fa
Feedback
Pensiero Verticale

Pensiero Verticale

رفتن به کانال در Telegram

Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.

نمایش بیشتر
کشور مشخص نشده استدسته بندی مشخص نشده است
216
مشترکین
اطلاعاتی وجود ندارد24 ساعت
اطلاعاتی وجود ندارد7 روز
+130 روز
آرشیو پست ها
Henry Nowak aveva diciotto anni. È stato accoltellato e lasciato morire. Mentre perdeva sangue e implorava aiuto, veniva ammanettato dagli agenti accorsi sul posto. La sua colpa? Essere stato indicato dal suo aggressore come un presunto "razzista". La storia di Henry è il simbolo di un'Europa che sembra fidarsi più delle accuse che dei fatti, più delle etichette ideologiche che della realtà. Un ragazzo ferito a morte chiede aiuto, ma viene trattato come un sospetto. Da anni ci parlano di più controlli, più sorveglianza e più monitoraggio delle opinioni. Eppure, quando conta davvero, questo sistema non riesce nemmeno a riconoscere una vittima che sta morendo davanti ai suoi occhi. Non stupisce che le immagini abbiano provocato proteste e scontri. Quando la fiducia nelle istituzioni crolla, la rabbia finisce per esplodere nelle strade. Henry Nowak aveva diciotto anni. La domanda che resta è semplice e terribile: in una società ossessionata dalle etichette, chi protegge ancora i suoi figli?

Nel giorno della Festa della Repubblica, una riflessione sull’Italia di oggi: tra eccellenze e difficoltà, tra chi cresce e chi resta indietro. Un invito a interrogarsi sul significato della comunità nazionale, sul valore del lavoro e sul ruolo dello Stato nel dare dignità, opportunità e futuro ai suoi cittadini. #storia #accaddeoggi #politica #politicaitaliana #governo

Finale di Champions League, Francia blindata: se servono 22.000 agenti per una partita, il problema non è il calcio. Ventiduemila agenti schierati. Champs-Élysées blindati. Negozi che abbassano le saracinesche per paura di saccheggi e devastazioni. Questa è la Francia che si prepara alla finale di Champions League. La domanda è semplice: se una vittoria sportiva richiede un dispositivo di sicurezza da stato d’emergenza, il problema è davvero il calcio? Per anni le élite francesi hanno raccontato che integrazione, multiculturalismo e coesione sociale fossero processi automatici. Oggi la realtà presenta il conto. Interi quartieri vivono come mondi separati, mentre lo Stato mobilita migliaia di uomini per impedire che una festa si trasformi in una notte di incendi, saccheggi e guerriglia urbana. Il vero scandalo è che questa paura sia diventata normale. E quando un Paese deve proteggersi dai propri festeggiamenti, forse è arrivato il momento di chiedersi che fine abbia fatto il senso di appartenenza nazionale.

La domanda di La Boétie è ancora attuale: perché gli uomini rinunciano alla propria libertà? La tirannide non vive solo della forza, ma dell'abitudine, della paura e dell'obbedienza senza coscienza. Oggi il potere ha spesso il volto della tecnica, della burocrazia e degli algoritmi. La libertà non è fare ciò che si vuole. È sapere a quale fine si obbedisce. #filosofia #storia #politica #politicaitaliana #governo

Ci hanno convinto che avere il mondo in tasca significhi essere più liberi. Ma mentre siamo sempre connessi, siamo anche sempre più soli. A volte l’indottrinamento più feroce avviene nel modo più innocuo: non con la violenza, ma creando una società che smette di farsi domande. Passiamo ore davanti a uno schermo, scorriamo senza sosta, senza accorgerci di essere dentro una gabbia. E la cosa più inquietante è questa: nessuno ci costringe davvero. Le persone scelgono spontaneamente di piegarsi, di incatenarsi a un sistema nocivo, quasi come robot programmati. Più siamo distratti, più siamo isolati. Meno pensiamo. E un popolo che non pensa non si ribella. Ci allontaniamo dalle conversazioni vere, dalla presenza reale, dalla vita vissuta davvero, credendo di essere liberi solo perché possiamo toccare uno schermo in qualsiasi momento. Ma quando una società smette di pensare, smette anche di essere libera. La domanda è: stiamo usando la tecnologia... oppure ci stanno usando attraverso la tecnologia?

Ieri a Milano si è svolta Biblis, Rassegna della Libera Editoria: una giornata di libri, confronto e dibattiti che ha riunito editori indipendenti, ospiti e pubblico attorno ai temi più discussi del presente. Abbiamo parlato di Africa e nuovi equilibri geopolitici, della crisi e del futuro dell’Europa, dei limiti della libertà di espressione, di censura, diritti, femminismo, politically correct e del confine sempre più sottile tra confronto e polarizzazione. E abbiamo chiuso con la satira di Osho, che con “Awanagana” ha trasformato l’attualità in ironia e riflessione. Grazie a tutti i relatori, agli ospiti, alle case editrici presenti e soprattutto a tutte le persone che hanno partecipato e reso viva questa prima edizione di Biblis. Per noi è stata la conferma che esiste ancora voglia di discutere, ascoltare e costruire spazi culturali davvero liberi.

photo content
+6

photo content
+9

Chi decide cosa puoi dire… e cosa devi tacere? Oggi basta una parola per essere etichettati, isolati, cancellati. Ma è davvero difesa dei valori… o paura del confronto? ‘Fasciofobia e confini del dibattito’ rompe il silenzio su un tema che divide — e che pochi hanno il coraggio di affrontare davvero. Con Alberto Busacca, Peter Gomez e Boni Castellane. Perché la libertà di parola non è mai scontata. E forse, nemmeno libera. 🎤 Pensiero, cultura, identità 📍Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio Tutti a Biblis!

"A che ora è la fine dell’Europa?” è una conferenza senza filtri sul destino politico, economico e culturale europeo. Un confronto diretto tra analisi, provocazioni e scenari futuri per capire se il Vecchio Continente abbia ancora una direzione — o se sia già iniziato il conto alla rovescia. Un dibattito acceso su sovranità, guerra, informazione e futuro dell’Occidente. Perché la domanda non è più se l’Europa sia in crisi. Ma quanto tempo le resta. 🎤 Analisi, confronto, visione 📍 Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio

Se dovessimo dare un volto al coraggio, oggi gli daremmo quello del modenese Luca Signorelli: madido di sudore, ancora segnato dalla paura e dalla tensione, dopo aver lottato e fermato il terrorista che, nelle vie di Modena, ha cercato di uccidere chiunque gli capitasse a tiro, falciandolo con la propria vettura. Destino ha voluto che il tragico fatto avvenisse a pochi giorni dal 24 maggio, anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale: una data ormai finita nel dimenticatoio di una nazione assopita su se stessa. Ma è lo stesso Signorelli, con un atto eroico degno del sacrificio dei nostri Fanti, a ridare speranza. «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta», è il suo laconico commento davanti alle telecamere: poche parole che raccontano quell’Italia formatasi nel fango delle trincee, nel sacrificio, nel dovere e nel coraggio.

A BIBLIS - Rassegna della Libera Editoria ci sarà anche Marco Rizzo per un confronto senza filtri su politica, informazione e scenari internazionali. Un appuntamento per chi ha ancora voglia di ascoltare voci fuori dal coro. 🎤 Confronto, contrapposizione, valori 📍 Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio

Modena. Un uomo con nome e cognome arabo, Salim El Koudri, lancia un’auto sulla folla nel centro cittadino, ferisce diversi i
Modena. Un uomo con nome e cognome arabo, Salim El Koudri, lancia un’auto sulla folla nel centro cittadino, ferisce diversi italiani, scende armato di coltello e semina il panico. Ma per certa stampa di sinistra non è un “attentato”: no, è un “episodio”, un “gesto”, quasi un incidente stradale con qualche dettaglio folkloristico. E soprattutto guai a sottolineare le origini. Immediatamente diventa “italiano”, senza se e senza ma, come se nome, cultura, contesto e background dovessero sparire per decreto ideologico. Però quando il colpevole è un italiano vero, allora partono le analisi sociologiche, politiche e culturali lunghe tre pagine. Auto sulla folla, civili travolti, coltello in mano: in qualunque altro Paese parlerebbero di attentato nel giro di dieci minuti. Qui invece si censura perfino il vocabolario, pur di non incrinare la favola multiculturale. Benvenuti in 1984, dove la bugia diventa verità e anche un attentatore con con nome e cognome arabo diventa italiano.

L’Africa non è più il “continente dimenticato”. È il centro della nuova competizione globale. Guerre, risorse, colpi di Stato, interessi economici e nuove alleanze stanno ridisegnando gli equilibri del continente africano — e del mondo intero. Chi controlla davvero l’Africa oggi? E perché nessuno ne parla fino in fondo? 🎤 Analisi, approfondimento, testimonianze 📍Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 🗓️ 23 maggio Ci vediamo a Biblis.

Enrico Mattei non era solo un dirigente: era l’idea di un’Italia sovrana. Nel dopoguerra ebbe il coraggio di sfidare le “Sette Sorelle”, i colossi mondiali del petrolio, per costruire un’indipendenza energetica italiana. Creò l’ENI e trattò i Paesi produttori come partner, non come servi. Troppo libero. Troppo influente. Troppo italiano. Il 27 ottobre 1962 il suo aereo precipitò a Bascapè. Per anni parlarono di incidente. Poi emerse un’altra verità: attentato. Mattei aveva capito una cosa prima di tutti: senza sovranità energetica non esiste sovranità nazionale. #accaddeoggi #storiaitaliana #politicaitaliana #storia #politica

Quest'anno abbiamo fatto le cose in grande. Tutte le maggiori case editrici del panorama identitario italiano riunite in un unico grande appuntamento dedicato al mondo del libro indipendente. Oltre gli schemi, una sola provocazione: il coraggio e la libertà di pensare. 📍 Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio Ci vediamo a Biblis.

A Biblis arriva la satira che non chiede permesso. Osho porta sul palco uno spettacolo tra meme, politica e battute scorrette al punto giusto. Se ti offendi facilmente… forse è meglio non venire. 🎤 Satira, provocazioni, la politica messa a nudo 📍 Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio Ci vediamo a Biblis.

Simone Pillon sarà ospite di Biblis per confrontarsi senza filtri sui temi che attraversano il nostro tempo: libertà, diritti, famiglia, censura e confini del dibattito pubblico. 🎤 Idee, scontro, confronto vero. 📍 Milano, La Stamperia, via Pietrasanta 14 📅 23 maggio Ci vediamo a Biblis.

"Awanagana”. Un titolo che sembra una formula magica. O forse una presa in giro. Del resto, in tempi in cui tutti si offendon
"Awanagana”. Un titolo che sembra una formula magica. O forse una presa in giro. Del resto, in tempi in cui tutti si offendono, tutti pontificano e nessuno ride più, serve qualcuno capace di fare satira senza chiedere permesso. Sul palco arriva Osho, il re delle vignette che hanno trasformato il caos politico italiano in un gigantesco meme collettivo. Tra leader improvvisati, indignazioni a comando, guerre culturali e follie quotidiane, “Awanagana” è uno spettacolo che prende l’attualità, la smonta e la restituisce al pubblico nel modo più pericoloso possibile: facendolo ridere. Perché oggi la vera trasgressione non è scandalizzare. È avere ancora senso dell’umorismo.

I diritti sono davvero universali… o vengono decisi da chi ha più potere culturale? Oggi basta una parola sbagliata per esser
I diritti sono davvero universali… o vengono decisi da chi ha più potere culturale? Oggi basta una parola sbagliata per essere cancellati, esclusi, accusati. Il femminismo è ancora una battaglia di libertà o sta diventando un nuovo tribunale morale? Tra censura, identità, politically correct e libertà di espressione, una conferenza, la 4' di questa edizione di Biblis-Rassegna della Libera Editoria, destinata a dividere — e a far discutere. “Chi definisce i diritti? Femminismo e limiti della libertà” Ne parlano Annalisa Terranova, Simone Pillon, Filippo Facci e Dalila Di Dio.