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Mondo filosofia

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📈 Analytical overview of Telegram channel Mondo filosofia

Channel Mondo filosofia (@menteaperta) in the Italian language segment is an active participant. Currently, the community unites 13 413 subscribers, ranking 6 679 in the Religion & Spirituality category and 1 962 in the Italy region.

📊 Audience metrics and dynamics

Since its creation on невідомо, the project has demonstrated rapid growth, gathering an audience of 13 413 subscribers.

According to the latest data from 10 June, 2026, the channel demonstrates stable activity. Although there has been a change in the number of participants by -20 over the last 30 days and by -3 over the last 24 hours, overall reach remains high.

  • Verification status: Not verified
  • Engagement rate (ER): The average audience engagement rate is 9.43%. Within the first 24 hours after publication, content typically collects N/A% reactions from the total number of subscribers.
  • Post reach: On average, each post receives 1 265 views. Within the first day, a publication typically gains 0 views.
  • Reactions and interaction: The audience actively supports content: the average number of reactions per post is 12.
  • Thematic interests: Content is focused on key topics such as pensiero, meditazione, audiobook, chakra, discographies.

📝 Description and content policy

The author describes the resource as a platform for expressing subjective opinions:
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Thanks to the high frequency of updates (latest data received on 11 June, 2026), the channel maintains relevance and a high level of publication reach. Analytics show that the audience actively interacts with content, making it an important point of influence in the Religion & Spirituality category.

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Posts Archive
📣La psicologia riscopre san Tommaso e i Dottori della Chiesa Contro l’egemonia di Freud una nuova generazione di studiosi mette al centro i maestri dell’interiorità: dai Padri della Chiesa a san Tommaso d’Aquino Del resto lo stesso Freud ne era consapevole: «La ricerca psicoanalitica, che noi coltiviamo, è ad ogni modo oggetto di un’attenzione diffidente da parte del cattolicesimo. Non affermeremo che ciò avvenga senza ragione. Considerato che il nostro lavoro ci porta a concludere che la religione non è altro che una nevrosi dell’umanità». Tanto più che per lui la Chiesa cattolica era «l’implacabile nemica della libertà di pensiero e del progresso verso la conoscenza della verità». Non è allora un caso se gran parte delle correnti psicologiche contemporanee sono contrarie a una visione cristiana dell’uomo. Eppure qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Come dimostrano gli studi di Martín Echavarría, filosofo e docente di psicologia presso l’Universitat Abat Oliba Ceu di Barcellona e membro ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino, da anni impegnato a recuperare la grande tradizione antica e medievale rifiutata dalla modernità con particolare riguardo alla lezione di Tommaso d’Aquino. Secondo Echavarría dietro le origini anti-cristiane della psicoterapia contemporanea ci sarebbe l’influenza decisiva di Friedrich Nietzsche che ha posto le basi teoriche della rottura con la tradizione. E Sigmund Freud ha poi affondato il colpo decisivo con la sua psicoanalisi. Due visioni contrapposte dell’uomo si sono infatti sviluppate nella civiltà occidentale: da un lato l’antropologia formulata su basi razionali, dalla filosofia greca integrata dal cristianesimo; dall’altra una naturalista e materialista, elaborata nell’antichità ma che ha avuto un ruolo sempre più egemone negli ultimi secoli e ha trovato sbocco nell’opera freudiana. 📣Continuate a leggere l'articolo pubblicato su Avvenire. Che ne pensate? https://goo.su/VyzzMrw #filosofia #psicologia #riflessione #approfondimento #psicanalisi

«Ciò che veramente mi manca è di capire chiaramente me stesso, quello che devo fare, non quello che devo conoscere. [...] Trovare una verità che è verità per me, trovare l'idea per la quale devo vivere e morire [...] Che cosa è la verità se non vivere per un'idea?» (Søren Kierkegaard) 📣Vissuto nell’epoca dei grandi sistemi filosofici e del trionfo di Hegel, Søren Kierkegaard, si inserisce come un cuneo, capace di aprire una crepa in un sistema apparentemente chiuso e perfetto. È definito «padre dell’esistenzialismo»: al centro della sua ricerca troviamo non l’universale, ma la vertigine assoluta della singolarità, incapace di soddisfarsi di risposte “sistematiche”, di ordine superiore, slegate dal particolare. La sua opera, scritta sotto vari pseudonimi, polemizza contro il sistema hegeliano e contro la cristianità istituzionale del suo tempo, per riportare l’attenzione sull’individuo esistente e la sua soggettività, sulla passione e sul dramma della decisione personale. La filosofia “speculativa” viene aspramente criticata da Kierkegaard, accusata di essere un sistema incapace di rispondere alle domande dell’esistenza; per Kierkegaard: «La verità è la soggettività.» Sono questi i due grandi sentieri del pensiero: da una parte l’universale che lega passato, presente e futuro in un “sistema”, coerente e chiuso, al prezzo del sacrificio della singolarità; dall’altra invece la centralità, angosciante e irriducibile, del particolare, dell’unicità di ogni individuo. Questi due sentieri culmineranno l’uno nei totalitarismi, nei quali l’individuo scompare, e nell’esistenzialismo e nella psicoanalisi, dove l’individuo è al centro. Ecco perché Kierkegaard afferma: «La vita si può capire solo all’indietro, ma va vissuta in avanti» L’esistenza non è un problema che può essere affrontato con la sola ragione, tramite un “sistema”, ma una realtà da sperimentare, con passione e rischio. 📌Kierkegaard distingue tre stadi o sfere dell’esistenza: l’estetico, l’etico e il religioso. - Nello “stadio estetico” l’uomo vive nel presente, catturato dal piacere e nella possibilità infinita, ma finisce nella voragine della noia e della disperazione. - Nello “stadio etico” sceglie se stesso e assume la propria responsabilità, ma si scontra con i limiti del dovere. - Nello stadio religioso, attraverso il “salto della fede” (Springet), l’individuo si rapporta all’Assoluto. In Timore e tremore analizzando il sacrificio di Isacco da parte di Abramo, Kierkegaard scrive: «La fede è appunto questo paradosso: che il singolo, come tale, è più alto dell’universale.» «L’angoscia è il capogiro della libertà» Due concetti chiave della sua eredità psicologica e filosofica sono l’angoscia (Angest) e la disperazione (Fortvivlelse). L’angoscia è il sentimento che sorge di fronte alla possibilità e alla responsabilità della scelta. Nella “Malattia mortale” (firmata Anti-Climacus) la disperazione è definita come la “malattia dell’Io”: «La forma più comune di disperazione è non essere chi si è.» L’uomo dispera perché non vuole essere se stesso o perché vuole esserlo senza Dio. 📣L’eredità di Kierkegaard è quella di un precursore, di colui che ha anticipato le grandi questioni filosofiche del secolo successivo. Heidegger, pur trasformandone i concetti in un’“ontologia atea”, riprende l’angoscia come rivelazione dell’“essere-nel-mondo”. Sartre e Camus ereditano la tematica della libertà, dell’assurdo e della responsabilità individuale. Nietzsche condivide la critica alla massa e all’inautenticità. Persino nella teologia (Barth e Tillich) e nella psicologia (da Jaspers a Freud) si avverte la sua influenza. 📌Per approfondire: - Søren Kierkegaard Aut-Aut - Søren Kierkegaard Diario di un seduttore - Søren Kierkegaard La malattia mortale 📝Gianfranco Ricci - psicologo #esistenzialismo #kierkegaard #psicologia #filosofia #consigliolettura

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🔎Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Evola è stato un filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano. Si occupò di arte, filosofia, storia, politica, esoterismo, occultismo, religione, costume. Rappresenta una mescolanza di diverse scuole e tradizioni di pensiero, che includono l'idealismo tedesco, le dottrine orientali, il tradizionalismo integrale. Fu promotore di una visione del mondo caratterizzata dalla magia e dall'occulto. Nel dopoguerra affermò di aver ricevuto apprezzamenti da Mussolini per il ritorno alla romanità e una teoria della razza in chiave spirituale, che propugnò in un'ampia serie di scritti.   🌿Sintesi del pensiero - Tradizionalismo e spiritualismo aristocratico Evola è propugnatore del Tradizionalismo, un modello ideale e sovratemporale di società caratterizzato in senso spirituale, aristocratico e gerarchico. Suspica una società suddivisa in un rigido ordine castale in cui ognuno deve riconoscere e accettare la propria posizione. Civiltà che non si baserebbe su criteri economici, materiali e biologici, ma suddivise e gestite in base a criteri di gerarchia sociale di carattere ereditario e razziale/spirituale. - L'essere e il divenire Il divenire, che è il mondo inferiore soggetto ai fenomeni fisici di nascita e morte, a cui appartiene l'essere umano e la natura con le sue cieche forze visibili e invisibili; l'essere, ossia la dimensione superiore degli Dei, situata al di là della vita e della morte, dal carattere metafisico e dunque imperitura e sovratemporale. Il primo ordine non è altro che un rispecchiamento approssimativo del secondo, e diventa vano e caduco quando non sia ispirato a questo principio più alto che è fondamento di ogni legge e tradizione. - Il tempo e l'involuzione dell'uomo Il cammino dell'uomo durante la sua involuzione avviene attraverso un percorso di tipo circolare, non lineare. - La via iniziatica Secondo Evola l'uomo ha la possibilità di elevarsi alla sfera divina e metafisica attraverso precise strade (il rito e l'iniziazione), percorrendo all'interno di contesti sociali predeterminati (la casta, l'impero) due diverse vie iniziatiche: l'azione oppure la contemplazione, entrambe di pari dignità. In aperto contrasto con le teorie di Sant'Agostino espresse nel "De civitate dei" e in sintonia con i dettami del buddhismo delle origini, Evola sostiene che non esiste differenza qualitativa tra l'uomo e il dio. Ogni uomo è un dio mortale e ogni dio un uomo immortale. - Il razzismo "spirituale" Il filosofo rifiuta una visione razzista della vita esclusivamente in senso biologico, sostenendo la sua teoria del cosiddetto "razzismo spirituale" che si basa sulla tripartizione occulta dell'essere umano in: corpo, ossia il dato biologico; anima, cioè i tratti caratteriali; spirito, l'aspetto più importante che non dipende dai tratti somatici, bensì dagli ideali e dai valori in cui si crede. La purità etnica quindi per Evola non corrisponde necessariamente a una purità delle tradizioni, come la lingua o il patrimonio simbolico, ma si individuerebbe sulla base delle caratteristiche spirituali, e solo in seguito di quelle fisiche. - Il ruolo della donna Evola sostiene, che uomo e donna,  siano elementi polarmente opposti: l'uomo rappresenta elementi come il sole, il fuoco, il cielo mentre la donna la luna, l'acqua, la terra, etc; queste due parti si influenzano inevitabilmente tra loro, ma l'uomo è autosufficiente, la donna per esistere deve essere necessariamente dipendente. Ogni equiparazione di ruoli e diritti è quindi per Evola un errore. L 'emancipazione femminile trasformerebbe la donna in una fuori-casta, una paria senza importanza. 🔎Non conoscevo il filosofo, e penso che sia proprio fuori tempo 😂 #filosofiacontemporanea

#filosofiacontemporanea #approfondimento

La filosofia moderna esplora una vasta gamma di tematiche che segnano il passaggio dal pensiero medievale a quello contemporaneo. - Niccolò Cusano: Filosofo e teologo, sviluppa la teoria della docta ignorantia, secondo cui la verità ultima è inconoscibile. - Giovanni Pico della Mirandola: Filosofo umanista, esalta la libertà e la dignità dell’uomo. - Erasmo da Rotterdam: Umanista e teologo, critico della scolastica e della corruzione ecclesiastica. Nella Elogio della follia sviluppa una visione ironica della società e della religione - Niccolò Machiavelli: Fondatore della scienza politica moderna, autore de Il Principe, in cui analizza il potere in termini realistici e svincola la politica dalla morale tradizionale. - Tommaso Moro: Filosofo politico, autore di Utopia, in cui descrive una società ideale basata sulla razionalità, la giustizia e l’abolizione della proprietà privata. - Michel de Montaigne: Precursore dello scetticismo moderno, sviluppa una filosofia della tolleranza e dell’autoconsapevolezza. - Giordano Bruno: Filosofo e cosmologo, sostiene l’infinità dell’universo e la pluralità dei mondi. Propone una concezione panteistica della divinità e un’interpretazione ermetica della natura. - Francesco Bacone: Filosofo empirista, sviluppa il metodo induttivo e introduce la teoria degli idola, errori cognitivi che ostacolano la conoscenza. Considerato il padre dell’empirismo e della rivoluzione scientifica. - Galileo Galilei: Scienziato e filosofo naturale, fondatore del metodo sperimentale. Difende il modello eliocentrico copernicano e introduce il concetto di leggi matematiche della natura. - Thomas Hobbes: Filosofo politico, sostiene la necessità di un potere sovrano assoluto per garantire l’ordine sociale. La sua concezione della natura umana è pessimistica: senza Stato, la vita sarebbe “brutta, breve e violenta”. - Cartesio: Fondatore del razionalismo moderno, sviluppa il metodo del dubbio iperbolico e il principio cogito ergo sum. Elabora una metafisica dualista tra res cogitans e res extensa e introduce un modello meccanicistico della natura. - Blaise Pascal: Matematico e filosofo, sviluppa la teoria della probabilità e il concetto di scommessa su Dio (le pari de Pascal). - Baruch Spinoza: Filosofo razionalista, propone un panteismo monistico in cui Dio e Natura coincidono. Critico nei confronti delle religioni rivelate. - John Locke: Padre dell’empirismo, sostiene che la mente umana sia una tabula rasa su cui l’esperienza imprime le conoscenze. difende i diritti naturali alla vita, libertà e proprietà, ponendo le basi del liberalismo. - Gottfried Wilhelm Leibniz: Filosofo e matematico, elabora il principio di ragion sufficiente e la teoria del migliore dei mondi possibili. - Gian Battista Vico: Filosofo della storia, sviluppa una teoria ciclica dell’evoluzione delle civiltà nella Scienza Nuova. - Montesquieu: Filosofo e giurista illuminista, elabora la teoria della separazione dei poteri, fondamento del costituzionalismo moderno. - Voltaire: Filosofo illuminista, critico della religione istituzionale e sostenitore della libertà di pensiero e di espressione. - Jean-Jacques Rousseau: Filosofo politico e pedagogista, sostiene la bontà naturale dell’uomo e la corruzione sociale. - Denis Diderot: sostiene una visione materialista del mondo e una critica radicale dell’autorità religiosa. - Étienne Bonnot de Condillac: Filosofo empirista francese, sviluppa un sensismo radicale secondo cui tutta la conoscenza deriva dai sensi. - Paul-Henri Thiry d’Holbach: Filosofo materialista e ateo sostiene una visione deterministica della realtà e una critica alla religione come ostacolo al progresso. - David Hume: Empirista e scettico, nega la causalità come principio necessario, sostenendo che si basa solo sull’abitudine. Critico nei confronti della religione, sviluppa un’etica basata sul sentimento. - Immanuel Kant: Fondatore dell’idealismo trascendentale, distingue tra fenomeno e noumeno. Analizza i limiti della conoscenza umana ❇️Tomas Cipriani, Docente e formatore

📌KANT E IL SENTIMENTO DEL RISPETTO «Il sentimento del rispetto può essere generato solo di fronte agli esseri umani; voi non potete provare rispetto per nient’altro che non siano gli esseri umani. Kant afferma che si può provare amore per altre realtà; si possono amare i cavalli, si possono amare i cani, si può amare la propria città ecc… Si può provare un sentimento di ammirazione dinnanzi ai grandi fenomeni della natura; le tempeste, le grandi montagne, ecc…ma il rispetto, inteso come stima, ovvero la devozione dell’intelligenza, quando questa si inchina e fa la riverenza, questo sentimento lo potete provare solo per le persone». 🎯Vito Mancuso 📌Che ne pensate? #kant #riflessione #rispetto #vitomancuso #filosofiacontemporanea

“Amor fati”, concetto elaborato dalla filosofia stoica e ripreso da Nietzsche, significa letteralmente “amore del fato”. Qualsiasi esso sia, anche il più ingiusto e terribile. Dice Nietzsche in Frammenti postumi : “a tal fine occorre comprendere i lati finora negati dell'esistenza non solo come necessari bensì come* *desiderabili... per sé stessi come i lati più fecondi, più potenti, più veri dell'esistenza, in cui la volontà in essi si esprime più chiaramente”. Non si parla qui di rassegnazione, di subire passivamente i rovesci della fortuna, ma di un atto d’amore che si sostanzia nel percepire la bellezza nella bruttezza, l’opportunità nella disgrazia, la sfida nel muro invalicabile, la forza nella debolezza, l’autenticità nelle macerie, la creatività nella privazione. Nietzsche ci ha insegnato una lezione di vita fondamentale: "l’amor fati", l’amore per il proprio destino. Ad un certo punto della sua vita, Nietzsche ha concepito questa idea potente: qualunque sia il tuo destino, qualunque cosa accada, devi dire a te stesso, “Questo è ciò di cui ho bisogno.” Anche se tutto sembra andare a rotoli, affronta ogni situazione come se fosse un’opportunità, una sfida da accogliere con amore e non con scoraggiamento. Portando amore in quei momenti difficili, scoprirai che la forza di affrontarli è già dentro di te. Ogni disastro che superi diventa un miglioramento del tuo carattere, della tua statura e della tua vita. Ripensando al tuo passato, ti renderai conto che quei momenti che sembravano grandi fallimenti, seguiti da caos, sono stati in realtà quelli che hanno plasmato la tua vita attuale. E capirai che è davvero così: nulla può accaderti che non abbia un risvolto positivo. Anche quando tutto sembra una crisi negativa, in realtà non lo è. La crisi ti costringe a reagire, e in quel momento di necessità, la tua forza interiore emerge. 🌿(Joseph Campbell) Questo concetto seppur filosofico, è stato ripreso nei percorsi di psicoterapia. Uno dei grandi maestri, Carl Gustav Jung, sosteneva che "un dir di sì all'esistenza, un sì* *incondizinato a ciò che è, senza proteste soggettive, l'accettazione della mia stessa essenza, proprio come essa è".  #riflessione #nietzsche #nichilismo #approfondimento

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Un cavallo si lamenta "Tiravo il mio carro senza più forze lungo la Frankfurter Allee Fu lì che pensai: O je! Come son stanco Se mi lasciassi andare per un momento Forse cadrei per sempre Due minuti dopo non restavano di me che ossa nude. Perchè non appena sfinito crollai e il padrone si precipitava al primo telefono. Gente affamata mi fu sopra coi coltelli per disputarsi l'un con l'altro la mia carne. Non attesero neppure che finissi almeno di crepare. Era la gente che conoscevo diversa la stessa che prima mi dava del pane e mi metteva i sacchi sul dorso per proteggermi dalle mosche. Ieri tanto umana e oggi tanto disumana. S'eran d'improvviso trasformati in tante belve. Come mai? Morendo, pensai: quanto gelo è sceso tra loro per renderli senza pietà? Chi li ha frustati così? E chi continua ancora a frustarli? Se voi non saprete dar loro una mano questa volta vi succederà qualcosa di terribile..." 📝Titolo originale: O Falladah, die du hangest!  trad. G. Strehler. 🫟 In questa poesia, un cavallo lamenta la sua condizione di essere sfruttato fino alla morte e osserva la crudeltà che diventa prevalente quando gli uomini sono disperati e affamati, diventando delle "belve" a causa della loro situazione e delle ingiustizie che li affliggono.  Anche in filosofia, gli animali vengono usati come simbolo di sofferenza per riflettere sulla condizione umana, sull'empatia e sulla compassione, oppure per analizzare la separazione tra uomo e natura. - Platone utilizza il cavallo per spiegare verità soprasensibili. Non dimentichiamo il mito della biga alata. In realtà, la filosofia ha, su questo tema, espresso posizioni diverse e contrastanti, a partire già dal mondo antico. - Aristotele, da un lato sostiene una sorta di continuità tra le specie, inclusi gli animali e l’uomo, ma, dall’altro, ribadisce la sua visione antropocentrica. - Tommaso d’Aquino sostiene che gli animali sono dotati della sola anima sensitiva, destinata a perire col corpo. Quindi non è peccato per l’uomo uccidere gli animali. - Teofrasto, il discepolo più famoso di Aristotele, sostiene una sostanziale affinità tra uomini e animali, sia dal punto di vista fisico che psichico, essendo la medesima struttura degli uni e degli altri. - Plutarco attribuisce agli animali delle qualità che li accomunano agli uomini – il percepire, il sentire, il desiderare e il soffrire. Si oppone convintamente all’uccisione degli animali per soddisfare il palato umano e  si sofferma sulla brutalità dell’uomo, che infligge dolore e sofferenza a degli esseri indifesi. - Il filosofo e teologo Porfirio ribadisce che è falso che Dio abbia creato gli animali per l’uomo. - Cartesio svaluta il mondo animale sostenendo che l’unico soggetto pensante è l’uomo, gli animali sono senza pensiero e senza sensibilità. - Leibniz apre interessanti prospettive circa il riconoscimento delle capacità degli animali: sostiene che Dio è amorevole verso ogni creatura, badando all’equilibrio dell’universo. Anche gli animali,  hanno sentimenti, memoria, morale. - Il punto di svolta nella filosofia etica è rappresentato dall’Illuminismo. A ribadire che gli animali hanno sentimenti, memoria e idee è poi l’illuminista Voltaire, che, come specifica alla voce “Bestie” del suo Dizionario filosofico è “una vergogna” e “una miseria avere detto che le bestie sono macchine prive di conoscenza e sentimento, che fanno sempre tutto ciò che fanno nella stessa maniera, non imparano niente, non si perfezionano”. Basta osservare il mondo degli uccelli: essi fanno il loro nido adattandosi alla posizione della base che trovano (un muro, il ramo di un albero) - Ad affiancarlo ci sono Rousseau, Condillac, Bonnet, Tyron, Hume. - Kant, non aggiunge molti argomenti in più: egli dice solo che evitare la crudeltà verso gli animali ci aiuta a non essere crudeli verso gli altri esseri umani. - Schopenhauer  è convinto che " La sconfinata pietà per tutti gli esseri viventi è la più salda garanzia del buon comportamento morale " ❇️Fonte approfondimento filosofico: Filosofia e nuovi sentieri

☯Pitagora collegò l'armonia a due concetti principali: la matematica e la musica. Per lui, l'intero universo era un cosmo governato da principi numerici e rapporti precisi. In musica, scoprì che gli intervalli più armonici corrispondono a semplici rapporti numerici tra le lunghezze delle corde, come 1:2 per l'ottava e 2:3 per la quinta. Estese questa idea al cosmo, teorizzando l'armonia delle sfere, una musica celeste prodotta dal movimento dei corpi celesti, ma che non sentiamo perché da essa siamo costantemente immersi.  🌎I pianeti e le stelle, muovendosi, produconi un'armonia musicale inudibile dall'uomo, che non la percepisce perché sempre esposto ad essa.  In modo simile, il corpo umano era visto come un'armonia prodotta dalla giusta composizione degli elementi.  "💠Pitagora Il Codice dell'Armonia" di Rino Capitanata è molto più di un libro, è un’esperienza sensoriale e spirituale. Un viaggio affascinante tra musica, filosofia e scienza. Attraverso le intuizioni del grande maestro greco, Capitanata ci guida alla scoperta dell’armonia universale che lega suono, matematica e anima. Un’opera illuminante, perfetta per chi cerca bellezza, equilibrio e consapevolezza. Ideale per amanti della musica, del benessere e della conoscenza profonda. 📀Arricchito da 6 tracce audio (QR) con le musiche originali di Capitanata e la voce profonda di Enzo Decaro, questo libro ti guida verso una nuova consapevolezza, piantando semi di guarigione e trasformazione. Un 📕libro da 📜leggere, 🎧ascoltare e 🧘vivere. 🎼LINK LIBRO https://amzn.to/47nb02g #filosofia #matematica #cultura #letteratura #pitagora #armonia #approfondimento #consigliolettura #letteratura

"A ogni fase della nostra vita, a ogni cerchio che riusciamo a chiudere, ci dobbiamo di nuovo tuffare nell'Ombra, dobbiamo ricominciare l'Opera. Non tutti comprendono. Non tutti sanno e fanno. L'alchimia del vivere non è per tutti. Anzi più uno è lontano dal suo Centro, meno capirà, anche se le vie dell'illuminazione sono infinite. Alla fine l'alchimia è per iniziati. E noi vorremmo essere quegli iniziati. Ma il seme non cresce perché lo spingiamo, crescerà quando sarà il suo tempo, e si prenderà tutta l'incubazione che gli serve. Per questo la Grande Opera è solo per pochi, persone diverse che non sono comprese dal mondo, perché comprendono cose che il mondo nemmeno vede. L'iniziato è chi ricomincia ogni volta la ricerca, ha antenne più sottili, sta nel mondo pur essendone fuori, vive difeso da una purezza che lo preserva. Vede cose che altri non vedono, dice parole che altri non comprendono ma entra nel cuore del mondo e comunica col suo spirito perché va controcorrente, come la ciotola del Buddha sull'acqua del fiume. Gli altri possono cercarlo per avidità, per senso dell'utile, per comprare da lui trasformazioni a buon mercato, per desiderio di uso o possesso... perché sono immersi nella materia e cercano vie di potere. L'alchimista ha il potere, ma non è il potere, del mondo sul mondo. Chi vuole diventare alchimista crede di inseguire lo spirito, ma spesso cerca solo qualcosa che lo distingua dagli altri. Ma lo scopo non è il successo o la ricchezza, la potenza o la salute ma il superamento delle contraddizioni per giungere là dove una sola energia circola in tutte le cose. E come si ottiene questo potere? Connettendoci con l'Inconscio Collettivo, che è il grande oceano che circonda la nostra psiche, cioè con l'anima del mondo. In questo cammino la coscienza è aiutata dall'inconscio e il suo ponte è l'anima: "...collegamento tra il nostro Io cosciente e il grande mare dell'inconscio personale che fluisce in quello collettivo, ancora più vasto" . 🔎Tratto da " Il segreto del fiore d'oro - La Grande Opera" di Jung 🖊Il testo descrive il processo di alchimia interiore, che secondo il taoismo è la via per trasformare la coscienza e ottenere l'illuminazione. Questo processo si basa su pratiche come la meditazione, la respirazione consapevole e l'uso di simboli alchemici. La metafora del "fiore d'oro" rappresenta il raggiungimento di un punto di equilibrio interiore, in cui corpo e mente si fondono in armonia, portando alla realizzazione del potenziale divino e immortale presente in ogni individuo. Un aspetto centrale dell'opera è il concetto di circolazione dell'energia vitale o Qi, che nel Taoismo è visto come una forza universale che scorre in ogni essere vivente. Secondo il testo, attraverso pratiche alchemiche e meditazione, è possibile risvegliare questa energia e usarla per purificare la mente e il corpo, raggiungendo così l'illuminazione. Carl Gustav Jung, ha interpretò il testo da una prospettiva psicologica: il "fiore d'oro" rappresenta un simbolo del processo di individuazione, cioè il cammino verso la realizzazione del Sé, un concetto centrale nella sua teoria psicologica. Jung credeva che la tradizione taoista e l'alchimia interiore potessero essere viste come una manifestazione simbolica della psiche umana e delle sue dinamiche interne, e che il "lavoro alchemico" fosse paragonabile a un processo di integrazione delle varie parti della personalità, inclusi gli aspetti oscuri o repressi. Nel corso degli anni, il testo ha avuto un'influenza significativa in vari ambiti, tra cui la psicologia, la spiritualità e la filosofia. Il suo messaggio universale ha attratto lettori di diverse tradizioni religiose e filosofiche, in particolare coloro che sono interessati a pratiche di auto-realizzazione, meditazione e crescita interiore. APPROFONDIMENTO LIBRO https://t.me/shopsofia1/114 #psicologiaanalitica #jung #filosofiaorientale #spiritualitá #riflessione #meditazione

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"Ciò che più stanca non è lavorare troppo. Ciò che più stanca è vivere poco. Ciò che veramente stanca è vivere senza sogni."
"Ciò che più stanca non è lavorare troppo. Ciò che più stanca è vivere poco. Ciò che veramente stanca è vivere senza sogni." (Gabriel Garcìa Màrquez)

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"Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando " (Albert Einstein )
"Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando " (Albert Einstein )