Medicina Complementare e Performance - Nat. Davide Cabras
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Canale dedicato interamente a salute e prevenzione, prendendo in esame tematiche di medicina integrata, fitness e ricerca nel campo olistico. www.decide4fitness.it
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✨ La luce che illumina i tuoi ambienti… influenza anche il tuo benessere.
Per anni abbiamo scelto l’illuminazione valutando quasi esclusivamente consumo energetico, design e quantità di luce.
Ma c’è un aspetto altrettanto importante: la qualità dello spettro luminoso.
Le comuni sorgenti LED presentano un marcato picco nella componente blu e uno spettro del visibile meno uniforme rispetto alla luce naturale.
Per questo proponiamo un servizio di progettazione illuminotecnica Sunlike, una tecnologia sviluppata da Seoul Semiconductor in collaborazione con Toshiba Materials per offrire uno spettro della luce visibile molto più simile a quello della luce solare, con una distribuzione più naturale dell’energia luminosa e una riduzione del tipico picco di luce blu dei LED convenzionali.
L’obiettivo è creare ambienti più confortevoli e una luce più compatibile con la fisiologia umana, sia in ambito residenziale che professionale.
🏠 Abitazioni
🏢 Uffici
🏥 Studi professionali
🛍️ Locali commerciali
🏋️ Palestre e centri benessere
Non basta cambiare una lampadina.
Una buona illuminazione nasce da una vera progettazione illuminotecnica.
Per questo collaboriamo con un’azienda specializzata, con decenni di esperienza nel settore, che realizza:
✔ sopralluogo dell’ambiente;
✔ analisi delle esigenze specifiche;
✔ calcolo illuminotecnico professionale tramite software dedicati;
✔ simulazione della distribuzione della luce all’interno dei locali.
Quest’ultimo punto è spesso sottovalutato.
Non è sufficiente raggiungere il numero corretto di lux: è altrettanto importante come la luce viene distribuita nello spazio, per evitare zone troppo illuminate, aree d’ombra e un’illuminazione poco uniforme.
Ogni progetto viene quindi studiato per ottenere il miglior equilibrio tra qualità della luce, comfort visivo, efficienza energetica ed estetica, individuando la soluzione più adatta alle esigenze e al budget del cliente.
Se stai progettando una nuova casa, ristrutturando un ambiente o desideri migliorare l’illuminazione del tuo studio o della tua attività, contattaci per una consulenza.
💡 La luce non serve solo a vedere meglio.
Può contribuire a creare ambienti più piacevoli, naturali e pensati per le persone.
Dovrei trovare un post che scrissi a cavallo tra il 2013 e il 2014 dove venivo bullizzato in una maniera impressionante. 12 anni dopo, SKYtg24:
Ogni volta che leggo ste robe mi prende male...
Anch'io sono stato un bambino con obesità e so quanto il peso possa lasciare segni, oltre che nel corpo anche nel circuito emotivo...
Oggi, da professionista, so anche che non basta parlare di surplus calorico: servono educazione ad ampio raggio come ad esempio insegnare ed incoraggiare a muoversi con passione (indipendentemente dall'attività...io sono cresciuto con la palestra e le arti marziali ma non c'entra niente...ognuno deve fare il suo percorso) dare importanza al sonno e alla gestione delle tecnologie perché nel 2026 VA FATTO, equilibrio e una famiglia che SOSTENGA, non una che assecondi (puvriello, adda magnà)...non una che giudichi ("devi magnà de menooooo").
Se continuiamo a curare solo le conseguenze e non le cause, continueremo a vedere bambini sempre più malati e adulti sempre più fragili...mooolto fragili...
Gli anni passano, come per tutti, anche per me.
Credo che il regalo più grande sia imparare a viverli davvero.
Un altro anno aggiunto al mio percorso e, guardandomi indietro, mi rendo conto che cerco ogni giorno di restare fedele a una cosa per me fondamentale: praticare ciò che predico.
Cerco di godermi la vita il più possibile, di dare valore alle piccole cose, ai momenti che spesso diamo per scontati, alle persone, alle esperienze e a tutto ciò che rende questo viaggio degno di essere vissuto.
...ma soprattutto...cerco di non perdere mai di vista quella che sento essere la mia missione: aiutare gli altri, per quanto mi è possibile, a stare meglio e a migliorare la propria vita.
Ho sempre creduto che le parole, da sole, valgano poco.
Se vuoi trasmettere qualcosa agli altri, devi essere disposto a viverla tu per primo. Se vuoi indicare una strada, devi avere il coraggio di percorrerla.
Perché non si può chiedere agli altri di fare ciò che noi stessi non siamo disposti a fare.
Per questo cerco, con tutti i miei limiti e senza la pretesa di essere perfetto, di essere io per primo l'esempio di ciò in cui credo.
Di fare quello che dico e di vivere secondo i valori che cerco di trasmettere ogni giorno.
Gli anni passano, sì. C'è però una cosa che desidero: passando mi devono trovare sempre più consapevole, più grato e determinato a vivere pienamente. A godermi il viaggio e dare valore alle piccole cose. Ad aiutare chi posso, ma soprattutto, a non smettere mai di diventare la persona che chiedo agli altri di avere il coraggio di essere.
Tanti auguri a me. ♡♡♡
Abbiamo reso il benessere sempre più tecnologico, complesso e sofisticato, dimenticandoci forse degli stimoli più semplici.
Il nostro organismo risponde all’ambiente in cui vive.
E' importante ricordarsi che il primo vero biohacking è riscoprire ciò che abbiamo, in qualche modo, dimenticato.
https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2026.1707829/
https://youtu.be/6q6eyRZSFhg?is=VETa25VLcVxzKNoM
PICCOLO APPROFONDIMENTO DELL'ULTIMO REEL SOTTO UNA VISIONE UN PO DIVERSA: IL CORPO NON DIMENTICA LO STRESS, NON PUOI FAR FINTA DI NULLA
C’è una cosa che noto praticamente SEMPRE più nel mio lavoro.
Arrivano con un dolore, magari alla cervicale, alla schiena o all'ATM (che nell'ultimo anno mi capita spesso) e la prima domanda, giustamente, è: «Secondo te cosa mi è venuto lì?» puntando il dito sulla zona.
Per carità, farsi una domanda ci sta.
Il problema nasce quando pensiamo che tutto quello che sentiamo debba necessariamente iniziare e finire esattamente nel punto in cui lo sentiamo.
RIPETO, non funziona cosi.
Pensate a una persona che dorme 4-5 ore a notte, vive sotto pressione e bullizzata da mesi, non riesce a recuperare mai, mangia quello che trova, si muove poco (o magari per niente) e magari convive da tempo con la paura che quel dolore possa peggiorare.
Possiamo davvero pensare che tutto questo non abbia alcun peso su come il suo organismo percepisce e gestisce quel dolore?
Lo stress, soprattutto quando diventa cronico, non si traduce in semplice nervosismo (oppure un: "ma si dai...è un periodo cosi").
È un qualcosa che continua a ricevere segnali.
Un sistema nervoso che può rimanere più facilmente in allerta.
Sonno totalmente sballato e recupero che non è recupero.
È una soglia del dolore che può modificarsi.
Occhio però, non deve tradursi come (ahimè)molti medici di base tendono a dire, ovvero: "Sta tutto nella tua testa".
È il contrario.
Significa riconoscere che mente e corpo non sono mai stati realmente separati.
Il nostro organismo continua, testardamente, a funzionare come un unico sistema.
Ecco perché quando una persona viene da me con un problema, cerco sempre di guardare un po’ più lontano dal punto loco-dolente.
"Dimmi un po, com'è il sonno?
Riesci a recuperare bene?
Un minimo di movimento lo fai?
Da quanto tempo vivi questa situazione?
Cosa è cambiato nella tua vita quando è iniziato tutto?".
Non perché tutto dipenda dallo stress. Chi mi conosce sa che ho la mente aperta e pronta a mettersi in discussione.
Semplicemente è bene ricordarsi come il corpo, invece, funzioni come un insieme...
...e forse l’approccio olistico, prima ancora di parlare di altre tecniche complementari, dovrebbe partire proprio da qui.
Buona domenica. 🌞
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📖 È finalmente disponibile “Tornare a Terra”
Il piede è il punto di incontro tra noi e il mondo.
Eppure, nella vita moderna, trascorriamo gran parte del tempo separati dal terreno da scarpe, pavimenti, asfalto e materiali isolanti.
Da quasi 15 anni cammino a piedi nudi, studiando al tempo stesso fisiologia, biomeccanica, biofisica e interazione tra organismo e ambiente.
Da queste esperienze e da centinaia di ore di ricerca è nato “Tornare a Terra”.
È un percorso divulgativo che esplora il contatto diretto con la Terra attraverso molte prospettive:
👣 Biomeccanica del piede e cammino naturale
⚡ Campi elettrici e interazione con l’ambiente
🧠 Sistema nervoso, stress e regolazione fisiologica
🌍 Biofisica e rapporto con il terreno
🔬 Le ricerche che hanno cercato di comprendere il fenomeno dell’earthing
L’obiettivo non è convincere nessuno, ma fornire strumenti per osservare, comprendere e sperimentare in modo consapevole.
Se anche tu ti sei chiesto perché una semplice camminata a piedi nudi possa essere percepita da molte persone come qualcosa di così particolare, forse questo libro potrà offrirti qualche spunto di riflessione.
📚 Tornare a Terra è ora disponibile su Amazon.
https://www.amazon.it/dp/B0H94KB9LX?spcref=PRINT_LISTING&dplnkId=54c3731a-44b2-4b6f-b015-1d4cd7382f62&nodl=1
Buona lettura.
— Alessio Angeleri
Il dolore non è semplicemente il punto dove si manifesta un fastidio: si tratta di un’esperienza complessa, costruita e modulata da tutto il nostro sistema.
Ad esempio, la fotobiomodulazione è uno dei tanti strumenti che oggi la ricerca continua a studiare per affrontarlo.
Ricordiamoci che gli strumenti a nostra disposizione sono molti più di quanto pensiamo.
https://youtu.be/ItJAInq6sEU?is=X4jWWvMFRaJVJJ65
CIBI A TRADIMENTO
Dall'età di 19 anni lavoro nell'ambiente benessere ad ampio raggio e mi relaziono con persone ad ampio range d'età (dai bambini a ultra 80enni).
Questo, più altre esperienze formative, mi hanno insegnato a rapportarmi con i vari target di utenza.
Dialogo reale che ebbi con una ragazza/cliente di 19 anni:
R: Davide, non mi sento bene, stamane ho tutto lo stomaco rovesciato, mal di testa e una stanchezza insolita...
Non riesco proprio a capire, da molto non succedeva.
IO: Mi butto, così, alla cieca... Per caso ieri sera hai mangiato qualcosa di diverso o insolito?
R: No di certo, sto mangiando pochissimo, sempre controllato.
IO: Questa risposta mi crea dei forti dubbi. Ho paura a richiedertelo ma lo farò, ieri sera hai mangiato qualcosa di diverso?
R: Beh era il compleanno di un' amica e ho mangiato mezza fetta di tiramisù, bevuto mezzo bicchiere di vino e metà piatto di pasta diviso con un'altra amica, sono stata leggera.
IO: Lo sai che metà porzione o intera al tuo organismo non importa un bel niente?
R: Ma dai cazzo, non capisco! Che discorsi sono, ho mangiato pochissimo!
IO: Ok, mettiamola così, sei fidanzata?
R: Si.
IO: Bene, mettiamo che il tuo ragazzo viene a sapere che ti vedi con un altro e ti scopre a baciarti con il medesimo, tu per difenderti gli dici che non era nulla e la lingua in bocca non glie l'hai messa, che il bacio era a stampo. Quale pensi potrebbe essere la sua reazione?
R: OK Davide, starò attenta all'alimentazione.
Buona giornata! 😁
Nello studio in calce, quello che sostengo da anni ormai.
Non basta spegnere un sintomo se non si comprende il terreno biologico e umano su cui è nato.
Curare una malattia è fondamentale, certo!
Prendersi cura della persona, probabilmente, è il passo successivo che la medicina sta iniziando a riscoprire (finalmente).
FATE PREVENZIONE!.
Se non sapete come, scrivetemi a: decide4fitness@yahoo.com
Buona domenica! 😘
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213422026000788
ONCOLOGIA INTEGRATA: C'È UN ALTRO DETTAGLIO
Nel reel su instagram, giorni fa ( https://www.instagram.com/reel/DadmHN3tZpm/?igsh=MWh3NXh0MmliOW5rYw==), parlai di oncologia integrata e di quella che è la mia visione.
Oggi vorrei aggiungere un altro tassello che, secondo me, fa riflettere parecchio.
In Germania stanno investendo sempre di più nello sviluppo e la crescita di questa cosa.
Ripeto, ciò non significa sostituire in toto l'approccio uffuciale, come chemio, radioterapia o altre strade affini. Significa una cosa molto più furba, a mio avviso.
Ovvero chiedersi: "Cosa possiamo fare, oltre alle cure, per aiutare davvero quella persona?"
Perché una persona è spirito, mente, corpo, quel che instaura con le sue abitudini, è paura, è perdita di forza e vitalità.
Allora, alcuni centri stanno iniziando a integrare, quando supportati dalle evidenze scientifiche, alimentazione, movimento consapevole, gestione dello stress e altri approcci complementari per migliorare la qualità di vita del paziente.
È proprio questo il punto.
La medicina, secondo me, non dovrebbe avere paura di confrontarsi con ciò che può essere utile. Dovrebbe avere paura solo di una cosa: dei pregiudizi.
Perché se un approccio è sicuro, viene studiato seriamente e dimostra di poter aiutare una persona... perché ignorarlo?
Io, come già ribadito più volte, credo che il futuro non sarà fatto di guerre tra medicina convenzionale e medicine complementari.
Sarà fatto di professionisti SPERO abbastanza intelligenti da collaborare.
Perché quando al centro rimetti la persona, e non l'ego di una categoria, tutti fanno un passo avanti.
Questa, secondo me, è la direzione verso cui dovremmo andare.
Tutto qui.
TOGLIAMO UN PO IL FOCUS DALLA PERSONA, OVVERO BRYAN JOHNSON E FACCIAMO UN RAGIONAMENTO PIÙ CONCETTUALE.
COME CAVOLO SI È EVOLUTO STO BIOHACKING?
Oggi su facebook ho pubblicato un post riguardante questo buon imprenditore multi-milionario.
Chi lo prende in giro. Chi dice che "ha speso milioni per niente". Chi si è appellato alla sua dieta (che giustamente lascia un po a desiderare).
No.
A mio avviso tutto troppo superficiale.
Bryan Johnson non rappresenta tanto il fallimento del biohacking. Semmai rappresenta il fallimento dell'illusione che la salute possa essere controllata al 100%.
Negli ultimi anni il biohacking è stato progressivamente snaturato. Quella che inizialmente era una filosofia basata sull'osservazione della fisiologia umana e sull'ottimizzazione dello stile di vita è diventata, troppo spesso, una rincorsa infinita a dispositivi, algoritmi, integratori e protocolli sempre più complessi.
Sembra quasi che oggi, per definirsi biohacker, servano decine di integratori, smartwatch, aura ring, camere iperbariche, bagni di ghiaccio... Insomma, un monitoraggio costante di ogni parametro biologico possibile e immaginabile.
Ma porca vacca... io mi chiedo...
Siamo sicuri che tutto questo ci stia rendendo più sani?
Oppure stiamo semplicemente imparando sempre più nuove misure di controllo ?
Perché conoscere nuove misure non significa necessariamente migliorarle...anzi...su questo avrei proprio da ridire. Fidatevi.
Ma soprattutto...
Chi lo misura lo stress che deriva dall'ossessione di controllare tutto??
Nella mia esperienza, dopo anni di lavoro con centinaia di persone, ho imparato una cosa:
Il corpo non risponde soltanto a quello che ingeriamo, ai nutraceutici, alla suddette condizioni ostili o agli esami del sangue.
Risponde anche ai conflitti interiori. Alla paura.
Alle emozioni che non trovano un cavolo di spazio, a quelle che noi cerchiamo di non considerare.
Quelle si che sono difficili da gestire!
Le maledette relazioni tossiche. I sensi di colpa...
...e l'ansia di voler essere perfetti? Non ce la mettiamo?
Puoi costruire il protocollo migliore dell'universo.
Puoi seguire la dieta perfetta (che qui ripeto, mi lascia perplesso).
Puoi dormire con il materasso perfetto.
Puoi monitorare TUTTO.
MA...se ogni giorno vivi in uno stato di allerta costante, il tuo sistema nervoso continuerà a comportarsi come un organismo sotto minaccia.
È qui che, secondo me, il biohacking moderno rischia di perdere la strada.
IL VERO biohacking non consiste nell'aggiungere roba, ragazzi...
Consiste nel togliere.
Innanzitutto togliere lo stress inutile, poi le cattive abitudini, eliminare un abuso di tecnologie (elettrosmog). Togliere ciò che ci allontana dalla nostra fisiologia e dalla natura vera!
Cercate di dormire bene, di muovervi, di imparare a respirare immersi nel verde ed illuminati da sole.
Mangiate cibo più naturale possibile in accordo con i ritmi evolutivi ed in linea con le vostre esigenze.
Coltivate delle cavolo di relazioni sane senza tenere il muso. Parlate!
Abbiate uno straccio di scopo nella vita che non sia togliere il glutine.
Prendetevi cura della vostra dimensione mentale e, per chi lo ritiene importante, spirituale.
La tecnologia può aiutarci ed assieme all'integrazione può avere un ruolo...
...ma quando diventano il centro della nostra vita, invece che un semplice supporto, forse abbiamo perso di vista l'obiettivo.
La salute non la potete comprare o hackerare a comando!
Dovete costruirvela ogni giorno con consapevolezza e umiltà.
Non siamo dei computer, bensì qualcosa di infinitamente più complesso.
Il corpo non dobbiamo controllarlo come dei pazzi furiosi, ma comprenderlo con dolcezza e serenità.
D.
Ne sento parlare spesso da colleghi o altri professionisti che collaborano con me.
Se non puoi permetterti un professionista, non c'è nulla di cui vergognarsi.
Quello che invece trovo assurdo è doverlo screditare per sentirsi meglio.
Se non rientra nelle tue possibilità, non significa che costi troppo.
Il prezzo di un professionista è il valore che attribuisce a anni di studio, esperienza e responsabilità.
Il portafoglio può avere dei limiti. Il rispetto, ragazzuoli, dovrebbe essere gratuito.
Ho letto l'articolo ( https://www.focus.it/comportamento/psicologia/perche-tutti-sembrano-soffrire-di-adhd-deficit-disturbo-attenzione-iperattivita ) con interesse, ma ci sono alcuni aspetti sui quali ho una visione (personale) diversa.
1. Diagnosi sempre più superficiali.
Nella mia esperienza vedo una crescente tendenza a etichettare con troppa facilità comportamenti che meriterebbero una valutazione molto più approfondita.
A mio avviso Il rischio è confondere difficoltà transitorie con un vero e proprio disturbo.
2. Il modo in cui educhiamo e insegniamo, conta.
Mi chiedo quanto un sistema educativo basato su un apprendimento spesso frammentario, poco concreto e ricco di incomprensioni possa influire sullo sviluppo dell'attenzione, della motivazione e della stabilità cognitiva dei bambini. Ve la butto li anche come riflessione.
3. L'alimentazione viene ancora sottovalutata. Esiste una letteratura consistente che collega lo stato nutrizionale, compresi gli omega-3, al funzionamento cerebrale. Non credo che l'alimentazione spieghi da sola l'ADHD, ma ritengo sia un fattore importante che meriterebbe molta più attenzione nella prevenzione e nel supporto.
Dire che l'ADHD sembra più diffuso solo perché oggi viene diagnosticato e riconosciuto meglio, mi sembra una conclusione piuttosto riduttiva.
RIPETO: Forse sarebbe più utile domandarsi perché sempre più bambini mostrano difficoltà di attenzione e autoregolazione, invece di limitarci a etichettarle.
Negli ultimi anni mi sono reso conto di una cosa che, più passa il tempo, più mi colpisce.
Quando una persona non sta bene, la prima domanda che si fa è quasi sempre:
"Cosa mi consigli, cosa posso prendere?"
Pensando ovviamente a qualche integratore o altri rimendi...chiaro...
Molto raramente, però, ci chiediamo:
"Come sto vivendo?"
Molti anni fa Edward Bach (quello dei fiori) fece una riflessione che, ancora oggi, trovo sorprendentemente attuale.
Raccolse gran parte della sofferenza umana in sette grandi gruppi emotivi:
• paura;
• incertezza;
• scarso interesse per il presente;
• solitudine;
• ipersensibilità alle influenze esterne;
• scoraggiamento e depressione;
• eccessiva preoccupazione per il benessere degli altri.
Al di là della floriterapia, che ognuno è libero di condividere oppure no, la domanda che mi pongo è questa:
Quanti di noi, ogni giorno, vivono dentro uno o più di questi stati senza nemmeno rendersene conto?
Perché se ci pensate...
quante persone vivono costantemente con la paura del domani?
Quante non riescono mai a prendere una decisione?
Quante hanno smesso di vivere il presente perché sono sempre con la testa nel passato o nel futuro?
Quante si sentono sole pur essendo circondate da persone?
Quante assorbono ogni problema degli altri fino a dimenticarsi di sé?
Quante hanno perso entusiasmo, motivazione, fiducia?
Io faccio una riflessione molto semplice.
Se il nostro sistema nervoso vive immerso in questi stati per mesi o addirittura per anni...
possibile che il corpo rimanga completamente indifferente?
Non sto dicendo che questi stati emotivi causino una specifica malattia. Probabilmente sarebbe scorretto e semplicistico.
Sto dicendo che mente e corpo dialogano continuamente.
Ignorare una delle due significa avere una visione incompleta della persona.
È anche per questo che, quando seguo qualcuno, non mi fermo mai ai sintomi.
Mi interessa capire come mangia, come dorme e come/se si muove.
Ma anche cosa si porta dentro ogni giorno.
Perché il nostro terreno biologico è importante.
A volte, però, anche il nostro terreno emotivo ha bisogno di essere ascoltato.
Forse la domanda che dovremmo farci più spesso non è tanto: "Che cosa mi manca?"
Ma piuttosto:
"Quale di questi sette stati sta guidando la mia vita in questo momento?"
Perché la consapevolezza non risolve tutto, ma molto spesso è il primo passo per iniziare a cambiare davvero.
Che ne pensi?
Se vuoi lavorare su di te a 360°, scrivimi a: decide4fitness@yahoo.com
Sito web:
www.decide4fitness.it
LE MODE CAMBIANO MA IL CORPO NON COSÌ TANTO
C'è una cosa che negli anni mi ha sempre fatto riflettere. Ogni epoca è convinta di aver trovato la verità definitiva. Poi passano 10-15 anni..
...e quella verità cambia.
Mi viene da sorridere quando apro vecchi libri di allenamento.
Ci trovo esercizi che oggi qualcuno definirebbe pericolosi.
Anni fa, invece, erano normalità.
●Poi penso al mal di schiena.
Per anni il consiglio era quasi sempre lo stesso:
"Stai fermo, stai a riposo." (Ci ho fatto anche un reel su instagram).
Oggi, nella maggior parte dei casi, sappiamo che il movimento graduale è spesso una scelta migliore del riposo assoluto.
●Oppure penso alle donne.
Per anni si diceva che la sala pesi le avrebbe rese "troppo muscolose".
Oggi sappiamo che l'allenamento con i sovraccarichi, se programmato bene, è uno degli strumenti più utili per mantenere forza, massa muscolare, salute ossea e qualità della vita.
Beh... allora mi faccio una domanda:
Quante delle convinzioni che oggi difendiamo a spada tratta, tra dieci anni verranno riviste?
Attenzione...
Non sto dicendo che la scienza sbaglia sempre.
Sto dicendo esattamente il contrario.
Anzi, spesso la sua forza è proprio quella di cambiare quando emergono conoscenze migliori (o almeno cosi dovrebbe essere).
Il problema nasce quando siamo noi a trasformare una conoscenza del momento in un dogma.
Sia che parli di sport, alimentazione, nella medicina ufficiale, nella naturopatia.
Ovunque...
Per questo motivo ho imparato a diffidare di chi usa parole come:
"Sempre" o al contrario "Mai."
Perché il corpo umano è infinitamente più complesso delle nostre certezze.
Io ogni giorno continuo a studiare..
..ma cercherò di farlo con una convinzione in meno e una domanda in più.
Perché, alla fine, la conoscenza non appartiene a chi si impettisce nei social..
...bensì a chi ha ancora il coraggio di mettersi in discussione.
www.decide4fitness.it
