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Medicina Complementare e Performance - Nat. Davide Cabras

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Canale dedicato interamente a salute e prevenzione, prendendo in esame tematiche di medicina integrata, fitness e ricerca nel campo olistico e naturopatia animale. www.decide4fitness.it www.davidecabras.pet

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Grazie #Pesaro Grazie #FME ♡
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Grazie #Pesaro Grazie #FME ♡

In questi giorni mi è capitato di vedere in tv uno spot di sensibilizzazione sull'obesità. Un padre telefona alla figlia dopo essere stato dal medico e le racconta di aver scoperto che l'obesità è una malattia, una cosa seria da affrontare. Mentre lo guardavo mi sono ritrovato a pensare a quanto sia cambiato il modo di parlare e di approciarsi a questo argomento. Chi mi conosce sa che non parlo per sentito dire come ormai è usuale fare sui social. Io obeso lo sono stato forte, nessuno mi può prendere per il culo su ste cose con le menate da tv mainstream. So perfettamente cosa significhi convivere con un corpo nel quale non ti riconosci, con le difficoltà quotidiane e con tutti i tentativi che spesso finiscono nel cesso. Quando ho deciso di cambiare, però, non c'era nessuno spot a ricordarmi che dovevo prendermi cura di me. A un certo punto è successo qualcosa dentro. Mi sono stancato di rimandare, di raccontarmi le solite storie, di aspettare il momento giusto. Perdonate il francesismo, ma ho cominciato a prendermi a calci nel culo da solo...e quei calci, nel mio caso, sono stati l'inizio di tutto. Oggi sappiamo che l'obesità è una condizione cronica e complessa, nella quale entrano in gioco fattori biologici, ambientali, psicologici e comportamentali. È assolutamente giusto che se ne parli seriamente, senza colpevolizzare chi ne soffre. Ma il ruolo della persona nel proprio cambiamento, ricordatevi che non va dimenticato. Un professionista può accompagnarti, una terapia può aiutarti, una campagna può sensibilizzare...certo... ma nessuno può vivere al posto tuo le scelte di ogni giorno. Non sto dicendo che basti la forza di volontà, né che chi non riesce a dimagrire non abbia amor proprio. Sarebbe una sciocchezza, oltre che un'ingiustizia. Sto dicendo che, almeno nella mia esperienza, il cambiamento ha avuto bisogno anche di una scintilla personale. Di quel momento in cui ho smesso di aspettare che arrivasse qualcosa dall'esterno e ho cominciato a chiedermi che cosa potessi fare io, concretamente, per stare meglio. Forse è proprio questo che vorrei sentire più spesso quando si parla di obesità: non soltanto quanto sia importante riconoscerla e affrontarla, ma anche quanto possa essere potente aiutare una persona a ritrovare fiducia nella propria capacità di cambiare. Perché io quasi 60 chili non li ho persi odiandomi. Li ho persi quando ho iniziato a considerarMI abbastanza importante da meritare fatica, tempo e attenzione. QUESTA, per me, resta una delle forme più concrete di amor proprio. Ci vediamo domani a Pesaro per chi ci sarà. ♡

Ultimamente sono un po’ meno presente sui social. Non perché mi manchino gli argomenti da condividere, anzi!. Sono immerso in diversi progetti che mi stanno portando via parecchio tempo. Nel frattempo il lavoro con le persone continua, così come quei percorsi di cambiamento che porto avanti ormai da tanti anni e che, ancora oggi, riescono a regalarmi grandi soddisfazioni. Oggi voglio parlarvi di Andrea, uno dei percorsi online che mi ha emozionato di più nell'ultimo periodo. Non tanto per il cambiamento fisico che è riuscito a ottenere, quanto per tutto quello che c'è dietro. Andrea ha quasi 57 anni ed oltre ad essere vedovo da poco, è un papà che deve occuparsi di suo figlio, della casa, del lavoro e di tutte quelle responsabilità quotidiane che spesso lasciano pochissimo spazio per sé stessi. Eppure, in mezzo a tutto questo, è riuscito a trovare il modo di prendersi cura anche di sé, con impegno, costanza e una determinazione che ho apprezzato davvero tanto. Sapete cosa mi ha colpito? Che Andrea avrebbe avuto mille motivi per rimandare...ed io non avrei mai potuto biasimarlo. Invece ha deciso di provarci, senza aspettare che la vita diventasse più semplice. Condivido la sua storia perché spesso sento dire "Non ho tempo" oppure "Con tutti i problemi che ho è impossibile", "Inizierò quando sarò più tranquillo". Io queste difficoltà le capisco benissimo.. ma Andrea ci ricorda una cosa importante: non sempre possiamo scegliere le circostanze della nostra vita, ma qualche volta possiamo ancora scegliere cosa fare per noi stessi, anche dentro quelle circostanze. Questo non significa che tutti debbano riuscirci allo stesso modo o che basti volerlo. Significa che a volte il cambiamento può trovare spazio anche dove sembrava non essercene. Andrea, sono davvero orgoglioso del percorso che stai facendo. Non soltanto per i risultati, ma soprattutto per la persona e la forza che ci sono dietro. ❤️ Andiamo avanti!

Quando parliamo di fitoterapia succede SEMPRE questo (pazzesco): o viene divulgata come la soluzione naturale a tutto, sfanculando tutte le altre proposte o la farmacologia in casi gravi. Oppure, al contrario, viene liquidata con il classico “sono solo erbe inutili”. La ricerca, per fortuna, è un po’ più interessante delle varie fazioni che si creano 😆. È stato pubblicato un trial clinico randomizzato, in doppio cieco, su persone con sindrome dell’intestino irritabile con prevalenza di diarrea (IBS-D). I ricercatori hanno studiato una formulazione fitoterapica tradizionale chiamata modified Gwakjeongtang (una formula fitoterapica multi-erba della medicina tradizionale coreana), confrontandola con un vero placebo. La naturopatia che interessa a me non è quella del “prendi questo che è naturale e ti fa bene”. È quella che continua a farsi domande. Funziona davvero? Su chi? Quanto? Con quali limiti? E soprattutto: rispetto a un placebo cambia qualcosa? Ricordate che tradizione e scienza non devono necessariamente combattersi. La tradizione può suggerire dove guardare. Tornando a noi: Il 55,2% delle persone trattate con la formulazione fitoterapica ha raggiunto l'obiettivo clinico principale dello studio, contro il 26,7% del gruppo placebo. Parliamo praticamente del doppio. Anche sulla consistenza delle feci la risposta è stata del 62,1% contro il 33,3% del placebo. Che dire? Ottimo risultato, anche se su 60 persone ritengo sia una cosa molto incoraggiante da tenere in considerazione. Buona giornata. ♡ https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13214244/

Il 17–18 ottobre presso Chigio - Pesaro (PU) sarò tra i relatori del Festival della Medicina Energetica, un evento dedicato a
Il 17–18 ottobre presso Chigio - Pesaro (PU) sarò tra i relatori del Festival della Medicina Energetica, un evento dedicato all’incontro tra ricerca, consapevolezza e nuove prospettive sul benessere energetico. Vi aspetto per condividere insieme due giornate di approfondimento, esperienze, confronti e laboratori pratici!. Per info e partecipazioni: 366 2002696 📱 ♡

Se stessi affrontando una malattia importante, vorresti che qualcuno si occupasse solo della tua malattia… o anche di come stai tu? Si è vero, hai una terapia che sta facendo il suo lavoro (teoricamente), però tu nel frattempo continui a vivere. Con la stanchezza, le giornate più difficili, un corpo che cambia e magari meno energie per fare le cose di sempre. Un nuovo studio ha seguito 700 uomini in terapia per tumore della prostata. Una parte di loro, oltre alle normali cure oncologiche, ha seguito per un anno un percorso con esercizio fisico, indicazioni alimentari e supporto comportamentale. Il risultato? Meno stanchezza e una migliore qualità di vita. ...ma attenzione, perché questo è il punto: nessuno dice che ha curato il tumore con l'alimentazione o con l'esercizio. Anche a terapia faceva il suo lavoro, ma nel frattempo ci si prendeva cura anche della persona che quella terapia la stava vivendo. Per me, quando parliamo di medicina integrata, dovremmo partire da qui. Non dalla ricerca di un'alternativa alla medicina, ma dalla possibilità di affiancarle, quando le evidenze lo sostengono, altri strumenti che possano aiutare la persona a stare meglio. Questa è la Naturopatia che voglio portare avanti. Perché alla fine il Naturopata non ha il compito di curare un qualcosa di diagnosticato. Si prende cura di qualcuno che quella diagnosi la sta vivendo. https://orca.cardiff.ac.uk/id/eprint/189459

“I GATTI POTREBBERO NON FARE BENE AI BAMBINI ?” No. Ma si sa, un titolo del genere fa molti più click della verità. In questi giorni sta circolando l'idea che vivere con un gatto possa avere effetti negativi sui bambini. Qual'è il problema sostanziale? Uno studio che trova un'associazione non dimostra che il gatto ne sia la causa. Ma vabbè..ormai sono abituato 😆 Vivere con un animale non significa semplicemente “possedere un gatto”. È imparare che un altro essere vivente ha i suoi tempi. "Tutto qui". Non sempre vuole essere toccato. Bisogna osservare prima di agire. Diciamo che un limite può essere comunicato senza parole. Se ci riflettete è proprio qui che continuiamo a sbagliare. Studiamo quanto gli animali influenzano noi, ma molto meno quanto il nostro modo di relazionarci influenza loro. Incredibile. Un gatto rispettato nella sua natura non è lo stesso gatto continuamente preso in braccio contro la sua volontà. Un cane ascoltato non è lo stesso cane costretto ad adattarsi a ogni nostra esigenza. Come anche un bambino a cui viene insegnato a comprendere un animale vive un'esperienza completamente diversa da un bambino a cui viene semplicemente regalato un animale. Per questo nel mio lavoro non parto mai soltanto dal sintomo. Oltre all'umano cerco di sservare l'animale, il suo ambiente, le sue abitudini e soprattutto la relazione che abbiamo costruito con lui. Perché benessere animale significa imparare a leggerlo prima ancora che possa parlarci. Non umanizzarlo, ma comprenderlo! Se senti che il tuo cane o il tuo gatto sta cercando di comunicarti qualcosa attraverso un comportamento che non riesci a comprendere, scrivimi in privato. Ne parliamo insieme. D. ♡ davidecabras.pet

Probabilmente il risultato più bello non è nemmeno quello che vediamo sulla bilancia dopo trenta giorni. È incontrare quella persona dopo qualche anno e accorgersi che ha cambiato davvero alcune abitudini, che conosce meglio se stessa, che sa gestire con maggiore serenità il cibo e soprattutto che non vive più in quella eterna alternanza tra “sono a dieta” e “ho mandato tutto a quel paese”. Quante persone vivono così da vent’anni? Forse è questa la domanda che dovremmo farci. Perché magari il futuro dell’alimentazione non sarà inventare l’ennesima dieta. Magari sarà finalmente ricordarci chi deve mangiarla.

Forse abbiamo complicato terribilmente una cosa che, almeno all’inizio, dovrebbe essere molto più umana: Leggevo un articolo di FOCUS (ho utilizzato proprio l'immagine dell'articolo) che parlava di alimentazione e del fatto che, in qualche modo, una dieta comincia anche dalla testa. Mi sono fermato a pensarci perché dopo tanti anni passati tra allenamenti e lavori su me stesso, persone seguite, percorsi con cambiamenti di abitudini compiuti, c’è una cosa che continuo a vedere: molto spesso le persone sanno già cosa dovrebbero fare. Sanno che dovrebbero mangiare meglio, muoversi di più, dormire meglio, bere più acqua. Non serve necessariamente qualcuno che gli dica per la centesima volta che molti alimenti fanno bene o che mangiare continuamente prodotti industriali non è la scelta migliore. Eppure sapere non basta. È proprio questo il punto che secondo me continuiamo a sottovalutare. Quando una persona si siede a tavola non porta con sé soltanto un circuito metabolico, un fabbisogno calorico e una percentuale di massa grassa. Porta a tavola anche la giornata che ha vissuto. Magari ha lavorato dieci ore, ha dormito male, ha litigato con qualcuno, è preoccupata per qualcosa, oppure semplicemente è arrivata a sera completamente svuotata... ...e noi pretendiamo di spiegare tutto questo con 80 grammi di pasta. Eh no..non funziona così. O almeno, nella mia esperienza con le persone, ho imparato che non funziona solo così. Il cibo non è semplicemente qualcosa che ti da la carica. Se lo fosse, probabilmente sarebbe tutto molto più facile. Mangiamo anche perché ci piace, perché siamo in compagnia, perché siamo nervosi, perché siamo annoiati, perché quella determinata cosa ci ricorda casa, perché abbiamo bisogno di gratificarci. Inoltre, qualche volta mangiamo senza avere neanche ben chiaro il motivo. Questo non significa trasformare ogni pasto in una seduta di psicologia e tantomeno invadere competenze che appartengono ad altri professionisti. Significa però ricordarsi che davanti abbiamo UNA PERSONA... ...e allora penso anche a quante volte qualcuno abbia iniziato una dieta con entusiasmo, l’abbia seguita perfettamente per due settimane, magari anche per due mesi, poi abbia mollato tutto e si sia sentito dire, o si sia detto da solo: “Non ho abbastanza forza di volontà”. Questa cosa mi fa riflettere parecchio. Mi ha sempre fatto riflettere parecchio. Perché siamo proprio sicuri che sia sempre un problema di volontà? Una persona può essere disciplinatissima sul lavoro, crescere dei figli, occuparsi di una famiglia, allenarsi quando riesce, affrontare problemi che gli altri neanche conoscono e poi sentirsi un fallimento perché la sera ha aperto il frigorifero. Forse ogni tanto dovremmo smettere di domandare soltanto “che cosa hai mangiato?” e iniziare a domandare anche “come stavi quando l’hai mangiato?” Sono due domande completamente diverse. Penso che proprio lì si apra un mondo. Naturalmente tutto quello che riguarda la fisiologia alimentare conta, quantità e qualità sono fondamentali da considerare... Non voglio assolutamente trasformare il discorso nell’ennesimo “è tutto nella mente”, perché sarebbe una sciocchezza uguale e contraria... ...ma c’è una frase che mi è venuta in mente mentre riflettevo su tutto questo: la biologia avviene dentro una vita. Ebbene quella vita non possiamo cancellarla quando parliamo di alimentazione. Dentro ci sono il sonno, lo stress, il lavoro, le relazioni, il movimento, le abitudini, la situazione economica, la famiglia, il tempo che abbiamo a disposizione e perfino il modo in cui abbiamo imparato a vedere noi stessi. Per questo, personalmente, mi interessa sempre meno l’idea del percorso perfetto sulla carta e sempre di più quella del percorso che una persona riesce realmente a portarsi dentro la propria vita. Perché posso anche darti il programma più preciso del mondo. Ma se per seguirlo devi vivere tre mesi aspettando il giorno in cui finalmente potrai tornare a mangiare “normalmente”, forse qualcosa non sta funzionando.

A TUTTI GLI AMICI CHE AMANO GLI ANIMALI È nato il mio nuovo spazio dedicato alla Naturopatia Animale, alla prevenzione e al benessere dei nostri amici a quattro zampe. Se questi temi fanno parte anche del vostro mondo, mi farà piacere avervi con me anche su Instagram. @davidecabras.pet⁠ Ci vediamo lì 🐾❤️ https://www.instagram.com/davidecabras.pet?igsi=MXRsdmd4a3M4NDNsMA==

Pare che la moda dell'ultimo momento sia far passare il CAZZO CHE SI VUOLE, travisando gli studi e mettendo titoli fuorvianti
Pare che la moda dell'ultimo momento sia far passare il CAZZO CHE SI VUOLE, travisando gli studi e mettendo titoli fuorvianti. Cioè... lo studio non ha scoperto “cosa provoca la celiachia”, ma ha chiarito solo un meccanismo (gli enterociti catturano frammenti di glutine e li “mostrano” ai linfociti T, contribuendo ad attivarli. "Nei celiaci" questa attivazione scatena la risposta immunitaria e l’infiammazione che danneggiano la mucosa intestinale) con cui si innesca la risposta immunitaria al glutine. Sono due cose diverse...boh.

Dopo oltre 10 anni di studio e ricerca nel mondo della Naturopatia, oggi sono davvero felice di presentarvi un progetto a cui tenevo da tempo: davidecabras.pet 🐾 Quando ho iniziato questo percorso, il mio desiderio non era semplicemente quello di apprendere degli approcci complementari alla medicina ufficiale o protocolli di prevenzione. Volevo conoscere fino in fondo questo meraviglioso universo fatto di riequilibrio dato dalla grande funzionalità della medicina integrata. Negli anni è maturata sempre di più un'idea: prendersi cura del benessere della famiglia nella sua interezza. E oggi la famiglia non è più soltanto il classico nucleo formato da genitori, figli ed eventuali parenti... Per moltissimi di noi ne fanno parte a tutti gli effetti anche cani, gatti e gli altri animali domestici con cui condividiamo la nostra vita. 🐕🐈 Da qui è nato il desiderio di ampliare ulteriormente la mia formazione e portare la mia esperienza nel campo della Naturopatia anche verso il benessere animale. Nasce così dopo un percorso dedicato ai nostri amici a 4 zampe, davidecabras.pet, uno spazio dedicato alla Naturopatia Animale e a un approccio integrato al benessere dei nostri compagni fidati. Un progetto nel quale confluiscono prevenzione, trattamenti olistici, educazione al movimento, tecnologie complementari come la fotobiomodulazione, attenzione all'ambiente e supporto al benessere funzionale, sempre nel rispetto dell'animale e in complementarità con la medicina veterinaria. Per me è un altro tassello di un percorso iniziato tanti anni fa. Vorrei concludere dicendo la famiglia è una sola. Animali non sono una cosa a parte. L'idea di benessere dev'essere unica. ❤️🐾 Finalmente posso raccontarvela anche qui! ♡

CHI DI VOI, ALZI LA MANO. ✋️ Ogni volta che c’è un cambiamento in arrivo, il tuo corpo lo sa prima di te. Lo noti quando cambi posto, quando devi partire. Nel momento in cui ti devi spostare da qualche parte. Insomma quando succede qualcosa che rompe un po’ la tua normalità. Ecco che parte il cortocircuito. Dormi peggio, ti senti più stanca e magari ti si chiude lo stomaco. Poi si aggiungono tensioni che normalmente non hai e chi più ne ha, più ne metta. La cosa assurda è che magari ti pare di essere ok, di stare bene e sentirti serena. Non è detto che stia succedendo qualcosa di brutto eh...ma il corpo ti dice "chi se ne frega". Per lui cambiamento = allerta. È come stare con un piede appoggiato e l’altro nel vuoto. Non stai cadendo però non sei neanche completamente al sicuro. Stare così per giorni, a volte settimane, alla fine lo paghi. Fisicamente e mentalmente. Per anni la gente pensa semplicemente di essere qualcuno che “somatizza tanto”. Adesso invece si chiedono se non sia proprio il cambiamento, lo spostamento, il non sapere esattamente cosa succederà dopo, a mandare il corpo in allarme. Sono curioso di sapere una cosa: C’è qualcuna che si riconosce in questa sensazione?

"Ciao Davide, non capisco...tutti gli influencer della salute mi dicono di mangiare decine di uova al giorno, ma non mi sento molto bene. Sono un po a disagio, non sto benissimo di stomaco e ho un accumulo di gas pazzesco. Forse sono stressato. Non possono essere le uova assolutissimamente. Ormai sono state sdoganate. Non fanno male, giusto?? Allora, senza dubbio le uova sono un alimento d'elezione. Valore biologico alle stelle e un apporto nutrizionale da far impallidire qualsiasi altro alimento, ma devi sapere che..⬇️ https://decide4fitness.it/uova-si-un-superfood-ma/