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Il Blog di Dario D'Angelo

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Il #Blog indipendente di Dario D'Angelo. Le notizie più importanti dal mondo, le indiscrezioni di #politica interna, le analisi di #geopolitica ---->>> https://dangelodario.it/

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🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Volodymyr Zelensky: "Se gli americani invitassero Vladimir Putin a Miami per il G20 sarei disposto a venire. Sì, certo. Cosa gli direi guardandolo negli occhi? No, dobbiamo incontrarci per parlare e prendere decisioni. Non si tratta delle parole, di quello che gli dirò io o di quello che lui vorrà dire a me. Non importa. Non importa. Conta soltanto il risultato. È il risultato che conta. Tutto qui". La replica di Sergej Lavrov: "Su questo, mi pare, si sia già espresso Dmitry Peskov. A questo personaggio è stato rivolto un invito. Se vuole incontrarsi, che venga. E questo rappresenta già un enorme gesto di buona volontà da parte nostra, perché lui non ha ancora revocato il proprio decreto che vieta i contatti con Putin e con la sua squadra. Quindi, quanto a buona volontà, da parte nostra non manca. Noi restiamo pronti ai negoziati. Durante il periodo dei negoziati, l’operazione militare speciale non verrà fermata. Abbiamo già fatto questa esperienza, l’abbiamo già vissuta".

🚨🪖🇺🇸🇸🇦🇾🇪 Pessime notizie per Mohammed bin Salman. E non solo per lui. Donald Trump: "Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere contro di noi. Ci hanno fatto sapere che non vogliono che andiamo contro di loro. Stanno lasciando passare la maggior parte delle navi".

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🚨🪖🇮🇷 Da monitorare con attenzione. Pesanti combattimenti in corso da ore tra le forze di sicurezza del regime iraniano e uomini armati non identificati in diverse aree di Saravan, nel sud-est dell’Iran, con notizie di attacchi contro veicoli militari e decine di membri delle forze di sicurezza uccisi o feriti. Le fonti parlano di sparatorie prolungate, ripetute esplosioni e dell’impiego di armi pesanti. Saravan si trova nel Sistan e Baluchistan, provincia sudorientale dell’Iran confinante con Pakistan e Afghanistan e abitata dalla minoranza baluci iraniana, prevalentemente musulmana sunnita. Particolarmente interessante il fatto che sebbene la provincia abbia una lunga storia di insurrezione armata, le informazioni disponibili non stabiliscono al momento alcun collegamento tra gli uomini armati coinvolti negli scontri e gruppi conosciuti. Radar acceso.

🚨🇮🇹🇨🇺 Dopo un volo di 12 ore a bassa quota con alcune tappe intermedie, Alessandro Di Battista è rientrato in Italia. L'
🚨🇮🇹🇨🇺 Dopo un volo di 12 ore a bassa quota con alcune tappe intermedie, Alessandro Di Battista è rientrato in Italia. L'ex parlamentare è atterrato a Ciampino dopo essere partito da Cuba a bordo di un'aeroambulanza. La testa avvolta in una fasciatura dopo l'operazione d'urgenza subita a Cuba, Di Battista è sceso dal velivolo con le proprie gambe prima di montare a bordo di un'ambulanza che lo ha trasportato al "Gemelli" di Roma.

🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Giorgia Meloni a Il Foglio: "Per una Nazione le spese militari somigliano alle spese che una famiglia sostie
🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Giorgia Meloni a Il Foglio: "Per una Nazione le spese militari somigliano alle spese che una famiglia sostiene per la sicurezza della propria casa. Piacerebbe a tutti noi poter fare a meno di una porta blindata, delle inferriate o di un’assicurazione in caso di imprevisti. Purtroppo, però, la vita e il mondo sono assai più crudeli di quanto vorremmo e soprattutto di come li dipingono le tante anime belle del pacifismo ideologico. Nella storia, non esiste alcuno stato che abbia garantito la sicurezza dei propri confini e dei propri cittadini senza avere la capacità militare per difendersi. Certo che è impopolare dire che bisogna spendere anche in difesa. Ma purtroppo è necessario. (...) Quanto alla domanda se la Russia sia o meno una minaccia per l’Italia e l’Europa, penso che in ogni caso sia molto più saggio fare in modo di non essere facilmente attaccabili che non confidare sul fatto di non essere attaccati".

🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Giorgia Meloni a Il Foglio: "Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei i
🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Giorgia Meloni a Il Foglio: "Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei in grado di mettere la Patria prima di te stesso? È questo il punto. Ecco, per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kyiv, io ho sostenuto l’Ucraina per Roma. Perché, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”.

🚨🪖🇷🇺🇺🇦🇪🇺 Vladimir Putin: gli europei "non riflettono sul fatto che non abbiamo alcun motivo per un conflitto. Tutte le questioni sono state risolte sulla base dei risultati della Seconda guerra mondiale. E ciò che è avvenuto successivamente, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, è stato fatto con il consenso della Federazione Russa, in quanto Stato successore dell’Unione Sovietica. Tutto ciò che contraddice questi accordi contrasta con i nostri interessi e non è conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. È questo il punto. E loro insistono proprio su questo, su qualche tipo di cambiamento. Ma quali cambiamenti?Vogliono forse rivedere i risultati della Seconda guerra mondiale? Verso che cosa stanno spingendo oggi i loro popoli, i loro Paesi?  Verso una guerra con la Federazione Russa. Adesso parlano del fatto che stanno valutando come poter inviare truppe sul territorio dell’Ucraina. Questo significa guerra con la Russia".

🚨🪖🇺🇸 Nel 25esimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre, George W. Bush pubblica una serie di suoi dipinti sul gio
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🚨🪖🇺🇸 Nel 25esimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre, George W. Bush pubblica una serie di suoi dipinti sul giorno che ha cambiato l'America e il mondo. Le opere, 16 in tutto, saranno esposte al George W. Bush Presidential Museum dal 1º al 30 settembre.

🚨🪖🇸🇦🇾🇪🇮🇶 Pessima notizia: il ministero dell’Energia saudita conferma ufficialmente che la East-West Pipeline è ora ch
🚨🪖🇸🇦🇾🇪🇮🇶 Pessima notizia: il ministero dell’Energia saudita conferma ufficialmente che la East-West Pipeline è ora chiusa in via precauzionale dopo essere stata colpita da attacchi multipli nelle regioni di Riyadh e Medina nella mattinata di oggi. Gli attacchi hanno provocato anche alcuni feriti. Squadre tecniche e di emergenza stanno verificando l’integrità dell’infrastruttura prima di una sua eventuale riattivazione. Nessuna indicazione sul "quando". Non promette bene. Qui per il quadro aggiornato della situazione: https://dangelodario.it/2026/09/11/quasi-perso-lo-stretto-di-bab-el-mandeb-la-casa-bianca-verso-una-decisione-senza-precedenti-il-dilemma-dei-3-km-e-lesempio-di-bush-25-anni-dopo

Nascondeva la convinzione che dalla “guerra al terrore” davvero potesse - e dovesse - nascere un altro mondo.  Così ecco a voi il primo paradosso: proprio al presidente più critico sull’idea di un’America “poliziotto del mondo” è spettato l’onore e l’onere di gestire la guerra contro il regime degli ayatollah, per anni sogno proibito di buona parte dei falchi GOP.  Eppure cosa dice il mondo di oggi? Dice che le guerre non possono essere combattute senza la necessaria convinzione. Prendete Trump: ha indebolito militarmente l’Iran, ha osato là dove avevano tremato i suoi predecessori, ma ha avuto paura di farsi coinvolgere troppo.Risultato: graziato dagli Stati Uniti, il regime di Teheran ha ritrovato coraggio, compreso di poter alzare la posta.  Se ne ha riprova proprio in queste ore: gli Houthi, una delle formazioni militari più capaci fra quelle alleate dell’Iran, avanzano a ritmo spedito lungo la costa yemenita che affaccia sul Mar Rosso, minacciando seriamente il controllo del secondo stretto della regione: Bab el-Mandeb, dopo Hormuz.  Attenzione: non parliamo di una potenza invincibile, anzi, ma a fare la differenza in una guerra sono spesso le motivazioni. Cos’abbiamo qui? Un movimento fortemente ideologico che nella sua marcia sta trovandosi di fronte spesso e volentieri migliaia di truppe abbandonate alla propria sorte, prive persino della copertura aerea che sarebbe stata ovvia.  E allora? E allora il mondo è cambiato, è finito sottosopra, ma c’è un’immagine che dovrebbe essere valida a maggior ragione oggi. È datata 14 settembre 2001, tre giorni dopo l’attacco alle Torri. George W.Bush sta parlando a Ground Zero, in mezzo ai soccorritori che hanno fornito la prima eroica risposta americana alla crisi. Nonostante il megafono, la voce non raggiunge tutti i presenti. Così a un certo punto si leva un urlo dalla folla: “Non riusciamo a sentirti!”. E Bush, pronto: “Ma io posso sentire voi!”. È una frase semplice, ma l’esultanza che ne segue spiega che il Presidente sta toccando le giuste corde. Poi Bush prosegue: “Io posso sentirvi. Il resto del mondo può sentirvi. E le persone che hanno buttato giù questi edifici sentiranno presto tutti noi!”. Nel boato che arriva subito dopo, nel coro “U-S-A, U-S-A”, c’è almeno una buona parte di ciò che servirebbe oggi. Un Presidente capace di spiegare - in patria e fuori - perché la guerra non è mai piacevole, ma a volte necessaria. Una coalizione internazionale che accetti di imbarcarsi in un’operazione lunga e rischiosa.Una causa comune, un asse del Male da riconoscere e da contrastare, prima che detti le regole del gioco. Domanda: qual è la situazione aggiornata sul campo di battaglia? Risposta: è una realtà fluida, in totale divenire, ma con un puzzle che si sta complicando. Necessita di un punto nave, è lo strumento necessario per capire che succede, perché conta. E cosa verrà dopo. Buona lettura agli iscritti al Blog: https://dangelodario.it/2026/09/11/quasi-perso-lo-stretto-di-bab-el-mandeb-la-casa-bianca-verso-una-decisione-senza-precedenti-il-dilemma-dei-3-km-e-lesempio-di-bush-25-anni-dopo

🚨🪖🇾🇪🇸🇦🇺🇸 Così eccoci qui, venticinque anni dopo. Con la forte tentazione di tracciare un confronto fra l’America di ieri e quella di oggi, tanto irresistibile quanto scivoloso. Con la cronaca di questi giorni, impietosa, a divertirsi con le sue provocazioni, a ricordare che la storia sa essere ciclica, che certi problemi restano, nonostante tutto, senza apparente soluzione.  Cosa rimane, allora? Una battuta feroce. Quella diventata popolare nell'Ala Ovest nelle ore della caduta del regime di Saddam Hussein: “Anyone can go to Baghdad. Real men go to Tehran”: chiunque può andare a Baghdad. Gli uomini veri vanno a Teheran. Era lo spirito del tempo.

🚨🪖🇾🇪 Prosegue l'avanzata degli Houthi. Aggiornamento importante nel punto nave di stasera. Piccolo spoiler: si sta mettendo male. E come al solito da queste parti si sottovalutano le conseguenze di ciò che ci attende.

🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾 L’Ucraina introduce un regime speciale lungo tutto il confine con Russia e Bielorussia. Per tutta la durata
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾 L’Ucraina introduce un regime speciale lungo tutto il confine con Russia e Bielorussia. Per tutta la durata della legge marziale, una fascia speciale larga un chilometro sarà istituita lungo la frontiera con i due Paesi. All’interno dell’area vengono vietati il libero ingresso, la permanenza, la residenza e la circolazione dei civili, così come qualsiasi attività lavorativa non direttamente collegata alla difesa dell’Ucraina, al respingimento dell’aggressione russa o alla protezione del confine di Stato. Perché è importante? Perché Kyiv considera ormai quell'area non soltanto una normale frontiera internazionale, ma una potenziale zona operativa, esposta al rischio di incursioni, attività di ricognizione e sabotaggio e, nel caso della Bielorussia, all’eventualità che il suo territorio venga nuovamente utilizzato come piattaforma per operazioni russe.

Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l'autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l'Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d'Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore".

🚨🇮🇹 Nota di +Europa dopo la morte di Emma Bonino: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto
🚨🇮🇹 Nota di +Europa dopo la morte di Emma Bonino: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu 'scelta dalla politica radicale' quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l'aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l'infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.

🚨🚨🚨🇮🇹 È morta Emma Bonino. Lo ha comunicato pochi minuti fa +Europa: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai".
🚨🚨🚨🇮🇹 È morta Emma Bonino. Lo ha comunicato pochi minuti fa +Europa: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai".

🚨🚨🚨🪖🇸🇦🇺🇸🇾🇪 Attenzione. Importante. Secondo quanto rivelato da uno scoop di Axios, nella giornata di ieri Mohammed bin Salman avrebbe avuto due conversazioni telefoniche con Donald Trump, chiedendo al presidente degli Stati Uniti di lanciare attacchi contro gli Houthi dello Yemen, sempre più vicini a controllare lo stretto di Bab el-Mandeb. Trump per il momento avrebbe rifiutato, nonostante l'insistenza del principe ereditario saudita, limitandosi a offrire condivisione dell'intelligence e dati per l'acquisizione dei bersagli, nella convinzione che gli USA non debbano aprire un secondo fronte dopo quello di Hormuz e che spetti ai partner regionali americani gestire la minaccia Houthi. La mia valutazione è che si tratti di un (altro) grave errore. Riyad non ha la forza per tenere a bada da sola gli Houthi. E senza gli Stati Uniti sarà difficile vedere una coalizione in grado di arginare il problema, prima che sia troppo tardi.

🚨🚨🚨🪖🇷🇺🇵🇱🇺🇸🇸🇦🇾🇪 UN'OPERAZIONE CLANDESTINA. I RUSSI E UNA "NUOVA ARMA SEGRETA". TUSK E IL CONTATTO CON IL CAPO DELLA CIA: COSA TEMERE OLTRE IL CONFINE. YEMEN: COME SALVARE BAB EL-MANDEB Lo sguardo torvo di Donald Tusk è il primo indicatore di una situazione che non promette bene. Il primo ministro polacco riemerge dalla riunione coi colleghi del gruppo Visegrád, a Bratislava, con l’umore di chi vorrebbe essere in qualsiasi altro posto meno che quello. No, non si tratta di essere scortesi. È che il leader di Varsavia ha ben altro per la testa. Appena 48 ore prima è stato uno dei suoi ministri, Tomasz Siemoniak, coordinatore dei servizi segreti polacchi, a recarsi fino a Langley, in Virginia, per un incontro a quattr’occhi con l’uomo del momento, John Ratcliffe. Ce n'era bisogno? Ce n'era. È Tusk in persona, in questo senso, a rivelare con tempismo quanto meno sospetto di aver ricevuto un rapporto completo sullo stato della minaccia russa direttamente dal direttore della CIA. È il meno. A preoccupare sono infatti soprattutto il contenuto e i dettagli del contatto che turba visibilmente il Donald europeo.  Continua sul Blog. Buona lettura agli iscritti: https://dangelodario.it/2026/09/10/unoperazione-clandestina-i-russi-e-una-nuova-arma-segreta-tusk-e-il-contatto-con-il-capo-della-cia-cosa-temere-oltre-il-confine-yemen-come-salvare-bab-el-mandeb

🚨🪖 Non perdete il punto nave di stasera...