IL DUCA
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In Lettonia è andata in scena una singolare manifestazione, dei ciclisti hanno indossato dei telai grossi come auto per mostrare quanto ingombrassero le auto.
Quando i manifestanti si sono travati un gruppo di ciclisti con tutina tecnica e genitali in evidenza che non stavano in fila indiana, frustrati perché non riuscivano a superarlo lì hanno investiti.
Il Maresciallo.
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Stamattina esco di casa, vado al lavoro con la mia auto a metano e trovo il metano per autotrazione a 1,899 €/kg!
Praticamente il doppio di quello che pagavo a febbraio 2022, prima della guerra in Ucraina.
Penso che valga la pena ricordare come siamo arrivati fin qui per capire di chi sono le responsabilità del disastro in corso.
Nel 2020 quasi il 43% del gas importato dall’Italia arrivava dalla Russia. Avevamo gasdotti, contratti di lungo periodo e una filiera già funzionante. Poi è arrivata la guerra provocata da Usa e Gb che tra gli obbiettivi oltre al collasso della Russia aveva anche il distacco della Russia dai partner europei, la UE da bravo zerbino si è accodata e ha scelto di ridurre drasticamente la dipendenza energetica da Mosca.
Sostituire quel gas non è stato gratis.
Abbiamo aumentato le importazioni dall’Algeria, dall’Azerbaigian e soprattutto il GNL trasportato via nave, con liquefazione, trasporto e rigassificazione. Nel frattempo il mercato europeo è diventato sempre più dipendente dal prezzo degli hub come il TTF.
E qui arriviamo alla solita genialità della strategia europea.
Per anni ci è stato spiegato che dovevamo accettare sacrifici, perché era il prezzo da pagare per la libertà e per sostenere l’Ucraina. Nel 2022 Draghi arrivò persino a porre la famosa domanda:
«Vogliamo la pace o vogliamo tenere il condizionatore acceso?»
Una frase diventata simbolo di quella stagione.
Peccato che nel frattempo l’UE abbia costruito una politica energetica che ci ha resi più esposti ai mercati internazionali, al GNL, alle crisi geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi.
Per non parlare delle altre genialate UR come:
ETS, transizione energetica gestita con becera ideologia invece che con pragmatismo, dipendenza da materie prime e tecnologie estere, chiusure o penalizzazioni delle fonti energetiche disponibili prima di avere alternative altrettanto affidabili.
Poi è arrivato Trump con i nasoni che hanno iniziato una guerra insensata e che non potevano vincere contro l’Iran e l’Iran ha bombardato le infrastrutture petrolifere del golfo e chiuso lo stretto di Hormuz.
Il risultato?
Dopo averci spiegato per anni che tutto questo era necessario per la nostra “sicurezza energetica”, io mi ritrovo a fare il pieno di metano a:
1,899 €/kg.
Quasi il doppio rispetto a prima della guerra.
Dove sarebbe il vantaggio per il cittadino.
Perché io vedo soltanto una cosa: abbiamo sostituito una fornitura diretta e relativamente prevedibile con un sistema molto più costoso, complicato e vulnerabile agli shock internazionali.
E naturalmente il conto non lo paga chi prende le decisioni.
Lo paghiamo noi.
Alla pompa.
In bolletta.
Nel costo dei trasporti.
Nel prezzo dei prodotti.
E alla fine, sempre noi, con le nostre tasse.
Poi però ci raccontano che bisogna essere “responsabili”, “solidali” e accettare i sacrifici.
Ma quanto ci è costata realmente questa scelta energetica e quanto ci costerà ancora?
Perché prima di chiedere altri sacrifici agli italiani, sarebbe il caso di presentare il conto.
La UE ha fallito perché politica energetica seria dovrebbe prima garantire energia abbondante e competitiva e poi decidere come ridurre le dipendenze. Non il contrario.
E adesso paghiamo il conto.
1,899 €/kg e non finirà qui.
Il Maresciallo
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Il risultato?
Nel 2020 il gas russo rappresentava circa 28,5 miliardi di m³ delle importazioni italiane.
Oggi quella fonte è praticamente sparita come grande fornitura via gasdotto.
Al suo posto abbiamo un sistema molto più complesso, esposto ai mercati globali, al prezzo del GNL, ai costi di trasporto marittimo, alle crisi geopolitiche e alle oscillazioni del TTF.
E adesso, dopo averci spiegato per anni che tutto questo era necessario per la nostra “sicurezza energetica”, io mi ritrovo a fare il pieno di metano a:
1,899 €/kg.
Quasi il doppio rispetto a prima della guerra.
Qualcuno mi spieghi dove sarebbe il vantaggio per il cittadino.
Perché io vedo soltanto una cosa: abbiamo sostituito una fornitura diretta e relativamente prevedibile con un sistema molto più costoso, complicato e vulnerabile agli shock internazionali.
E naturalmente il conto non lo paga chi prende le decisioni.
Lo paghiamo noi.
Alla pompa.
In bolletta.
Nel costo dei trasporti.
Nel prezzo dei prodotti.
E alla fine, sempre noi, con le nostre tasse.
Poi però ci raccontano che bisogna essere “responsabili”, “solidali” e accettare i sacrifici.
Io una cosa la vorrei sapere: quanto ci è costata realmente questa scelta energetica e quanto ci costerà ancora?
Perché prima di chiedere altri sacrifici agli italiani, sarebbe il caso di presentare il conto.
Il Maresciallo
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C’è arrivato pure Trump Zelensky deve smetterla di bombardare le raffinerie di diesel in Russia.
I prezzi del gasolio stanno esplodendo e la carenza si fa sentire.
Gli Houti hanno chiuso il Mar Rosso senza che nessuno gli si opponesse, e il diesel russo è ancora più strategico.
Trump l’ha capito. L’Occidente no.
Le politiche delinquenziali di USA e Israele hanno portato alla carenza mondiale di petrolio e derivati, perché non si aspettavano la reazione iraniana.
L’Occidente si è tagliato le palle da solo isolando la Russia e provocando il conflitto con l’Ucraina.
Ora arriva il conto.
Zelensky è un bandito.
Ha fatto saltare il Nord Stream, attacca le raffinerie russe (da cui, con buona probabilità, arriva anche carburante a Kiev tramite triangolazioni europee) e continua a colpire la centrale di Zaporizhzhia rischiando un incidente nucleare, attenta al benessere e alla sicurezza dell’Europa senza remore.
Chi continua a foraggiarlo è, per me, un bandito al pari di Zelensky.
Il Maresciallo
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Siamo all'apoteosi della fusione dei cervelli sinistri. Comunque, culturalmente parlando, i fascisti negri noi li chiamiamo Ascari.
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La remigrazione secondo me :
- non hai la cittadinanza o sei clandestino? La sanità te la paghi, ti fai l'assicurazione. Non hai l'assicurazione? Ti curo il minimo indispensabile e ti rimando a casina tua.
Welfare? Non lo hai, le case popolari non ti spettano finché non ho finito la lista degli italiani.
Nessun reddito di cittadinanza, di inclusione o come cazzo lo vuoi chiamare, hai diritto solo alla naspi per tempi prestabiliti nella richiesta di asilo o cittadinanza.
L'avvocato d'ufficio te lo paghi, magari lavorando in carcere se sei colpevole.
La scuola sarà gratuita ma ti paghi tutto, libri, mensa ecc.. Non puoi permettertelo? Remigri.
Già così ne vanno via metà parassiti senza che paghiamo il viaggio.
Cittadinanza più facile, la puoi richiedere se versi 7 anni di contributi e puoi chiederla anche per te moglie e figli a patto che tutti siano incensurati, se tuo figlio commette reati penali puoi richiedere la cittadinanza solo se lui remigra a casina.
Daspo nazionale per 7 anni chi viene sorpreso sul territorio senza averne diritti.
Chi viene sorpreso nel territorio dopo aver ricevuto il Daspo 1 anno in carcere senza sconti, lavorando nel carcere si pagherà il biglietto per remigrare.
Altre idee?
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Ma io dico no, come cazzo può continuare a scrivere sui social che prende solo insulti e risate? È palese che la obbligano.
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In un momento di stupidità ho visto che un motorino di mio figlio era a secco, così l'ho preso, ho dato un occhiata al portafoglio (non ho mai contanti ma qualcosa c'era) e so andato al bar e poi a fargli benzina... Mi ero scordato che al governo c'erano i sovranisti e j'ho messo tutto quello che avevo al self, 5 euro. Poi so tornato a casa ho preso il portafoglio di mia moglie, ho preso 10 euro e lo ho dati a mio figlio scusandomi per avergli finito la benzina.
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Per ricordare Emma Bonino ripropongo una filastrocca che scrissi per Halloween di qualche annetto fa…
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Se mi chiedessero chi secondo è rappresenta l’incarnazione del male in Italia risponderei senza esitazione alcuna:” EMMA BONINO”
Il Maresciallo.
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3 anni fa un mio carissimo amico lavorava per un'azienda Romana qua in Umbria. Faceva il tecnico altamente specializzato in sistemi di sicurezza. Essendo un'azienda di nicchia con 3 o 4 sedi in Italia, non ha molti dipendenti e qua in Umbria ne aveva solo 3,poiché la formazione è lunga e richiede sacrificio, poche ferie e tante ore. Un bel giorno 2 dei suoi colleghi diedero le dimissioni insieme perché decisero di aprire partita Iva. La prima cosa che fece l'azienda fu andare dal mio amico e portargli lo stipendio da 1.800 a 2200 più bonus. Successivamente gli affiancarono 3 persone sperando che almeno 2 sarebbero rimaste in organico, ma la cosa non andò bene ci fu parecchio via vai.
Il mio amico, si ruppe presto il cazzo di lavorare 10 12 ore fisso e accumulare ferie, nonostante questo lo portava a superare ogni mese i 2.8k.
Ovviamente andò dal capo del personale e presentò le dimissioni.
Dopo una settimana gli arrivò la chiamata dal capo supremo, 2.8k di fisso, orari flessibili e 5 settimane di ferie concordate.
Ecco spiegata l'immigrazione di massa, un regalo al capitalista sostenuto dai comunisti.
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Post di Iacoboni invecchiato malissimo!
Quando Iacoboni l’8 marzo 2022 scriveva «taglino pure il gas, c’è la fila di fornitori e la Russia farà fatica a trovare compratori» e quasi tutto il giornalismo italiano ed europeo gli faceva eco, qualcuno di noi “cazzoni” rispondeva che il vecchio continente stava sanzionando il paese più esteso del pianeta, confinante con quello più popoloso e produttivo, e che il paese più esteso avrebbe alzato il dito medio agli europei e rigirato petrolio e gas a Est e a sud, e l’Europa sarebbe rimasta a secco pagando carissimo.
Quattro anni e mezzo dopo i numeri sono chiari. Il gas via condotte russo verso l’Europa è crollato a livelli da anni Settanta, mentre Power of Siberia ha portato in Cina 38,8 miliardi di metri cubi nel 2025, più di quanto Gazprom ha spedito a tutto l’Occidente. L’ottanta per cento del petrolio russo è andato a Cina e India, spesso con sconti pesanti che Pechino ha trasformato in miliardi di risparmio.
L’Europa ha trovato altri fornitori, sì, soprattutto Norvegia e LNG americano, ma a prezzi che nel 2022 sono schizzati oltre i duecento euro a megawattora e che ancora oggi restano strutturalmente più alti di quelli pre-crisi.
E mentre tutto questo succedeva, i giornalisti di regime continuavano a vivere nel loro mondo fatato, incapaci di fare due più due, a scrivere per far contento qualcuno invece di guardare la realtà.
Oggi La Repubblica ci spiega che il petrolio non andrà oltre i centoventi dollari e che servono più oleodotti, come se non fosse successo niente.
La differenza tra un giornalista di regime e un cazzone è tutta qui: loro fingono di non vedere, noi no.
Se quattro anni e mezzo fa avessero dato retta a qualche cazzone realista invece che agli intellettuali raccomandati e ai consulenti al servizio degli interessi comunitari, oggi staremmo un po’ meno male.
Invece hanno preferito l’ideologia.
Risultato sotto gli occhi di tutti.
Il Maresciallo
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Post di Iacoboni invecchiato malissimo che ogni tanto ripropongo!
Il Maresciallo
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Insegna agli angeli a fare gli aborti con le pompe da bici. Nessuna pietà, nessun dispiacere.
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Oggi è l'11 settembre e io non dirò niente, pubblico solo le immagini di documenti che hanno resistito a fiamme in grado di fondere l'acciaio.
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Immagina di stare sul cazzo a talmente tanta gente che serve una legge per non farti odiare...
