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Etica Digitale nasce con l'intento di parlare di tecnologia da un punto di vista che mette avanti l'essere umano e i suoi diritti https://link.eticadigitale.org

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🇨🇭 La spinta verso il software libero delle istituzioni svizzere Negli ultimi giorni la Svizzera ha annunciato la migrazione di 3000 computer governativi da Microsoft 365 a programmi liberi entro la fine del 2027: il progetto pilota rappresenta il 7% dei computer del governo e, se dovesse andare a buon fine, potrebbero venire migrate le restanti macchine. Il corpo militare elvetico si è mosso più velocemente: il pacchetto d'ufficio Microsoft verrà rimosso da tutti i PC del reparto di cibersicurezza entro ottobre 2026. Da qualche giorno, poi, il governo svizzero ha iniziato a supportare negozi di app liberi come F-Droid per le proprie app, affiancando i più diffusi e proprietari Google Play e App Store. Questi passi rappresentano la volontà del Paese di dipendere meno dal monopolio tecnologico statunitense, puntando verso una sovranità digitale. Segnali simili provengono da altre nazioni, ultima la Svezia: questa ha avviato una sperimentazione per distribuire meglio il codice dei suoi apparati governativi attraverso lo strumento libero Forgejo al posto del plurigettonato (statunitense e proprietario) GitHub. https://itsfoss.com/news/switzerland-replace-microssoft-pilot/ #Notizia #SoftwareLibero #Politica @EticaDigitale

👩‍🦯 La Silicon Valley pensa alla disabilità solo se fa notizia agli occhi di chi le disabilità non ce le ha Robert Kingett è uno scrittore cieco: in uno dei suoi ultimi pezzi fa notare come la Silicon Valley cerchi di risolvere i problemi di disabilità con soluzioni ipercomplesse e ipercostose (che raramente passano la fase di prototipizzazione) perché fan gola ai capitali di ventura, mentre utilizzare una banale rampa o testi descrittivi sui siti non è calcolato perché non fan notizia. "Sono fantasie individualiste. [...] La Silicon Valley spenderebbe milioni per sviluppare un guanto che traduca (male) il linguaggio dei segni in audio, ma non spenderebbe 10 minuti ad aggiungere un testo alternativo per descrivere le immagini". Questa logica fa passare il messaggio che, comprando abbastanza accessori, si può comprare il proprio diritto di partecipare alla società. Tuttavia, sottolinea, la società dovrebbe di base essere progettata per includere tutte le persone - senza esoscheletri o qualsivoglia marchingegno ipertecnologico https://sightlessscribbles.com/posts/disability-dongle/ #Riflessione @EticaDigitale

La Casa Bianca ha aperto sul suo sito ufficiale la sezione Arcade, una raccolta di cinque videogiochi iconici dalla grafica retrò che trasforma l’agenda politica di Trump in obiettivi da completare. https://www.ilmessaggero.it/AMP/tecnologia/trump_casa_bianca_arcade_videogiochi_tetris_muro_migranti-9743156.html C'è Rio Run, ispirato allo storico Snake, in cui il responsabile delle frontiere Tom Homan insegue migranti per catturarli e fare indossare loro la tuta arancione. Build the Wall riprende invece gli incastri di Tetris per costruire il muro al confine col Messico per respingere le “orde” che nel frattempo arrivano dal sud. Invece Supply Line fa scartare alimenti incompatibili con il programma “Make America Healthy Again” del segretario Robert Kennedy; Flappy Bill affida a un’aquila il trasporto di un disegno di legge; e Trump Savings Tycoon invita a raccogliere denaro per i conti d’investimento destinati ai bambini. Il progetto deve essere in lavorazione da tempo in quanto il portale è ben fatto (è dentro il sito ufficiale della Casa Bianca) e la grafica è piuttosto curata, con tanto di logo SEGA che diventa, con lo stesso font, ovviamente MAGA. https://www.whitehouse.gov/arcade/ All’AFP la Casa Bianca ha spiegato di voler raccontare i risultati del presidente con linguaggi capaci di raggiungere tutti, contrapponendo una “cultura del divertimento e della vittoria” alla visione dei Democratici. I richiami ai classici non implicano però il coinvolgimento dei loro autori originali, tanto che The Tetris Company ha dichiarato sui social di non aver partecipato a Build the Wall e, con il post-scriptum “Prendiamo molto sul serio la violazione del copyright”, indirettamente di stare prendendo in esame la questione. — Una notizia del canale @ppInforma

PrivaSì: la privacy online non è un miraggio PrivaSì è una guida che Etica Digitale iniziò a stendere anni fa per dimostrare passo passo come la privacy online non sia un mito, bensì davvero ottenibile. Partendo dal rendersi conto di quante informazioni vengono raccolte sul nostro conto e dal fatto che avere cose da nascondere non è da criminali bensì un aspetto umano, PrivaSì scandaglia il mondo digitale che ci circonda per renderlo più comprensibile - il tutto con un linguaggio semplice e alla mano. PrivaSì è divisa in livelli, a loro volta divisi in capitoli. Man mano che si va avanti, si tutela di più la propria sfera personale, ma persone diverse potrebbero volere livelli di privacy diversi: chi legge può quindi scegliere in autonomia quanto andare avanti e quando fermarsi, sviluppando un livello di consapevolezza sull'argomento che lə accompagnerà per tutta la vita. Inizia l'avventura 👇 https://privasi.eticadigitale.org/ E se ti piace quel che vedi, le donazioni ci aiutano a continuare il progetto 👇 https://liberapay.com/EticaDigitale

🤖 Zuckerberg ha descritto l'IA come strumento di emancipazione. Sei osservatori sull'IA lo smentiscono La testata online Rest of World ha intervistato lɜ rappresentanti di 6 osservatori sull'IA, chiedendo di commentare il manifesto che l'AD di Facebook ha pubblicato il 10 agosto "Il futuro per tutti". Il manifesto parla di come l'IA sarà uno strumento di emancipazione per l'umanità intera, dipingendo tale tecnologia come un qualcosa per attenuare le diseguaglianze. L'unica cosa che la testata ha ottenuto, tuttavia, sono critiche. Partendo dal lato economico, i benifici economici di cui parla sono "incredibilmente gonfiati": i centri di calcolo generano lavoro principalmente durante la loro costruzione, e non invece per la manutenzione - senza contare gli impatti ambientali e sulla salute. L'IA di cui parla, la propria, è poi uno strumento centralizzato, opaco e calato dall'alto: un'IA per chiunque dovrebbe essere analizzabile (si pensi alla ricerca) e padroneggiare non solo le lingue delle maggiori potenze (le IA tendenzialmente "ragionano" in inglese), bensì anche quelle delle minoranze linguistiche o dei Paesi generalmente tagliati fuori da chi detiene il potere - come quelli del continente africano. Se è un'azienda a dettare l'agenda di dove conviene investire e dove no, quel "tutti" includerà solo le persone che l'azienda vuole includere. A proposito di Africa, la ricercatrice etiope Abeba Birhane ricorda come Facebook sia la stessa azienda che voleva connettere le donne nelle zone rurali del continente (emancipazione), per poi invece essere finita a sfruttare lavoranti, estrapolarne profitto e generare disinformazione - riversando la colpa a chi si era ripromessa di aiutare (che non ha ricevuto benefici) quando messa alle strette. Infine la critica geopolitica: un'IA più capillare equivale a una raccolta maggiore di dati che, come ha dimostrato la storia, vengono usati per gli interessi del governo a cui l'azienda risponde - gli Stati Uniti - aumentandone ulteriormente il potere. https://restofworld.org/2026/mark-zuckerberg-meta-ai-for-everyone-manifesto-global-critique/ #Notizia #IA @EticaDigitale

📱La piattaforma di videogiochi Luanti rimossa da Google Play con la falsa accusa di violazione del diritto d'autore Premessa: un membro della redazione fa anche parte di Luanti. Tracer AI, compagnia che usa agenti IA per scovare e segnalare le violazioni di diritto d'autore, ha fatto rimuovere da Google Play l'app della piattaforma videoludica Luanti. L'accusa, mossa in nome di Microsoft, è di aver utilizzato risorse del gioco Minecraft (proprietà Microsoft) nella propria app; un'accusa facilmente smontabile in quanto sia il codice che le risorse di Luanti sono visibili a chiunque (è software libero). Questa non è la prima volta che accade: nel 2023 la stessa compagnia mosse la medesima accusa, portando chi sviluppa Luanti a presentare una contronotifica: l'app rimase non disponibile per 46 giorni prima di essere riabilitata, contrariamente al limite di 14 giorni lavorativi sancito dalla legge statunitense che regola tali faccende. In entrambi i casi, non sono mai state fornite prove. Qualche mese fa la stessa sorte è toccata a Allumeria, un gioco a cubetti oggi prossimo al lancio, sulla piattaforma Steam. Lo sviluppatore fu colto di sorpresa finché, subito dopo l'arrivo della notizia al direttore artistico di Minecraft su Bluesky, Microsoft non ritirò la segnalazione. "Se fossimo una piccola azienda che dipende dalle entrate della propria app, ciò sarebbe particolarmente devastante". Inoltre, essendo una realtà sostenuta da volontarɜ, combattere contro tali richieste equivale a grandi sprechi di energie e risorse. https://blog.luanti.org/2026/08/27/luanti-dmca-tracer-ai/#what-is-the-dmca-notice #Notizia #Legge #IA #Videogiochi @EticaDigitale

🇮🇹 Il collettivo Autistici/Inventati finisce nella lista di entità terroristiche degli Stati Uniti Il collettivo italiano Autistici/Inventati, noto per la sua lotta per i diritti digitali tramite la fornitura di piattaforme libere ad altre realtà, è stato sanzionato con l'accusa di aver supportato due organizzazioni considerate¹ estremiste negli Stati Uniti: Rose City Antifa e Jane's Revenge. Il collettivo fornisce circa 16.000 indirizzi di posta, dà casa a 1.500 siti, gestisce 5.500 bollettini (o mailing list) e tiene in piedi 10.000 blog. Invece che bloccare i singoli contenuti considerati "problematici" il governo statunitense ha deciso di agire sull'intera infrastruttura, creando un precedente di censura non applicata solo alle singole realtà "scomode" ma anche a chi le rende possibili fornendo servizi. Le realtà sanzionate per terrorismo sono elencate in una lista, la Specially designated global terrorist. Tra i nomi, spiccano Al-Qaeda, ISIS e Boko Haram - nomi ai quali ora fa compagnia anche Autistici/Inventati. Finire nella lista equivale a essere designati come entità terroristiche globali, con il conseguente congelamento dei beni e divieto di tutte le transizioni verso gli Stati Uniti. Ieri sera il collettivo ha rimosso PayPal dai metodi di pagamento. Etica Digitale trova assurdo come una realtà che dal 2001 si batte per una rete più libera e sana sia messa allo stesso livello di assassini spietati. Trova ulteriormente assurdo come il governo statunitense, cui compagnie come Microsoft e Palantir (giusto per citarne un paio) sono state additate dall'ONU come complici del genocidio palestinese, decida di prendersela con determinati gruppi, quando dovrebbe prima guardarsi allo specchio e farsi un enorme esame di coscienza col sangue che ha sulle proprie mani. La nostra vicinanza ad Autistici/Inventati. --- ¹Dopo qualche verifica, non risulta che Rose City Antifa abbia mai commesso crimini, mobilitandosi dal 2007 contro le realtà neonaziste (sulle quali non si può dire altrimenti) a Portland, Oregon. https://cryptobriefing.com/us-sanctions-autistici-inventati-terrorism/ #Notizia #Politica @EticaDigitale

🇮🇹 Il collettivo Autistici/Inventati finisce nella lista di entità terroristiche degli Stati Uniti Il collettivo italiano Autistici/Inventati, noto per la sua lotta per i diritti digitali tramite la fornitura di piattaforme libere ad altre realtà, è stato sanzionato con l'accusa di aver supportato due organizzazioni considerate¹ estremiste negli Stati Uniti: Rose City Antifa e Jane's Revenge. Il collettivo fornisce circa 16.000 indirizzi di posta, dà casa a 1.500 siti, gestisce 5.500 bollettini (o mailing list) e tiene in piedi 10.000 blog. Invece che bloccare i singoli contenuti considerati "problematici" il governo statunitense ha deciso di agire sull'intera infrastruttura, creando un precedente di censura non applicata solo alle singole realtà "scomode" ma anche a chi le rende possibili fornendo servizi. Le realtà sanzionate per terrorismo sono elencate in una lista, la Specially designated global terrorist. Tra i nomi, spiccano Al-Qaeda, ISIS e Boko Haram - nomi ai quali ora fa compagnia anche Autistici/Inventati. Finire nella lista equivale a essere designati come entità terroristiche globali, con il conseguente congelamento dei beni e divieto di tutte le transizioni verso gli Stati Uniti. Ieri sera il collettivo ha rimosso PayPal dai metodi di pagamento. Etica Digitale trova assurdo come una realtà che dal 2001 si batte per una rete più libera e sana sia messa allo stesso livello di assassini spietati. Trova ulteriormente assurdo come il governo statunitense, cui compagnie come Microsoft e Palantir (giusto per citarne un paio) sono state additate dall'ONU come complici del genocidio palestinese, decida di prendersela con determinati gruppi, quando dovrebbe prima guardarsi allo specchio e farsi un enorme esame di coscienza col sangue che ha sulle proprie mani. La nostra vicinanza ad Autistici/Inventati. --- ¹Dopo qualche verifica, non risulta che Rose City Antifa abbia mai commesso crimini, mobilitandosi dal 2007 contro le realtà neonaziste (sulle quali non si può dire altrimenti) a Portland, Oregon. #Notizia #Politica https://cryptobriefing.com/us-sanctions-autistici-inventati-terrorism/

🧠 La gente tende ad ammettere meno i suoi limiti quando usa l'IA e a fidarsi della macchina Chiedere alle persone dettagli di film: questo è stato l'obiettivo di uno studio per capire quanto il comportamento dell'essere umano vari quando ha a disposizione l'IA per farsi aiutare. Lo studio ha visto coinvolti due gruppi: il primo poteva chiedere una mano all'IA per rispondere alle domande, l'altro invece poteva usare soltanto la propria testa. Inoltre, le domande e il modello di IA coinvolto erano stati selezionati per far in modo che la macchina avrebbe spesso avuto difficoltà nel rispondere correttamente (a insaputa dei gruppi). Il "gruppo IA" ha ammesso di non sapere la risposta nel 3% dei casi, contro il 44% di chi l'IA non poteva usarla. Tuttavia, è stato il gruppo senza IA a dare più risposte corrette: il 27% delle loro risposte erano esatte, contro il 9% di chi era affiancato dall'IA. La gente si è fidata delle allucinazioni della macchina, forse ingannata dall'apparente coerenza delle risposte fornite da questa. Non solo: chi aveva usato l'IA ha riportato un livello di fiducia nelle proprie risposte del 76%, contro il 30% dell'altro gruppo. In altre parole, la loro sicurezza era più che raddoppiata, nonostante la correttezza fosse nettamente diminuita. Si è poi notato come, mettendo un incentivo economico sulle risposte corrette, l'ammissione di ignoranza di chi usa l'IA è salita dal 3 all'8%, mentre la correttezza dal 9 al 16% - suggerendo che l'IA non inibisce tanto la capacità di pensiero, quanto la volontà di pensare; e che un incentivo ha comunque un effetto limitato se si paragonano le percentuali con quelle del gruppo no IA. In generale, l'IA è stata usata meno quando ci sono stati soldi in ballo. https://www.theregister.com/ai-and-ml/2026/07/19/using-ai-makes-people-less-likely-to-admit-they-dont-know-something/5274567 #Notizia #IA #Psiche @EticaDigitale

🧪 L'estrazione di terre rare in Myanmar è una scia di morte e distruzione Acque avvelenate, foreste prive di fauna e terreni così tossici da non poter usufruire del raccolto: questo è il paesaggio lasciato dalle trivellazioni in Myanmar per l'estrazione delle terre rare pesanti - risorse sempre più richieste dal mercato tecnologico, da quello delle armi e dalle rinnovabili. Il Myanmar è il primo fornitore mondiale di terre rare pesanti. Con una guerra civile che si potrae da 80 anni, una costellazione di gruppi armati e alti livelli di corruzione, il mercato rientra in un'ampia zona grigia dove non esistono registri pubblici e dove i siti di estrazione sono così protetti che in 10 anni solo una manciata di giornalistɜ è riuscita a scrivere qualcosa. L'estrazione a livello industriale è iniziata attorno al 2017, con il coinvolgimento di aziende cinesi che estraggono le risorse per poi importarle nel proprio Paese e processarle. Fino al 2012 le estrazioni avvenivano direttamente in Cina; tuttavia, resasi conto dei gravi danni per l'ecosistema, ha altamente regolato l'industria, esternalizzando il lavoro in una nazione pressoché priva di regolamentazioni - il Myanmar, appunto. Realtà locali hanno accusato la Cina di usare prigionierɜ e vittime di tratte umane come schiavɜ, mentre chi lavora denuncia incidenti frequenti. Si stima che 2/3 delle terre rare cinesi vengano dal Myanmar, seppur la fase di processazione rende impossibile tracciare esattamente da quali luoghi la materia prima è stata prelevata (e quindi un sollevamento dalle responsabilità). Nel frattempo il Myanmar, il quale mercato di terre rare permette di gudagnare miliardi di dollari l'anno, ha iniziato a strizzare l'occhio anche agli Stati Uniti, complicando ulteriormente l'equilibrio geopolitico di una regione già precaria. A rimetterci, ancora una volta, è la popolazione. I miliardi finanziano ulteriori conflitti armati, il benessere e i diritti delle comunità locali sono ignorati, i casi di infertilità e disturbi dello sviluppo sono in aumento, i territori una volta prosciugati vengono lasciati così come sono e l'inquinamento è così elevato che l'analisi delle acque fluviali nella vicina Tailandia ha riportato contaminazione tossica da estrazione di terre rare. https://restofworld.org/2026/myanmar-china-rare-earths-damage/ #Notizia #Ecologia @EticaDigitale

🤖 L'IA si ripromette di curare il cancro, ma viene usata principalmente per scopi bellici Quando a fine febbraio gli Stati Uniti e Israele attaccarono l'Iran, l'IA di Claude fu utilizzata per pianificare l'attacco. In meno di 24 ore furono colpiti 2000 obiettivi, una cifra pressoché impossibile da elaborare in così poco tempo dagli esseri umani. Diffusasi la notizia, la compagnia si sfilò dagli accordi con il Pentagono perché rifiutava che il proprio sistema potesse scegliere in autonomia chi dovesse morire - l'IA infatti sbaglia ogni tanto anche sulle cose frivole, si immagini darle il potere di determinare a chi togliere la vita. Fu quindi OpenAI a subentrare, non facendosi troppi problemi inerenti all'etica. Se nel 2025 il rapporto ONU sul genocidio palestinese accusava nomi come Amazon, Google e Microsoft di essere complici in genocidio in quanto fornivano la potenza di calcolo allo stato israeliano per accelerare il massacro, qui si va decisamente oltre: la macchina è strumento attivo di sterminio. Proprio come fece Israele, utilizzando la propria IA Habsora per determinare dove colpire in Palestina. Dalle parole del giornalista: "Gli evangelisti della tecnologia ci promettono come l'IA un giorno curerà il cancro, porrà fine alla povertà e aumenterà notevolmente la qualità della vita. Al momento, però, l'impatto maggiore che ha avuto è palesemente quello nelle guerre". https://www.codastory.com/armed-conflict/the-ai-powered-forever-wars-start-now/ #Notizia #IA @EticaDigitale

🧫 L'eugenetica di Epstein prolifica nella Silicon Valley "Le donne sono come i gamberetti: butti la testa e tieni il corpo": così Jeffrey Epstein commentava la sua visione del mondo femminile, riducendo le donne a oggetti e a recipienti per l'incubazione. La volontà di operare sulla vita è un tema ricorrente nelle mail che il miliardario pedofilo scambiava con i potenti della Silicon Valley: eugenetica, superuomo e transumanesimo erano all'ordine del giorno, mentre Epstein finanziava quegli stessi potenti che avrebbero potuto dare alle luce tali visioni. Già nel 2002 la sua rete brulicava di persone desiderose di IA e che operavano nella biotecnologia, nella genetica e nelle scienze cognitive. Nel corso degli anni Epstein ha investito centinaia di migliaia di dollari in questi campi e milioni in progetti per creare "superbambinɜ". Tra gli investimenti non manca il tema della vita eterna, un tema molto discusso tra i ricchi magnati della Silicon Valley - insieme a quello dei superuomini creati in laboratorio. Secondo la ricercatrice Gabriella Razzano c'è un motivo per cui la tecnologia sta venendo sviluppata in questo modo: il controllo artificiale della vita è il desiderio di questi uomini di sbarazzarsi della donna nel processo della creazione. Ci si riduce a una visione del mondo in cui una manciata di individui, generalmente con visioni messianiche credendo di essere i prescelti, potenzia e prolunga la propria vita, decretando invece chi debba rimanere indietro. Come chiosa la giornalista, "la maggior parte di noi non si troverà mai nella stessa stanza in cui queste idee vengono discusse, ma chiunque ne subirà le conseguenze". Nel frattempo non viene meno il richiamo a un sogno hitleriano: in una lista, Epstein annotava tutti i nomi delle persone - sia delle vittime che di chi finanziava - con gli occhi blu. E se ne vantava: "finanzio solo persone con gli occhi blu". https://www.codastory.com/authoritarian-tech/blue-eyes-epstein-artificial-intelligence-eugenics-silicon-valley/ #Notizia #Politica @EticaDigitale

🤖 Circa un terzo dei post lunghi sui social è generato con l'IA Pangram è un'estensione per browser che analizza i contenuti visualizzati da chi sta navigando, per poi determinare se sono prodotti dall'IA o meno. Dopo aver analizzato un milione di post provenienti da vari social, è emerso che su Twitter X, circa 1/3 dei messaggi con più di 250 parole sono frutto di IA; su LinkedIn il 40%; su Medium il 31%; su Reddit il 10%. Quando le parole sono meno, le percentuali si abbassano: 9% su Twitter, 30% su LinkedIn, 28% su Medium, 3% su Reddit. Al contrario di altri studi, questo è il primo che si interroga su quanti contenuti artificiali visualizziamo - e non invece su quanti contenuti artificiali ci siano, a prescindere da quanto vengano visualizzati. Per quanto i dati abbiano sicuramente un margine d'errore, l'autore di Pangram parla di probabili stime a ribasso. Alcuni social, che prima avevano enormemente spinto per l'IA, hanno iniziato a rivedere la propria posizione: Reddit ha fatto partire una campagna "Umano è meglio", mentre LinkedIn ha fatto sparire il tasto per l'assistente di scrittura, così da "mantenere viva la conversazione". https://www.404media.co/linkedin-and-x-are-flooded-with-ai-spam-browsing-data-suggests/ #Notizia #Comunicazione #IA @EticaDigitale

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🗞 I maggiori quotidiani italiani sono la cassa di risonanza di chi spinge per l'IA Uno studio targato Hermes Center ha analizzato gli articoli scritti da Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica e Il Giornale a tema IA. L'analisi ha riguardato il periodo maggio-luglio 2024, ovvero quando l'Unione Europea era prossima a emanare la prima norma al mondo per regolare l'IA: l'AI Act. Partendo da questa norma, il dibattito è stato pressoché nullo; e quando se n'è parlato, è stata dipinta perlopiù come ostacolo per l'innovazione europea. Dall'analisi emerge che i giornali danno sempre voce a chi ha grandi interessi nell'IA - o se proprio a quel mondo accademico che si allinea con la loro prospettiva - ignorando invece chi subisce gli effetti di certe politiche. Le voci critiche dal basso sono completamente assenti, dando invece ampio spazio a colossi statunitensi, imprenditoria, e addirittura a gente nota senza conoscenze (come Vasco Rossi) piuttosto che interrogare chi del mestiere. A parte su Repubblica, unico quotidiano che vede l'IA come campo di decisione politica, i temi socioculturali (quando presenti) sono trattati di sfuggita, quasi a essere un intoppo nell'ingranaggio capitalista. In generale, i presunti benefici sono sempre dipinti come concreti con applicazioni reali, mentre i rischi esistono solamente in una prospettiva filosofico-esistenziale, astratta, ignorando completamente i casi attestati. L'unica eccezione davvero trattata è il diritto d'autore, argomento che impatta sulla professione giornalistica. Per esempio, su un totale di circa 600 articoli, il 97% non parla dell'impatto climatico dell'IA; il 75% non ne menziona l'impatto sul lavoro; il 97,2% non ne tratta l'utilizzo per le guerre; quando si discute di sicurezza, problemi concreti come la profilazione di massa non vengono citati. Infine, quando la narrazione non è tecnottimista, si passa direttamente alla distopia. Questo binomio utopia-distopia (entrambe posizioni non sostenute dai fatti) finisce con l'inquinare il dibattito pubblico, per il quale il giornalismo dovrebbe invece svolgere il ruolo di facilitatore. https://hermescenter.org/iniziative/la-rappresentazione-mediatica-dellia-in-italia-il-nostro-ultimo-report/ #Risorse #Comunicazione #IA #Politica @EticaDigitale

👩‍💻 Google Maps sta riscrivendo la geografia del cibo Lauren Leek è un'esperta dei dati che si è posta una domanda all'apparenza banale: dove si mangia bene a Londra? Per rispondere, ha scaricato i dati di oltre 13.000 locali e ci ha costruito sopra un modello per vedere se ci fossero differenze con il sistema di valutazione di Google. Come ammette Google stessa, il sistema dell'azienda si basa su tre metriche: attinenza con la ricerca, distanza e "prominenza" - ovvero quanto spesso un'attività viene recensita, quante recensioni ha, punteggio medio, visibilità su Internet e diffusione del marchio. Quest'ultimo parametro alimenta un circolo vizioso: chi ha già visibilità raccoglie più clic, i clic portano più clientela, la clientela lascia più recensioni, le recensioni aumentano la visibilità e quest'ultima attira nuovi clic. Le catene sono avvantaggiate, le nuove realtà indipendenti penalizzate. Per eliminare questo effetto, Leek ha costruito un modello che si basasse sulle caratteristiche strutturali di un'attività, ovvero: tipo di cucina, zona e prezzo. Con questi dati ha messo in piedi una mappa interattiva, consultabile pubblicamente qui, e ha messo a confronto le differenze. Ciò che emerge è che a essere penalizzata di più è la diversità gastronomica (le cucine etniche, che siano italiane o indiane) lontane dal centro di Londra. Si parla di quartieri con affitti più bassi, dove le famiglie migranti sono presenti da abbastanza a lungo perché una seconda generazione avviasse un locale. Capitalizzando l'attenzione sui luoghi più turistici e le catene, l'algoritmo di Google impatta sulla sopravvivenza delle attività; le quali non dipendono più tanto dal rapporto qualità-prezzo, quanto da un'allocazione di attenzione decisa a monte da un sistema opaco (l'algoritmo di Google Maps non è pubblico, si conoscono solo le metriche che usa) e automatizzato. https://laurenleek.substack.com/p/how-google-maps-quietly-allocates #Notizia #lavoro @EticaDigitale

🌑 Il cofondatore di Mullvad è il maggior finanziatore della remigrazione svedese Mullvad, una delle maggiori e consigliate VPN, si è di recente ritrovata sotto i riflettori quando è emerso che il cofondatore Daniel Berntsson ha fatto una donazione privata a Örebropartiet (lett. Partito di Örebro, città e contea della Svezia), partito nazionalpopulista con visioni di estrema destra sull'immigrazione. La donazione di Berntsson, 5 milioni di corone (ca. €450.000), ammonta al 72% delle entrate totali che il Partito di Örebro ha incassato nel 2025. Seppur la donazione resti privata, la critica sollevata è che pagare per un abbonamento a Mullvad equivale comunque a finanziare indirettamente tale partito e le misure xenofobe che vorrebbe mettere in atto - in quanto i soldi che finiscono a Berntsson per le VPN finiscono di riflesso (anche) all'Örebro. https://korben.info/en/mullvad-cofounder-funding-far-right.html #Notizia #Politica @EticaDigitale

Il Parlamento europeo lascia passare il #ChatControl 1.0 nonostante una maggioranza abbia votato contro (314:276) – consentendo la scansione di massa delle chat private fino al 2028. Oggi è un giorno nero per l'Europa, per la democrazia e anche per il giornalismo che non ha mai informato i cittadini su questo scandaloso provvedimento voluto dalle lobbies della sorveglianza (BigTech, Europol e, ricordiamocelo alle prossime elezioni, soprattutto Partito Socialista Europeo, ossia il PD, e Partito Popolare Europeo, ossia Forza Italia). https://pirati.io/2026/07/il-parlamento-europeo-da-il-via-libera-a-chat-control-1-0-breyer-i-nostri-figli-ne-risentiranno/

🇨🇳 Dopo aver spinto per storie scritte con l'IA, i siti di romanzi digitali stanno facendo dietrofront Nel 2023, siti di scrittura creativa in mano a colossi digitali come Tencent e Baidu spinsero strumenti per scrivere storie con l'IA. "È come guidare un'auto con la guida assistita". Con il passare degli anni questi strumenti sono diventati più potenti: un esempio è InkOS, un sistema composto da diversi agenti artificiali è in grado di progettare, scrivere e revisionare una storia da zero - con qualche intervento umano qua e là per sistemare. In quattro mesi è stato scaricato più di 50.000 volte. Negli anni, però, alcuni lettori e lettrici hanno iniziato a manifestare il proprio dissenso: "È una perdita del mio tempo leggere qualcosa che è prodotto così velocemente". Anche chi le storie le scrive ha sollevato delle critiche, per problemi di diritto d'autore e di plagio da parte dell'IA di questi siti (a meno che non dichiarassero esplicitamente di non voler finire nella base dati dell'IA). Queste problematiche hanno spinto le aziende a prendere dei provvedimenti: Jinjiang, sito a pagamento, da un anno permette l'uso di IA solo per documentarsi sulla storia e fare revisione. Tomato Novel, gratuito, ha invece messo un limite sul numero di parole pubblicabili ogni giorno. Solo a giugno ha rigettato 104.000 richieste di pubblicazione. Resta tuttavia difficile decretare quando un testo è scritto da IA e quando no, rendendo queste pratiche meno banali di quel che sembrano. https://restofworld.org/2026/china-ai-web-novels/ #Notizia #IA @EticaDigitale

🔓 Col nuovo ReCAPTCHA, Google sbarrerà l'accesso a gran parte della rete ai dispositivi Android che non usano i suoi servizi I CAPTCHA sono sistemi risalenti alla fine degli Anni '90 per filtrare i bot dagli esseri umani sui siti (es. le scritte distorte da riscrivere correttamente in un riquadro). Con l'arrivo dell'IA e quindi di bot più sofisticati, questi sistemi hanno tuttavia richiesto aggiornamenti per stare al passo coi tempi. A fine aprile Google ha annunciato il suo nuovo ReCAPTCHA (un CAPTCHA, appunto), con però un problema: che tutti i dispositivi Android che si rifuteranno di utilizzare i servizi Google non potranno più superarne uno. Si sta parlando di uno strumento a guardia di milioni di siti, tagliando fuori la persona da una fetta importante della rete. È rilevante notare come questo non vale per Apple: rimuovendo i servizi Google dai dispositivi della mela, il ReCAPTCHA continuerà a funzionare. Tale asimmetria suggerisce che la motivazione non sia la millantata sicurezza (facendo passare il messagio distorto che i dispositivi senza Google siano insicuri, punendo chi sceglie di tutelare la propria privacy), quanto imprigionare l'utenza nella gabbia dorata dell'azienda: niente servizi Google, niente (o quasi) Internet. https://reclaimthenet.org/google-broke-recaptcha-for-de-googled-android-users #Notizia #Privacy @EticaDigitale