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Migrazione del nazismo in Medio Oriente (1945-1980) 👇🏻👇🏻
Migrazione del nazismo in Medio Oriente (1945-1980) 👇🏻👇🏻

Quando hai il COMPUTER QUANTISTICO ma ti mancano quei due spicci per far stampare il cartonato 1:1 della tua nuova Guida Supr
Quando hai il COMPUTER QUANTISTICO ma ti mancano quei due spicci per far stampare il cartonato 1:1 della tua nuova Guida Suprema...

Si chiama Rashid Mazaheri, è un portiere iraniano che ha commesso l'errore di criticare apertamente Khamenei sui social, dopo
Si chiama Rashid Mazaheri, è un portiere iraniano che ha commesso l'errore di criticare apertamente Khamenei sui social, dopo che era morto. Gli agenti del regime hanno fatto irruzione in casa sua, lo hanno portato via e da allora sua moglie non se sa più niente. Un evento che potrebbe ripetersi con le calciatrici della nazionale iraniana che non hanno cantato l'inno del regime e che sono dovute ritornare in Iran

Almeno 250 donne sono state assassinate in Iran durante le proteste di gennaio 2026, quelle in cui il regime ha ordinato di s
Almeno 250 donne sono state assassinate in Iran durante le proteste di gennaio 2026, quelle in cui il regime ha ordinato di sparare ad altezza uomo, dunque in faccia ai suoi cittadini. A dirlo, il Rapporto Hengaw sulle violazioni dei diritti delle donne. Tra le province più colpite: Teheran: 61 donne assassinate Isfahan: 29 donne assassinate Alborz: 24 donne assassinate Gilan: 23 donne assassinate Razavi Khorasan: 22 donne assassinate Tra le vittime: Almeno 22 studentesse universitarie Almeno 2 insegnanti Almeno 7 medici, infermiere o personale sanitario Fonte: https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-4

Almeno 250 donne iraniane sono state assassinate in Iran durante le proteste di gennaio 2026, quelle in cui il regime ha ordi
Almeno 250 donne iraniane sono state assassinate in Iran durante le proteste di gennaio 2026, quelle in cui il regime ha ordinato di sparare ad altezza uomo, dunque in faccia ai suoi cittadini. A dirlo, il Rapporto Hengaw sulle violazioni dei diritti delle donne. Tra le province più colpite: Teheran: 61 donne assassinate Isfahan: 29 donne assassinateAlborz: 24 donne assassinate Provincia di Gilan: 23 donne assassinate Provincia di Razavi Khorasan: 22 donne assassinate Tra le vittime: Almeno 22 studentesse universitarie Almeno 2 insegnanti Almeno 7 medici, infermiere o personale sanitario Fonte: https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-4

Verso la fine degli anni Ottanta del Novecento si avviarono trattative tra Repubblica Democratica Tedesca e Siria per l'estradizione di Brunner, e solo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 lo salvò dalla consegna. Tuttavia, dopo il fallimento di queste trattative, venne confinato dalle autorità siriane nello scantinato di un condominio di Damasco dove visse il resto dei suoi giorni in enormi ristrettezze e disagi, cieco da un occhio e mutilato, abbandonato dal regime che lo aveva protetto per decenni una volta che la sua utilità era venuta meno. Luogo e data di morte rimangono incerti: secondo alcune fonti morì nel 2001, secondo altre nel 2010, quasi sicuramente in Siria dove sarebbe stato sepolto in una fossa anonima senza alcuna cerimonia. La sua morte nell'ombra, dopo decenni di impunità, rappresenta uno dei casi più emblematici di come i criminali nazisti abbiano trovato protezione e impiego in Medio Oriente grazie alla loro utilità per regimi che condividevano gli stessi nemici: gli ebrei, Israele e l'Occidente. Brunner incarnò la continuità diretta tra il progetto genocida nazista e gli apparati repressivi mediorientali del dopoguerra. Le competenze che aveva sviluppato organizzando deportazioni di massa, estorcendo confessioni attraverso la tortura e gestendo reti clandestine vennero trasferite intatte dalla Germania nazista alla Siria ba'athista, dimostrando come il trasferimento di tecnologia politica dal Terzo Reich al Medio Oriente coinvolgesse gli stessi uomini che avevano materialmente eseguito lo sterminio degli ebrei in Europa e che continuarono a lavorare contro gli ebrei in un nuovo contesto geografico e politico. La sua storia dimostra anche il ruolo attivo dei regimi mediorientali nel proteggere criminali nazisti dalle richieste di estradizione occidentali e israeliane. La Siria sapeva perfettamente chi fosse Georg Fischer, conosceva i suoi crimini, riceveva regolarmente richieste di consegnarlo alla giustizia, ma scelse deliberatamente di proteggerlo per decenni perché le sue competenze nella repressione del dissenso e nella costruzione di apparati di intelligence erano troppo preziose. Questo non fu un caso di omissione o di negligenza, ma una scelta politica consapevole che inseriva la protezione dei nazisti dentro una strategia più ampia di consolidamento del potere interno e di guerra contro Israele. Brunner visse impunito a Damasco per oltre cinquant'anni, continuando a servire il regime siriano fino a quando la sua utilità venne meno e venne abbandonato in uno scantinato dove morì solo, cieco e mutilato, senza mai essere stato processato per i crimini commessi durante la Shoah.

Allois Brunner: la soluzione finale a Damasco Alois Brunner nacque in Austria nel 1912 e si iscrisse al Partito nazista a 19 anni, entrando nelle SS a ventisette dove raggiunse il grado di capitano. Passò alla storia come "il macellaio di Vienna" per una ferocia eccezionale e una determinazione totale dimostrate nel perseguimento dell'obiettivo che condivideva con il suo superiore Adolf Eichmann: la soluzione finale della questione ebraica attraverso l'eliminazione fisica del popolo ebraico. Eichmann lo considerava il suo uomo migliore, e Simon Wiesenthal nel suo libro "Giustizia, non vendetta" intitolò il capitolo dedicato a Brunner "Il braccio destro del demonio", scrivendo che "si potrebbe dire che Eichmann sia stato la mente e Brunner il braccio, ma ciò sminuirebbe il ruolo di Brunner: si trattava di un braccio dotato di cervello". Durante la Seconda guerra mondiale Brunner ricevette diversi incarichi con un unico denominatore comune: radunare le persone di confessione ebraica in aree geografiche diverse e organizzarne la deportazione verso ghetti e campi di sterminio dell'Europa orientale. Deportò centinaia di migliaia di ebrei, operando in Austria, Germania, Grecia, Francia, Slovacchia e Ungheria. Brunner dimostrò particolare abilità organizzativa nel sopperire all'inadeguatezza degli uomini disponibili per le deportazioni di massa avvalendosi paradossalmente della collaborazione degli stessi ebrei, che convinceva con promesse di migliori condizioni di vita o con la prospettiva di aver salva la pelle, oppure che costringeva con minacce ad assecondare i suoi ordini. Si rivelò anche un astuto trafficante di beni di valore sottratti a ricche famiglie ebraiche travolte dalla Shoah, beni che regalava o vendeva a compiacenti altoborghesi e nobili filonazisti per consolidare le sue reti di protezione. Al termine della guerra riuscì a eludere la cattura, forse per omonimia con un altro nazista di nome Anton Brunner con cui non pare avesse alcuna relazione. Rimase nascosto fino al 1954, anno in cui un tribunale francese lo condannò in contumacia alla pena capitale per crimini contro l'umanità, pena che venne poi commutata nell'ergastolo nel 2001. Nel 1954 fuggì a Roma, poi in Egitto e infine in Siria, dove trascorse la parte restante della sua esistenza assumendo il nuovo nome di Georg Fischer. Il presidente siriano Hafez al-Assad, padre di Bashar al-Assad, lo accolse benevolmente perché condividevano i medesimi sentimenti antisemiti e perché al-Assad voleva avvalersi delle sue competenze nell'estorsione di informazioni e confessioni dalle vittime attraverso la tortura, abilità che Brunner aveva acquisito e perfezionato durante la guerra. Al-Assad lo impiegò nella costituzione della polizia segreta ba'athista e nei servizi di intelligence siriana, trasferendo così in Siria i metodi repressivi che Brunner aveva applicato durante il Terzo Reich. Brunner si dedicò anche al mercato illegale delle armi sotto l'apparenza di tranquillo uomo d'affari tedesco, sfruttando la sua esperienza nella gestione di reti clandestine. Divenne il bersaglio principale dei cacciatori di nazisti, dagli agenti del Centro Simon Wiesenthal fino al gruppo Klarsfeld e al Mossad israeliano. Il suo corpo portò per sempre le tracce di due attentati con bombe carta che subì in Siria. Il primo avvenne nel 1961 ad opera di agenti segreti francesi per il suo sostegno al Fronte di Liberazione Nazionale algerino, e in quell'occasione perse un occhio. Il secondo nel 1980 ad opera del servizio segreto israeliano, quando perse le dita della mano sinistra tranne il pollice. Questi attentati dimostrano come i servizi di intelligence occidentali e israeliani conoscessero perfettamente la sua ubicazione a Damasco, ma la Siria rifiutò sempre di accogliere le richieste di estradizione giunte nel corso dei decenni da Francia, Austria e Germania perché Brunner era troppo utile al regime. 👇🏻👇🏻

Alois Brunner: la soluzione finale a Damasco 👇🏻👇🏻

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40 paesi sostengono i diritti delle donne Afghane. Anche la Spagna, mentre ritira la sua ambasciatrice da Israele, un paese dove le donne hanno diritti e libertà ma lo lascia in Iran, dove una donna può essere trucidata se ha l'hijab messo male. Coerenza a palate, non c'è che dire.

La Spagna ritira la sua ambasciatrice da Israele ma NON dall'Iran, dopo che il regime ha sparato in faccia ai suoi cittadini
La Spagna ritira la sua ambasciatrice da Israele ma NON dall'Iran, dopo che il regime ha sparato in faccia ai suoi cittadini che manifestavano. Hola Sanchez, tanta Sharia a te

INTERROGAZIONE_A_RISPOSTA_SCRITTA_2026_03_10T134303_772_2.pdf0.36 KB

IRAN, BOMBE A GRAPPOLO: CRIMINE DI GUERRA Anche ieri l'Iran ha lanciato bombe a grappolo sulle città di Israele. Un altro cri
IRAN, BOMBE A GRAPPOLO: CRIMINE DI GUERRA Anche ieri l'Iran ha lanciato bombe a grappolo sulle città di Israele. Un altro crimine di guerra del criminale regime degli ayatollah

Le preghiere della bimba afghana di cui abbiamo postato il video pochi giorni fa non sono state esaudite: le donne saranno PERMANENTEMENTE escluse dalla scuola in Afghanistan. Parola del ministro dell'istruzione.

Uomini del regime hanno fatto irruzione nell'albergo dove alloggiano le calciatrici iraniane che hanno chiesto asilo in Australia dopo essersi rifiutate di cantare l'inno del regime, per minacciarle e spaventarle. Fanno quello che gli pare dove gli pare e NOI dovremmo rispettare il diritto internazionale??

Missili e repressione: competenze del Reich in Medio Oriente I nazisti che arrivarono in Egitto e in Siria dopo il 1945 venne
Missili e repressione: competenze del Reich in Medio Oriente I nazisti che arrivarono in Egitto e in Siria dopo il 1945 vennero immediatamente reclutati per via delle competenze sviluppate in Germania. Furono soprattutto determinanti per la gestione della repressione del dissenso e per lo sviluppo di tecnologie militari atte a combattere lo Stato di Israele. Walter Rauff rappresenta il caso più emblematico in questo senso. Entrato nelle SS nel 1937, aveva fatto rapida carriera nel servizio di sicurezza e tra il 1941 e il 1942 aveva lavorato allo sviluppo dei gaswagen, i camion camere a gas con cui vennero uccisi migliaia di ebrei nell'Europa orientale. Nel 1942, venne inviato in Tunisia per supervisionare la persecuzione degli ebrei locali e poi passò in Italia, reclutato come alto funzionario della Polizia segreta per la repressione della Resistenza. Arrestato dagli anglo-americani nel 1945, Rauff scappò dal campo di internamento alla fine del 1946 e si nascose a Roma, dove organizzò le ratlines verso il Medio Oriente, reclutando ex ufficiali nazisti come consiglieri tecnico-militari per il regime siriano. Tra la fine del 1948 e i primi mesi del 1949 si trasferì anche lui a Damasco con la famiglia e contribuì al colpo di Stato del marzo 1949. Subito dopo, fu assunto per riorganizzare la polizia politica siriana sul modello della Gestapo nazista, con l’applicazione degli stessi metodi e delle medesime strutture utilizzati in Europa. Per quel che concerne l’Egitto, invece, gli ex nazisti specializzati nella repressione operarono come consulenti della polizia segreta. Uno di loro fu Leopold Gleim, ex capo della Gestapo a Varsavia, si convertì all'islam assumendo il nome Ali al-Nahar e mise le sue competenze in materia di tortura al servizio del regime. Non fu l’unico a convertirsi: Heinrich Willermann, ex ufficiale SS in Polonia e Ucraina divenne Naim Yachim, mentre Joachim Dömling e Heinrich Sellmann assunsero rispettivamente i nomi Ibrahim Mustafa e Hamid Sulaiman. Parallelamente, centinaia di tecnici e scienziati nazisti vennero assorbiti nei progetti missilistici destinati a rafforzare la capacità bellica contro Israele. Wilhelm Fahrmbacher, ex esperto d'artiglieria della Wehrmacht, arrivò con una quarantina di ufficiali al seguito. Wilhelm Voss, ex generale delle SS e direttore delle officine Škoda nella Cecoslovacchia occupata, mise la sua esperienza industriale al servizio della produzione bellica egiziana. Nel 1960 arrivarono anche Wolfgang Pilz, Hans Kleinwachter e Paul Görcke, che avevano sviluppato il progetto missilistico “Veronica”. Eugen Sänger, esperto di propulsione a reazione, venne scelto per dirigere la comunità scientifico-militaria tedesca. Tre officine alla periferia del Cairo lavoravano a caccia supersonici, missili tattici e il missile balistico V2. Qui,  nel 1964 Willy Messerschmitt varò il primo jet da combattimento egiziano. Per saperne di più, visita anche la mostra “Gerarchi in fuga. Dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, presso il Museo Ebraico di Bologna, dal 25 gennaio al 30 giugno 2026.

"Voci di Donne Dimenticate": l'8 marzo che non dimentica Milano, 8 marzo 2026 — C'è un femminismo che non fa notizia. Non è ammesso nei cortei delle piazze più frequentate, non occupa le prime pagine dei giornali mainstream. Eppure esiste, pulsa, combatte. È il femminismo di chi non può permettersi di tacere, perché tacere significherebbe scomparire. Un evento promosso dal movimento omonimo e da Free4Future, con l'adesione di oltre trenta associazioni italiane, per portare in strada la solidarietà verso le donne iraniane, israeliane, ucraine: tre popoli diversi, uniti da un destino comune fatto di oppressione, violenza e resistenza. Tre storie, una sola voce In Iran, le donne muoiono per il diritto di togliersi il velo. Da quando Mahsa Amini è stata uccisa nell'autunno del 2022, il regime degli Ayatollah ha intensificato la repressione, ma le donne iraniane non si sono fermate. Continuano a scendere in strada, a bruciare l'hijab, a sfidare una teocrazia che vuole ridurle al silenzio. La loro lotta — Zan, Zendegi, Azadi, Donna, Vita, Libertà — è diventata simbolo universale. In Israele, il 7 ottobre 2023 ha lasciato ferite che non si rimarginano. Donne rapite, violentate, uccise. Sequestrate e torturate e violentate ancora nei tunnel di Hamas. In Ucraina, la guerra non è solo una questione di confini e geopolitica. È la storia di centinaia di migliaia di donne che hanno perso mariti, figli, case. Che resistono con una determinazione che sfida ogni comprensione. Che combattono in trincea. Che chiedono all'Europa di non voltarsi dall'altra parte. Un 8 marzo diverso "L'8 marzo ha senso solo se ricordiamo le donne che non possono ancora parlare": è questo il messaggio al cuore della manifestazione. Una sfida lanciata a un certo modo di celebrare la Giornata Internazionale della Donna — fatto di rituali, di retorica e di esaltazione di regimi misogini e totalitari — per riportarla alla sua radice più autentica: la solidarietà femminile che non conosce confini geografici né politici. "Il femminismo è universale o non è", dicono le organizzatrici. E lo dicono stando in piazza della Scala, nel cuore culturale e politico di Milano, con una coalizione trasversale che va dalle comunità ebraiche alle associazioni radicali, dai gruppi ucraini alle realtà iraniane della diaspora italiana. Chi c'è dietro la manifestazione Oltre trenta associazioni hanno aderito all'iniziativa, provenienti da tutta Italia. Tra di esse: Free4Future, Venice4Israel, Associazione Italia-Israele Savona, Comunità Iraniana di Parma, Italopersiana, Associazione Maanà, UAMI – Associazione dei Giovani Ucraini in Italia, Europa Radicale, Comunità Ebraica di Milano, Women Care Association, Federazione delle Associazioni Italia-Israele, ADEI WIZO, Ponte Atlantico Difesa Libertà Democrazia, e molte altre. Una coalizione eterogenea, tenuta insieme non da una sigla di partito né da un'ideologia comune, ma da un principio semplice e irrinunciabile: i diritti delle donne non sono negoziabili, ovunque nel mondo.

L'Iran ha confermato la lista delle sepolture per il funerale di massa di domani a Teheran. Tra i morti: il Capo di Stato Mag
L'Iran ha confermato la lista delle sepolture per il funerale di massa di domani a Teheran. Tra i morti: il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Iraniane, il Comandante in Capo dell'IRGC, il Segretario del Consiglio di Difesa Nazionale, il Ministro della Difesa, il Capo dell'Ufficio del Comandante Supremo, più altri 7 comandanti di alto rango

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