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منشورات القناة
LA POESIA DELLA DOMENICA
MARY, OLGA, EZRA
di Maristella Tagliaferro
Nell'aria l'eco
di versi potenti,
di parole
antiche
e vive,
che nessun potere
è riuscito,
né mai riuscirà,
a spegnere.
Continua qui https://telegra.ph/Mary-Olga-Ezra-08-02
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#ideeazione
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Eh niente: oggi si è svegliato così.
Questa l'ha postata 30 minuti fa.
Il mondo messo a ferro e fuoco da un bimbominkia ottantenne. E' più pirla del nordcoreano, e non era facile.
Segui ➡️ 🌐 t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥💥
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| 3 | L’Impero della Pirateria: sordo, muto e cieco
È davvero impressionante osservare come l’Iran stia smantellando l’intero ecosistema militare americano in tutta l’Asia occidentale con una strategia estremamente disciplinata.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/LImpero-della-Pirateria-sordo-muto-e-cieco-07-31 | 286 |
| 4 | Conti alla mano, Alessandro Volpi dimostra come con la prossima legge di bilancio il governo Meloni si appresta a dare il colpo di grazia definitivo a quel che resto dello Stato Sociale, per favorire riarmo e speculazione finanziaria.
Ne abbiamo parlato con lui qui https://youtu.be/AEb5Bt7Coic?is=MqjQRYeNDZPoKl4V
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| 5 | SFORZI DI COSTRUZIONE DEL PARTITO E CAMPAGNA ANTICORRUZIONE DEL PCC
di Wang Qiang
Poco più di un secolo fa, a Shanghai, il Partito Comunista Cinese venne fondato da una dozzina di militanti che si incontravano tra case popolari, barche ancorate sul vicino lago Zhejiang e una sala nel quartiere di Xintiandi, nell’allora legazione francese. Questa organizzazione, oggigiorno, dirige e regola la vita sociale ed economica di una riconosciuta superpotenza e conta 100 milioni e trecentomila iscritti.
Ha affrontato con successo l’invasione e l’occupazione giapponese, la guerra civile contro i nazionalisti del Kuomintang, le sfide della Guerra Fredda, un complesso rapporto con l’Unione Sovietica, la “Politica del Ping-Pong” di Nixon e Kissinger e la fase di “Riforme ed Aperture” inaugurata da Deng Xiaoping che ha permesso il ‘decollo’ dello sviluppo economico e umano della Repubblica Popolare Cinese.
Tuttavia, con ogni probabilità, nessuno di questi importanti risultati sarebbe stato anche solo pensabile senza la profonda e radicata abitudine dei quadri, dei dirigenti e dei militanti del PCC ad auto-rifomare la propria organizzazione e a combattere le spinte corruttive ed antisociali che di tanto in tanto possono manifestarsi al suo interno.
Il coraggio dell’autocritica e dell’autoriforma è un tratto che distingue il PCC dagli altri partiti politici, che fornisce al Partito una fonte inesauribile di energia, aiutandolo a rimanere vigoroso. Dal suo 18° Congresso Nazionale, il Partito ha esplorato un percorso di successo per risolvere i propri problemi ed evitare instabilità e sconvolgimenti politici in condizioni di governo a lungo termine. Ha costruito un efficace sistema di supervisione del potere e di applicazione della disciplina e ha progettato l’assetto complessivo della costruzione del Partito, che mira a migliorare la costruzione politica, a rafforzarne la teoria, a consolidarne le organizzazioni, a migliorarne la condotta e a far rispettare la disciplina, incorporando il miglioramento istituzionale in ogni aspetto della vita di Partito. Ha adottato misure decisive contro la corruzione e ha costantemente consolidato le successive vittorie nella lotta contro di essa.
In questo volume, il sociologo e teorico marxista Wang Qiang dettaglia lo sviluppo di questa ormai consolidata prassi, evidenziando come essa si ponga in linea con le migliori tradizioni delle dinastie storiche cinesi, le quali, pur senza la coscienza critica derivata dallo studio dei cicli storici e dell’agire sociale, pure intuitivamente cercavano di implementare misure per la riforma delle istituzioni e la repressione di pratiche arbitrarie e corruttive. Certamente la ‘ricetta’ elaborata dal PCC nei primi cento anni della sua esistenza si è rivelata efficace per porre fine al ‘Secolo delle Umiliazioni’ e portare la Cina Popolare alla ribalta internazionale dal punto di vista economico e tecnologico.
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| 6 | L’Europa cerca Mosca dopo aver alimentato la guerra in Ucraina
Nell’analisi dell’ambasciatore vietnamita Nguyễn Quang Khai, le aperture europee verso la Russia non rappresentano ancora una svolta strategica, ma il riconoscimento tardivo del fallimento della soluzione militare, dei costi economici della rottura con Mosca e del rischio di un accordo imposto da Washington.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/LEuropa-cerca-Mosca-dopo-aver-alimentato-la-guerra-in-Ucraina-07-31 | 261 |
| 7 | “Coraggioso popolo della Repubblica Islamica dell'Iran, che ha fatto la storia, i vostri figli della Marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, pur mantenendo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, restano impegnati a salvaguardare la fiducia riposta in loro dal credente e vigile popolo iraniano.
Nelle prime ore di oggi, due petroliere, influenzate dall'inganno del CENTCOM e convinte di poter attraversare lo Stretto di Hormuz lungo una rotta non dichiarata sotto la scorta aerea delle forze armate statunitensi, responsabili di omicidi di bambini e atti terroristici, ignorando i nostri avvertimenti, hanno proseguito lungo una rotta pericolosa e illegale. Sono state colpite e fermate, mentre altre quattro petroliere hanno immediatamente cambiato rotta e sono tornate alla posizione precedente".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico | 272 |
| 8 | TRUMP ORDINA NUOVI ATTACCHI CONTRO L’IRAN
Il presidente Trump ha ordinato un nuovo attacco contro l'Iran con l'obiettivo di costringere Teheran alla resa. Gli attacchi potrebbero iniziare già questo fine settimana e durare alcuni giorni, secondo quanto affermato da funzionari statunitensi.
Fonte: The Wall Street Journal
In precedenza, Trump aveva previsto che, se gli Stati Uniti avessero colpito l'Iran con sufficiente forza, la linea dura del regime alla fine avrebbe ceduto.
La sua frustrazione nei confronti della diplomazia è apparsa evidente durante la riunione di gabinetto odierna. All'inizio di questa settimana, Trump aveva dichiarato che erano in corso "negoziati molto amichevoli" che avrebbero consentito una pausa nelle operazioni militari. Da allora, l'Iran ha lanciato un attacco a sorpresa contro le truppe in Giordania, scatenando una rappresaglia statunitense.
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| 9 | Quindi, fateci capire, 50mila marocchini compaiono come funghi a Ceuta.
È il famoso fenomeno della germinazione spontanea.
Credibile, no? | 382 |
| 10 | Il diritto europeo impone identificazioni individuali, garanzie procedurali, accesso alla domanda di asilo e divieto di espulsioni collettive, ma non assicura agli Stati di primo ingresso procedure abbastanza rapide, strutture sufficienti e meccanismi di rimpatrio realmente eseguibili. L’Unione proclama la solidarietà, eppure continua a distribuire in modo profondamente diseguale i costi territoriali, amministrativi e politici della gestione migratoria. Anche il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo non risolve questa contraddizione. Esso moltiplica procedure, classificazioni e adempimenti, ma non trasforma la gestione delle frontiere esterne in una responsabilità autenticamente "federale". Il meccanismo di solidarietà rischia, in questo modo, di tradursi in una compensazione finanziaria che consente agli Stati meno esposti di sottrarsi alla condivisione effettiva delle persone e delle responsabilità. Il risultato è un ordinamento che disciplina minuziosamente l’arrivo, ma rimane strutturalmente debole nella prevenzione degli ingressi irregolari e nell’esecuzione dei rimpatri. Quanto accade a Ceuta non dipende soltanto dalla sentenza di cui sopra. Le cause sono più profonde e comprendono le diseguaglianze economiche tra Europa e Africa, l’instabilità politica di numerosi Paesi di origine, l’attività delle organizzazioni criminali e l’impiego dei flussi migratori come strumento di pressione internazionale. Il controllo delle partenze è fortemente condizionato dalla cooperazione del Marocco. Ogni attenuazione della vigilanza marocchina si traduce immediatamente in una maggiore pressione sulla frontiera spagnola, dimostrando quanto sia fragile una politica europea che affida a Paesi terzi una funzione essenziale per la propria sicurezza. Il Regno di Spagna deve, quindi, modificare la legge organica n. 4/2000, disciplinando espressamente gli attraversamenti marittimi nelle aree di Ceuta e Melilla. La nuova normativa, in altri termini, dovrebbe prevedere procedure di frontiera rapide, individualizzate e sottoposte a controllo giudiziario, senza trasformare le garanzie fondamentali in un meccanismo che renda impossibile qualsiasi decisione tempestiva. L’identificazione, la tutela dei minori, l’accertamento delle vulnerabilità e l’accesso alla protezione internazionale devono essere assicurati, ma devono svolgersi entro termini rigorosi e in strutture adeguate. L’Unione europea deve, invece, assumere la gestione delle frontiere esterne come una competenza comune effettiva, rafforzando il ruolo operativo di Frontex, imponendo una redistribuzione obbligatoria tra gli Stati membri, uniformando le procedure di frontiera e creando un sistema europeo dei rimpatri. Gli accordi con i Paesi di origine e di transito devono essere trasparenti, verificabili e subordinati al rispetto dei diritti fondamentali, ma non possono continuare a essere politicamente facoltativi e operativamente inefficaci. Ceuta dimostra il fallimento simultaneo della giurisprudenza, della legislazione spagnola e del diritto europeo. La sentenza ha trasformato una lacuna legislativa in una distinzione operativa irrazionale, la legge spagnola ha ridotto la frontiera a una recinzione e l’Unione europea ha imposto obblighi comuni senza costruire strumenti realmente comuni. Uno Stato di diritto non può sacrificare la dignità della persona alla sicurezza, ma non può neppure utilizzare le garanzie come giustificazione della propria impotenza. Una frontiera priva di regole applicabili, decisioni tempestive e responsabilità condivise non è una frontiera governata dal diritto, bensí una frontiera abbandonata all’improvvisazione. | 340 |
| 11 | L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
CEUTA, LA FRONTIERA CHE SPAGNA E UNIONE EUROPEA HANNO RESO GIURIDICAMENTE INDIFENDIBILE
Ceuta è una città spagnola situata sulla costa settentrionale dell’Africa, affacciata sullo stretto di Gibilterra e circondata per via terrestre dal Marocco. Non è una colonia, né un territorio sottoposto a un regime internazionale, ma parte integrante del Regno di Spagna e Città autonoma in forza della legge organica n. 1/1995, adottata ai sensi dell’articolo 144, lett. b), della Costituzione spagnola del 1978. Ceuta è, dunque, territorio spagnolo e, nello stesso tempo, frontiera esterna dell’Unione Europea collocata geograficamente nel continente africano. Questa singolare condizione ne fa un punto di esposizione permanente alle pressioni migratorie e alle tensioni diplomatiche con il Marocco. In tale contesto si inserisce la sentenza n. 814/2026, pronunciata dalla V sezione della Sala del contenzioso amministrativo del Tribunal Supremo spagnolo. La decisione ha escluso che il cosiddetto "rechazo en frontera", previsto dalla disposizione addizionale decima della legge organica n. 4/2000, possa essere applicato agli stranieri intercettati mentre tentano di raggiungere a nuoto Ceuta o Melilla. Secondo il Tribunal Supremo, la norma riguarda soltanto le persone sorprese nel tentativo di superare gli elementi materiali di contenimento della frontiera terrestre e non può essere estesa agli attraversamenti marittimi. La conclusione è compatibile con la formulazione letterale della legge, ma produce un risultato sistematicamente irragionevole. Il regime applicabile all’ingresso irregolare finisce, infatti, per dipendere non dalla natura della condotta, dalla posizione della persona rispetto al confine o dall’esigenza di proteggere la frontiera esterna, quanto dal mezzo concretamente utilizzato. Chi tenta di oltrepassare una recinzione può essere sottoposto al regime speciale, mentre chi persegue il medesimo obiettivo attraversando il mare deve essere immesso nella procedura ordinaria. La distinzione non tutela maggiormente i diritti fondamentali, ma crea un incentivo verso la modalità di ingresso più pericolosa per la vita umana e più facilmente sfruttabile dalle reti criminali. Il Tribunal Supremo ha adottato una lettura rigidamente letterale e topografica della disposizione, senza valorizzare adeguatamente l’unitarietà funzionale della frontiera di Ceuta. La frontiera non coincide con la recinzione, poiché comprende l’intero spazio nel quale lo Stato esercita il controllo degli accessi al proprio territorio. Ridurre la nozione giuridica di frontiera alla presenza di un manufatto significa confondere il confine con il dispositivo materiale predisposto per sorvegliarlo. Il giudice avrebbe potuto elaborare un’interpretazione sistematica più coerente con la finalità della norma, mantenendo ferme l’identificazione individuale, la tutela dei minori, la verifica delle condizioni di vulnerabilità, l’accesso alla protezione internazionale e il controllo giurisdizionale. La responsabilità principale ricade, tuttavia, sul legislatore spagnolo, che ha disciplinato una delle frontiere più complesse d’Europa mediante una disposizione imprecisa e concettualmente arretrata. La legge organica n. 4/2000 tratta la frontiera come se coincidesse esclusivamente con le barriere terrestri e ignora il fatto evidente che gli ingressi irregolari possono avvenire anche via mare. Una normativa così formulata non offre certezza giuridica, non garantisce uniformità operativa e costringe i giudici a scegliere tra un formalismo paralizzante e un’estensione interpretativa esposta al rischio di violare il principio di legalità. Non meno grave è la responsabilità dell’Unione Europea, che pretende di governare una frontiera comune attraverso amministrazioni nazionali lasciate sostanzialmente sole. | 287 |
| 12 | In Germania, le ali estreme dello schieramento politico meditano una svolta epocale
Per la prima volta la prospettiva di un unico blocco anti occidentale unito. Un esempio per il resto d’Europa?
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/In-Germania-le-ali-estreme-dello-schieramento-politico-meditano-una-svolta-epocale-07-30 | 273 |
| 13 | 📆 Vi aspettiamo oggi, VENERDI 31 LUGLIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴🔥Italia in guerra a Riyadh | LEVANTE
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/QajOdv8Y40Q
🔴 Al centro della puntata di questa sera un intreccio che modifica le carte in tavola: l'alleanza navale a guida saudita nata per rompere l'assedio degli Houthi sul Mar Rosso, l'accordo sul nucleare civile firmato con Washington e subito legato all'ingresso di Riyadh negli accordi di Abramo, e i quattrocento militari italiani schierati nel Golfo dalla metà di marzo senza che il Parlamento ne discutesse e ne sapesse niente. Non parliamo di una crisi regionale, ma della mappa di un ordine che cambia. Approfondiamo l'argomento con Lorenzo Maria Pacini, classe 1994, docente universitario di geopolitica e scienze strategiche, editorialista di Strategic Culture Foundation, membro del Multipolarity Forum. In studio Jeff Hoffman
⚓️ Affrontiamo insieme:
La riunione di Riyadh del 30 luglio: 43 Paesi convocati, 14 firmatari, Emirati e Oman assenti
Bab al-Mandeb e Yanbu: la geografia del petrolio dopo la chiusura di Hormuz
L'atomo saudita in cambio del riconoscimento di Israele: teologia politica di un baratto
Task Force Air-Arabia: SAMP-T, Eurofighter e sovranità italiana quarant'anni dopo Sigonella
Pechino che tratta da sola con Ansarullah e il modello multipolare di sicurezza marittima
Il dollaro sotto il 57 per cento delle riserve: chi guadagna dal caos permanente
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| 14 | La guerra in corso tra Stati Uniti ed Iran viene presentata dal sistema mediatico come un conflitto tra civiltà occidentale e mondo islamico. L'opinione pubblica, soprattutto quella riconducibile alla cosiddetta destra , sembra dar credito a questa versione. I musulmani, siano essi i palestinesi di Gaza o i militanti dell' Isis, i migranti marocchini di Ceuta o i pasdaran iraniani, vengono messi in uno stesso calderone di persone che nutrono un odio fanatico nei confronti del cristianesimo e della democrazia.
Questa rappresentazione della realtà è, naturalmente, del tutto erronea. La dinamica degli eventi bellici ci descrive, infatti, una situazione completamente diversa. L'Iran ha scagliato i suoi missili contro il Quatar , gli Emirati Arabi, l'Iraq, la Siria, l'Arabia Saudita, la Giordania. Non lo ha fatto per capriccio, ma perché questi paesi sono alleati degli Stati Uniti ed ospitano basi americane direttamente impegnate nel conflitto. Diversamente da quanto pensa l'opinione pubblica manipolata, il mondo islamico non è un blocco monolitico. Le classi dirigenti dei paesi arabi, ad esempio, sono quasi tutte strettamente legate all'Occidente. Oltre ai paesi che ho nominato, entrano nel sistema di alleanze americano l'Egitto, la Libia, la Tunisia e il Marocco, il cui re intrattiene cordiali relazioni non solo con gli USA ma anche con Israele.
I leader dei paesi musulmani dipinti come criminali assassini (Gheddafi, Assad , gli Ayatollah iraniani) sono quelli che hanno cercato di preservare la sovranità dei loro paesi facendo in modo che i loro concittadini trovassero un lavoro dignitoso in patria senza bisogno di andare all'estero.
Vista nell'ottica europea, il modo per evitare una anacronistica guerra di religione, verso la quale ci stiamo invece avviando , ci sarebbe.
Bisognerebbe avere il coraggio di manifestare, con tutta la forza politica ed economica di cui il continente ancora dispone, la più drastica opposizione al genocidio di Gaza e all' aggressione contro l'Iran. Bisognerebbe altresì riconoscere che cinquantamila persone non possono, in assenza di guerre o calamità naturali, rompere i confini ed entrare nel territorio di un altro paese. I migranti di Ceuta dovrebbero quindi essere rispediti, in tempi molto brevi, in Marocco.
Purtroppo, azioni di questo tipo, in sé non difficili, metterebbero in discussione i capisaldi dell'UE, vale a dire la subordinazione agli Stati Uniti, il sostegno incondizionato ad Israele e l'immigrazionismo.
È molto più facile, per le oligarchie che reggono il continente, accordarsi con gli ex terroristi siriani o con il monarca marocchino, che fare l'interesse dei loro popoli
Silvio Dalla Torre | 350 |
| 15 | CEUTA. ISRAELE IRONIZZA SULLA SPAGNA, IL MINISTRO DEI TRASPORTI SPAGNOLO INSINUA LO ZAMPINO DI ISRAELE
La Spagna, che non perde mai l'opportunità di fare la predica a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi legata alla sua politica sull'immigrazione.
Forse, prima che continui a farci la predica, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa.
Danny Danon, Ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite
Risposta di Óscar Puente, Ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile del Governo di Spagna:
Beh, inizia a essere tutto abbastanza chiaro.
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| 16 | Il capo di Ansar Allah in Yemen, Seyyed Abdul-Malik al-Houthi:
"I sauditi hanno donato a Epstein il telo della Sacra Kaaba, con l'intento che lo usasse come tappeto su cui camminare con le scarpe e che lo incorporasse nei suoi rituali satanici.
Purtroppo, i governi islamici e le autorità religiose del mondo musulmano sono rimasti in silenzio riguardo al dono del velo della Kaaba al criminale ebreo Epstein.
Chiedo la formazione di una commissione islamica per indagare su questo tradimento, ovvero la donazione del velo della Kaaba al criminale ebreo Epstein".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico | 281 |
| 17 | STORIA DELLA GUERRA DI COREA
di AA. VV.
È da poco trascorso il 71° anniversario della fine della Guerra di Corea, con la storiografia di entrambe le parti (nordcoreana da un lato, americana e sudcoreana dall’altro) a rivendicare la vittoria e a incolpare l’altra per l’inizio delle ostilità. Ma come sono andate veramente le cose? Uno studio, forse il più completo tra quelli esistenti, corposamente corredato di fonti di ambedue i campi che allora si sfidavano nell’unipolarismo della prima Guerra Fredda, traccia le reali origini del conflitto del 1950-1953, ben prima di quel 25 giugno. Una lezione di metodo ancora valida per quell’abitudine mai sopita di ignorare o sottovalutare gli antefatti a uso e consumo delle riscritture di comodo. Come i conflitti non iniziano mai dal nulla un 24 febbraio o un 7 ottobre, ma sono il frutto di condizioni che si accumulano e passano allo stadio successivo, così la Guerra di Corea fu il risultato di una lunga serie di provocazioni armate durate tre anni e dell’invasione americana-sudcoreana della RPDC, che ne provocò l’immediata controffensiva fino al perimetro di Pusan. Un altro caposaldo della propaganda occidentale cade così di fronte ai fatti enumerati e spiegati nei minimi particolari, sia del conflitto che prima, ad opera di questi due libri, pubblicati a quasi un trentennio di distanza, sul primo conflitto dopo la Seconda guerra mondiale e la sua genesi.
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https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/storia-della-guerra-di-corea/ | 284 |
| 18 | Chi ritiene che ciò che sta avvenendo nelle enclavi nordafricane spagnole sia un qualcosa di spontaneo è nel migliore dei casi molto ingenuo. Ed a questo proposito suggerisco la lettura del testo di Kelly Greenhill (già consigliera di diverse agenzie governative USA) "Weapons of Mass Migration" , ampiamente citato anche sul numero 4/2016 di "Eurasia. Rivista di studi geopolitici" dall'emblematico titolo "Migrazioni o invasioni?". Tra l'altro, non è la prima volta che la Spagna subisce questo genere di pressione. Tuttavia, in questo caso, la volontà di destabilizzare il governo Sanchez (sicuramente criticabile sotto molti aspetti, ma "colpevole" di non essersi totalmente piegato alla volontà di Trump e soci sull'Iran) sembra evidente. Ricordiamo in questo senso anche diverse "inchieste" ad orologeria della magistratura spagnola che assomigliano tanto ad una prassi utilizzata anche in Italia (non a caso, anche noi subimmo una guerra, quella contro la Libia, volta soprattutto alla distruzione degli accordi di cooperazione con il Paese nordafricano ed alla trasformazione dello stesso in un buco nero geopolitico ostaggio di bande criminali). Inutile dire che, in Libia, l'Italia abbia subito la peggiore sconfitta dal 1943 in poi, complice anche il governo Berlusconi che cadde poco dopo sotto la pressione delle agenzie di rating. Ma questo è un altro discorso.
Interessante anche il fatto che il Partito spagnolo di opposizione "Vox", membro dei cosiddetti "Patriots" (il gruppo trumpista nel Parlamento europeo) abbia a lungo ricevuto finanziamenti dall'organizzazione terroristica MeK (iraniana ma ostile alla Repubblica Islamica), che da tempo attua operazioni di lobbying nei Paesi europei. Il referente italiano dell'organizzazione è Giulio Terzi, vicino a Fratelli d'Italia. Per chi non lo conoscesse, il MeK, dopo aver svolto un ruolo di rilievo nella Rivoluzione, arrivò allo scontro aperto con Khomeini, fino ad unirsi all'Iraq di Saddam nel corso di quella che Iran è ricordata come "guerra imposta" o "sacra difesa". Il MeK è di fatto responsabile della morte di migliaia di civili iraniani. Oggi è una sorta di setta pseudo-religiosa che ha base in Albania, sotto la protezione di quello stesso governo che sta cercando di svendere il proprio territorio a Kushner e soci. Sul Marocco è d'uopo ricordare la sua stretta cooperazione con Stati Uniti e Israele (è parte integrante degli "accordi d'Abramo), sebbene il sovrano cerchi di mantenere una linea geopolitica "multilaterale" (ad esempio, non mancano gli accordi commerciali con la Russia). In conclusione, sarebbe altrettanto opportuno ricordare che la famiglia Netanyahu (padre e figlio), ormai da diversi anni, continua ad "augurarsi" una nuova invasione islamica della Spagna.
Daniele Perra | 316 |
| 19 | 🇮🇷😄 Iranian army’s latest joke
@strategic_culture | 254 |
| 20 | Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si riaccende: era tutto scritto in un documento del 2009
Perché l’Iran ha iniziato a sferrare attacchi contro l’Iran poche settimane dopo la conclusione della “tregua” e su cosa si basano le azioni dell’amministrazione americana?
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://strategic-culture.su/news/2026/07/29/il-conflitto-tra-stati-uniti-e-iran-si-riaccende-era-tutto-scritto-in-un-documento-del-2009/ | 260 |
