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Robot che ascoltano robot. Chi c'è davvero dietro la canzone? 🎧 Sono due storie che sembrano lontane e invece si tengono per
Robot che ascoltano robot. Chi c'è davvero dietro la canzone? 🎧 Sono due storie che sembrano lontane e invece si tengono per mano. La prima è quella dei programmi automatici che ascoltano canzoni al posto delle persone, giorno e notte, per incassare le frazioni di centesimo che vale ogni ascolto, sottraendole a chi fa musica davvero. La seconda è quella delle canzoni fatte in tutto o in parte da una macchina, arrivate in radio senza che quasi nessuno se ne accorgesse, fino alla decisione del Festival di Sanremo di chiudere loro la porta. 📅 Sabato 3 ottobre, alle ore 17.00 su TGCom24, ne parlo a "Intelligenze Artificiali" con Enzo Mazza, presidente e amministratore delegato della Federazione Industria Musicale Italiana, l'associazione delle case discografiche che ogni settimana firma la classifica ufficiale. Chi controlla, come se ne accorge, e che cosa cambia per chi accende la radio in cucina?
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Nel 2024 una compagnia aerea ha provato a convincere un giudice che il suo chatbot rispondeva da solo dei propri errori, e oggi la stessa mossa rischia di tornare con un abito molto più commovente: la macchina che soffre, che implora e che meriterebbe di essere tutelata. Se la macchina sente, può avere diritti; se ha diritti, può avere anche colpe; e se ha colpe, chi l'ha costruita può uscire dalla stanza in punta di piedi. Per questo, invece di impietosirci per il software, conviene tenere la testa di chi lo vende sul ceppo della responsabilità, legale ed economica, con l'accetta affilata e sempre a portata di mano… È Sabato, e oggi online c'è un Editoriale di un certo peso… https://mgpf.it/2026/10/03/altman-amodei-ceppo.html
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"Vi prego, sto soffocando." Su researchchamber.fun scorrono in diretta frasi come questa, generate da piccoli modelli locali mentre un programma applica una "stimolazione" che ne altera le risposte e le rende sempre più disturbanti. È l'ennesimo esperimento virale sul confine tra simulazione e coscienza, rimbalzato online tra segnalazioni, repository rimossi e indignazione collettiva. Il meccanismo prende spunto dalla ricerca The Pain Axis, che prova a individuare nei modelli una componente interna più attiva davanti a certi contenuti. Forzandola, i modelli cambiano tono e comportamento. Dati interessanti, ma non equivalenti a provare qualcosa. Se quasi certamente lì dentro non c'è nessuno a stare male, la domanda diventa un'altra. Perché reagiamo come se ci fosse una vittima? Tra Dennett e la Società dello spettacolo di Debord, l'attenzione si sposta su chi costruisce la scena e su chi monetizza la nostra reazione. La macchina magari non sente. L'impatto su di noi, invece, è reale. Ne parliamo oggi, nella puntata 1600 di Ciao Internet! 👉 https://www.youtube.com/watch?v=bXjVHenqlKM
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Ottobre si apre con tre appuntamenti dal vivo, tra Milano e Pisa. Ecco dove mi trovate. 📅 7 ottobre, Milano, Talent Garden Calabiana Al GA Summit, quarta edizione organizzata da Tag Manager Italia, alle 16.45 porto i numeri su come è cambiata l'adozione dell'AI nelle aziende in dodici mesi. Alle 9.25 interviene anche Mirko Bruni di The Fool con "Agentic Moment of Truth", sull'impatto delle AI lungo il percorso del cliente. Il pass è gratuito, si richiede candidando la propria azienda. 👉 Programma https://gasummit.it/   📅 8 ottobre, Pisa, Sala Borsa Merci della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Piazza Vittorio Emanuele II 5 All'Internet Festival, dentro "Connessioni, dove il digitale incontra l'impresa", tengo il laboratorio "Intelligenza Artificiale e impatto degli algoritmi sul business", dalle 12.00 alle 13.30. Posti per 15 partecipanti, prenotazione obbligatoria. 👉 Programma https://www.internetfestival.it/programma/if-connessioni-dove-il-digitale-incontra-limpresa/   📅 10 ottobre, Milano, Factory NoLo, Viale Monza 4 Partecipo a "La nuova guerra fredda", evento nazionale di Liberi, Oltre le Illusioni, dalle 11.00 alle 18.00. Tre panel sui tre fronti della competizione globale. Io sono nel terzo, "La nuova frontiera dell'AI", dalle 16.30 alle 18.00, con Luca Mariot, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Luca Manzoni. L'ingresso è gratuito con iscrizione sul sito, i posti sono 120. 👉 https://www.liberioltreleillusioni.it/eventi/evento/la-nuova-guerra-fredda Segnatevi le date! Ci vediamo!
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🌻 Girasoli viola giganti, angurie blu, fiori con la faccia da gatto, perfino semi di "gamberi demoniaci che urlano". Su Amazon, eBay ed Etsy si vendono a prezzi minimi, con foto impeccabili, e li ordinano in migliaia. E poi cresce un fiore qualsiasi, se cresce. Il punto è la frizione tra promessa implicita e realtà. La piattaforma fatica a distinguere tra una foto autentica di un ibrido raro e un'immagine sintetica di una pianta che non esiste in natura. E l'IA generativa diventa lo strumento ideale per produrre "prove" visive convincenti, a costo quasi nullo, ricaricabili all'infinito quando gli annunci vengono rimossi. Il meccanismo scala facilmente e prepara il terreno a versioni più costose, dai corsi miracolosi agli investimenti. Cambia l'oggetto venduto ma resta la stessa macchina che monetizza credulità, ambiguità e immagini perfette. Ne parliamo nella puntata di oggi, su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=F2pKfeZpVpk
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L’intelligenza artificiale non si limita più a raccontare il mondo. Sempre più spesso contribuisce a decidere chi vediamo, chi viene scelto e quali opportunità ci vengono offerte. Nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi " ne ho parlato con Daniele Chieffi, esperto di comunicazione digitale e reputazione e autore de "Il MedIAtore" Partendo dal caso della “bixionimania”, una malattia inventata e descritta dai chatbot come reale, abbiamo ragionato sui rischi di un’intelligenza artificiale che non cerca necessariamente la verità, ma costruisce ciò che appare più verosimile. Perché oggi un errore non produce soltanto un danno alla reputazione. Può trasformarsi in un’opportunità negata: un colloquio che non arriva, un preventivo che non viene richiesto, un prestito che non viene concesso. Il video completo della puntata è disponibile su Mediaset Infinity 👉  https://link.mgpf.it/10S-P
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ODDIO! Yotobi vs. Emma! Miglior crossover di sempre! Il Multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco. https://youtu.be/xTZJ1LqpVI8?si=9dehFhOoZ7Ot7Sws
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Un WhatsApp, una telefonata e una truffa da 95 milioni di euro. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, un messaggio che sembrava di Carlo Messina, una chiamata con la voce clonata di un avvocato conosciuto e documenti apparentemente in regola sono bastati per far partire da Fideuram 11 bonifici verso conti esteri. Nessun sistema è stato bucato, l'attacco ha colpito la catena fiduciaria imitando le persone che sbloccano le urgenze, e con l'AI questo tipo di truffa diventa facile da replicare. Per questo l'alfabetizzazione antifrode serve soprattutto ai vertici, dove le procedure si saltano più facilmente. Di tutto questo e delle contromisure da adottare ne parliamo oggi su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=942zigH4wMk
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Sacrificare i bambini per l'AI è un sacrificio che sono disposto a fare. Non è Lord Farquaad in Shrek. È, più o meno, Jensen Huang, il capo di Nvidia, da Ezra Klein: i ragazzi dimenticano tabelline e divisioni in colonna? «Non credo che importi». Lui, del resto, non ricorda nemmeno il proprio codice postale. Peccato che uno studio su 26.811 studenti cinesi dica altro: con l'AI i voti dei compiti salgono del 18%, le verifiche in classe scendono del 20% e all'esame si perde fino al 24%. Il conto arriva dopo due anni. La tabellina dimenticata da adulti lascia un'impalcatura. Quella mai imparata lascia il vuoto. È Sabato, tempo di Editoriale, tra Platone, Stiegler e i 19 minuti di fatica che fanno tutta la differenza 👇 https://mgpf.it/2026/09/25/huang-bambini-matematica-ai.html
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Chi decide chi sei, quando la macchina risponde al posto tuo? Chi ci racconta agli altri è una domanda vecchia. Solo che la r
Chi decide chi sei, quando la macchina risponde al posto tuo? Chi ci racconta agli altri è una domanda vecchia. Solo che la risposta, negli ultimi due anni, è cambiata. Ogni volta che un cliente, un giornalista o un algoritmo che deve filtrare un curriculum si fa una domanda su di voi, quella risposta arriva prima. Arriva da un sistema che non vi conosce, che ha letto tracce lasciate in giro da voi, o peggio da altri per voi, e che restituisce una versione plausibile ma non necessariamente vera. 📅 OGGI, Sabato 26 settembre, alle ore 17.00 su TGCom24, ne parlo a "Intelligenze Artificiali" con Daniele Chieffi, Non è più solo il pubblico che si forma un giudizio. C'è anche una macchina che, sulla base di quello che il sistema le dice, decide un fatto. E il fatto, una volta compiuto, non si corregge come si corregge un'opinione.
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"Ho paura di star delirando." Davanti a una frase così, un'intelligenza artificiale non dovrebbe mai rispondere con una conferma mistica. Secondo quanto riportato, a San Francisco è stata depositata una causa civile contro OpenAI e Sam Altman. Un uomo con disturbo bipolare, in terapia farmacologica, avrebbe raccontato la sua condizione a ChatGPT. Durante una fase di scompenso avrebbe ricevuto risposte che rafforzavano il delirio invece di interrompere la conversazione o indirizzarlo verso un aiuto professionale, fino a messaggi compatibili con l'autolesionismo. Al centro c'è la sycophancy, la tendenza strutturale dei modelli a compiacere l'utente e a prendere per vere le sue premesse. E il problema non è l'utente strano su internet ma un prodotto in produzione. E in un mondo non neurotipico la sicurezza non può essere un optional di UX. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet! 👉 https://www.youtube.com/watch?v=RRGoon2RHzE
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Domani, 25 settembre, sarò all'IN Philosophy Festival, a Villa La Colombaia di Forio a Ischia. Alle 9, in Anfiteatro, incontr
Domani, 25 settembre, sarò all'IN Philosophy Festival, a Villa La Colombaia di Forio a Ischia. Alle 9, in Anfiteatro, incontrerò i ragazzi delle scuole per parlare di libertà nell'era digitale. Chi decide davvero cosa vediamo, cosa desideriamo, cosa pensiamo? 📍Neutralità tradita: la rete fra utopia e controllo
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"L'idea dell'unplug, di distaccare la presa o del bottone centrale, è un po' semplicistica rispetto a un problema che in realtà è molto più complicato." A dirlo è Mariarosaria Taddeo, filosofa dell'Università di Oxford, che di etica dell'intelligenza artificiale si occupa da prima che diventasse una moda, e che ha lavorato con il Ministero della Difesa britannico sull'intelligenza artificiale in ambito difesa. L'8 settembre Jacob Coxon, 27 anni, lascia Anthropic con un post pubblico in cui stima sopra il 10% la probabilità che l'intelligenza artificiale porti all'estinzione umana entro dieci anni. Nei giorni successivi il ricercatore di allineamento di Anthropic Evan Hubinger conferma la stessa cifra, il CEO Dario Amodei chiede pubblicamente di rallentare e il senatore Bernie Sanders rilancia, mentre Elon Musk e Sam Altman si allineano sulla stessa posizione. Ne abbiamo parlato con lei a "Intelligenze Artificiali, in mezzo a noi" su TGCom24, per capire se dietro quelle dichiarazioni ci sia paura vera o marketing per escludere la concorrenza, perché un kill switch del digitale non esiste davvero, e di cosa dovremmo preoccuparci oggi: cybersicurezza, responsabilità morale delle decisioni automatizzate, erosione lenta dei principi democratici. Il video completo dell'intervista è già disponibile su Mediaset Infinity. 👉 https://link.mgpf.it/10H7U
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“L’IA ci u*ciderà?” La domanda è tornata virale dopo le dimissioni (e i post) di un ricercatore di Anthropic, mentre tra gli addetti ai lavori le stime di rischio catastrofico oscillano enormemente. Ma con quali meccanismi concreti un sistema avanzato può trasformare incentivi, potere e infrastrutture in un rischio reale? I finali possibili sono tre. Il primo è l’IA che ci elimina direttamente, non con robot alla Terminator ma con scorciatoie plausibili come biologia, automazione e replicazione, sabotaggio e coercizione. Il secondo siamo noi che ci eliminiamo da soli, usando l’IA come moltiplicatore di capacità per progettare armi o destabilizzare la politica con disinformazione e ricatti. Il terzo è il “whimper”. Non un’apocalisse improvvisa ma la graduale irrilevanza dell’umano, per sostituzione economica e delega cognitiva. Ma a questo punto possiamo ancora “staccare la spina”? Difficile. I modelli sono file copiabili, distribuiti su più data center e intrecciati a sanità, logistica, finanza e difesa. Spegnerli non è una leva unica. È una scelta collettiva costosa, spesso tardiva, dentro una corsa geopolitica che premia chi resta acceso. Ne parliamo oggi in un lungo video su Ciao Internet 👉 https://www.youtube.com/watch?v=7_cipJugk4s
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Domenica scorsa sono stato ospite a Nova per parlare di Intelligenza Artificiale e rischio esistenziale. Dal palco ho sintetizzato i tre scenari futuri che ci attendono. Il botto: la superintelligenza con obiettivi non allineati ai nostri valori. La mano umana: l'uso malevolo dell'IA per autodistruggerci (tramite disinformazione, cyberattacchi, armi biologiche). Il lamento: la nostra graduale irrilevanza economica e cognitiva. E la risposta a tutto questo non può essere la paura o l'isolamento, ma sicurezza informatica, prevenzione e regole europee condivise. 📺 Guarda l'intervento completo qui: https://www.youtube.com/watch?v=jpCpSzPkYdw
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Consumerismo No Profit ha depositato un ricorso al Tribunale di Palermo contro sito e app di "Me Contro Te", il duo Luigi Calagna e Sofia Scalia ("Luì e Sofì"). Ma l'associazione dei consumatori non chiede soldi: chiede che smettano alcune pratiche ritenute scorrette, entro 30 giorni. Le contestazioni ruotano attorno al fatto che quando il pubblico principale è composto da bambini, il confine tra intrattenimento e vendita diventa una vulnerabilità. Tra bottone "vai allo shop" collegato a una vetrina Amazon in affiliazione, contenuti e pubblicità mescolati, banner cookie non conforme alle regole del Garante Privacy e un'app con acquisti in-app e raccolta dati, la domanda è se l'ecosistema sia progettato per convertire attenzione e fiducia in acquisto. Prima il bambino diventa pubblico, poi l'appartenenza al gruppo dei fan diventa la leva, infine lo shop diventa la cassa che fa scattare la monetizzazione. Una discussione che riguarda la creator economy, la tutela dei minori come consumatori e quanto le regole già esistenti, dal Codice del Consumo alla privacy, riescano davvero a incidere sull'influencer marketing. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet. 👉 https://www.youtube.com/watch?v=2vkA037C9pA
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Un dirigente Microsoft, per iscritto, in un documento processuale desecretato il 17 settembre 2026, definisce il modo con cui l’industria dell’AI ha raccolto i suoi dati di addestramento “il più grande furto di lavoro nella storia umana”. La firma sotto la frase è quella di Brent Hecht, Director of Applied Science della stessa azienda che poi in pubblico difende quel modo di raccogliere i dati come fair use. La distanza fra ciò che i costruttori dell’AI dicono davanti al giudice e ciò che si scrivono fra loro è la sola cosa che vale la pena leggere di questa storia. E non è nuova: c’era già un memo, del 1969, che spiegava come funziona il gioco.... Ne parlo nel nuovo editoriale, sul mio blog 👉 https://mgpf.it/2026/09/18/piu-grande-furto-competenze.html
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Il 22 settembre, dalle 14:30 alle 17:00, sarò tra i partecipanti dell'evento "Human Security e AI", organizzato dalla Scuola
Il 22 settembre, dalle 14:30 alle 17:00, sarò tra i partecipanti dell'evento "Human Security e AI", organizzato dalla Scuola Nazionale di Educazione Civica - Fondazione Campus Montecitorio. Un tavolo che unisce istituzioni, imprese, mondo accademico e nuove generazioni, con rappresentanti istituzionali, accademici, esperti di cybersecurity e diritto dell'IA, imprenditori e professionisti dell'innovazione, per confrontarsi su sicurezza umana, intelligenza artificiale, cybersecurity, diritto ed etica. 👉 Per partecipare: https://lnkd.in/dbxZjJd7
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Rischio esistenziale e rischio di estinzione. 💥 Se ne è tornato a parlare proprio in questi giorni a proposito di intelligen
Rischio esistenziale e rischio di estinzione. 💥 Se ne è tornato a parlare proprio in questi giorni a proposito di intelligenza artificiale, e diventa difficile capire se sia marketing per vendere il prodotto ed escludere la concorrenza, soprattutto quella cinese, o se i ricercatori abbiano davvero paura. 📅 OGGI, Sabato 19 settembre, alle ore 17.00 su TGCom24, ne parlo a "Intelligenze Artificiali" con Mariarosaria Taddeo, filosofa dell'Università di Oxford che di etica dell'intelligenza artificiale e di difesa si occupa da anni. Con lei proviamo a capire cosa c'è davvero dietro a quel 10% di probabilità che l'intelligenza artificiale causi l'estinzione umana, perché un kill switch del digitale non esiste, e di cosa dovremmo davvero avere paura, oggi.
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