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Genova Antifascista

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da domani a domenica, Rifondazione Comunista in festa! troverete anche un nostro banchetto con ancora un po’ di merch! Vi asp
da domani a domenica, Rifondazione Comunista in festa! troverete anche un nostro banchetto con ancora un po’ di merch! Vi aspettiamo ✊🏽❤️‍🔥
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Luridi fascisti tornatevene nelle fogne insieme alle vostre croci celtiche del cazzo.... Genova è solo antifascista !
Luridi fascisti tornatevene nelle fogne insieme alle vostre croci celtiche del cazzo.... Genova è solo antifascista !
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RESISTERE AI FASCISMI ORGANIZZARE LA SOLIDARIETÀ COSTRUIRE NUOVI IMMAGINARI
RESISTERE AI FASCISMI ORGANIZZARE LA SOLIDARIETÀ COSTRUIRE NUOVI IMMAGINARI
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Nel quartiere San Lorenzo a Roma, un bellissimo murales per i 100 anni di Fidel En el barrio de San Lorenzo, en Roma, un prec
Nel quartiere San Lorenzo a Roma, un bellissimo murales per i 100 anni di Fidel En el barrio de San Lorenzo, en Roma, un precioso mural con motivo del centenario de Fidel In Rome’s San Lorenzo neighbourhood, a beautiful mural to mark Fidel’s 100th birthday Segui e diffondi il canale: https://t.me/laltrafacciadellimpero
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Domani Giovedì 6 agosto ore 11 circa ai giardini Luzzati, le Antifasciste/i genovesi hanno indetto conferenza stampa per la c
Domani Giovedì 6 agosto ore 11 circa ai giardini Luzzati, le Antifasciste/i genovesi hanno indetto conferenza stampa per la chiusura della petizione con raccolta firme per la chiusura dei covi fascisti e per chiedere alle amministrazioni cittadine il diniego a che vengano svolte manifestazioni commemorazioni e abomini vari, in aree pubbliche e private da parte di chi si rifà a pensiero fascista in tutte le sue espressioni totalitarie e repressive. dalla pagina FB di Antonella
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Da Occupy Wall street, i riot 2014/16, l'antifascismo nella prima era Trump, l'assassinio di George Floyd, il movimento stop
Da Occupy Wall street, i riot 2014/16, l'antifascismo nella prima era Trump, l'assassinio di George Floyd, il movimento stop cop city di Atlanta all'acampada palestinese fino alle recenti mobilitazioni anti ICE. Il movimento americano si è dovuto confrontare con la repressione dello Stato, che punta ad eliminare ogni forma di opposizione dal basso, e con la violenza della polizia che si pone, da sempre, come esercito occupante. Nel ventre della bestia capitalista c'è chi non ha mai smesso di lottare e basta poco per infiammare la vastità delle città rispedendo al mittente la violenza degli oppressori. Martedì 4 agosto alle 20.30 ai Giardini di corso Carbonara ci verranno raccontati questi anni di esplosioni di rabbia da chi li ha vissuti da vicino e ci può dare uno sguardo critico e di prima mano su quanto accaduto.
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Anche quest’anno dalla vendita delle magliette del torneo CiaoEdo_2026 la famiglia Parodi ha pensato alla cassa per le spese
Anche quest’anno dalla vendita delle magliette del torneo CiaoEdo_2026 la famiglia Parodi ha pensato alla cassa per le spese legali di Genova Antifascista e ha donato una parte dei proventi. Il #ciaoedo non si può minimizzare descrivendolo come un semplice torneo di calcio, e’ un grosso impegno da parte di tante persone, per primi i genitori di Edo e Andrea, Pia e Sandro, ma e’ anche un appuntamento che decine di persone aspetta ogni anno, e’ un incrocio di storie, di amicizie, di birrette, e’ un coro continuo: EDO VIVE CON NOI! ❤️💙 Grazie famiglia Parodi dall’assemblea permanente di Genova Antifascista ♥️🖤
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Sembra che quelli di Futuro Nazionale, che anche prima di Futuro Nazionale non crediamo fossero granché democratici, abbiano
Sembra che quelli di Futuro Nazionale, che anche prima di Futuro Nazionale non crediamo fossero granché democratici, abbiano scoperto solo dopo il corteo del 19 luglio che Piazza Alimonda ormai è stata ribattezzata Piazza Carlo Giuliani - ragazzo. Ma fino ad oggi dove siete stati? sicuramente in un tombino!🐀🐀🐀 Mentre la gente normale è a lavorare, questi fancazzisti sì fanno selfie e video biascicando belinate…. Potrete andare a cancellare le targhe di tutta la piazza ma Carlo è stato, e’ e sarà sempre uno di noi!!! Carlo vive! ❤️‍🔥✊🏽 I morti siete voi.
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‼️ORE 14,30 PRESIDIO DI VENAUS: CONFERENZA STAMPA‼️ ➡️Il Movimento No Tav chiama una conferenza stampa al presidio di Venaus a fronte delle identificazioni a tappeto di questa mattina nei confronti di chi stava lasciando il Festival Alta Felicità. 📣Invitiamo a partecipare all’appuntamento di oggi per una presa di parola del Movimento No Tav per aggiornare sugli sviluppi della prova di forza di Digos e polizia.📣 ——————————- Questa mattina, le forze dell’ordine e la Digos di Torino hanno istituito massicci posti di blocco all’uscita del perimetro del Festival Alta Felicità. Su tutte le strade verso Susa non si passa se non identificati. Non a caso giunge notizia che sono attesi in visita al cantiere di Chiomonte Piantedosi e Meloni. Una strategia di pressione e di prova di forza voluta dalla Questura di Torino e dal Governo per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla partecipazione di migliaia di giovani al Festival Alta Felicità. Le reazioni istituzionali di ieri dimostrano che Governo e partiti di ogni colore non sanno più in che modo mettere una toppa sul buco: invece di assumere che l’opera è inutile, vetusta, che i lavori procedono a rilento e che serve solo a portare i soldi ai soliti noti, cercano di spostare l’attenzione. È cosa nota invece che questa opera non si farà ma si vuole prolungare la pagliacciata. Questi giorni accendono la luce sulla voglia di esserci e difendere il proprio territorio dagli interessi di aziende, mafie e partiti.
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Info utili per chi si sta recando in Val Susa
Info utili per chi si sta recando in Val Susa
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Una, di destra e in divisa: così la polizia diventa politica L’offensiva contro il sindaco di Bologna dopo lamorte di Abderrahim Fakir va oltre lo scontro politico: è il segnale di una deriva in cui apparati dello Stato, propaganda securitaria e criminalizzazione del dissenso si saldano, mentre una nuova generazione esprime una crescente sfiducia verso istituzioni percepite sempre più lontane e repressive https://www.osservatoriorepressione.info/una-di-destra-e-in-divisa-cosi-la-polizia-diventa-politica/ ✍ Dona il tuo 5x1000 all’Osservatorio Repressione 👉 Segui @ossrepressione
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SUL CORTEO "IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO" La piazza del 19 luglio a Genova è stata una piazza importante, il cui esito non era scontato, partecipata da migliaia di persone, soprattutto giovani compagne e compagni. Lo "Spezzoni giovani", che si è dato appuntamento davanti alla scuola Diaz per poi raggiungere piazza Carlo Giuliani ne è stato il cuore pulsante a partire dal rifiuto della guerra e dell'arruolamento ad essa. La piazza ha ribadito quella che è realtà che abbiamo davanti e con cui dobbiamo scontrarci. Prima la chiusura simbolica di una sede neofascista, poi l'azione pirotecnica alla sede degli industriali: due facce della stessa medaglia che concorrono nello sfruttamento, nella guerra e nella repressione. In mezzo ci siamo noi che, scendendo per via Tolemaide, abbiamo lasciato sulle mura della ferrovia l'immensa scritta "Carlo Vive". Durante il corteo abbiamo dovuto, con rabbia, dare anche la notizia dell'ennesimo omicidio delle forze di polizia, stavolta a Bologna ai danni di un facchino immobilizzato, ammanettato mani e piedi, e soffocato da due agenti. Una scena identica a quella che avevamo già visto a Firenze con Magherini e che riporta la mente a Aldrovandi, Cucchi, Uva e tutti gli altri: fatti che restituiscono lo scarto tra l'idea di "sicurezza" promossa dalle istituzioni e quella rivendicata dalle classi popolari. Con ancora più forza il corteo allora ha intonato il coro "siamo tutti Carlo Giuliani". In piazza De Ferrari, a conclusione della giornata, ci siamo allora presi il tempo per parlare ancora di noi, perché laddove il capitale stipula i propri accordi sulla deportazione, gli affari di guerra e il tintinnio delle manette, il nostro patto non può che fondarsi sulla resistenza e la solidarietà. Per questo era importante registrare l'errore che ha segnato la fase immediatamente successiva il G8 del 2001 e assumerlo come tale, per farsi gli anticorpi necessari per non tornare a commetterlo. Stiamo parlando del meccanismo divisivo innescato dalla narrazione "sugli infiltrati" e la divisione tra "buoni e cattivi": la solidarietà travalica la complicità o l'affinità con una determinata pratica, ma deve estendersi senza distinguo a tutti coloro che, anche con pratiche diametralmente opposte, aspirano a cambiare questo mondo. La giornata del 19 luglio ci lascia in dote tutto o niente. Dipende solo da come noi gli daremo testa, pancia e gambe. Non sta nel nostro interesse capitalizzare una giornata, per quanto riuscita, per costruire un'area politica o un nuovo perimetro. La sfida è più ambiziosa: rimettere al centro il dibattito e la pratica sui temi che abbiamo iniziato a sviluppare con il convegno e l'assemblea del 4 luglio, immaginare e dotarci degli strumenti necessari a stimolare un piano di massa a partire dalla comunicazione indipendente, organizzare un processo di ricomposizione. Proprio per questo nelle prossime settimane daremo maggiori dettagli sull'organizzazione di un dibattito nazionale che si alterni tra tavoli tematici e assemblea plenaria. IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO!
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