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🇨🇭 Canale di informazione e di analisi sulla geopolitica, il multipolarismo e la cooperazione internazionale. (Canale creato il 17 marzo 2022 come “News dall’Ucraina”)
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DIBATTITO SULLA NEUTRALITÀ
Con la partecipazione del Prof. Wolf Linder
🗓️ Mercoledì 9 settembre, alle 20:00
📍 Hotel Pestalozzi, Lugano
Interverranno:
Massimiliano Arif Ay (Partito Comunista - Svizzera)
Manuele Bertoli (Partito Socialista)
Gianfranco Cavalli (Partito Operaio Popolare)
Gloria Ghielmini (Partito Verde Liberale)
| 2 | Che cosa sta realmente accadendo dietro l'incidente dei droni a Lipsia? La Germania ha puntato il dito contro la Russia, ma le incongruenze sono talmente evidenti che persino Vladimir Putin ha parlato apertamente di false flag.
Secondo la ricostruzione ufficiale, i migliori operatori di droni russi avrebbero lasciato un ordigno sul piazzale, un secondo sarebbe andato a sbattere contro un cargo senza esplodere e un terzo sarebbe stato ritrovato lì vicino. Davvero credibile? A molti osservatori sembra più una sceneggiatura mal scritta che un'operazione speciale.
Lo scorso autunno, episodi simili in Scandinavia avevano già portato a chiudere gli aeroporti, con accuse altrettanto infondate contro Mosca. Nessuna prova, ma tanto bastava per alimentare la narrativa anti-russa.
E il vero obiettivo? Giustificare la trasformazione dell'economia tedesca in chiave bellica, distrarre l'opinione pubblica dai problemi interni e preparare il terreno per una futura escalation. La Germania sta accelerando il riarmo e punta a diventare la prima potenza militare europea entro il 2030, proprio mentre l'Ucraina riceve sempre più capacità di attacco in profondità.
Ma attenzione: giochi di questo tipo rischiano di superare soglie pericolose, fino a toccare la dottrina nucleare russa. La Scandinavia ha scelto la prudenza. La Germania farà altrettanto o proseguirà su questa strada?
https://www.marx21.it/internazionale/lincidente-di-lipsia-presenta-tutte-le-caratteristiche-di-unoperazione-sotto-falsa-bandiera/ | 76 |
| 3 | Il popolo svizzero è minacciato dall'UE e dagli USA che vogliono coinvolgerlo nella guerra contro la Russia. I più preoccupati sono gli ex-ambasciatori svizzeri. | 81 |
| 4 | Anche Lea Ferrari voterà Sì all'iniziativa sulla Neutralità il prossimo 27 settembre. Se volete ascoltare le sue ragioni sabato 5 settembre parlerà a Berna alle ore 14.30 sulla Piazza federale. | 49 |
| 5 | La Svizzera s’inchina alla NATO e svuota le tasche dei cittadini
"Sono miliardi i franchi regalati all’industria bellica statunitense e sionista mentre i servizi pubblici nel nostro Paese vengono tagliati. La denuncia dell’ex ambasciatore dissidente Jean-Daniel Ruch squarcia il velo d’ipocrisia del Dipartimento federale della difesa: incompetenza, corruzione o sottomissione geopolitica?"
https://www.politicanuova.ch/?p=17267 | 54 |
| 6 | No text... | 78 |
| 7 | Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra. Non mi riferisco alla condizione di conflitto, da quel punto di vista siamo già in guerra, anche se fingiamo di non saperlo e senza che il nostro parlamento lo abbia apertamente deciso. Mi riferisco al coinvolgimento diretto dei nostri eserciti e dunque delle popolazioni europee.
Non riesco a capire molto bene la questione del drone russo a Lipsia. Non mi è chiaro quale sia l'interesse russo nell'inviare un drone carico di esplosivo senza farlo deflagrare. C'è chi dice che Putin vuole testare il limite di sopportazione europea e chi afferma che vuole provocare la guerra. Può darsi. Vorrei però osservare che queste letture sono fatte da chi da anni soffia sul fuoco e dà per certo l'attacco alla NATO attraverso l'occupazione dei paesi baltici.
Resta poi una serie di questioni: perché la Russia dovrebbe entrare in conflitto con la NATO? Perché dovrebbe farlo ora, in una situazione di stallo in Ucraina, con un paese evidentemente stanco? E poi qual è la ragione di un'occupazione dei baltici?
Veramente il rischio di ritrovarsi gli eserciti polacchi, francesi, tedeschi e magari pure italiani vale l'annessione di quelle terre? Inoltre occupare oggi, nel 2026, dei territori con una popolazione largamente ostile non è cosa facile. Le pretese territoriali russe in Ucraina si limitano infatti alle zone russofone, quelle che hanno subito la guerra civile. L'eventuale annessione di Estonia, Lituania e Lettonia non è la stessa cosa. Comporterebbe, oltre che una guerra con l'Europa, anche la necessità di sottoporre a controllo militare questi tre stati con costi umani e politici molto grandi.
A me non sorprenderebbe di scoprire che quel drone fosse un nuovo false flag per impaurire l'opinione pubblica, magari in vista delle elezioni, e per giustificare il riarmo. Non mi sorprenderebbe perché i numeri dell'economia tedesca sono disastrosi. Volkswagen ha tagliato 50mila posti, cioè un quarto dei suoi dipendenti fra operai, quadri e dirigenti. Non era mai successo ed è un'enormità. Il pericolo di un tracollo industriale della Germania, il vero stato sovranista che per anni ha usato dell'Euro per drogare la propria economia, peraltro contro di noi, e che di fatto è il maggiore responsabile del fallimento dell'UE, è dunque tutt'altro che peregrino.
La guerra è diventata per la Germania la frontiera del suo capitalismo malato: l'ultimo sbocco di una realtà economica miope e provinciale rimasta indietro rispetto alla svolta tecnologica che arrivava dalla Cina e in parte dagli Stati Uniti. A questo si aggiunge anche l'insensata proposta di requisire i capitali russi all'estero e impiegarli per il conflitto.
Non so se si arriverà a questa scelta. Se fosse veramente approvata, rappresenterebbe un precedente e nessun paese potrebbe più considerare i propri capitali al sicuro. Anche noi italiani, dato che tra le tante cose abbiamo le riserve auree dislocate all'estero, non potremmo dire che i nostri beni sono in buone mani e saremmo ricattabili: o meglio saremmo ancor più ricattabili. La conversione a un capitalismo totalmente militare ci porterebbe a una situazione di precarietà estrema. Verrebbe a crearsi quella situazione di cui Lucio Caracciolo ha parlato recentemente e che ha già contagiato USA e soprattutto Israele. Non saremmo cioè più in grado di controllare la guerra. Sarebbe semmai la guerra, con la sua logica distruttiva, il suo disprezzo per la diplomazia e il suo carico di razzismo, che finirebbe per prendere il sopravvento su tutto e sulle nostre decisioni.
In una certa misura è già così. Siamo già mossi dalla forza esterna della guerra.
Siamo però ancora in tempo per tirare il freno a mano e per dire basta a una logica insensata e priva di sbocco.
di Paolo Desogus
Fonte: https://www.facebook.com/100001132456394/posts/28204446449176393/ | 86 |
| 8 | La socialdemocrazia come 1914 pensa ormai solo alla guerra… | 154 |
| 9 | La repressione sionista si abbatte sulla Svizzera. Terminata la libertà accademica. | 189 |
| 10 | DICHIARAZIONE DI GUERRA
Per chi conosce l'Erdoganese...
<<Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che il governo israeliano sta mettendo in atto “ogni sorta di provocazione” per destabilizzare l’intera regione, a partire dai paesi confinanti.
Intervenendo a Istanbul il 28 agosto, il presidente turco ha descritto il sionismo come un’“ideologia radicale, occupazionista e genocida”, sostenendo che essa minaccia non solo i paesi confinanti, ma anche coloro che difendono la pace regionale e i valori umanitari.
Erdogan ha aggiunto che gli avvertimenti della Turchia sulle «ambizioni espansionistiche» del sionismo sono rivolti «a nome di tutti i popoli della regione, indipendentemente dalla loro fede», invitando a una maggiore Unità>>.
Michelangelo Severgnini | 132 |
| 11 | Contestata la linea russofoba dei vertici socialisti. Wolf Linder (PS): “voterò Sì alla Neutralità”!
"Una lettera aperta destinata a Cédric Wermuth e Mattea Meyer, co-presidenti del Partito Socialista Svizzero (PSS), squarcia il velo con cui i vertici socialdemocratici elvetici tentano da qualche anno di imporre la svolta atlantista e guerrafondaia al proprio Partito. Quello stesso PSS che un tempo chiedeva l’abolizione dell’esercito e il divieto di esportare materiale bellico, ora è invece retto da un duo ultra-europeista, irrazionalmente ostile alla Russia e letteralmente ossessionato da Putin, tanto da perorare con atti parlamentari militaristi la causa dell’invio di armi svizzere al regime reazionario ucraino che reprime la sinistra e manda al massacro i coscritti."
https://www.politicanuova.ch/?p=17252 | 94 |
| 12 | No text... | 128 |
| 13 | https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_referendum_in_svizzera_che_spaventa_i_guerrafondai_dellasse_natoue/34145_68601/ | 181 |
| 14 | Magnifico il PD italiano! Farsi scavalcare a sinistra da Meloni sulla guerra è un (inimmaginabile sino ad oggi) capolavoro di autoannientamento politico…
Incapaci persino di giocare a Risiko…
E in Svizzera il PS fa lo stesso. | 277 |
| 15 | No text... | 128 |
| 16 | Forum WAPE 2026: l’economia politica marxista di fronte a un mondo che cambia
"Dal 5 al 7 agosto si è svolto all’Università di Greenwich, a Londra, il 19° Forum della World Association for Political Economy (WAPE), una delle principali rassegne internazionali di confronto tra economisti e studiosi marxisti. Oltre 150 partecipanti provenienti da diversi paesi e più di 30 panel e tavole rotonde hanno animato il dibattito su temi che vanno dall’imperialismo alla teoria del valore, dalla finanziarizzazione all’intelligenza artificiale e all’innovazione tecnologica, fino al ruolo della Repubblica Popolare Cinese nel nuovo contesto economico internazionale."
Un articolo di Alessandro Lucchini:
https://www.politicanuova.ch/?p=17182 | 103 |
| 17 | No text... | 117 |
| 18 | https://strategic-culture.su/news/2025/10/11/raphael-glucksmann-il-candidato-della-nato-e-dellunione-europea-alle-prossime-presidenziali-francesi/ IL PESSIMO FIGURO OGGI SI CANDIDA, MA IO DENUNCIAVO IL RISCHIO DI UNA UNA SUA CANDIDATURA DIECI MESI FA su STRATEGIC CULTURE. RILEGGETE IL MIO ARTICOLO E COMPRENDERETE IL PERICOLO PER LA FRANCIA, L'EUROPA E IL MONDO. | 105 |
| 19 | Un altro guerrafondaio che interferisce nel dibattito democratico svizzero | 181 |
| 20 | C’è qualcosa di quasi grottesco nella parabola di una certa sinistra.
Quelli che un tempo parlavano di imperialismo, popoli oppressi, lotta contro il potere oggi, davanti a Gaza, sembrano aver scoperto il fascino irresistibile delle ragioni dello Stato, delle alleanze occidentali e delle guerre spiegate sempre dalla parte di chi possiede gli F-35.
Da quelle esperienze politiche sono passati nomi come Adriano Sofri, Gad Lerner, Erri De Luca,…
Quelli che gridavano contro il potere sembrano oggi particolarmente zelanti quando si tratta di spiegare agli altri quale potere sia consentito criticare e quale vada trattato con prudenza.
Criticare il governo israeliano? Bisogna subito precisare, distinguere, contestualizzare.
Denunciare Gaza? Prima bisogna superare un esame di abilitazione morale composto da settantadue premesse, quindici distinguo e una dichiarazione preventiva di buona condotta.
Per altri Paesi, invece, il vocabolario torna miracolosamente semplicissimo: criminali, aggressori, dittatori, barbari. | 111 |
