittadini americani e stranieri, fino ai dipendenti stranieri della stessa azienda.
Lo strumento usato non è una legge sull'intelligenza artificiale. È un controllo all'esportazione, lo stesso arsenale giuridico con cui negli anni Novanta Washington trattava la crittografia come un'arma da guerra.
Mentre in Europa litighiamo da anni su un regolamento che molti giudicano soffocante, l'America ha mostrato in un pomeriggio cos'è davvero il potere sull'AI, e la domanda da farsi non è chi regola di più, ma con quale strumento.
👉 Il mio punto di vista nell'editoriale di oggi:
🔗 https://mgpf.it/2026/06/13/mithos-bloccato.html
Apple dice: "Siri con AI non arriva in Europa per colpa del DMA".
Gli utenti rispondono: "È l'Europa che blocca l'innovazione".
Nessuno ha mentito sui fatti. Ma Apple ha spostato il peso: da "noi scegliamo di non rilasciare" a "loro ci vietano".
È la teoria del framing: non cambi i fatti, cambi quale fatto è saliente.
Ne parlo in questo nuovo articolo su StartupItalia per la rubrica Tech Policy
👉 https://startupitalia.eu/tech/le-curiose-scuse-di-apple-sul-ritardo-europeo-di-siri-potenziata-dallai-cosi-cupertino-convince-un-cliente-a-difendere-chi-gli-toglie-qualcosa/
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