Comitato Donbass Antinazista - Notizie sulla guerra in Ucraina
Attivi dal 2014, il COPASIR ci descrive come un gruppo "attivo nello smascherare la disinformazione ucraina e contrastare la c.d. 'isteria anti-russa'". Vietati: 🚫Pubblicità 🚫Razzismo 🚫Anticomunismo 🚫Antisemitismo 🚫Sessismo Alla seconda ammonizione è BAN
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“Attivi dal 2014, il COPASIR ci descrive come un gruppo "attivo nello smascherare la disinformazione ucraina e contrastare la c.d. 'isteria anti-russa'".
Vietati:
🚫Pubblicità
🚫Razzismo
🚫Anticomunismo
🚫Antisemitismo
🚫Sessismo
Alla seconda ammonizi...”
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Tra Varsavia e Kiev è scontro aperto. Polonia e Ucraina infatti continuano a discutere per una controversia storica che risale alla Seconda guerra mondiale, ma che resta viva nel dibattito politico. Le tensioni tra i due Paesi, stretti alleati contro Mosca, sono esplose con la decisione del presidente nazionalista Karol Nawrocki di revocare l’onorificenza dell’Ordine dell’Aquila Bianca a Volodymyr Zelensky. Immediata la reazione dei funzionari di Kiev che, in risposta, hanno annunciato di voler restituire i riconoscimenti ricevuti da Varsavia, a partire dal ministro degli Esteri Andriy Sybiha fino al capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov. E il leader di Kiev non ha fatto passare neanche ventiquattr’ore che ha rispedito via posta la medaglia in Polonia commentando con sarcasmo: “Se si ritiene che questo simbolo speciale possa invece rimanere a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schroeder, noi ucraini non ci opporremo”, ha dichiarato citando anche l’ex cancelliere tedesco, amico di Vladimir Putin. La decisione di Nawrocki è l’ultimo capitolo di una serie di tensioni legate alla decisione di Zelensky, a fine maggio, di intitolare un’unità militare all’Esercito Insurrezionale Ucraino (Upa), organizzazione nazionalista della Seconda Guerra Mondiale ritenuta responsabile in Polonia della morte di oltre 100mila persone: il movimento combatté contro l’Armata Rossa ma si scontrò anche con la resistenza polacca e uccise civili polacchi ed ebrei. A volte collaborò con i nazisti mentre in altre occasioni si schierò contro di loro. In ogni caso, Varsavia considera le sue azioni pulizia etnica e genocidio, mentre Kiev riconosce i massacri ma rifiuta il termine genocidio. Con queste premesse, Nawrocki ha ripetutamente espresso “indignazione” per la decisione di Zelensky, sulla quale tuttavia il leader ucraino non è tornato indietro: “L’Ucraina è grata al popolo polacco” e “rimarrà aperta a tutte le forme di dialogo significative con la Polonia”. Ma “sono orgoglioso del nostro popolo e di ogni guerriero ucraino”, ha detto il presidente ucraino. “Purtroppo, il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha compiuto un atto ostile nei confronti del nostro popolo”, è invece la lettura di Budanov che si è chiesto “di che giustizia possiamo parlare se, ad esempio, il dittatore fascista italiano e complice di Hitler, Benito Mussolini, non è ancora stato privato” dell’onorificenza. “Questo è un regalo all’aggressore di Mosca, che non esiterà a usarlo contro i nostri due Paesi”, ha poi aggiunto l’ex capo dell’intelligence militare di Kiev. Ci ha pensato subito il superfalco di Putin, Dmitry Medvedev, a sfruttare l’occasione: “Sono sicuro che questo non sarà un problema” per Zelensky, “ora c’è più spazio sulla sua felpa verde per la Croce di Ferro di Hitler”. Il presidente polacco ha provato in ogni caso a chiarire che “questa decisione non è diretta contro il popolo ucraino” e “non rappresenta un cambiamento nell’orientamento strategico della politica di sicurezza polacca“. Una precisazione d’obbligo, dato che già prima di ricoprire l’incarico, Nawrocki non aveva mai nascosto le sue critiche a Kiev, opponendosi in particolare all’adesione dell’Ucraina alla Nato e all’Ue. Da parte sua, il premier polacco Donald Tusk, fervente filo-europeo e pro-Kiev, ha invitato i due leader a “placare gli animi“, mentre la guerra continua: per ultimi, i raid russi a Kharkiv hanno causato la morte di una donna, rimasta intrappolata tra le macerie di un edificio, e nove feriti. Dal canto loro i militari di Kiev hanno rivendicato attacchi sugli impianti di petrolio e gas in Siberia e nella Crimea occupata.-FQ Segui 👉@ComitatoDonbass
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha dichiarato venerdì di aver deciso di revocare a Volodymyr Zelenskiy la più alta onorificenza polacca, l’Ordine dell’Aquila Bianca, dopo che il presidente ucraino aveva suscitato indignazione in Polonia rinominando un’unità dell’esercito in onore dei ribelli nazionalisti che massacrarono i polacchi durante la Seconda guerra mondiale.-Reuters Solo ora? Il regime di Kiev, dal colpo di stato di Euromaidan del 2014, ha accelerato la riabilitazione dei collaborazionisti di Hitler e per tutto il paese ci sono strade, piazze e monumenti in onore di quei massacratori di polacchi, ebrei e russi, che combatterono per un'Ucraina indipendente ed etnicamente "pura". I politici polacchi fanno pietà, ma evidentemente non possono più celare alla popolazione il vero volto della nuova Ucraina "europeista" di estrema destra. Segui 👉@ComitatoDonbass
Un botta e risposta improvviso dopo il G7 di Evian. Ad iniziare è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che un intervento telefonico con l’Aria che tira su La7 ha attaccato la premier italiana Giorgia Meloni: «Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena»... Sui social, la presidente del Consiglio ha detto la sua. Chiarendo, intanto, che «le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Io e l’Italia non imploriamo mai [🤣]». Poi, aggiungendo che «certe cose meritano una riposta immediata. Non so perché il presidente degli usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente».-IlSole24Ore Segui 👉@ComitatoDonbass
Dopo un'intera giornata di verifiche tecniche sulla nostra piattaforma, abbiamo identificato undici registrazioni fraudolente effettuate il 9 giugno, tra cui quelle attribuite al professor Gennaro Carotenuto, al professor Andrea Roventini, ad altri studiosi e a diversi personaggi pubblici (Messi, Ronaldo, Ben Gvir). Le registrazioni contestate risultano riconducibili a due indirizzi IP appartenenti alla medesima rete IPv6 localizzata ad Amsterdam. Dopo aver consultato il nostro ufficio legale, abbiamo deciso di presentare formale querela contro ignoti. L'esposto sarà perfezionato nei prossimi giorni a tutela dell'integrità di Spazio Pubblico, delle persone coinvolte loro malgrado e di tutte le cittadine e i cittadini che hanno aderito al progetto e continuano a sostenerlo con partecipazione e convinzione.-SP Segui 👉@ComitatoDonbass
Aleksei Levkin, neonazista russo con passaporto ucraino e figura di spicco del Corpo dei Volontari Russi (RDK), è accusato di aver dirottato 400K dollari di donazioni destinate all'RDK e di averli spesi per una proprietà privata vicino a Kiev Le accuse provengono da un altro neonazista russo, Artem "Uragan" Krasnolutskyi, comandante Terza Brigata d'Assalto [Azov] Secondo Krasnolutskyi, un ricco europeo, ammiratore del progetto M8L8TH (Martello di Hitler) di Levkin, lo contattò nel 2023 per offrirgli una cospicua donazione all'RDK. Levkin, tuttavia, convinse il donatore a finanziare il suo progetto neonazista "Wotan Jugend", promettendogli alloggi per attivisti in esilio e la produzione di droni per l'RDK. Invece, è emersa una residenza privata a Irpin, completa di studio di registrazione e attività imprenditoriali per Levkin... L'[RDK] avrebbe promesso una risposta pubblica, ma non l'ha data, scatenando accuse...-Marta Havrysko Segui 👉@ComitatoDonbass
In Europa è stato ucciso un fumettista che raffigurava Putin e il Cremlino nei suoi disegni. Che umiliava Putin e il Cremlino. Questo lo leggerete ovunque. La stampa occidentale è così onesta che ve lo dirà. Ma dimenticherà di precisare che quest'uomo era stato inserito nel sito ucraino "Mirotvorets". Dimenticherà anche di precisare che quest'uomo ha insultato più volte le autorità ucraine, l'opposizione russa, le forze armate ucraine, gli oligarchi ucraini, Zelensky, Ermak, Akhmetov e altri. La stampa europea lo dimenticherà. È stato ucciso un fumettista che disegnava caricature di Putin. Il caso è stato risolto. È come i piromani delle case di Starmer. Sono ucraini. Ma sono comunque russi. Come riportato da tutta l'onesta stampa occidentale.Segui 👉🏻 @ClaraStatello
Oggi in Polonia, l'artista russo e rifugiato politico Semyon Skrepetsky, di 44 anni, è stato ucciso. Skrepetsky era noto per la sua pungente satira politica contro l'élite al potere in Russia, in particolare Putin. Negli ultimi anni, tuttavia, era diventato anche un acceso critico dell'Ucraina, una posizione che lo aveva fatto finire nella lista nera di Myrotvorets. Come prevedibile, i propagandisti polacchi si sono affrettati ad attribuire la sua morte ad agenti russi operanti all'interno dell'UE. È un copione familiare: ogni morte scomoda che coinvolge un critico del Cremlino deve essere immediatamente inquadrata come un altro capitolo della lunga campagna di terrorismo transnazionale di Mosca. Eppure la storia potrebbe essere molto più complessa della narrazione preconfezionata che ora viene diffusa online...-Marta Havryshko Segui 👉@ComitatoDonbass
il Pd ha presentato una richiesta di commissione di inchiesta all’Europarlamento, senza finora ricevere risposta... I dati sembrano chiari e indicano un boost anche oltre il 200 per cento dei post dei leghisti. La presenza di ex membri dell’intelligence richiede “trasparenza”: si tratta, tra gli altri, di figure come Aaron Berman, 15 anni alla Cia e ora a capo del team sulle policy delle campagne elettorali, o Hagan Barnett, esperto in anti-terrorismo, che in Meta si occupa di IA, o ancora l’ex Usaid Mike Bradow, coinvolto da Meta nelle politiche sul fact checking.-FQ ▪️La penalizzazione è arrivata nel 2024 con Trump, quindi dipende da chi sta al potere negli USA ▪️Tramite i loro fact-checkers e vere e proprie manomissioni dell'algoritmo pilotano l'informazione in occidente ▪️I piddini si preoccupano solo ora perché sono finiti loro nel mirini della macchina repressiva USA. Prima era tutto ok Segui 👉@ComitatoDonbass
È battaglia legale tra l'Ucraina e i tribunali italiani su 25 minori ucraini, arrivati nel 2022 a Napoli insieme alla direttrice di una casa famiglia di Sumy, Liubov Rudyka... Le autorità ucraine hanno riferito all'emittente americana che i tribunali italiani impediscono il rimpatrio dei minori. «Continuiamo a inviare richieste ufficiali (e) i rappresentanti italiani ci dicono che la magistratura è completamente indipendente e che non possono influenzare questa decisione. Ma io chiedo che intervengano», ha dichiarato arrivando a paragonare la situazione ai casi di migliaia di bambini ucraini che sono stati illegalmente deportati in Russia. «L'atteggiamento dell'Italia, in realtà, non è diverso da quello della Russia... ci hanno portato via i nostri figli e ci impediscono di vederli»-La Stampa Hanno legittimato i talebani di Kiev: ora se li devono gustare tutti Segui 👉@ComitatoDonbass
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