Tempi di Maria
Ir al canal en Telegram
Canale di formazione, orientamento e guida spirituale all'insegna della costituzione di una piccola famiglia che desidera crescere in Cristo nel segno di Maria Immacolata.
Mostrar más7 870
Suscriptores
+224 horas
-57 días
+2030 días
Archivo de publicaciones
7 870
Nella mia dimora, a Catania-Barriera, fui visitato da due coniugi, piuttosto avanzati negli anni. La donna mi disse: Padre, mio marito è ammalato; da quattro anni ha l'ulcera gastrica; non può prendere facilmente cibo, perché s'intensifica il dolore; è contadino e non può andare al lavoro, perché piegandosi soffre troppo. Ci aiuti lei, come Sacerdote, ad ottenere da Dio la guarigione. Io mi volsi all'uomo:
“Lei frequenta la Chiesa?”.
“Veramente, no; anzi impedisco a mia moglie di andarvi”.
“Dice forse qualche bestemmia?”.
“Ogni momento; è il mio linguaggio”.
“Da molto tempo non si comunica?”.
“Da quando sposai; decine di anni”.
“Ma come pretende che Dio le faccia la grazia della guarigione, se non cambia vita?!”.
“Glielo prometto! Ho tanto bisogno della salute, perché la famiglia è in tristi condizioni”.
“Ed allora prometta di comunicarsi al venerdì per quindici settimane, in riparazione dei peccati. Se vuole confessarsi adesso, può farlo”.
“Preferisco confessarmi al mio paese”.
“Libero di farlo”.
Dopo di ciò, pregammo assieme il Sacro Cuore. Il buon Gesù, contento del ritorno di quella pecorella all'ovile, operò il miracolo. Il povero uomo disse alla moglie:
“Sai che non sento più il dolore? Che sia una mia impressione?”.
Giunto a casa, provò a mangiare e non avvertì disturbo; fu così nei giorni seguenti. Riprese l'abitudine di sumere cibi di non facile digestione e non provava né dolore né difficoltà. Cominciò il lavoro di zappa, senza avvertire l'antico dolore. Per rassicurarsi, dopo alcuni mesi si sottopose alla visita di uno specialista a Catania e questi, consegnandogli la lastra della radioscopia, gli disse:
“È sparita l'ulcera gastrica; non è rimasta neppure la traccia!”.
Il miracolato ogni venerdì si comunicava ad onore del Sacro Cuore e non si stancava di narrare il suo caso agli amici, concludendo:
“Non credevo che queste cose potessero avvenire; eppure, io ne sono testimonio!”.
(Don Giuseppe Tomaselli).
7 870
«Non essere pusillanime nel tuo cuore» (Siracide 7, 9).
Per capire subito quanto il nostro cuore sia poco coraggioso, anzi quanto sia meschino e vigliacco, è sufficiente guardare a coloro che hanno saputo offrire a Dio non solo alcuni atti di coraggio ma l’atto di supremo coraggio: il martirio di sé.
Pensiamo a quegli eroici ragazzi dell’Armenia che nell’ultima persecuzione dei Turchi contro i cristiani, seppero resistere coraggiosamente a torture e flagelli.
Quando il Vicario Apostolico andò a trovarli, essi dice vano: «Monsignore, vedete: non abbiamo più naso, orecchie, mani; ma non abbiamo rinnegato Gesù Cristo!».
Questi sono i cuori coraggiosi!
I nostri cuori, invece?… Non è forse vero che siamo sempre pronti a tremare al solo sentir parlare di sacrifici e sofferenze? Con quanta industria sappiamo fuggire o cercare ogni mezzo per risparmiarci noie e fastidi sia per il Signore che per i fratelli! E non è forse vero che il rispetto umano a volte ci fa arrivare a essere talmente vigliacchi da vergognarci della nostra Fede? Se siamo onesti, non è difficile dover ammettere che spesso noi abbiamo un cuore di coniglio, anziché un cuore di cristiano…
Eppure è certo che un cristiano non può essere di Cristo se non affronta coraggiosamente il sacrificio di sé per Lui e per i fratelli, come hanno fatto i Santi.
«Che ci vuole per diventare santi?», venne chiesto una volta al santo Curato d’Ars. E il Santo rispose con due sole sublimi parole: «La grazia e la croce».
Il Sacro Cuore di Gesù, sostegno di tutti i martiri, ci rafforzi nel suo amore, ci doni il suo amore forte e intrepido anche di fronte alla morte.
(Padre Stefano Manelli).
7 870
Condivido questa mia catechesi biblica sulle tre lettere di San Giovanni. Avevo previsto una catechesi più breve rispetto al solito e invece sono emersi tanti temi abbastanza importanti sulla situazione di fede attuale, collegati a punti dottrinali e pastorali presenti nelle epistole giovannee. Buon ascolto e, se trovate utile il contributo, condividetelo anche con altri.
https://tempidimaria.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/caatechesi-sulle-tre-lettere-di-san-giovanni.mp3
7 870
La preghiera è il miglior tempo investito, è tempo guadagnato, non è tempo perso perché è tempo con Dio. E Dio è il re del tempo. E quando senti qualcuno dire “non ho tempo”, ricordagli che il re del tempo è Dio. E se non c’è tempo per Dio che è il re del tempo, che regala il tempo, immagina quanto siamo ingrati. Ricordati che quanto di più prezioso abbiamo è la vita. Rendiamo grazie a Dio, a tutto c’è soluzione, tutto si risolve. Se Dio ci regala la vita e ci regala il tempo, cosa possiamo regalare a lui? Quello che facciamo con la nostra vita e quello che facciamo con il tempo che ci dà. Per questo la preghiera è il miglior tempo investito, è conversazione con Dio. Il segreto del successo è lasciare che Dio sia al centro della tua vita. Madre Teresa di Calcutta disse: non siamo chiamati ad essere persone di successo, siamo chiamati ad essere fedeli a Dio. Questo è il nostro successo […]. Quello che non dobbiamo fare è compromettere i nostri principi, i nostri valori cercando di ottenere il successo del mondo, perché questo successo non viene da Dio […]. La vita è molto corta, 100 anni è un “ieri” nell’eternità di Dio. Passa tutto così (schiocco di dita), non perdiamo tempo in distrazioni, ce ne sono tante di ogni tipo: tentazioni, pettegolezzi, incomprensioni. Se vai per la via oscura, cerca la luce di Dio e seguila. Segui sempre Gesù Cristo. Se cadi, ti rialzi, però non perdere la bussola, il nord… Il successo della nostra vita è conoscere, amare e servire Dio. Non siamo nati per essere maestri, avvocati, attori o produttori. Queste sono carriere, niente di più, sono mezzi potenti che ben utilizzati possono fare molto bene alla nostra società però non sono il fine della nostra vita. Il fine della nostra vita è conoscere, amare e servire nostro Signore Gesù Cristo, tutto il resto è in più. Il resto deve servire per tale fine, non il contrario.
Edoardo Verastegui, attore e testimone della fede. Da una testimonianza. Trascrizione integrale sotto.
https://gloria.tv/post/sFUWXD9LWFY12sQLzgpA9TtRd
7 870
Prendete le distanze da ogni compromesso con il male, perché la via della salvezza è stretta e pochi sono coloro che la trovano
Allontanatevi da chi è ipocrita.
Allontanatevi da chi scende a compromessi con il peccato per conservare le proprie comodità, da chi teme la croce e preferisce una vita tiepida piuttosto che la radicalità del Vangelo.
Allontanatevi da chi non vuole discutere mai: vuol dire che gli va bene tutto e non sa rifiutare il male.
Allontanatevi da chi si confessa di rado, da chi tratta il sacramento della Penitenza con negligenza, quasi fosse un optional, e vive nell’abitudine del peccato mortale.
Allontanatevi da chi crede di poter essere amico di tutti, da chi non sa discernere tra la luce e le tenebre, tra la verità e l’errore, e si illude di poter servire due padroni. Anche se non lo ammetterà mai.
Allontanatevi da chi parla sempre con vocina dolce e melliflua, da chi lusinga.
Allontanatevi da chi non si cura di ciò che accade nel mondo, da chi vive nell’indifferenza egoistica mentre la civiltà cristiana viene demolita e le anime precipitano nell’abisso.
Allontanatevi da chi si lamenta sempre, da chi ha lo spirito del mormoratore, ingrato verso i benefici di Dio e incapace di offrire le proprie sofferenze.
Allontanatevi da chi non sa perdere, da chi è superbo, litigioso, incapace di umiltà e di accettare la volontà di Dio nelle prove.
Allontanatevi infine da chi non sa regolarsi a tavola, da chi si abbandona alla gola e all’intemperanza, offendendo il tempio dello Spirito Santo che è il proprio corpo. E da chi vive il proprio corpo come un idolo.
Prendete le distanze da ogni vizio e abbracciate con tutto il cuore le sante virtù cattoliche.
7 870
«Oggi si parla molto di misericordia (…). Ma la misericordia è stata ridefinita. Troppo spesso viene presentata come affermazione senza conversione, accompagnamento senza direzione e compassione senza verità. Questa non è la misericordia di Cristo. Cristo perdona i peccati ma ha sempre chiamato le anime al pentimento. Ha guarito ma ha anche ammonito. Ha confortato ma ha parlato chiaramente del peccato, del giudizio e della vita eterna. Una Chiesa che rifiuta di ammonire le anime del pericolo non è misericordiosa. Le sta abbandonando» (Vescovo Joseph Strickland).
7 870
L’UOMO È CREATURA DAL CUORE DEBOLE.
L’instabilità e la fragilità, l’egoismo e la viltà hanno molto spesso il dominio del cuore dell’uomo. Anche di fronte agli affetti più sacri, il cuore dell’uomo non promette che una sicurezza relativa.
Quanti affetti umani infranti dall’infedeltà coniugale; quanti impegni sacri profanati dall’abbandono della missione sacerdotale; quanti vincoli di amicizia spezzati dall’instabilità del cuore dell’uomo!
Se il cuore dell’uomo è capace di amare con dedizione senza pari, è anche capace, però, di lasciarsi sedurre da un piacere, da una soddisfazione, da un guadagno immediato.
Un giorno un papà di famiglia chiese al santo Curato d’Ars:
«Posso condurre mia figlia al ballo?».
«No, amico mio», rispose con decisione il Santo.
«Ma non ballerà», disse il papà.
E il Santo, pronto:
«BALLERÀ IL SUO CUORE!».
Proprio così. Il cuore dell’uomo balla molto facilmente di fronte alla seduzione del male. Sono molti, purtroppo, i cristiani che cedono alle sollecitazioni morbose e spesso immonde del cinema, degli spettacoli televisivi, della stampa e delle mode scandalose. A volte basta che un amico inviti al cinema osceno o passi una rivista pornografica, e non si ha la forza di opporsi.
SI DIREBBE CHE IN TANTI CRISTIANI CI SIA UN CUORE DI CONIGLIO ANZICHÉ UN CUORE DI SOLDATO DEL REGNO DI DIO.
E così, dove c’è un cuore di coniglio, si viene meno anche a doveri assunti con grande impegno e magari con entusiasmo. Pensiamo, ad esempio, a quanti decidono di fare fedelmente i nove primi venerdì del mese in onore del Sacro Cuore. Cominciano per uno, due, tre Venerdì poi un intoppo, una difficoltà che esigerebbe un atto di forza, e invece si interrompe tutto miseramente, perché non si ha il cuore forte.
Eppure la devozione al Sacro Cuore, quando è sincera, rende il cuore nostro simile al Cuore di Gesù: mite e umile, ma anche forte e coraggioso.
Santa Margherita dovette avere un cuore intrepido per portare avanti la devozione al Sacro Cuore. Era donna, era sola, con poca salute, senza mezzi, chiusa in un monastero, inesperta, incompresa e malvista per la novità della devozione al Sacro Cuore.
Ma l’amore supplisce a tutto. Un cuore pieno d’amore divino può tentare ogni impresa. E il Cuore di Gesù la sostenne fino alla fine, vittoriosamente (Padre Stefano Manelli).
7 870
https://youtu.be/k8u_hQJunco?is=lXoMZ1y6-Lq_hS9-
Questa catechesi è un dono meraviglioso di Fulton Sheen nel giorno più indicato. Buona visione!
7 870
Viveva in una famiglia un grazioso bambino; naturalmente era l'idolo dei genitori. La mamma faceva i più bei sogni sul suo avvenire.
Un giorno il sorriso di quella famiglia si mutò in pianto. Il bambino, per trastullarsi, prese la pistola del babbo e poi si avviò verso la mamma. La povera donna non si accorse del pericolo. Disgrazia volle che partisse un colpo e la mamma fu ferita gravemente al petto. I rimedi della chirurgia rallentarono la fine ma la morte fu inevitabile. L'infelice morente, sentendosi prossima a lasciare il mondo, chiese del suo bambino e, quando l'ebbe vicino, lo baciò amorosamente.
O donna, come puoi baciare ancora colui che ti ha troncato la vita?
- Sì, è vero! ... Però è mio figlio... ed io l'amo!
Anime peccatrici, voi coi vostri peccati siete state la causa della morte di Gesù. Avete ferito mortalmente, e non una volta sola, il suo Divin Cuore! ... Eppure Gesù vi ama ancora; vi aspetta a penitenza e vi apre la porta della misericordia, che è la ferita del suo Costato! Convertitevi e riparate!
7 870
IL CUORE DI GESÙ È IL NOSTRO SUPREMO CUORE AMICO.
Come Dio e come uomo, Egli non verrà mai meno nella sua amicizia per noi che siamo stati da lui «riscattati a caro prezzo» (1Cor 6, 20), a prezzo del suo «sangue prezioso» (1 Pt 1, 19). A noi Egli ha lasciato la sua promessa: «Sarò con voi fino alla fine dei secoli» (Mt 28, 20).
San Girolamo scrisse una volta in una lettera a un cuore in tormento: «Vuoi tu provare le ineffabili delizie dell’amicizia? Sii l’amico di Dio!».
Se vogliamo la pace e la serenità dell’animo, Gesù ci dice con parola consolante: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Se vogliamo il sostegno e la forza per tirare avanti in questo mondo perverso, Egli ci assicura: «Confidate, io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33). Se vogliamo il conforto nei travagli e nei dolori, ricordiamo Gesù che ci ripete senza stancarsi: «Venite a Me, voi che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11, 28) e a santa Margherita il Sacro Cuore fece questa promessa per tutti i devoti: «Li consolerò nelle loro pene».
Diceva bene san Bonaventura, innamoratissimo del Sacro Cuore: «Nel suo sacro Corpo voglio innalzare tre tende: una nelle sue mani, una nei piedi, e una terza, per sempre, nel suo costato aperto; qui parlerò al suo Cuore, e impetrerò quanto vorrò». E santa Gemma Galgani proponeva a Gesù, con la sua solita tenerezza, di fare del proprio cuore una «tenda d’amore» per vivere sempre con Lui e piena solo di Lui.
Anche le apparizioni del Sacro Cuore a santa Margherita sono state un’altra squisita espressione dell’amicizia di Gesù. Il dono della devozione al Sacro Cuore è il dono dell’amore di Gesù che vuol vivere in comunione con noi. E anzi: ogni giorno noi dovremmo bramare di fondere il nostro cuore con quello di Gesù nella Santa Comunione.
E così, di giorno in giorno, fino alla morte, che sarà serena perché potremo presentarci con fiducia a Lui, come ci assicura santa Margherita: «Oh, quanto è dolce la morte, dopo aver vissuto con devozione costante al Cuore di Colui che ci dovrà giudicare!». E Gesù stesso ha promesso: «Sarò loro rifugio in vita e particolarmente in morte» (Padre Stefano Manelli).
7 870
Oggi offro una giornata di preghiera e digiuno per tutti voi, amici e fratelli miei. Che i Sacri Cuori sostengono le nostre battaglie, ci custodiscano da ogni male, ci confermino in ogni bene, ci ricolmino di grazie e aiuti in proporzione alle nostre necessità.
7 870
MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA (28 giugno 2026).
Cari figli, Io vi amo.
Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di vivere lontani dal mondo.
Siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire.
Non dimenticate: tutto in questa vita passa, ma la grazia di Dio in voi sarà eterna.
Ascoltatemi.
Camminate verso un futuro di dense tenebre spirituali.
Il demonio causerà cecità spirituale in ogni luogo ma voi, che siete del Signore, rimanete nel cammino che vi ho indicato e sarete vittoriosi.
Piegate le vostre ginocchia in preghiera e cercate forze nel Vangelo e nell'Eucaristia.
Coraggio!
Al culmine della grande tribolazione, I MIEI DEVOTI SARANNO PROTETTI.
Siate docili alla mia chiamata.
Io sono al vostro fianco, anche se non mi vedete.
Avanti senza paura!
Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità.
Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta.
Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Rimanete nella pace.
7 870
Senza passare sotto la macina, il grano non può diventare pane; senza passare sotto Il torchio, l'uva non può diventare vino; senza passare sotto la sofferenza l'anima non può diventare nobile e pura: senza la croce l'uomo non può diventare cristiano.
7 870
Jesus Maria! Caro fratello, cara sorella, la stabilità spirituale non si improvvisa. Si costruisce con la costanza della preghiera. Gesù stesso ci ha dato l'esempio nel Vangelo di Matteo con la parabola della casa costruita sulla roccia (Matteo 7, 24-27). La roccia è l'ascolto e la messa in pratica della sua Parola. Una vita di preghiera quotidiana, anche se breve ma fedele, è come scavare ogni giorno per raggiungere la roccia. La preghiera del mattino, in cui affidiamo la giornata al Signore, è come piantare un pilone nel fondamento. La preghiera della sera, in cui facciamo un esame di coscienza e ringraziamo, è come rinforzare le fondamenta. Il Rosario, meditato con il cuore, ci ancora alla roccia che è Cristo, attraverso le mani di Maria. Senza questo scavo quotidiano, la nostra vita spirituale rimane costruita sulla sabbia delle emozioni e delle circostanze.
7 870
https://youtu.be/2mQH4CLbuNo?si=rzG_icyoIC510I2Q
Solennizziamo questo mese di giugno dedicato al Sacro Cuore. Possiamo farci aiutare da letture sul Sacro Cuore come i libretti per il mese di giugno di don Giuseppe Tomaselli e padre Stefano Manelli, recitare le Litanie al Sacro Cuore e fare qualche fioretto speciale durante questo mese.
¡Ya disponible! Investigación de Telegram 2025 — los principales insights del año 
