Aiutaci a combattere contro la repressione della solidarietĆ e a resistere all'implementazione del nuovo Patto UE: sostieni le spese legali del Collettivo Rotte Balcaniche.
Nell'ultimo anno abbiamo dovuto affrontare ingenti spese legali in Bulgaria. Le azioni di solidarietĆ che portiamo avanti al confinebulgaro-turco ā dalle foreste di frontiera ai centri di detenzione ā si traducono in ordini di espulsione, indagini penali, accuse a nostro carico, brevi periodi di detenzione e altre forme di repressione. Rispondere a questi attacchi richiede un esteso lavoro legale, ricorsi in tribunale e spese giudiziarie.
In totale, sei membri del collettivo hanno finora ricevuto divieti di ingresso di 5 anni dal Paese come conseguenza delle azioni di soccorso nella zona di frontiera, con l'accusa di favoreggiamento e turbamento dell'ordine pubblico. In questa fase, un divieto ĆØ stato impugnato in tribunale ed annullato due volte. L'ostinazione delle autoritĆ bulgare nell'applicare questa espulsione ā presentando ricorso contro il primo annullamento da parte del tribunale e mantenendo la misura attiva per mesi nonostante ben due sentenze giudiziarie ne ordinassero la cancellazione ā hafatto aumentare sia le nostre spese legali sia la nostra determinazione. A seguito di questo primo rigetto, siamo statx informatx che nuovi ābanā hanno colpito altri 3 membri del collettivo. Solo per questi ultimi tre, il costo dei ricorsi sarĆ di almeno 5.400ā¬. L'aumento delle espulsioni per 5 anni imposte allx nostrx compagnx può compromettere seriamente la nostra capacitĆ di continuare ad operare. Non siamo una grande ONG, ma un collettivo autorganizzato che agisce in solidarietĆ , la cui attivitĆ si basa sulla possibilitĆ per i suoi membri dirimanere e ritornare in frontiera. Oltre ai ābanā, le autoritĆ bulgare hanno avviato procedimenti penali contro un numero imprecisato di membri del collettivo,accusati per lo più di favoreggiamento dell'attraversamento illegale della frontiera. Tutti i procedimenti ci sono stati tenuti nascosti e possiamo ottenere maggiori informazioni solo con il supporto dei legali, il che comporta ulteriori spese. In aggiunta, negli scorsi anni abbiamo presentato decine di ricorsi contro le oltre 40 brevi detenzioni nelle stazioni di polizia a cuisiamo statx sottopostx da settembre 2024 ad oggi ā con un costo di 250⬠a casoā, oltre ad aver subito il sequestro dei nostri dispositivi e altri abusi. Infine, ci sono stati notificati anche dei divieti di accesso al centro di detenzione di Pastrogor a seguito delle proteste del 26 luglio, e perfino degli ordini di polizia di divieto di accesso all'ospedale dove erano ricoverati dei detenuti per i sempre più frequenti atti di autolesionismo. Quello che sta accadendo a noi non ĆØ nulla in confronto a ciò che le persone in movimento stanno attraversando ai confini dell'Europa.Con l'entrata in vigore del nuovo Patto sulla migrazione, i richiedenti asilo vengono sistematicamente detenuti in strutture assimilabili a carceri, come quella di Pastrogor. Riteniamo fondamentale, in questo momento, rispondere ai primi dinieghi d'asilo fornendo un'adeguata assistenza legale, che non viene garantita gratuitamente dallo Stato bulgaro. La repressione statale non agisce solo attraverso la forza bruta della polizia, ma soprattutto attraverso la violenza più sofisticata della legge. Colpisce chi si organizza collettivamente nella solidarietĆ , chi rifiuta di farsi governare e chi sceglie di vivere e lottare insieme senza chiedere il permesso. Aiutaci a proseguire questa lotta. Dona a: Associazione Altromondo APS
IBAN: IT19N0880760750000000876000
BCCVeneta Credito Cooperativo