Democrazia Giustizia e Libertà
Canale che nasce con il nobile intento di promuovere, democraticamente, attraverso l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione della giustizia, il libero pensiero, in un quadro di diritti insopprimibili per le minoranze.
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📝 Description and content policy
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“Canale che nasce con il nobile intento di promuovere, democraticamente, attraverso l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione della giustizia, il libero pensiero, in un quadro di diritti insopprimibili per le minoranze.”
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| Date | Subscriber Growth | Mentions | Channels | |
| 05 September | 0 | |||
| 04 September | 0 | |||
| 03 September | 0 | |||
| 02 September | 0 | |||
| 01 September | 0 |
| 2 | ⚠️ L'OLANDA SVUOTA I FORZIERI AMERICANI: FUGA DELL'ORO VERSO L'EUROPA. E L'ITALIA COSA ASPETTA A METTERE AL SICURO LE SUE RISERVE❓️
Fabio Lugano
🔴 La Banca centrale olandese (DNB) ha trasferito 86 tonnellate di oro dagli USA e dal Canada a Londra per aumentare la resilienza e la liquidità in risposta alle tensioni geopolitiche e commerciali. L'articolo avverte l'Italia, che detiene il terzo maggior tesoro aureo al mondo (2.451,8 tonnellate), di ridurre la dipendenza dagli USA, dove è custodito il 43,29% delle riserve nazionali, citando i precedenti di congelamento di attivi venezuelani e russi come rischio concreto per la sovranità economica.
Sommario ⬆️
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❗️#NDR 》Una importante domanda che i politici non si pongono, non vogliono, non devono porsi è: cosa accadrebbe all’Italia se un giorno si trovasse in contrasto con Washington o con i partner internazionali su temi strategici, sanzioni, valute o politiche di spesa pubblica? Ai politici non interessa questo potenziale problema? Preferibile fare gli schiavetti di potenze straniere❓️
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⏹️ Quando le banche centrali iniziano a spostare tonnellate di lingotti da un continente all’altro nel silenzio quasi assoluto, significa che la fiducia nella stabilità globale si è ormai incrinata.
🎯 La Banca centrale olandese (DNB) ha preso una decisione pesante, anche fisicamente: ha ritirato ben 86 tonnellate di oro custodite in Nord America, tra Stati Uniti e Canada, per trasferirle d’urgenza a Londra.
🎯 Una mossa strategica giustificata ufficialmente con la necessità di “prepararsi a situazioni di crisi” ,rispondere a “crescenti tensioni geopolitiche” e con la necessità di “aumentare la commerciabilità” dell’oro.
🎯 Il presidente della DNB, Olaf Sleijpen, ha spiegato che il riposizionamento serve a rafforzare la resilienza del Paese. Dietro le formule diplomatiche, però, c’è un dato evidente: l’Olanda non si fida più a lasciare la metà delle proprie riserve auree oltreoceano.
🎯 L’operazione, durata mesi tra marzo e agosto, è stata condotta con la massima segretezza. Circa 27 tonnellate di barre dorate hanno attraversato fisicamente l’Atlantico, facendo tappa nella fortezza di Zeist, nei Paesi Bassi, per poi ripartire verso i caveau della Bank of England.
🎯 Le restanti tonnellate sono state movimentate tramite un’abile operazione finanziaria: l’oro è stato venduto a New York e contemporaneamente riacquistato a Londra.
🎯 Questo trucco contabile ha evitato i pericoli e i costi assicurativi legati al trasporto navale o aereo di una massa enorme di metallo prezioso in un momento di grande instabilità internazionale.
🎯 La DNB spiega che ha scelto Londra perché i caveau della Bank of England custodiscono l’oro più liquido e negoziabile del pianeta. Se scoppia una crisi finanziaria sistemica o una guerra commerciale, quell’oro può essere venduto o dato in garanzia per ottenere liquidità immediata in poche ore.
🎯 La scelta olandese coincide con un clima internazionale sempre più cupo. Tra Washington e Ottawa è esplosa una durissima guerra doganale, con dazi pesanti su acciaio, alluminio e beni di consumo.
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Riassunto punti salienti
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 124 |
| 3 | ⚠️ LA MACCHINA DEL PRIVILEGIO NON HA STERZO, RETROMARCIA E FRENO❗️
Redazione Comidad
🔴 L'articolo analizza il "Deep State" americano come una macchina del privilegio priva di controllo, il cui scopo è la continuità della routine piuttosto che la scelta di politiche. Secondo l'autore, la burocrazia si consolida quando si fonde con il capitalismo d'affari, creando un establishment mosso solo da inerzia e influenza finanziaria. Vengono citati i legami tra la CIA (tramite In-Q-Tel) e aziende come Palantir e Amazon, descrivendo un inestricabile nesso tra spionaggio e interessi economici. Il testo critica la legge e la legalità USA, affermando che i servizi segreti non si limitano a proteggere i privilegi ma li producono in serie, corrompendo o isolando ogni tentativo di controllo politico. La storia del capitalismo viene così riletta come un lobbying trasversale tra pubblico e privato, con i servizi segreti come perno centrale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il ruolo del “Deep State” americano non è quello di scegliere e decidere, bensì di assicurare la continuità, la routine.
🔸️ Per sua definizione la burocrazia ostacola le politiche non omogenee con la perpetuazione del sistema; se poi la burocrazia si costituisce anche come lobby d’affari, allora l’ingranaggio si rafforza con l’influenza del denaro e si costituisce come establishment che conosce solo il moto inerziale.
🔸️ Palantir è soltanto la più importante delle aziende create e finanziate dalla CIA tramite la sua agenzia di investimenti, la In-Q-Tel.
🔸️ In effetti le aziende create e finanziate dalla CIA sono centinaia; tra l’altro l’elenco è stato reso noto soltanto in parte.
🔸️ Secondo la legge e il suo stesso statuto, la CIA non potrebbe operare sul suolo americano; evidentemente gli affari non sono considerati un modo di “operare”; il che ovviamente è ridicolo e dà l’idea dell’effettivo livello di serietà del sedicente controllo di legalità negli USA.
🔸️ Il nesso tra le aziende e il settore dello spionaggio e controspionaggio industriale, è inestricabile, almeno a quanto dichiara la legge 124/2007, varata dal governo Prodi.
🔸️ Non può esserci un confine tra il “proteggere” gli interessi economici e crearli, cioè fare affari. Inoltre nessuno meglio di un servizio segreto può manipolare i mercati finanziari usando notizie riservate, oppure creando notizie false.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 213 |
| 4 | ⚠️ GLI EUTANASICI GOVERNATORATI DI SINISTRA E DI DESTRA❗️
(PARTE PRIMA)
🔴 SECONDA PARTE DOMANI ORE 13,00
Il Materialismo mangia i suoi figli, come, nel mito, fece Saturno.
Prima mangia l'anima umana, negandola.
Poi riduce la persona a una destrutturante contabilità di entrate e di uscite,
ordinata a produrre il massimo di libido "spendendo" il minimo di sofferenza (di Tanathos).
Infine,
fa collassare l'umano
nell'assurdo,
gettandolo, necessariamente, nell'opzione della morte.
È questo l'infimo inganno dell'ideologia materialista,
ma la politica e i media, invece di riconoscere lo squallido errore che ci sta distruggendo, si rallegrano d'essere la misera creta del golem,
del fantoccio voluto
dal principe di questo mondo!
Il Barone Rosso
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 266 |
| 5 | ⚠️ ORGANIZZAZIONI DEL CONTROLLO GLOBALE❗️
Krzysztof Szczawinski
🔴 L'articolo di Krzysztof Szczawinski descrive un piano di lungo periodo per il controllo globale, attribuito a una rete di organizzazioni fondato tra fine '800 e il '900. L'autore elenca istituzioni come la Fabian Society (1884), la LSE, il Council on Foreign Relations (1921) e il World Economic Forum (1971), sostenendo che queste abbiano sistematicamente infiltrato le élite politiche, economiche e culturali per implementare politiche globaliste, dalla decrescita economica all'erosione della sovranità nazionale. Szczawinski critica l'assenza di un'opposizione strutturata e trasparente, proponendo la creazione di un "Consiglio della Civiltà Occidentale" aperto e pubblico per contrastare queste dinamiche mediante la verità e la trasparenza.
Sommario ⬆️
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⏹️ Articolo apparso su X del pensatore conservatore polacco Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, protagonista in rete di numerose riflessioni sullo stato delle cose da un punto di vista storico, filosofico, politico.
🔸️ Non l’hanno costruito in un giorno. L’hanno costruito in un secolo: organizzazione dopo organizzazione, think tank dopo think tank, generazione dopo generazione. Ecco l’architettura.
🔸️ La Fabian Society (1884): il modello fondante. Non assaltare le istituzioni. Infiltrarsi. Il loro emblema: il lupo travestito da agnello. Il loro metodo: pazienza, perseveranza, la lunga marcia.
🔸️ La London School of Economics (1895): il braccio educativo dei fabiani. Ha formato i politici, i funzionari pubblici, gli economisti e i giornalisti che avrebbero guidato il ventesimo secolo in tutto il mondo anglofono.
🔸️ Il Council on Foreign Relations (1921): l’apparato intellettuale dell’establishment americano. Ha prodotto ogni Segretario di Stato, ogni Direttore della CIA, ogni presidente della Federal Reserve per cinquant’anni.
🔸️ Questa istituzione ha deciso quale sarebbe stata la politica estera americana prima ancora che i funzionari eletti ne fossero informati.
🔸️ L’Istituto per la Ricerca Sociale, la Scuola di Francoforte (1923): il motore filosofico. Teoria critica: tutto da criticare, niente da costruire. Trasferitosi alla Columbia (nota università neoeboracena) nel 1934, ha fornito al progetto le sue basi intellettuali.
🔸️ Il Gruppo Bilderberg (1954): l’incontro annuale di coloro che effettivamente gestiscono le cose. Nessun verbale. Nessuna stampa. L’istituzione che ha reso inevitabile il progetto globalista, garantendo che tutti coloro che contavano avessero già dato il loro consenso prima ancora che iniziasse il dibattito pubblico.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 275 |
| 6 | ⚠️ TORINO, VIOLENZA SU UNA TREDICENNE: IL PROBLEMA SI SCRIVE IMMIGRAZIONE E SI LEGGE MAGISTRATURA❗️
Tony Fabrizio
🔴 Un uomo bengalese di 42 anni è stato accusato di aver costretto una tredicenne a subire atti sessuali in un minimarket di Torino, episodio avvenuto circa 40 minuti dopo un'altra violenza sessuale su una donna adulta. Nonostante l'accusa e le registrazioni video, il giudice per le indagini preliminari ha respinto la custodia cautelare, concedendo all'indagato incensurato solo l'obbligo di firma, motivando la decisione con la collaborazione e il rimorso mostrati. L'autore critica la risposta della magistratura italiana, ritenuta troppo indulgente rispetto al pericolo di reiterazione, e collega il caso al tema dell'immigrazione, affermando che la politica deve affrontare il problema della sicurezza e del controllo del territorio. Il testo insiste sulla necessità di spiegare o verificare le motivazioni giudiziarie e sul diritto dei cittadini all'indignazione per la percezione di vulnerabilità delle vittime.
Sommario ⬆️
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🔘 C’è una bambina di tredici anni che un sabato pomeriggio agostano esce di casa per comprare dei succhi di frutta per i fratelli.
🔘 Non va incontro a un pericolo in un vicolo buio, non attraversa una zona di guerra, non si infila volontariamente in chissà quale situazione. Entra in un minimarket della periferia nord di Torino. Quello che accade dopo è materia d’indagine e di processo.
🔘 Stando alle ricostruzioni riportate, è già abbastanza chiara: la Procura contesta al gestore del negozio, un uomo bengalese di 42 anni, immigrato e titolare di un permesso di soggiorno per “protezione speciale”, di aver costretto la ragazzina a subire atti sessuali.
🔘 Le telecamere del locale hanno registrato la scena, documentando anche un altro episodio di violenza sessuale ai danni di una donna adulta, ancora da identificare, che si è difesa ed è stata inseguita dal bengalese fino all’uscita, avvenuto ca. 40 minuti prima.
🔘 A questo punto uno pensa ingenuamente che il problema principale sia il criminale. E invece no. In Italia riesce sempre a comparire un secondo problema: la risposta dello Stato per mano della magistratura.
🔘 L’uomo viene arrestato, passa due notti in carcere. Poi arriva la decisione del gip: niente custodia cautelare. Solo obbligo di firma perché sarebbe incensurato ed avrebbe collaborato consegnando i filmati.
🔘 Inoltre, perché si sarebbe detto «dispiaciuto», mostrando, secondo quanto riportato dalla "Stampa", «resipiscenza». Qui viene voglia di chiedersi se abbiamo ancora a che fare con il diritto o se sia stata introdotta, magari con un emendamento notturno, la pena sospesa per pentimento espresso.
🔘 Qursto dopo il consiglio intelligentissimo di avvalersi della facoltà di non rispondere. Hai commesso un fatto gravissimo? Dispiaciti. Hai aggredito una persona? Mostrati collaborativo. Sei stato arrestato? Considera il carcere un corso intensivo di educazione civica.
🔘 Et voilà: obbligo di firma. Naturalmente la questione giuridica è più complessa di uno slogan e una misura cautelare non equivale a una condanna.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 368 |
| 7 | ⚠️ NYT: L'IRAN HA PARALIZZATO LA CATENA DI APPROVVIGIONAMENTO DELLA MARINA USA IN MEDIO ORIENTE❗️
Redazione L'antidiplomatico
🔴 Il NYT riporta che le ostilità con l'Iran hanno paralizzato la catena logistica della Marina USA in Medio Oriente. Le navi, prive di basi regionali sicure, effettuano rifornimento in mare aperto ogni 5-6 giorni, coprendo distanze fino a 6.000 km verso Diego Garcia o Singapore. La flotta impiega circa 20 navi e 20.000 militari; la USS Abraham Lincoln ha operato per nove mesi senza una sola sosta in porto a causa dell'impossibilità di attraccare in porti regionali entro il raggio dei missili iraniani.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il conflitto con l'Iran ha completamente paralizzato la catena di approvvigionamento della Marina statunitense in Medio Oriente, lasciando le sue navi da guerra senza accesso alle basi logistiche regionali.
🔸️ A rivelarlo è il NYT, che evidenzia come questa situazione stia mettendo a dura prova gli equipaggi, costretti a complesse e rischiose operazioni di rifornimento in mare aperto per garantire l'operatività della flotta.
🔸️ Il 28 febbraio, primo giorno di ostilità, le forze iraniane hanno distrutto una base logistica fondamentale per la U.S. Navy in Bahrein. Inoltre, tutti i restanti scali portuali della regione capaci di accogliere portaerei o navi da rifornimento si trovano ormai all'interno del raggio d'azione dei missili di Teheran.
🔸️ Attualmente la Marina degli Stati Uniti schiera in Medio Oriente circa 20 navi e quasi 20.000 militari. Questa flotta necessita ogni settimana di oltre 420.000 razioni alimentari e circa 30 milioni di litri di carburante (8 milioni di galloni).
🔸️ Il contingente comprende due portaerei e 12 cacciatorpediniere, con missili da crociera e sistemi antiaerei all'interno dei gruppi d'attacco per imporre il blocco ai porti iraniani, oltre al supporto di tre unità navali di un gruppo anfibio con a bordo una forza d'assalto dei Marines.
🔸️ Data l'impossibilità di attraccare nei porti vicini, le navi cargo militari sono costrette a coprire distanze enormi: devono navigare per oltre 3.500 chilometri fino all'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 349 |
| 8 | ⚠️ RUSSIA E OCCIDENTE: LA VITTORIA DI MOSCA PUÒ CAMBIARE IL SISTEMA GLOBALE❗️
Redazione GeopolitiKa
🔴 L'articolo analizza il conflitto in Ucraina come scontro tra il sistema euro-atlantico, basato sul dollaro, e uno spazio eurasiatico emergente che unisce Cina, Russia, India e Iran. Sostiene che una vittoria russa non porterà alla "fine del dollaro" — che deteneva il 56,77% delle riserve valutarie mondiali alla fine del 2025 — ma potrebbe accelerare un processo lento di diversificazione finanziaria e commerciale in valute nazionali, riducendo la dipendenza da infrastrutture occidentali. La competizione per l'egemonia nel XXI secolo si giocherà quindi meno sui campi di battaglia e più sul controllo di valute, energia, tecnologie e catene produttive.
Sommario ⬆️
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⏹️ La guerra in Ucraina rappresenta ormai molto più di un conflitto territoriale tra Russia e Ucraina. La sua importanza deve essere interpretata all’interno di una trasformazione più ampia dei rapporti di forza internazionali, nella quale si confrontano due concezioni differenti dell’ordine economico e geopolitico mondiale.
🔹️ Il primo è il sistema euro-atlantico, centrato sugli Stati Uniti e sostenuto dal dollaro, dalle istituzioni finanziarie occidentali e dalle alleanze politiche e militari occidentali.
🔹️ Il secondo è uno spazio eurasiatico ancora incompleto, nel quale Cina, Russia, India, Iran e altri Paesi cercano forme sempre maggiori di cooperazione economica e finanziaria.
🔹️ Questo secondo spazio non costituisce ancora un mercato integrato paragonabile all’UE o all’area nordamericana. Ma possiede una caratteristica estremamente importante: può funzionare con un livello inferiore di dipendenza dalle infrastrutture finanziarie occidentali.
🔹️ La differenza può diventare decisiva. La Russia vende energia. La Cina produce beni industriali e tecnologici. L’India dispone di una gigantesca economia e di una crescente capacità manifatturiera.
🔹️ L’Iran occupa una posizione strategica tra Golfo Persico, Asia centrale e Medio Oriente. L’Asia centrale possiede risorse energetiche e minerarie e rappresenta una cerniera geografica tra Cina, Russia, Medio Oriente e Europa.
🔹️ Se questi spazi aumentassero l’integrazione delle proprie infrastrutture commerciali, logistiche e finanziarie, potrebbe emergere gradualmente un mercato euroasiatico con caratteristiche autonome.
🔹️ Il ruolo della Russia nell’integrazione euroasiatica assume una funzione particolare. La Cina è il principale motore industriale. L’India rappresenta uno dei principali poli demografici e di crescita.
🔹️ La Russia possiede invece un vantaggio specifico: energia e risorse naturali unite a una posizione geografica unica. Per lungo tempo l’economia europea ha sfruttato questa complementarità.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 327 |
| 9 | ⚠️ I DEM USA PREFERISCONO ISRAELE AI PROPRI ELETTORI
Branko Marcetic
🔴 L'articolo critica il Partito Democratico USA per aver nominato Jared Moskowitz alla presidenza della sottocommissione per il Medio Oriente, una mossa percepita come una violazione della volontà degli elettori. Un sondaggio YouGov rivela che oltre il 60% dei votanti Dem chiede la fine delle forniture di armi a Israele o sanzioni, ma Moskowitz è un fermo sostenitore dell'Aipac, si è opposto a cessate il fuoco e a limiti sugli aiuti militari, e ha votato per censurare la collega Rashida Tlaib. L'autore accusa Moskowitz di allinearsi ideologicamente con la destra repubblicana (candidandosi come "più a destra di JD Vance" su alcuni temi) e di aver sostenuto la guerra di Trump contro l'Iran, pretendendo la consegna dell'uranio iraniano come condizione per la pace. Questa posizione, secondo l'analisi, affida la politica estera democratica a un alleato delle linee guida più aggressive di Israele e Trump, ignorando le preoccupazioni dei propri sostenitori.
Sommario ⬆️
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⏹️ La «guerra civile» che si sta consumando attualmente nel Partito Democratico viene solitamente considerata una battaglia tra socialisti e progressisti, da un lato, e centristi, dall’altro.
🔹️ Ma è anche una battaglia tra l’establishment democratico e i suoi stessi elettori. La prova è che i leadership del partito hanno collocato Jared Moskowitz e molti altri Dem di destra in posizioni influenti in politica estera, qualora il partito riconquistasse la Camera dei Rappresentanti.
🔹️ «Sarò in grado di contribuire a orientare la politica statunitense nei confronti di Israele e del Medio Oriente», ha affermato Moskowitz, che diventerà presidente della sottocommissione per il Medio Oriente e il Nord Africa se il partito otterrà una vittoria schiacciante a novembre.
🔹️ Le opinioni dell’elettorato Dem su Israele non sono ambigue. Un recente sondaggio di YouGov, ha rilevato che oltre il 60% degli elettori Dem in diversi stati chiave desidera che il proprio candidato presidenziale del 2028 interrompa la fornitura di armi a Israele e addirittura imponga sanzioni a Israele per il suo comportamento illegale.
🔹️ La nomina di Moskowitz è uno schiaffo in faccia alla stragrande maggioranza degli elettori del suo stesso partito. Moskowitz è infatti un grande sostenitore dell’American Israel Public Affairs Committee (Aipac) per il suo inflessibile sostegno al genocidio israeliano.
🔹️ Moskowitz si è opposto a un cessate il fuoco mentre le forze israeliane perpetravano alcuni dei massacri più efferati e per essersi fermamente opposto a qualsiasi condizione imposta agli aiuti statunitensi a Israele, nonostante, secondo la legge americana, sia già illegale inviare aiuti a stati che violano i diritti umani.
🔹️ A un certo punto, è stato uno dei soli sedici Dem a unirsi al Partito Repubblicano nel votare contro la decisione dell’ex presidente Joe Biden di interrompere l’invio a Israele delle bombe statunitensi più potenti e distruttive.
🔹️ In diverse occasioni, ha guidato un’iniziativa del Congresso per nascondere il numero di civili uccisi da Israele, ha votato per tagliare i fondi all’agenzia dell'ONU responsabile dell’assistenza ai rifugiati palestinesi e ha presentato più volte un disegno di legge per tagliare i fondi all’Onu in caso di espulsione di Israele.
🔹️ In effetti, si può affermare con certezza che, se dipendesse da Moskowitz, probabilmente metterebbe al bando le opinioni della maggior parte degli elettori del suo stesso partito.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 325 |
| 10 | ⚠️ IL PENTAGONO SI FA PETROLIERE: SOCIETÀ COLLEGATA ALLE FORZE ARMATE USA SUBENTRA A CINESI E RUSSI IN VENEZUELA
Fabio Lugano
🔴 Il Pentagono, tramite l'"Office of Strategic Capital", acquisisce una quota del 35% nella North American Blue Energy Partners (Nabep) per controllare 17 concessioni petrolifere in Venezuela, pari a 65 miliardi di barili, scalzando così operatori cinesi e russi. L'accordo, firmato dai segretari Rubio e Hegseth dopo il cambio di potere a Caracas, garantisce agli USA il 20% dell'estrazione al costo e una prelazione sul resto, mentre Nabep punta a raccogliere 100 miliardi di dollari per ammodernare gli impianti.
Tuttavia, la produzione resta ostacolata dalle difficili condizioni industriali (greggio denso, infrastrutture distrutte) e dall'instabilità politica: le stime prevedono meno di 2,3 milioni di barili al giorno prima del 2035. L'operazione rappresenta una vittoria geopolitica contro Pechino e Mosca, ma rimane una scommessa azzardata data la dipendenza da un'azienda a partecipazione militare in un contesto senza reale stabilità democratica.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il dipartimento della Difesa americano entra direttamente nel capitale di una compagnia energetica per mettere le mani sulle riserve petrolifere del Venezuela e scalzare d’ufficio cinesi e russi.
🔸️ Un’operazione senza precedenti che modifica la mano del libero mercato e ridisegna la mappa strategica dell’energia.
🔸️Vedremo se l’operazione avrà anche un successo dal punto di vista industriale, in un ambiente effettivamente dalle profonde sfide.
🔸️ L’accordo sancisce l’ingresso dell’"Office of Strategic Capital" del Pentagono nella North American Blue Energy Partners (Nabep), con una quota del 35%.
🔸️ L’azienda, basata alle Barbados e controllata dall’imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt, diventa il perno di una vera e propria nazionalizzazione all’americana.
🔸️ La firma del segretario di Stato Marco Rubio e del segretario alla Guerra Pete Hegseth assegna a Washington diritti di controllo senza precedenti su diciassette concessioni, pari a 65 miliardi di barili di riserve stimate.
🔸️ Gli Stati Uniti si garantiscono il 20% dell’estrazione al puro prezzo di costo, oltre a una prelazione sul restante 80%.
🔸️ Il paradosso economico è evidente: la patria del capitalismo privato statalizza una parte rilevante della filiera per soffiare i pozzi a giganti di Pechino come Sinopec e CNPC, oltre che a operatori russi.
🔸️ Dopo l‘allontanamento di Nicolás Maduro e l’insediamento di Delcy Rodríguez a Caracas, Trump ha tentato di coinvolgere i colossi americani del settore. Le grandi multinazionali, a eccezione di Chevron, hanno risposto con freddezza.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia | 320 |
| 11 | ⚠️ I DEM USA PREFERISCONO ISRAELE AI PROPRI ELETTORI
Branko Marcetic
🔴 L'articolo critica il Partito Democratico USA per aver nominato Jared Moskowitz alla presidenza della sottocommissione per il Medio Oriente, una mossa percepita come una violazione della volontà degli elettori. Un sondaggio YouGov rivela che oltre il 60% dei votanti Dem chiede la fine delle forniture di armi a Israele o sanzioni, ma Moskowitz è un fermo sostenitore dell'Aipac, si è opposto a cessate il fuoco e a limiti sugli aiuti militari, e ha votato per censurare la collega Rashida Tlaib. L'autore accusa Moskowitz di allinearsi ideologicamente con la destra repubblicana (candidandosi come "più a destra di JD Vance" su alcuni temi) e di aver sostenuto la guerra di Trump contro l'Iran, pretendendo la consegna dell'uranio iraniano come condizione per la pace. Questa posizione, secondo l'analisi, affida la politica estera democratica a un alleato delle linee guida più aggressive di Israele e Trump, ignorando le preoccupazioni dei propri sostenitori.
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⏹️ La «guerra civile» che si sta consumando attualmente nel Partito Democratico viene solitamente considerata una battaglia tra socialisti e progressisti, da un lato, e centristi, dall’altro.
🔹️ Ma è anche una battaglia tra l’establishment democratico e i suoi stessi elettori. La prova è che i leadership del partito hanno collocato Jared Moskowitz e molti altri Dem di destra in posizioni influenti in politica estera, qualora il partito riconquistasse la Camera dei Rappresentanti.
🔹️ «Sarò in grado di contribuire a orientare la politica statunitense nei confronti di Israele e del Medio Oriente», ha affermato Moskowitz, che diventerà presidente della sottocommissione per il Medio Oriente e il Nord Africa se il partito otterrà una vittoria schiacciante a novembre.
🔹️ Le opinioni dell’elettorato Dem su Israele non sono ambigue. Un recente sondaggio di YouGov, ha rilevato che oltre il 60% degli elettori Dem in diversi stati chiave desidera che il proprio candidato presidenziale del 2028 interrompa la fornitura di armi a Israele e addirittura imponga sanzioni a Israele per il suo comportamento illegale.
🔹️ La nomina di Moskowitz è uno schiaffo in faccia alla stragrande maggioranza degli elettori del suo stesso partito. Moskowitz è infatti un grande sostenitore dell’American Israel Public Affairs Committee (Aipac) per il suo inflessibile sostegno al genocidio israeliano.
🔹️ Moskowitz si è opposto a un cessate il fuoco mentre le forze israeliane perpetravano alcuni dei massacri più efferati e per essersi fermamente opposto a qualsiasi condizione imposta agli aiuti statunitensi a Israele, nonostante, secondo la legge americana, sia già illegale inviare aiuti a stati che violano i diritti umani.
🔹️ A un certo punto, è stato uno dei soli sedici Dem a unirsi al Partito Repubblicano nel votare contro la decisione dell’ex presidente Joe Biden di interrompere l’invio a Israele delle bombe statunitensi più potenti e distruttive.
🔹️ In diverse occasioni, ha guidato un’iniziativa del Congresso per nascondere il numero di civili uccisi da Israele, ha votato per tagliare i fondi all’agenzia dell'ONU responsabile dell’assistenza ai rifugiati palestinesi e ha presentato più volte un disegno di legge per tagliare i fondi all’Onu in caso di espulsione di Israele.
🔹️ In effetti, si può affermare con certezza che, se dipendesse da Moskowitz, probabilmente metterebbe al bando le opinioni della maggior parte degli elettori del suo stesso partito.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 354 |
| 12 | ⚠️ ITALIA AVANGUARDIA NELLO SVILUPPO DEI COBOT
Francesco Centineo
◾️ L’Industria 5.0 rappresenta l’ultima frontiera dell’evoluzione industriale, caratterizzata da una stretta collaborazione tra esseri umani e macchine intelligenti. Questa nuova fase dell’evoluzione industriale va oltre la semplice automazione e cerca di integrare le competenze umane con le tecnologie avanzate, creando un ambiente di lavoro più efficiente, flessibile e intelligente.
◾️ Secondo l’azienda VARO contrariamente alla paura diffusa della sostituzione dell’uomo da parte delle macchine, l’Industria 5.0 può portare a una crescita dell’occupazione, poiché le competenze umane sono essenziali per guidare e gestire i sistemi automatizzati.
◾️ Parallelamente alla crescita dell’efficienza e della produttività, lo sviluppo dell’industria 4.0 ha causato molte preoccupazioni, come il rischio di sostituire definitivamente il contributo umano, con conseguenti ed ingenti perdite di posti di lavoro. Con questa consapevolezza, l’Industria 5.0 ha il compito di enfatizzare l’integrazione uomo-macchina, sia in termini di efficienza che di qualità. Ossia, deve rappresentare un cambio di paradigma: dai processi completamente automatizzati dell’Industria 4.0 a una relazione collaborativa e simbiotica tra uomo e macchina. Questo attraverso il riconoscimento delle competenze uniche di entrambe le parti per sfruttare e valorizzare i loro punti di forza combinati e raggiungere nuovi livelli di produttività, flessibilità e innovazione. A sostenerlo è anche il professor Bram Vanderborght del Brussels Human Robotic Search Center (BruBotics), secondo cui l’obiettivo dell’Industria 5.0 è “combinare i punti di forza dell’uomo e delle macchine, tenendo presente che la sicurezza è la preoccupazione principale e i compiti pericolosi dovrebbe sempre essere eseguita da robot.”
◾️ L’Italia è avanguardia nello sviluppo dei robot; il mercato italiano della robotica industriale vale 3,6 miliardi; l’Italia è seconda in Europa e quinta al mondo per capacità di sviluppare cobot di altissima qualità; inoltre nel settore delle «installazioni di nuove unità robotiche», con mercati in forte crescita nella metalmeccanica, nell'elettronica e nell'automotive. È quanto emerge dal «World Robotics Report 2025 della
«Internationale Federation of Rpbotics» (Ifr). Solo nel 2024 sono state installate 8.8783 nuove unità nel 20248.783 nuove unità nel 2024. Nonostante un calo del 16% rispetto al 2023, il nostro Paese mantiene il ruolo di quinto mercato mondiale, consolidando la propria posizione di attore chiave nello scenario industriale europeo.
◾️La nostra Bella Italia può ancora essere guida ed eccellenza in questo mondo globalizzato; la tèchne sin dai tempi dell’antica Grecia e dell'antica Roma è peculiarità e caratteristica delle nostre genti; l’ingegno, il genio italiano ancor brilla e come nazione abbiamo certamente il dovere di coltivarlo; un nuovo umanesimo tecnologico può essere immaginato; le tecnologie sono potenti mezzi che l’uomo crea per migliorare la propria vita e renderla più confortevole.. prosegue su SFERO
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👉 Canale Libertà e democrazia | 424 |
| 13 | ⚠️ GERMANIA. LA PAURA DI PERDERE LE ELEZIONI SCATENA L’ESCALATION CONTRO LA RUSSIA❗️
Sergio Cararo
🔴 Secondo Sergio Cararo, l'escalation anti-russa guidata dal cancelliere tedesco Merz in seguito alla crisi dei droni a Lipsia è motivata dalla paura di perdere le elezioni in Sassonia, dove sta crescendo l'AfD. L'autore critica i leader europei per aver strumentalizzato il pretesto della "guerra ibrida" per reprimere la dissenso interno, paragonando la situazione alle derive autoritarie degli anni Trenta.
Sommario ⬆️
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⏹️ E’ visibile lontano da un chilometro che l’escalation scatenata dal cancelliere tedesco Merz sia funzionale anche alle elezioni che tra quattro giorni si terranno proprio in Sassonia.
🔸️ La “crisi dei droni” all’aeroporto di Lipsia, capitale del Land in cui si vota domenica, è venuta crescendo di giorno in giorno, con il chiaro obiettivo di indicare nella “guerra ibrida” della Russia la minaccia di un risultato elettorale che nei sondaggi vede in testa la formazione di destra di AfD e il crollo dei partiti della coalizione di governo (Cdu e Spd).
🔸️ Una conferma in più della visione “corta” e avventurista degli attuali leader europei. Del resto, come scrive Guido Olimpio sul Corriere della Sera, “la guerra ibrida è una coperta, molto lunga, estensibile a seconda dei momenti e senza confini”.
🔸️ Talmente estensibile che può essere giocata anche in una campagna elettorale in salita per le attuali classi dirigenti e utilizzata contro i propri avversari politici.
🔸️ Oggi tutto il fronte europeo guerrafondaio saluta l’ulteriore escalation di ostilità scatenata da Merz contro la Russia, augurandosi che metta in difficoltà sia la destra in ascesa, sia chi si oppone allo scatenamento della guerra in Europa che proprio i servizi di intelligence tedeschi, e la Nato, prevedono entro il 2030.
🔸️ L’alleanza di guerra ha dichiarato di essere solidale con la Germania “dopo l’attacco ibrido della Russia”, ha scritto il Segretario Generale Mark Rutte.
🔸️ “Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte” ha detto l’alto rappresentante per la politica estera della Ue Kaja Kallas, esponente dei circoli europei più guerrafondai.
🔸️ La Russia dal canto suo ha negato il coinvolgimento nell’incidente di Lipsia e vede una provocazione che “serve esclusivamente gli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea”.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 447 |
| 14 | ⚠️ E SE UN GIORNO SUL TUO C/C DELLA BANCA ...❗️
Alessandro Volpi
🔴 L'articolo critica la chiusura unilaterale dei conti correnti del collettivo Autistici/Inventati da parte di Banca Etica (agosto 2026), seguita alla sua inclusione nelle liste terroristiche USA da parte di Marco Rubio. Nonostante una recente sentenza della Corte di Giustizia UE che stabilisca la prevalenza del "diritto al conto" sulle sanzioni estraterritoriali non recepite, la banca ha giustificato la disdetta con il rischio finanziario. L'autore interpreta l'evento come la fine della sovranità bancaria italiana e della finanza etica, ridotte a meri terminali delle pressioni geopolitiche USA e delle logiche di mercato promosse dal think tank di Draghi.
Sommario ⬆️
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❗️#NDR 》Dal tempo del Covid i governi occidentali hanno continuamente ripetuto che ci dobbiamo abituare alla nuova normalità. Chissà che chiudere il C/C a chi dissente dalla narrativa governativa, già attuato in alcuni casi in Canada, Germania ma non solo, entrerà nella nuova normalità❗️
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⏹️ L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese.
🔸️ Al centro di questo scontro si trova il destino di Autistici/Inventati, lo storico collettivo di hacktivismo che per venticinque anni ha garantito spazi di libertà espressiva e anonimato digitale.
🔸️ Oggi il Collettivo italiano si ritrova paradossalmente schiacciato tra le ambizioni tecnocratiche del nuovo Rhine Group di Mario Draghi e il pugno di ferro della politica estera statunitense.
🔸️ La vicenda è precipitata il 26 agosto 2026, quando Marco Rubio ha inserito il collettivo A/I nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, accusandolo di fornire l’infrastruttura tecnologica per il coordinamento di movimenti eversivi transnazionali.
🔸️ Questa mossa ha innescato una reazione a catena immediata e devastante attraverso il meccanismo del de-risking finanziario, costringendo Banca Etica a compiere un atto che contraddice la sua stessa ragion d’essere: la chiusura unilaterale dei conti correnti del collettivo.
🔸️ In altre parole, il calcolo del rischio che la banca si assumeva per il mantenimento in vita dei conti dei A/I dopo il provvedimento di Rubio diventava l’elemento dominante rispetto all’azione etica della banca stessa.
🔸️ La vicenda è complicata da un elemento altrettanto recente. La Corte di Giustizia dell’UE ha emesso una importante sentenza che pone un argine all’influenza extraterritoriale delle sanzioni statunitensi sul suolo europeo, prendendo il caso di un cittadino sloveno il cui C/C era stato chiuso unilateralmente dal proprio istituto bancario.
🔸️ L’uomo era stato inserito nelle “liste nere” del Dipartimento del Tesoro USA (OFAC), un provvedimento che aveva spinto la banca, per timore di ritorsioni americane e per una politica di estremo de-risking, a interrompere ogni rapporto finanziario.
🔸️ Con questa pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il “diritto al conto di base” e i princìpi di sovranità sanciti dal cosiddetto Regolamento di Blocco dell’UE prevalgono sulle decisioni politiche di Paesi terzi.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 463 |
| 15 | ⚠️ I DUE DI PICCHE CONTRO L’UNIONE EUROPEA❗️
Martino Dettori
🔴 L'articolo commenta la vittoria del "No" in Islanda contro i negoziati per l'adesione all'UE, interpretandola come un rifiuto di una struttura che privilegia la stabilità monetaria rispetto al benessere collettivo. L'autore evidenzia come, negli ultimi decenni, i referendum europei (Brexit, Costituzione Europea, ingresso in UE) abbiano spesso portato a esiti contrari alle proposte di Bruxelles, denunciando il divario tra la propaganda europeista e la volontà reale dei cittadini. Si critica l'architettura decisionale dell'UE per essere percepita come non democratica e si cita l'annullamento delle elezioni in Romania del 2024 come esempio di interferenza per escludere candidati anti-europeisti, suggerendo che i cittadini rifiuterebbero decisioni impopolari come sanzioni e riarmo.
Sommario ⬆️
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⏹️ In Islanda ha vinto il NO nel referendum il cui quesito verteva sulla ripresa dei negoziati di adesione all’Unione Europea.
🔘 Una buona notizia, quanto meno per gli islandesi, che evitano di impelagarsi in una struttura sovranazionale neoliberista, il cui unico scopo è degradare il benessere collettivo, mettendo al primo posto la stabilità monetaria, cioè la rendita finanziaria.
🔘 Ancora una volta, è utile ricordare che nei trattati europei, la stabilità monetaria è l’obiettivo primario, mentre l’occupazione, e dunque la stabilità economica, viene sempre dopo (quando viene).
🔘 Soffermandoci sulla questione “referendum”, emerge una costante: quando, negli ultimi tre decenni, abbiamo avuto in Europa consultazioni che hanno riguardato gli affari europei (UE, Costituzione Europea, Brexit, euro ecc.), i risultati sono quasi sempre stati contro queste iniziative.
🔘 Così per esempio, in Gran Bretagna nel 2016, con la brexit: i SI ottennero il 51,9% dei consensi. In Grecia, nel 2015, le condizioni della Trojka vennero rifiutate dal 61,3% dei votanti greci (poi il Governo greco dovette comunque sottomettersi).
🔘 Allo stesso modo, nel 2005, i cittadini dei Paesi Bassi e della Francia dissero NO alla Costituzione Europea. In Francia, il NO vinse con il 54,7% dei voti, mentre nei Paesi Bassi con il 61,6%.
🔘 La Svizzera nel 1992 disse NO all’adesione allo Spazio Economico Europeo con il 50,3% dei voti contrari. La Norvegia, nel 1994, disse invece NO all’ingresso nell’Unione Europea con il 52,2% dei voti contrari.
🔘 La Danimarca, nel 2000, rifiutò l’euro con il 53,2% di votanti. Altrettanto fece la Svezia nel 2003, con il 55,9% dei voti contrari. L’Islanda, perciò, è solo l’ultima della lista.
🔘 Ebbene, tutte queste consultazioni dimostrano che tra l’europeismo della propaganda e quello reale ci corre non un mare, bensì un oceano.
🔘 Se oggi si votasse nei paesi europei sugli argomenti cruciali che riguardano l’UE e le sue decisioni, chissà perché, se non barocche, quasi sempre dannose per gli interessi dei cittadini, otterremmo risultati sorprendenti: di quelli raramente visti nei sondaggi strombazzati dai media.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 452 |
| 16 | ⚠️ CARRELLO DELLA SPESA : I CONTINUI AUMENTI❗️
✴️ Solo tra il 2019 e il 2024 il prezzo dei prodotti alimentari è aumentato del 40% circa, con alcuni prodotti che hanno sfiorato aumenti del 70% (come l' olio di oliva).
✴️ Rispetto al 2021, la bolletta media elettrica annuale (2.700 kWh) è aumentata del 35%, quella del gas (1.400 mc) del 60%.
✴️ La spesa per energia (gas, luce e carburanti) e alimentazione rappresenta in media il 42% della spesa delle famiglie italiane.
✴️ Percentuale che raggiunge il 52% nelle fasce più esposte (famiglie con più figli, operai e giovani).Tenendo conto che per la stragrande maggioranza della popolazione i generi alimentari, le bollette e i costi per la casa rappresentano la parte più grande delle spese mensili, l'inflazione è stata molto più alta di quanto comunicato dall'ISTAT.
✴️ Vale a dire che il crollo dei salari reali è stato molto più grande del 10% registrato tra gennaio 2019 e marzo 2026 (almeno il triplo di quanto comunicato).
Gilberto Trombetta
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👉 Canale Libertà e democrazia | 423 |
| 17 | ⚠️ LA FALSA RIVOLTA DELLA DESTRA SOCIALE❗️
Francesco Coniglione
🔴 L'autore critica la destra sociale, un movimento che pur essendo antiliberista e comunitario, rifiuta gli strumenti necessari per limitare il potere del capitale, come sindacati e fiscalità progressiva. La sua ostilità al capitalismo si scontra con una forte diffidenza verso il conflitto di classe e una persistenza dell'anticomunismo ideologico, che impedisce alleanze con la sinistra su temi economici.
Secondo l'analisi, la destra sociale si rivela inefficace: è radicale nei toni ma moderata nei rapporti economici, finendo per sostenere gli interessi della destra economica. Il testo conclude che, per essere coerente, dovrebbe rompere con il capitalismo e ripensare la propria natura gerarchica, ma preferisce restare una forza che grida contro il mercato senza sfidare i poteri economici che lo alimentano.
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⏹️ C’è una destra che non ama Wall Street, non sogna Silicon Valley, non si commuove davanti al lessico aziendale della competitività e non considera il mercato l’ultimo giudice della storia.
🔸️ È una destra che guarda con sospetto l’americanismo, la società dei consumi, l’individualismo proprietario, la riduzione dell’uomo a produttore, consumatore, contribuente e spettatore.
🔸️ Una destra sociale che, nei suoi momenti culturalmente più ambiziosi, ha disprezzato il borghese più ancora del proletario, l’usuraio più ancora del sovversivo, il cosmopolita più ancora dell’avversario di sinistra. Non si tratta di un partito preciso, né di una corrente perfettamente delimitata.
🔸️ La destra sociale è una sensibilità: un modo di concepire la destra come popolare, comunitaria, antiliberista, critica verso il capitalismo finanziario e l’americanismo, capace di utilizzare il lessico populista, ma radicalmente ostile all’universalismo egualitario della sinistra.
🔸️ Vuole essere identitaria e popolare, anticapitalista ma anticomunista, antiborghese ma non egualitaria, comunitaria ma non universalistica.
🔸️ Qui nasce il suo problema. La destra sociale può criticare il capitalismo come dissoluzione, usura e sradicamento; può denunciare il dominio del denaro, la mercificazione dell’esistenza, la distruzione dei legami comunitari.
🔸️ Ma non riesce a riconoscere come legittimi proprio gli strumenti politici che potrebbero contenere il potere del capitale: il sindacato, la redistribuzione, la tassazione progressiva, lo Stato sociale, il conflitto di classe.
🔸️ Il suo anticomunismo continua a funzionare anche dopo la scomparsa del comunismo reale. Non combatte più un avversario storico effettivo, ma un fantasma polemico nel quale finiscono per essere confuse la sinistra, l’eguaglianza, il welfare, la protesta sociale e ogni limite politico imposto al mercato.
🔸️ È questo il primo vicolo cieco. La destra sociale critica il capitalismo, ma diffida degli strumenti capaci di limitarlo. Denuncia lo sradicamento prodotto dal mercato, ma si ritrae davanti alle politiche che potrebbero correggerne gli effetti.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 398 |
| 18 | ⚠️ CHI CI GUADAGNA (E CHI CI PERDE) CON LA GUERRA❗️
Federico Giusti
🔴 La guerra comporta costi significativi per l'Italia, stimati in 12 miliardi di euro dalla Cna solo per l'energia, aggravando il costo della vita per famiglie e imprese. Parallelamente, il settore militare registra enormi profitti: gli aiuti a Kiev si sono trasformati in un business con commesse per 35 miliardi di euro. Il meccanismo prevede rimborsi pubblici (Peace Facility) per le armi prodotte, con richieste di rimborso per circa 43 miliardi. Le azioni delle principali industrie di difesa (Leonardo, Rheinmetall, MBDA) sono cresciute di almeno il 50%, creando un circolo virtuoso per i produttori e un costo elevato per i cittadini.
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⏹️ In questi giorni la Cna ha quantificato in 12 miliardi di euro’ il costo energetico per il nostro paese derivante dalla guerra Usa e Ue contro l’Iran.
🔹️ Si potrebbe obiettare che l’UE non ha mai dichiarato guerra distinguendosi da Usa ed Israele, per il nostro effettivo coinvolgimento nelle guerre in corso forse sarebbe indispensabile guardare a quante società siano nate in Ucraina e a come l’industria bellica di quel paese sia progressivamente entrata in orbita europea.
🔹️ Il caro energia e il codice Ipca (ossia calcolare il costo della vita senza tenere conto dell’importazione dei generi elettrici sui quali grava la speculazione maggiore) gravano non poco sulle famiglie e sulle imprese.
🔹️ Infatti da una parte la CNA stima, attorno a 5,8 miliardi di euro il maggiore costo di benzina e gasolio nel semestre sopra menzionato, dall’altra l’erosione del potere di acquisto di salari e pensioni è ormai acclarata e va avanti da almeno 30 anni.
🔹️ I dati di luglio confermano l’aumento del costo della benzina con oscillazioni quotidiane dei prezzi alla pompa di benzina.
🔹️ L’aumento dei costi a carico di famiglie e imprese sono conseguenze dirette dell’economia di guerra, la riduzione dei consumi di gasolio non è riuscita a compensare l’aumento dei prezzi.
🔹️ I dati economici e le fonti prevalgono una volta tanto sulle chiacchere o sulla propaganda mainstream. Nel frattempo l’aiuto militare per Kiev si è trasformato in vero e proprio business con un vastissimo programma di commesse industriali per la difesa europea.
🔹️ Se nei primi 6 mesi della guerra si inviavano armi già in dotazione agli eserciti europei, negli ultimi 24 mesi sono state inviate solo armi di ultima generazione e i due terzi degli aiuti militari inviati in Ucraina escono dalle industrie della difesa.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 390 |
| 19 | ⚠️ LE RELAZIONI PERICOLOSE. RAPPORTO TRA ELITE TRANSNAZIONALE ED ELITE NAZIONALE ISRAELIANA❗️
🔴 L'articolo sostiene che la classe dirigente globale, numericamente esigua (0,1% della popolazione), compensi la propria vulnerabilità attraverso il controllo mediatico e la sorveglianza tecnologica. In questo contesto, l'élite sionista israeliana ha consolidato un ruolo strategico come "cane da guardia" del potere globale, trasformando la propria economia in un hub tecnologico (20% del PIL, 50% delle esportazioni nel settore) basato sull'informatica e la sorveglianza avanzata, sperimentata sulla popolazione palestinese. La tesi centrale è che un patto economico-militare tra capitali occidentali (spesso gestiti da fondi di origine ashkenazita) e l'élite israelo-americana abbia creato una tenaglia di controllo finanziario e tecnologico mirata a prevenire rivolte sociali in Occidente e a espandere l'influenza geopolitica di Israele nel Mediterraneo.
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⏹️ Per capire l'importanza assunta dal gruppo dirigente sionista per il vertice apicale del sistema capitalistico bisogna partire da una semplice considerazione: i potenti della Terra controllano tutti i centri decisionali degli Stati nazionali come governi e parlamenti, per non parlare di magistrature, eserciti, servizi di intelligence, forze di polizia.
🔸️ Ma soprattutto tramite i media di loro proprietà creano la narrazione destinata al popolo, decidono le notizie da diffondere e quelle da nascondere, i politici da lanciare e quelli da distruggere.
🔸️ Eppure, nonostante il loro dominio sia qualcosa di probabilmente mai visto nella storia dell'umanità, sono al contempo estremamente vulnerabili.
🔸️ Il motivo è strettamente quantitativo: sono un numero ridotto di persone, un modesto 1% della popolazione che, presentando una serie di differenziazioni al suo interno, si riduce ad uno 0,1% all'estremità superiore della piramide, un'infima minoranza che prende realmente le decisioni che condizionano il pianeta e il genere umano.
🔸️ La classe dominante mondiale è ben consapevole di questo punto debole e da decenni sta operando per cercare di porvi rimedio.
🔸️ L'ossessione per la profilazione, il controllo, la limitazione della libertà di parola, di riunione, di spostamento come anche il desiderio di arrivare ad un documento digitale unico che comprenda carta d'identità, patente, stato vaccinale e conti correnti, unito al credito sociale di tipo cinese, nascono da questa necessità di conoscere in tempo reale i comportamenti delle masse per potere prevenire eventuali contestazioni o insurrezioni.
🔸️ Ed è qui che entra in gioco Israele che ha fatto della tecnologia applicata alla sorveglianza il suo punto di forza con il 20% del PIL e il 50% delle esportazioni realizzate dalle aziende del settore.
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👉 Canale Libertà e democrazia | 420 |
| 20 | ⚠️ L'ORCHESTRA SULL'ICEBERG. CRONACHE DI UN Occidente CHE CORRE VERSO IL BARATRO CONVINTO DI FARE JOGGING
Mario Pietri
🔴 L'Occidente, descritto come un impero in declino che gestisce solo la percezione della crisi, è coinvolto in cinque teatri militari attivi (Ucraina, Iran, Medio Oriente, Taiwan e Europa) senza prospettive di pace. In Ucraina i negoziati sono stagnanti, mentre in Iran lo stretto di Hormuz è controllato dai Pasdaran che impongono pedaggi alle navi. Le tensioni crescono tra Israele e Turchia in Siria e tra Giappone e Cina su Taiwan, con conseguenti ritorsioni economiche e militari.
La risposta occidentale si riduce a un massiccio aumento della spesa militare: la Germania mira a superarla a 150 miliardi di euro eliminando i vincoli costituzionali, mentre l'Unione Europea tenta di costruire un esercito comune. L'autore critica la classe dirigente per l'assenza di una vera architettura di sicurezza europea e la strategia di attesa passiva, sostenendo che il continente stia correndo verso il baratro.
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⏹️ C'è un momento, in ogni impero terminale, in cui la classe dirigente smette di governare la realtà e comincia a gestirne la percezione.
🔸️ L'Occidente collettivo, quella entità che si estende da Washington a Tokyo passando per Berlino, Parigi, Londra e Tel Aviv, ha superato quel momento da un pezzo. Oggi, alla fine dell'agosto 2026, non gestisce più nemmeno la percezione.
🔸️ Suona come l'orchestra del Titanic, ma con i cachet più alti della storia e nessun iceberg all'orizzonte, perché l'iceberg è stato riclassificato come «opportunità di crescita del comparto difesa».
🔸️ Ucraina. I negoziati sono «a un punto morto». Nessuno ha più niente da dire e tutti hanno ancora molto da sparare. Il Cremlino ha chiuso la porta ai "falsi" colloqui di pace. Mosca fa sapere che il Donbass è ormai territorio della Federazione Russa e sotto la loro amministrazione.
🔸️ Dalla Casa Bianca arriva l'annuncio che si sta «lavorando sodo per porre fine a questa guerra»: la stessa frase, con lievi variazioni sintattiche, che circola da tre amministrazioni.
🔸️ Nel frattempo la CIA fa la spola con Mosca, il Vaticano manda il proprio ministro degli Esteri, e Bruxelles, che in questa vicenda ha il peso specifico di un post su LinkedIn, spiega che la pace si costruisce comprando più cannoni.
🔸️ Nessuno, in quattro anni e mezzo, ha mai messo sul tavolo l'unica cosa che avrebbe potuto fermare tutto: una discussione seria sull'architettura di sicurezza europea. Sarebbe stato ammettere che il problema esisteva già nel 2021.
🔸️ Iran. La guerra aperta il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele si è depositata in quello stato di sospensione che gli analisti chiamano con eleganza «no war, no peace» e che si traduce in ventotto giorni senza raid e zero accordi.
🔸️ Il tema nucleare, che era il pretesto formale dell'intera operazione è assente da ogni tavolo negoziale. Hanno fatto una guerra per il programma nucleare e ora il programma nucleare non è nemmeno un argomento di conversazione.
🔸️ Nello stretto di Hormuz transitavano ottantacinque navi al giorno; il 23 agosto ne sono passate tre. L'ottanta per cento naviga con il transponder spento, come contrabbandieri del Settecento con il radar.
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