Istruzioni per maghi erranti.
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Predisse che il risultato della pratica mi avrebbe portato a liberarmi delle mie convinzioni di seconda mano ed enfatizzò che nel mondo degli stregoni vale solamente la sperimentazione diretta.
Gli chiesi che mi spiegasse come l’atto passivo dell’essere testimoni può cambiare le cose. Mi rispose che l’attenzione non è mai passiva, per quanto tenue sia, perché è formata della stessa materia che conforma l’universo. Il solo atto di esercitarla implica un trasferimento di energia. - È come la velocità che quando viene applicata ad un oggetto gli aggiunge massa. Allo stesso modo, il focalizzare l’attenzione aggiunge realtà alle cose, e questa realtà ha un limite, dopo il quale il mondo che conosciamo si disintegra."
Armando Torres, incontri col Nagual.
STAY PRESENT! E BUONGIORNO.
La maggior parte della nostra spiritualità è un investimento in cieche credenze e superstizioni, molte delle quali assolvono alla funzione di riempire un vuoto che non si riesce a colmare in altro modo.
Uno dei risultati dell'auto-osservazione costante dovrebbe essere quello di far cadere queste vecchie superstizioni, fedi cieche e credenze non supportate dall'esperienza reale, come ripetiamo durante i laboratori di presenza.
Perciò laddove l'esperienza della vita tenda continuamente e ostinatamente ad essere sostituita da descrizioni spirituali (tipo karma, reincarnazione, anima, spirito e quant'altro) è probabile che ci sia una qualche forma di cieca credenza che è parte integrante della sfocatura.
E per quanto autorevoli e di alto livello siano tali descrizioni, per quanto non duali, per quanto illuminate sono e saranno sempre e solo descrizioni mentali che allontanano dall'esperienza del reale e dalla sperimentazione di 'altri' modi di vedere. Personalmente credo che la realtà spirituale dell'esistenza si possa percepire solo quando la sfocatura è abbastanza alleggerita da convinzioni e credenze.
Come dice spesso chi mi insegna per incontrare le reali vibrazioni del mondo e della vita le tue stesse vibrazioni debbono interferire il meno possibile ecco perché cerchiamo di esercitare ed insegnare la presenza, la quiete e il vuoto mentale.
Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere con piacere le testimonianze degli enormi cambiamenti nelle linee di vita di coloro che hanno avuto la pazienza, l'ostinazione direi, di proseguire il lavoro di costante auto-osservazione nonostante sembri essere il più noioso, il meno affascinante e quello che promette meno effetti speciali. Credo onestamente che il lavoro di consapevolezza costante e prolungato sia il lavoro più efficace per sgretolare le concrezioni del nostro millenario inconscio con tutte le sue storie, comprese quelle più spirituali, e incontrare finalmente una visione spirituale e un potere concreti.
"All’inizio succede la stessa cosa a tutti. Osservare la nostra vita è un esercizio che ci scuote, perché ci spaventa arrivare fino in fondo ed è facile abbandonarlo da un giorno all’altro. Ma se insistiamo, dopo un po’ di tempo di scrutinio, cominciamo a scoprire che quelle che ci sono sempre sembrate forme ovvie e corrette di pensare in realtà sono solo credenze impiantate dall’esterno.
"Le idee alle quali diveniamo dipendenti costituiscono la materia più densa della nostra contaminazione mentale e sono soprattutto quelle spirituali. In generale, tutte loro partono da un difetto di sintassi. Se cambia la forma del parlare, queste smettono di avere senso e sono sostituite da idee nuove. Ecco perché ci sono così tanti sistemi di credenza nel mondo. Mi spiegò che il punto di partenza delle nostre convinzioni di so lito è qualcosa che ci hanno detto in tono imperativo o persuasivo quando eravamo bambini, prima che avessimo un registro di esperienze per comparare, oppure sono effetto della massiccia e subliminale propaganda alla quale l’uomo di oggi si vede sottoposto. Frequentemente provengono da un improvviso e profondo scoppio emotivo come quello che subiscono coloro che si lasciano trascinare dall’isteria religiosa. Questa modalità di credenza è puramente associativa. - Posto che nel nucleo di ognuna delle nostre azioni, abitudini o reazioni si nasconde una credenza, il compito iniziale nel cammino della conoscenza è quello di fare un inventario di tutte quelle cose sulle quali abbiamo depositato la nostra fede. - In ogni caso - disse - devi cercare la fonte delle tue credenze ed analizzare ognuna di esse con profondità. Determina quando e perché sono sorte, cosa c’era prima e come ti sentivi, e quanto è cambiata la tua fede col passare degli anni. L’intenzione non è giustificare qualcosa, ma piuttosto, semplicemente, lasciare le cose in modo chiaro. Questo esercizio si chiama “agguato al credente”.
Quindi il terzo punto per la comunicazione con gli spiriti guida è che se non si lavora su sé stessi per ampliare la coscienza (con un terapeuta possibilmente, o con qualcuno che abbia fatto questo lavoro) il tono e la profondità dei messaggi andranno sempre a cozzare contro i nostri attaccamenti, le nostre avversioni e in generale la nostra ombra. Ce la canteremo e suoneremo, insomma, e lo potremmo rilevare dal fatto che ciò che dicono gli spiriti non troverà mai conferma nella realtà. La realtà è tutto in questo lavoro.
Quando parli con gli spiriti guida è sempre forte la sensazione, che non mi è mai passata, di inventarti tutto. E più inventiamo e più apriamo quel canale, quindi questa sensazione è un bene. Ma alla fine dovremo verificare tutto ciò che ci hanno detto trovandone riscontri misurabili sulla realtà.
Nel tempo e con la pratica il coefficiente di errore (cioè la discrepanza fra ciò che effettivamente mi sono inventato e ciò che è arrivato effettivamente dallo spirito) sarà sempre più basso, e le comunicazioni sempre più potenti, profonde e utili.
Stay Real, Stay present! (e non ve la cantate)
Spiriti Guida
In uno dei miei primi incontri con i cosiddetti “Spiriti guida” parecchi anni fa, gli chiesi qualcosa riguardo alla ricchezza, all’abbondanza e al diventare economicamente autosufficienti. I due tizi che mi sembrava di immaginare si misero a spiegarmi come essenzialmente l’indipendenza economica fosse un po’ una mia chiacchiera mentale perché l’avere soldi e abbondanza dipendeva in realtà da una serie di fattori che andavano messi in equilibrio. Mi spiegarono quali erano questi fattori con l’esempio della luna e del perché sembrava che la luna stesse indipendentemente sospesa lì nello spazio quando invece dipendeva da un equilibrio di forze (cosa che io non sapevo, mai studiato astronomia o cose del genere). L’indipendenza che immaginavo era solo un’illusione: poiché dipendiamo sempre da alcune forze sulle quali abbiamo comunque un certo grado di controllo. Poi mi spiegarono quali fossero queste forze con esempi ed esercizi molto pragmatici e anche noiosi, e come applicare questo equilibrio alla mia vita. Non era proprio quel che mi aspettavo, venendo dagli anni della legge di attrazione, del tu puoi fare tutto, e dell’agisci come sé. Anzi li trovai piuttosto freddini e un po’ crudi all’inizio. Tuttavia negli anni ho visto sempre funzionare quel loro primo racconto che diventò la base di tutti i miei dialoghi successivi con loro. Ne ho desunto che parlare con l’invisibile richiede certi fattori che vanno correttamente dosati: il primo è che si deve imparare a fare il vuoto dentro di sé e lasciar accadere qualcosa, non dirigerlo con la propria volontà. Io stabilisco un intento, una richiesta di contatto poi lascio fare alla mia immaginazione (per chi inizia) o all’astrale (quando siamo un po’ più avanti) e vedo che succede. Già qui la cosa è difficile o impossibile per chi è pieno di nozioni, studi, teorie. Chi già SA tanto è difficile che riesca a lasciar accadere un fatto psichico spontaneo dentro di sé e ad esserne sorpreso, cosa che nell’immaginazione attiva sarebbe il minimo indispensabile per avere dati autentici su cui lavorare. Igor Sibaldi infatti consigliava nei seminari di porre agli spiriti domande su argomenti dei quali sapevamo poco o niente, e poi lasciar fare all’invenzione. Una facoltà della coscienza davvero sottovalutata, direi pesantemente declassata.
Per essere autentico un messaggio dello spirito ci deve sorprendere, e a volte può essere anche difficile da comprendere. Se lo comprendiamo perfettamente e non abbiamo alcun dubbio , se il messaggio è lineare e magari adulatorio (quanto sei figo, quanto stai avanti, quanto sei illuminato) è molto probabile che ce la stiamo raccontando.
E nel tempo infatti ho visto che a riuscirci, a riuscire a ‘parlare’ con i propri spiriti guida erano sempre persone abbastanza semplici o abbastanza disposte ad avere torto su ciò che sapevano. Persone con una mente e un cuore semplici.
Il secondo fattore è che una volta raccolta la comunicazione spontanea si dovrebbe mettere SEMPRE alla prova nella realtà, cercandone una conferma. Se non è qualcosa di applicabile o verificabile (cioè se cominciano a dirci quanto siamo elevati illuminati amati e protetti e cominciano a disquisire di portali di luce, energie ascensionali e altra roba del genere) non ce ne faremo nulla. Il dialogo coi maestri è qualcosa di molto pragmatico, molto realistico, fino al punto in cui potrebbero arrivare a dirti cosa ti succederà di interessante nelle prossime due o tre settimane. Se accade, bene. Se non accade qualcosa non ha funzionato. E qualche volta mi è capitato che non funzionasse: a volte anche con qualche disastroso risultato. Quando questo è accaduto ho potuto capire, negli anni, che non volevo assolutamente sentirmi dire qualcosa quindi lo ‘spirito’, che non viola mai il libero arbitrio, semplicemente mi diceva quel che volevo sentirmi dire.
Il dolore può avere una fine. E sebbene questo a qualcuno non piaccia, soprattutto a quel qualcuno che deve difendere qualche sua complessa teoria psicologica, molto del nostro dolore (e ribadisco molto ma non proprio tutto) persiste solo perchè vi rimaniamo attaccati, in virtù di ciò che crediamo o di ciò che ci hanno insegnato. Ci abituiamo al dolore a 'lavorare sul dolore' e identificarci sempre di più con quel qualcosa chiamato 'il mio trauma' che nel lavoro su di sé a tratti assume connotati quasi divini. Uno dei miei insegnanti in passato lo chiamava il "Karma auto imposto" che siamo davvero liberi di imporci all'infinito.
Oggi molte teorie venerano il dolore e la sofferenza come il metro di quanto in profondità siamo scesi, e quelle che sostengono che sia più semplice liberarsi da certi fardelli magari con un atto di coscienza pura vengono viste con sospetto. Questo a mio parere (ed è solo il mio parere) è piuttosto controproducente.
Si dovremmo comunque essere coscienti di qualcosa per poterla rilasciare.
Si dovremmo essere presenti a quando questo qualcosa si attiva e ci ributta nei soliti copioni della sfocatura. E si questo potrebbe andare avanti per un bel po'.
Ma mie esperienze recenti e meno recenti mi confermano un fatto:
Il dolore da processare non deve necessariamente durare secoli, e a un certo punto dovremo deciderci a lasciar andare dolore, sofferenza e soprattutto l'identificazione con tutta la storia triste che ci raccontiamo.
Lasciar andare è una decisione presa da uno stato di coscienza molto specifico e che si può costruire, uno stato di interezza raggiunto con la pratica nel quale i corpi sottili , eterico, astrale, mentale agiscono in sincronia e luminosa presenza allo scopo di, finalmente, respingere quel qualcosa che tenderebbe a rinnovare la sofferenza e il dolore.
Quel qualcosa che viene da un po' più lontano dei nostri pensieri ed emozioni, quel mitico e mai citato corpo causale dal quale sorgono praticamente tutti i problemi che abbiamo nelle nostre vite.
Ma dobbiamo credere che sia possibile lasciarlo andare in tempi brevi altrimenti, la stessa convinzione che ci servano anni di lavoro si concretizzerà in anni di duro lavoro che ci siamo imposti per credenza e non per la realtà del concetto.
E si ci vuole pratica, disciplina e impegno ma prima o poi quella decisione di lasciar andare dovremo prenderla da noi stessi con la nostra volontà. Un maestro non potrà farlo per noi. Un terapeuta non potrà farlo per noi. Un libro o un corso semmai potranno aiutarci con qualche strumento per raggiungere quell'allineamento dei corpi sottili, ma, in fondo in fondo quella di lasciar andare, per quanto siano affascinanti le arzigogolate teorie mentali che dicono il contrario, sarà sempre e solo una nostra irrevocabile decisione.
La domanda che rimane da farsi ad un certo punto, dopo ANNI di lavoro su qualcosa, se questo qualcosa non è ancora cambiato è allora se sto trattenendo qualcosa dentro di me e PERCHE' non voglio lasciarlo andare.
Keep releasing! And stay present!
Vi ricordo che Per la pratica gratuita online tutti i martedì alle 8.30 am
(Posto qui che alle mail non riesco a stare dietro)
il link sarà questo per tutto il mese:
https://us02web.zoom.us/j/4431846290
Password: energy0726
Si prega di entrare con l'audio del pc e il microfono spento.
Ho solo 100 posti sul mio zoom quindi superati quelli non si può entrare più.
Grazie.
SCUOLA DI PRESENZA E SVILUPPO DELLA COSCIENZA
(ONLINE)
Stiamo per ripartire.
Al settimo anno di attività iniziamo a raccogliere le iscrizioni per il nuovo ciclo.
In questi anni abbiamo affinato le nostre conoscenze perciò, dati gli ottimi risultati ottenuti su molte persone, il laboratorio diventa una vera e propria scuola di applicazione pratica di presenza, sviluppo della coscienza e trasformazione della propria linea di vita.
Nuovi modi di intendere e applicare gli strumenti della coscienza, primo fra tutti LA PRATICA DELLA PRESENZA, seguita da l'utilizzo funzionale di attenzione e intenzione, lo sviluppo dell’intelligenza sottile, gli esercizi e i metodi applicati alla vita quotidiana nonché alcune tecniche del Transurfing di Vadim Zeland, ci accompagneranno attraverso quest’anno di intenso lavoro su noi stessi.
Lo ribadiamo affinchè sia chiaro: lo scopo di questa scuola è cambiare la nostra linea di vita, intensificare il nostro rapporto con la grandezza che siamo ma farlo in modo realistico senza grandiosità, inflazioni inconsce e derive spiritualistiche.
La nostra è una scuola pratica per persone di buona volontà che hanno a cuore l'efficacia i risultati e non le narrazioni.
Ecco alcuni degli argomenti che esploreremo come di consueto e con strumenti pratici:
il lavoro sui sogni
l’integrazione dell’ombra
i bisogni e i valori
le proiezioni
le dinamiche relazionali
la coltivazione della fede
La scuola avrà la durata di dieci incontri mensili, dove avremo lo spazio per praticare e anche condividere le nostre esperienze.
Se volete conoscere il programma completo e iscrivervi contattateci su nucleodoro@gmail.com
Avete presente gli ambigui? Quelli che ti amano però devono sempre migliorarti e stanno sempre a questionare su errori e mancanze, sempre tuoi? Quelli che ti apprezzano ma poi ti criticano per il tuo bene, per farti migliorare? Quelli che ti sorridono ma poi alle spalle dicono di te peste e corna?
Gli ambigui che incontriamo e coi quali ci relazioniamo sono spesso purtroppo il riflesso dell'ambiguità con la quale ci relazioniamo a noi stessi. Se passiamo dal paradigma in cui il cattivo è SEMPRE là fuori a quello in cui forse, e dico forse, c'è un nostro ruolo inconscio nel perché incontriamo sempre un certo genere di persone, allora forse scopriremo come spesso anche noi al nostro interno abbiamo un certo grado di ambiguità e ambivalenza verso noi stessi. E l'ambiguità con sé stessi ha sempre a che fare con una mancata consapevolezza del proprio valore, dei propri valori. Questo si rispecchierà spesso e volentieri in una realtà che ci ripresenta persone ambigue, che non ci daranno mai la certezza di quanto davvero valiamo. Il guaio è, che se non riconosciamo noi quel valore a noi stessi, la realtà non farà che confermarci questo dubbio, come un fedele specchio del quale ahimè, è perfettamente inutile cercare di pulire la superficie.
Oltra a ciò gli ambigui andrebbero sbattuti fuori dal vostro campo psichico, perchè questo è l'atto simbolico supremo che dice al vostro inconscio che non volete più quella vibrazione nella vostra vita.
Le credenze creano relazioni buone o cattive
Se abbiamo un attaccamento emotivo verso qualcosa, lo attireremo nella nostra vita. Questo è vero per le nostre bollette ed è vero anche per le nostre relazioni. Quando diciamo: «Non ho mai avuto una relazione che funzionasse, Dio ti prego fammene avere una buona!», sai cosa sta per comparire? Lo stereotipo dell'errore che abbiamo sempre scelto. Ora possiamo guardare questa persona e decidere di scegliere di nuovo. Ecco l'infedele numero cinquantuno che è esattamente uguale all'inaffidabile numero cinquanta e al numero quarantanove e al numero quarantotto. Ogni volta l'universo ci sta chiedendo di guardare chi stiamo scegliendo. Possiamo cambiare le nostre priorità e dire: <>
(Paxton Robey No Time For Karma)
Stay Valuable.
Stay Present!
Per la pratica gratuita online tutti i martedì alle 8.30 am
(Posto qui che alle mail non riesco a stare dietro)
il link sarà questo per tutto il mese:
https://us02web.zoom.us/j/4431846290
Password: energy0726
Si prega di entrare con l'audio del pc e il microfono spento.
Ho solo 100 posti sul mio zoom quindi superati quelli non si può entrare più.
Grazie.
Se non lo è, se è solo posing per attrarre consensi o per far vedere quanto sei figo, risvegliato, illuminato, spiritualmente o psicologicamente competente prima o poi si sentirà nel tono di ciò che condividi, nel tessuto di quel che proponi e cerchi di vendere. Si sente.
Con le vibrazioni dominanti purtroppo non possiamo mentire e se mentiamo a noi stessi le persone prima o poi se ne accorgeranno.
Stay Present!
E Buongiorno.
I $oldi e i corsi sull'abbondanza.
Ci sono ancora i corsi sull'abbondanza e sul fare i $oldi? Sì ci sono. Anche io ogni tanto proponevo questo genere di corsi un po' perché me li avevano insegnati e un po' perché in effetti alcune cose funzionavano davvero. Ma c'erano alcune altre cosette che ogni tanto il maestro ci ricordava e alle quali nessuno prestava attenzione.
Ad esempio che la questione del fare soldi non era solo una questione energetica o spirituale: era legata soprattutto alle regole di questo mondo a cui non potevamo minimamente sottrarci. Quindi non puoi guadagnare se te ne fotti dell'economia e di come va su questo pianeta. Non puoi guadagnare non sei intelligente e se non sai fare qualcosa. Non puoi guadagnare se non hai disciplina. Non puoi minimamente guadagnare se non fai che sederti e visualizzare o energizzare qualche oscuro centro energetico. Non puoi guadagnare se odi i soldi, le cose del mondo, e pensi che il denaro sia una cosa orribile. Ricordo ancora lo sdegno e il borbottio della classe di spiritualisti cui partecipavo quando il nostro maestro iniziò a parlare di investimenti intelligenti e del fatto che fosse un modo per usare intelligentemente l'energia... un delirio.
Ma purtroppo volente o nolente devi accordarti con certi presupposti. Tipo che questo mondo funziona in questo modo e che in questo mondo non si da niente per niente.
Inoltre devi avere qualche forma di competenza altrimenti è difficile che quei 20000 euro che chiedi ti piovano dal cielo solo perché ripeti delle affermazioni o ti ripulisci dalle forme pensiero.
E dovresti procedere per gradi: prima semmai materializzi un lavoro, anche il più umile, e da lì provi a migliorare passo passo la situazione.
Il primo stadio della materializzazione per il mio maestro era sempre imparare ad avere un lavoro e a mantenerselo. Oggi vedo una marea di gente saltare sulla sedia, decidere che di essere content creator e iniziare a spiegare agli altri come fare soldi in questo o quel modo spirituale, seguendo il piano dell'anima (sigh!) e altre amenità.
Purtroppo credo che molti di questi influencer prima dovrebbero materializzare qualcosa di più umile dei milioni di followers a cui vendere percorsi sull'abbondanza.
Quando ho iniziato io avevo chiesto semplicmente di aprirmi una via. Una qualunque per mantenermi, poiché ero disperato e senza una lira in tasca. Non avevo posto condizioni, né di guadagni, né nella forma. E arrivò. Poi da lì man mano ho cercato di chiedere qualcosa di meglio.
Ma anche lì c'era un principio che pochi insegnano:
Ogni lavoro come ogni fase della vita ha qualcosa da insegnarci e finché non lo impariamo sarà impossibile passare oltre, non importa quanto fica sia la tecnica per l'abbondanza che applichiamo o quanto crediamo di meritare di più.
Un'altra mezza verità è che i soldi sono espressione della nostra energia: non proprio. Puoi avere tutta l'energia di questo mondo, ma se non sai agire nel mondo in maniera efficace se non sei capace di fare e fare bene, l'energia non avrà modo di concretizzarsi in nulla anche con diecimila ore di intento puro e visualizzazione fotografica.
Altra bugia o mezza verità: L'universo cospira per farti realizzare i tuoi sogni: anche no!
A parte che credo che l'universo non stia a guardare quello che fai o non fai. Ma da quel che ho capito semmai la vita con la sua intelligenza ti usa per promuovere la vita stessa, tua e degli altri.
Quindi se hai davvero qualcosa da dire, un messaggio da portare che migliori la vita allora, forse, se sei intelligente e se lavori bene quello che hai da dire diventerà un lavoro.
Inoltre molti tuoi sogni non sono che capricci e in genere sul sottile non si dà molto seguito ai capricci.
Infine, se decidi di fare il content creator quello che fai, dici, promuovi e insegni deve davvero piacerti, essere parte della tua vita, essere carne della tua carne. Deve essere digerito, sperimentato, provato.
Tutto è dentro. Smettila di cercare fuori. Fuori troverai solo le proiezioni di ciò che c'è dentro.
Umiliazioni, sberleffi, bullismo virtuale, repressione, insulti. Questi non sono metodi di insegnamento spirituale. Sono sempre e solo figli di un ego malato, ferito e di inflazione inconscia. Perciò laddove incontrate questi metodi sapete che dovete scappare il più lontano possibile. Soprattutto quando vi viene detto che è per farvi lavorare su voi stessi che vi trattano di merda, per farvi vedere le vostre proiezioni. E' una menzogna ed una forma sottile di manipolazione. Ed è davvero triste vedere come certa 'spiritualità' stia inizi a diventare sempre più simile ai discorsi di Patriota in "The Boys". Stay Present. "Sono più forte, più intelligente e migliore di tutti voi" | Discorso di Homelander | The Boys
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Gli allenamenti, più basici e a tratti noiosi, l'esercizio del silenzio mentale e quello della concentrazione puntiforme sono fra gli esercizi più importanti (riportati a mio modo anche in Istruzioni 3.0).
Il fatto è questo: la mente non è solo un inganno, un'attività collaterale della quale sbarazzarsi, ma anche, necessariamente lo strumento da imparare ad usare.
Anche qui, come nel resto delle vere discipline esiste un duplice aspetto del lavoro: la capacità di espandersi, e quella di concentrarsi su un solo punto. Di entrambe occorre la maestria. Se nella prima diventiamo capaci di entrare in relazione ed eventualmente fonderci col tutto-ciò-che-c'e, nella seconda mettiamo le basi per la struttura dell'io che è a mio avviso la necessaria premessa per una esplorazione sensata e sicura dei mondi sottili.
Dedicarsi solo alla prima ci porta in un misticismo sterile e senza alcune utilità per gli altri esseri.
Dedicarsi solo alla seconda ci porta ad una ipertrofia del corpo mentale, con la conseguente cementificazione della sensazione di essere SOLO un me-che-fa-qualcosa-in-questo mondo.
Cercate sempre il duplice sentiero!
Stay Present
Stabilire una corrente astrale
Semplice e lineare. Hai 1440 minuti in ogni giornata. Di questi quanti sono impiegati a generare pensieri ed emozioni coscienti, e quanti invece in qualunque altra cosa fatta senza esserci? Finché il tempo speso a 'lasciarsi agire' dalla sfocatura sarà maggiore del tempo speso a orientare la propria mente e le proprie emozioni (o a impostare la realtà, come dice Zeland) la corrente astrale generata con volontà, impegno e tempo non sarà MAI sufficientemente forte da contrastare l'inerzia del subconscio e di "ciò che è sempre stato, ciò che è sempre accaduto". Non basta allenarsi una volta a settimana, un'ora o due ogni tanto. Non basta un week end o un ritiro di dieci giorni o un mese. L'orientamento del proprio pensiero e delle proprie emozioni deve divenire uno stile di vita costante e consapevolmente protratto lungo tutte le nostre giornate. Non si tratta di legge di attrazione, legge di assunzione (che non hanno alcun fondamento e sono tuttalpiù il tre percento di una verità più grande...sigh!). Avere una possibilità ( e sempre di possibilità si tratta, di probabilità) di alterare la realtà che viviamo ha a che fare con la consistenza e la continuità della nostra vibrazione dominante. Fatevi un calcolo matematico di quanti di questi 1440 minuti avete passato dispersi ad essere trascinati dai soliti pensieri, e le solite emozioni, e quanto del vostro tempo avete impiegato a dirigere coscientemente la vostra vibrazione interiore, e avrete una foto abbastanza precisa della vostra linea di vita.
Buon lavoro, & STAY PRESENT!
La consapevolezza non basta
Essere presenti, consapevoli, qui ed ora non è secondo me il rimedio a tutti i mali del mondo. La cosiddetta 'mindfulness' è solo il 50% del discorso, ad essere ottimisti. Vi è infatti un altro strumento della coscienza da allenare contemporaneamente: l'intenzione. Se ci alleniamo ad essere coscienti infatti è altrettanto importante il come osserviamo ciò che osserviamo.
Osservare con l'intenzione di lasciar andare è l'atto rivoluzionario che ci porterà col tempo a disidentificarci alla sfocatura e da tutti i suoi mille impulsi.
Se osservo con la sola intenzione di osservare e basta potrò al massimo imparare a discriminare ciò che osservo, a classificarlo e riconoscerlo. Devo però anche mantenere l'intenzione di sganciarlo dai miei corpi sottili. E questo fa tutta la differenza durante una pratica. Se la consapevolezza diventa passiva posso essere un acuto osservatore ma non svilupperò mai quella Yishi, quell'intenzione che può modificare ciò che viene osservato.
Questa è l'essenza del lavoro con l'energia: dove va l'attenzione lì va l'energia, è vero. Ma è anche vero che l'attenzione senza un'intenzione definita, è per lo più inerte.
Il che significa anche avere degli obiettivi ben definiti nel nostro lavoro con la coscienza. Per quanto uno si sforzi di essere consapevole e "mindful", se non c'è un'intenzione alla base del lavoro non arriveremo da nessuna parte anche con tonnellate di presenza e di energia.
Ecco perchè diffido di tutte quelle ricette a base di consapevolezza pura che bollano il desiderio come qualcosa di illusorio, inutile e sbagliato. In fondo, anche il desiderio di non desiderare e non avere intenzioni è un desiderio.
L'intenzione è una funzione della coscienza. Perchè non usarla e bollarla come sbagliata?
Stay present.
E buongiorno!
"La pratica deve unire il desiderio di non avere e il desiderio di avere’. Il desiderio di non avere significa nessuna intenzione uno stato molto calmo e puro. In questo stato la coscienza ordinaria si calma completamente e scompare. Ma questo 'scomparire' non è il nostro obiettivo. Lo Zen chiama questo ‘ku chan’ (una pianta morta). In questo stato non accade nulla. Non è ciò che cerchiamo. Quello che cerchiamo è il pieno sviluppo delle attività vitali, le capacità della coscienza e la Saggezza."
dr Pang Ming: le abilità paranormali.
https://www.amazon.it/-/en/abilit%C3%A0-paranormali-tecniche-scienza-Zh%C3%ACn%C3%A9ng/dp/8831381261/ref=sr_1_1?crid=ZV2Z5A1B24EP&dib=eyJ2IjoiMSJ9.bGY9d3VAGBSeR7XebhPz6dLPYKcUdXFCVBj4_Z-5wDzGjHj071QN20LucGBJIEps.cRHJxOW7XOI5HJNbKiLZLB8VDcDQQ0XAn4_d-qvCkvs&dib_tag=se&keywords=pang+ming+paranormali&qid=1782713170&sprefix=pang+ming+paranormali%2Caps%2C137&sr=8-1
Cos'è la felicità? In parole semplici, la felicità è essere se stessi. Non il sé limitante che interpretiamo per lo più, ma il sé infinito che "siamo" e "siamo sempre stati". Manifesta senza sforzo ogni cosa nella nostra esperienza, permettendo alla luce radiosa e incrollabile che si cela dietro l'esistenza di ogni cosa di manifestarsi. Ci si potrebbe chiedere: se è vero, perché la felicità è ancora così difficile da raggiungere e perché così tanti libri, incluso questo, trattano l'argomento della "felicità"? La risposta non è così semplice come sembra. Recitiamo vari ruoli nel corso di innumerevoli vite, non il nostro sé infinito. Anzi, ci lasciamo talmente assorbire dai ruoli limitanti che interpretiamo da dimenticare completamente che questo è solo un viaggio.
Una rappresentazione teatrale, un'illusione. Trascorriamo la maggior parte del tempo a rafforzare le illusioni che creiamo, ma raramente ci rivolgiamo verso l'interno per liberarci dalle illusioni limitanti autoimposte e ottenere la vera libertà. L'illusione di un'"esistenza infinita" confinata a un corpo e a una mente specifici consuma un'enorme energia, ed è per questo che spesso ci sentiamo esausti. Potremmo usare un'energia infinita per raggiungere la felicità o scoprire la nostra vera identità; tuttavia, invece... Sì, usiamo quest'energia per convincere noi stessi e chi ci sta intorno di essere limitati e di avere i nostri problemi.
-Lavorare con l'energia-
Pratica gratuita e aperta a tutti, ogni martedì mattina alle 8.30 dal 7 al 28 luglio.
4 sessioni mattutine aperte a tutti per imparare a gestire e alleggerire il proprio campo energetico e avvicinarci allo stato della pura intenzione.
Non sono richieste esperienze precedenti.
x info sulla partecipazione scrivetemi in privato.
Hunyuan Ling Tong
