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https://x.com/SavinoBalzano/status/2076635018441482542?s=20
Partiamo da un presupposto: appena ho sentito parlare di "Alleanza per la Costituzione" hanno cominciato a girarmi vorticosamente. Cioè, davvero qualcuno vorrebbe raccontarmi che possa realizzarsi un programma politico che ponga la Carta al centro e che abbia tra i suoi promotori il Partito Democratico?
Qualche sera fa #Landini, in televisione, diceva che quando lui ha cominciato a lavorare le cose erano diverse da oggi. Ad esempio, continuava, non esisteva il lavoro interinale. Autogol: lo sapete chi ha introdotto questo tipo di contratto in Italia? Indizio: era il 1997.
Di esempi per argomentare come il PD sia uno dei partiti che più di ogni altro ha tradito la Costituzione se ne possono fare decine e decine. È quello che più di ogni altro spinge verso la più sfrenata integrazione europea, ad esempio. Aderirvi significa, lo ha detto di recente lo stesso #Draghi, abbracciare politiche neoliberali di svalutazione interna: in altri termini, avvizzimento dei salari. E poi piangono per il salario minimo legale.
Se prendiamo i principali temi dell'agenda politica, troviamo sempre un momento cardine nel quale il PD ha fatto il gioco sporco per danneggiare il Paese, tradendo la Costituzione.
Parlano di liste d'attesa e di salute. Ma la riforma Bindi, che ha trasformato le USL in ASL e ha aperto la strada alla privatizzazione, chi l'ha voluta? E quali sono stati i governi che più di tutti hanno tagliato la sanità in Italia? Letta, Gentiloni, Renzi.
Il lavoro? Qualche giorno fa vi ho parlato dell'indebolimento dell'articolo 18 e del Jobs Act: tutta roba che ha voluto e sponsorizzato il PD per obbedire alla lettera della BCE del 2011. Sono loro i campioni dell'austerità, dei conti in ordine, del rigore. Hanno picconato lo Stato sociale.
"Eh, ma tu parli di cose vecchie!", potrebbe rispondere qualcuno. Ma come vota il PD in Europa sul riarmo, sulle armi a Zelensky, sui soldi al regime di Kiev? Come la pensa? E l'articolo 11 della Carta che fine fa? E come ha votato il PD sul Chat Control, con buona pace dell'articolo 15 della Costituzione?
Non è un caso, infatti, che il PD desideri mettere una targhetta di ottone sulla porta del Quirinale, con su scritto "Proprietà del Partito Democratico": il Quirinale è ormai un attore politico in campo per la realizzazione del programma di Bruxelles, che è il programma del PD. Poi, diciamocelo, il capo dello Stato è sempre pronto ad aiutarli ad arrivare al governo quando perdono le elezioni.
Sia chiaro, l'inginocchiamento di Roma a Bruxelles non lo mette davvero in discussione nessuno di loro. Ma per il PD sarebbe proprio una contraddizione in termini. Anche nei 5 Stelle ci sono problemi enormi: proprio mentre si faceva passare, in spregio a due votazioni negative dell'Eurocamera, quell'obbrobrio che è il Chat Control, Tridico farneticava di sovranità europea. Ma la sua, penso, sia principalmente inadeguatezza.
Insomma, voi fareste mai un'alleanza per la tutela della donna con Jack lo Squartatore? No, mi pare. E allora come vi viene in mente di farne una in difesa della Costituzione col PD? Sono quelli che hanno voluto a tutti i costi il pareggio di bilancio nella Carta, per dirne un'altra. Non regge proprio.
È un fritto misto, una Paranza per la Costituzione, appunto.
Ora, sia chiaro, mica dico che dall'altro lato stiano meglio: hanno anche loro il loro PD, identico a quello del campo largo, ma con un nome diverso. Si chiama Forza Italia. Ma almeno quelli non ci vengono a dire, con spocchia, di essere i difensori della legge fondamentale. Una legge di cui, purtroppo, non frega una mazza quasi a nessuno.
| 2 | E se il prossimo Presidente della Repubblica fosse Marina Berlusconi?
Me lo hanno domandato in questa intervista gli amici di Tag24.
Abbiamo parlato del mio Romanzo Quirinale, Paper First.
Secondo voi come ho risposto?
https://youtu.be/aa9dycVOtS0?is=lQ9fRJ4Hdty7Dz_7 | 113 |
| 3 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2075558560566804917?s=20
Guardate che quello che è accaduto ieri con la votazione sul #ChatControl è di una gravità inaudita e va ben oltre il merito della questione.
Partiamo dal metodo. La deroga alla direttiva ePrivacy era in scadenza. Una deroga, appunto, detta Chat Control 1.0, che consente ai fornitori di servizi di analizzare automaticamente i contenuti delle comunicazioni private.
A marzo viene portata in Parlamento europeo una proposta per la proroga di quella deroga e il Parlamento dice di no: boccia la proroga. La deroga infatti scade ad aprile. Il Consiglio, tuttavia, riporta in Parlamento la proposta di proroga attraverso una procedura d'urgenza. Anche questa volta la maggioranza dei votanti si esprime contro la proroga. Siccome, però, per via della particolare procedura adottata, era necessaria la maggioranza assoluta per respingere la posizione del Consiglio, il Chat Control 1.0 è passato.
Ora, restando al metodo: come si può non vedere che l'architettura europea presenti un evidente problema di legittimazione democratica? Gli unici rappresentanti eletti direttamente dai cittadini sono i membri del Parlamento europeo, un organismo che, per poteri e funzioni, non è nemmeno lontanamente paragonabile ai parlamenti nazionali. Nonostante ciò, ogni qual volta prova a esprimere un dissenso, anche nella sua condizione di debolezza istituzionale, emergono meccanismi che possono di fatto aggirarne la volontà.
È una dinamica che abbiamo già visto anche su altri dossier europei, come il #Mercosur, dove il Parlamento ha espresso forti riserve sull'accordo, arrivando a chiedere un parere alla Corte di giustizia, mentre il processo politico è andato avanti.
Come si può accettare che i destini del nostro Paese e del nostro popolo vengano decisi da un manipolo di tecnocrati lontani dal controllo democratico e rispondenti a logiche che nulla hanno a che vedere con la volontà dei cittadini? È questo che ha in mente Sergio #Mattarella quando incensa, sommerso dagli applausi, la cosiddetta sovranità europea? Una sovranità che nemmeno esiste: un abuso, un sopruso, una sopraffazione bella e buona. Siamo oltre la limitazione della sovranità e non è più nemmeno una cessione: questa è un'estorsione di sovranità. Inaccettabile.
E adesso veniamo al merito della questione. La deroga, il Chat Control 1.0, consente ai fornitori di servizi di effettuare la scansione automatizzata delle comunicazioni private. Una questione di enorme portata. Ce lo ricordiamo cosa recita l'articolo 15 della nostra Costituzione?
Eccolo: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge».
E dunque mi domando: tutti quelli che ci fanno una testa così sulla tutela dei nostri principi costituzionali, sulla necessità di indugiare ancora su fascismo e antifascismo, dove sono finiti? Come la pensano? Ve lo dico io: la maggioranza della delegazione del Partito Democratico ha sostenuto questa iniziativa europea.
Anche qui, il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, non ha nulla da dire? Al di là dei suoi poteri, che evidentemente non gli consentono alcun intervento formale o procedurale, non ha nulla da affermare? E i media, la cosiddetta informazione, la stampa?
Serve davvero una reazione popolare: non è possibile non cogliere la gravità della situazione, lo svuotamento della nostra democrazia, il progressivo asservimento dell’apparato istituzionale del Paese a poteri che perseguono strategie in netto contrasto con il nostro interesse nazionale. Basta! | 1 138 |
| 4 | https://x.com/SavinoBalzano/status/2075193127443280274?s=20
Il mio video di ieri su Bersani ha suscitato una forte reazione.
Tanti bimbi di sinistrah sono venuti a protestare. Mi hanno ricordato, in moltissimi, che #Bersani era all'opposizione di #Renzi mentre questi aboliva l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e che, proprio per questo motivo, ha poi lasciato il #PD. Me lo hanno ricordato farcendo i commenti di insulti e sdegno. Peccato che non sia vero.
A me dispiace che soffriate tanto: vi capisco, credetemi. La #Gruber ve lo presenta da anni come leader storico della sinistra e voi vi siete convinti che sia un compagno vero. Poi lo vedete col sigaro, con la birra, alle Feste dell'Unit*. Vi hanno fatto il lavaggio del cervello. E adesso vi si infrange un mito.
Le cose, però, stanno come vi dico io e le vostre lacrime non potranno cancellare la storia.
La riforma che riscrisse l'articolo 18 dello Statuto è quella del mercato del lavoro di Elsa Fornero: la legge n. 92 del 2012. Ridusse di molto la possibilità di ottenere la reintegra in caso di licenziamento illegittimo. Ho fatto una piccolissima ricerca e qui trovate i voti di ogni singolo parlamentare, compreso Bersani. Andate a vedere come votò il vostro eroe: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/riforma-del-mercato-del-lavoro-ddl-5256-voto-finale/38995
Un ulteriore assalto avvenne con l'introduzione del contratto a tutele crescenti, previsto dal Jobs Act di Renzi, un decreto legislativo. Per tutti quelli assunti dopo una certa data, marzo 2015, l'articolo 18 non avrebbe più trovato applicazione. Indovinate un po' come votò il compagno Bersani sulla legge delega, dopo aver frignato un pochetto: https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/legge-delega-jobs-act-ddl-2660-a-voto-finale/14179
E siamo ancora a cavallo tra il 2014 e il 2015. Per l'uscita del compagno Bersani dal PD dobbiamo attendere l'inizio del 2017, un anno prima delle politiche del 2018, quando a Palazzo Chigi c'era ormai Gentiloni. Un anno prima delle politiche: capito?! Le liste... le liste...
Altri piccoli esercizietti per i bimbi di Pierluigi:
Come ha votato sull'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (da cui deriva il picconamento dello Stato sociale)? Favorevole (addirittura firmatario della proposta): https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/pareggio-di-bilancio-in-costituzione-pdl-cost-4205-abb-b-voto-finale/38220?utm_source=chatgpt.com
Come ha votato sulla ratifica del Mes nel 2012? Favorevole: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/trattato-di-istituzione-del-mes-ddl-5359-voto-finale/39325?utm_source=chatgpt.com
Sicuramente sarà stato con la schiena dritta in occasione della riforma delle pensioni della Fornero, la schifezza degli esodati. Ricordate, vero? Bersani votò contro? Ehm, no, votò a favore: https://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/manovra-salva-italia-ddl-4829-a-voto-finale-prima-lettura-camera/37692
E di esempi se ne potrebbero fare molti, molti altri.
Votò sempre a malincuore, sia chiaro, perché lui è troppo di sinistrah. La cosa bella è che, dopo aver votato quelle riforme, va in tv a dichiarare che andrebbero riviste. Ma va bene così: basta che fumi il sigaro e beva la birra alle feste dell’Unit*.
Ora, con questo non voglio dire che Bersani sia una cattiva persona o che non si sia pentito delle schifezze che ha votato. Per carità. Dico solo che non può farci la morale sulla Costituzione e sui diritti dei lavoratori senza risultare maledettamente ipocrita. E con questo voglio dire che serva un Presidente della Repubblica di destrah (ci metto l'h, visto che qualcuno si eccita tanto all'idea)? No. Dico soltanto che sarebbe esattamente la stessa cosa.
Se posso dire la mia, sommessamente, aggiungo che la cosa peggiore che si possa fare è ripescarlo dal PD. Direi che abbiamo già abbondantemente dato. Che dite? | 2 154 |
| 5 | Ringrazio Paolo Arigotti e il suo Spunti di Riflessione per questa intervista sul mio Romanzo Quirinale.
https://www.youtube.com/watch?v=H9iGtnfxHUo | 2 655 |
| 6 | A me #Bersani fa sempre ridere.
Era preoccupato, ieri in tv, mentre si affannava a ripetere che il Presidente della Repubblica non deve essere di destra: deve garantire la Costituzione, l'antifascismoh, il lavoroh.
Scusa, ma chi era il Presidente della Repubblica mentre l'Italia, per aderire all'austerità europea, tagliava sanità, scuola, ricerca, trasporto pubblico e tutto il resto? Chi era il Presidente della Repubblica mentre voi cancellavate l'art. 18? Chi era mentre il tuo partito approvava il Jobs Act? Chi era mentre si alimentava la retorica russofoba per giustificare le spese in "difesa", contro nemici immaginari e in spregio all'articolo 11?
Oggi chiede il superamento del voto all'unanimità in #Europa.
Sapete perché dalle parti del #PD tengono tanto a chi occupa il Colle? Ve lo dico io: se ne fregano della Costituzione. Semplicemente, il Capo dello Stato gli serve per andare al governo quando perdono le elezioni. Tutto qui.
Anche di questo parlo nel mio #RomanzoQuirinale, Paper First. | 155 |
| 7 | Ringrazio L'Opinione per questa recensione al mio Romanzo Quirinale!
https://opinione.it/politica/2026/07/07/salvatore-di-bartolo-romanzo-quirinale-libro-di-savino-balzano-riapre-dibattito-sul-colle/ | 175 |
| 8 | Ringrazio Salvatore Di Bartolo e Nicola Porro per aver ospitato questa recensione del mio Romanzo Quirinale.
https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/romanzo-quirinale-perche-ora-il-colle-non-e-piu-intoccabile/ | 193 |
| 9 | Per favore, svegliamoci! Per cortesia, non facciamoci prendere in giro!
Davvero vogliamo cascare nel tranello sorretto da uno dei peggiori sistemi mediatici del mondo occidentale? Quello che vuole costringerci a discutere per anni di un prossimo Presidente della Repubblica di destra o di sinistra?
Non ve la bevete! Ma davvero pensate che cambierebbe qualcosa se al #Quirinale andasse un Crosetto o una Rosi Bindi? Sarebbe esattamente la stessa identica cosa. Tanto vale, a questo punto, rieleggere #Mattarella, come sostiene in TV qualcuno che ha alzato un po' troppo il gomito prima della diretta...
Questa finta alternanza è solo una presa in giro. La differenza la fanno quelli che hanno a cuore l'Italia, il suo destino, la sua democrazia, il benessere del suo popolo. La differenza l'avrebbe fatta uno Stefano Rodotà, per dirne una.
Questi, invece, sono al servizio di Washington e Bruxelles, come spiego nel mio Romanzo Quirinale. Non fatevi intortare: occhi aperti. | 3 097 |
| 10 | Grazie a Giorgio Bianchi e a Radio Radio: un'altra bella occasione per discutere il mio Romanzo Quirinale.
E grazie a tutti quelli che lo stanno leggendo e ne stanno discutendo, nonostante il pavido silenzio di certa sciocca "informazione".
https://youtu.be/Tbg9A5dn5fs?is=yHlpycpYxw0670Y21 | 203 |
| 11 | https://x.com/i/status/2073331791176351839
C’è chi ancora finge sorpresa quando si fa notare che #Renzi e il progressismo sono come l'acqua e l'olio. In realtà la sua incompatibilità è semplicemente ovvia. Sempre che per progressismo si desideri intendere l'avanzamento delle classi meno abbienti, redistribuzione, sostegno dei salari, diritto del lavoro, diritti sociali e cose di questo tipo. Affidarsi a Renzi sarebbe come affidarsi a #Draghi, che non a caso lui si vanta di aver mandato a Palazzo Chigi.
Sono i fatti a certificarlo. Renzi ha governato e ha fatto cose precisissime.
Il suo #JobsAct ha rappresentato una delle peggiori riforme del lavoro mai concepite. Prima di Renzi, ad esempio, era tendenzialmente vietato il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Con lui le maglie di quei limiti si sono allentate. Prima di Renzi non era possibile demansionare i lavoratori: la loro carriera era orientata, in un modo o nell’altro, alla crescita e allo sviluppo. Con lui il demansionamento è diventato praticamente un diritto dei padroni (perché così si chiamano quelli che riservano certi trattamenti alle persone alle loro dipendenze). Prima di Renzi esisteva il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo. Per la verità ci avevano pensato già #Monti e #Fornero a indebolire i contenuti dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma Renzi, col suo abominio a tutele crescenti, ha reso quel diritto un miraggio. Certo, la Corte costituzionale ha picconato gran parte di quelle disposizioni, ma per chi viene indebitamente allontanato dal lavoro contrastare l’abuso è ancora complesso. Prima funzionava in maniera semplicissima: se un giudice accertava che un licenziamento fosse illegittimo, ordinava la reintegra. Come si farebbe per qualsiasi oggetto rubato. Con Renzi questo è diventato impossibile, proprio col lavoro. Cioè col pane, col fondamento della stessa Repubblica democratica. Ha poi semplificato il ricorso ai contratti a termine (cosa che sta facendo anche #Meloni): l’unico argine a questa deriva fu il decreto Dignità, varato dal governo gialloverde che non a caso Renzi rimprovera a #Conte di aver sostenuto con #Salvini.
Renzi ha posto i lavoratori in una drammatica condizione di ricattabilità e li espone ancora oggi, per effetto di quelle riforme, alla ritorsione: ne ha spuntato gli artigli, indebolito la forza collettiva, sociale e politica, sbarrando la strada alle dinamiche rivendicative. E di questo si muore, perché quando sei esposto alla ritorsione tendi anche a chiudere un occhio se non vengono rispettate le norme in materia di salute e sicurezza. Contiamo tre morti bianche al giorno in Italia.
Non solo: in queste condizioni i lavoratori non sono in grado di rivendicare aumenti salariali. Anche così, oltre che attraverso le politiche di svalutazione interna ammesse dallo stesso Draghi tanto apprezzato da Renzi, si spiega l'avvizzimento delle retribuzioni italiane.
Renzi ha iniettato la precarietà anche tra i più giovani, addestrandoli fin da subito al mondo dello sfruttamento che aveva contribuito a costruire per loro, introducendo con la Buona Scuola l'obbligatorietà dell'alternanza scuola-lavoro. Una riforma che è stata seguita da tragedie che hanno coinvolto giovanissimi studenti, illusi dalla promessa di percorsi formativi in azienda.
A proposito, il sindacato non ha nulla da dire circa un ruolo di Renzi nel campo progressista?
Senza contare che, durante il suo governo, si registrò un definanziamento della sanità pubblica superiore a 16 miliardi di euro rispetto alle risorse programmate. Successivamente avrebbe frignato per il MES sanitario, che facemmo benissimo invece a rifiutare.
Molti di quelli che furono suoi complici in quei dannati anni di governo sono ancora nel PD, che infatti preme per un suo ruolo nella coalizione. Forse è il momento che chiariscano una volta per tutte a quale idea di progresso si ispirino davvero. Perché Renzi la sua ce l’ha spiegata benissimo, e la stiamo pagando ancora. | 188 |
| 12 | Ringrazio Alessio Mannino e Ibex Edizioni per questa intensa intervista sul mio Romanzo Quirinale.
https://www.youtube.com/watch?v=-1pzv8hrfpg&t=187s | 3 508 |
| 13 | Se volete sapere davvero cosa succede a #Gaza, avete due possibilità.
1 - Ascoltare ciò che racconta il Cardinale #Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, e leggere i rapporti dell'Onu.
2 - Affidarvi a Klaus Davi e David #Parenzo.
Scegliete voi.
Io ieri, pacatamente e compostamente, ho detto la mia ai microfoni di #Cruciani, alla Zanzara.
https://www.youtube.com/watch?v=d7cteEAaZOI&t=12s | 187 |
| 14 | Della serie, citare senza citare.
Ringrazio comunque Il Giornale di Tommaso Cerno. Sempre squisiti.
Ma siamo comunque in ristampa: Romanzo Quirinale, Paper First. | 200 |
| 15 | Ringrazio Visione Tv per questa bella intervista!
https://youtu.be/zpvSa94R2NE?is=bPGnp3HGos7sqd2M | 228 |
| 16 | Ma vi sembra normale che #EllySchlein e #GiorgiaMeloni vengano a raccontarci che l'#establishment ce l'abbia con loro? Dico, scherziamo?
Il Partito Democratico è l'establishment, letteralmente: non a caso è il partito del Presidente della Repubblica, per definizione. Trovatemi un solo intervento di #Mattarella in contrasto con il programma del PD. Uno solo. Elly #Schlein, che recentemente ha incontrato Prodi e Draghi per chiedere loro consiglio, viene a raccontarci che i poteri forti ce l'hanno con lei. Fa ridere.
E lo stesso #Draghi, prima di andare a Palazzo Chigi, lo incontrò anche Giorgia #Meloni. Lei, che doveva mettere in discussione l'Unione europea e la finanza internazionale, ha passato quattro anni a vantarsi dei conti in ordine, dello spread basso e delle valutazioni delle agenzie di rating. Lei, che da picconatrice è diventata la scolaretta di von der Leyen, ora ci viene a raccontare che i poteri forti non la possono vedere? Fa ridere.
Sono due facce della stessa medaglia. | 3 284 |
| 17 | Sono davvero felice: "Romanzo Quirinale" è già in ristampa.
L'informazione, salvo poche eccezioni, ha del tutto ignorato la sua uscita. Ma ce lo aspettavamo: troppo impegnata a puntellare la narrazione del "nonno della Repubblica".
Le persone, però, sanno benissimo come stanno davvero le cose e sentono l'urgenza di discuterne.
Posso solo dire grazie a tutti coloro che mi stanno aiutando in questa folle corsa in salita. | 4 057 |
| 18 | https://www.youtube.com/watch?v=g5d_SHI2p2U
Ieri, al telefono con il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, abbiamo parlato di Matteo #Renzi.
Ha ragione #Travaglio quando dice che gran parte del mondo televisivo stia cercando di trovargli una collocazione parlamentare nella prossima legislatura. È innegabile che vi sia una sovraesposizione rispetto al peso politico del personaggio, che oggi può contare su consensi quantitativamente risibili. Letteralmente ridicoli rispetto all'attenzione che i media continuano a riservargli. Perché?
E come mai il PD continui a volerlo trascinare dentro resta un mistero. Renzi ha letteralmente demolito la maschera della sinistra riformista e pseudoprogressista, mostrandone il vero volto: quello della destra neoliberale. Parlano il Jobs Act e la Buona Scuola, per fare solo due esempi. Doveva essere l'uomo della rottamazione dei vecchi per fare spazio ai giovani, ma ha finito per silurare il partito e poi scappare via. La stessa #Schlein lasciò il PD in polemica con il blairismo di Renzi. Oggi, invece, sembra volerlo a tutti i costi. Perché?
Personalmente, e non credo di sbagliare, penso che Renzi rappresenti una polpetta avvelenata. Prima di tutto perché è assolutamente inaffidabile (e lo ha capito persino Calenda); in secondo luogo perché, assai comprensibilmente, finirebbe per accrescere l'astensione proprio in quell'elettorato di centrosinistra che non lo può vedere. E non mi pare una grande mossa, visto che dall'altra parte, a destra, c'è chi pesca voti proprio tra gli astenuti per aumentare i propri consensi.
#BattitoriLiberi, Radio Cusano. | 218 |
| 19 | Ringrazio Marx21 per questa recensione al mio Romanzo Quirinale.
https://www.marx21.it/cultura/romanzo-quirinale-come-il-colle-ha-abbandonato-la-costituzione-per-washington-bruxelles-e-il-partito-della-guerra-savino-balzano/ | 203 |
| 20 | Romanzo Quirinale
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 21:00
In Italia il Presidente della Repubblica viene sempre raccontato come garante dell'ordinamento costituzionale, arbitro imparziale dell'agone politico, simbolo dell'unità nazionale. I fatti degli ultimi decenni, però, dimostrano che la realtà è ben diversa dalla favola che viene raccontata: benché privo di una responsabilità formale, il potere politico del Quirinale nel nostro assetto istituzionale è semplicemente esorbitante.
Ne parliamo questa sera in compagnia di Savino Balzano, autore del saggio "Romanzo Quirinale" appena approdato in libreria. In diretta a partire dalle 21:00. | 295 |
