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Mondo filosofia

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📈 Analytical overview of Telegram channel Mondo filosofia

Channel Mondo filosofia (@menteaperta) in the Italian language segment is an active participant. Currently, the community unites 13 391 subscribers, ranking 6 682 in the Religion & Spirituality category and 1 970 in the Italy region.

📊 Audience metrics and dynamics

Since its creation on невідомо, the project has demonstrated rapid growth, gathering an audience of 13 391 subscribers.

According to the latest data from 23 June, 2026, the channel demonstrates stable activity. Although there has been a change in the number of participants by -39 over the last 30 days and by 1 over the last 24 hours, overall reach remains high.

  • Verification status: Not verified
  • Engagement rate (ER): The average audience engagement rate is 13.15%. Within the first 24 hours after publication, content typically collects 4.06% reactions from the total number of subscribers.
  • Post reach: On average, each post receives 0 views. Within the first day, a publication typically gains 544 views.
  • Reactions and interaction: The audience actively supports content: the average number of reactions per post is 0.
  • Thematic interests: Content is focused on key topics such as pensiero, meditazione, audiobook, chakra, discographies.

📝 Description and content policy

The author describes the resource as a platform for expressing subjective opinions:
Contatti: 🚩 @Leggendo_bot 🏆MIGLIOR CANALE TELEGRAM 2019 😎 Membro di @networklamusa 🤝 GEMELLAGGIO: arenaphilosophika.it 📽️ SEGUITECI SU YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCfqlFO4ay8yk5sYNF4w-rIQ/videos

Thanks to the high frequency of updates (latest data received on 24 June, 2026), the channel maintains relevance and a high level of publication reach. Analytics show that the audience actively interacts with content, making it an important point of influence in the Religion & Spirituality category.

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📣HEGEL E LA PSICOANALISI DI LACAN Georg Wilhelm Friedrich Hegel è stato uno dei filosofi più influenti della storia. Padre dell’idealismo, ha influenzato profondamente la teoria della storia, la politica, l’economia e la cultura occidentale.  Il suo lavoro ha dato corpo a un vero e proprio sistema di pensiero capace di influenzare anche la psicoanalisi. In particolare lo psicanalista francese Jacque Lacan è stato profondamente influenzato dal pensiero Hegel. L’impronta hegeliana nella psicoanalisi di Lacan è evidente in particolare nella prima parte del suo insegnamento: il ruolo del simbolico, il peso della dialettica e del linguaggio sono capisaldi del pensiero di Lacan che affondano le proprie radici nella filosofia di Hegel. La dialettica “servo-padrone”, tra i più noti concetti di Hegel, è stata ripresa da Lacan, nel corso del suo seminario, per spiegare il rapporto dell’ossessivo con il proprio desiderio e con la morte. Hegel inventa la metafora della dialettica “servo-padrone” per descrivere il cammino della coscienza, che diviene autocoscienza, verso l’indipendenza. Perché alcuni sono servi e altri occupano invece il posto del padrone? Secondo il filosofo la risposta andava trovata nella “lotta per il puro prestigio”: davanti al rischio della morte, il servo accettava di cedere sul proprio desiderio; il padrone invece accettava di correre il rischio della morte pur di prevalere. Questa dialettica tra forze contrapposte determinava la distribuzione del potere: chi trema davanti al rischio della morte? Secondo Lacan, l’ossessivo non ha dubbi: sceglie l’avere. L’ossessivo infatti cerca di evitare in ogni modo l’esperienza della perdita, giungendo ad inaridire l’esperienza stessa della vita. Il desiderio infatti, nella sua stessa struttura, prevede l’esperienza della mancanza e della perdita, veri e propri tabù per l’ossessivo. Ne abbiamo un esempio nel magnifico romanzo di Giovanni Verga “Mastro Don Gesualdo”, nel quale il protagonista accumula la “roba” (denaro, proprietà, beni…) lungo tutta la sua vita, rinunciando all’esperienza del desiderio pur di arricchirsi. L’ossessivo tuttavia non si limita a “cedere sul proprio desiderio”, ma cerca un padrone perché teme l’esperienza della libertà: la libertà infatti richiede di esporsi alla vertigine della scelta e della responsabilità. Di questa libertà l’ossessivo non ne vuole sapere. Il servo lavora giorno dopo giorno per rendersi indispensabile, per servire il suo padrone, ma dentro di sé cova odio. Da una parte l’ossessivo si manifesta per la propria oblatività, sottomissione e disponibilità; dall’altra egli aspetta che il padrone muoia. Il servo/ossessivo aspetta la morte del padrone per fare festa, per celebrare la ritrovata libertà. Invece, una volta scomparso il padrone, il servo/ossessivo è travolto dall’angoscia della libertà e quindi cerca un nuovo padrone da servire. Così il paziente ossessivo, pur di non essere esposto alla vertigine angosciante del desiderio e della propria libertà, sceglie di non scegliere, cioè di sottomettersi alla volontà dell’altro, che odia ma del quale ha bisogno. L’ossessivo si pone quindi in una posizione di assoggettamento, di impossibile soddisfazione del proprio desiderio che rifiuta: per questo un sintomo classico della nevrosi ossessiva è l’inibizione. Non a caso, l’ossessivo odia l’inconscio, perché non ne ha controllo e l’inconscio gli rimanda il rischio di incontrare la propria verità al di là della propria nevrosi, vero e proprio velo che lo protegge dalla vertigine angosciante del desiderio. 📣Per approfondire: 📌Alexandre Kojève Introduzione alla lettura di Hegel 📌Jacques Lacan Il seminario, Libro V, Le formazioni dell’inconscio 📌Sigmund Freud Ossessioni, fobie e paranoia 📝Gianfranco Ricci, psicologo #hegel #psicologia #filosofia #riflessione #psicoanalisi #approfondimento

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📣La psicologia riscopre san Tommaso e i Dottori della Chiesa Contro l’egemonia di Freud una nuova generazione di studiosi mette al centro i maestri dell’interiorità: dai Padri della Chiesa a san Tommaso d’Aquino Del resto lo stesso Freud ne era consapevole: «La ricerca psicoanalitica, che noi coltiviamo, è ad ogni modo oggetto di un’attenzione diffidente da parte del cattolicesimo. Non affermeremo che ciò avvenga senza ragione. Considerato che il nostro lavoro ci porta a concludere che la religione non è altro che una nevrosi dell’umanità». Tanto più che per lui la Chiesa cattolica era «l’implacabile nemica della libertà di pensiero e del progresso verso la conoscenza della verità». Non è allora un caso se gran parte delle correnti psicologiche contemporanee sono contrarie a una visione cristiana dell’uomo. Eppure qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Come dimostrano gli studi di Martín Echavarría, filosofo e docente di psicologia presso l’Universitat Abat Oliba Ceu di Barcellona e membro ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino, da anni impegnato a recuperare la grande tradizione antica e medievale rifiutata dalla modernità con particolare riguardo alla lezione di Tommaso d’Aquino. Secondo Echavarría dietro le origini anti-cristiane della psicoterapia contemporanea ci sarebbe l’influenza decisiva di Friedrich Nietzsche che ha posto le basi teoriche della rottura con la tradizione. E Sigmund Freud ha poi affondato il colpo decisivo con la sua psicoanalisi. Due visioni contrapposte dell’uomo si sono infatti sviluppate nella civiltà occidentale: da un lato l’antropologia formulata su basi razionali, dalla filosofia greca integrata dal cristianesimo; dall’altra una naturalista e materialista, elaborata nell’antichità ma che ha avuto un ruolo sempre più egemone negli ultimi secoli e ha trovato sbocco nell’opera freudiana. 📣Continuate a leggere l'articolo pubblicato su Avvenire. Che ne pensate? https://goo.su/VyzzMrw #filosofia #psicologia #riflessione #approfondimento #psicanalisi
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«Ciò che veramente mi manca è di capire chiaramente me stesso, quello che devo fare, non quello che devo conoscere. [...] Trovare una verità che è verità per me, trovare l'idea per la quale devo vivere e morire [...] Che cosa è la verità se non vivere per un'idea?» (Søren Kierkegaard) 📣Vissuto nell’epoca dei grandi sistemi filosofici e del trionfo di Hegel, Søren Kierkegaard, si inserisce come un cuneo, capace di aprire una crepa in un sistema apparentemente chiuso e perfetto. È definito «padre dell’esistenzialismo»: al centro della sua ricerca troviamo non l’universale, ma la vertigine assoluta della singolarità, incapace di soddisfarsi di risposte “sistematiche”, di ordine superiore, slegate dal particolare. La sua opera, scritta sotto vari pseudonimi, polemizza contro il sistema hegeliano e contro la cristianità istituzionale del suo tempo, per riportare l’attenzione sull’individuo esistente e la sua soggettività, sulla passione e sul dramma della decisione personale. La filosofia “speculativa” viene aspramente criticata da Kierkegaard, accusata di essere un sistema incapace di rispondere alle domande dell’esistenza; per Kierkegaard: «La verità è la soggettività.» Sono questi i due grandi sentieri del pensiero: da una parte l’universale che lega passato, presente e futuro in un “sistema”, coerente e chiuso, al prezzo del sacrificio della singolarità; dall’altra invece la centralità, angosciante e irriducibile, del particolare, dell’unicità di ogni individuo. Questi due sentieri culmineranno l’uno nei totalitarismi, nei quali l’individuo scompare, e nell’esistenzialismo e nella psicoanalisi, dove l’individuo è al centro. Ecco perché Kierkegaard afferma: «La vita si può capire solo all’indietro, ma va vissuta in avanti» L’esistenza non è un problema che può essere affrontato con la sola ragione, tramite un “sistema”, ma una realtà da sperimentare, con passione e rischio. 📌Kierkegaard distingue tre stadi o sfere dell’esistenza: l’estetico, l’etico e il religioso. - Nello “stadio estetico” l’uomo vive nel presente, catturato dal piacere e nella possibilità infinita, ma finisce nella voragine della noia e della disperazione. - Nello “stadio etico” sceglie se stesso e assume la propria responsabilità, ma si scontra con i limiti del dovere. - Nello stadio religioso, attraverso il “salto della fede” (Springet), l’individuo si rapporta all’Assoluto. In Timore e tremore analizzando il sacrificio di Isacco da parte di Abramo, Kierkegaard scrive: «La fede è appunto questo paradosso: che il singolo, come tale, è più alto dell’universale.» «L’angoscia è il capogiro della libertà» Due concetti chiave della sua eredità psicologica e filosofica sono l’angoscia (Angest) e la disperazione (Fortvivlelse). L’angoscia è il sentimento che sorge di fronte alla possibilità e alla responsabilità della scelta. Nella “Malattia mortale” (firmata Anti-Climacus) la disperazione è definita come la “malattia dell’Io”: «La forma più comune di disperazione è non essere chi si è.» L’uomo dispera perché non vuole essere se stesso o perché vuole esserlo senza Dio. 📣L’eredità di Kierkegaard è quella di un precursore, di colui che ha anticipato le grandi questioni filosofiche del secolo successivo. Heidegger, pur trasformandone i concetti in un’“ontologia atea”, riprende l’angoscia come rivelazione dell’“essere-nel-mondo”. Sartre e Camus ereditano la tematica della libertà, dell’assurdo e della responsabilità individuale. Nietzsche condivide la critica alla massa e all’inautenticità. Persino nella teologia (Barth e Tillich) e nella psicologia (da Jaspers a Freud) si avverte la sua influenza. 📌Per approfondire: - Søren Kierkegaard Aut-Aut - Søren Kierkegaard Diario di un seduttore - Søren Kierkegaard La malattia mortale 📝Gianfranco Ricci - psicologo #esistenzialismo #kierkegaard #psicologia #filosofia #consigliolettura
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Libri in PDF Gratis ITA è una raccolta dei libri pubblicati in giro per il web. Una biblioteca digitale (legale!) accessibile
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📚 LIBRERIA 📚 Distruzione gratuita di libri in PDF ⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️ https://t.me/+BGQeTWqTSYlmMjNk
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🔎Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Evola è stato un filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano. Si occupò di arte, filosofia, storia, politica, esoterismo, occultismo, religione, costume. Rappresenta una mescolanza di diverse scuole e tradizioni di pensiero, che includono l'idealismo tedesco, le dottrine orientali, il tradizionalismo integrale. Fu promotore di una visione del mondo caratterizzata dalla magia e dall'occulto. Nel dopoguerra affermò di aver ricevuto apprezzamenti da Mussolini per il ritorno alla romanità e una teoria della razza in chiave spirituale, che propugnò in un'ampia serie di scritti.   🌿Sintesi del pensiero - Tradizionalismo e spiritualismo aristocratico Evola è propugnatore del Tradizionalismo, un modello ideale e sovratemporale di società caratterizzato in senso spirituale, aristocratico e gerarchico. Suspica una società suddivisa in un rigido ordine castale in cui ognuno deve riconoscere e accettare la propria posizione. Civiltà che non si baserebbe su criteri economici, materiali e biologici, ma suddivise e gestite in base a criteri di gerarchia sociale di carattere ereditario e razziale/spirituale. - L'essere e il divenire Il divenire, che è il mondo inferiore soggetto ai fenomeni fisici di nascita e morte, a cui appartiene l'essere umano e la natura con le sue cieche forze visibili e invisibili; l'essere, ossia la dimensione superiore degli Dei, situata al di là della vita e della morte, dal carattere metafisico e dunque imperitura e sovratemporale. Il primo ordine non è altro che un rispecchiamento approssimativo del secondo, e diventa vano e caduco quando non sia ispirato a questo principio più alto che è fondamento di ogni legge e tradizione. - Il tempo e l'involuzione dell'uomo Il cammino dell'uomo durante la sua involuzione avviene attraverso un percorso di tipo circolare, non lineare. - La via iniziatica Secondo Evola l'uomo ha la possibilità di elevarsi alla sfera divina e metafisica attraverso precise strade (il rito e l'iniziazione), percorrendo all'interno di contesti sociali predeterminati (la casta, l'impero) due diverse vie iniziatiche: l'azione oppure la contemplazione, entrambe di pari dignità. In aperto contrasto con le teorie di Sant'Agostino espresse nel "De civitate dei" e in sintonia con i dettami del buddhismo delle origini, Evola sostiene che non esiste differenza qualitativa tra l'uomo e il dio. Ogni uomo è un dio mortale e ogni dio un uomo immortale. - Il razzismo "spirituale" Il filosofo rifiuta una visione razzista della vita esclusivamente in senso biologico, sostenendo la sua teoria del cosiddetto "razzismo spirituale" che si basa sulla tripartizione occulta dell'essere umano in: corpo, ossia il dato biologico; anima, cioè i tratti caratteriali; spirito, l'aspetto più importante che non dipende dai tratti somatici, bensì dagli ideali e dai valori in cui si crede. La purità etnica quindi per Evola non corrisponde necessariamente a una purità delle tradizioni, come la lingua o il patrimonio simbolico, ma si individuerebbe sulla base delle caratteristiche spirituali, e solo in seguito di quelle fisiche. - Il ruolo della donna Evola sostiene, che uomo e donna,  siano elementi polarmente opposti: l'uomo rappresenta elementi come il sole, il fuoco, il cielo mentre la donna la luna, l'acqua, la terra, etc; queste due parti si influenzano inevitabilmente tra loro, ma l'uomo è autosufficiente, la donna per esistere deve essere necessariamente dipendente. Ogni equiparazione di ruoli e diritti è quindi per Evola un errore. L 'emancipazione femminile trasformerebbe la donna in una fuori-casta, una paria senza importanza. 🔎Non conoscevo il filosofo, e penso che sia proprio fuori tempo 😂 #filosofiacontemporanea
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La filosofia moderna esplora una vasta gamma di tematiche che segnano il passaggio dal pensiero medievale a quello contemporaneo. - Niccolò Cusano: Filosofo e teologo, sviluppa la teoria della docta ignorantia, secondo cui la verità ultima è inconoscibile. - Giovanni Pico della Mirandola: Filosofo umanista, esalta la libertà e la dignità dell’uomo. - Erasmo da Rotterdam: Umanista e teologo, critico della scolastica e della corruzione ecclesiastica. Nella Elogio della follia sviluppa una visione ironica della società e della religione - Niccolò Machiavelli: Fondatore della scienza politica moderna, autore de Il Principe, in cui analizza il potere in termini realistici e svincola la politica dalla morale tradizionale. - Tommaso Moro: Filosofo politico, autore di Utopia, in cui descrive una società ideale basata sulla razionalità, la giustizia e l’abolizione della proprietà privata. - Michel de Montaigne: Precursore dello scetticismo moderno, sviluppa una filosofia della tolleranza e dell’autoconsapevolezza. - Giordano Bruno: Filosofo e cosmologo, sostiene l’infinità dell’universo e la pluralità dei mondi. Propone una concezione panteistica della divinità e un’interpretazione ermetica della natura. - Francesco Bacone: Filosofo empirista, sviluppa il metodo induttivo e introduce la teoria degli idola, errori cognitivi che ostacolano la conoscenza. Considerato il padre dell’empirismo e della rivoluzione scientifica. - Galileo Galilei: Scienziato e filosofo naturale, fondatore del metodo sperimentale. Difende il modello eliocentrico copernicano e introduce il concetto di leggi matematiche della natura. - Thomas Hobbes: Filosofo politico, sostiene la necessità di un potere sovrano assoluto per garantire l’ordine sociale. La sua concezione della natura umana è pessimistica: senza Stato, la vita sarebbe “brutta, breve e violenta”. - Cartesio: Fondatore del razionalismo moderno, sviluppa il metodo del dubbio iperbolico e il principio cogito ergo sum. Elabora una metafisica dualista tra res cogitans e res extensa e introduce un modello meccanicistico della natura. - Blaise Pascal: Matematico e filosofo, sviluppa la teoria della probabilità e il concetto di scommessa su Dio (le pari de Pascal). - Baruch Spinoza: Filosofo razionalista, propone un panteismo monistico in cui Dio e Natura coincidono. Critico nei confronti delle religioni rivelate. - John Locke: Padre dell’empirismo, sostiene che la mente umana sia una tabula rasa su cui l’esperienza imprime le conoscenze. difende i diritti naturali alla vita, libertà e proprietà, ponendo le basi del liberalismo. - Gottfried Wilhelm Leibniz: Filosofo e matematico, elabora il principio di ragion sufficiente e la teoria del migliore dei mondi possibili. - Gian Battista Vico: Filosofo della storia, sviluppa una teoria ciclica dell’evoluzione delle civiltà nella Scienza Nuova. - Montesquieu: Filosofo e giurista illuminista, elabora la teoria della separazione dei poteri, fondamento del costituzionalismo moderno. - Voltaire: Filosofo illuminista, critico della religione istituzionale e sostenitore della libertà di pensiero e di espressione. - Jean-Jacques Rousseau: Filosofo politico e pedagogista, sostiene la bontà naturale dell’uomo e la corruzione sociale. - Denis Diderot: sostiene una visione materialista del mondo e una critica radicale dell’autorità religiosa. - Étienne Bonnot de Condillac: Filosofo empirista francese, sviluppa un sensismo radicale secondo cui tutta la conoscenza deriva dai sensi. - Paul-Henri Thiry d’Holbach: Filosofo materialista e ateo sostiene una visione deterministica della realtà e una critica alla religione come ostacolo al progresso. - David Hume: Empirista e scettico, nega la causalità come principio necessario, sostenendo che si basa solo sull’abitudine. Critico nei confronti della religione, sviluppa un’etica basata sul sentimento. - Immanuel Kant: Fondatore dell’idealismo trascendentale, distingue tra fenomeno e noumeno. Analizza i limiti della conoscenza umana ❇️Tomas Cipriani, Docente e formatore
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