Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Un veterano dei Marines si alza durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti e urla una frase semplice ma pesante come un macigno: «Nessuno vuole morire per Israele». Pochi secondi dopo viene trascinato fuori dalla sicurezza, mentre i politici continuano la seduta come se nulla fosse.
La scena racconta molto più di una protesta isolata. Racconta il divario crescente tra l’élite politica, pronta a sostenere nuovi conflitti all’estero e il popolo, compresi molti veterani, che ha già pagato il prezzo delle guerre infinite.
Quando un marine che ha servito il suo Paese arriva a gridare che l’America non deve combattere per interessi stranieri, non è soltanto dissenso: è il segnale di una frattura profonda tra chi decide le guerre e chi dovrebbe combatterle.
#guerra #politica #politicaestera #israele #iran
Abbiamo parlato con @SilviaSardone e le abbiamo chiesto cosa sia necessario per una Milano più sicura. La sua risposta è chiara: ripartire dall'identità.
Sentite cosa ci ha detto 🔥
#governo #italia #destra #politica #politicaitaliana
L'ennesima aggressione internazionale pilotata dall'Occidente ha raggiunto il suo principale obiettivo: l'eliminazione di Khamenei, guida suprema dell'Iran. È così che oggi funzionano le guerre: non si dichiarano, si fanno. Così diviene normale sentirsi liberi di assassinare un capo di stato, perché non ci piace. E in Italia? In Europa? Si festeggia, ignari delle conseguenze che l'ennesima guerra "dietro casa" porterà all'economia e agli stessi cittadini, vittime sacrificali di un teatrino gestito a miglia di distanza.
Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso degli attacchi militari lanciati oggi dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran, tra cui la sua residenza a Teheran. Fonti israeliane citate da alcuni media affermano che vi sarebbero “segnali” della sua morte dopo i bombardamenti e che immagini del corpo sarebbero state mostrate ai vertici israeliani.
La situazione rimane in evoluzione, ma l’eventuale morte di una figura di rilievo mondiale come la Guida Suprema dell’Iran, a poche ore dall’inizio della guerra, potrebbe aprire molti scenari inaspettati.
#cronaca #politica #notizie #notizia #iran
Oltre il punto di non ritorno. 📉
Dopo mesi di proteste interne e una diplomazia ormai al collasso, il conflitto in Medio Oriente ha subito un'accelerazione drammatica. Gli attacchi congiunti di USA e Israele segnano l'inizio di una nuova, pericolosissima fase.
Mentre le basi americane nel Golfo sono sotto il fuoco dell'operazione iraniana "Truth Promise 4", il bilancio delle vittime civili inizia a farsi insopportabile. Il colpo subito da una scuola nel sud del Paese è il simbolo di una giornata nera per l'umanità.
Cosa ne pensate? È l’inizio di un conflitto globale o un tentativo estremo di cambiare gli equilibri nella regione? 👇
#Geopolitica #Attualità #IranConflict #Peace #CronacaInternazionale
Un ragazzino è a terra, colpito dai fucili israeliani. I suoi movimenti sono lenti e affannati. Alza una mano come per chiedere aiuto. È attorniato dai soldati dell'Idf. Questi lo guardano senza battere ciglio, e la sua vita si spegne nel silenzio compiaciuto.
Morivano così Jad Jadallah e i suoi 14 anni, ripresi in un video diffuso soltanto oggi a distanza di 4 mesi per volere dello Stato di Israele che non permette di restituire i cadaveri ai parenti (così come si rifiuta di perseguire i propri soldati che commettono crimini).
Nel generale e ormai acclarato clima di impunità vigente attorno alle azioni più sanguinose compiute dall'esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania, tuonano le parole del cardinale Pizzaballa che da Gerusalemme "crocifigge" la comunità internazionale alle sue responsabilità e omissioni, prima fra tutte quella di "non permettere alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di fare in Palestina".
Una voce che brucia in mezzo ad un abisso che divampa.
Questo episodio non è semplice maleducazione, ma il segnale di una pretesa pericolosa: imporre una norma religiosa a chi non la condivide.
La libertà di culto non può trasformarsi in obbligo per gli altri.
Per paura di sembrare intolleranti, si rischia di accettare l’inaccettabile e di rinunciare ai principi fondamentali di una società laica.
Il caso della sparatoria di Tumbler Ridge mette sotto accusa la gestione della sicurezza da parte di OpenAI. Nonostante il diciottenne Jesse Van Rootselaar avesse descritto dettagliatamente i suoi piani violenti a ChatGPT mesi prima della strage, l'azienda decise di non allertare le autorità canadesi. Sebbene i sistemi automatici e diversi dipendenti avessero segnalato il pericolo, la dirigenza si limitò a sospendere l'account del giovane, ritenendo che le sue parole non configurassero un rischio "imminente" secondo i parametri interni. L'episodio solleva un grave dilemma morale e politico: il potere di decidere cosa costituisca una minaccia reale è oggi in mano a criteri aziendali privati, impedendo di fatto un intervento pubblico che avrebbe potuto evitare il massacro di otto persone.
Cittadini, militanti della destra francese e di tutta Europa si sono riuniti per le strade di Lione.
I marciapiedi erano gremiti, fra emozione e silenzio.
Il corteo ha ripercorso le vie principali fino a raggiungere il luogo dove Quentin ha lottato per l’ultima volta, spento dall’odio antifascista.
Gli abitanti di Lione affacciati alle finestre sono scesi e si sono uniti al corteo.
Un lungo minuto di silenzio.
Tutta Rue Lagrange inginocchiata.
L’amore per la politica non può e non potrà mai essere spento dall’odio.
#destra #francia #attualita #attualità #notizie
Belgrado trattiene il respiro: scorre il Danubio, ma ribolle il Večiti Derby.
Partizan e Stella Rossa, odio e passione, cori e caos.
Divisi dal calcio, uniti da Fede, identità e Serbia.
Qui il risultato conta, ma non è tutto: prima la Fede, poi le squadre.
#ultras #hooligans #derby #polizia #belgrado
Non si sono fermati alla violenza. Ora provano a deturparne anche la memoria.
Vengono rimossi manifesti imponendo un silenzio assordante.
Questo non è attivismo: è viltà.
Guardate cosa è successo oggi.
In questi giorni, alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un giovane lavoratore ha perso il lavoro per aver pronunciato due parole: “Free Palestine”.
Viviamo in un mondo dove un semplice richiamo alla libertà di un popolo stremato da bombardamenti e privazioni è diventato motivo di licenziamento dal proprio impiego.
#olimpiadi #politicaitaliana #milano #notizie #cronaca
Il caso Jeffrey Epstein torna sotto i riflettori: milioni di documenti, video e foto stanno riaprendo uno degli scandali più oscuri degli ultimi decenni.
Nei file emergono email, pagamenti e nomi di politici e magnati. Tra i casi più discussi c’è quello del politico britannico Peter Mandelson.
Spuntano anche contatti con l’ex premier israeliano Ehud Barak, riferimenti all’IDF e legami con figure collegate al Mossad.
I documenti mostrano una rete globale di contatti tra finanzieri, politici e diplomatici.
Molte identità restano oscurate e le indagini sono ancora in corso, riaccendendo interrogativi su responsabilità, coperture e possibili connessioni politiche.
Il quadro è ancora incompleto, ma una cosa è certa: la storia non è finita.
Fonti:
justice.gov/epstein/search
jmail.world
#EpsteinFiles #CasoEpstein #Politica #Finanza #Geopolitica
A Lione, Quentin, poco più che ventenne, è stato dichiarato in morte cerebrale dopo una brutale aggressione da parte di un gruppo antifascista.
L’episodio è avvenuto fuori dall’IEP, una prestigiosa scuola francese, mentre all’interno interveniva Rima Hassan, eurodeputata della sinistra radicale.
Quentin faceva parte del gruppo incaricato di garantire una protesta pacifica del collettivo Némésis. Secondo i testimoni, dopo ripetuti attacchi ai danni delle ragazze del collettivo, il giovane sarebbe stato seguito, aggredito alle spalle e colpito mentre era a terra da militanti antifascisti.
Le sue condizioni sono apparse fin da subito gravissime, fino alla dichiarazione di morte cerebrale.
Mentre la famiglia prega e chiede giustizia, il caso scuote la Francia e riapre il dibattito sulla violenza politica e sugli scontri tra gruppi contrapposti.
Ci sono pagine di storia poco raccontate perché parlano di persone comuni.
Di case rubate.Di notti interrotte. Di vite spezzate nel silenzio.
Tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono portati via così: senza spiegazioni, senza ritorno.
Molti vennero gettati nelle foibe.
Senza un nome. Senza una tomba.
E chi sopravvisse fu costretto a lasciare tutto: la propria terra, i ricordi, l’identità.
Oltre 250.000 persone in fuga con una valigia piena di assenze.
E all’arrivo, spesso, insulti e diffidenza.
Per troppo tempo questa storia è stata ignorata.
Ma il dolore non sparisce se lo cancelli.
#italia #storia #foibe #accaddeoggi #storiaitaliana
Quando la gara finisce, Francesca Lollobrigida non cerca le telecamere. Cerca Tommaso. Corre verso di lui, lo stringe, e in quell’abbraccio c’è più verità che in qualsiasi medaglia. È il gesto semplice di una madre che ritrova il senso di tutto.
Accanto c’è il marito, Matteo Angeletti, compagno di vita e di allenamenti, presenza silenziosa che ha condiviso sacrifici, paure e disciplina. Non c’è impresa senza una famiglia che regge: una casa che aspetta, che sostiene, che non molla quando la fatica pesa.
Quell’oro non nasce dal culto dell’io. Nasce da legami forti, da amore quotidiano, da una normalità che resiste. E per questo vale di più: perché la vittoria vera è quella che puoi riportare tra le braccia di chi ami.
#olimpiadi #italia #notizie #cronaca #news
Quando la nazionale di rugby canta l’inno al Sei Nazioni, emerge un’Italia che non chiede scusa di esistere. Voci alte, petto in fuori, sguardi duri: non è folclore, è appartenenza. Quei ragazzi rappresentano un popolo abituato a lottare senza alibi, a perdere senza rinnegarsi, a rialzarsi senza piangersi addosso.
È la rappresentazione dello spirito italiano, fatto di sacrificio e comunità, diventando a sua volta: identità, disciplina, dignità. Ultimi nei pronostici, forse. Ma romantici, determinati e irriducibili. Come l’Italia migliore.
#seinazioni #rugby #italia #sport #notizie
Ce lo ricordiamo tuti cosa è successo a Parigi: lo spettacolo olimpico si è trasformato in una sfilata di provocazioni, identità ridotte a slogan, simboli svuotati, trasgressione elevata a messaggio politico. Molto rumore, molta ideologia, poca comunità. Un’estetica che divide, che cerca lo shock invece del senso e che confonde l’inclusione con la cancellazione di ogni radice.
L’Italia, alle Olimpiadi invernali, ha scelto l’opposto. Misura, eleganza, ordine. Una cerimonia che ha parlato di bellezza, tradizione e futuro senza urlare, senza disprezzare ciò che siamo e che l'Italia stessa rappresenta. Un racconto nazionale sobrio ma fiero, dove l’individuo non schiaccia la collettività e la modernità non rinnega la storia.
In un tempo di decadenza spettacolarizzata, l’apertura italiana ha ricordato che si può essere contemporanei senza essere nichilisti. Ed è già una vittoria.
#olimpiadi #italia #cronaca #notizie #olimpiadiinvernali
Già quarant’anni fa, Indro Montanelli, forse l’ultimo grande giornalista ad essere non solo “narratore” dei fatti, ma ad esserne anche testimone, denunciava le storture e gli abusi del potere giudiziario.
In questi giorni, il giornalista Montanelli molto avrebbe avuto da dire sulle incrostazioni del dibattito politico italiano oramai polarizzato sulla violenza : ma sulla magistratura politicizzata e sulla malagiustizia impunita, utilizzata spesso dai suoi avversari per metterlo a tacere, vale la pena di riflettere sulle sue parole.
In Italia si ha sempre più l’impressione che non tutte le idee abbiano lo stesso diritto di cittadinanza: alcune vengono celebrate, altre trattate come una colpa da giustificare.
Quando il confine tra dissenso e sospetto si fa sottile, e il giudizio morale precede quello sui fatti, il rischio è chiaro: non è più lo Stato di diritto a stabilire le regole del confronto, ma una gerarchia invisibile di idee ritenute “giuste” e altre considerate, a priori, illegittime.
Questo é il caso di Andrea Ballarati, attivista identitario e fautore del Remigration Summit, ora sotto accusa da una magistratura che, ad oggi, sembra avere due pesi e due misure.
#immigrazione #sicurezza #remigration #italia #politicaitaliana
