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Idee&Azione Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione. Canale ufficiale del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia. www.ideeazione.com
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Repost from Strategic Culture Foundation Italiano
Ottanta fiale e un Paese che non controlla i suoi confini
L’Italia rischia di importare la crisi degli oppioidi come ha importato tante altre cose decise fuori: in ritardo, senza strumenti propri, adattandosi a un problema modellato sulle esigenze e sui mercati di altri.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Ottanta-fiale-e-un-Paese-che-non-controlla-i-suoi-confini-07-13
| 2 | Questa scommessa è stata lasciata cadere volontariamente a partire dagli anni ’80, accettando l’equazione liberale per cui l’unica vera espressione democratica di cui era doveroso curarsi era il mercato.
Si accettò l’idea che i media non dovessero avere un ruolo formativo (niente più sceneggiati su classici, niente più “maestro Manzi”, ecc.), ma dovesse solo intrattenere, abbassando progressivamente le richieste ai fruitori.
Si accettò l’idea che l’istruzione pubblica non dovesse produrre cittadini, ma “forza lavoro” (fallendo peraltro anche questo obiettivo).
Si promosse l’idea della fine delle ideologie, sostituite tutte da un’unica ideologia, fatta passare per norma naturale: il mercato come luogo di incontro e realizzazione dei desideri individuali.
Con gli anni ’80 è dunque partito un processo di erosione che, se non arrestato, ha un unico punto di sbocco, ovvero una plutocrazia compiuta e istituzionalizzata. La plutocrazia che già intravediamo ha la stessa assolutezza di potere delle aristocrazie del passato, ma in un contesto gravemente degradato sul piano culturale. Al posto degli aristocratici e dei feudatari del passato – che almeno erano originariamente uomini d’arme e, spesso, avevano timor di Dio – oggi governano squali e usurai, ingranaggi di lusso dell’anonima macchina del capitale.
Ecco, oggi nel 2026, è passato quasi mezzo secolo da quando il nostro esperimento di democrazia reale ha cominciato ad arretrare. Due generazioni sono nate e cresciute in questa temperie.
Oggi, gli scritti popolari che Marx, Engels, Gramsci e tanti altri rivolgevano agli operai e ai contadini – e che ebbero enorme ricezione - verrebbero percepiti come pipponi intollerabili, robe astruse; chiederemmo all’AI di farcene un riassunto in una frasetta o un reel. Non è che gli operai di fine ‘800 fossero più colti della popolazione media odierna. No, è che pensavano di AVER BISOGNO di strumenti per sollevarsi dall’ottusità e dall’impotenza, e per ciò, per darsi strumenti di lotta, erano persino disposti a fare fatica. Ma oggi la sola menzione di un argomento del genere suona come inquietante elitismo. Si è abituati ad essere sedotti dai prodotti, inclusi i prodotti culturali, che ci devono blandire affinché li si compri. E naturalmente se l’aspettativa è questa qui, i politici che vengono allevati dovranno essere solo abili venditori di pentole, che una volta che il bonifico è arrivato e il set di pentole è a casa, spariscono, lasciandoti le pentole arrugginite.
Dunque, ritornando alla questione iniziale, a quello che ho chiamato “atto di fede”: se uno mi chiede oggi se sono convinto che possiamo evitare di andare a sbattere, se sono sicuro che potremo cambiare rotta, se ho fiducia che l’impegno delle persone di buona volontà verrà premiato, l’unica risposta che ho è: VOGLIO CREDERCI, perché solo volendolo esiste una possibilità (non una certezza) che quelle prospettive si realizzino.
Il sol dell’avvenir non ci attende quieto all’orizzonte.
È più probabile che all’orizzonte ci attenda l’incenerimento termonucleare.
Ma talvolta la fede, quando diviene collettiva, muove davvero le montagne. | 155 |
| 3 | SUL PROBLEMA DELLA DEMOCRAZIA
Ogni volta che mi sono accostato ad un’esperienza politica negli ultimi anni, una delle principali costanti è stata incontrare – proprio tra quelli che avrebbero più ragioni per auspicare un serio cambiamento di rotta – una forma di rassegnazione endemica, di sfiducia capillare.
Di fronte a qualunque tentativo di prendere sul serio la democrazia, cercando di portare istanze di popolo nelle istituzioni, nei governi locali o nazionali, innumerevoli persone pongono – con argomenti anche sottilmente diversi – una e una sola istanza scettica: “Pensi davvero che cambierà qualcosa?”
Ora, credo che l’unica risposta onesta sia sempre una: “VOGLIO CREDERE che sia possibile cambiare qualcosa.” La forma di questa frase è quella di un atto di fede. La ragione di questa forma è che qui siamo su un piano che potremmo chiamare delle “profezie autorealizzantesi”. È un piano frequente nelle dinamiche collettive.
Con un esempio, il denaro di per sé è una convenzione priva di valore in sé. Tuttavia il fatto che tutti credano che abbia valore, fa sì che esso funzioni davvero come una sostanza dotata di valore e produca tutte le conseguenze di una sostanza dotata di valore.
Sul piano personale la mia ascendenza famigliare appartiene a quei ceti, rurali o piccolo-borghesi, che prima della Rivoluzione Francese non avrebbero toccato palla, e anche dopo hanno faticato non poco ad essere minimamente calcolati.
Non vivo perciò la “democrazia” come un sistema istituzionale astratto, ma come un esperimento storico che di fatto ha dato parola a persone che altrimenti sarebbero rimaste il concime dei campi altrui.
E la maggior parte delle persone di qualità che ho conosciuto in vita mia appartenevano a questo stesso novero: non erano famiglie di antica nobiltà, né di antica proprietà, e in un mondo privo di elementi democratici non avrebbero mai avuto alcuna possibilità di alzare la testa e la voce.
Sono state davvero poche le fasi storiche in cui “democrazia” è stata più che un’espressione teorica.
Tra queste la più prominente è stata quella dei decenni che hanno succeduto alla Seconda Guerra Mondiale in Europa, e di cui ho percepito solo la coda in via di dissolvimento, negli anni ’80 del XX secolo. In quella breve, ma importante, fase storica non abbiamo assistito soltanto ad un miglioramento economico dei ceti popolari.
Abbiamo anche assistito ad una crescita della partecipazione, della consapevolezza politica, della capacità di comprendere i propri bisogni e l’interesse pubblico.
Senza idealizzare un periodo storico che pure aveva molti limiti, dev’essere chiaro che in quella fase storica siamo andati approssimando forme di democrazia reale. Praticamente tutti i diritti sociali e collettivi che ancora oggi ci permettono di tenere (per alcuni, e a malapena) la testa al di sopra dell’abbrutimento paraschiavistico sono stati ottenuti in quegli anni.
La democrazia è stata da sempre una scommessa complicata. Sin da Platone si sapeva che essa avrebbe avuto la tendenza a degenerare in demagogia e poi in tirannide. Perché ciò non accadesse era necessario “creare e coltivare” il popolo. E questo significava istruzione pubblica, funzione formativa dei media e stimolo costante alla partecipazione. La scommessa era che praticando la democrazia in forma partecipata il popolo sarebbe divenuto sempre più capace di esercitarla bene. | 144 |
| 4 | Trump minaccia il nucleare: Iran all’angolo?
Gli USA rompono la tregua, sferrano tremendi bombardamenti contro le infrastrutture iraniane e Trump torna a minacciare Teheran di colpire i siti iraniani. Strutture sotterranee talmente segrete e fortificate da poter essere colpite soltanto con l’atomica tattica. Il processo negoziale è definitivamente saltato? L’Iran ha ancora delle carte da poter giocare? In questa intervista…
https://casadelsole.tv/trump-minaccia-il-nucleare-iran-allangolo/ | 195 |
| 5 | LA FRANCIA STA USANDO IL GAS STOCCATO PER IL PROSSIMO INVERNO
All'inizio di luglio, il paese ha estratto più di 200 milioni di metri cubi di gas dalle riserve sotterranee a causa dell'utilizzo massiccio dei condizionatori d'aria in risposta a un'ondata di calore anomala.
Le riserve sotterranee di gas vengono tradizionalmente riempite in estate per costituire una riserva di combustibile per l'inverno. Durante la stagione di riscaldamento, il gas accumulato viene utilizzato per garantire un approvvigionamento stabile di calore.
Tuttavia, in Francia, quasi la metà del gas immesso nelle riserve viene immediatamente riutilizzato. Pertanto, dal 1° al 10 luglio, i francesi hanno immesso 367,9 milioni di metri cubi di gas e, nello stesso periodo, ne hanno estratti 211,5 milioni, secondo RIA Novosti.
Si tratta del volume massimo di gas estratto in un periodo di dieci giorni dalla fine di marzo-inizio aprile, quando la stagione di riscaldamento era ancora in corso nel paese.
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| 6 | 🇺🇸🆚🇮🇷 La guerra continua:
🔹Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran alle 5 di notte;
🔹L’Iran ha bombardato le basi americane in Medio Oriente;
🔹durante la notte tre petroliere hanno subito danni ingenti nei pressi dello Stretto di Hormuz.
Le petroliere Mombasa e Bahia trasportavano petrolio dagli Emirati Arabi Uniti; gli attacchi contro di esse sono stati confermati sia dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti che dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Le navi navigavano sotto la scorta della Marina degli Stati Uniti, ma ciò non è servito a proteggerle.
Il nome e la bandiera della terza petroliera colpita al largo delle coste dell’Oman sono ancora sconosciuti.
Il petrolio è già a 85 dollari…, e Trump è ancora un “pacificatore” | 213 |
| 7 | https://www.youtube.com/watch?v=-mNiNj_8D-s | 241 |
| 8 | IL DILEMMA DEI PUNTI STRATEGICI
Il prof. Michael Hudson – in modo fin troppo diplomatico – spiega:
«L’obiettivo guida della diplomazia imperiale statunitense è sempre stato quello di controllare i punti strategici dell’economia mondiale, a cominciare dal controllo del petrolio».
Un fallimento clamoroso con la guerra contro l’Iran.
Ciò sta portando a...
«Il piano B per controllare i punti nevralgici mondiali: se non è possibile controllare le risorse chiave tramite il controllo diretto da parte di governi alleati o oligarchie clientelari, allora bisogna isolarle; e se ciò fallisce, allora è necessario distruggerle per impedire che offrano ad altri paesi una fonte alternativa di approvvigionamento al di fuori del controllo degli Stati Uniti – e con condizioni di pagamento diverse dal dollaro statunitense. Il principio guida è che, se gli Stati Uniti non sono in grado di controllare la produzione petrolifera estera, allora è necessario semplicemente distruggerla in modo da lasciare agli Stati Uniti e ai loro alleati il controllo totale dell’intero commercio mondiale di energia e prodotti petrolchimici critici, così da monopolizzare le rendite economiche derivanti dalle risorse naturali e la «finzionalizzazione» delle eccedenze risultanti dal commercio petrolifero.”
A che punto siamo ora:
«Il tentativo degli Stati Uniti di vincere la guerra contro l’Iran distruggendone il governo e reinsediando un nuovo dittatore fantoccio al loro servizio ha spinto l’Iran a proteggersi, alzando la posta in gioco fino a una lotta per la propria sopravvivenza in cui è in gioco l’equilibrio economico mondiale.»
E non c’è nulla che il vociferante neo-Crasso possa fare al riguardo.
Pepe Escobar | 6 724 |
| 9 | Pensare l’impensabile: la Nato intende dorarsi di una banca
Lo scorso 24 giugno, il «Financial Times» ha ospitato un editoriale vergato dal primo ministro canadese Mark Carney e dal suo omologo lussemburghese Luc Frieden in cui proponeva la creazione della cosiddetta Defence, Security and Resilience Bank
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Pensare-limpensabile-la-Nato-intende-dorarsi-di-una-banca-07-13 | 190 |
| 10 | La pace è diventata un reato?
Bloccare un convoglio militare. Occupare una strada. Scrivere “Life, not war” su una ciminiera della Leonardo. Opporsi al trasporto di armi destinate ai fronti di guerra.
In un Paese che ripudia la guerra nella sua Costituzione, sempre più persone vengono denunciate, processate e criminalizzate per aver provato a fermarne la macchina.
Ma la guerra oggi non passa soltanto dalle trincee. Passa dai porti, dalle ferrovie, dalle fabbriche, dalle università, dalle scuole. Passa dai luoghi di lavoro. E allora una domanda diventa inevitabile: esiste ancora il diritto di dire “io non ci sto”?
A Fest8lina ne abbiamo parlato con José Nivoi, portuale del CALP di Genova, tra i protagonisti delle mobilitazioni contro il traffico di armi e promotore di una proposta di legge per estendere l’obiezione di coscienza ai lavoratori coinvolti, direttamente o indirettamente, nella filiera bellica.
Un confronto che parte dalla repressione dei movimenti per la pace, attraversa il ruolo dei porti italiani nella logistica della guerra, racconta il ricatto occupazionale che lega sempre più territori all’industria militare e rilancia una domanda destinata a diventare centrale nei prossimi anni: chi ha il diritto di rifiutarsi di collaborare con la guerra?
Perché se oggi la guerra coinvolge tutta la società, forse anche la pace non può più essere soltanto uno slogan.
Ci vediamo qui https://youtu.be/3FNd1p2zBJE?is=oL438y-wl0VjFPMi
Buona visione!!!
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| 11 | TRUMP MINACCIA DI ELIMINARE LA “MONTAGNA DEL PICCONE” IRANIANA
Trump afferma che le operazioni militari statunitensi contro l'Iran potrebbero continuare per due o tre settimane.
In una conversazione con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt, Trump ha anche minacciato di prendere di mira il Kuh-e Kolang Gaz La (in inglese “Pickaxe Mountain”, letteralmente "Montagna del piccone"), definendolo "un possibile bersaglio per un bel colpo proprio alla porta d'ingresso".
La Montagna del piccone è un'installazione nucleare altamente fortificata scavata nei monti Zagros, nel centro dell'Iran.
"Elimineremo la Montagna del piccone. Dite agli iraniani di essere pronti. Ok, non possono farci nulla," ha detto Trump.
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| 12 | La Russia invia un messaggio chiaro all’Occidente e all’Ucraina
I recenti attacchi russi contro Kiev, alla vigilia del vertice della NATO, hanno dimostrato chi detiene realmente il controllo delle dinamiche militari del conflitto.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Russia-invia-un-messaggio-chiaro-allOccidente-e-allUcraina-07-12 | 186 |
| 13 | La Russia invia un messaggio chiaro all’Occidente e all’Ucraina
I recenti attacchi russi contro Kiev, alla vigilia del vertice della NATO, hanno dimostrato chi detiene realmente il controllo delle dinamiche militari del conflitto.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Russia-invia-un-messaggio-chiaro-allOccidente-e-allUcraina-07-12 | 1 |
| 14 | 🇬🇧 The Telegraph: Nel Regno Unito i genitori rischiano la reclusione se tentano di dissuadere un bambino dal seguire un percorso di transizione
🔹La ministra britannica per l’uguaglianza Olivia Bailey ha presentato un disegno di legge secondo cui genitori, insegnanti e medici rischiano fino a cinque anni di carcere se tentano di dissuadere i bambini dal sottoporsi a una terapia transgender irreversibile;
🔹Gli esperti avvertono che ciò potrebbe esporre genitori e insegnanti al rischio di indagini di polizia e di una possibile pena detentiva per aver avuto conversazioni sincere con i bambini.
La legge proposta, in realtà, non prevede una pena per il semplice fatto che i genitori non siano d’accordo con il cambio di sesso dei propri figli, bensì per la violenza nei confronti dei minori che intendono cambiare sesso, che si manifesta in comportamenti coercitivi che causano danni fisici o psicologici.
Ma i timori degli attivisti per i diritti umani non sono infondati. Sotto il termine «comportamento violento» si può far rientrare qualsiasi cosa e, di conseguenza, condannare un genitore.
Nel complesso, l’agenda globalista sta causando danni terribili alla Gran Bretagna. Ai genitori ora non è più permesso insistere affinché i propri figli mantengano il loro sesso NATURALE 🤷♂️ | 198 |
| 15 | Il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Rezaei:
“Trump ha affermato di voler essere il guardiano dello Stretto di Hormuz. Non abbiamo bisogno di lavoratori stranieri per proteggere lo Stretto! Se insiste tanto nel voler essere un guardiano, dovrebbe andare a fare il guardiano della tomba di Graham”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico | 278 |
| 16 | Oggi alle 17:00 vi aspettiamo. https://youtube.com/live/-mNiNj_8D-s | 287 |
| 17 | IL SOFT POWER IN UN MONDO POST-EGEMONICO: CRISI CONCETTUALE E NUOVI ATTORI DELL'INFLUENZA CULTURALE
di Anton Bespalov
Lo scambio culturale accompagna da tempo le interazioni politiche ed economiche tra gli Stati, ma è stato solo nel XX secolo che la diplomazia culturale è emersa come politica statale deliberata. A partire dagli anni ’60, l’ambito di competenza della diplomazia pubblica si è ampliato oltre la diffusione culturale per includere la formazione dell’opinione pubblica estera, la comunicazione degli obiettivi politici e la lotta agli stereotipi.
Continua qui https://telegra.ph/Il-soft-power-in-un-mondo-post-egemonico-crisi-concettuale-e-nuovi-attori-dellinfluenza-culturale-07-11
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#ideeazione | 291 |
| 18 | Come l’ultima mossa di Khamenei sta sconfiggendo il NATOstan
Al di là di tutta la volgarità, delle menzogne e della rabbia furiosa manifestate dall’impero barbaro, questa è la settimana che passerà alla Storia come quella in cui l’Iran ha consolidato il proprio status di Stato-civiltà inderogabile – orgoglioso della sua storia millenaria e della sua coesione nazionale
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Come-lultima-mossa-di-Khamenei-sta-sconfiggendo-il-NATOstan-07-11 | 235 |
| 19 | https://www.irancultura.it/lepopea-della-solidarieta/
Il Coro Polifonico dell’Italia e la “Diplomazia dei Popoli” verso l’Iran
Novità Editoriale: "L’Epopea della Solidarietà"
L'Ambasciata dell'Iran a Roma e Anteo Edizioni presentano un libro eccezionale: la raccolta corale dei messaggi di vicinanza inviati dai cittadini italiani al popolo iraniano dopo i tragici attacchi subiti. Un vero e proprio manifesto della "diplomazia dei popoli".
Cosa contiene:
I messaggi degli italiani che si oppongono alla guerra e alla disinformazione ("Non in nostro nome").
Approfondimenti di grandi intellettuali italiani: Franco Cardini, Maria Morigi e Lorenzo Maria Pacini.
Le parole dell'Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri per un futuro fondato su giustizia e rispetto.
Un documento storico che dimostra come il dialogo e l'umanità superino ogni retorica politica.
Disponibile a 20€ nelle migliori librerie e sul sito web di Anteo Edizioni.
Leggi l'articolo completo Cliccando qui | 74 |
| 20 | ⚡ È morto uno dei principali fomentatori della guerra in Ucraina e l'istigatore diretto della guerra in Iran (è stato proprio lui a convincere Trump ad attaccare), il senatore americano Lindsey Graham
Graham era una delle figure chiave che ricevevano denaro per fare pressione a favore della guerra.
Graham era russofobo, odiava i musulmani e aspirava allo scoppio della terza guerra mondiale per trarne profitto.
Alcune citazioni famose di Graham:
A marzo aveva affermato che la caduta dell’Iran sarebbe avvenuta nel giro di poche settimane,
E nel 2023 ha detto riguardo al conflitto ucraino: «I russi stanno morendo, è il miglior investimento della nostra storia».
Proprio il 10 luglio Graham ha incontrato Zelenskyj e ha esortato Trump a imporre «sanzioni infernali» contro la Russia. | 240 |
