Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Un ragazzino è a terra, colpito dai fucili israeliani. I suoi movimenti sono lenti e affannati. Alza una mano come per chiedere aiuto. È attorniato dai soldati dell'Idf. Questi lo guardano senza battere ciglio, e la sua vita si spegne nel silenzio compiaciuto.
Morivano così Jad Jadallah e i suoi 14 anni, ripresi in un video diffuso soltanto oggi a distanza di 4 mesi per volere dello Stato di Israele che non permette di restituire i cadaveri ai parenti (così come si rifiuta di perseguire i propri soldati che commettono crimini).
Nel generale e ormai acclarato clima di impunità vigente attorno alle azioni più sanguinose compiute dall'esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania, tuonano le parole del cardinale Pizzaballa che da Gerusalemme "crocifigge" la comunità internazionale alle sue responsabilità e omissioni, prima fra tutte quella di "non permettere alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di fare in Palestina".
Una voce che brucia in mezzo ad un abisso che divampa.
Questo episodio non è semplice maleducazione, ma il segnale di una pretesa pericolosa: imporre una norma religiosa a chi non la condivide.
La libertà di culto non può trasformarsi in obbligo per gli altri.
Per paura di sembrare intolleranti, si rischia di accettare l’inaccettabile e di rinunciare ai principi fondamentali di una società laica.
Il caso della sparatoria di Tumbler Ridge mette sotto accusa la gestione della sicurezza da parte di OpenAI. Nonostante il diciottenne Jesse Van Rootselaar avesse descritto dettagliatamente i suoi piani violenti a ChatGPT mesi prima della strage, l'azienda decise di non allertare le autorità canadesi. Sebbene i sistemi automatici e diversi dipendenti avessero segnalato il pericolo, la dirigenza si limitò a sospendere l'account del giovane, ritenendo che le sue parole non configurassero un rischio "imminente" secondo i parametri interni. L'episodio solleva un grave dilemma morale e politico: il potere di decidere cosa costituisca una minaccia reale è oggi in mano a criteri aziendali privati, impedendo di fatto un intervento pubblico che avrebbe potuto evitare il massacro di otto persone.
Cittadini, militanti della destra francese e di tutta Europa si sono riuniti per le strade di Lione.
I marciapiedi erano gremiti, fra emozione e silenzio.
Il corteo ha ripercorso le vie principali fino a raggiungere il luogo dove Quentin ha lottato per l’ultima volta, spento dall’odio antifascista.
Gli abitanti di Lione affacciati alle finestre sono scesi e si sono uniti al corteo.
Un lungo minuto di silenzio.
Tutta Rue Lagrange inginocchiata.
L’amore per la politica non può e non potrà mai essere spento dall’odio.
#destra #francia #attualita #attualità #notizie
Belgrado trattiene il respiro: scorre il Danubio, ma ribolle il Večiti Derby.
Partizan e Stella Rossa, odio e passione, cori e caos.
Divisi dal calcio, uniti da Fede, identità e Serbia.
Qui il risultato conta, ma non è tutto: prima la Fede, poi le squadre.
#ultras #hooligans #derby #polizia #belgrado
Non si sono fermati alla violenza. Ora provano a deturparne anche la memoria.
Vengono rimossi manifesti imponendo un silenzio assordante.
Questo non è attivismo: è viltà.
Guardate cosa è successo oggi.
In questi giorni, alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un giovane lavoratore ha perso il lavoro per aver pronunciato due parole: “Free Palestine”.
Viviamo in un mondo dove un semplice richiamo alla libertà di un popolo stremato da bombardamenti e privazioni è diventato motivo di licenziamento dal proprio impiego.
#olimpiadi #politicaitaliana #milano #notizie #cronaca
Il caso Jeffrey Epstein torna sotto i riflettori: milioni di documenti, video e foto stanno riaprendo uno degli scandali più oscuri degli ultimi decenni.
Nei file emergono email, pagamenti e nomi di politici e magnati. Tra i casi più discussi c’è quello del politico britannico Peter Mandelson.
Spuntano anche contatti con l’ex premier israeliano Ehud Barak, riferimenti all’IDF e legami con figure collegate al Mossad.
I documenti mostrano una rete globale di contatti tra finanzieri, politici e diplomatici.
Molte identità restano oscurate e le indagini sono ancora in corso, riaccendendo interrogativi su responsabilità, coperture e possibili connessioni politiche.
Il quadro è ancora incompleto, ma una cosa è certa: la storia non è finita.
Fonti:
justice.gov/epstein/search
jmail.world
#EpsteinFiles #CasoEpstein #Politica #Finanza #Geopolitica
A Lione, Quentin, poco più che ventenne, è stato dichiarato in morte cerebrale dopo una brutale aggressione da parte di un gruppo antifascista.
L’episodio è avvenuto fuori dall’IEP, una prestigiosa scuola francese, mentre all’interno interveniva Rima Hassan, eurodeputata della sinistra radicale.
Quentin faceva parte del gruppo incaricato di garantire una protesta pacifica del collettivo Némésis. Secondo i testimoni, dopo ripetuti attacchi ai danni delle ragazze del collettivo, il giovane sarebbe stato seguito, aggredito alle spalle e colpito mentre era a terra da militanti antifascisti.
Le sue condizioni sono apparse fin da subito gravissime, fino alla dichiarazione di morte cerebrale.
Mentre la famiglia prega e chiede giustizia, il caso scuote la Francia e riapre il dibattito sulla violenza politica e sugli scontri tra gruppi contrapposti.
Ci sono pagine di storia poco raccontate perché parlano di persone comuni.
Di case rubate.Di notti interrotte. Di vite spezzate nel silenzio.
Tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono portati via così: senza spiegazioni, senza ritorno.
Molti vennero gettati nelle foibe.
Senza un nome. Senza una tomba.
E chi sopravvisse fu costretto a lasciare tutto: la propria terra, i ricordi, l’identità.
Oltre 250.000 persone in fuga con una valigia piena di assenze.
E all’arrivo, spesso, insulti e diffidenza.
Per troppo tempo questa storia è stata ignorata.
Ma il dolore non sparisce se lo cancelli.
#italia #storia #foibe #accaddeoggi #storiaitaliana
Quando la gara finisce, Francesca Lollobrigida non cerca le telecamere. Cerca Tommaso. Corre verso di lui, lo stringe, e in quell’abbraccio c’è più verità che in qualsiasi medaglia. È il gesto semplice di una madre che ritrova il senso di tutto.
Accanto c’è il marito, Matteo Angeletti, compagno di vita e di allenamenti, presenza silenziosa che ha condiviso sacrifici, paure e disciplina. Non c’è impresa senza una famiglia che regge: una casa che aspetta, che sostiene, che non molla quando la fatica pesa.
Quell’oro non nasce dal culto dell’io. Nasce da legami forti, da amore quotidiano, da una normalità che resiste. E per questo vale di più: perché la vittoria vera è quella che puoi riportare tra le braccia di chi ami.
#olimpiadi #italia #notizie #cronaca #news
Quando la nazionale di rugby canta l’inno al Sei Nazioni, emerge un’Italia che non chiede scusa di esistere. Voci alte, petto in fuori, sguardi duri: non è folclore, è appartenenza. Quei ragazzi rappresentano un popolo abituato a lottare senza alibi, a perdere senza rinnegarsi, a rialzarsi senza piangersi addosso.
È la rappresentazione dello spirito italiano, fatto di sacrificio e comunità, diventando a sua volta: identità, disciplina, dignità. Ultimi nei pronostici, forse. Ma romantici, determinati e irriducibili. Come l’Italia migliore.
#seinazioni #rugby #italia #sport #notizie
Ce lo ricordiamo tuti cosa è successo a Parigi: lo spettacolo olimpico si è trasformato in una sfilata di provocazioni, identità ridotte a slogan, simboli svuotati, trasgressione elevata a messaggio politico. Molto rumore, molta ideologia, poca comunità. Un’estetica che divide, che cerca lo shock invece del senso e che confonde l’inclusione con la cancellazione di ogni radice.
L’Italia, alle Olimpiadi invernali, ha scelto l’opposto. Misura, eleganza, ordine. Una cerimonia che ha parlato di bellezza, tradizione e futuro senza urlare, senza disprezzare ciò che siamo e che l'Italia stessa rappresenta. Un racconto nazionale sobrio ma fiero, dove l’individuo non schiaccia la collettività e la modernità non rinnega la storia.
In un tempo di decadenza spettacolarizzata, l’apertura italiana ha ricordato che si può essere contemporanei senza essere nichilisti. Ed è già una vittoria.
#olimpiadi #italia #cronaca #notizie #olimpiadiinvernali
Già quarant’anni fa, Indro Montanelli, forse l’ultimo grande giornalista ad essere non solo “narratore” dei fatti, ma ad esserne anche testimone, denunciava le storture e gli abusi del potere giudiziario.
In questi giorni, il giornalista Montanelli molto avrebbe avuto da dire sulle incrostazioni del dibattito politico italiano oramai polarizzato sulla violenza : ma sulla magistratura politicizzata e sulla malagiustizia impunita, utilizzata spesso dai suoi avversari per metterlo a tacere, vale la pena di riflettere sulle sue parole.
In Italia si ha sempre più l’impressione che non tutte le idee abbiano lo stesso diritto di cittadinanza: alcune vengono celebrate, altre trattate come una colpa da giustificare.
Quando il confine tra dissenso e sospetto si fa sottile, e il giudizio morale precede quello sui fatti, il rischio è chiaro: non è più lo Stato di diritto a stabilire le regole del confronto, ma una gerarchia invisibile di idee ritenute “giuste” e altre considerate, a priori, illegittime.
Questo é il caso di Andrea Ballarati, attivista identitario e fautore del Remigration Summit, ora sotto accusa da una magistratura che, ad oggi, sembra avere due pesi e due misure.
#immigrazione #sicurezza #remigration #italia #politicaitaliana
📍🇵🇸 Cisgiordania: sicurezza o quotidiana violenza?
Domenica 25 gennaio 2026 due carabinieri italiani in missione diplomatica UE sono stati fermati e minacciati da un uomo armato. L’IDF ha poi spiegato che si trattava di un soldato che aveva ritenuto sospetto il veicolo. L’Italia ha chiesto spiegazioni.
Ma per i palestinesi questa non è una “eccezione”: è la vita di ogni giorno. Raid militari, arresti a decine, demolizioni di case, attacchi dei coloni, feriti, ambulanze bloccate… migliaia di persone che vivono sotto pressione costante.
Quanto tempo ancora possiamo considerare tutto questo “normale”? Quanto è giusto guardare da lontano senza reagire?
#Cisgiordania #Palestina #DirittiUmani #ConflittoIsraelePalestina #Sicurezza #Westbank #Tajani
Quella vista oggi a Torino non è stata una protesta, ma disordine organizzato. Askatasuna è solo il nome sullo striscione: il vero problema è un meccanismo che si ripete, fatto di arrivi, devastazioni e rapide sparizioni.
Vetri rotti, cassonetti incendiati, strade bloccate e attività chiuse: il costo ricade su chi lavora e vive la città. Per contenerlo è servito un enorme dispiegamento di forze, sottratto ad altre emergenze reali, mentre il caos viene ancora spacciato per iniziativa politica.
Qui non c’è progetto né disciplina, solo vandalismo seguito dal vittimismo sulla repressione. Non è un’esperienza popolare, ma un feticcio che legittima la distruzione senza costruzione. La storia insegna che senza ordine non c’è giustizia sociale.
Torino oggi non chiedeva slogan.
Chiedeva rispetto.
REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026
Le ragioni per cui non si tratta di una questione riservata agli "addetti ai lavori" ma sulla quale si giocano la libertà e la sovranità dei cittadini.
Confusioni tra magistratura inquirente e giudicante, politicizzazione e abusi giudiziari sono stati un male al quale molti si erano rassegnati.
Con la consultazione referendaria il popolo italiano avrà l'opportunità di reagire votando SI e dando uno schiaffo ad uno "stato parallelo" che per troppi decenni ha scavalcato la volontà popolare.
#giustizia #referendum #politicaitaliana #politica #cronaca
Nel nord-est della Siria la situazione sta peggiorando.
Non è una guerra finita, è una guerra ignorata.
Dopo anni di controllo curdo, l’equilibrio si sta rompendo.
Le SDF arretrano sotto pressione militare e politica.
Gli Stati Uniti riducono la presenza e il supporto.
La priorità occidentale non sono più i curdi,
ma la “stabilità” del territorio.
Anche a costo di accordi con ex jihadisti.
Nelle zone di detenzione il sistema cede.
Carceri e campi sovraffollati collassano.
Miliziani dell’ISIS riescono a fuggire.
Nel frattempo iniziano le repressioni.
Arresti arbitrari, esecuzioni, epurazioni.
A colpire soprattutto le minoranze.
Curdi. Cristiani. Alawiti. Sciiti.
Chi non ha milizie, non ha voce.
Chi non serve più, viene abbandonato.
Gli alleati di ieri diventano un problema.
I “terroristi” di ieri diventano interlocutori.
In Siria non vince la pace. Vince il potere.
#politica #politicaestera #siria #statiuniti #news
Strana parabola quella del fascismo: da periodo storico oggetto di studio per gli "addetti ai lavori" (storici, ricercatori, semplici studiosi) a ragione (unica?) di vita per stormi di politici, giornalisti, influencer, psichiatri.
Sentirsi vivi parlando dei morti. Pretendendo di continuare a combatterli, per giunta. Nell'Anno del Signore 2026 al centro di inchieste, speciali TV, libri, spettacoli teatrali c'è ancora e sempre Lui: il mostro nero dalla volitiva mascella e il cranio pelato.
Un mostro che continua ad alimentare una sontuosa macchina di denari per sconosciuti scrittori o illustri maestri di pensiero in crisi di creatività e alla ricerca di un soggetto "cool" che salvi il portafoglio (ma non la dignità).
Il mondo cambia, gli equilibri globali si ridefiniscono, l'IA investe la vita delle persone. Siamo sicuri che rimanere fermi, a combattere fantasmi in nome di un passato che non passa, sia la strada migliore da percorrere?
#politica #politicaitaliana #storia #attualita #governo
