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Se chiudi le tue riunioni con “Ci sono domande?”, potresti non scoprire mai cosa pensa davvero il tuo team.
Il silenzio non significa che sia tutto chiaro. E soprattutto non significa che le persone siano davvero allineate.
Come leader, non fermarti quindi al piano cognitivo. Apri anche uno spazio emotivo.
Nel video ti mostro 4 passaggi per chiudere una riunione in modo efficace:
✅ Verificare ciò che le persone hanno compreso
✅ Esplorare come si sentono
✅ Normalizzare dubbi e resistenze
✅ Riportare il team verso una direzione condivisa.
Quattro passaggi per trasformare la chiusura di un meeting in un momento di ascolto, confronto e allineamento.
Nel video ti spiego come applicarli concretamente.
E tu, come chiudi le tue riunioni?
| 2 | Cosa può insegnarti il Campione del Mondo di Public Speaking se il tuo palco è una sala riunioni?
Qualche giorno fa ero a Vancouver per assistere alla finale dei Campionati Mondiali di Public Speaking.
Mentre ascoltavo lo speech vincitore di Dirceu da Silva, non mi interessava soltanto capire quanto fosse bravo. Mi chiedevo: cosa sta facendo per riuscire a tenere migliaia di persone con sé?
Come cattura l’attenzione? Come crea curiosità? Come utilizza storytelling e humor? E soprattutto: cosa possiamo trasferire nella comunicazione in azienda?
Sono sempre più convinta di una cosa: la comunicazione è una.
Cambiano il palco, il pubblico e l’obiettivo, ma molti dei principi che funzionano davanti a migliaia di persone funzionano anche quando presenti una strategia, conduci una riunione o parli davanti al tuo team.
Ho analizzato lo speech vincitore e ne ho ricavato 10 lezioni di Public Speaking applicabili alla comunicazione professionale.
👇 Nell’articolo sul mio blog trovi la mia analisi completa. | 92 |
| 3 | "Come stai?"
È una domanda che facciamo ogni giorno.
Durante la registrazione del quinto episodio di Onco Heroes NextGen, il primo con il pubblico in sala, insieme al Prof. Mario Scartozzi abbiamo avuto il piacere di ospitare Massimo Di Maio, Presidente di AIOM.
Parlando di oncologia, giovani medici e futuro della professione, è emersa una riflessione che mi porterò dentro.
Massimo ha detto che c'è una domanda che gli manca.
Non è:
"Come stai?"
Ma:
"Come ti senti?"
Sembrano simili.
In realtà aprono conversazioni completamente diverse.
"Come stai?" riceve spesso una risposta automatica.
"Come ti senti?" invita le persone a fermarsi, ascoltarsi e condividere qualcosa di più autentico.
Mi ha ricordato che le domande migliori non servono solo a ottenere risposte.
Servono a far sentire le persone davvero viste.
Se vuoi ascoltare l'intera conversazione con Massimo Di Maio, trovi l'episodio su YouTube e Spotify.
💙 Qual è la domanda che, più di tutte, ti ha fatto sentire davvero ascoltato? | 120 |
| 4 | "Buongiorno a tutti."
È una delle frasi più usate all'inizio di una presentazione.
Ma è anche la più efficace?
I primi 30 secondi del tuo speech non servono a riempire il silenzio.
Servono a creare una connessione.
Nel video ti mostro tre leve che possono cambiare l'apertura del tuo discorso:
✅ Emozione: coinvolgi il pubblico fin dai primi secondi.
✅ Curiosità: sorprendi con un'informazione inaspettata.
✅ Autorevolezza: costruisci credibilità senza doverla dichiarare.
La domanda più importante non è:
"Come inizio il mio discorso?"
È un'altra:
"Sto iniziando per proteggermi... o per connettermi?" | 133 |
| 5 | Più un manager controlla, meno il team diventa autonomo.
È uno dei paradossi che vedo più spesso nelle aziende.
Molti manager controllano ogni e-mail, ogni documento e ogni decisione con l'obiettivo di ridurre gli errori.
In realtà ottengono spesso l'effetto opposto.
Quando una persona sa che ogni sua scelta verrà ricontrollata, smette di decidere.
Quando ha paura di sbagliare, smette di prendersi responsabilità.
Quando aspetta sempre l'approvazione del manager, smette di crescere.
L'ho vissuto anch'io all'inizio della mia carriera.
Ogni e-mail doveva essere stampata e approvata prima di essere inviata.
Non mi sentivo più sicura.
Mi sentivo più insicura.
Da allora porto questa riflessione in ogni percorso di leadership.
Un manager non crea valore quando controlla tutto. Lo crea quando rende le persone capaci di fare a meno del suo controllo.
💙 Quale comportamento di un manager favorisce davvero l'autonomia del team? | 145 |
| 6 | I primi 30 secondi del tuo intervento possono fare la differenza.
Molti iniziano con saluti e convenevoli.
Altri si scusano per l'emozione.
Così facendo, sprecano il momento in cui l'attenzione della platea è più alta.
Un'apertura efficace, invece, crea subito curiosità e connessione.
Può essere una domanda, un dato sorprendente, una breve storia, una citazione, una parola chiave o anche una pausa.
I saluti possono arrivare dopo.
Sì, hai letto bene.
Prima catturi l'attenzione. Poi saluti.
Tu come inizi di solito i tuoi interventi in pubblico? | 158 |
| 7 | La comunicazione efficace è ancora una soft skill?
Secondo me, no. Oggi è una competenza strutturale e strategica per le aziende.
Quando la comunicazione non funziona, le conseguenze sono concrete: progetti che rallentano, informazioni che si perdono, incomprensioni, frustrazione, leadership meno efficace, persone demotivate e una cultura aziendale che fatica a tradursi nei comportamenti quotidiani.
Per questo nei miei percorsi non lavoro soltanto sulle tecniche. Parto dalle persone e dai loro schemi comunicativi: paura del giudizio, difficoltà a esporsi, aggressività, automatismi che possono sabotare comunicazione e relazioni. Una volta riconosciuti, li trasformiamo attraverso simulazioni, feedback, ripetizione e nuove azioni concrete.
Non considero i miei percorsi semplicemente formativi. Li considero trasformativi.
Migliorare la comunicazione significa cambiare il modo in cui le persone collaborano, guidano, decidono e costruiscono relazioni all'interno dell'organizzazione. | 147 |
| 8 | La tua carriera cambia molto prima di ottenere una promozione. Cambia quando inizi a farti domande diverse.
Per anni ho pensato che una carriera si costruisse accumulando risultati.
Poi mi sono resa conto che i risultati arrivavano dopo.
A fare la differenza erano state le decisioni. Quelle prese senza certezze, con un po' di paura e molta fiducia nel percorso.
Oggi, davanti a una scelta, mi faccio sempre tre domande:
• Questa decisione è coerente con la professionista che voglio diventare?
• Vale davvero la pena dedicarle il mio tempo e la mia energia?
• Mi sta facendo crescere o mi sta semplicemente facendo sentire al sicuro?
La qualità della tua carriera dipende molto più dalla qualità delle domande che ti poni che dai risultati che hai già ottenuto.
Qual è la domanda che ha cambiato il tuo percorso professionale? | 158 |
| 9 | Qual è l'idea più importante che mi è venuta lontano dalla scrivania?
Era il 2017. Avevo lasciato la multinazionale da quasi un anno per trasformare la mia passione per il public speaking nella mia professione.
Eppure continuavo a chiedermi se avessi fatto la scelta giusta.
Poi arrivò un viaggio in Giappone.
Ricordo una mattina a Kyoto, tra i templi. Senza telefono, senza email e senza una lista di cose da fare. Rimasi colpita dalla cura con cui le persone vivevano ogni gesto. L'attenzione era sul processo, non sul risultato.
Fu allora che mi feci una domanda che porto ancora con me:
E se il problema non fosse la scelta che avevo fatto, ma la fretta con cui pretendevo di giudicarla?
Quella passeggiata mi ha insegnato che le scelte importanti non si giudicano. Si costruiscono.
Quasi dieci anni dopo, la mia azienda sta andando meravigliosamente. E il risultato di cui vado più fiera è aver imparato a concentrarmi sul processo.
Paradossalmente, i risultati più grandi sono arrivati proprio da lì. | 181 |
| 10 | Non tutti i problemi di Public Speaking sono davvero problemi di Public Speaking.
Dietro una presentazione piena di contenuti, la paura di esporsi o la difficoltà a prendere parola può esserci molto altro: il timore del giudizio, l'ansia di non essere abbastanza, il bisogno di dimostrare il proprio valore.
Negli anni ho capito una cosa: non posso lavorare sulla comunicazione senza lavorare anche sulla persona che comunica.
Nel video di oggi ti racconto perché, per me, Public Speaking e crescita personale non possono essere separati. | 166 |
| 11 | Non esistono argomenti noiosi. Esistono speaker che non sanno dare significato ai dati.
È uno degli errori che vedo più spesso nelle riunioni aziendali.
Si mostrano numeri, grafici e percentuali, aspettandosi che il pubblico capisca da solo perché dovrebbero essere importanti.
Il problema è che le persone non si emozionano davanti a un dato. Si interessano quando capiscono che cosa quel dato cambia per loro.
C'è una grande differenza tra dire:
📊 "Le conversioni sono aumentate del 3%."
e dire:
📈 "Ogni 100 clienti, oggi 3 persone in più scelgono noi."
Il dato è lo stesso.
Quello che cambia è il significato che gli dai.
Nel nuovo video ti mostro una tecnica semplice per rendere coinvolgenti anche gli argomenti più tecnici durante una riunione aziendale.
💙 Qual è il dato più difficile da spiegare nel tuo lavoro? | 178 |
| 12 | Più contenuti non significano più valore. Spesso significano meno attenzione.
Slide piene di testo.
Grafici sovraccarichi.
Dettagli aggiunti "per sicurezza".
Sembrano arricchire la presentazione. In realtà aumentano il carico cognitivo di chi ascolta. E quando il cervello si sovraccarica, smette di seguirti.
Una presentazione efficace non si misura da quante informazioni contiene, ma da ciò che il pubblico comprende, ricorda e decide di fare dopo averti ascoltato.
Nel video di oggi ti mostro i 3 errori più comuni nelle presentazioni aziendali e come evitarli per mantenere alta l'attenzione dall'inizio alla fine. | 172 |
| 13 | 🤖 Se oggi l'intelligenza artificiale può scrivere un discorso... perché il pubblico dovrebbe ascoltare proprio te?
È una domanda che sempre più professionisti dovrebbero porsi.
Nell'era dell'AI, preparare una presentazione è diventato più semplice. Ma ciò che rende davvero memorabile uno speech non può essere generato da un algoritmo.
In questo nuovo video scoprirai le tre caratteristiche che nessuna intelligenza artificiale potrà mai replicare:
✅ Presenza
✅ Energia
✅ Intenzione
Ti racconto anche perché ho deciso di creare kIAra®, la mia coach virtuale basata sull'intelligenza artificiale, e perché credo che l'AI non debba sostituire il comunicatore, ma aiutarlo a dedicare più tempo a ciò che fa davvero la differenza. | 161 |
| 14 | Sai qual è uno dei primi segnali che mi fa capire che una persona è in ansia mentre parla in pubblico?
👉 Inizia ad accelerare.
L'ansia ti spinge a voler finire il prima possibile. Il problema è che il pubblico ha bisogno del tempo opposto: rallentare per capire.
Prova a fare così:
✅ Rallenta volontariamente il ritmo.
✅ Inserisci pause dopo una domanda o un concetto importante.
✅ Registrati e chiediti: sto parlando per gestire la mia ansia o per accompagnare il mio pubblico?Rico
Ricorda: la pausa non rallenta il messaggio. Lo rende più chiaro.
Ti capita di accelerare quando parli in pubblico? | 180 |
| 15 | Il pubblico non si annoia perché mancano contenuti.
Si annoia perché ce ne sono troppi.
È uno degli errori che vedo più spesso nelle presentazioni aziendali.
Più slide.
Più dati.
Più testo.
Più informazioni.
Come se aggiungere contenuti rendesse automaticamente una presentazione più efficace.
Succede esattamente il contrario.
Una buona presentazione non si misura da quanto dici.
Si misura da quanto il pubblico comprende, ricorda e decide di fare dopo averti ascoltato.
Nel video condivido tre errori che vedo ogni giorno nelle presentazioni aziendali e che, senza accorgertene, possono far perdere attenzione al tuo pubblico ancora prima di arrivare al messaggio più importante.
Qual è la cosa che ti fa perdere attenzione più velocemente durante una presentazione? | 191 |
| 16 | Ti è mai capitato di uscire da una riunione convinto che fosse tutto chiaro... per poi scoprire che ogni persona aveva capito qualcosa di diverso?
Nella maggior parte dei casi il problema non è che comunichiamo poco. È come comunichiamo.
In questo video scoprirai tre errori che generano disallineamento nelle aziende:
✔️ Le generalizzazioni, quando usiamo parole che ognuno interpreta in modo diverso.
✔️ Le cancellazioni, quando diamo per scontate informazioni che gli altri non hanno.
✔️ Le distorsioni, quando il messaggio viene interpretato diversamente rispetto alla nostra intenzione.
Condividerò anche strategie pratiche per comunicare con maggiore chiarezza, verificare che il messaggio sia stato davvero compreso e creare team più allineati, collaborativi ed efficaci.
Ti è mai successo che una tua frase venisse interpretata in modo completamente diverso da ciò che volevi dire? | 160 |
| 17 | Conoscere perfettamente un argomento non significa saperlo insegnare.
È uno degli errori che vedo più spesso nei percorsi di Train the Trainer.
Molti esperti preparano una formazione chiedendosi: "Che cosa devo spiegare?"
Un trainer efficace parte da una domanda diversa: "Che cosa voglio che le persone siano in grado di fare quando usciranno da quest'aula?"
È questo cambio di prospettiva che trasforma una formazione da interessante a davvero efficace.
Nel nuovo articolo pubblicato sul mio blog condivido gli errori più frequenti che vedo nelle aziende e le competenze che, oggi, fanno davvero la differenza per chi forma gli altri. Buona lettura! | 175 |
| 18 | Negli ultimi anni ho progettato numerosi percorsi di Train the Trainer in settori molto diversi.
E ogni volta mi ritrovo a fare la stessa riflessione.
Molte aziende investono nei contenuti.
Molto meno in ciò che fa davvero la differenza: il comportamento del trainer.
Perché conoscere perfettamente un prodotto o un processo non basta.
La vera domanda è un'altra.
Cosa succede quando quella persona entra in aula?
Coinvolge? Si adatta al pubblico? Gestisce domande e resistenze? Oppure si limita a trasferire informazioni?
Oggi il trainer non è più solo un esperto di contenuti.
È un facilitatore del cambiamento.
È proprio questo il tema del mio nuovo articolo pubblicato su Forbes Coaches Council. 👇 | 205 |
| 19 | Ci sono giornate che ti ricordano perché ami così tanto il tuo lavoro. ❤️
Venerdì a Cagliari ho vissuto due esperienze profondamente collegate.
La prima è stata un workshop sulla comunicazione della scienza, in cui abbiamo ribaltato il modo di preparare una presentazione: non chiedersi "Come faccio a dire tutto?", ma "Che cosa voglio che il mio pubblico comprenda, ricordi e faccia?" Perché una presentazione efficace non è quella che contiene più dati, ma quella che aiuta il pubblico a interpretarli.
Poi abbiamo registrato una nuova puntata di Onco Heroes con il Prof. Mario Scartozzi e il dott. Salvatore Artale.
Mi porto a casa una riflessione: per chi fa ricerca, un mese di vita in più rappresenta un traguardo importante. Per chi quel mese lo vive, spesso resta il desiderio che possa essere molto di più.
Grazie Cagliari, torno a casa con tanta gratitudine. ❤️ | 177 |
| 20 | La gentilezza non abbassa gli standard. Li rende raggiungibili.
È uno dei superpoteri più sottovalutati della leadership.
Eppure, molti manager hanno paura che un approccio gentile li faccia sembrare meno autorevoli.
Così, quando devono dare un feedback, scelgono parole che mettono le persone sulla difensiva invece di aiutarle a crescere.
Pensa alla differenza tra queste due frasi.
❌ "Hai sbagliato. Devi fare più attenzione."
✅ "Analizziamo insieme cosa non ha funzionato e come possiamo evitare che accada di nuovo."
L'obiettivo è identico.
L'effetto cambia completamente.
Nel primo caso è facile che la persona si concentri sul difendersi.
Nel secondo è molto più probabile che inizi a riflettere, ad assumersi la responsabilità e a cercare una soluzione.
La gentilezza non significa evitare le conversazioni difficili.
Significa affrontarle in un modo che permetta alle persone di ascoltare davvero quello che hai da dire.
Ed è proprio qui che un manager fa la differenza. 👇 | 176 |
