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Lunedì 12 la libreria Adespotos sarà aperta dalle 18 alle 20.
Per l’occasione sarà disponibile, appena uscito, il libro del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, edito da Red Star Press.
Il ricavato sosterrà le spese dei compagni e delle compagne antifascisti/e a processo.
| 2 | Lunedì 12 la libreria Adespotos sarà aperta dalle 18 alle 20.
Per l’occasione sarà disponibile, appena uscito, il libro del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, edito da Red Star Press.
Il ricavato sosterrà le spese dei compagni e delle compagne antifascisti/e a processo. | 1 |
| 3 | No text... | 509 |
| 4 | Sabato 3 agosto ore 10.30 a Pontex. | 497 |
| 5 | Oggi dalle ore 19 presso la Libera Collina di Castello | 475 |
| 6 | L'esposizione e la proiezione sono organizzate con alcun* compagn* dal territorio cileno che saranno presenti all'iniziativa. | 1 440 |
| 7 | No text... | 1 |
| 8 | No text... | 1 |
| 9 | No text... | 222 |
| 10 | No text... | 1 755 |
| 11 | Volantino distribuito sabato 20 luglio a Genova al presidio sotto il Tribunale di sorveglianza. | 1 468 |
| 12 | Domani | 775 |
| 13 | No text... | 978 |
| 14 | SULLO SGOMBERO DELL'EX-LAVATOIO OCCUPATO DI TORINO
https://nocprtorino.noblogs.org/post/2024/07/09/sullo-sgombero-dell-ex-lavatoio-occupato-a-torino/
All'alba di questa mattina - 9 luglio 2024 - é stato sgomberato e sottoposto a sequestro preventivo l'Ex Lavatoio Occupato di Corso Benedetto Brin 21 a Torino.
Durante lo sgombero sono stati sequestrati materiali vari a fini investigativi.
Roboanti fanfare mediatiche comunicano lo sgombero del "covo degli anarchici violenti" e i politici di turno si congratulano per l'ennesimo sgombero, mentre operai al servizio di questura e comune murano e spaccano l'immobile, regalandolo nuovamente ad abbandono ed oblio.
L'Ex Lavatoio fu occupato il 9 dicembre 2022 all'interno di una mobilitazione cittadina in risposta allo sgombero dell'Edera Squat. In quei mesi in moltx ritennero fondamentale rivendicare e praticare lo strumento dell’occupazione - non di certo quello dei tavoli comunali di contrattazione e co-progettazione - così, in solidarietà ai e alle compagnx dell'Edera, tre occupazioni nacquero una dopo l'altra.
L'Ex Lavatoio era uno strumento di lotta. Uno strumento per essere nella città, nei suoi quartieri e nelle sue strade.
Uno strumento per coltivare alleanze capaci di incunearsi nelle fratture del presente con il cuore teso a sovvertire l'ordine delle cose e la sua soffocante quotidianità scandita dai ritmi del capitalismo neoliberale.
Dall'Ex Lavatoio ci siamo organizzatx per lottare contro le galere, contro i CPR, al fianco di Alfredo Cospito in sciopero della fame contro il 41bis e l'ergastolo ostativo e accanto ai reclusi in rivolta nei centri di detenzione amministrativa.
In quel posto ci siamo datx la possibilità di costruire percorsi di lotta con chi subisce la violenza delle frontiere, del razzismo sistemico e della detenzione. Da quello spazio siamo uscitx in strada, perché é in strada che vogliamo stare, dove le contraddizioni del presente si palesano nella loro brutale violenza, dove la costruzione del nemico interno in un panorama bellico e genocidario si mostra nella sua evidenza.
Non ci interessa oggi piangere sull’ennesimo posto murato, sebbene ci sembri necessario ricordare come, ancora una volta, il potere si sia mostrato in città per spaccare, saldare e cementare l’ennesimo luogo da destinare all’abbandono o alla speculazione.
Quello che oggi vogliamo ribadire è che mentre è in corso un genocidio mandato in mondovisione, attraverso cui si normalizza il concetto di nemico interno, costruito attorno a chi si pone, per scelta o per necessità, ai margini di un mondo determinato dalla logica del capitalismo neoliberale e dai suoi paradigmi valoriali;
mentre si rinforzano meccanismi giustizialisti e criminogeni, ribadendo il pugno duro del potere punitivo e carcerario da imporre a chi viene etichettato come nemico;
mentre ciò avviene, non solo, qui a Torino si decide di murare un posto occupato, ma si investe per ristrutturare una nuova galera per persone senza documenti europei.
É ormai noto ai più che i lavori di ristrutturazione del CPR di corso Brunelleschi sono in corso e che la riapertura é imminente.
Quel posto, chiuso dal coraggio dei ribelli, NON DEVE RIAPRIRE.
Da quel coraggio e da quella potenza di rivolta, tantx compagnx dell’Ex Lavatoio han tratto ispirazione, forza e spunti di riflessione per lottare.
Sequestrare e murare uno spazio, quello spazio, non metterà fine a queste lotte. Come l'idra dalle tante teste, quando una di esse viene tagliata, due ne spuntano al suo posto. I tentativi di estirpare la lotta per la libertà non farà che rafforzarla.
Contro galere e cpr.
In solidarietà ai reclusi in rivolta.
Con il cuore a Jamal, deportato dallo Stato, nostro compagno che oggi non ha potuto essere con noi.
Solidarietà e amore alle prigioniere e ai prigionieri.
Un sorriso ai vicini che ci hanno sostenuto e che han detto senza remore agli sbirri ciò che gli andava detto.
Palestina libera! | 778 |
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| 19 | Oggi ore 18.30 a Caricamento | 781 |
| 20 | Martedì 25 giugno, una grande e significativa giornata di lotta attorno al porto di Genova, contro tutte le guerre ed il genocidio in Palestina.
Dalle 6 di mattina centinaia di manifestanti hanno presidiato e bloccato il Varco di San Benigno, uno dei principali accessi commerciali, e il limitrofo Varco Albertazzi, principalmente destinato a passeggeri e merci che viaggiano sui traghetti. L'obiettivo della mobilitazione era preciso: fermare la logistica di guerra e bloccare il porto. Pertanto appena i numeri dei presenti sono cresciuti ci si è potuti dividere per raggiungere anche Varco Etiopia, dove il dispostivo di sicurezza e la celere avevano chiuso i cancelli, di recente installazione, forse timorosi di un possibile ingresso nell'area portuale. Poco importa, di fatto i manifestanti hanno determinato e mantenuto il blocco anche di questo terzo varco.
Col passare delle ore i due presidi contemporanei si sono ingranditi, altri manifestanti sono riusciti ad arrivare, nonostante il traffico fosse paralizzato dalle code dei tir, con ripercussioni fin sulle autostrade e sull'intera mobilità nei dintorni. Difficile fare una stima del numero dei presenti, essendo distribuiti in due luoghi tra loro distanti e con continui nuovi arrivi, ma sicuramente la partecipazione è stata di un migliaio e più di persone che hanno raccolto con determinazione la chiamata, compreso e fatto proprio lo spirito della giornata.
Questo ha permesso, verso le ore 12, che un folto corteo partisse verso il Varco di Ponente, per bloccare il quarto accesso e compromettere ulteriormente l'attività del porto. Il corteo ha attraversato le vie del quartiere di Sampierdarena, ha raggiunto la rotonda del varco, trovandolo presidiato da uno schieramento di celere, ha quindi deciso di imboccare altre strade e sfilare di fronte alla sede di Leonardo in cui si trova il supercomputer DaVinci1, lasciando segni del proprio passaggio a colpire e ricordare le responsabilità di chi lucra e fa profitto sulle guerre, sulle armi, sul genocidio.
Nelle ore successive il corteo è tornato verso i primi varchi bloccati e intorno alle ore 16 tutti i manifestanti si sono riuniti a Varco San Benigno per poi dirigersi assieme in corteo verso il centro città e chiudere questa lunga e importante giornata.
Per la prima volta, dopo i precedenti blocchi del 10 novembre e del 23 febbraio, si è riusciti a bloccare più varchi contemporaneamente, per tante ore, infliggendo un serio danno economico ai padroni della logistica e della città. E allo stesso tempo aggiungendo un grande tassello nella direzione di una più ampia mobilitazione contro la guerra.
La partecipazione alla giornata ha rispecchiato l'eterogeneità dell'assemblea cittadina che la chiamava: compagne e compagni, attivisti, giovani palestinesi, portuali, studenti, lavoratori, sindacati di base. Un migliaio di persone arrivate da Genova e da tutta Italia, che hanno sentito l'urgenza di schierarsi contro le guerre e contro il genocidio in corso in Palestina, che si sono assunte la responsabilità della giornata, che hanno collaborato affinchè tutto funzionasse bene, anche nella difficoltà di dividersi tra più presidi senza lasciarne alcuno sguarnito.
Martedì 25 giugno, grazie a tutte e tutti i presenti, è stata una bella e fortificante giornata di lotta.
Avanti così!
Assemblea contro la guerra e la repressione - Genova | 977 |
