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Siamo di fronte a un paradosso intollerabile: la transizione ecologica è stata trasformata nello strumento legale con cui i cittadini vengono costretti a finanziare, tramite la propria bolletta, l'espropriazione e la devastazione dei loro stessi territori a beneficio della speculazione finanziaria occidentale.
Francesco Cappello
👆 La retorica pelosa nei titoli del sole 24 ore. Quando i media mainstream titolano "Via libera di Bruxelles a 23 miliardi di aiuti per l'Italia", l'opinione pubblica è indotta a pensare che l'Unione Europea stia "regalando" o "inviando" un enorme assegno al nostro Paese
Vediamo un po’ più da vicino, come si realizza e a vantaggio di chi la grande truffa dei 23 miliardi
con cui ci fanno pagare il saccheggio dei nostri territori.
Il sole 24 ore annuncia il via libera di Bruxelles a ben 23 miliardi di euro di aiuti per l’Italia nel settore delle rinnovabili e allora l'istinto ci porta a pensare a un generoso assegno in arrivo dall'Europa per finanziare un futuro più pulito e radioso. Ma questa è solo la narrazione ufficiale, la patina dorata progettata per ottenere il consenso dell'opinione pubblica che viene così intortata. Basta, infatti, grattare la superficie per scoprire che ci troviamo di fronte a un colossale imbroglio linguistico ed economico.
L'Unione Europea non sborserà un solo centesimo di tasca propria. Quel tanto sbandierato "via libera" non è un finanziamento, ma una semplice autorizzazione burocratica: Bruxelles ha soltanto dato il permesso al governo italiano di spendere soldi propri, aggirando i normali divieti europei sugli aiuti di Stato.
La domanda sorge allora spontanea: se i miliardi non arrivano dall'Europa, da dove uscirà l'enorme somma necessaria a realizzare i 37,15 gigawatt di nuova potenza previsti dal piano? La risposta è nascosta tra le pieghe delle nostre spese quotidiane, prelevata direttamente dalle bollette elettriche di ogni singola famiglia e impresa italiana. Il meccanismo viene infatti finanziato attraverso la componente fissa degli oneri di sistema (le FER vengono finanziate anche via PNRR di cui parlerò in altro post), una vera e propria tassa occulta e forzata. Non siamo quindi di fronte a un debito contratto verso l'Unione Europea, come nel caso del PNRR, bensì a un debito strutturale interno e intergenerazionale. È un prelievo continuo e coatto che graverà sui consumatori per i prossimi vent'anni, costringendoci a pagare di tasca nostra ogni volta che accendiamo la luce o avviamo un elettrodomestico.
Il vero capolavoro di questa macchina finanziaria si svela guardando chi intascherà materialmente questo immenso flusso di denaro pubblico. I miliardi sottratti ai cittadini non andranno a beneficio di comunità energetiche locali o di progetti pubblici territoriali, ma finiranno direttamente nelle casse di colossi multinazionali dell'energia e di fondi d'investimento speculativi transnazionali.
Lo Stato, attraverso il sistema dei contratti per differenza della durata di vent'anni, garantisce infatti a questi attori privati un prezzo fisso d'esercizio per l'energia prodotta. Se il prezzo di mercato dovesse crollare, lo Stato interviene pagando la differenza con i soldi delle nostre bollette. Si tratta del paracadute finanziario perfetto: il rischio d'impresa viene interamente scaricato sulla collettività, mentre il profitto privato viene blindato per due decenni. In questo modo, la terra fisica, i campi agricoli produttivi e i paesaggi storici perdono la loro identità reale e vengono convertiti in "sottostanti" ideali per generare rendite finanziarie liquide e protette, scambiabili istantaneamente sui mercati globali.
Per assicurarsi che nessuno possa disturbare questo ingranaggio, la governance energetica ha predisposto rigide gabbie giuridiche sovranazionali. Le regole introdotte con il regolamento europeo Net Zero Industry Act e l'obbligo di partecipare ad aste competitive al ribasso non servono a tutelare i consumatori, ma a tagliare fuori i piccoli produttori locali a vantaggio dei grandi agglomerati di capitale. Un impianto che ottiene la conformità a queste norme acquisisce infatti una patente di priorità strategica che scavalca i piani urbanistici di Comuni e Regioni, disinnescando preventivamente i pareri delle Soprintendenze e la volontà delle popolazioni locali, esattamente come sta drammaticamente accadendo in Sardegna.
In Sardegna come in Albania, come altrove, la mostruosa megamacchina finanziaria occidentale dematerializza la realtà fisica per trasformarla in rendita liquida per estrarne, spremerne, tutto il possibile valore finanziario. Lo fa essendosi preoccupata di blindarsi giuridicamente contro la sovranità dei popoli
Allarme Sardegna: la megamacchina finanziaria che cancella le sovranità e trasforma la terra in rendita liquida

Quello che sta accadendo in Sardegna con lo sblocco unilaterale da parte del Governo Meloni dei tre impianti a terra a Uta, Serramanna e in Ogliastra, e che rischia di ripetersi a breve con il saccheggio eolico offshore nelle acque di Carloforte, non è semplicemente un abuso di potere romano contro il parere delle istituzioni regionali (che già di per sé si configura come un atto di imperio dittatoriale). È qualcosa di molto più profondo, sistemico e inquietante: è l'applicazione sul campo di una macchina finanziaria transnazionale concepita per azzerare la sovranità dei popoli e cannibalizzare l’economia reale e i territori a cui i governi centrali risultano asserviti (vedi anche il caso dell’Albania).
La Sardegna è oggi il laboratorio avanzato di un modello predatore globale. Non siamo di fronte a una transizione ecologica guidata da nobili intenti ideali, ma a un mastodontico processo di espropriazione e finanziarizzazione della terra fisica, ridotta a mero strumento di profitto per i giganti della speculazione internazionale (per chi fosse interessato, ne parlo più diffusamente nel mio articolo:
https://www.francescocappello.com/2026/06/07/la-macchina-finanziaria-che-azzera-le-sovranita-e-trasforma-la-terra-fisica-in-rendita-finanziaria-liquida-e-blindata/ ).
Il meccanismo dell'inganno: dall'emergenza alla dematerializzazione del territorio
Per comprendere la portata dell'allarme, occorre unire i fili che collegano le decisioni di Palazzo Chigi ai board dei grandi fondi d'investimento. Il primo grimaldello è la dottrina dell'emergenza: si evoca una perenne crisi (climatica, energetica, geopolitica) per sospendere le garanzie democratiche e centralizzare il comando. Ma l'obiettivo finale va ben oltre l'installazione di campi eolici e fotovoltaici.
L'obiettivo reale è la trasformazione della terra fisica, dei beni comuni e dei paesaggi storici e naturalistici in rendita finanziaria liquida. Attraverso la retorica della transizione green, il territorio sardo viene sottratto alla sua funzione naturale, agricola e culturale, e viene di fatto "smaterializzato". I campi di Guspini o Solarussa, i crinali dell'Ogliastra e i mari di Carloforte non sono più spazi di vita e di produzione reale: nella mente della tecnocrazia finanziaria vengono convertiti in "sottostanti" di complessi prodotti finanziari, titoli cartolarizzati, green bond e flussi di incentivi statali anche a debito, come nel caso dei fondi del PNRR, garantiti dalle bollette dei cittadini. La terra reale si dissolve per diventare un asset liquido e scambiabile istantaneamente sui mercati globali, scollegato da qualsiasi utilità sociale.
La rendita blindata che azzera le sovranità
Il dramma profondo di questo meccanismo risiede nella sua natura "blindata". Quando un territorio viene finanziarizzato e i suoi asset passano nelle mani di fondi transnazionali protetti da normative sovranazionali, trattati internazionali sul commercio e decreti statali di urgenza strategica, la democrazia locale viene di fatto azzerata.
La megamacchina finanziaria si colloca deliberatamente in uno spazio giuridico superiore e impermeabile alla volontà dei cittadini.
Questo spiega l'arroganza con cui il Governo centrale scavalca a piè pari lo Statuto Speciale della Sardegna, le Soprintendenze e i pareri negativi delle comunità locali riducendo le istituzioni sarde a simulacri svuotati di reale potere decisionale mentre i cittadini che protestano sui territori e sulle piazze virtuali vengono trattati come elementi di disturbo e la loro lotta viene trattata come un problema di ordine pubblico e di fatto criminalizzata (le leggi sulla sicurezza per decreto concepite in questi ultimi anni sembrano fatte apposta per arginare la protesta popolare). Le aree contese vengono recintate e presidiate da forza militare privata e/o pubblica.
La rendita speculativa privata diventa intoccabile, difesa da una corazza legale blindata che saltando a piè pari tutta la normativa di salvaguardia esistente a protezione del territorio e dei suoi patrimoni, mette al riparo i profitti di grandi società private e delle multinazionali controllate dai grandi fondi di investimento da qualunque normativa, cambio di colore politico o rivendicazione popolare.
I 54 GW di richieste di connessione a Terna non rispondono al bisogno elettrico dei sardi (la Sardegna produce già quasi il doppio di quanto consuma) ma alla necessità bulimica di questa macchina finanziaria di creare nuovi mercati artificiali, drenando ricchezza reale dalle periferie del mondo per concentrarla nelle mani di pochissimi attori globali.
Una battaglia di civiltà: la Sardegna e il destino dei suoi territori
I sardi si trovano oggi in trincea a difendersi da un’operazione di furto “legalizzato” della loro terra. Non difendono solo la bellezza incommensurabile della propria isola ma lo stesso accesso alla propria terra, il principio stesso di sovranità.
La straordinaria risposta popolare della proposta di legge ‘Pratobello 24’, con le sue oltre 200.000 firme, è sentita come l'antidoto politico e identitario a questa dittatura liquida della finanza. Reclamando il potere primario sul governo del territorio, l'urbanistica e i beni comuni, il popolo sardo sta tentando di riaffermare il primato della realtà fisica e del diritto democratico sulla speculazione estrattiva.

Questo allarme non riguarda solo la Sardegna. La macchina finanziaria che da molto tempo ormai si sta provando a piegare definitivamente l'Isola, superando d'autorità le sue prerogative autonome e costituzionali, applica il suo modello ovunque senza freni. Ogni pianura agricola, ogni litorale, ogni borgo d'Italia potrà essere espropriato, recintato e trasformato a beneficio del grande capitale privato.
È tempo di svegliarsi e smascherare l'imbroglio: quella in corso non è una transizione verso il futuro, ma la ritirata definitiva dello Stato di diritto di fronte all'avanzata di una finanza predatrice, un’enorme zecca bubbonica, piantata sempre più a fondo, nella carne viva dei territori.
Difendere la Sardegna oggi significa difendere la libertà di tutti.
Francesco Cappello 
Il Mercosur ci viene venduto come un grande affare. Ma per chi?
Le multinazionali europee della chimica e della farmaceutica, controllate dai grandi fondi di investimento, producono pesticidi, ogm eccetera, in Europa, dove sono vietati e li esportano in Sud America, dove le grandi imprese dell’agrobusiness controllate anche loro dai grandi fondi di investimento, li usano per produrre carne e cibo, che rientrerà in Europa grazie al Mercosur. Nel frattempo, altre multinazionali, le farmaceutiche guadagnano dall’aumento delle malattie; controllate anch’esse dai grandi fondi di investimento, a cui peraltro sempre più cittadini europei affidano i loro risparmi per averne dei rendimenti… e si rivolgono ancora a loro per acquistare polizze sanitarie nella speranza di garantirsi cure sicure, polizze pensionistiche ed altro.
L’Unione europea, vittima di cattive scelte geopolitiche, cede al Mercosur spinta dalle sue solite lobby, un trattato di libero scambio, per poter esportare le sue auto dopo aver chiuso altri mercati per scelte fallimentari di guerra. A pagare i suoi cittadini, le foreste i popoli indigeni che le abitano ecc. ecc.
https://youtu.be/-Hmu1JZ-6B8?is=UmMBpJgpzbSwhquc
Questo spiega l'arroganza con cui il Governo centrale scavalca a piè pari lo Statuto Speciale della Sardegna, le Soprintendenze e i pareri negativi delle comunità locali riducendo le istituzioni sarde a simulacri svuotati di reale potere decisionale mentre i cittadini che protestano sui territori e sulle piazze virtuali vengono trattati come elementi di disturbo e la loro lotta viene trattata come un problema di ordine pubblico e di fatto criminalizzata (le leggi sulla sicurezza per decreto concepite in questi ultimi anni sembrano fatte apposta per arginare la protesta popolare). Le aree contese vengono recintate e presidiate da forza militare privata e/o pubblica.
La rendita speculativa privata diventa intoccabile, difesa da una corazza legale blindata che saltando a piè pari tutta la normativa di salvaguardia esistente a protezione del territorio e dei suoi patrimoni, mette al riparo i profitti di grandi società private e delle multinazionali controllate dai grandi fondi di investimento da qualunque normativa, cambio di colore politico o rivendicazione popolare.
I 54 GW di richieste di connessione a Terna non rispondono al bisogno elettrico dei sardi (la Sardegna produce già quasi il doppio di quanto consuma) ma alla necessità bulimica di questa macchina finanziaria di creare nuovi mercati artificiali, drenando ricchezza reale dalle periferie del mondo per concentrarla nelle mani di pochissimi attori globali.
Una battaglia di civiltà: la Sardegna e il destino dei suoi territori
I sardi si trovano oggi in trincea a difendersi da un’operazione di furto “legalizzato” della loro terra. Non difendono solo la bellezza incommensurabile della propria isola ma lo stesso accesso alla propria terra, il principio stesso di sovranità.
La straordinaria risposta popolare della proposta di legge ‘Pratobello 24’, con le sue oltre 200.000 firme, è sentito come l'antidoto politico e identitario a questa dittatura liquida della finanza. Reclamando il potere primario sul governo del territorio, l'urbanistica e i beni comuni, il popolo sardo sta tentando di riaffermare il primato della realtà fisica e del diritto democratico sulla speculazione estrattiva.
Questo allarme non riguarda solo la Sardegna. La macchina finanziaria che da molto tempo ormai si sta provando a piegare definitivamente l'Isola, superando d'autorità le sue prerogative autonome e costituzionali, applica il suo modello ovunque senza freni. Ogni pianura agricola, ogni litorale, ogni borgo d'Italia potrà essere espropriato, recintato e trasformato a beneficio del grande capitale privato.
È tempo di svegliarsi e smascherare l'imbroglio: quella in corso non è una transizione verso il futuro, ma la ritirata definitiva dello Stato di diritto di fronte all'avanzata di una finanza predatrice, un’enorme zecca bubbonica, piantata sempre più a fondo, nella carne viva dei territori.
Difendere la Sardegna oggi significa difendere la libertà di tutti.
Francesco Cappello
In Sardegna come in Albania, come altrove, la mostruosa megamacchina finanziaria occidentale dematerializza la realtà fisica per trasformarla in rendita liquida, per estrarne, spremerne tutto il possibile valore finanziario. Lo fa essendosi preoccupata di blindarsi giuridicamente contro la sovranità dei popoli
Allarme Sardegna: la megamacchina finanziaria che cancella le sovranità e trasforma la terra in rendita liquida
Quello che sta accadendo in Sardegna con lo sblocco unilaterale da parte del Governo Meloni dei tre impianti a terra a Uta, Serramanna e in Ogliastra, e che rischia di ripetersi a breve con il saccheggio eolico offshore nelle acque di Carloforte, non è semplicemente un abuso di potere romano contro il parere delle istituzioni regionali (che già di per sé si configura come un atto di imperio dittatoriale). È qualcosa di molto più profondo, sistemico e inquietante: è l'applicazione sul campo di una macchina finanziaria transnazionale concepita per azzerare la sovranità dei popoli e cannibalizzare l’economia reale e i territori a cui i governi centrali risultano asserviti (vedi anche il caso dell’Albania).
La Sardegna è oggi il laboratorio avanzato di un modello predatore globale. Non siamo di fronte a una transizione ecologica guidata da nobili intenti ideali, ma a un mastodontico processo di espropriazione e finanziarizzazione della terra fisica, ridotta a mero strumento di profitto per i giganti della speculazione internazionale (per chi fosse interessato, ne parlo più diffusamente nel mio articolo:
https://www.francescocappello.com/2026/06/07/la-macchina-finanziaria-che-azzera-le-sovranita-e-trasforma-la-terra-fisica-in-rendita-finanziaria-liquida-e-blindata/ ).
Il meccanismo dell'inganno: dall'emergenza alla dematerializzazione del territorio
Per comprendere la portata dell'allarme, occorre unire i fili che collegano le decisioni di Palazzo Chigi ai board dei grandi fondi d'investimento. Il primo grimaldello è la dottrina dell'emergenza: si evoca una perenne crisi (climatica, energetica, geopolitica) per sospendere le garanzie democratiche e centralizzare il comando. Ma l'obiettivo finale va ben oltre l'installazione di campi eolici e fotovoltaici.
L'obiettivo reale è la trasformazione della terra fisica, dei beni comuni e dei paesaggi storici e naturalistici in rendita finanziaria liquida. Attraverso la retorica della transizione green, il territorio sardo viene sottratto alla sua funzione naturale, agricola e culturale, e viene di fatto "smaterializzato". I campi di Guspini o Solarussa, i crinali dell'Ogliastra e i mari di Carloforte non sono più spazi di vita e di produzione reale: nella mente della tecnocrazia finanziaria vengono convertiti in "sottostanti" di complessi prodotti finanziari, titoli cartolarizzati, green bond e flussi di incentivi statali anche a debito, come nel caso dei fondi del PNRR, garantiti dalle bollette dei cittadini. La terra reale si dissolve per diventare un asset liquido e scambiabile istantaneamente sui mercati globali, scollegato da qualsiasi utilità sociale.
La rendita blindata che azzera le sovranità
Il dramma profondo di questo meccanismo risiede nella sua natura "blindata". Quando un territorio viene finanziarizzato e i suoi asset passano nelle mani di fondi transnazionali protetti da normative sovranazionali, trattati internazionali sul commercio e decreti statali di urgenza strategica, la democrazia locale viene di fatto azzerata.
La megamacchina finanziaria si colloca deliberatamente in uno spazio giuridico superiore e impermeabile alla volontà dei cittadini.
Per il NYT non c’è nessuno scenario di fine guerra.
La prospettiva di negoziati si indebolisce. La strategia europea si riduce a continuare a sostenere Kiev senza una chiara comprensione del finale.
Nella notte tra il 1° e il 2 giugno 2026, la Russia ha lanciato uno degli attacchi più massicci dall’inizio del conflitto: oltre 650 droni e decine di missili tra balistici e da crociera diretti contro Kiev. Emerge una precisa dottrina operativa: la saturazione dei sistemi di difesa occidentali, volta a logorare difese, infrastrutture e la politica europea che è il maggior ostacolo per i negoziati.
Nel frattempo, la Russia, continua ad avvertirci che conosce i centri di produzione militari italiani ed europei di droni , missili eccetera con i quali ogni giorno si colpisce il territorio russo utilizzando la mano Ucraina grazie all’organizzazione militare della Nato, e dichiara che il fronte militare potrebbe prendere di mira obiettivi al di fuori dei confini europei…
L’Ungheria era l’unico paese con veto formale all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea ma dopo l’uscita di scena di Orbán il blocco si è allentato.
Ricordiamo che se l’Ucraina entrasse nell’Unione Europea, varrebbe l’articolo 42, paragrafo sette del trattato dell’unione che obbliga i paesi membri ad accorrere in aiuto militare dell’Ucraina. In pratica un articolo cinque della Nato che esce dalla porta ed entra dalla finestra… ossia un’Ucraina di fatto nella NATO…
Nel frattempo, Finlandia, Polonia, paesi baltici e Germania chiedono di potersi dotare di un arsenale nucleare e dei relativi vettori.
Italia, Francia, Inghilterra hanno già armi nucleari sul proprio territorio
Fuori l’Europa e l’Italia dalla guerra!
Francesco Cappello
“Qualunque cosa si faccia per abbassare la spesa pubblica è ben fatta eccetto che per alcune spese molto selezionate come quelle per la difesa militare di cui abbiamo reale necessità”
A fare questa affermazione è stato Milton Friedman, definito “l’eroe della libertà” consigliere delle politiche economiche del dittatore Pinochet e ispiratore delle attuali politiche economiche ordoliberiste della Ue.
In questo stato di cose, il calo costante della produzione industriale, la cassa integrazione, i licenziamenti, la povertà crescente, il problema energetico, l’inflazione, la competitività industriale in perenne calo e la distruzione dello stato sociale e dei servizi pubblici così come 6 milioni di poveri assoluti in Italia possono aspettare…
I Paesi della NATO stanno viceversa valutando un nuovo impegno di finanziamento militare per l’Ucraina pari a 70 miliardi di euro, che verrà reso noto durante il vertice dell’alleanza terrorista e guerrafondaia ad Ankara. Quattro fonti diplomatiche dell’Alleanza lo hanno confermato a Politico.
40 miliardi i nuovi stanziamenti, mentre gli altri 30 miliardi farebbero parte del pacchetto da 90 miliardi approvato dall’Unione Europea a delinquere
Ecco i prossimi passi del team euroatlantico, che gioca sulla nostra pelle con il fuoco atomico, lavorando alla costruzione quotidiana del nemico perché si arrivi alla guerra contro la superpotenza nucleare russa.
Prima il vertice di Londra, poi la riunione allargata il 14 luglio a Parigi. In mezzo il G7, il Consiglio Europeo e il vertice della NATO di Ankara: in questi cinque appuntamenti è destinata a svilupparsi la strategia suicida dell’Europa in Ucraina. A Londra attorno al tavolo si svolgerà la seduta degli psiconani europei: il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Zelensky.
Il 14 luglio a Parigi, Macron ha convocato una riunione allargata dell’armata Brancaleone, i Volenterosi europei. La scelta della data non è casuale: coincide con la Festa nazionale francese, e la stampa transalpina riporta che le celebrazioni avranno una forte componente militare.
L’incontro Putin-Zelensky, dopo la lettera di guerra di quest’ultimo, ha indotto il Cremlino a dichiarare ironicamente che se Zelensky vuole un incontro, può prendere l’aereo e venire a Mosca quando vuole…
Leone XIV ha definito “folle” pensare che “si faccia la guerra per raggiungere la pace”, e “scandaloso” che i governi continuino a incrementare le spese militari, arrivando a “considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra”. Il Papa ha criticato la politica che sembra aver messo da parte “la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale” per puntare solo su riarmo, deterrenza e guerra. Più recentemente, a maggio 2026, al termine di un’udienza generale Leone XIV ha rinnovato il suo appello dopo la “forte intensificazione” del conflitto, dichiarando: “La guerra non risolve i problemi ma li aggrava. Non costruisce sicurezza ma moltiplica la sofferenza e l’odio”.
La voce dell’opposizione tedesca Wagenknecht ha dichiarato: “Abbiamo un governo che potrebbe sconsideratamente trascinare la Germania in una guerra”. Ha espresso particolare preoccupazione per la proposta di discutere con la NATO la possibilità di abbattere droni russi sul territorio ucraino, definendola un’“aperta dichiarazione di guerra alla Russia”. Ha avvertito che un’escalation porterebbe a conseguenze catastrofiche, inclusa la minaccia di un conflitto nucleare.
L’analista Ishchenko dice che l’Europa ha scelto l’escalation rifiutando la sconfitta:
“L’Europa, che è stata trascinata nel confronto dagli USA, rifiuta di riconoscere la propria sconfitta in Ucraina. A causa di questo, il conflitto continuerà finché la situazione non si chiarirà.”
Ishchenko ha avvertito della possibilità che le ostilità si espandano verso Paesi UE confinanti, e che attori francesi, tedeschi e britannici stanno lavorando verso uno scenario di escalation.
Come se non bastassero quelle già presenti un'inchiesta del Financial Times ha rivelato che l'amministrazione statunitense sta conducendo consultazioni riservate all'interno della NATO per valutare un'espansione della presenza di asset nucleari nel continente europeo.
Washington ha manifestato un'esplicita apertura all'idea di allargare il cerchio dei paesi autorizzati a ospitare i cosiddetti velivoli a doppia capacità (Dual-Capable Aircraft o DCA), ovvero caccia militari come gli F 35 in grado di compiere missioni sia convenzionali sia d'attacco atomico.
Attualmente sono sei le nazioni ospitanti, che sul proprio territorio mettono a disposizione basi e caccia abilitati: ITALIA, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito. Le discussioni in corso mirano a estendere questa rete strategica oltre i confini storici.
L'interesse principale verso questa svolta proviene in modo marcato dai paesi del fianco orientale dell'alleanza, in particolare dalla Polonia e dagli Stati baltici. Subito dopo la diffusione della notizia, i ministeri della Difesa di Varsavia e Vilnius hanno confermato il loro coinvolgimento in queste prime fasi di confronto strategico all'interno della NATO.
Francesco Cappello
La cretina termonucleare
Lo scorso 5 giugno un drone navale è stato individuato nel porto di Costanza, sulla costa romena del Mar Nero, provocando l’immediata evacuazione dell’area. Pochi minuti dopo il ritrovamento si è verificata una forte esplosione nella zona portuale, senza causare feriti.
Kiev ha confermato che il drone fosse ucraino, e che era stato deviato dalla rotta dopo un’interferenza elettronica delle forze russe.
Ma ecco la dichiarazione di Von der Leyen, presidente della Commissione europea Von der Leyen definire l’accaduto «una diretta conseguenza della guerra della Russia contro l’Ucraina», che «sta diventando sempre più una minaccia diretta per i Paesi al nostro confine orientale».
Ed ecco l’ex presidente Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, commentare ironicamente le parole di Von der Leyen, chiamandola “cretina termonucleare” scrivendo: «Aspettiamo che la cretina termonucleare concluda che la prossima esplosione della sede UE a Bruxelles da parte degli ucraini sia il risultato dell’aggressione del Cremlino», aggiungendo: «P.S. Non è un suggerimento!»
Se non ci liberiamo, prima che sia troppo tardi, di tutti i politici guerrafondai, europei e nostrani, che in modo del tutto incosciente spingono ogni giorno verso una guerra suicida contro la superpotenza nucleare russa, i cretini siamo noi.
Francesco Cappello
Ogni volta che leggete che l’Ucraina sta attaccando la Russia come ultimamente a San Pietroburgo, sostituite la parola Ucraina con USA/NATO. Avrete così il sentore di ciò che sta accadendo da molto tempo ormai. Ci hanno messo in guerra con la Russia
https://youtu.be/gN5-PcxPwL4?is=Uykd7EYzEPZfOikl
L'adiuvanticità dei lipidi ionizzabili presenti nelle LNP è stata documentata come responsabile di parte della risposta infiammatoria osservata [2].
Attivazione del complemento e pseudo-allergia
Le formulazioni LNP-mRNA possono attivare la cascata del complemento, portando in rari casi a reazioni pseudo-allergiche da attivazione del complemento (CARPA), che si manifestano con sintomi simili all'anafilassi ma non mediati da IgE [2].
Tossicità epatica e splenica
Dopo somministrazione endovenosa, le LNP-mRNA si distribuiscono prevalentemente a fegato e milza. Studi preclinici hanno evidenziato aumenti transitori di transaminasi (ALT, AST) e reazioni infiammatorie epatiche, specialmente a dosi elevate [2]. Le alterazioni istopatologiche epatiche descritte includono vacuolizzazione focale e infiltrati infiammatori [2].
Potenziale attivazione di elementi trasponibili (LINE-1)
Un'ipotesi scientifica avanzata riguarda la possibilità che l'mRNA modificato (con N1-metilpseudouridina) possa attivare l'elemento trasponibile LINE-1, portando a retrotrascrizione dell'mRNA vaccinale e possibile inserimento nel genoma cellulare [3]. Uno studio su linee cellulari di epatocarcinoma ha mostrato che l'mRNA BNT162b2 può attivare LINE-1 e subire retrotrascrizione in sole 6 ore dall'esposizione [3]. Tuttavia, i dati provengono da studi in vitro su linee cellulari tumorali e necessitano di ulteriori conferme in modelli fisiologici.
Possibile danno al DNA e stress genotossico
L'attivazione di LINE-1 potrebbe causare rotture del doppio filamento del DNA, aumentando il rischio di instabilità genomica e mutagenesi inserzionale. Secondo l'ipotesi proposta da Acevedo-Whitehouse e Bruno, gli individui con polimorfismi genetici in geni come TREX1 (che degrada il DNA citosolico) potrebbero essere più suscettibili a infiammazione cronica e autoimmunità [3].
4. Fattori di rischio per gli effetti collaterali
Diversi studi hanno identificato i seguenti fattori associati a una maggiore incidenza di effetti collaterali:
Sesso femminile: le donne tendono a riportare più eventi avversi, probabilmente a causa di differenze ormonali e genetiche nella risposta immunitaria [5,6]
Età giovane: gli individui più giovani hanno una risposta immunitaria più vigorosa e quindi più sintomi [5,6]
Anamnesi di allergie: associata a un rischio maggiore di reazioni sistemiche (RR=1,13) [6]
Precedente infezione da SARS-CoV-2: se avvenuta oltre 180 giorni prima della vaccinazione, aumenta il rischio di effetti collaterali sistemici [6]
5. Profilo di sicurezza complessivo
Nonostante gli effetti collaterali sopra descritti, i dati disponibili indicano che i vaccini a mRNA hanno un profilo di sicurezza generalmente favorevole. La stragrande maggioranza (84,9%) degli effetti avversi si risolve entro 1-3 giorni [5]. Gli eventi gravi sono rari e, nella popolazione pediatrica, gli eventi severi sono stati riportati solo nell'1,3% dopo la prima dose e nello 0,5% dopo la seconda dose [4].
È importante sottolineare che la tecnologia a mRNA offre vantaggi unici: non interagisce con il genoma dell'ospite (essendo un vettore transitorio di informazione), non presenta rischio di mutagenesi inserzionale come avviene per i vaccini a DNA, e può essere rapidamente adattata a nuove varianti patogeniche [1,2].
La valutazione rischio-beneficio rimane nettamente favorevole alla vaccinazione, considerando che il rischio di effetti avversi gravi derivanti dalla malattia è significativamente superiore a quello associato ai vaccini [7].
Riferimenti bibliografici
[1]
DOI: 10.1021/acs.chemrestox.1c00129
[2]
DOI: 10.1038/s41573-023-00859-3
[3]
DOI: 10.1016/j.mehy.2023.111015
[4]
DOI: 10.1080/21645515.2022.2126668
[5]
DOI: 10.3390/biology10080752
[6]
DOI: 10.23749/mdl.v112i6.12507
[7]
DOI: 10.1016/j.jacc.2022.10.010
[8]
DOI: 10.1016/j.waojou.2021.100532
Tramite Sci - bot
Effetti collaterali dei materiali a base di mRNA iniettabili nel corpo umano
I vaccini e i farmaci basati su mRNA rappresentano una tecnologia relativamente recente in campo medico, resa celebre dai vaccini anti-COVID-19. Sebbene il profilo di sicurezza generale sia considerato favorevole, esistono diversi effetti collaterali, che vanno da reazioni comuni e lievi a eventi avversi rari ma potenzialmente gravi. Di seguito viene presentata una panoramica completa basata sulla letteratura scientifica.
1. Effetti collaterali comuni (locali e sistemici)
Reazioni locali
Le reazioni nel sito di iniezione sono le più frequenti. Il dolore al sito di iniezione è riportato da circa il 75-80% dei riceventi [1,5,6]. Altri sintomi locali includono arrossamento (4-10%) e gonfiore (5-18%) [5,6]. Queste reazioni sono generalmente lievi e si risolvono entro 1-3 giorni [5].
Reazioni sistemiche comuni
Dopo la vaccinazione con mRNA, una percentuale significativa di individui riferisce sintomi sistemici, più frequenti dopo la seconda dose. In uno studio italiano su 3.659 operatori sanitari, il 56,8% ha segnalato almeno un evento sistemico dopo la seconda dose di BNT162b2, con i sintomi più comuni rappresentati da:
Affaticamento (52,3%)
Dolore muscolare (42,2%)
Cefalea (37,7%)
Dolore articolare (31,9%)
Febbre (26,2%) [6]
Nella maggior parte dei casi, questi sintomi sono di intensità lieve-moderata e si risolvono spontaneamente entro 1-3 giorni [5,6].
Effetti collaterali nei bambini
Uno studio di farmacovigilanza attiva condotto in Italia centrale su bambini di 5-11 anni ha mostrato che l'84,3% ha avuto almeno un evento avverso dopo la prima dose e il 73,4% dopo la seconda. Gli eventi erano prevalentemente lievi (81,7% dopo la prima dose) e includevano dolore al sito di iniezione (79,5%), cefalea (13,1%) e astenia (12,2%) [4]. Non sono stati segnalati eventi gravi [4].
2. Effetti collaterali meno comuni ma rilevanti
Linfoadenopatia
La linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi), specialmente ascellare ipsilaterale al sito di iniezione, è stata riportata con una frequenza dello 0,3-8,5% a seconda della dose e della popolazione studiata [1,4]. È più comune dopo la seconda dose [4].
Reazioni allergiche e anafilassi
Le reazioni di ipersensibilità, inclusa l'anafilassi, rappresentano uno dei segnali di sicurezza più importanti emersi dopo l'autorizzazione dei vaccini a mRNA. L'incidenza di anafilassi è stata stimata in circa 4,7 casi per milione di dosi per il vaccino Pfizer-BioNTech e 2,5 casi per milione di dosi per Moderna [1]. Il componente più frequentemente sospettato come causa di queste reazioni è il polietilenglicole (PEG), presente nelle nanoparticelle lipidiche che incapsulano l'mRNA [1,8]. È importante notare che non sono stati riportati decessi per anafilassi [1].
Effetti cardiaci: miocardite e pericardite
La miocardite e la pericardite post-vaccinazione con mRNA sono eventi avversi rari ma clinicamente significativi, identificati principalmente in giovani adulti di sesso maschile dopo la seconda dose. Tuttavia, studi di follow-up a 6 mesi hanno dimostrato che la mortalità per miocardite da vaccino è significativamente inferiore (1%) rispetto a quella della miocardite virale classica (11%) [7]. Inoltre, il rischio di miocardite/pericardite dopo infezione da COVID-19 è da 1,8 a 5,6 volte superiore rispetto a quello dopo vaccinazione [7]. I meccanismi fisiopatologici proposti includono una possibile reattività crociata tra la proteina spike e proteine cardiache, fattori ormonali (testosterone/estrogeni) e una possibile immunogenicità delle nanoparticelle lipidiche [7].
3. Effetti avversi rari e questioni emergenti
Attivazione della risposta infiammatoria innata
Le nanoparticelle lipidiche (LNP) stesse possono attivare il sistema immunitario innato attraverso recettori come TLR4, TLR7/8 e RIG-I/MDA-5, portando al rilascio di citochine pro-infiammatorie come IL-6, IL-1β e interferoni di tipo I [2,3].
https://www.francescocappello.com/2026/06/03/la-foglia-di-fico-di-marte-torino-milano-e-genova-nellasse-del-nord-ovest-verso-la-corsa-al-riarmo-spaziale/
Per capire la gravità della situazione, dopo aver letto l’articolo, pensate al fatto che i russi hanno minacciato di colpire militarmente tutti i luoghi di produzione europei dei droni con cui la Nato per mano Ucraina colpisce in profondità la Russia…
Sempre più urgente e vitale tirar fuori l’Italia dalla guerra
Qui l’intervento breve
https://www.telecolor.net/2026/06/ucraina-il-buco-nero-deuropa-chi-guadagna-con-le-macerie/
e qui l’articolo di riferimento
https://www.francescocappello.com/2026/05/31/il-buco-nero-deuropa-chi-guadagna-davvero-con-le-macerie-ucraine/
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