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Questa nuova tipologia di reato, denominata 'terrorismo della parola', permette di reprimere le idee e le intenzioni piuttosto che le azioni compiute dalle persone. In sede di riesame sono poi cadute le misure cautelari a tuttx.
Uno dei termini più utilizzati dai media di regime per riferirsi a questi fatti è "terrorismo", ma sappiamo bene che è lo stato che, a tutela degli interessi padronali e forte della sua retorica di legittimità nell'utilizzo della violenza, devasta i territori in nome di un progresso di cui è il solo a trarne i benefici, che cancella interi quartieri perché considerati indecorosi, che costringe alla fame diverse fasce di popolazione.
Secondo la filosofia del progresso, le Olimpiadi costituiscono un momento di vanto, un'occasione di sviluppo per l'economia locale. Peccato che ovunque si siano tenute la popolazione e i territori hanno pagato a caro prezzo. Intorno alle olimpiadi di Milano Cortina, come sempre, si è creata una coltre di menzogne per coprire un intero territorio devastato dalle ferrovie e dagli impianti sciistici, una città blindata, per non parlare della presenza delle squadracce dell'ICE.
Mentre le voci critiche vengono additate come pericolose e chi cerca di opporsi viene ancora più sorvegliato, questo grande teatrino viene giustificato con la retorica della sicurezza, che nasconde la volontà politica di tutelare gli interessi di chi vuole mantenere gli attuali rapporti di forza. Sentiamo sempre più spesso come, secondo governi, giornali, burocrati e imprenditori, i fattori di insicurezza che attanagliano la popolazione sono dovuti a coloro che minano il decoro nelle città, l'integrità nazionale, la legittimità e indiscutibilità dello stato e della proprietà privata. Come soluzione vengono imposte e affinate diverse strategie di controllo e di repressione. Le prime si concretizzano in alcuni elementi materiali identificabili nelle varie forme di sorveglianza tecnologica. Esse vengono applicate ovunque sul territorio, dalle città sempre più interconnesse e smart, lungo le rotte migratorie e nei Paesi di frontiera. Videocamere, droni, termoscanner, sensori, celle telefoniche, telecamere con intelligenza artificiale per il riconoscimento e barriere automatizzate. Tutti dispositivi che raccolgono tantissimi dati, che rappresentano oggi una grande risorsa economica e che vengono conservati in DataCenter sparsi su tutto il territorio, veri e propri fortini dal devastante impatto ambientale. E non dimentichiamo che uno dei più grandi laboratori di sviluppo delle tecniche di controllo è a Gaza e in Cisgiordania dove la popolazione palestinese funge da cavia per la sperimentazione di tecnologie di sorveglianza, brevettate con un genocidio ed esportate da Israele nel resto del mondo. Viceversa, la stessa Italia che predica pace è un attore fondamentale nella produzione e nell'esportazione di armamenti che insanguinano mezzo globo.
Parallelamente si inasprisce la repressione: negli ultimi anni sono state varate nuove leggi scritte su misura per reprimere coloro che non si allineano o integrano a questo sistema. Oggi in Italia, a seguito di tutti i decreti-legge varati dall'ultimo governo, è praticamente vietata qualsiasi forma di protesta che non sia puramente formale e retorica. Chi sceglie di alzare la testa o è costretto a vivere fuori dalle strette maglie della legalità viene punito con anni di carcere. Queste soggettività non conformi diventano il nemico interno, da temere e mettere poi alla sbarra, da utilizzare per legittimare la capillare securizzazione delle nostre vite.
Sappiamo bene che la sicurezza non è qualcosa che può essere delegata, ma si costruisce nelle comunità che si abitano e nelle reti di alleanze che cospirano insieme contro questo mondo. Attaccare e sabotare questo mondo rappresenta una postura puntuale ed efficace per costruirsi dei reali spazi di vivibilità autentica.
Contro la violenza esercitata da stato e capitale scendiamo in strada;
a fianco di chiunque, dal basso, si riappropria della violenza per rovesciare questo mondo di miseria e guerra.
Tuttx liberx
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LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA'
CORTEO, 24 OTTOBRE 2026 H. 14.30, MILANO
La mattina del 16 giugno 2026 si apre con numerose perquisizioni e arresti in tutta Italia, a seguito dell'ennesima operazione repressiva anti-anarchica diretta dalla procura di Roma.
In nove sono accusatx di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270bis): cinque persone vengono tradotte in carcere in misura cautelare, due agli arresti domiciliari, mentre due risultano indagatx a piede libero. Fra queste nove, alcunx sono anche indagatx, insieme ad altrx compagnx, per dei sabotaggi alla linea ferroviaria dell'alta velocità avvenuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In questo frangente, il Bencivenga occupato viene sgomberato, mentre altri due compagni vengono condotti in carcere con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (art. 270 quinquies ter), a seguito del ritrovamento di vari opuscoli nelle loro abitazioni.
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VANNACCI PARASSITA
Genova, 12 settembre 2026
Oggi a Certosa, un quartiere della Valpolcevera, valle storicamente antifascista, Futuro Nazionale ha portato il suo banchetto per fare propaganda elettorale.
Dopo esserci accorte della loro presenza sulle vie di casa ci siamo chieste: che cosa possiamo fare?
Forze: poche
Numeri: scarsi
Logistica: non pervenuta
…d’altronde stavamo semplicemente passeggiando nel nostro quartiere!
Una sola certezza, però: non potevamo far finta di niente.
“Vannacci parassita - Fuori i fascisti da Certosa” così si è scritto sullo striscione che abbiamo, infine, portato in piazza. È bastato così poco per creare capannelli di discussione attorno ai temi dell’oggi: guerra che incombe, retorica misogina, politiche razziste etc etc
Una contestazione semplice ma riproducibile da chiunque, e dopo alcune ore il loro spettacolo è concluso.
Questa la differenza:
Loro, i fascisti vannacciani, se ne sono tornati da dove arrivavano ringraziando sbirri e digos.
Noi, invece, si è rimaste dove si abita salutandosi tra abbracci e strette di mano con chi sa ancora riconoscere l’abisso tra politica istituzionale e vita.
E tutto questo non può che dare forza e scaldare i cuori.
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CIAO ANNA!
Questa notte Anna Cipriani, che in moltx hanno avuto modo di conoscere in diverse occasioni tra cui le presentazioni del libro del figlio Claudio, è venuta a mancare in ospedale a Napoli.
Abbiamo percorso con lei un pezzo profondo e importantissimo, reciprocamente l’una a fianco all’altra anche nei momenti più duri, inclusa la repressione dex compagnx.
Ce la vogliamo ricordare come era: forte, energica e divertente, con il suo sguardo e battute a volte taglienti a mettere un po’ di pepe alle nostre discussioni.
La ricordiamo con l’affetto infinito di chi si era fatta adottare da lei e come una compagna che aveva scelto da che parte stare.
La nostra vicinanza a Diego e Claudio, al quale vi invitiamo a scrivere per fargli sentire tutto il nostro calore oltre le maledette sbarre:
Claudio Cipriani c/o C.C. Secondigliano via Roma verso Scampia 350 80144 Napoli
Ciao Anna, sempre con noi
Le compagne
Qui la puntata di Ponte Radio dove Anna ha preso parola (minuto 35.25)
https://www.arkiwi.org/path64/cmFkaW9fbmVhbmRlcnRoYWwvUmFkaW8gTmVhbmRlcnRoYWwvcG9udGVyYWRpby9wb250ZXJhZGlvMTJnaXVnbm8yNi5vZ2c/screen
https://nextstopmodena2020.noblogs.org/2026/08/01/ciao-anna/
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CIAO ANNA! – NEXT STOP MODENA 2020
https://nextstopmodena2020.noblogs.org/2026/08/01/ciao-anna/
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Repost from NO 41bis - International Mobilisation
- riceviamo e diffondiamo, incentivando la pubblicazione e la diffusione! -
LE PAROLE SONO PIETRE, LE PIETRE SONO PAROLE.
Dopo il riesame negativo di Pietro, compagno anarchico arrestato nell'operazione del 16 giugno
Mentre scorrono ancora sugli schermi di tutta Italia le immagini dell'omicidio per mano di due poliziotti di Abderrahim Fakir al Pilastro; mentre gli sbirri assassini che hanno ammazzato Fakir godranno dello "scudo penale" introdotto da questo governo per le forze dell'ordine; mentre un bottegaio milionario che ha assassinato due persone sparando loro alle spalle, il "gioielliere Roggero", diventa l'icona pop di un fascismo suprematista che nulla ha da invidiare al trumpismo; mentre nel "paese del Duce" centinaia di fascisti in camicia nera sfilano per commemorare il compleanno di un dittatore; mentre il governo "licenzia" l'ennesimo pacchetto di leggi liberticide contro "i maranza", per annichilire definitivamente ogni spinta di ribellione giovanile, ecco, mentre tutto questo accade (e purtroppo ce ne sarebbero molte altre da dire) il tribunale del Riesame di Bologna decide (23/07) che un compagno anarchico debba restare in cella nel carcere di Alta Sicurezza di Terni per "detenzione di opuscoli terroristici".
Senza voler sminuire l'importanza della parola scritta e della sua diffusione e senza voler cedere all'indignazione democratica, ci pare però doveroso (oltre che necessario per sfogare un pò di nausea) concentrare le nostre energie su questa fotografia: il paese in cui viviamo è uno stato di polizia sempre più attrezzato all'eliminazione del dissenso interno (eliminazione anche fisica) e sempre più razzista, colonialista, fascista.
Questo dato di fatto, che non è nuovo per nessunx che abbia avuto negli anni un certo sguardo critico sul mondo, con la contestazione sempre più frequente (specialmente per quelle persone accusate di "terrorismo islamico") del 270quinques ter. sta davvero segnando una svolta repressiva inaudita anche per queste desolate terre italiche.
Il "terrorismo della parola" sta colpendo principalmente lx anarchicx e lx solidalx palestinesi, ma, come sempre, dopo gli apripista facili da sbattere sul giornale, si passerà alla sua più larga attuazione.
In questo momento di rabbia e di incredulità, dobbiamo mantenerci saldx, con l'esempio che ci mandano lx compagnx prigionierx in tutto il mondo (dal Cile alla Grecia alla Palestina passando per l'Italia) che resistono fermamente nonostante la situazione più sfavorevole possibile, come il compagno Alfredo Cospito, tumulato nel 41bis.
Saldx e serenx e fierx di questx compagnx e delle idee che portano nel cuore, idee, che sulla carta stampata, adesso valgono la galera: difenderle è ancora più importante e necessario.
Il nemico è sempre più spietato, sta a noi essere sempre più unitx nella diversità ma accumunatx dalla gioia rabbiosa di voler veder cancellato questo mondo di sopruso e oppressione come il più infame degli incubi del genere umano.
Che la calura dell'estate non ci ottenebri i pensieri e i sogni, che la rabbia non ci accechi ma ci faccia affinare la mira, che la tristezza per l'ennesimo fratello dietro le sbarre non ci immobilizzi, ma ci sproni a proseguire con gioia nelle (anche)sue scelte di lotta e di vita!
Pietrino libero e selvaggio!! :)
Tuttx liberx!
Forza amicx, compagnx, sorelle e fratelli, avanti tutta!!
- Cassa Antirepressione Capitano ACAB -
capitanoacab@insiberia.net
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Pietro rimane in carcere, è stato arrestato il 16 giugno con l' accusa di "terrorismo della parola" ( 270 quinquies comma terzo - pene dai 2 ai 6 anni). Ieri il riesame ha confermato le misure cautelari.
Per scrivergli:
Pietro Rosetti
C.C. di Terni,
Strada delle campore, 32,
05100 Terni (TR)
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20 luglio 2026, a Bologna diverse ore di scontri tra piazza Maggiore, la prefettura e la questura di Bologna in risposta all’uccisione da parte della Polizia di Fakir nel quartiere Pilastro.
In un mondo in guerra, tra scudi penali per le forze dell’ordine, militarizzazione dei quartieri e DDL sicurezza, l’unico baluardo contro il monopolio della violenza è la rivolta.
“Le strade sicure” le fanno le esplosioni di Rabbia!
Ieri Bologna era bellissima! Con Carlo e Fakir nel cuore!
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Oggi durante il corteo a Genova in memoria del 25esimo anniversario del G8 e dell'omicidio di stato di Carlo Giuliani è arrivata la notizia dell’ennesimo omicidio per mano della polizia avvenuto a Bologna.
Dunque al termine della manifestazione tra compagne e compagni ci si è guardati e si è deciso di partire in un corteo spontaneo per i vicoli che vedono tutti i giorni soprusi razzisti da parte di sbirri e militari.
Il corteo ha attraversato alcune vie del centro urlando la propria rabbia viscerale per ricordare che Abderrahim Fakir, 42 anni, è stato ammazzato nel quartiere del Pilastro, durante un fermo dalla polizia, come George Floyd nel 2020.
Lo stato uccide tutti i giorni, nelle strade nelle carceri, nelle manifestazioni.
Nessun omicidio deve restare in silenzio.
Oggi abbiamo risposto, spontaneamente.
Reagire è possibile: uniamoci, organizziamoci.
Genova, Bologna, Palestina polizia assassina.
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ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE questa sera è stato rioccupato il Bencivenga! Chi vuole da ora all'infinito ci raggiunga in via bencivenga 15!!
Domenica 12/7
h 8 Grandiosa colazione
h 13.12 Pranzo in giardino
h 18.30 La presentazione del libro "Next stop Modena" prevista alla cena di quartiere di Torpignattara, si sposta al Bencivenga Occupato
Pietro libero subito!
Tuttx liberx
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Aggiornamento arresti 16 giugno:
A seguito dell'udienza di riesame ieri, 10 luglio, è uscito dal carcere di Rossano Calabro anche Toni, arrestato il 16 giugno con l’accusa di “terrorismo della parola” (270 quinquies comma terzo).
Pietro, detenuto con la medesima accusa, resta ancora rinchiuso nel carcere di Terni, in attesa dell'udienza di riesame.
Scriviamogli!
Pietro Rossetti
C/O C.C. Terni
Strada delle Campore 32
05100 Terni
Buona ritrovata libertà a Arnau, Bibi, Giulia, Luna, Micol, Nico, Stefano e Toni!
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Ritrovamento di una microspia al NED.
Mercoledì 1 luglio, durante una giornata collettiva di pulizie estive, abbiamo trovato una microspia all'interno del NED, a Roma.
L'apparecchio era attaccato direttamente ad un cavo dell'impianto elettrico del locale, occultato all'interno di un foro del controsoffitto. Grazie ad un chip SIERRA WIRELESS WP7502 (oggi SEMTECH) che permetteva di inviare l'audio rubato tramite rete 2, 3 e 4g (utilizzando una SIM della TIM), la spia poteva essere attivata dal rumore dell'ambiente o a distanza tramite SMS. Oltre al corpo principale era composta da 2 antenne, un trasformatore di corrente ed un microfono.
Dalle informazioni che abbiamo ad oggi, è attiva dal 28 febbraio scorso.
Alcune compagne e compagni che si vedono al NED
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Aggiornamento arresti 16 giugno:
A seguito dell'udienza di riesame ieri, 10 luglio, è uscito dal carcere di Rossano Calabro anche Toni, arrestato il 16 giugno con l’accusa di “terrorismo della parola” (270 quinquies comma terzo).
Pietro, detenuto con la medesima accusa, resta ancora rinchiuso nel carcere di Terni, in attesa dell'udienza di riesame.
Scriviamogli!
Pietro Rossetti
C/O C.C. Terni
Strada delle Campore 32
05100 Terni
Buona ritrovata libertà a Arnau, Bibi, Giulia, Luna, Micol, Nico, Stefano e Toni!
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S’i’ fosse treno, ardereï: di sabotaggi, Rfi e Leonardo in solidarietà allx indagatx dell’operazione del 16 giugno
Sull’urgenza di sabotare, ostacolare, attaccare le linee via terra della mobilità di guerra.
La guerra parte da qui. La colonia è anche a queste latitudini.
Con questa puntata di Harraga (in onda su Radio BlackOut) ci teniamo a dare un nostro contributo alla mobilitazione al fianco di compagnx indagatx e arrestatx: ricordando che guerra esterna e guerra interna sono le due facce della stessa medaglia.
“La guerra parte anche da qui” non è uno slogan e non è riducibile alla produzione di armamenti o alla viabilità portuale. Oggi cerchiamo di analizzare come la viabilità via terra, in particolare lungo i binari ferroviari, sia centrale per la corsa al potenziamento delle infrastrutture e ai corridoi della logistica militare.
Ascolta:
https://radioblackout.org/podcast/si-fosse-treno-arderei-di-sabotaggi-rfi-e-leonardo-in-solidarieta-allx-indagatx-delloperazione-del-16-giugno
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Si è da poco saputo che il tribunale del riesame ha annullato tutte le misure di custodia cautelare (carcere e domiciliari) per lx compagnx arrestatx il 16 giugno per reato associativo!
Restiamo in attesa degli sviluppi per Toni e Pietro
