NO 41bis - International Mobilisation
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AGGIORNAMENTI GIORNATA 16 GIUGNO 2026 La mattina del 16 giugno, a Catania, si è svolta l’udienza in primo grado relativa ai fatti contestati dalla procura di Catania in occasione di un corteo che ha attraversato le strade della città il 17 maggio scorso. L’operazione “ipogeo”, dal nome della via che precede il carcere di Piazza Lanza, vede coinvoltx 16 imputatx, tre dellx quali sono statx postx in carcere in via cautelare a novembre scorso ... non smetteremo mai di mostrare e praticare la solidarietà per chi è colpitx dalla repressione e per chi lotta ogni giorno contro l'esistente,.. Complici e solidali con MIcol, Bibi, Nico, Arnau,Giu,Luna,MArti,Marifra, Toni,Pietro, con Bak e Luigi. https://epigea.noblogs.org/2026/06/20/aggiornamenti-giornata-16-giugno-2026/
| 2 | È paradossale che lo stato, istituzione violenta per eccellenza, signore della guerra che uccide nelle carceri e nei CPR, nelle campagne, che devasta e saccheggia i nostri territori, accusi di violenza, terrorismo o strage chi cerca in ogni forma di resistere e lottare praticando forme di vita libera con uno sguardo d'amore verso chiunque... piante, animali e rocce.
La repressione agita dallo stato, non è altro che una risposta dettata dalla paura che le sue istituzioni, le sue regole, speculazioni e profitti vengano messi in crisi.
Non smetteremo mai di mostrare e praticare la solidarietà per chi è colpitx dalla repressione e per chi lotta ogni giorno contro l'esistente.
Ci stringiamo affinché il nostro agire possa non essere solo in risposta alla repressione ma nella costante costruzione di legami e complicità, affinchè le nostre radici rompano le loro strade e i loro muri.
Complici e solidali con Micol, Bibi, Nico, Arnau, Ste, Giu, Luna, Marti, Marifra, Toni, Pietro e tuttx lx altrx indagatx
Con Bak e Luigi
Con Alfredo, Nadia, Roberto e Marco e tuttx lx progionierx che continuano a resistere al 41bis e all'ergastolo ostativo.
Con tutte le persone colpite da indagini e perquisizioni, con lx compagnx del benci sgomberato.
Libertà per tuttx lx prigionierx
Fuoco a tutte le gabbie
Di seguito l’indirizzo per scrivere a Micol, mentre per Nico, Arnau, Ste, Pietro, Toni e Bibi attendiamo notizie sui possibili trasferimenti nelle AS. Condivideremo gli indirizzi appena possibile.
Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92 00156 Roma
Gli indirizzi per scrivere a Bak e Luigi:
Gabriele Maria Venturi
C/o Casa Circondariale Via Appia, 131 - 72100 Brindisi
Luigi Calogero Bertolani
C/o Casa Circondariale Piazza Vincenzo Lanza, 11 - 95123 Catania | 71 |
| 3 | Una repressione, quella compiuta dal capitale per mano delle leggi di stato, che ha visto l’accanimento dell’ordine anche nei confronti di chi esprime e/o ha espresso solidarietà verso le persone cui viene privata, ancora, la libertà. La solidarietà è un crimine. Lo dimostra l’ondata repressiva che si è scagliata contro le mobilitazioni in tutta Italia contro il regime di tortura del 41-bis ed in solidarietà alle persone li ristrette. Basti pensare all’operazione “city” a Torino o alla più recente sentenza del tribunale di Bologna, arrivata sempre il 16 giugno, relativa al processo in cui ha testimoniato anche Alfredo Cospito, per la mobilitazione contro il 41bis del 2022-23, che ha emesso una condanna a un anno e 8 mesi per danneggiamento per unx compagnx e l'assoluzione per lx altrx.
Potrebbe sembrare il plot di una commedia citare che nelle stesse ore avveniva anche l'ultima udienza del processo che ha portato in tribunale - con accuse di tortura e lesioni- 98 infami guardie penitenziarie responsabili della strage nel carcere di Modena nel 2020, in cui sono state ammazzate 9 persone detenute. Questa udienza è stata il momento conclusivo per la discussione degli atti di opposizione presentati dagli avvocati dei detenuti e dall'associazione Antigone contro l'istanza di archiviazione depositata l'11 luglio 2025. Il gip, anche in questo caso, si riserva di decidere in una sentenza rinviata. (Chissà perchè qui non vi sono imputati rinchiusi in misure cautelari nel frattempo...)
Quello che si delinea è un quadro repressivo, dispiegatosi largamente nella giornata del 16, costruito su narrazioni delle questure che vogliono colpire l'anarchismo e, quindi, distruggere pensieri e azioni di lotta per un mondo libero, contro la guerra e chi la produce e vi partecipa, contro l'oppressione in tutte le sue forme. Le testate delle questure non hanno perso occasione per dipingere il movimento anarchico come la spaventosa, gerarchica e organizzata cellula mafiosa terrorista che si muove nei tunnel sotterranei, in clandestinità. Non si son fatti scappare neanche la possibilità di seguire compagnx con droni spiandone ogni movimento. Dall’elezione di Alfredo Cospito a leader anarchico, alle presunte azioni terroristiche che avrebbero potuto compiere Sara e Sandro, mortx nell'esercizio delle loro passioni il 19 marzo, tutto costruisce uno scenario surreale e grottesco dellx anarchicx come un'organizzazione mafiosa, come un pericolo non solo per lo stato ma per tutta la popolazione. Ma le bombe di Piazza della Loggia, di Piazza Fontana, della strage di Bologna etc. etc. etc. non portavano certamente in grembo il progetto di un mondo libero dall’oppressione. Sappiamo bene, invece, il quadro in cui questi attentati si inserivano. Da una parte la tensione per un golpe fascista e dall’altro quella per l’istituzione democratica del fascismo. E le vittime calcolate di queste stragi sono svariate. Ad oggi, la storia della benamata repubblica non conosce esplosione rivendicata dalla lotta anarchica che sia macchiata anche di una sola vittima innocente. Gli ordigni piazzati da Solar e Monica Caballero in solidarietà alle rivolte che si dispiegavano allora in Cile non ha ucciso una sola persona; l’ordigno davanti alla scuola ufficiali dei carabinieri non ha ucciso nessuno. Questo non per porci in una postura di giudizio verso altre pratiche di azione, giudicare non ci interessa e i giudici non ci sono mai piaciuti. Piuttosto ci preme evidenziare il modo totalmente arbitrario e funzionale al sistema in cui i detentori del potere utilizzano la legge (quella che a detta loro è uguale per tutti) a loro piacimento, definendo chi è terrorista e chi no, chi è stragista e chi no. Rendendo evidente che quando la paura cambia campo, anche solo per un istante, le grinfie del potere si dotano di artigli accuminati e li affondano nel tessuto dell’esistenza.
Tutto ciò fa parte del costante tentativo di ingabbiare le idee anarchiche e stigmatizzarle all’interno di logiche di potere, morte e sopraffazione. | 61 |
| 4 | La mattina del 16 giugno, a Catania, si è svolta l’udienza in primo grado relativa ai fatti contestati dalla procura di Catania in occasione di un corteo che ha attraversato le strade della città il 17 maggio scorso. L’operazione “ipogeo”, dal nome della via che precede il carcere di Piazza Lanza, vede coinvoltx 16 imputatx, tre dellx quali sono statx postx in carcere in via cautelare a novembre scorso e di cui solo unx ha poi ottenuto i domiciliari. La richiesta complessiva è di 36 anni di pena e le accuse vanno dal “travisamento”, all’ormai nota “devastazione e saccheggio”, alla “rapina”. La sentenza è attualmente rinviata al 14 luglio e per le due persone ancora rinchiusx nella “patrie galere” (da ormai circa otto mesi) è stata rifiutata ogni istanza di scarcerazione o richiesta di domiciliari per motivazioni legate alla “pericolosità sociale”.
Quantomeno emblematico il fatto che il 14 luglio si celebra la presa della Bastiglia, fondamento dell’attuale società, nata dall’assalto dellx insortx al carcere in quanto emblema di un sistema che minacciava le loro idee e le loro azioni.
Se oggi ha smesso di essere percepita come problrmatica la presenza delle galere non è certo perché sia venuto meno l’endemico carattere sanguinario dei detentori del potere. Se oggi un saluto caloroso alle persone detenute e una critica attiva al sistema che le detiene può tradursi in svariati anni di galera, è perché quello stesso sistema di potere che amministrava regni ed imperi non ha fatto altro che cambiare maschera per potersi garantire la sopravvivenza nei secoli.
Le origini dell’articolo 419 del codice penale dell’attuale ordinamento italiano ha origini, come noto, dal fascistissimo codice Rocco. Un reato, quello di devastazione e saccheggio, pensato per colpire chiunque decidesse di portare avanti una critica attiva nei confronti del regime o che, semplicemente, tentava di accaparrarsi un pezzo di pane durante la grande fame che regimi e guerre impongono alle società da loro amministrate.
Il reato di devastazione e saccheggio è stato riesumato dopo i fatti del G8 di Genova, nel 2001. Quando venne utilizzato con l’intento di criminalizzare e colpire quello che veniva definito come il “blocco nero”. Una categoria impressa dai detentori del potere per poter rinchiudere nelle gattabuie dello stato chiunque tracimasse dal consentito nel corso della propria contestazione. Devastazione e saccheggio è un reato che mira a difendere “l’ordine democratico” nella sua accezione più materiale: la proprietà privata. Si rende così evidente il legame tra il possesso e la sopravvivenza dei regimi democratici ed il ruolo delle polizie come suoi efferati difensori.
La stessa mattina dell’udienza la repressione ha bussato funesta alle porte della nostra alba. Arresti e perquisizioni in tutto lo stivale e lo sgombero del Bencivenga occupato. Infatti, alle prime luci del 16 giugno un'altra operazione repressiva ha colpito 7 compagnx anarchicx, portando all'arresto cautelare in carcere di 5 compagnx, mentre 2 ai domiciliari con braccialetto, con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo (270bis). Altrx 2 compagnx sono statx, poi, arrestatx con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (articolo 270quinques.3). Un reato introdotto nei nuovi decreti sicurezza ampliando lo spettro di cosa è considerato materiale sovversivo, come ad esempio un qualunque opuscolo informativo.
Che agli arresti sia seguito lo sgombero del Bencivenga occupato, utilizzando questa giornata di repressione come pretesto, conferma ancora una volta l’efferatezza della guerra alla vita, condotta dal capitale e le sue istituzioni. Provano a reprimere solo con delle presunte accuse, con ore di intercettazioni e spionaggio di chiacchiere informali. Stando a quanto dicono i giornali e la procura di Roma, gli arresti sarebbero ricondotti ai sabotaggi della linea ferroviaria che ci sono stati durante le olimpiadi di “Milano Cortina”, che hanno portato alla perdita di mezzo milione di euro e ad un guasto della linea Roma-Firenze. | 53 |
| 5 | Немає тексту... | 54 |
| 6 | ¡Solidaridad con las compañerxs presxs en Italia y en todas partes! ¡Libertad para todas y cada una de ellas! 🖤
[Comunicado solidario]
El martes 16 de junio, en Roma y en otras ciudades italianas, una nueva operación represiva golpeó al movimiento anarquista. La intervención policial se saldó con siete órdenes de detención contra otros tantos compañeros y compañeras, varias personas investigadas, registros domiciliarios en distintos puntos del país y el desalojo del espacio ocupado Bencivenga, en Roma.
La operación estuvo acompañada además por la aplicación de nuevas herramientas represivas. Dos compañeros fueron detenidos en virtud del artículo 270-quinquies del Código Penal italiano, recientemente modificado y señalado como una forma de «terrorismo de la palabra». La acusación se fundamenta en la posesión de determinados folletos y materiales escritos encontrados durante los registros.
No es una novedad que se persiga la práctica anárquica, y en este caso tampoco nos sorprende demasiado un nuevo golpe. En las últimas décadas, en territorio italiano, esta represión ha adoptado formas diversas: operaciones policiales masivas, registros, detenciones preventivas, largos procesos judiciales, vigilancia sistemática de espacios y militantes, restricciones penitenciarias y utilización extensiva de figuras asociativas o terroristas. En particular, numerosxs anarquistas han sido investigadxs o procesadxs mediante los artículos 270 y 270 bis del Código Penal italiano, relativos a la «asociación subversiva» y la «asociación con fines de terrorismo». Operaciones como Marini, Cervantes, Ardire, Scripta Manent o Sibilla constituyen algunos de los ejemplos más conocidos de esta estrategia en los últimos 30 años, caracterizada por la construcción de amplias investigaciones basadas en publicaciones, correspondencia, relaciones personales o afinidades.
La represión contemporánea no se limita a castigar hechos concretos. Cada vez con mayor frecuencia se orienta hacia el señalamiento de contextos, relaciones y discursos. La ampliación de la legislación antiterrorista, el endurecimiento de los regímenes penitenciarios especiales y la persecución de publicaciones consideradas peligrosas reflejan una tendencia a desplazar el foco desde los actos hacia las intenciones, desde las prácticas hacia las ideas.
Estas operaciones no representan episodios excepcionales, sino una manifestación ordinaria de la función del Estado como garante del orden social existente. La represión aparece así no solo como respuesta a determinadas acciones, sino también como un instrumento preventivo destinado a aislar experiencias de lucha, fragmentar vínculos de solidaridad y limitar la difusión de prácticas y perspectivas consideradas incompatibles con el mantenimiento de las relaciones de dominación...
Si la solidaridad queda limitada a una función asistencial que sustituye la confrontación con las estructuras que producen sufrimiento, existe el riesgo de que se convierta únicamente en la gestión de las consecuencias de la dominación, en lugar de orientarse también a su destrucción.
La solidaridad no nace únicamente de la empatía, sino del reconocimiento de una condición compartida frente a las estructuras de explotación, autoridad y control. ¡Afilemos la calidad de la solidaridad!
SOLIDARIDAD CON MICOL, BIBI, NICO, ARNAU, STEFANO, GIULIA, LUNA Y CON TODAS LAS COMPAÑERAS DETENIDAS Y AFECTADAS EN ESTOS DÍAS.
¡ALFREDO FUERA DEL 41 BIS!
¡CON SARA Y SANDRO EN EL CORAZÓN!
Anarquistas. Madrid y Barcelona. 17 junio de 2026.
+ info en https://ilrovescio.info/2026/06/16/16-giugno-2026-retata-di-anarchici-a-roma-indirizzi-dei-compagni-arrestati/ | 91 |
| 7 | Немає тексту... | 95 |
| 8 | Reflexiones sobre la memoria Mayo Negro – Informativo Anarquista
https://informativoanarquista.noblogs.org/post/2026/05/28/reflexiones-sobre-la-memoria-mayo-negro/ | 96 |
| 9 | Incontri indesiderati. Compagno avvicinato dai servizi segreti
Riceviamo e diffondiamo:
Qui in pdf: incontri indesiderati
Incontri indesiderati
Compagno avvicinato dai servizi segreti
Dopo un primo approccio tentato un anno fa (già reso noto), il 16 aprile ho subito un secondo tentativo di avvicinamento da parte dei servizi segreti. Il primo avvicinamento era avvenuto sotto casa dei miei genitori nel giugno 2025, da…
https://ilrovescio.info/2026/06/20/incontri-indesiderati-compagno-avvicinato-dai-servizi-segreti/ | 83 |
| 10 | Fiery disarmament measures at Deutsche Telekom! | de.indymedia.org
https://de.indymedia.org/node/744269 | 224 |
| 11 | (Uruguay) Reivindicación de atentado incendiario contra antena de telefonía – Informativo Anarquista
https://informativoanarquista.noblogs.org/post/2026/06/19/uruguay-reivindicacion-de-atentado-incendiario-contra-antena-de-telefonia/ | 204 |
| 12 | A major blow for the General SA – Trial dates in the Zündlumpen case announced for November/December | de.indymedia.org
https://de.indymedia.org/node/744330 | 194 |
| 13 | Update in the so-called park bench case - probation for the third partner | de.indymedia.org
https://de.indymedia.org/node/744376 | 179 |
| 14 | Solidarity with the 9 anarchists persecuted in Italy in the latest operation | de.indymedia.org
https://de.indymedia.org/node/745895 | 182 |
| 15 | RU FROM ”CASO SUSARON” MAKES A STATEMENT FROM PRISON (Chile) | Act for freedom now!
https://actforfree.noblogs.org/2026/06/17/ru-from-caso-susaron-makes-a-statement-from-prison-chile/ | 188 |
| 16 | Fire at Dassault's fiber optic cabinet » Indymedia Nantes
https://nantes.indymedia.org/posts/166366/incendie-de-larmoire-a-fibre-optique-de-dassault/ | 301 |
| 17 | Berlino - Schillingsbruecke | 195 |
| 18 | «Per cui senza vittimismi vi saluto. E se quando vi abbraccerò mi verrà da piangere non sarà perché credo di aver subito un’ingiustizia od un sopruso ma perché mi mancherete». Lettera di Sara Ardizzone alle colleghe del gennaio 2018.
Facendo archeologia nei depositi di una vita di battaglie, abbiamo ritrovato questa tenerissima lettera che Sara scrisse alle colleghe di lavoro nel gennaio del 2018. La lettera nasce a seguito di un licenziamento per ragioni disciplinari, un’insubordinazione a difesa della propria dignità che viene rivendicata a testa alta. Il testo era stato all’epoca inoltrato anche ad alcuni compagni più stretti.
È impressionante dopo tutti questi anni (ri)scoprire come non ci siano differenze né in termini di stile, né soprattutto in termini di orgoglio, di tenacia, di primato assoluto dell’etica, con altri documenti più recenti e “politici” come, un esempio su tutti, la dichiarazione che Sara ha tenuto nel tribunale di Perugia il 15 gennaio 2025 durante l’udienza preliminare del processo Sibilla. A dimostrazione – se mai ce ne fosse bisogno – che Sara era la stessa persona di fronte a tutti: di fronte ai colleghi, di fronte ai compagni, di fronte agli inquisitori. E lo è stata negli anni. Altro che persona solitaria e dalla doppia vita, come hanno scritto alcuni imbrattacarte sempre pronti a suonare la colonna sonora che più aggrada ai potenti.
Il suo anarchismo non ha mai avuto bisogno di ulteriori specificazioni o aggettivi. La sua è stata una personalità di orgoglioso, indomabile individualismo, gelosa custode della sua libertà individuale, rivendicando in ogni occasione di ragionare sempre e solo con la propria testa, senza prendere ordini da nessuno e senza darli a nessuno. Al contempo, e senza linea di contraddizione, anzi con estrema naturalezza, la sua interpretazione universale degli eventi sociali è sempre stata improntata nel segno di un’irriducibile concezione di classe, coerente coi principi anarchici. Una “propaganda col fatto” che ha lasciato il segno su tantissime persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
* * *
Oggi mi è stata data comunicazione della risoluzione del mio contratto d’apprendistato. Non possiamo negare che io ed i valori Decathlon (purtroppo o per fortuna) andiamo in due direzioni diverse. Sarebbe ipocrita da parte mia domandarsi il perché di una simile decisione da parte dell'azienda. Io, ragazzi, non sorrido. Io non sorrido perché è contro natura (quello, davvero sì) sorridere a chi ci fischia per i corridoi come se fossimo cani. Perché io non sorrido quando una cliente mi chiama in accoglienza urlando che siamo degli incompetenti perché la bici comprata, per sua stessa ammissione, alle h 20 il GIORNO DOPO, ha una camera d’aria sgonfia. Io non rido quando la stessa signora mi dice che siamo stati superficiali perché alle h 20e15 avevamo voglia di staccare, ricordandomi che, per legge, se lei si trova in negozio, noi siamo tenuti a rimanere fino a quando l’ultimo cliente non ha VOGLIA di terminare i suoi acquisti. La legge non la conosco, ma una cosa ho imparato... che non sempre legge vuol dire giustizia. E la mia giustizia è quella di mandarla AFFANCULO. Perché nel '43 era legge mandare gli ebrei nei campi di concentramento, ma la legge si è cambiata, e si è cambiata con la forza. La stessa forza che i nostri colleghi hanno usato in un'Ipercoop dell'Emilia Romagna, facendo i cordoni per non fare entrare i clienti a comprare lo scorso 25 aprile. Per cui, senza vittimismi, vi saluto. E se quando vi abbraccerò mi verrà da piangere, non sarà perché credo di aver subito un'ingiustizia od un sopruso, ma perché mi mancherete.
Sempre a pugno chiuso.
PADRONI DI NIENTE, SERVI DI NESSUNO.
Un abbraccio.
Sara
09/01/2018 | 284 |
| 19 | Немає тексту... | 244 |
| 20 | sabato 27 giugno al Circolo Fiaschi | 258 |
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