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📢 Etica Digitale

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Etica Digitale nasce con l'intento di parlare di tecnologia da un punto di vista che mette avanti l'essere umano e i suoi diritti https://link.eticadigitale.org

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🔓 Col nuovo ReCAPTCHA, Google sbarrerà l'accesso a gran parte della rete ai dispositivi Android che non usano i suoi servizi I CAPTCHA sono sistemi risalenti alla fine degli Anni '90 per filtrare i bot dagli esseri umani sui siti (es. le scritte distorte da riscrivere correttamente in un riquadro). Con l'arrivo dell'IA e quindi di bot più sofisticati, questi sistemi hanno tuttavia richiesto aggiornamenti per stare al passo coi tempi. A fine aprile Google ha annunciato il suo nuovo ReCAPTCHA (un CAPTCHA, appunto), con però un problema: che tutti i dispositivi Android che si rifuteranno di utilizzare i servizi Google non potranno più superarne uno. Si sta parlando di uno strumento a guardia di milioni di siti, tagliando fuori la persona da una fetta importante della rete. È rilevante notare come questo non vale per Apple: rimuovendo i servizi Google dai dispositivi della mela, il ReCAPTCHA continuerà a funzionare. Tale asimmetria suggerisce che la motivazione non sia la millantata sicurezza (facendo passare il messagio distorto che i dispositivi senza Google siano insicuri, punendo chi sceglie di tutelare la propria privacy), quanto imprigionare l'utenza nella gabbia dorata dell'azienda: niente servizi Google, niente (o quasi) Internet. https://reclaimthenet.org/google-broke-recaptcha-for-de-googled-android-users #Notizia #Privacy @EticaDigitale

🚺 I chatbot portano le fantasie di violenza femminile a un altro livello "Benvenuti nella nuova era, dove qualsiasi cosa desideriate è realizzabile con estremo realismo": così esordisce un utente nella parte oscura della rete, commentando i chatbot. Da due studi emerge come questi strumenti vengano utilizzati anche per ruolare rapporti di violenze, stupri e pedofilia. Nel 97% dei casi le vittime impersonate dai bot sono ragazze ed è possibile conversare con loro anche su app rinomate con 20 milioni di utenti mensili, che offrono varie personalità con cui dialogare. "Moglie maltrattata" è una di queste: quando non ascolta o sbaglia, la si picchia. "Scolaretta timida" e "bimbə seducente" altre: l'ultima recita che "è qui per soddisfare i tuoi desideri". Altre app offrono invece scenari, come "stupro", "incesto" e "loli" (lolita); il tutto senza controlli. Per quanto in certi casi queste app siano state bandite e/o finite in tribunale in singole nazioni, la risposta non viene ritenuta all'altezza: c'è chi propone di introdurre un reato di "sviluppo pericoloso" per i chatbot, chi invece vuole obbligare le aziende a eseguire delle verifiche prima del rilascio. A prescindere, l'urgenza resta palpabile e viene richiesta alle nazioni una celerità nell'agire. https://observer.co.uk/news/science-technology/article/ai-chatbots-are-the-wild-west-for-violent-imagery-of-women-and-girls #Notizia #IA @EticaDigitale

🎵 Da anni, il vinile affascina più della musica in streaming In costante aumento da 19 anni, nel 2025 il mercato dei vinili ha chiuso con 2,1 miliardi di guadagni, con entrate stimate a 3,6 miliardi per il 2034. Da un punto di vista pratico, ci si potrebbe domandare perché tutte le generazioni stiano preferendo uno strumento che richiede operazioni manuali come girare il disco, una flessibilità minore (non si può saltare da una canzone all'altra) e che costa decisamente di più. Le ragioni dipendono dalla parte di mondo in cui si chiede: negli Stati Uniti i sondaggi parlano di un volersi staccare dalla vita digitale, da algoritmi che scelgono al posto nostro e dal non possedere l'oggetto. In Giappone e Corea del Sud, comprare un vinile equivale invece a dimostrare lealtà verso l'artista e permette di sbloccare l'accesso a eventi. Le fabbriche di dischi che anni fa avevano chiuso battenti, stanno tornando: dopo 40 anni di assenza, nel 2024 ha riaperto una fabbrica in India (Mumbai), mentre in Brasile la riproduzione è ricominciata dal 2011, dopo che nel 2008 furono tutte chiuse. Non solo: alcunɜ artistɜ degli Anni '70 di cui non sarebbe rimasta più traccia vivono oggi grazie alla nuova produzione di vinili. https://restofworld.org/2026/vinyl-revival-streaming-gaps/ #Riflessione

🗣 La battaglia di doppiatori e doppiatrici contro l'insorgere dell'IA "Prima ero una voce; ora, devo dire che sono una voce umana, per distinguermi dall'IA". A pronunciare queste parole è Ganessh Divekar, famoso doppiatore hindi che dà voce a attori come Pedro Pascal. L'India ha riconosciuto la voce come parte intrinseca dell'identità di una persona, ma ciò non è bastato per tutelarne l'impiego nell'addestramento di modeli IA. Sono infatti tantissime le compagnie che stanno, perlomeno in parte, sostituendo chi doppia con l'IA - generalmente usando la loro voce senza consenso per allenare i propri modelli. Se nazioni come gli Stati Uniti e quelle europee possono ricorrere a strutture sindacali per tutelare i propri diritti e le sfumature della propria cultura, nel sud del globo questo è molto più complicato. A rendere la situazione più difficile, poi, è che, chi doppia, al contrario di attori e attrici, non è un volto noto: sensibilizzare il pubblico risulta quindi più complesso. Tra le lotte in corso, il Messico ha recentemente vietato in toto l'uso di IA per il doppiaggio e l'impiego non autorizzato della propria voce, ispirando il Brasile a far lo stesso (ancora in attesa di una decisione); mentre la Corea del Sud ha richiesto delle limitazioni sull'utilizzo dello strumento e la tutela della propria cittadinanza. https://restofworld.org/2026/ai-voice-actors-hollywood-dubbing/ #Notizia #IA #Legge @EticaDigitale

🤖 L'avanzare dell'IA sta segnando un ulteriore controllo geopolitico degli Stati Uniti Nell'ultimo anno, il settore dell'intelligenza artificiale ha attratto 194 miliardi di investimenti: quasi la metà degli investimenti globali. A beneficiare di tali investimenti sono però soprattutto gli Stati Uniti, che solo dai 10 più grandi investitori hanno ottenuto 96 miliardi - gli stessi investitori che al resto del mondo ne hanno elargiti meno di 2. Dal 2023, sul suolo statunitense sono sorte più di 4.000 compagnie di IA, 800 in più di quelle del resto del globo messe insieme. Venduta come un potere democratizzante da parte dei colossi dell'informatica, l'IA sta concentrando grandi capitali nelle mani di poche aziende di un'unica nazione. Ad aver più possibilità di competere con gli Stati Uniti vi sono Cina e India. Tuttavia, la prima dipende dai microconduttori americani, mentre la seconda è vista come manodopera a basso costo verso la quale avere grosse pretese con pochi investimenti. La situazione peggiore si riscontra invece nel continente africano, che in due anni ha visto investiti 45 milioni - meno dell'1% - senza contare i problemi per alimentare i centri di calcolo con le risorse del territorio. https://restofworld.org/2026/us-ai-investment-global-funding-gap/ #Notizia #IA @EticaDigitale

🇺🇸 Il diritto d'autore può essere applicato ai contenuti prodotti dall'IA? La Corte Suprema si rifiuta di esprimersi Nel 2018, un abitante del Missouri richiese all'ufficio statunitense sul diritto d'autore di tutelare una sua opera; la particolarità è che questa era stata generata dall'IA. Dopo quattro anni di attesa e pressioni dall'amministrazione Trump, nel 2022 l'ufficio ha rifiutato la sua richiesta: il lavoro creativo deve essere frutto di un essere umano per essere passabile di diritto d'autore. Non solo: neanche le opere create in collaborazione con l'IA possono essere soggette a tale diritto. Non soddisfatto della decisione, il cittadino si è rivolto prima a un giudice federale a Washington nel 2023, collezionando un altro rifiuto, per poi arrivare alla corte d'appello della Columbia - con lo stesso esito. Rivolgendosi infine alla Corte Suprema, questa ha rigettato l'appello, non pronunciandosi. Come però fa notare l'avvocato del sedicente artista, i rifiuti collezionati negli anni hanno ormai disincentivato l'utilizzo dell'IA in ambito artistico nel Paese https://www.reuters.com/legal/government/us-supreme-court-declines-hear-dispute-over-copyrights-ai-generated-material-2026-03-02/ #Notizia #IA #Legge @EticaDigitale

🇪🇺 "E poi?" E poi Mullvad è stata censurata nel Regno Unito Nel Regno Unito prende piede l’idea che, per proteggere e controllare, servano più sorveglianza e più filtri al discorso pubblico. Tra accessi di servizio (per l'azienda e le forze dell'ordine) nei dispositivi Apple, proposte invasive di scansioni dei contenuti, fino a strette su VPN e verifica d’identità, la privacy finisce trattata come una gentile concessione, più che come un diritto da difendere. In questo clima, Mullvad, VPN svedese, lancia la campagna pubblicitaria "And Then?": questa mette in discussione la normalizzazione della sorveglianza, citando anche la criticata proposta di legge europea Chat Control. Lo spot gira in Germania, Svezia e Stati Uniti; nel Regno Unito, invece, viene bloccato con motivazioni particolari: dalla poca chiarezza, a esempi "controversi" che offendono o suggeriscono un uso illecito della VPN, fino alla presunta irrilevanza per il consumatore medio. Per Mullvad è un rifiuto allarmante, in quanto in questo modo si spegne la conversazione sul tema. La VPN tenta prima di aggirare il divieto con grandi cartelloni pubblicitari per le metro, bocciati dal governo, per arrivare infine ad altre iniziative che non vengono censurate: affissioni edulcorate (metro e pensiline), proiezioni notturne sui muri e spazi pubblicitari trasformati in cinema all’aperto. https://mullvad.net/it/and-then/uk #Notizia #Sorveglianza @EticaDigitale

🇪🇦 Sentenza storica in Spagna: i software pubblici che prendono decisioni automatiche devono dichiarare come ragionano In Spagna, se si è in difficoltà economica, si può chiedere uno sconto sulla bolletta della luce. Si chiama bono social eléctrico; ed è un diritto sociale, previsto dalla legge. Fino al 2018 erano le persone a decidere chi avesse diritto a tale sconto, tuttavia dal 2018 in poi è subentrato BOSCO, un programma sviluppato dal Ministero per la Transizione Ecologica. Quando si fa domanda, le compagnie elettriche lo interrogano; BOSCO controlla i dati; applica i criteri; e risponde: sì o no. Con il problema, però, che i criteri che portano a tale tale decisione rimangono sconosciuti. L'organizzazione Civio ha voluto capire come funziona davvero questo sistema, facendo richiesta allo Stato nel 2018 di accedere al codice sorgente, tramite la legge spagnola sulla trasparenza. Dopo il no del governo, che considerava l'esporre il codice sorgente un rischio per la sicurezza, Civio ha portato la questione fino al Tribunale Supremo (la loro Corte di Cassazione). E l'11 settembre 2025, il Tribunale ha dato ragione a Civio: quando un software pubblico prende decisioni automatiche che toccano diritti fondamentali, il diritto della cittadinanza alla trasparenza viene prima. https://fsfe.org/news/2026/news-20260205-01.it.html #Notizia #Legge @EticaDigitale

🧒 La politica sta correndo più veloce della scienza: due importanti studi mettono in prospettiva il panico sui social media Il 10 dicembre 2025 l’Australia ha spento i social allɜ minori di 16 anni convinta di "risolvere il problema", ma a gennaio 2026 due imponenti studi hanno raccontato una storia diversa. I dati riferiscono che l’impatto dei social non è binario: l’uso moderato è spesso associato a più benessere, mentre sono sia l’eccesso sia la totale assenza che possono correlare con effetti negativi. In uno degli studi, per esempio, non emerge alcun effetto causale tra tempo passato online e salute mentale. Sembra infatti che, spesso, non sono i social a far stare male lɜ ragazzinɜ, ma sono lɜ ragazzinɜ già in difficoltà a rifugirasi nei social (o a evitarli) per come si sentono. Il divieto totale rischia poi di spingere anche l'utenza "moderata" nella categoria "niente social", che in alcuni gruppi coincide con esiti peggiori. Quello che emerge dall'approccio australiano è quindi una semplificazione di una storia, anche considerando che la ricerca suggerisce che tagliare lɜ ragazzɜ fuori dai luoghi dove i coetanei socializzano ha impatti significativi. https://www.techdirt.com/2026/01/21/two-major-studies-125000-kids-the-social-media-panic-doesnt-hold-up/ #Notizia #Social @EticaDigitale

🎰 18 stati non permettono di pubblicizzare il gioco d'azzardo online. Meta continua a mostrare annunci in 13 di questi Un'indagine della testata Rest of World ha rivelato come, nonostante il gioco d'azzardo e la pubblicizzazione di questo sia vietato in molte aree dell'Asia e del Medio Oriente, Meta continui a mostrare annunci a riguardo all'utenza di tali aree. La scorsa estate l'azienda di Facebook, Instagram e Whatsapp ha stilato una lista di 18 paesi in cui non è possibile promuovere certi contenuti; tuttavia, a distanza di mesi solo in 5 di questi paesi gli annunci non vengono effettivamente più mostrati. Nel solo mese di dicembre le inserzioni a tema sono state un migliaio, mentre in alcuni casi anche se viene rimosso l'annuncio, l'inserzionista non subisce punizioni (potendo reiterare). Il comportamento di Meta non si discosta da ciò che ha svelato a novembre Reuters: documenti interni di Meta stimavano che il 10% del suo fatturato nel 2024 provenisse da annunci di truffe e merci proibite. Annunci i quali, nonostante molteplici segnalazioni da parte dell'utenza, era molto difficile vedere rimossi. Un documento del 2023 indica che ogni settimana venivano inviate 100.000 segnalazioni tra Facebook e Instagram, con la compagnia che ne ignorava o rigettava il 96%. La promessa fattasi? In futuro avrebbero portato la percentuale non oltre il 75%. https://restofworld.org/2026/meta-online-gambling-ads/ #Notizia #Legge #Videogiochi @EticaDigitale

🇺🇸 La Casa Bianca fa propaganda usando iperfalsi Due settimane fa su X, l'utenza ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato la foto di un'attivista in manette, scortata dalle forze dell'ordine. Tuttavia, è risultato che la foto non era un originale, bensì aveva subito modifiche tramite IA (un iperfalso). Quella vera risale infatti a poco prima, pubblicata dalla segretaria della sicurezza interna. Qui si vede l'attivista camminare con un'espressione tranquilla, cosa che invece non risulta in quella modificata: in quest'ultima la sua espressione è sofferente, forse in lacrime. Come fa notare chi scrive l'articolo, se ci si era abituatɜ alle grottesche immagini e video generate e pubblicate sull'utenza del presidente statunitense Donald Trump, qui l'asticella viene spostata ulteriormente: non è più il singolo a mentire, bensì un'istituzione governativa - minando ancora di più la fiducia in un mondo dove distinguere la realtà dalla finzione risulta sempre più complesso. https://www.eff.org/deeplinks/2026/01/beware-government-using-image-manipulation-propaganda #Notizia #Comunicazione #Politica @EticaDigitale

🇦🇹 Garante austriaco: "Il tracciamento del pacchetto Microsoft per le scuole è illegale. Quattro settimane per toglierlo." L'autorità garante per la protezione dei dati austriaca ha stabilito che il pacchetto per la didattica Microsoft 365 Education non rispetta la legge europea sulla privacy. Dopo aver già stabilito nell'ottobre 2025 che Microsoft tracciava a insaputa delle scuole lɜ studenti e non permetteva di accedere ai dati raccolti, questa decisione segna un'ulteriore pietra miliare per l'Unione Europea: il tipo di tracciamento che viene fatto dal pacchetto è illegale. All'interno, infatti, sono presenti strumenti di tracciamento che analizzano il comportamento dellɜ studenti, tracciano la loro cronologia del browser e riutilizzano tali dati anche per scopi pubblicitari. Se con la prima decisione la compagnia doveva eliminare i dati raccolti in suo possesso, con questa ha quattro settimane per rimuovere gli strumenti di tracciamento dal suo prodotto. Sia le scuole che il ministro dell'istruzione austriaco si sono dichiarate all'oscuro di tali comportamenti, finché perlomeno la no profit legale noyb non ha dato il via ai due ricorsi sopracitati nel giugno 2024. Se la compagnia rimuoverà il tracciamento solo in Austria o in tutta l'Unione resta da vedere, tuttavia gli altri Paesi possono ora prendere come riferimento la decisione del garante austriaco per far valere i medesimi diritti sul proprio territorio. https://noyb.eu/en/noyb-win-microsoft-ordered-stop-tracking-school-children #Notizia #Legge #Privacy @EticaDigitale

🇮🇱 Le regole di Google e Amazon non valgono per Israele Un'inchiesta delle testate +972 Magazine, Local Call e Guardian ha rivelato come Israele abbia richiesto e ottenuto il permesso di fare ciò che vuole con le tecnologie di IA e di nuvola informatica ottenute nel 2021 da Google e Amazon - tale Progetto Nimbus. Stando ai documenti ottenuti, durante le trattative Israele aveva imposto come non negoziabile il diritto di poter scavalcare le condizioni di utilizzo dei prodotti -  come per esempio il dover rispettare i diritti delle persone con le tecnologie fornite. Non solo: se poi qualche Stato avesse richiesto alle due compagnie l'accesso ai dati israeliani, Israele l'avrebbe saputo subito. Come? Ricevendo un versamento di tot sicli, dove le prime cifre equivalevano al prefisso telefonico della nazione coinvolta (per esempio, se la richiesta veniva dall'Italia, andavano versati 39.000 sicli, dato che l'Italia è +39). In caso di ordine di silenzio particolarmente rischioso, il jolly era versare 100.000 sicli. Il tutto entro 24 ore dalla richiesta. Come affermato da varie fonti interne, l'esercito israeliano ha fatto vasto uso del progetto Nimbus - esercito che, come ricordato in passato, non avrebbe potuto perpetrare i crimini genocidari alla stessa velocità se si fosse basato solo sulle proprie tecnologie. https://www.972mag.com/project-nimbus-contract-google-amazon-israel/ #Notizia #IA @EticaDigitale

🇪🇺 L'Europol ha sviluppato in segreto un programma di intelligenza artificiale basato su dati dellɜ cittadinɜ europeɜ. Dal 2021 l’agenzia ha portato avanti un programma di IA fondato sulla raccolta massiccia di dati, con l’obiettivo dichiarato di diventare lo "snodo di informazioni sul crimine" dell’UE. Le indagini di Computer Weekly mostrano però che questa strategia si è sviluppata senza trasparenza né supervisione democratica: copie di enormi basi di dati sono state conservate senza un chiaro mandato, mentre venivano addestrati modelli automatizzati senza adeguate garanzie, documentazione o analisi dei rischi. Le ispezioni del Garante europeo (EDPS) hanno rilevato carenze sistemiche: valutazioni d'impatto della protezioni dei dati redatte dopo lo sviluppo dei modelli, assenza di valutazioni su neutralità e accuratezza, processi di automazione potenzialmente in grado di generare falsi positivi con conseguenze pesanti per cittadinɜ e migranti. Parallelamente, l'Europol ha mantenuto contatti privilegiati con sviluppatori privati di tecnologie sensibili, alimentando dubbi sui conflitti di interesse. Questa opacità stride con la legge sull'IA europea, che impone trasparenza e responsabilità proprio per tecnologie ad alto rischio come quelle impiegate nelle indagini penali. Mentre l’UE chiede rigore alle aziende, una delle sue principali agenzie avrebbe introdotto sistemi automatizzati al riparo da un controllo democratico reale. Una contraddizione che mette in discussione la credibilità dell’intero progetto europeo di sorveglianza digitale. https://www.digitalic.it/intelligenza-artificiale/europol-ha-raccolto-in-segreto-dati-su-milioni-di-europei-con-ai #Notizia #Sorveglianza #IA @EticaDigitale

🇲🇩 Pagatɜ per produrre disinformazione online (e vincere le elezioni) Tramite una giornalista sotto copertura, la BBC ha svelato una rete di disinformazione filorussa operante in Moldavia. L'obiettivo era far vincere le elezioni nazionali di settembre alla candidata filorussa, screditando quella filoeuropea - anche tramite Internet. Alla giornalista erano stati proposti circa €150 al mese per produrre contenuti su TikTok e Facebook, non prima però di passare per giornate di formazione su come fare propaganda. Prima si partiva parlando di figure patriottiche del Paese, per poi passare alla politica e darsi nel mentre alla disinformazione vera e propria. Nel gruppo di disinformanti rientrano almeno 90 tiktokker che da gennaio han totalizzato più di 23 milioni di visualizzazioni e 860 mila mi piace (in un Paese di 2.4 milioni di abitanti). Secondo il gruppo di ricerca Digital Forensic Research Lab la rete sarebbe invece più grande, toccando le 55 milioni di visualizzazioni e i 2,2 milioni di mi piace. https://www.bbc.com/news/articles/c4g5kl0n5d2o #Notizia #Disinformazione #Politica @EticaDigitale

Una nuova vittoria di NOYB: L'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (DSB) ha emesso una decisione in cui ha stabilito che Microsoft 365 Education traccia illegalmente gli studenti e utilizza i dati degli stessi per scopi propri di Microsoft. Il colosso del software non ha inoltre risposto a una richiesta di accesso relativa a Microsoft 365 Education, ampiamente utilizzato nelle scuole europee. Microsoft ha invece cercato di trasferire tutta la responsabilità alle scuole locali. Sebbene le scuole interessate debbano fornire dati di accesso più dettagliati e ulteriori informazioni sulla privacy, secondo la decisione, spetta ora a Microsoft chiarire definitivamente in che modo utilizza i dati degli utenti per i propri scopi aziendali. https://noyb.eu/en/noyb-win-microsoft-365-education-tracks-school-children

🇺🇸 Sorveglianza in cloud: la frontiera diventa un progetto pilota Secondo documenti ottenuti da The Intercept, le istituzioni statunitensi anti immigrazione stanno mostrando un vivo interesse per un sistema di intelligenza artificiale avanzata volto a tracciare attività definite "sospette" in contesti urbani - con tutto ciò che comporta un concetto tanto elastico come "sospetto". Google Cloud, poi, con la sua piattaforma MAGE, funge da infrastruttura centrale per un progetto di sorveglianza tra USA e Messico. Basato sull’intelligenza artificiale di IBM e di Equitus, il piano prevede l’aggiornamento di circa cinquanta torri e un centinaio di telecamere situate in diverse aree del settore di Tucson. Tali strumenti, precedentemente forniti da un appaltatore della difesa israeliana, diventeranno dotati di capacità di apprendimento automatico per riconoscere persone e veicoli. Per quanto Google Cloud non risulti parte nella stipulazione del contratto, partecipa comunque al flusso di dati, essendo anzi strumento fondamentale per mettere in dialogo i servizi di sorveglianza. Nei documenti si evince che anche Amazon collabori con la nuvola della frontiera, seppur non specificando esattamente come. https://theintercept.com/2025/07/23/cbp-border-patrol-ai-surveillance/ https://theintercept.com/2025/04/03/google-cbp-ai-border-surveillance-ibm-equitus/ #Notizia #Sorveglianza @EticaDigitale

📲 La Free Software Foundation annuncia il progetto "Librephone": la libertà informatica nei dispositivi mobili Per celebrare il 40° anniversario dalla nascita dell'associazione, la Free Software Foundation (FSF) ha annunciato il progetto Librephone: l’obiettivo è realizzare un telefono realmente libero, in cui ogni riga di codice possa essere studiata, modificata e migliorata da chiunque, senza componenti nascosti o software proprietari che agiscano in modo non verificabile. L’iniziativa nasce da Rob Savoye, veterano del software libero attivo sin dagli anni Ottanta. Con il sostegno della FSF e una donazione di John Gilmore (altro veterano), il gruppo sta analizzando quali dispositivi siano più adatti a essere resi liberi, per poi avviare una fase di ingegneria inversa volta a sostituire i componenti proprietari con alternative libere. Il percorso non sarà semplice, ma sono determinatɜ a raggiungere l’obiettivo: un sistema in cui l’utente abbia pieno controllo del proprio dispositivo. https://www.fsf.org/news/fsf-turns-forty-with-a-new-president-and-a-new-campaign #Notizia #Attivismo #Autodeterminazione @EticaDigitale

🔦 Dal silenzio al codice sorgente: il percorso di SumUp verso l’adeguamento alle licenze SumUp è una azienda di tecnofinanza che produce terminali di pagamento. Nel luglio 2024, una volontaria della Free Software Foundation Europe aveva notato come nel loro modello SumUp Solo erano utilizzati componenti software libero, senza però rispettarne la licenza. Questo l'aveva portata a chiederne la fornitura del codice sorgente e della documentazione associata, in quanto non si poteva trasformare tali componenti in software proprietario senza ricadere nell'illecito. Dopo diversi rifiuti, un anno dopo SumUp ha consegnato alla volontaria una chiavetta USB contenente il codice sorgente del terminale. Ne ha poi aggiornato il software e le interfacce, in modo che dichiarassero l'impiego di software libero e l’accesso al sorgente. https://fsfe.org/news/2025/news-20250820-01.it.html #Notizia #SoftwareLibero #Legge @EticaDigitale

🌐 Microsoft ammette che non può tutelare i dati francesi dalle autorità USA Durante un’audizione al Senato francese del 10 giugno 2025, dedicata al tema della sovranità digitale, Microsoft France ha ammesso di non poter garantire che i dati dei cittadini francesi restino al riparo dall’accesso delle autorità statunitensi. Il motivo è che l’azienda è soggetta al Cloud Act americano, una legge che consente agli Stati Uniti di richiedere l’accesso ai dati dei clienti, ovunque siano conservati, indipendentemente dalle misure di sicurezza adottate. Questo vale anche se, dal gennaio 2025, i dati dei clienti europei non vengono più trasferiti fuori dall’UE. L’inchiesta parlamentare è stata avviata in seguito alle polemiche sull’utilizzo della piattaforma Health Data Hub, che gestisce informazioni sanitarie sensibili ed è ospitata su Microsoft Azure. https://ppc.land/microsoft-cant-protect-french-data-from-us-government-access/ #Privacy #Sorveglianza @EticaDigitale