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NO 41bis - International Mobilisation

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📣Noi siamo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus. Invitiamo chi p
📣Noi siamo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus. Invitiamo chi può a raggiungerci, invitiamo chi non può venire a mostrare la sua solidarietà NOTAV, a stendere un telo o mettere una bandiera NOTAV fuori dalla propria casa o luogo di lavoro. ➡️https://t.me/PresidioSanGiuliano

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UN PIZZICO IN PiU’ Un racconto daL BIVACCO DI Venaus. APPUNTAMENTO ORE 10 DOMANI MATTINA AL PRESIDIO DI VENAUS Le hanno provate tutte per impedire questo campeggio. Ordinanze all’ultimo secondo, controlli, identificazioni, tanta polizia... di tutti i tipi. Ci sono quelli vestiti di blu, di nero, quelli vestiti male con degli abbinamenti indecenti, insomma, non un bello spettacolo davanti al presidio di Venaus. Se non vivessimo in un mondo distopico, sarebbe tutto surreale. Poichè distopico è che venga invocata dalla polizia la “troppa evocatività” di un posto per impedirne la sua funzione reale, ovvero quella di viverlo e di prendersene cura. Distopico è che la questione politica venga ridotta a un incastro di pali e teli: “se metti le tende ti caccio via”. Distopico è stare in una valle devastata dalla corruzione e dai ricchi e vedere i giornalisti della Rai accorrere al presidio per chiedere che ne pensiamo dei black bloc e delle “violenze” del 25 Luglio. Quanto meno, consigliamo ai suddetti poliziotti armati di discutibili polo e pantaloni skinny, di provare l’abbinamento nero... il nero non sbaglia mai. Ma, prima di andare ai fatti, prendiamoci un momento per raccontare quanto accaduto nelle ultime ore. Come programmato, la quattro giorni è iniziata con un’assemblea di autogestione dello spazio, una proiezione del documentario su Palestine Action e tanti tanti cartelloni. C’è chi si segna in cucina, chi nei turni della pulizia bagni, chi si appresta ad affronatre il turno notturno di vedetta... non sia mai che le sei camionette della celere, pagate con i soldi dei contribuenti, smettano improvvisamente di mangiare noccioline, ridere e scherzare fra loro, e passino all’attacco. La notte la si passa in bivacco. Non vogliono che mettiamo le tende, dunque mettiamo un telo, qualche coperta e guardiamo le stelle all’ombra di un enorme bandiera della Palestina. La mattina dopo si inizia presto con delle discussioni: una sulla medicina alternativa e un’altra sulla campagna Faz’a in Cisgiordania. Poi, da Chicago, ci raccontano le lotte di quest’anno contro l’ICE e l’amministrazione Trump. Piove tanto ma l’autogestione funziona e con un po’ di determinazione riusciamo a cavarcela. Il pomeriggio, la prima assemblea plenaria sulla guerra. Tante le restituzioni, le domande e gli spunti di riflessione...cercando di affrontare il senso di impotenza che è la cifra dei tempi che viviamo. La giornata si chiude con l’assemblea del Bivacco e la proiezione di un documentario sul 41 bis e lo sciopero della fame di Alfredo Cospito. Mentre noi scriviamo, il programma continua. Tenere il punto vuol dire portare a termine quello che avevamo pensato, quello che volevano fosse impedito. Un pizzico di più, questa è la percezione dal presidio di Venaus. Non è tutto come ce lo eravamo immaginato, ma forse un pizzico più divertente. Quello che sta accadendo in valle questi giorni è un attacco a chiunque pensi che una società diversa è possibile e necessaria. Se ti ribelli, se prendi parte, se ti metti in mezzo... avrai i riflettori puntati e dovrai giostrarti nell’occhio del ciclone. Vogliamo prenderci questo sabato per chiudere il programma del campeggio e facciamo appello a raggiungerci stasera al presidio di Venaus. Vogliamo rompere l’assedio, vogliamo cogliere quest’occasione di attacco mediatico, politico e militare come uno dei tanti momenti per ribaltare la paura, per farla cambiare di campo. Dicono che Venaus è per loro “troppo evocativo” e dunque non possiamo starci. Beh, se lo è per loro, lo è senz’altro se non di più per noi. Ci evoca ricordi di resistenze passate e sogni sempre attuali di libertà. Quindi, rilanciamo. Noi domani saremo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus. Invitiamo chi può a raggiungerci, invitiamo chi non può venire a mostrare la sua solidarietà NOTAV, a stendere un telo o mettere una bandiera NOTAV fuori dalla propria casa o luogo di lavoro.
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https://ilrovescio.info/2026/08/01/poesia-per-tutte-le-stagioni-di-juan-sorroche/
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Comunicato di Stecco sulle condanne contro Palestine Action Riceviamo da Stecco e diffondiamo: Sulle condanne contro Palestin
Comunicato di Stecco sulle condanne contro Palestine Action Riceviamo da Stecco e diffondiamo: Sulle condanne contro Palestine Action In questi giorni ho avuto notizia delle condanne di quattro compagni/e di Palestine Action in Inghilterra per le loro azioni contro l’azienda d’armi israeliana Elbit Systems UK. La solidarietà e la lotta dello scorso inverno con lo sciopero della fame dentro le prigioni che unì… https://ilrovescio.info/2026/08/01/comunicato-di-stecco-sulle-condanne-contro-palestine-action/
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La scintilla di Tell e la polveriera cisgiordana Riprendiamo da http://invictapalestina.org questo articolo che aiuta a legge
La scintilla di Tell e la polveriera cisgiordana Riprendiamo da http://invictapalestina.org questo articolo che aiuta a leggere, inquadrandoli nel loro contesto, i fatti dello scorso 24 luglio nel villaggio cisgiordano di Tell (quegli stessi fatti che TG1 e TG2 sono riusciti a presentare come aggressione a un gruppo di escursionisti!) La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la… https://ilrovescio.info/2026/08/01/la-scintilla-di-tell-e-la-polveriera-cisgiordana/
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🔴 LUNEDÌ 3 AGOSTO 🕕 DALLE18:00 ALLE 20.30 📣 PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI FORLÌ (lato via della Rocca) Torniamo sotto le mu
🔴 LUNEDÌ 3 AGOSTO 🕕 DALLE18:00 ALLE 20.30 📣 PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI FORLÌ (lato via della Rocca) Torniamo sotto le mura del carcere “La rocca” di Forlì: per chi sta dentro e resiste al caldo e alla tortura della reclusione; per noi che stiamo fuori e che ritroviamo ogni volta lo spirito dello stare assieme, in strada, per un’ideale pratico. Ricordando che la lotta per la liberazione dex compagnx arrestatx il 16 giugno non sarà terminata finchè anche Pietro non sarà nuovamente con noi! CONTRO OGNI MURO, CONTRO OGNI GABBIA! PIETRO LIBERO! TUTTX LIBERX!
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CIAO ANNA! Questa notte Anna Cipriani, che in moltx hanno avuto modo di conoscere in diverse occasioni tra cui le presentazioni del libro del figlio Claudio, è venuta a mancare in ospedale a Napoli. Abbiamo percorso con lei un pezzo profondo e importantissimo, reciprocamente l’una a fianco all’altra anche nei momenti più duri, inclusa la repressione dex compagnx. Ce la vogliamo ricordare come era: forte, energica e divertente, con il suo sguardo e battute a volte taglienti a mettere un po’ di pepe alle nostre discussioni. La ricordiamo con l’affetto infinito di chi si era fatta adottare da lei e come una compagna che aveva scelto da che parte stare. La nostra vicinanza a Diego e Claudio, al quale vi invitiamo a scrivere per fargli sentire tutto il nostro calore oltre le maledette sbarre: Claudio Cipriani c/o C.C. Secondigliano via Roma verso Scampia 350 80144 Napoli Ciao Anna, sempre con noi Le compagne Qui la puntata di Ponte Radio dove Anna ha preso parola (minuto 35.25) https://www.arkiwi.org/path64/cmFkaW9fbmVhbmRlcnRoYWwvUmFkaW8gTmVhbmRlcnRoYWwvcG9udGVyYWRpby9wb250ZXJhZGlvMTJnaXVnbm8yNi5vZ2c/screen https://nextstopmodena2020.noblogs.org/2026/08/01/ciao-anna/
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Ci si vede sui sentieri conosciuti e su quelli inesplorati. Con amore. Saluti dalla Valsusa.
Ci si vede sui sentieri conosciuti e su quelli inesplorati. Con amore. Saluti dalla Valsusa.
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https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/07/31/incendio-nel-carcere-di-sassari-detenuto-muore-carbonizzato_09e7f58e-3f02-47bd-a000-f10221e73ce0.html
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È uscito il primo numero di “La Ginestra”, rivista di critica ecofemminista Riceviamo e diffondiamo: È uscito il primo numero di La Ginestra, rivista di critica ecofemminista, stampata in proprio nell’estate 2026. Per inviare contributi o ricevere copie scrivere a: laginestra@canaglie.org– 47 pagine, offerta libera Qui la copertina: Copertina Qui indice e prefazione: Indice+prefazione “I motivi per cui abbiamo deciso di iniziare questo progetto sono diversi. Alcuni… https://ilrovescio.info/2026/07/30/e-uscito-il-primo-numero-di-la-ginestra-rivista-di-critica-ecofemminista/
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Da Occupy Wall street, i riot 2014/16, l'antifascismo nella prima era Trump, l'assassinio di George Floyd, il movimento stop
Da Occupy Wall street, i riot 2014/16, l'antifascismo nella prima era Trump, l'assassinio di George Floyd, il movimento stop cop city di Atlanta all'acampada palestinese fino alle recenti mobilitazioni anti ICE. Il movimento americano si è dovuto confrontare con la repressione dello Stato, che punta ad eliminare ogni forma di opposizione dal basso, e con la violenza della polizia che si pone, da sempre, come esercito occupante. Nel ventre della bestia capitalista c'è chi non ha mai smesso di lottare e basta poco per infiammare la vastità delle città rispedendo al mittente la violenza degli oppressori. Martedì 4 agosto alle 20.30 ai Giardini di corso Carbonara ci verranno raccontati questi anni di esplosioni di rabbia da chi li ha vissuti da vicino e ci può dare uno sguardo critico e di prima mano su quanto accaduto.
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CREMONA: IN SOLIDARIETÀ ALLE ARRESTATX DEL 16 GIUGNO Riceviamo e diffondiamo: Il giorno primo luglio abbiamo manomesso una cabina elettrica. La fortuna ha voluto che una parte del centro di Cremona sia andata al buio. Niente luce in strada. Senza volto, si è diffuso un blackout durato qualche ora. L’energia è legata alla guerra, la guerra alla repressione e repressione vuol dire carcere. Con questo gesto abbiamo voluto agire per esprimere solidarietà agli anarchici arrestati il 16 giugno. Un saluto a tutti i ribelli del mondo, sia chi sta dentro e chi lotta fuori. Dati i tempi di orrori, non possiamo dimenticare Ramy e Fakir.
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Arson of two ATMs banks, in Kaisariani area by Anarchists (Athens,Greece) On May 11, comrades were arrested following the armed robbery of a Piraeus Bank branch in Kato Tithorea. Wanting to send a signal of solidarity, we torched 2 ATMs (Piraeus and Ethniki) on Ethniki Antistaseos street , in Kaisariani on the evening of Wednesday, July 8. Instead of dispensing money, the burnt ATMs sent smoke signals to the comrades in prison. We do not intend to say many things in this text as the action is quite specific. The current events of the last few days and especially the absence of dialogue, at the movement level, has troubled us. We perceive ourselves as parts of the broader combative movement, a movement characterised by diversity in particular, which constitutes one of its fundamental characteristics. It is a matter of responsibility to share some thoughts. What matters is that the dialogue begins and not who begins it. Meantime.. Over the last week, after the arson attacks in Thessaloniki, we have witnessed statements condemning “violence wherever it comes from” from the entire political system of the country. Government officials, members of parliament, ministers, and even the prime minister are making statements, on whatever channel hosts them, condemning “left-wing violence,” criminalising protest, ordering criminal charges, announcing “witch hunts,” likening fliers to incendiary devices, inceasing the occupation of a public building from a misdemeanor to a felony (even at the level of statements) and calling for an “extension” of the term “terrorist organisation.” No one (except their audience) could claim that the New Democracy government is not an authoritarian government. It proves it on a daily basis, it proudly trumpets it on the channels, after all, it became a government with these “games”. On the occasion of the events of the previous week, it has been brought back to the centre of the political debate, which in view of the pre-election period is expected to intensify even more, the results of which potentially mean the criminalisation of our entire political space, of occupations and political action in general. How the political forces of the movement in Greece are going to resist this is a topic for another text. We, for our part, will remain on these lines in the political defence of revolutionary violence in general and arson as a means in particular. Arson has historically been established as the pre-eminent weapon of society against the State, the Tyrant, the Aristocrat, the Shipowner, and Power in general. We as anarchists do not own it, nor would we want to, but we owe it to the Cause to politically defend the means with which we have chosen to fight. In this case, we see an attempt to denigrate the means by the legal political reality of the country with the aim of depoliticising revolutionary violence in general, using lame excuses. For example, “anarchists have connections with illegality, football hooligans, they sell drugs and make Molotov cocktails out of the profits” and other graphic nonsense. We also see this strategy in the case of the comrades who are being prosecuted for the armed robbery of a bank in Kato Tithorea and to whom we dedicate the action. We are tired of hearing Kaliakmanis and every other parasite talk about communicating vessels, about recruiters and recruits. We must put things in their place, as those prosecuted in the Kato Tithorea case tried to do, shouting Long Live Anarchy from inside the cage. It is therefore important to continue to present our reasoning, to analyze the reasons for each attack and, above all, to talk about the need for revolutionary movements to use violence to achieve their goals. Let’s not deceive ourselves, violence is everywhere around us, in Palestine they eat violence for breakfast, lunch and dinner. The migrant concentration camps are violence, the shipwreck in Pilos was violence, the unyielding stance o...
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https://www.notav.info/post/restano-in-carcere-i-due-giovani-tedeschi-arrestati-dopo-la-manifestazione-del-25-luglio-la-solidarieta-non-si-arresta
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Grecia: Sobre los/as compañerxs anarquistas que han sido blanco y arrestados/as en los últimos días ¡Aléjense de nuestros compañerxs! En los últimos días, estamos viviendo una situación de alarma, creada por el gobierno y fomentada por los medios de comunicación, a raíz de los ataques incendiarios en Salónica*, la instrumentalización de la muerte de una mujer y la reapertura, después de dieciséis años, del caso del banco Marfin** El objetivo son los círculos anarquistas, con relatos del tipo "los tipos empiezan con pequeñas cosas y grafitis, pasan a piedras y cócteles molotov, para terminar con bombas y pistolas" Dieciséis años después, el Estado vuelve a poner el caso del banco Marfin en el centro de atención mediática y represiva Una historia que ND [Néa Dimokratía, Nuevo Democracia, el partido del primer ministro griego Kyriákos Mitsotákis; Nota del traductor] no deja de sacar a relucir, en un intento de criminalizar las movilizaciones masivas y extremadamente conflictivas que tuvieron lugar en aquel momento, contra las medidas de austeridad que intentaban hacer recaer el peso de la crisis económica sobre los/as más vulnerables Dieciséis años después, el objetivo, que el gobierno intenta ahora poner en el centro de su agenda preelectoral, un terreno que le resulta muy útil, son, una vez más, los círculos anarquistas y, más concretamente, cuatro compañerxs cuyas casas han sido registradas, dos de los cuales/as han sido arrestados/as Las "pruebas" que han aparecido en los medios de comunicación hasta ahora baten todos los récords de ridiculez Hemos pasado de llamadas telefónicas anónimas, a las que lamentablemente nos hemos acostumbrado, a correos electrónicos anónimos, que se adaptan a la época Se ha utilizado un software de IA, dieciséis años después, para comparar fotos de... vacaciones, en las que hay ropa similar Dieciséis años después, los problemas siguen siendo los mismos. Frente a las políticas mortíferas del Estado, que han hecho la vida cotidiana insoportable, al intento de ejecución de un hombre que huyó de un puesto de control, a los/as trabajadorxs asesinados/as en campamentos de trabajo en todo el país y a las operaciones de guerra que sumergen a poblaciones de todo el mundo en la sangre, la respuesta es la lucha, la perseverancia, el conflicto. Y los círculos anarquistas han sido y serán parte de todo esto, con todos los medios. Solidaridad con los/as perseguidos/as en el caso del banco Marfin. Anarquistas y compañerxs de las personas acusadas en el último montaje del Estado. PD: El 11 de julio de 2026, el Servicio Antiterrorista y la Dirección de Lucha contra el Crimen Organizado llevaron a cabo, casi simultáneamente, operaciones en Atenas, Salónica y La Canée, en Creta, durante las cuales cinco compañerxs fueron arrestados/as, mientras que se emitió una orden de arresto contra otra persona. Las dos personas arrestadas en Atenas fueron acusadas del incendio del banco Marfin, en 2010, y los tres restantes del ataque incendiario contra la casa de la política de Nuevo Democracia Aphroditi Nestora, en Salónica, el 1 de julio de 2026, uno de tres ataques coordinados. La histeria terrorista vuelve a golpear y se envían correos electrónicos anónimos a las direcciones electrónicas de la GADA (la sede de la policía), en el momento en que un hombre de veinte años muere a manos de los policías. Quizás se trate de coincidencias diabólicas, que no hacen más que mostrar el modus operandi del Sr. Michalis, ministro de Protección del Ciudadano, y su banda. Quizás el Partido Antiterrorista convoque ahora elecciones, para que el primer ministro no tenga que dar tantas declaraciones. Los compañerxs cuentan con nuestra solidaridad incondicional Levantémonos como una barrera contra los pogroms [sic; Nota del traductor] que llevan a cabo los policías contra el movimiento anarquista y anti-autoritario SOLIDARIDAD CON LOS ANARQUISTAS PERSEGUIDOS... https://attaque.noblogs.org/post/2026/07/27/grece-a-propos-des-compas-pris-es-pour-cible-et-arrete-es-ces-derniers-jours @malditaultraderecha_chat
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https://ilrovescio.info/2026/07/29/trento-venerdi-31-luglio-presidio-al-carcere-di-spini-di-gardolo/
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Sabato 1 Agosto h18.30 Presidio sotto la questura di Cornigliano (GE)
Sabato 1 Agosto h18.30 Presidio sotto la questura di Cornigliano (GE)
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Sin texto...
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Sabato 1 Agosto h18.30 Presidio sotto la questura di Cornigliano (GE)
Sabato 1 Agosto h18.30 Presidio sotto la questura di Cornigliano (GE)
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Oggi a Bari: Palestina libera! https://www.instagram.com/p/DbUGoansQ5f/
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