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DARSI PACE - MARCO GUZZI

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Una bella intervista di Gloria Peruzzi a Marco Guzzi durante l’evento di Romena con Simone Cristicchi. Riprese e montaggio di Riccardo Lolli Buon ascolto! https://youtu.be/1BdeJt4HYF8?is=i_9vvA3UBqROJOwP

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"Ho paura, nonno, ho tanta paura, nonno, aiutami!" Bambina mia, di che cosa hai così tanta paura? "Di soffrire, di avere una malattia mortale, e di morire, di perdere tutto insomma, e di soffrire specialmente, sento che questa angoscia sta divorando tutta la mia vita, la divora da dentro come una ruggine, e distrugge ogni mia volontà di vivere, non voglio vivere dentro questo assillo, aiutami!" Vieni qui, bambina mia, e mettiamo subito questa tua mente spaventata dentro la culla di un'amorevole gentilezza. Senti bene queste mie parole, ascoltale respirandole con grande calma: accolgo questo vento di paura accolgo questo vento di paura. con dolcezza lo lascio soffiare con dolcezza lo lascio soffiare. non lo trattengo, non lo rifiuto, non lo combatto lo lascio soffiare non lo respingo, non mi contraggo, lo lascio soffiare. Continua per tre/cinque minuti, sempre pronunciando dentro di te queste parole sull'onda tranquilla del respiro. Ora come ti senti? "Un po' meglio, nonnino, sei proprio un mago tu, è proprio vero..." Non ti distrarre, figlia mia, e non proiettare nulla su di me. Ascolta invece ancora il soffio della paura e inizia a lasciarlo andare, a lasciarti andare di più sempre sull'onda dell'espiro: ad ogni espiro lascia che l'acqua torbida della paura scorra, non trattenerla, lasciala andare giù, sempre più, nell'abisso per 2/3 minuti. Come stai adesso? "E' incredibile mi pare che la paura, la sua oscura pesantezza si sia almeno in parte disciolta e trasformata in una sostanza molto più leggera, in un'emozione lieve, quasi di pace." Ricordati figlia mia: metti sempre di nuovo la tua mente spaventata nella culla della tua amorevolezza, vai cioè sempre di nuovo verso il suo Cuore pieno di Misericordia, verso l'Eterno. Marco Guzzi
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📍LA NUOVA ALLEANZA In un tempo sempre più concentrato sull’immediato, sulla cronaca quotidiana, sul tempo ristretto di un re
📍LA NUOVA ALLEANZA In un tempo sempre più concentrato sull’immediato, sulla cronaca quotidiana, sul tempo ristretto di un reels o di una pubblicità è ancora possibile parlare di Eternità? Sì, è possibile! E cercheremo di farlo in questo nuovo appuntamento estivo. Vi aspettiamo! 📺NUOVO CICLO DI DIRETTE FACEBOOK CON MARCO GUZZI Episodio 5 L’Eterno Me ✅Vi aspettiamo LUNEDÌ 3 AGOSTO alle ORE 18.00 su Facebook Marco Guzzi, Darsi Pace e L’Indispensabile Non mancate! #marcoguzzi #diretta #pensare #darsipace
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È notizia di questi giorni che “un drone marino ucraino ha colpito una nave partita dall'Iran e diretta in Russia, segnando un'evoluzione drammatica nello scenario bellico”. In un post su X Zelensky ha giustificato l’attacco dicendo che erano «navi coinvolte nel trasporto di carichi militari dall'Iran, oltre a una nave da guerra», dirette verso la Russia. La CNN parla di una collisione fra due dei principali conflitti in corso. «Uno scenario imprevisto e preoccupante, a dire di tutti gli osservatori internazionali: dopo il Mar Nero e il Mar Rosso, anche il più grande lago del mondo — il «mare chiuso» condiviso fra Mosca e Teheran — è diventato l’anello di congiunzione delle due grandi guerre in corso, in Ucraina e in Iran». Il rischio cioè è di una "saldatura" fra i diversi conflitti, e come suggeriscono alcuni analisti statunitensi da anni, di uno scontro complesso, ibrido, fatto di differenti strati, fra le potenze occidentali e un «asse d’avversari» (Russia-Cina-Iran-Nord Corea). Insomma sembra che stiamo assistendo a quello che da decenni diversi filosofi della politica sembravano annunciare, lo scontro fra un mondo unipolare e un pluri-verso di grandi stati refrattari all’egemonia dell'ordine internazionale liberale. Le classi dirigenti occidentali sembrano non avere capito la portata e il pericolo di questa escalation, bellica, ma anche ormai economica e quindi sociale, ma anzi soffiano sul fuoco del conflitto, dicendo di volere arrivare alla pace. E mentre il governo italiano annuncia di volere chiedere il SAFE, il meccanismo di “Strumento di azione per la sicurezza europea”, per drenare risorse verso l’acquisto di armi e la difesa comune, nessuno pare più parlare di pace. Dopo quattro anni e mezzo di conflitto cioè non abbiamo né la pace e il condizionatore sta arrivando a prezzi insostenibili. Mentre le classi dirigenti vogliono perseguire questa direzione, credo che divenga sempre più indispensabile preparare i presupposti per una nuova forma di contestazione radicale del sistema della guerra. Nel nostro piccolo è quello che cerchiamo di essere e di fare: un seme di pace, una rivoluzione mentale, per disarmare le coscienze e riaccendere una speranza. Francesco Marabotti
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📺MARCO GUZZI RISPONDE: Quale Mistica? Ci sono varie tradizioni spirituali. La scelta di una “via”, se si vuole procedere seriamente nel cammino iniziatico, è fondamentale. Ma senza escludere o negarsi un rapporto fecondo con le altre visioni. Buon ascolto! https://youtu.be/5qZsFXp91gI?is=xgxGkn8flj0eK4rx
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Ecco un utile articolo della dottoressa Barbara Suligoi, formatrice dei Gruppi Darsi Pace ed esperta a livello mondiale di malattie sessualmente trasmesse: un mini-vademecum per non rovinarsi la salute per una serata: https://www.lapresse.it/salute/2026/07/28/sesso-e-giovani-3-regole-per-unestate-davvero-senza-rischi/ Un allarme lanciato ai giovani per vivere in consapevolezza le relazioni intime. Grazie Barbara!
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C'è un momento del mio percorso in cui, su un'isola, avevo tutto per essere felice ma non lo ero. Ero tutto focalizzato sulla mia crescita personale e spirituale ma non bastava. Il mio cuore chiedeva altro: contatto autentico con l'altro e portare il mio contributo nel mondo. In questo articolo provo a descrivere come lavoro interiore, relazioni e azione nel mondo non si escludono ma si tengono insieme. Perché nessuno, davvero, è un'isola. (Sul nostro blog, la testimonianza di Francesco Umberto Santini, praticante dei gruppi Darsi pace, e counselor. Davvero un bel contributo, che vi consigliamo di leggere in queste giornate estive) Buona lettura! https://www.darsipace.it/nessuno-e-unisola/
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Non c'è alcun dubbio che la nostra anima venga colpita molto più a fondo dalle azioni negative che riceve, piuttosto che dalle situazioni positive in cui si trova. Una piccola critica ci amareggia più di quanto dieci complimenti ci rallegrino. Le ferite sembra che abbiano quasi sempre il sopravvento sulle carezze. Le carezze le dimentichiamo molto facilmente, o addirittura nemmeno le apprezziamo a dovere; mentre il piccolo sgarbo, per non parlare dei grandi tradimenti, restano in noi come ferite purulente, si infiammano, e producono subito quella che il Buddha chiamava una spaventosa proliferazione mentale: rimuginiamo cioè per ore, per giorni, o addirittura per anni, quell'affronto, ci costruiamo sopra mille pensieri, immaginiamo diecimila possibili reazioni, e così continuiamo ad avvelenarci, e spesso a moltiplicare il male con azioni sconsiderate, o eccessive. Ci dev'essere un grande mistero dietro questa nostra tendenza naturale al risentimento, a sentire cioè di nuovo l'offesa, più o meno immaginaria o reale. Sarà il nostro stato di Caduta? La nostra originaria Separazione dalla Vita, che ci rende così fragili e suscettibili, pronti a scattare come pile elettriche? Comunque sia se c'è un antidoto a questa epidemia di odio, così tanto contagiosa, e mortale, esso richiede una strategia complessa: innanzi tutto dobbiamo renderci conto di questo dato di fatto: reagiamo immediatamente e furiosamente ad ogni ipotetica provocazione, mentre siamo restii a ringraziare per ciò che di buono abbiamo già, siamo quasi immuni alla gratitudine, e quindi alla vera gioia; questa presa di coscienza deve essere ripetuta migliaia di volte, dobbiamo renderci veramente conto con pazienza certosina di questi meccanismi automatici di autodistruzione, della loro potenza, senza giustificarli subito, e senza colpevolizzarci per la loro persistenza; solo così possiamo anno dopo anno indebolire l'automatismo, e lasciare un minimo spazio ad Altro, e cioè in definitiva a quella libertà che può prendere le giuste distanze dal nostro istintivo risentimento, e tornare ad una pace più beata e ad un distacco più salutare, da cui decidere poi come agire nella specifica situazione; anche con fermezza, se serve, ma senza costrizione emotiva. Il lavoro interiore parte sempre da queste esperienze apparentemente minimali, di cui pare che davvero poche persone si occupino, ma senza le quali, senza il loro insegnamento costante, risulta semplicemente impossibile prendere il volo, e cioè liberarci nel Cielo dello Spirito. Marco Guzzi
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LA NUOVA ALLEANZA 4° episodio LA RIVELAZIONE FINALE 🔴ORA IN DIRETTA https://www.facebook.com/share/v/17dWaZvkFa/?mibextid=wwXIfr
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Prevedere il futuro non è facile, ma la visione profetica è possibile grazie alla fede. “Noi abbiamo già vinto!”, se restiamo saldi in Cristo, nonostante il lavoro tremendo delle forze del male. Paola Balestrieri è formatrice dei Gruppi Darsi Pace e moglie di Marco Guzzi. Queste sono le sue bellissime e coraggiose parole, accompagnate da alcuni versi di una poesia di Marco. 🎬Estratto video dal nuovo documentario sui gruppi Darsi Pace a cura di Davide Sabatino ed Emanuele Giampà ℹ️Per maggiori info su Darsi Pace visita il nostro sito www.darsipace.it #marcoguzzi #darsipace #ricerca #spirituale #cristianesimo https://www.instagram.com/reel/DbQ5XGUIwLK/?igsh=MWxjZmxjeHI3Y3pwaQ
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📍LA NUOVA ALLEANZA La tradizione a cui tutti noi apparteniamo, in un modo o nell’altro, negandola o accettandola, si fonda s
📍LA NUOVA ALLEANZA La tradizione a cui tutti noi apparteniamo, in un modo o nell’altro, negandola o accettandola, si fonda su una Rivelazione. Ma quanti si interrogano, oggi, nel 2026, sul significato profondo di ciò che ci è stato rivelato? 📺NUOVO CICLO DI DIRETTE FACEBOOK CON MARCO GUZZI Episodio 4 La Rivelazione Finale ✅Vi aspettiamo LUNEDÌ 27 LUGLIO alle ORE 18.00 su Facebook Marco Guzzi, Darsi Pace e L’Indispensabile Non mancate! #marcoguzzi #diretta #pensare #darsipace
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Una delle maggiori preoccupazioni umane è l'incertezza. La costante incertezza. Viviamo, almeno così ci sembra, sotto una continua minaccia, e quindi in uno stato perenne di paura, e di tensione emotiva. Mi ammalerò? peggiorerò? soffrirò? mi capiterà questo o quel accidente, a me o a qualcuno dei miei cari? sarò attaccato? umiliato? denigrato? farò brutta figura? perderò il lavoro? la reputazione? il mio benessere? la mia salute? diventerò dipendente? vecchio e handicappato? morirò? e così via, di allarme in allarme..... Questa è la condizione umana, il punto di partenza. Ed è bene rendercene conto, anche per comprendere le reazioni a volte incomprensibili e convulse degli altri.... Ci sentiamo tutti e sempre in pericolo! Come possiamo affrontare la nostra condizione umana? Il primo passo è accettare fino in fondo che le cose stanno proprio così: tutto è incerto. E non c'è niente che possiamo fare per impedirlo. O meglio il nostro piccolo io è quasi del tutto impotente rispetto all'oceano dell'esistenza in cui è immerso. Deve perciò rinunciare a qualsiasi illusione di controllo. Questa rinuncia ci dona già da subito un buon quoziente di rilassamento. Il secondo passaggio è più difficile, in quanto implica la fiducia che qualsiasi cosa ci possa accadere, il nostro essere più profondo potrà continuare ad amare, a sperare, e a credere nella propria salvezza. Potremo continuare a crescere, e a fiorire. Anche la morte non ci potrà mai separare dall'Amore che regge e anima il Tutto. Fatti in ogni momento e sempre di nuovo questi due passaggi, possiamo andare incontro all'incertezza quasi con curiosità, nella luce della speranza che qualsiasi nuova evenienza servirà solo a dilatare la sfera del nostro amore, e quindi della nostra conoscenza esperienziale del mistero della vita. Marco Guzzi
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Nella Babele di tutte le lingue dobbiamo provare a ridare un senso ad ogni parola. Parola per parola. Quando nel 485 a.C. il principe di Wei propose a Confucio di entrare nel governo, i discepoli chiesero al maestro che cosa avrebbe fatto come prima cosa, e Confucio rispose: “E’ assolutamente necessario ridare ai nomi il loro vero significato”. A questa risposta il suo discepolo Tzu-lu rimase sorpreso e rimproverò il maestro, sostenendo che avrebbe dovuto invece occuparsi del governo e non di semplici parole. Confucio riprese aspramente la superficialità di Tzu-lu, facendogli notare che “se i nomi non sono corretti, le parole non corrispondono alla realtà”, e ciò produce disordine e sgomento, paralizza gli affari, rende sterile l’arte e la religione, incerta la giustizia e la morale, per cui “il popolo non sa come muovere le mani e i piedi”, e di conseguenza qualsiasi forma di governo risulta impossibile. E' uscita da pochi giorni la Nuova Edizione riveduta e corretta del Dizionario della lingua inaudita La Lingua e La Rivoluzione 220 parole chiave per ricominciare https://www.paoline.it/news/novita-libri/dizionario-della-lingua-inaudita.html?fbclid=IwdGRjcATNO0RwZG9mBWZkaWQWULBXdolKCXz11egTXs6Jf3gAgZd3z2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR4n_sGHx6K8LHjk5Z6vriOPrkYF4jqZcoau0A_LFEZN-jvLieJxLlTOQIGmdA_aem_rszZVoFrkdWELNsxy6SEvA
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L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo. Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci. Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza. Gabriele Guzzi
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La Ue ormai è collassata: riformarla è impossibile (di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano) Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando. La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica. E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa. La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi. Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica. La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici. Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro. La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie.
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Nonno, nonnino, ma che fai dormi? "No figlio mio, sto solo guardando il cielo." Ma se hai gli occhi chiusi... "Appunto!" Nonno, ma potresti parlare almeno per una volta in modo più comprensibile? Insomma che cosa vedi nel cielo? "E' strano! vedo guerra e danza, gioia e lutto, vedo l'Estremo appalesarsi, l'Ineluttabile ..." Mi fai paura, nonno! "Paura? ma no, casomai avremmo dovuto averne molto tempo fa, avremmo dovuto rovesciare la Curva Estrema verso il suo Ritorno verso Casa, e invece abbiamo continuato a forzare il tempo fuori dalla sua Fase, seguendo una tangente che sfugge alla Curva dell'Amore, e cioè va verso il nulla, semplicemente." Ma perché, nonno, facciamo così? "Non tutti, bambino mio, e non sempre, ci sono però spiriti molto oscurati oggi alla guida del mondo, forse i più oscuri da molti secoli a questa parte. Stanno solo difendendo se stessi, sono parassiti, sai? funghi velenosi, sono letteralmente sanguisughe, attaccate al collo della bella addormentata, all'anima dell'uomo. E non mollano, e non molleranno la presa, perché lo sanno, il loro tempo è compiuto, sono impazziti ormai perciò, e preferiranno distruggere il mondo piuttosto che confessare le loro orribili colpe, e salvarsi." E noi, nonnino bello, cosa possiamo fare? "Vieni qui, e dammi un bacio, e metti la tua mano sul mio cuore, lo senti? io canto sempre perché già vedo la Grande Festa, anzi la vivo tra tutti questi crolli e tutte queste grida ossessionate. Pianta con me, bambino mio, piantiamo insieme qui su questa terra benedetta il Cipresso sempreverde, e la mentuccia, perché mai e poi mai gli Ossessi e le loro pazzie potranno abbattere l'orgoglio dolcissimo della lavanda, e il suo profumo. Tu aspira con gioia l'aura soave del lauro e del gelsomino, e fonda la tua vita, tutti i giorni, sul loro Alito, sull'Anice azzurro che ti riempie di Cielo." Marco Guzzi
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Una cosa che desta stupore è che quando Gesù fa grandi miracoli, come guarigioni, nei Vangeli, spesso impone al guarito, al liberato, di non divulgarlo, di non dirlo. Perchè mai una notizia così bella e assurda, che confermerebbe le tesi su sè stesso, e lo farebbe accogliere meglio dal popolo, non dovrebbe essere comunicata? Ci sono perle che se vengono esposte perdono lucentezza, processi che se comunicati perdono efficacia, eventi che vanno tenuti per sè. Non per privatismo. Il seme cresce sotto terra, lontano dagli occhi indiscreti, distratti, voraci. Il seme cresce se ignorato. Cresce se curato nell'oscuro. Oggi invece abbiamo tutti fretta di dire cose che non conosciamo a persone che non stimiamo da un cuore non preparato. Non tutto va comunicato subito. Dai frutti si riconoscono i processi. Cioè quando quel primo miracolo, quell'irruzione di luce, si è fatto nutrimento per altri. E allora sono gli altri a chiederti, a volere, a bramare quel cuore di albicocca, che rinfreschi la loro estate. Gabriele Guzzi
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Certamente nella mia vita ho dimostrato di saper portare a termine molti impegni. Per esempio nel 2025 ho condotto 174 eventi pubblici, tra gruppi, conferenze, e interventi on line. Sono cioè capace di intensità lavorativa; ma ho sempre avuto bisogno della pausa, di un ritmo adeguato e areato tra lavoro e riposo. Anche a nuoto posso fare anche 60 vasche, ma non di seguito. Durante la giornata le pause sono per me un'esigenza vitale, senza la loro benedizione non potrei essere presente con l'intensità spirituale di cui ho bisogno per compiere le opere che mi vengono ispirate. L'arte della pausa non è molto perseguita nella nostra società della connessione continuativa, sfibrante. Tornare invece spesso al respiro consapevole, riposare gli occhi e la mente a ritmi congeniali, preservare, se possibile, una pausa pomeridiana per il riposo e la preghiera, e riservare almeno 8/9 ore notturne per la preghiera e il sonno, mi sembrano strumenti di pura e semplice igiene mentale, che ritengo tra 50 anni saranno considerati indispensabili e naturali, come lavarsi i denti la mattina. Gesù chiama a sé gli affaticati e gli oppressi, e cioè in fondo tutti noi, promettendoci di ristorarci. Il verbo greco utilizzato è anapauso, da anapauo. E cioè vi darò riposo, vi farò riprendere fiato, vi darò pace. Gesù ci accoglie nella sfera del suo Spirito per offrirci la sua Pausa sempre presente. Ci offre il Luogo del recupero, dove veniamo letteralmente restaurati e ristorati. La parola italiana Pausa viene proprio da quella greca pausis, che forma poi il verbo ana-pauo. E' come una fermata, la cessazione di ogni affanno. Ricordiamoci di prenderci queste benedette pause, e tutto il resto scorrerà con maggiore armonia, e pace, ma anche con maggiore potenza ed efficacia creative. Marco Guzzi
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Sul ritorno a ondate della polarizzazione destra-sinistra si sono scritti molti libri in passato. Oggi però la questione dive+2
Sul ritorno a ondate della polarizzazione destra-sinistra si sono scritti molti libri in passato. Oggi però la questione diventa dirimente: o comprendiamo che il teatrino delle false contrapposizioni serve a mantenere in piedi un Sistema neoliberista della guerra totalmente trasversale o saremo costretti a vivere l’ennesima messa in scena di una politica post-ideologica e post-umana che fa finta di bisticciare su questioni “morali” per poi sedersi a tavola brindando all’ingenuità del popolo boccalone. Direi che possiamo dire basta a tutto questo no? Nel nuovo volume della rivista La Fionda, intitolato “Distrazioni di massa”, ho cercato di esprimere un punto di vista spero approfondito su questo aspetto ambiguo e divisivo oggi più che mai centrale. Ve lo suggerisco perché, oltre al mio saggio breve, ci sono davvero tanti altri spunti interessanti. Buona lettura! 📕link al libro: https://www.rogasedizioni.net/product-page/la-fionda-1-2026-distrazioni-di-massa #davidesabatino #lafionda
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È importante, più volte lungo la giornata, rendersi conto dei propri pensieri. La pratica è preziosa proprio in quanto ci aiuta ad osservare come ci immedesimiamo nei nostri pensieri, e perdiamo il contatto con il presente. E allora è probabile che lavoriamo, guidiamo, laviamo i piatti, parliamo con qualcuno, ma non siamo davvero lì dove siamo, perché siamo appunto nei nostri pensieri. Nella pratica accogliamo tutto questo con benevolenza, anche il nostro perderci nei pensieri, e ritorniamo in questo vedere, in questo cielo, che rimane il medesimo, in tutti i cambiamenti meteorologici della vita. E voi? Dove siete in questo momento? Francesco Marabotti
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