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Siamo drogati di dolore, tossicodipendenti della sofferenza. Assuefatti alla chimica del corpo di dolore non ci accorgiamo che spesso e volentieri siamo noi a chiederne sempre di più affermandone la sostanzialità. Sì forse a volte diciamo di voler smettere di soffrire ma quando qualcuno, un terapeuta, o un insegnante ci suggeriscono di finirla col voler avere ragione e magari guardare dentro di noi alla ricerca alle 'cause' per lasciarle andare, molti di noi non lo fanno, un pò perchè non possono, un pò perchè non vogliono. Il problema si chiama in vari modi, abitudine, inconsapevolezza, inerzia, orgoglio. Soprattutto orgoglio, perchè il nostro dolore ci rappresenta, ci distingue e non vediamo l'ora di esibirlo al mondo come un trofeo. Il corpo di dolore è inerziale, abitudinario e produce una chimica dalla quale finiamo per dipendere. Ma prima ancora della sua chimica ciò che ci danneggia di più sono le nostre convinzioni su chi siamo, su com'è il mondo, su ciò che è giusto e sbagliato, su ciò che dovrebbe o non dovrebbe accaderci. Tempo fa un mio amico e maestro mi disse una cosa che lì per lì mi aveva scioccato ma subito dopo mi ha liberato: al mio lamentarmi delle presunte ingiustizie e vessazioni che stavo subendo in quel periodo difficile mi guardò dritto in faccia e con la sua solita calma mi disse...
'chi ha mai detto che questo deve essere un mondo giusto?'
Quando udìi queste parole mi resi conto in un lampo che aggrapparmi alle questioni di principio, incazzarmi per come andavano alcune situazioni e gridare all'ingiustizia, cercare colpevoli e punirli, erano tutti atteggiamenti infantili che facevano capo a una parte di me che ancora, forse, non accettava che non tutto doveva o poteva andare come volevo. Non solo: il preciso problema che avevo stava cercando di insegnarmi qualcosa di molto semplice e meravigliosamente lineare, quella sofferenza in effetti era dentro di e cercava solo di essere vista e rilasciata. Il fatto meravigloso però è stato che: una accettato che nulla doveva per forza essere come dicevo io, lasciata andare questa convinzione, le sue diramazioni nella lamentela, e rilasciando le emozioni associate successe che il problema si risolse in maniera quasi magica.
Tutto sta nel volerlo fare. Accettare l'inversione di paradigma. Rinunciare alle convinzioni che lo sostengono. Rilasciare le convinzioni relative e la sofferenza associata.
Come diceva saggiamente Lester Levenson:
"Lasciare andare è solo una decisione. Lascia andare tutto e lascia solo Dio. "
🧙♂️
Ricorda! La quantità degli sforzi è insignificante rispetto alla qualità degli sforzi.
Stai fallendo nella vita perché tenti di vivere la vita al contrario. Vale a dire: avere per fare, fare per sapere e sapere per essere; mentre il modo in cui funziona realmente è l'opposto. Nel mondo dell'integrità, essere, sapere, fare e avere accadono simultaneamente; sono una sola e medesima cosa.
Dunque non desiderare, merita!
Puoi possedere solo ciò di cui sei responsabile.
Questa è la legge.
E. D'anna.
A occhi aperti
E' il titolo di un fondamentale libro di Mariana Caplan che spiega uno dei più importanti e sottovalutati aspetti del cammino interiore, il cosiddetto bypass spirituale ossia l'obnubilamento pressochè totale della coscienza critica, che porta a confondere la spiritualità con la soluzione ad ogni problema psicologico\eistenziale.
E' facile riconoscere un 'bypassato' poiché la prima cosa che viene a mancare è proprio la coscienza critica, la capacità di avere torto e in generale la disponibilità a mettersi in discussione. Senza voler approfondire troppo dirò che queste modalità sono proprie di un elevato coefficiente di tratti narcisistici presenti nella personalità di tutti i portatori di certe ferite (anche piuttosto comuni), i quali rifiutano categoricamente qualsiasi intervento che esuli dal campo della tradizione spirituale da loro scelta, ignorando il fatto che proprio quella scelta il 90% delle volte è effettuata proprio dalla parte di loro stessi che non vuole essere scoperta e quindi aiutata, curata.
Un bypassato non va mai veramente in terapia, rischiando così di essere smascherato farà anzi del tutto per rimanere ciò che è.
Nel lavoro con la presenza per come lo abbiamo concepito abbiamo mantenuto volutamente un profilo laico e privo di derive mistiche e spirituali, esente da alleanze a questa o a quella corrente proprio per non incappare in tali problemi, e siamo pronti a scommettere che se c'è abbastanza presenza, se ci si sa osservare con sincerità e umiltà anche i propri deliri di onnipotenza e le bugie che ci si racconta tamponando tutto con 'principi spirituali' prima o poi verranno a galla e si risolveranno da sè.
Ma c'è anche un altro ingrediente necessario per non incappare nel bypass spirituale e cioè il confronto con gli altri e con qualcuno che abbia fatto un pezzetto di strada in più: è solo così infatti che certi punti ciechi della nostra coscienza, certe indefesse convinzioni e fissazioni possono essere messe in evidenza.
Per questo nei laboratori dedichiamo molto spazio alla condivisione e non soltanto al lavoro puro e semplice. Per questo consigliamo anche vivamente un lavoro individuale con un professionista di riferimento che abbia ben presenti cause e soluzioni del bypass spirituale, anche e soprattutto quando si è su un cammino di crescita interiore.
Nell’esoterismo occidentale esiste un concetto noto come “Guardiano della Soglia”. È la controparte di ciò che i maghi cerimoniali chiamano il “Santo Angelo Custode”. Mentre il Santo Angelo Custode rappresenta il nostro potenziale più alto, il Guardiano della Soglia rappresenta tutto ciò che dentro di noi ci impedisce di realizzare quel potenziale. Sono l’egoismo, la gelosia, la disonestà, l’insicurezza e il bisogno di approvazione che passiamo la vita rifiutando di riconoscere. La maggior parte delle persone inizia una pratica spirituale immaginando che diventerà più saggia, più felice o più illuminata. Ciò che non si aspettano è che la pratica genuina li costringerà prima ad affrontare tutto ciò che non gli piace di se stessi. Iniziamo a riconoscere che la nostra compassione a volte deriva dal desiderio di essere ammirati, che la nostra umiltà a volte è arroganza mascherata e che anche la nostra pratica spirituale può diventare un altro modo per farci sentire superiori agli altri. Queste cose erano sempre lì…. la pratica alla fine li rende impossibili da ignorare.
Ecco perché il Guardiano sta sulla soglia. Non possiamo andare oltre i limiti del sé continuando a negare ciò che quel sé contiene realmente. E il compito non è odiare noi stessi per ciò che scopriamo, o passare anni crogiolandoci nel senso di colpa. Significa accettare la responsabilità e iniziare a cambiare il modo in cui viviamo. Se scopriamo di essere egoisti, pratichiamo la generosità. Se scopriamo di essere disonesti, cominciamo a dire la verità. Non possiamo cambiare ciò che ci rifiutiamo di riconoscere, e non possiamo superare la nostra natura fingendo che non esista. Il Guardiano della Soglia non è un nemico che ci ostacola. La sua funzione è mostrarci esattamente cosa deve essere trasformato. Il Santo Angelo Custode ci mostra ciò che abbiamo il potenziale per diventare. Il Guardiano della Soglia ci mostra ciò che realmente siamo. E finché non saremo disposti a vederli entrambi, non stiamo davvero facendo il lavoro. (Damien Echols)
A chi mi chiede chi sono i miei spiriti guida
"Tutto ciò fa sorgere la seguente domanda: cosa succede quando entriamo in contatto con queste entità? Una domanda difficile, questa. Il modo in cui proviamo a rispondere dice di più su come strutturiamo il significato rispetto a qualsiasi effettiva organizzazione dei reami interiori. [...] Una persona completamente scettica potrebbe dire che sono tutti esseri immaginari e quindi irreali. Un mago potrebbe rispondere che, sebbene queste entità non abbiano un'esistenza completamente oggettiva, non sono nemmeno frutto della fantasia. Le persone tendono ancora a parlare dell'immaginazione come di una fonte di esperienza che è in qualche modo meno reale di qualsiasi altra cosa. [...] C'è una frase in "La dottrina cosmica" di Dion Fortune che recita:
"Ciò che siamo non puoi realizzarlo ed è uno spreco di tempo cercare di farlo, ma puoi immaginarci sul piano astrale e possiamo contattarti attraverso la tua immaginazione, e sebbene la tua rappresentazione mentale non sia reale o effettiva, i risultati di essa sono reali e concreti".
(Phil Hine - Chaos Magick)
Un cuore puro (?)
Quello che mi fu spiegato parecchio tempo fa, quando stavo cercando di capire come proteggermi da questo o quell'influsso 'negativo' fu che la miglior protezione è un cuore puro o aperto.
Aveva a che fare, secondo chi mi insegnava con un preciso atteggiamento: la chiarezza e purezza dell'intenzione che guida la ricerca individuale, e le proprie scelte in termini di percorso spirituale.
Mi fu detto che se questa intenzione era pura, cioè depurata da ogni attaccamento o avversione, e da qualsiasi traccia di compensazione psicologica derivata da traumi passati, allora potevo stare tranquillo qualsiasi strada avessi deciso di percorrere.
Intenzione pura significa che l'aspirazione verso i cosiddetti mondi sottili, reami superiori e dimensioni ulteriori, non è generata da curiosità patologica, manie di potere, deliri di onnipotenza, o compensazioni di ciò che mi è mancato nella vita (attenzione, riconoscimento, approvazione) ma da un onesto e sincero anelito alla comprensione e all'espansione del proprio stato di coscienza che non ha altri scopi se non quello di rispondere alla domanda: "è davvero tutto qui?"
Il problema è che questo stato di cuore puro o cuore aperto è e rimane poco più che un ideale al quale tendere, un faro a farci da guida per un lavoro che se tutto va come deve, dura tutta una vita. Non posso dire infatti con certezza se esista un momento in cui tutto il carico di sofferenza e densità che ci portiamo dentro finisca davvero del tutto, quindi non posso dire che esista uno stato di 'cuore aperto' definitivo.
Posso però dire con certezza che l'intenzione costante di essere presenti e lasciar andare le densità, le convinzioni, i traumi del passato e i deliri di onnipotenza del puer, producono gradualmente una chiarificazione della percezione, un ampliamento dello stato di coscienza, e un progresso regolare, bilanciato, che ci assicura che tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno ci verrà dato prima o poi. L'importante è, come descritto in istruzioni 3.0 non perdere mai di vista le due intenzioni:
-non arrendersi mai, perseverare.
-chiedersi sempre il senso di ciò che accade.
Nota: Posso anche dire oggi con certezza assoluta che esiste una pratica reale di apertura del cuore, un modo di usare la coscienza e l'energia che può accelerare enormemente il lavoro di pulizia e alleggerimento delle sue densità. E' qualcosa che insegneremo nei laboratori di Zhineng Qigong e nelle sessioni individuali a chiunque abbia la voglia e l'umiltà di imparare come fare.
Stay present!
Contratti
Molte di quelle voci all’interno di noi parlano di contratti che abbiamo stipulato con coloro che ci sono stati prima di noi, con coloro che ci hanno formato, con le persone che abbiamo amato o odiato. Gli accordi presi inconsciamente e mantenuti in essere chiedono di essere onorati e rispettati letteralmente, sono come programmi che il mago errante spesso confonde con la propria personalità.
Ogni persona importante con la quale abbiamo interagito, amico o nemico può avere virtualmente dato origine a un contratto.
Se il mago errante si è trovato a esprimere frasi come “per sempre” o “mai”, nei confronti di qualcuno, è facile che possa aver inconsapevolmente dato origine a un contratto inconscio.
Un contratto si crea nel momento in cui ci si dimentica di una regola fondamentale del flusso: «Ognuno è responsabile solo di se stesso». Se questo può sembrare una forma di egoismo a qualche mago errante alle prime armi, è solo perché non riesce a cogliere bene l’implicazione profonda di questa legge.
Se adotto una prospettiva che fa del mondo esterno il mio dio, se penso che tutto là fuori avvenga indipendentemente da me, se credo di non avere alcuna incidenza su come gli altri si comportano verso di me e su ciò che il mondo mi presenta, allora sarò costretto a credere di dover avere contratti con chiunque, di dover rispettare codici e regole imposte dall’esterno, sarò obbligato a limitare la mia grandezza al di sotto di un certo standard comunemente accettato.
Starò sempre attento a non abbandonare persone che mi privano di energia per non offenderle e non farle soffrire. Sarò costretto a stare in situazioni che non mi rispecchiano più per senso del dovere, per onestà verso un gruppo, una tradizione, o un antenato. Rimarrò legato a situazioni di comodo perché ho promesso inconsciamente a qualcuno che sarei rimasto a vegliare su di lui/lei. Continuerò a subire angherie e violenze per paura di perdere quel po’ di conforto, di riconoscimento che il mio persecutore mi arreca. E tutto questo lo farò perché non mi rendo conto che io sono responsabile di me stesso, della mia sfocatura e di ciò che essa produce nel reale, e così lo sono tutti gli altri che mi circondano. Per sciogliere un contratto è necessario che la sfocatura sia indebolita a tal punto che il mago errante possa smettere definitivamente di temere la solitudine e sia disposto ad attraversare il dolore che la fine del contratto lo porterà a sperimentare.
Il mago errante dovrà a un certo punto attraversare un periodo di “esilio” lontano da tutti coloro con i quali manteneva inconsciamente dei contratti che abbassavano il suo livello di grandezza ed energia, e questo esilio a volte potrà davvero essere spaventoso, perché si tratterà di sovvertire le basi di quella che per il mago era la sua vita sociale fino a poco tempo prima. Ma il vero potere non può essere sviluppato se decine di “altri” stanno mangiando l’energia del mago attraverso ricatti più o meno inconsapevoli. Il vero potere può sorgere solo nel silenzio, nella pienezza dell’energia e nell’autosufficienza.
(Istruzioni per maghi erranti)
https://www.amazon.it/Istruzioni-maghi-erranti-piccolo-centratura/dp/8897864732/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=ZPDP4HGQ12FB&keywords=istruzioni+per+maghi+erranti&qid=1580116515&sprefix=istruzioni+per+m%2Caps%2C207&sr=8-1
E' incredibile come i messaggi di questa donna coincidano quasi sempre in maniera quasi millimetrica alle mie conversazioni coi miei spiriti guida: https://www.youtube.com/watch?v=Jo88AO2u2KY
Abbiamo 1440 minuti in ogni giornata. Di questi, quanti sono impiegati a generare pensieri ed emozioni coscienti, e quanti invece in qualunque altra cosa fatta senza esserci?
Fatevi un calcolo matematico di quanti di questi 1440 minuti avete passato ad essere trascinati dai soliti pensieri, e le solite emozioni, e quanto del vostro tempo avete impiegato a dirigere coscientemente la vostra vibrazione interiore, e avrete una foto abbastanza precisa della vostra linea di vita attuale e del perché ci siete finiti. Il visibile parte dal sottile, dal campo delle informazioni, i pensieri e le emozioni.
Restaurare la vibrazione dominante
Nel diventare adulti, nel senso spirituale del termine, l'assunzione di responsabilità è il primo inevitabile passaggio. Il passare dal cercare sempre aiuto fuori, al trovarlo dentro.
Abbiamo sempre le soluzioni ma molto spesso per pigrizia non le usiamo, o semplicemente ci piace crogiolarci nello scontento cui siamo drammaticamente abituati e col quale ci identifichiamo.
Come scrissi su istruzioni 2, a volte non vuoi essere pace anche se sai che potresti. Ci sono poche cose difficili da superare come il bradipo interiore, con tutta la sua massa di abitudini fra cui quella di rotolarsi nel fango della sofferenza.
Ma a conti fatti abbiamo sempre le soluzioni.
Ciò che andrebbe ricordato è che Il corpo astrale, con la sua densità emotiva, ha bisogno come ogni altro corpo sottile di essere ripulito quando la frequenza personale viene affossata da attacchi esterni o interni. Ogni volta che vai giù, devi costringerti a rialzarti su finchè non diveta un'abitudine. Ogni volta che il dolore, lo sconforto o la sofferenza vengono a farti visita devi alzarti e bandirli dal tuo campo energetico.
E devi farlo una quantità spropositata di volte prima che cessino gli attacchi. Bisogna anche avere nel proprio arsenale strumenti affilati, affidabili e potenti. Esercizi, pratiche, tecniche e atteggiamenti.
Una di queste è senz'altro il campo di Qi, e l'uso dell'energia universale, e quello speciale metodo di richiamarlo nell'aura astrale facendolo muovere a spirale (metodo di cui parleremo abbondantemente nel prossimo corso di Qigong in partenza la prossima settimana). Ma principalmente si tratta di emettere una forte intenzione e dire 'NO' a ciò che ci ipnotizza, a ciò che ci convince che è la fine, che non c'è speranza, che nulla si può fare. Dire 'NO' lasciar andare i pensieri che sostengono la narrazione e ripulire il campo energetico. E questo spesso è sufficiente.
Dobbiamo anche mettere in conto che le forze ostili, oscure si oppongono sempre all'ascesa e al cammino di chi lavorando su di sé rischia di alzare oltre che la sua frequenza, anche quella collettiva. Come diceva Sri Aurobindo "queste forze hanno uno scopo evolutivo, ed è per spingerci oltre che ci pressano".
Vi chiedo però di non essere frettolosi e arroganti come molti degli spiritualisti ora in circolo, nel ritenere che voi stessi siate i cosiddetti lavoratori della luce che vengono minacciati da forze oscure, poichè spesso si tratta solo di emersioni del vostro stesso inconscio e di temi che tornano per essere processati.
Non importa cosa siete, e dove siete, se l'attacco viene da fuori o da dentro.
Importa solo quanto siete realmente in grado di risollevare la vostra vibrazione con consistenza ogni volta che essa va giù, per un motivo o per un altro.
Vi allego un'importante lezione sull'argomento.
https://www.youtube.com/watch?v=0N9iQyMhrGU&t=949s
Da una vecchissima conversazione coi miei spiriti guida:
"C'è un fatto per il quale non guarisci dalla sofferenza e le cose non migliorano. Il fatto è che non vuoi rinunciare a quella descrizione e non lo fai unicamente per orgoglio. L'ultimo scalino prima della quiete se ben ricordi, è proprio l'orgoglio. Le descrizioni del male subito si trattengono per questo, perché ci si sente trattati troppo ingiustamente per potergliela perdonare e lasciar andare. E allora, per orgoglio, quelli che ti hanno fatto del male diventano i tuoi idoli, gli dei che adori in segreto a cui dedichi ogni pensiero, ogni azione e tutta una linea di vita. Pensa, ci sono intere linee di vita di apparente successo che non sono state altro che la rivincita che chi le ha vissute voleva prendersi verso qualcuno. Nulla di sbagliato, se non che, riconosci costoro dal fatto che nonostante il successo non sono felici perché non hanno mai avuto questa loro rivincita. Non sai quanti vivono così. E la cosa triste non è il tempo perso, il fatto che quella persona che incolpi di te si è già dimenticata da tempo, né che la vita è andata avanti e tu sei rimasto indietro a 10,15, 20 anni fà, incastrato in un sogno che non esiste più. La cosa davvero triste è che non ti sei reso conto che lo hai fatto perché non avevi niente di più importante per vivere che non l'avercela con qualcuno che ti ha fatto male, troppo male'. Il fatto davvero triste è che che tu non sei abbastanza importante per te stesso, e niente lo è di fronte a quel ricordo doloroso. Ecco perché non guarisci.
Bisogna uccidere ogni ideale, sia di felicità, che di sofferenza per trovare la propria forma e la propria vera realizzazione"
Stay Present, e buongiorno.
Raccogliere lo Shen
La raccolta dello spirito 'shen' è una mia personale versione del lavoro più puro sulla coscienza, secondo gli insegnamenti della Teoria Degli Interi Hunyuan di Zhineng Qigong. E' una pratica che mi ha letteralmente cambiato la vita, e che mi ha tirato fuori da numerosi problemi interni ed esterni. Il concetto è semplice : la nostra energia rimane cristallizzata in complessi, fissazioni, emozioni e credenze. E la possiamo liberare facilmente intervenendo su 'ciò che percepisce' piuttosto che sul percepito. Sganciando lentamente l'attività dello shen da ciò che lo identifica (pensieri, emozioni, dolore fisico e sensazioni) lo si rende progressivamente più forte, concentrato. E questo ci dona un grande potere. I pensieri e le intenzioni diventando più efficaci. DIventiamo più lucidi, stabili. Percepiamo di più e meglio la 'materia sottile' senza troppe fantasticherie. Ci avviciniamo al nostro Sè.
Questo è quel che possiamo fare con il Zhineng Qigong.
Il laboratorio ha raccolto numerosissime adesioni ma ho ancora qualche posto.
Siateci!
«Se cambi stato, cambi luogo». Cerca di prendere coscienza dei tuoi stati interiori, di ciò che accade dentro di te; osserva i tuoi dubbi, le tue paure e i tuoi conflitti. Tienili d'occhio! Non si tratta di pensieri effimeri; sono realtà psicologiche dentro di te che, se non controllate, troveranno il modo di manifestarsi fisicamente nel mondo degli eventi.
The Technology of the Dreamer. E. D'ANNA.
Uno dei guardiani della soglia più imprervi che ho incontrato è stato quello che mi ha fatto letteralmente odiare i miei maestri, consiglieri e terapeuti quando toccavano o stavano per toccare un nodo doloroso, o quando ero molto vicino a un profondo cambiamento. E a volte questo elementale ha preso forme davvero bizzarre: li criticavo, li combattevo, li schernivo e sminuivo le loro teorie più o meno direttamente. Questo fin quando non ho compreso che avevano (per lo più) ragione loro. E qui ci terrei a sottolineare che molto più spesso di quanto non ci piaccia credere: la capacità di avere dei dubbi (e di avere torto anche) è la premessa necessaria affinchè qualsiasi lavoro di crescita abbia un esito positivo. Se abbiamo sempre ragione, non cresciamo, non guariamo.
Quello specifico elementale creato dal mentale ipertrofico di chi 'conosce' tanto ma interiorizza poco può infatti usare ogni teoria psicologica e spirituale per difendere sé stesso a qualsiasi costo e credetemi se vi dico che lo farà inevitabilmente quando si toccherà un nervo scoperto.
Perchè non c'è nulla che ci atterrisca di più che il confronto con la nostra ombra e le nostre insufficienze.
Stay Present, e a buon intenditor.
🧙♂️
In un mondo di perfezione imbellettata, di immagine e palcoscenici virtuali costruiti a forza di Reel, video auotincensanti, e proclami continui a base di autoreferenzialità, quello a cui dovremmo aspirare oggi come persone coscienti è mostrare di meno, lavorare di più su noi stessi, e smettere di volerlo per forza mostrare sui social.
Di fondo lo spirito si coltiva nel silenzio e nella pratica e c'è sempre una sottile differenza fra il salire su un palco virtuale e dichiarare si essere qualcosa o qualcuno (risvegliati, coscienti, integrati, in contatto con Dio) ed esserlo davvero.
Come dicono gli Andini è sempre la PACHAMAMA (la realtà) che conferma chi siamo e non l'immagine esibita.
Il peggior dramma a cui assisto quotidianamente è quello in cui qualcuno che si è messo in testa un'idea (spirituale per lo più) inizia a confondere quell'idea per il suo reale stato di coscienza. E a quel punto per convincere sé stesso e gli altri comincia a pubblicare contenuti (perchè oggi siamo tutti content creator) che attesterebbero quel livello di coscienza.
Ma. Se non c'è riscontro, se la PACHAMAMA non dice SI non stiamo davvero producendo alcun impatto sul reale.
Il riscontro si vede essenzialmente nelle relazioni che abbiamo, nella quantità di pace e quiete che generiamo attorno a noi, e nel bene che portiamo nella nostra vita e in quella degli altri. Bene effettivo, misurabile, non rappresentabile dalle recensioni entusiaste dei clienti (veri o finti che siano) né dalla quantità di libri che abbiamo pubblicato. Un bene non legato a quanto fighi sono i miei reel, ma qualcosa che anche gli altri possono confermare.
Se il nostro stato di coscienza aumenta, tutti attorno a noi ne traggono reale beneficio. Un piccolo reale cambiamento interno si riflette sempre in una cascata di cambiamenti esterni. E questo è il nostro metro di giudizio.
Perchè come dentro, così fuori.
Tutto il resto è sfocatura.
Stay Present!
E Buongiorno.
Inutile che ve lo ripeta ma dato che continua a succedere:
Qualsiasi commento o link inerente a cose economiche, investimenti, crescita finanziaria e simili è solo Spam. Faccio del mio meglio per rimuovere ma ormai è un problema endemico di Telegram. Quindi non cliccate e segnalate .
Per il resto visto che anche Facebook ormai ha un algoritmo insensato vi consiglio di seguirci sulla mailing list e su Substack.
Grazie
