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💹 Cosa aspettiamo dalla macroeconomia questa settimana? ▫️Venerdì avevo chiuso il recap su Nvidia dicendo che, se il mercato si stesse sbagliando sull’AI, l’errore andava cercato negli utili futuri, non più nei multipli. Lunedì e martedì il mercato ha iniziato a farlo. Il KOSPI ha perso −7,4% in una seduta, dopo il −3,1% del giorno prima. ▫️Dentro il movimento: • Samsung −7,7% • SK Hynix −8,8% • Tokyo Electron −6,6% • SoftBank −8% ▫️E già lunedì negli USA Micron, AMD, Broadcom e Nvidia erano sotto pressione. La parte importante è questa: i rendimenti dei Treasury sono scesi, ma al settore non è servito a nulla. Per mesi il problema delle growth costose era il tasso di sconto. Adesso i tassi scendono e i semiconduttori vendono comunque. Quindi il problema non è più il denominatore. È il numeratore. 🤖 La paura arriva dalla concorrenza cinese ▫️Il mercato sta reagendo alle notizie sui progressi tecnologici di CXMT, che potrebbero anticipare nuova concorrenza nella DRAM e nella memoria ad alta banda. La tesi su Samsung, SK Hynix e Micron non si basava su un vantaggio eterno, ma su una scarsità: domanda HBM in crescita più rapida della capacità produttiva. Se quella scarsità dura meno del previsto, non perdi semplicemente qualche punto di crescita. Perdi anni di margini eccezionali. Va però ricordato che per ora parliamo di notizie, non di risultati industriali verificati. Ed è per questo che ASML oggi e TSMC domani diventano ancora più importanti. Il mercato cercherà dati reali su ordini, 3nm e 2nm, advanced packaging, capex 2027 e ampliamento della capacità. Ordini forti e capex in aumento possono stabilizzare rapidamente il comparto. Una guidance prudente farebbe invece continuare la rotazione fuori dall’AI. 🏦 Le banche intanto stanno mandando un messaggio interessante ▫️Goldman Sachs ha battuto nettamente, Citigroup ha battuto, JPMorgan ha mancato leggermente le attese. Il dato più interessante resta però Wells Fargo, con ricavi a $21,87 mld, appena +2% YoY. Per ora il messaggio è abbastanza chiaro: chi guadagna da trading e investment banking sta andando bene. Chi guadagna soprattutto prestando denaro molto meno. Non conta solo quanto cresce l’utile. Conta da dove arriva. 🏦 La Fed resta più hawkish di quanto stia prezzando il mercato ▫️Dal verbale di settembre emerge che: • un altro rialzo resta necessario • l’inflazione è ancora elevata • i rischi restano orientati verso l’alto • il mercato del lavoro è vicino alla piena occupazione ▫️Eppure la probabilità di rialzo a dicembre è scesa da oltre il 99% della settimana scorsa al 78%. Il mercato quindi non sta leggendo il verbale come “non rialziamo”. Lo sta leggendo come: “rialzeremo, ma non è chiaro quando.” 📌 La conseguenza più importante Se per la Fed il mercato del lavoro è già vicino alla piena occupazione, i prossimi payrolls conteranno molto meno salvo sorprese enormi. Da qui alla riunione del 28 ottobre, quindi, decide soprattutto l’inflazione: • CPI oggi. • PPI domani. • Warsh venerdì. E nel frattempo il mercato AI sta affrontando un test diverso: non più quanto vale oggi, ma quanto riuscirà davvero a guadagnare domani. 👾 Telegram | Social media 👾
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🫡 Sui mercati finanziari puoi avere assolutamente ragione e perdere comunque tutti i tuoi soldi. ▫️Uno degli aspetti più sot
🫡 Sui mercati finanziari puoi avere assolutamente ragione e perdere comunque tutti i tuoi soldi. ▫️Uno degli aspetti più sottovalutati nel trading è il tempo necessario affinché la tua ipotesi si realizzi. ▫️Nel 2005, Michael Burry iniziò a scommettere contro il mercato immobiliare americano. Analizzava la struttura delle obbligazioni ipotecarie, la qualità dei mutuatari e aveva capito che l’intero sistema si basava su prestiti che un’enorme quantità di persone semplicemente non sarebbe stata in grado di ripagare. La sua analisi si rivelò corretta. ▫️Il problema era che il mercato continuò a dargli torto per quasi altri due anni. Burry acquistava CDS, pagava i relativi premi, subiva perdite dovute alla rivalutazione delle posizioni ai prezzi di mercato, mentre gli investitori del suo fondo pretendevano la restituzione del capitale. ▫️Nel 2006, la situazione arrivò al punto di minacce di azioni legali e di una possibile liquidazione del fondo. L’uomo che successivamente avrebbe guadagnato circa 100 milioni di dollari personalmente e oltre 700 milioni per i suoi investitori, a un certo punto fu costretto a liquidare alcune posizioni per salvare il fondo. Ed è qui che arriva la parte più interessante. ▫️Immaginate di aprire uno short su BTC con leva x10 a $100.000. La vostra previsione è un crollo fino a $60.000. Sei mesi dopo, Bitcoin viene effettivamente scambiato a $60.000. 🤝 Avevate ragione. ▫️Peccato che, prima di arrivarci, BTC abbia raggiunto i $112.000 e la vostra posizione sia stata liquidata durante il rialzo. Ipotesi corretta. Direzione corretta. Struttura dell’operazione sbagliata. ▫️È proprio per questo che, nella gestione professionale del capitale, non basta capire in quale direzione dovrebbe muoversi un asset. Bisogna anche comprendere quanto costerà aspettare, quale movimento avverso sarà in grado di sopportare la posizione e se il capitale disponibile sarà sufficiente per attendere che lo scenario previsto si realizzi. ▫️Molti trader pensano che il loro principale avversario sia il mercato. Nella pratica, spesso sono la leva finanziaria, il costo di mantenimento delle posizioni e il tempo. Perché al mercato non importa assolutamente nulla di quanto tu abbia ragione, se nel momento in cui la tua previsione si realizza sei già fuori dal gioco. 👾 Telegram | Social media 👾
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👀 Le banconote sono le stesse, ma costano diversamente. 👾 Telegram | Social media 👾
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🤔 L’ampiezza del mercato si sta restringendo e si avvicina a livelli che non si vedevano dagli anni 2000. 👾 Telegram | Soci
🤔 L’ampiezza del mercato si sta restringendo e si avvicina a livelli che non si vedevano dagli anni 2000. 👾 Telegram | Social media 👾
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👀🧠 👾 Telegram | Social media 👾
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Finché i dati confermano la narrativa, il sistema regge. Ma quando arriva una revisione reale, come abbiamo visto con OpenAI, il margine di errore è ormai molto piccolo. 👾 Telegram | Social media 👾
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💹 Cosa è successo nella macroeconomia questa settimana? ▫️Lunedì scrivevo che il punto non era tanto quanto fossero alti i tassi, ma perché l’economia non li sentisse ancora. Questa settimana è arrivata una prima risposta da una direzione diversa: non dai tassi, ma dai ricavi AI. Una revisione sui ricavi annualizzati di OpenAI — circa $50 mld contro i $70 mld di cui si parlava — ha innescato una correzione immediata: circa $500 mld di capitalizzazione cancellati in una seduta, Nasdaq 100 a −1,4% e semiconduttori a −3,4%. La cosa interessante è il contesto: pochi giorni prima l’S&P aveva segnato un nuovo record vicino a 7.819, mentre il 10Y USA restava intorno al 5,3% e il petrolio sopra i $100. In più, il verbale della Fed ha confermato che la maggioranza dei membri considera appropriato un altro rialzo entro il 2026. Quindi il ciclo restrittivo non è finito. 🇺🇸 Il vero problema dei Treasury non è quanto debito esiste, ma chi comprerà le nuove emissioni. Circa un terzo del debito USA dipende da capitale estero. La Cina ha ridotto le proprie posizioni ufficiali in Treasury da circa $1.300 mld nel 2013 a ~$618 mld, mentre il Giappone ne detiene ancora circa $1.100 mld. Se il compratore marginale diventa meno aggressivo, il Tesoro deve offrire rendimenti più alti per trovare domanda. Ed è esattamente il motivo per cui, con il 10Y sopra il 5%, guarderei sempre meno alla narrativa sul debito e sempre di più alle aste. 📉 Il mercato azionario è molto più stretto di quanto racconti l’indice. All’8 ottobre, 134 titoli dell’S&P 500 erano almeno il 40% sotto il proprio massimo storico. Dentro ci sono nomi enormi: • PayPal e Lululemon ~−82% • Nike ~−80% • Adobe ~−65% • Oracle ~−59% • Boeing ~−58% • Pfizer ~−55% • Disney e Netflix ~−47% Quindi l’indice fa record, ma gran parte del mercato ha già vissuto il proprio bear market. È questo il punto: non è un mercato semplicemente caro, è un mercato estremamente concentrato. E quando arriva un dato reale su una delle narrative che lo tengono in piedi, tutto si muove insieme. 🤖 Qui entra OpenAI. Il punto non è se $50 mld di ricavi annualizzati siano tanti o pochi. Il punto è che la società starebbe discutendo una raccolta da $30 mld a una valutazione di circa $1.400 mld. A quei livelli gli investitori stanno pagando circa 20x i ricavi annualizzati per un business che continua a consumare enormi quantità di capitale in infrastruttura e calcolo. Finché la crescita resta straordinaria, il mercato accetta tutto. Ma più sale la valutazione, meno spazio resta per sbagliare. Ed è esattamente quello che si è visto questa settimana: quando arriva un numero concreto al posto della narrativa, il repricing può essere molto violento. 🟢 Il paradosso è Nvidia. La società è tornata vicino ai massimi storici con una capitalizzazione intorno ai $6.000 mld, ma tratta circa 17x gli utili attesi, meno dell’S&P 500. Il mercato si aspetta un forte raddoppio degli utili, mentre la crescita dei ricavi resta eccezionale. Per questo, nonostante il 10Y sopra il 5%, la valutazione non appare più estrema come in passato. Il rischio quindi si è spostato: se Nvidia è prezzata male, l’errore probabilmente non è più nel multiplo, ma negli utili futuri. 🛢 Sul petrolio abbiamo comprato tempo, non risolto il problema. La promessa di evitare un attacco all’Iran prima delle elezioni di medio termine ha fatto scendere il Brent sotto i $103. Ma il quadro fisico non è cambiato molto: • blocchi e rischi nel Golfo restano • trasporto e assicurazioni costano molto più di prima • parte della produzione nel Golfo del Messico è stata fermata dal maltempo ▫️Quindi un Brent più basso non significa automaticamente benzina molto più economica. Per vedere un vero cambio di regime servirebbero consegne normalizzate e costi logistici in discesa. 📌 In sintesi Il mercato continua a salire, ma con una struttura sempre più stretta. I tassi restano sopra il 5%. La domanda sui Treasury si indebolisce. Una parte enorme dell’S&P resta molto sotto i massimi. E le valutazioni AI richiedono numeri quasi perfetti.
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👀 Cosa comprano i fondi nel 2026? ▫️Dopo il post di Drake, alcuni investitori hanno iniziato a uscire dal mercato crypto. L’
👀 Cosa comprano i fondi nel 2026? ▫️Dopo il post di Drake, alcuni investitori hanno iniziato a uscire dal mercato crypto. L’utente di X metavestor ha venduto gran parte delle sue posizioni spot, decidendo di abbandonare il settore. Secondo lui, continuare a detenere crypto oggi equivale a scommettere contro l’AI. ▫️Citrini Research, che ha guadagnato grazie ai trade legati all’intelligenza artificiale, ha invece fatto esattamente il contrario. Dopo aver condotto un’analisi on-chain, è arrivata alla conclusione che il settore crypto abbia finalmente trovato sia gli utenti sia gli asset. ▫️Gli utenti sono gli agenti AI. Le persone sono sempre state scoraggiate dalla complessità delle criptovalute, mentre per un agente AI questo non rappresenta un problema: può gestire autonomamente wallet, commissioni e transazioni. ▫️Gli asset sono azioni e obbligazioni, che stanno progressivamente migrando sulla blockchain attraverso la tokenizzazione. 👉 Cosa hanno acquistato? ▫️Seguendo questa tesi, Citrini ha costruito un paniere di 15 token. Le allocazioni maggiori, pari al 10% ciascuna, sono state assegnate a: • $DRV (10%) — Opzioni e perpetual on-chain • $LIT (10%) — Perpetual on-chain • $ETHFI (10%) — Restaking e carta crypto di Ether.fi • $AAVE (9%) • $ENA (9%) • $SOL (8%) • $HYPE (7%) • $AERO (7%) ▫️In sostanza, hanno selezionato progetti infrastrutturali che generano ricavi grazie allo sviluppo della tokenizzazione e dell’intelligenza artificiale. 📌Qual è la conclusione? ▫️La community crypto su X si è divisa in due gruppi: chi vede nell’AI un’enorme opportunità per il settore e chi teme che possa comprometterne completamente la sicurezza. ▫️Ma c’è un aspetto da considerare: se l’intelligenza artificiale dovesse davvero imparare a violare sistemi crittografici di questo tipo, anche le banche sarebbero a rischio. A quel punto, il problema riguarderebbe l’intero sistema finanziario mondiale, non soltanto le criptovalute. 💬 E voi da che parte state? 👾 Telegram | Social media 👾
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👀 L’AI potrebbe hackerare Bitcoin. E potrebbe riuscirci già tra pochi mesi. ▫️A lanciare questo avvertimento è stato Justin Drake, ricercatore della Ethereum Foundation. Drake ha invitato l’industria crypto a prepararsi a una sorta di “bunker mode”, trasferendo gradualmente gli asset verso nuovi indirizzi le cui chiavi pubbliche non sono ancora state rivelate. ▫️E non stiamo nemmeno parlando di computer quantistici. La sicurezza di Bitcoin si basa in gran parte sulla crittografia a curve ellittiche. Conoscendo una chiave pubblica, risalire a quella privata utilizzando un computer tradizionale è praticamente impossibile. È proprio su questo presupposto che si fonda la sicurezza delle firme digitali. ▫️Ma cosa succederebbe se l’AI scoprisse un algoritmo matematico capace di risolvere questo problema in pochi giorni, anziché in miliardi di anni? ▫️È esattamente ciò che preoccupa Drake. Il ragionamento è il seguente: l’AI sta già dimostrando di essere in grado di risolvere problemi matematici considerati irrisolvibili per decenni. Perché la crittografia dovrebbe fare eccezione? ▫️Sembra convincente, almeno finché non si considera un dettaglio fondamentale. ▫️Le scoperte matematiche non equivalgono necessariamente alla violazione della crittografia. ▫️Per compromettere ECDSA servirebbe un algoritmo efficiente in grado di risolvere il problema del logaritmo discreto sulle curve ellittiche. Al momento, nessuno ha dimostrato pubblicamente l’esistenza di un algoritmo del genere. ▫️C’è anche un aspetto pratico da considerare. In alcune tipologie di indirizzi Bitcoin, la chiave pubblica rimane nascosta dietro un hash fino alla prima transazione in uscita. Di conseguenza, i fondi custoditi su questi indirizzi potrebbero rimanere protetti anche nell’ipotetico scenario in cui ECDSA venisse compromesso. ▫️Taproot, ad esempio, non offre questo tipo di protezione. ▫️Drake suggerisce quindi di agire in anticipo. Ed è difficile dargli torto su questo punto: prepararsi a una transizione verso nuovi standard crittografici ha perfettamente senso. ▫️Diverso è il discorso sulla previsione di un possibile attacco riuscito entro pochi mesi. Per ora, sembra più una scommessa sulla velocità di sviluppo dell’AI che una stima fondata su solide basi matematiche. ▫️Se un algoritmo classico efficiente venisse davvero scoperto, a essere minacciato non sarebbe soltanto Bitcoin, ma anche una parte significativa dell’intera infrastruttura digitale moderna. 😅 L’ironia è che, mentre discutiamo della possibilità che l’AI riesca a violare la crittografia, il modo più concreto per perdere i propri Bitcoin rimane sempre lo stesso: ricevere un margin call su OKX, Binance o qualsiasi altro exchange. 👾 Telegram | Social media 👾
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🤖 OpenAI ha fatto crollare i mercati, comunicando un ARR di $50 miliardi. ▫️Il mese scorso si parlava di $70 miliardi di ric+3
🤖 OpenAI ha fatto crollare i mercati, comunicando un ARR di $50 miliardi. ▫️Il mese scorso si parlava di $70 miliardi di ricavi annuali ricorrenti (ARR). ▫️Tuttavia, quelle erano stime degli analisti, che includevano anche i ricavi generati dai prodotti OpenAI ma destinati ai suoi partner cloud, proprio come fa Anthropic. 👾 Telegram | Social media 👾
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📉 BTC < $81K, + $850 milioni di liquidazioni di posizioni long solo oggi. 🫡 Ottobre conferma ancora una volta la sua rep
📉 BTC < $81K, + $850 milioni di liquidazioni di posizioni long solo oggi. 🫡 Ottobre conferma ancora una volta la sua reputazione di uno dei mesi più volatili nel mercato crypto. 🤝 Per ora nessuna sorpresa. Vedremo dove si fermerà questo crollo e quanto dei rialzi precedenti verrà cancellato, soprattutto sulle altcoin. 👾 Telegram | Social media 👾
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👀 Ed ecco che inizia la fase degli annunci. ▫️I progetti che per tutto il bear market, nel migliore dei casi, non hanno fatto nulla e, nel peggiore, si sono rivelati degli scam, improvvisamente si sono ricordati dello sviluppo, della scalabilità e dei nuovi prodotti. ▫️E i grafici stanno già reagendo. Letteralmente ogni annuncio porta un +8–9%, anche se spesso, nella pratica, cambia soltanto il modo in cui viene presentato il progetto e si riaccende la macchina del marketing. ▫️Ora tutti tireranno fuori le proprie macchine del marketing, “lanceranno” prodotti e cercheranno di riportare in vita i propri asset. 🫡 Tra le novità più recenti: — EtherFi lancerà la propria stablecoin, che sarà gestita dal team di Ethena — Aptos ha annunciato MonoMove, promettendo di accelerare di 55 volte l’esecuzione degli smart contract — OKX è stata valutata $25 miliardi in un nuovo round, tra gli investitori ci sono Standard Chartered e Circle — per SUI è atteso un grande annuncio il 7–8 ottobre durante OKX NOW a Singapore ▫️OKX, ovviamente, è un caso a parte. Ma sulle altcoin sta iniziando proprio quella fase in cui ci saranno molti più catalyst e annunci rispetto ai cambiamenti reali. ▫️La cosa più importante, però, è che tutto questo darà risultati sui grafici. Il resto diventa secondario. 🤝 Tenete solo a mente una cosa: prima o poi, tutto questo si sgonfierà allo stesso modo. 👾 Telegram | Social media 👾
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💹 Cosa aspettiamo dalla macroeconomia questa settimana? ▫️Venerdì avevo chiuso dicendo che la curva USA si era spezzata in due: la parte breve aveva reagito ai payrolls deboli, quella lunga no. Questa settimana il 10Y ha corretto leggermente fino al 5,28%, dopo aver toccato 5,34%, massimo dal 2002. Il biennale resta intorno al 4,81%. Quindi non vedo un’inversione di trend: più semplicemente, una pausa dentro lo stesso movimento. ▫️Nel frattempo la pressione si è spostata anche fuori dagli USA. Il Bund tedesco è salito al 3,45%, il Gilt UK resta sopra il 5% e diversi rendimenti europei e giapponesi sono tornati sui massimi pluriennali. Sull’azionario non c’è ancora una vera reazione: S&P leggermente positivo, Europa più debole, mentre Tokyo ha continuato a salire. Il Brent ha chiuso a 102,7$, circa +67,7% da inizio anno. L’oro invece continua a perdere terreno: −3% nella settimana, con il rendimento YTD sceso a −4%. ▫️Qui aggiorno una tesi che seguivo da settembre: il fatto che l’oro riuscisse a reggere con il Treasury al 5% indicava ancora un premio per il rischio fiscale incorporato nei prezzi. Quel premio adesso si sta riducendo. In due settimane l’oro ha perso diversi punti percentuali di performance mentre i rendimenti sono rimasti elevati. Per ora stanno vincendo i rendimenti reali. ▫️Ma il punto più interessante della settimana è un altro. L’economia americana non sente ancora davvero i tassi al 5%, perché gran parte del debito è ancora finanziata ai tassi vecchi. Nei prossimi due anni scadrà solo circa il 15% delle obbligazioni societarie, quindi molte aziende continuano a vivere con finanziamenti presi quando il costo del capitale era molto più basso. Questo spiega perché, nonostante i tassi attuali, l’impatto stimato sulla crescita resta relativamente contenuto. ▫️Dove il conto è già arrivato è il real estate. Il mutuo fisso a 30 anni è vicino al 7,3%, mentre oltre il 90% di chi ha già un mutuo paga meno del tasso di mercato. Questo crea un fortissimo lock-in: chi ha un mutuo al 3% difficilmente venderà casa per aprirne uno nuovo al 7%. Per questo il mercato immobiliare non sta semplicemente rallentando. Si sta congelando. Ed è qui che si vede meglio il problema della trasmissione monetaria: oggi i tassi fanno meno male di quanto ci si aspetterebbe non perché siano poco restrittivi, ma perché gran parte dell’economia non li sta ancora pagando. La vera domanda quindi non è quanto siano alti i tassi oggi. È quanto a lungo resteranno alti. Ogni anno una parte del debito vecchio al 2-3% dovrà essere rifinanziata a livelli molto più elevati, e con ogni rifinanziamento il costo reale di vivere con tassi al 5% salirà. È un deterioramento lento, non uno shock immediato. Ed è proprio per questo che può essere sottovalutato. 👾 Telegram | Social media 👾
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👀 I trader di Polymarket ora hanno un rating ELO su Arkham. ▫️Arkham li valuta in base alla precisione delle previsioni, non+2
👀 I trader di Polymarket ora hanno un rating ELO su Arkham. ▫️Arkham li valuta in base alla precisione delle previsioni, non alla dimensione delle puntate. Le previsioni corrette con una probabilità bassa fanno aumentare il rating più delle scommesse più sicure. ▫️Il trader con il rating più alto è Roberto73: 2.489 ELO, con un win rate del 49,5% su 3.217 scommesse. https://arkm.com/predictions/leaderboard 👾 Telegram | Social media 👾
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E in aggiunta volevo ovviamente ringraziare tutti voi, tutti quelli che seguono il mio lavoro, lo trovano utile e mi danno ancora più motivazione per farlo ❤️ 👾 Telegram | Social media 👾
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Per chi ha notato la mia assenza in ultimi giorni, ieri era il mio 23esimo compleanno 🎂 Per questo sono arrivati un po’ di f
Per chi ha notato la mia assenza in ultimi giorni, ieri era il mio 23esimo compleanno 🎂 Per questo sono arrivati un po’ di familiari e amici da me da diversi paesi, quindi sono stato offline per qualche giorno, però da ora si torna di nuovo a lavorare. Riguardo un po’ di miei pensieri personali, l’ultimo hanno della mia vita è stato allo stesso momento sia il più bello che il più difficile per me, ho raggiunto tante cose a quali da tempo volevo arrivare, ma allo stesso momento avuto tantissimi imprevisti sia al lavoro che nella vita personale. Però ovviamente la vita non può essere ideale, e questo è probabilmente il suo bello. L’obiettivo principale è usare tutta la precedente esperienza per rendere il futuro migliore del tempo già passato, ed è proprio quello che pianifico di fare. Quindi i nuovi obbiettivi per i prossimi 12 mesi sono stati scritti, e ora è il tempo di lavorare verso di essi 🫡 👾 Telegram | Social media 👾
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💹 Cosa è successo nella macroeconomia questa settimana? ▫️Lunedì avevo scritto che lo scenario più comodo per l’azionario sarebbe stato un dato sul lavoro debole ma non recessivo. È uscito addirittura più debole del previsto: 29k nuovi posti a settembre contro 90k attesi, con agosto rivisto al ribasso. ▫️Il mercato ha reagito come previsto sulla parte breve della curva: la probabilità di un rialzo Fed a ottobre è scesa dal ~70% di lunedì al 25-28%, mentre il 2Y è sceso al 4,80%. Il problema è che il tratto lungo non ha seguito. Il 10Y ha toccato il 5,34%, massimo dal 2002, e il 30Y ha superato il 5,65%. Questa è probabilmente la vera notizia della settimana: le aspettative sui tassi si sono allentate, ma il costo del capitale a lungo termine è rimasto altissimo. 📉 La curva prezza due problemi diversi Martedì Williams ha detto che la Fed non ha fretta di muoversi ancora. Nello stesso giorno: • job openings sotto le attese • fiducia dei consumatori a 81,9, minimo dal 2014 Mercoledì è arrivata una combinazione sulla carta perfetta: • core inflation +0,2% m/m e 3,0% a/a • PIL Q2 rivisto al 2,2% Poi giovedì l’ISM ha rovinato tutto: i prezzi pagati sono saliti a 77,9, massimo dall’inizio della guerra con l’Iran. Quindi la lettura diventa abbastanza chiara: la parte breve guarda il rallentamento dell’economia, la parte lunga guarda inflazione futura, deficit, offerta di Treasury e premio a termine. Finché resta così, ogni dato debole rischia di abbassare il 2Y senza abbassare davvero il costo del capitale. 💵 Dollaro forte, altra pressione sulla liquidità Il Dollar Index è salito a 102,09, massimo da aprile 2025. Euro in calo e USD/JPY sopra 158, nonostante l’inflazione core di Tokyo sia salita al 2,7%. In Europa, lo spread Francia-Germania ha superato i 140 bp, massimo dal 2012. Il messaggio è sempre lo stesso: il mercato vuole essere pagato di più per finanziare bilanci più fragili. Dollaro forte + rendimenti reali elevati stanno diventando un freno alla liquidità globale anche indipendentemente da cosa farà la Fed. ⚠️ L’indice regge, il mercato sotto no Settembre si è chiuso con il 75% dei titoli dell’S&P in rosso. L’equally weighted index è arrivato verso la settima settimana consecutiva di calo, una sequenza rarissima. Quindi l’S&P resta vicino ai massimi, ma grazie a pochissimi nomi. Non è una rotazione sana. È un mercato sempre più concentrato. E questo si vede anche nell’economia reale: consumo discrezionale debole da una parte, investimenti AI ancora fortissimi dall’altra. Sono ormai due economie diverse. 🛢Petrolio: il premio non sparisce Il greggio aveva iniziato la settimana in calo, ma poi ha recuperato rapidamente sulle nuove tensioni nel Golfo e sulla sospensione cinese dell’export di prodotti raffinati. Il premio di offerta quindi continua ad andare e venire. Non è più il driver unico dei rendimenti, ma resta un fattore che può riaccendere rapidamente le pressioni inflazionistiche. 📌 In sintesi Abbiamo ottenuto quasi tutto quello che il mercato chiedeva: inflazione core più bassa, Fed meno aggressiva e probabilità di rialzo crollata. Eppure il 10Y e il 30Y hanno fatto nuovi massimi. Questo significa che il problema non è più soltanto la Fed. Finché la parte lunga della curva non inizia a scendere, ogni buona notizia sui tassi resta positiva solo per il tratto breve. E l’azionario, sotto la superficie, continua a indebolirsi. 👾 Telegram | Social media 👾
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👀 A settembre negli USA sono stati creati solo 29.000 nuovi posti di lavoro, contro i 90.000 attesi. 🫡 Anche i dati di agos+1
👀 A settembre negli USA sono stati creati solo 29.000 nuovi posti di lavoro, contro i 90.000 attesi. 🫡 Anche i dati di agosto sono stati rivisti al ribasso. 👾 Telegram | Social media 👾
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