Laura Ru
Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Ko'proq ko'rsatish📈 Telegram kanali Laura Ru analitikasi
Laura Ru (@lauraruhk) Ingliz til segmentidagi kanali faol ishtirokchi. Hozirda hamjamiyat 15 492 obunachidan iborat bo'lib, Siyosat toifasida 3 562-o'rinni va Italiya mintaqasida 1 647-o'rinni egallagan.
📊 Auditoriya ko‘rsatkichlari va dinamika
невідомо sanasidan buyon loyiha tez o‘sib, 15 492 obunachiga ega bo‘ldi.
30 Oktabr, 2026 dagi oxirgi ma’lumotlarga ko‘ra kanal barqaror faollikka ega. Oxirgi 30 kunda obunachilar soni -23 ga, so‘nggi 24 soatda esa -1 ga o‘zgardi va umumiy qamrov yuqori darajada qolmoqda.
- Tasdiqlash holati: Tasdiqlanmagan
- Jalb etish (ER): Auditoriya o‘rtacha 48.44% darajada jalb etiladi. Nashrdan keyingi dastlabki 24 soatda kontent odatda umumiy obunachilar sonining 33.13% ini tashkil etuvchi reaksiyalarni to‘playdi.
- Post qamrovi: Har bir post o‘rtacha 7 503 marta ko‘riladi; birinchi sutkada odatda 5 132 ta ko‘rish yig‘iladi.
- Reaksiyalar va o‘zaro ta’sir: Auditoriya faol: har bir postga o‘rtacha 105 ta reaksiya keladi.
- Tematik yo‘nalishlar: Kontent cina, iran, stati, uniti, venezuela kabi asosiy mavzularga jamlangan.
📝 Tavsif va kontent siyosati
Muallif resursni shaxsiy fikrni ifoda etish maydoni sifatida ta’riflaydi:
“Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru”
Yuqori yangilanish chastotasi (oxirgi ma’lumot 31 Oktabr, 2026 da olingan) sababli kanal doimo dolzarb va katta qamrovli bo‘lib qoladi. Analitika auditoriya kontent bilan faol hamkorlik qilishini, uni Siyosat toifasidagi muhim ta’sir nuqtasiga aylantirishini ko‘rsatadi.
Quando le contraddizioni diventano esplosive (disuguaglianze crescenti,erosione della coesione sociale, fallimenti delle politiche considerate “efficaci”) la razionalità del sistema attiva meccanismi di regolazione. Questi possono essere di tipo autoritario e protezionistico, che possiamo definire meccanismi di chiusura, oppure meccanismi di apertura, in cui si lascia addirittura spazio al caos se presenta delle opportunità per la valorizzazione del capitale. Storicamente la sopravvivenza e la prosperità del sistema capitalistico occidentale si basava su due meccanismi: Spostamento nello SPAZIO dei suoi problemi attraverso l’esportazione dell’inflazione e del degrado ecologico, del lavoro a basso costo e dell’instabilità politica verso la “periferia” del mondo (il Sud Globale) per garantirsi risorse. Spostamento nel TEMPO attraverso la finanziarizzazione, consumare oggi e pagare domani attraverso il debito, la creazione di moneta dal nulla e la promessa di una crescita futura infinita, rimandando il conto alle generazioni successive. Oggi, queste due “valvole di sfogo” si stanno chiudendo. Il Sud Globale e, in particolare, l’ascesa della Cina come potenza sistemica, pongono limiti materiali e strutturali a questa capacità di spostare i problemi fuori o domani. Il sistema occidentale si trova quindi costretto a risolverli dentro e oggi. E poiché la soluzione democratica a questo collasso richiederebbe una ridistribuzione radicale della ricchezza e del potere (cosa che le élite non accetteranno mai volontariamente), la soluzione a cui assistiamo è una deriva autoritaria mascherata da “sicurezza” e “gestione tecnica dell’emergenza”, militarizzazione e riarmo nel tentativo disperato di puntellare un’egemonia geopolitica che si sta rapidamente sgretolando. Il Sud Globale, con la sua semplice pretesa di sovranità, ha inavvertitamente accelerato questa resa dei conti interna all’Occidente. Ma non solo. La Cina, mettendo l’uomo al centro dello sviluppo, rappresenta una sfida intollerabile per un sistema che si fonda sulla presunzione che non vi sia alternativa al neoliberismo capitalista. Questa premessa fallace (There is No Alternative, TINA) è ciò che impone i sacrifici, la precarietà, l’austerità, il debito, la finanziarizzazione. Ma se un paese sovrano e non occidentale dimostra che si può crescere, industrializzarsi e ridurre la povertà senza seguire le prescrizioni del Washington Consensus, senza privatizzazioni selvagge, senza subordinare la politica e l’economia alla finanza, allora la premessa su cui si fonda il sistema crolla. Il TINA si rivela per ciò che è: un’ideologia anti-umana, non una legge naturale. La barbarie non è esterna al sistema, si trova nel cuore stesso del sistema, incorporata nella sua logica di autoconservazione, espansione e riproduzione.@LauraRuHK ➡️https://medium.com/me/stats/post/631f97dad227
Il capitalismo non conserva un ordine immobile, si adatta continuamente per continuare a funzionare secondo il proprio codice (accumulazione, profitto, ordine, controllo), e per farlo è disposto a trasformare se stesso, vale a dire cambiare forma per preservare la sostanza. L’intensità della guerra del capitale contro i ceti popolari e contro quelle nazioni che costituiscono un attrito esterno e rifiutano di piegarsi al suo dominio viene modulata secondo una logica cibernetica. La cibernetica ha trasformato il concetto di entropia in informazione e ha fatto della capacità di produrre ordine contro la tendenza entropica il proprio oggetto centrale. Ciò richiede però un continuo apporto di energia, rendendo il sistema strutturalmente dipendente da un ambiente (altri sistemi) che possa fornire energia a bassa entropia e assorbire i rifiuti ad alta entropia che esso produce. Quando l’ambiente non è più in grado di fornire la prima o di assorbire i secondi, la macchina entra in crisi. Lungi dal superare questi limiti, il nuovo modello di capitalismo che scommette sull’intelligenza artificiale rende ancora piu’ evidenti certi limiti viste le enormi richieste energetiche dei data center e la dipendenza da minerali critici. Poiché il sistema non riesce più a estrarre facilmente risorse a bassa entropia dall’ambiente esterno (Sud Globale, energia e lavoro a basso costo, nuove frontiere), inizia a consumare le proprie fondamenta e riserve di ordine: i sistemi di welfare, la coesione sociale, i servizi pubblici e le infrastrutture, le capacità riproduttive a lungo termine, la legittimità politica e il tenore di vita delle proprie classi subalterne. Un esempio chiaro di autofagia è ciò che sta avvenendo nei paesi dell’Unione Europea. La loro condizione di doppio legame schizofrenico, unita al vassallaggio e alla cooptazione delle élite europee, ha reso impossibile resistere alla spinta del sistema atlantista a esternalizzare la crisi laddove l’attrito è minore. Questo dove è diventato l’Europa stessa. Ciò che appare irrazionale (l’autofagia) è in realtà la fenomenologia della razionalità sistemica portata alle sue estreme conseguenze. L’autofagia può sostenere il sistema, ma solo per un tempo limitato se il flusso esterno non viene ripristinato: è una modalità di sopravvivenza che aumenta la degradazione strutturale. Quando il sistema consuma i propri margini, finisce per convertire l’ordine precedente in caos, la cui gestione richiede però ulteriori risorse. Poiché anche il capitalismo cibernetico, che cerca di convertire l’entropia in informazione (dati, algoritmi, derivati finanziari…) per mantenere in moto il proprio processo di valorizzazione, non può sottrarsi alle leggi della termodinamica, ci troviamo di fronte alla possibilità reale che si passi dall’attuale zona grigia e dal conflitto militare geograficamente limitato a una guerra su vasta scala. Il modello bellicista-tecnocratico che si sta consolidando — in cui potere militare, capitale finanziario e infrastrutture digitali vengono fusi in un unico apparato — rappresenta il tentativo di risolvere le contraddizioni di un sistema che ancora una volta trova seri limiti alla propria pretesa di spostarle nel tempo e nello spazio. Questo apparato, di fatto un’oligarchia capitalistica tecno-militare, non si limita a fornire strumenti; grazie alla sua concentrazione di potere e di capitali, definisce che cosa costituisca una minaccia e come rispondervi, e plasma le priorità di governo, la dottrina militare e la politica estera. Le riserve di ordine sono già state degradate per alimentare le operazioni correnti (piani di riarmo, sicurezza e sorveglianza, con investimenti massicci nell’intelligenza artificiale). Ciò apre al rischio molto concreto che la razionalità strumentale diventi ancora più efficiente nel perseguire fini anti-umani.@LauraRuHK
Capitalism does not preserve a static order; it adapts in order to keep functioning according to its own code (accumulation, profit, order, control). To do so, it is prepared to transform itself, that is, to change its form in order to preserve its substance. The intensity of capital’s war against the subordinate classes and against those nations that constitute an external friction and refuse to submit to its domination is modulated according to a cybernetic logic. Cybernetics has transformed the concept of entropy into information and has made the capacity to produce order against the entropic tendency its central concern. This, however, requires a continuous supply of energy, rendering the system structurally dependent on an environment (other systems) that can provide low-entropy energy and export the high-entropy waste it produces. When the environment can no longer supply the former or absorb the latter, the machine goes into crisis. Far from overcoming constraints, the rise of AI-driven capitalism (massive energy demands of data centres and reliance on critical minerals) intensifies them. As the system can no longer easily extract low-entropy resources from the external environment (the Global South, cheap energy and labour, new frontiers), it begins to consume its own foundations and reserves of order: welfare systems, social cohesion, public services and infrastructure, long-term reproductive capacities, political legitimacy, and the living standards of its own subordinate classes. A clear example of autophagy is what is currently happening in the countries of the European Union. Their condition of schizophrenic double bind, combined with vassalage and the co-optation of European elites, has made it impossible to resist the Atlanticist system’s push to externalize the crisis where friction is lower—namely, to Europe itself. What appears irrational (the autophagy) is in fact the phenomenology of systemic rationality pushed to its extreme consequences. Autophagy can sustain the system, but only for a limited time if the external flow cannot be restored, it is a mode of survival that increases structural degradation. When the system consumes its own margins, it ends up converting the previous order into chaos—whose management, however, demands still further resources. Since even cybernetic capitalism, which seeks to convert entropy into information (data, algorithms, financial derivatives...) in order to keep its process of valorization in motion, cannot escape the laws of thermodynamics, we now face the real possibility that it will move from the current grey zone and geographically limited military conflict to full-scale war. The technocratic militarist model now taking shape — in which military power, financial capital and digital infrastructures are fused into a single apparatus — represents an attempt to resolve the contradictions of a system that once again finds serious limits to its claim to displace them in time and space. This apparatus, in effect a techno-military capitalist oligarchy, does not merely supply tools; thanks to its concentration of power and capital, it defines what counts as a threat and how to respond to it, and shapes government priorities, military doctrine and foreign policy. The reserves of order have already been degraded to feed current operations (rearmament programs, security and surveillance, with massive investments in artificial intelligence). This opens up the very real risk that instrumental rationality will become even more efficient in the pursuit of anti-human ends.@LauraRuHK
