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Hamza Piccardo, dall'estrema sinistra all'Islam
Nel maggio 2026 il fondatore dell'UCOII, Hamza Roberto Piccardo, ha affermato che l'asse della "resistenza" va da Hezbollah in Libano, ad Hamas e alla Jihad Islamica in Palestina, fino alle milizie iraniane.
Ma chi è Hamza Roberto Piccardo?
Nato nel 1952 a Imperia da una famiglia di fede cattolica, ha abbandonato la Chiesa a sedici anni. Nel 1971 ha partecipato alla fondazione del Manifesto, dopodiché è entrato in Autonomia Operaia, il movimento della sinistra extraparlamentare la cui ala più radicale scelse, in quegli stessi anni, di alzare il livello dello scontro fino alle armi da fuoco.
Dalla militanza politica nell'estrema sinistra, nel 1975 si è poi convertito all'Islam.
Nel 1992 ha fondato la moschea di Imperia, cui sono seguite quelle di Albenga, Sanremo, Savona e Cengio.
Nel 1993 ha poi fondato la casa editrice Al Hikma e l'anno successivo ha pubblicato la sua traduzione del Corano, in seguito scelta dall'Arabia Saudita per la diffusione — un'edizione contestata, però, per passaggi antisemiti presenti anche nelle note.
Moschee, una casa editrice, un testo religioso tradotto e distribuito su larga scala: gli stessi strumenti che «The Project», il documento del 1982 di cui abbiamo parlato negli articoli della settimana scorsa, indicava per realizzare il radicamento della Fratellanza in Occidente.
Nel 2005 è diventato portavoce dell'European Muslim Network, con sede a Bruxelles, organismo presieduto da Tariq Ramadan, nipote di Hasan al-Banna, il fondatore della Fratellanza Musulmana (quello stesso Tariq Ramadan condannato per lo stupro di tre donne in Svizzera e in Francia ma che, tuttora, è a piede libero).
Nel 2007 ha organizzato, insieme ai CARC, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, un convegno a Chianciano a sostegno della resistenza armata in Iraq, nell'ambito della rete “Iraq Libero”. Secondo quanto riportato da un articolo dell’Investigative Project on Terrorism, durante quell’evento, Piccardo aveva parlato più come un dirigente comunista che come la guida spirituale di un'organizzazione islamica: sognava, letteralmente, una fusione tra comunismo e islamismo.
Non esiste alcuna prova che colleghi Piccardo alla Fratellanza Musulmana in Italia, sebbene da alcune sue dichiarazioni pubbliche si ravvisino posizioni poco ambigue e molto estremiste: in un'intervista rilasciata nel 2014, come dirigente UCOII ha descritto così la strategia militare di Hamas a Gaza: «Mentre Israele faceva affidamento sulla superiorità aerea e navale, la resistenza palestinese di Gaza scavava nel sottosuolo un'altra città, fatta di tunnel, camminamenti, magazzini». Ha inoltre paragonato la lotta palestinese al Vietnam: «quale altro strumento militare hanno i popoli oppressi se non le loro stesse vite? È stato così in tutte le lotte di liberazione anticoloniali e più recentemente anche in Vietnam».
Sul 7 ottobre 2023 ha scritto: «E poi venne il 7 ottobre, che spazza via molti giochi, smaschera le ipocrisie».
Ha descritto gli eventi come «la resistenza islamica» contro «il kufr», i “miscredenti” - cioè tutti i non musulmani.
Non ha mai nominato le vittime civili israeliane, né gli ostaggi.
Fino a oggi, tale linea estremista non si è mai attenuata, ogni affermazione ha rincarato la precedente, non c’è mai stata una smentita, mai una presa di distanza: il fondatore dell’UCOII, che nel 1990 stilava la prima richiesta di Intesa con lo Stato italiano, oggi definisce “resistenza” il massacro del 7 ottobre 2023.
| 2 | L'autunno 2026 si apre a New York con cinque appuntamenti potenzialmente esplosivi in meno di tre mesi:
il 25° anniversario dell'11 settembre, la visita di Netanyahu all'ONU, il 3° anniversario del 7 ottobre, le elezioni israeliane del 27 ottobre, le elezioni di midterm USA del 6 novembre.
A rendere questo autunno diverso dai precedenti è il nuovo sindaco "socialista democratico" Zohran Mamdani.
Fondatore di "Bowdoin Students for Justice in Palestine" durante gli anni universitari, Mamdani è in rapporti con Siraj Wahhaj — co-cospiratore non incriminato nell'attentato al WTC del 1993 — e con Hasan Piker, che disse "l'America si meritava l'11 settembre."
Sua moglie ha messo "mi piace" a post che celebravano l'attacco del 7 ottobre.
Le famiglie delle vittime dell'11 settembre gli hanno chiesto di non presentarsi a Ground Zero.
L'Associazione degli ex agenti della Polizia Portuale gli ha scritto formalmente: "Non partecipi alla cerimonia."
Su Netanyahu, Mamdani ha trascorso mesi minacciando di farlo arrestare in esecuzione del mandato CPI e ha incoraggiato i suoi sostenitori a protestare contro il suo discorso all'ONU.
Il presidente della Police Benevolent Association Patrick Henry ha avvertito che la sua retorica rischia di far degenerare le manifestazioni e mette gli agenti "in una posizione terribile."
A differenza del predecessore Adams — sindaco durante gli accampamenti del 2024 — Mamdani si schiera esplicitamente con la Student Intifada.
Columbia e NYU sono le due università più anti-israeliane del paese. Qualunque esito abbiano le elezioni israeliane, l'autore prevede nuove fiammate: se vince Netanyahu la narrativa del "genocidio" si intensifica, se perde un governo di sinistra verrà ugualmente attaccato.
La combinazione di cinque date-innesco, un sindaco allineato con i movimenti anti-israeliani e due campus già radicalizzati rende l'autunno 2026 a New York potenzialmente il più instabile degli ultimi decenni.
From investigativeproject.org | 213 |
| 3 | https://free4future.substack.com/p/la-fratellanza-musulmana-in-italia
Se avete perso qualche pezzo della prima settimana, don't worry! Su Substack li trovate tutti.
Buona lettura! | 211 |
| 4 | 1990, l'islamismo politico arriva in Italia
Questa settimana raccontiamo come nacque, nel gennaio 1990, la prima organizzazione islamica italiana a proporsi come rappresentante unico su scala nazionale: chi la fondò, tra cui Hamza Roberto Piccardo, ex militante di estrema sinistra convertito all'Islam; quali ambizioni aveva fin dal primo giorno; e quante moschee governa oggi quella rete nata in una manciata di mesi ad Ancona.
L'organizzazione si chiama UCOII, Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. Nacque dalla fusione di sigle già esistenti: le componenti siriana e palestinese dell'USMI, un'organizzazione studentesca musulmana attiva in Italia da decenni, insieme a gruppi femminili islamici e allo stesso Piccardo. Alla presidenza andò Nour Dachan, medico siriano trapiantato nelle Marche. Nel 2020 il segretario generale della Grande Moschea di Roma, inaugurata nel 1995 e da sempre il principale polo islamico italiano di orientamento saudita e marocchino, accusò pubblicamente Dachan di essere il fondatore della Fratellanza Musulmana in Italia. Alla segreteria dell'UCOII andò Ali Abu Shwaima, leader della componente palestinese.
Nacque così un'organizzazione con un obiettivo preciso: diventare l'unico rappresentante dei musulmani in Italia. Non è un'ambizione nata per caso. È lo stesso obiettivo che "The Project" del 1982 indicava esplicitamente: controllare i centri di potere locali al servizio del movimento. Otto anni dopo quel documento, in Italia, quel principio prese la forma di un'organizzazione con nomi, sedi, funzionari e attivisti. | 233 |
| 5 | Buona domenica anche a voi
Italia 2026.
La copertina dell'ultimo numero di History
"ADOLF HITLER un criminale pieno di virtù
In questo studio psicologico controcorrente, il dittatore più afferrato di tutti i tempi Appare un uomo sobrio, Incorruttibile, di sentimenti profondi, come la gratitudine. Con una fede ferrea Le proprie idee Fanaticamente coerente fino alla fine" | 1 636 |
| 6 | PRIMA DEI NAZISTI.
5 settembre 1938. L'Italia ci arrivò prima.
Con il Regio Decreto n. 1390, il governo fascista di Mussolini espelle tutti i docenti e gli alunni ebrei dalle scuole pubbliche, dalle università, dalle accademie e dagli istituti di cultura.
Firmato dal re Vittorio Emanuele III, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 settembre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13.
È il primo provvedimento legislativo antiebraico del regime.
Tra gli espulsi: 200 professori universitari, 2.300 insegnanti, quasi 7.000 studenti universitari, decine di migliaia di bambini nelle scuole elementari e medie.
Dal giorno dopo, non possono più entrare.
Nel 1938 in Italia vivevano circa 47.000 ebrei, meno dell'1% della popolazione.
Il censimento con cui il regime li aveva schedati era stato fatto il 22 agosto, due settimane prima.
La macchina era già pronta.
Il decreto italiano anticipa di due mesi le analoghe norme tedesche, che arrivano solo dopo la notte dei cristalli, il 15 novembre 1938. Per due mesi la legislazione fascista italiana fu più radicale di quella nazista in campo scolastico. | 1 830 |
| 7 | 5 settembre 1972, Monaco di Baviera. Alle quattro e mezza di mattina otto terroristi di Settembre Nero — un'organizzazione affiliata all'OLP — scavalcano il muro del villaggio olimpico e irrompono negli alloggi della delegazione israeliana. Uccidono subito due atleti che oppongono resistenza. Ne prendono in ostaggio altri nove.
Il tentativo di liberazione da parte della polizia tedesca è un disastro. Gli agenti aprono il fuoco senza avere la situazione sotto controllo. Tutti e nove gli ostaggi muoiono. Con loro, un poliziotto tedesco e cinque dei terroristi. Undici israeliani in totale. I tre sopravvissuti del commando vengono catturati, poi rilasciati poche settimane dopo in cambio del dirottamento di un volo Lufthansa.
Le Olimpiadi continuano. "I Giochi devono andare avanti", dichiara il presidente del CIO Avery Brundage.
Vale la pena sapere chi era Brundage. Presidente del CIO dal 1952 al 1972, era un fervente oppositore del boicottaggio delle Olimpiadi di Berlino 1936 — i Giochi da cui la Germania nazista aveva escluso quasi tutti gli atleti ebrei.
Al suo ritorno da Berlino aveva elogiato pubblicamente il regime di Hitler. Nel 1941 era stato espulso dall'American First Committee — un'organizzazione pacifista — per le sue inclinazioni filo-naziste.
Il museo d'arte asiatica di San Francisco, di cui era il principale mecenate, ha rimosso il suo busto nel 2020 definendolo "razzista e antisemita."
È l'uomo che, davanti agli undici israeliani assassinati, disse che i Giochi dovevano andare avanti. Nella stessa città dove Hitler aveva fondato il partito nazista il 24 febbraio 1920. | 272 |
| 8 | https://free4future.substack.com/p/il-lavoro-che-non-si-vede?r=5pizll&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true
Il terzo articolo sul dietro le quinte di F4F racconta cosa non si vede: un reel dura 180 secondi. Dietro ci sono mesi di ricerca d'archivio e decine di fonti consultate. Se vuoi leggere cosa non si vede segui il link | 261 |
| 9 | Il sionismo ha preso un popolo disperso, disarmato e sistematicamente assassinato e gli ha dato un esercito, un parlamento, una valuta, una lingua, una costa e un futuro. Lo ha fatto in cinquant'anni, su un territorio in rovina, senza alcuno sponsor imperiale, combattendo l'invasione nel 1948, 1967 e 1973 e assorbendo più rifugiati pro capite di quanto qualsiasi altro stato abbia mai fatto.
Misurato secondo qualsiasi standard applicato dal mondo a chiunque altro, è il movimento di liberazione nazionale di maggior successo del ventesimo secolo e uno dei grandi risultati costruttivi nella storia della specie.
È precisamente questo il motivo per cui non può essere perdonato. Uno Stato ebraico fallito farebbe pena. Uno modesto sarebbe tollerato. Ciò che non può essere sopportato è uno Stato ebraico che funziona, che vince, che nutre i figli dei suoi nemici grazie a una tecnologia di irrigazione che ha donato, e che rappresenta una confutazione vivente e permanente di ogni scusa offerta da ogni regime confinante per la propria miseria.
Herzl aveva ragione a Basilea. Il mondo ha riso, poi ha smesso di ridere, e ora ha deciso invece di essere furioso. Che sia furioso. Gli alberi sono piantati, la lingua è parlata, l'acqua scorre in salita attraverso i tubi nel Negev e la bandiera non verrà ammainata.
Pierre Rehov | 1 562 |
| 10 | https://free4future.substack.com/p/dentro-la-redazione?r=5pizll&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true
Come e perché abbiamo scelto di fare una serie sulla Fratellanza Musulmana in Italia (articolo 2/3)
"Non è stata una decisione immediata. La prima riunione è servita a decidere cosa raccontare, prima ancora che a deciderne i contorni: sul tavolo c’erano due strade diverse, e per settimane la redazione si è divisa tra queste. Ricostruire la storia della Fratellanza Musulmana in Occidente, dal Novecento fino a oggi. Oppure restringere lo sguardo all’Italia, con tutto quello che questo comportava in termini di fonti da reperire e di lavoro da rifare praticamente da zero." | 303 |
| 11 | Vannacci in Italia fa il gioco della sinistra, e la sinistra fa il gioco di Vannacci.
Come ha detto Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo: ”Compri Vannacci e ti arrivano a casa Conte e Schlein” | 279 |
| 12 | Il piano a cento anni
Il 7 novembre 2001 la polizia svizzera bussò a due porte. La prima era la sede della Al Taqwa Bank, a Lugano. La seconda era una villa a Campione d'Italia, di proprietà di un finanziere egiziano di settant'anni: Youssef Nada.
Gli agenti esaminarono la casa centimetro per centimetro. Trovarono conti, contratti, corrispondenza: il materiale che ci si aspetta nella casa di un finanziere sospettato. Tra le carte c'era anche un foglio diverso dagli altri: un testo in arabo, senza titolo, datato 1° dicembre 1982. Quel giorno nessuno ne colse la portata. Ci vollero anni prima che gli analisti gli dessero un nome: «The Project ».
Per capire perché quel foglio era finito lì, bisogna fare un passo indietro di vent'anni, fino alla Germania.
A Monaco di Baviera viveva, dal dopoguerra, una comunità originaria dell'Asia centrale e del Caucaso. Erano uomini arruolati dalla Wehrmacht contro l'Unione Sovietica, rimasti in città dopo la sconfitta della Germania nazista. Erano musulmani, reduci dell'esercito di Hitler.
Quella comunità aveva bisogno di una moschea. In quel vuoto si inserì, alla fine degli anni Cinquanta, la Fratellanza Musulmana in esilio, che prese il controllo del progetto creando un proprio avamposto stabile in Europa.
Il documento trovato a Campione raccontava qualcosa di più ambizioso di una singola moschea. Gli analisti che lo studiarono confrontarono il testo con altri materiali della Fratellanza e conclusero che era autentico e che rifletteva una posizione condivisa dal movimento. Il testo era un piano verso una strategia mondiale per la politica islamista. Gli storici lo hanno soprannominato "il piano a cento anni".
Cento anni è l'orizzonte temporale dichiarato nel testo, una cifra tecnica più che una metafora. Descrive una strategia pensata per sopravvivere ai cicli elettorali, ai cambi di governo, alle generazioni. Una strategia lontana dal colpo di stato o dall'azione dimostrativa capace di far notizia in un giorno.
I dodici punti si leggono come un manuale operativo, con il tono asciutto di una circolare interna. Si parla di centri studi per analizzare la portata politica del movimento, e di analisi di fattibilità prima di aprire ogni nuova istituzione. Si raccomanda flessibilità alle cellule locali, purché coerenti con la strategia generale. Si invita a evitare scontri diretti che potrebbero esporre il movimento a una rappresaglia distruttiva. Si chiede di «influenzare i centri di potere locali e globali al servizio dell'Islam». E indica la causa palestinese come chiave di volta per costruire consenso e mobilitazione nel mondo islamico.
È un piano di radicamento, un concetto che nella dottrina della Fratellanza ha un nome preciso: tamkeen. Significa presenza che si consolida un mattone alla volta, fino a diventare troppo profonda per essere rimossa.
Indica anche gli strumenti: quotidiani, riviste, radio, programmi televisivi, case editrici per libri islamici. Infrastrutture concrete, cui si aggiungeranno moschee, scuole, federazioni e canali di finanziamento.
Un rapporto sulla strategia della Fratellanza in Occidente rilegge, alla luce del documento, tre fasi della presenza islamista: la ricerca di un ruolo di interlocutore moderato presso le istituzioni occidentali dopo l'11 settembre 2001, le alleanze nei campus tra il 2007 e il 2017 durante le campagne contro Israele e, più di recente, le mobilitazioni studentesche pro-Palestina. È una lettura interpretativa degli analisti che studiano il documento, un'ipotesi di continuità di metodo da trattare con cautela. Resta il fatto che è ancora oggetto di studio.
Quel documento venne trovato per caso, durante un'indagine che cercava legami con al-Qaeda. La sua scoperta, arrivata per una strada diversa, conta forse di più. Non era stato scritto per un investigatore occidentale: era un documento interno, utile a organizzare i convinti più che a reclutare gli scettici. In un'enclave italiana di duemila abitanti, quel giorno di novembre, quell'obiettivo perse la sua segretezza. | 1 621 |
| 13 | Abbiamo pubblicato l'introduzione completa al saggio su Hajj Amin al-Husseini, sacerdote del terrore
Seguite il link per leggerla.
https://free4future.substack.com/p/hajj-amin-al-husseini-sacerdote-del?r=5pizll&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true | 319 |
| 14 | https://t.me/boost/Free4Future | 236 |
| 15 | ⭕️Spagna: antisemitismo in aumento del 14,5% nel 2025
Continua a crescere l’antisemitismo in Spagna. Secondo il nuovo rapporto della Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna (FCJE) e del Movimento contro l’Intolleranza, nel 2025 sono stati documentati 221 episodi antisemiti, contro i 193 registrati nel 2024: un aumento del 14,5%.
Il rapporto denuncia una crescente normalizzazione dell’odio antiebraico, ormai presente negli ambienti sociali, educativi, culturali e online. La tendenza si sarebbe intensificata dopo il massacro compiuto da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023.
Il presidente della FCJE, David Obadía, ha descritto una situazione particolarmente grave: le istituzioni ebraiche devono operare sotto speciali misure di sicurezza e le scuole ebraiche necessitano della presenza della polizia, mentre insulti e discriminazioni sarebbero diventati parte della vita quotidiana.
Particolarmente significativo anche il dato ufficiale del ministero dell’Interno spagnolo, che utilizza criteri più restrittivi: i crimini d’odio antisemiti registrati sono passati da 23 nel 2023 a 37 nel 2024 e a 69 nel 2025.
Le organizzazioni ebraiche avvertono inoltre che il numero reale degli episodi potrebbe essere sensibilmente superiore a quello documentato, a causa della mancata denuncia di molti casi. | 227 |
| 16 | Come nascono le serie di F4F? Dieci settimane su Riprendiamoci la Memoria, tre su La Brigata Ebraica, quattro su Il Quarto Reich Arabo, cinque su Attacco all'Europa, sei su Le mani della Fratellanza Musulmana sull'Italia. Il metodo è sempre lo stesso: fonti verificate, ricostruzione cronologica precisa, nessuno slogan al posto dei fatti.
Da oggi tre articoli per raccontare cosa c'è dietro il lavoro che pubblichiamo ogni settimana: come nascono le nostre serie, perché abbiamo deciso di occuparci della Fratellanza Musulmana proprio adesso, e qual è il metodo che seguiamo per ogni singolo contenuto.
Si comincia da qui, dal primo pezzo: come nascono le serie di F4F.
https://free4future.substack.com/p/come-nascono-le-serie-di-free4future?r=5pizll&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true | 332 |
| 17 | Il complotto che ha portato la Fratellanza in Europa
Nell'agosto del 1965 la polizia segreta egiziana arrestò in poche settimane migliaia di persone legate alla Fratellanza Musulmana. L'accusa fu di aver organizzato un complotto per assassinare il presidente Gamal Abdel Nasser. Il complotto esisteva davvero: un'organizzazione clandestina con campi di addestramento paramilitare, della quale anche Sayyid Qutb — l'ideologo che aveva riscritto il pensiero della Fratellanza in chiave di rottura totale con lo stato — risultò al corrente. Nell'agosto 1966 Qutb venne impiccato, insieme ad altri due dirigenti. Migliaia di altri membri della Fratellanza furono arrestati. Non era la prima ondata — Nasser aveva già colpito il movimento nel 1954 — ma fu la più dura, e per una generazione di dirigenti segnò la fine di ogni possibilità di restare in Egitto.
Chi riuscì a scappare andò quasi ovunque: Arabia Saudita, Giordania, Siria. Ma l'Europa offriva due cose che il mondo arabo, in quegli anni, non poteva garantire: la libertà di movimento sotto stati che non rispondevano all’Islam, e una popolazione musulmana già presente su cui appoggiarsi. | 1 763 |
| 18 | Tutto a posto in Germania?
Brandeburgo (est) – martedì mattina
Attacco alla sottostazione di Preilack/Turnow-Preilack (vicino alla centrale di Jänschwalde). Dispositivi artigianali tipo razzi hanno provocato cortocircuiti e esplosioni.
indagini per terrorismo e sabotaggio.
Renania Settentrionale-Vestfalia (ovest, zona Colonia) – martedì sera
Sottostazione di Bergheim.
Cortocircuito provocato sulle linee ad alta tensione. Si sono visti lampi e sentite detonazioni. Cinque blocchi delle centrali RWE offline.
Inchiesta per sabotaggio.
Baviera (Augsburg) – questa mattina all’alba
Esplosione in un passaggio vicino alla stazione centrale. Due feriti lievi . Non è un attacco alla rete elettrica, ma un’esplosione in un’altra regione nello stesso lasso di tempo, quindi i tg tedeschi (e le indagini) li mettono insieme. | 309 |
| 19 | In anteprima l'argomento del reel di domani.
Nel 1965 Nasser colpì duramente la Fratellanza Musulmana: migliaia di arresti, dirigenti costretti alla fuga e, l’anno successivo, l’impiccagione di Sayyid Qutb.
Una parte degli esuli trovò spazio in Europa. A Monaco esisteva già una comunità musulmana composta da uomini dell’Asia centrale e del Caucaso che erano stati arruolati nelle unità musulmane della Wehrmacht, e erano rimasti in Germania.
Quella comunità cercava una moschea e una nuova leadership religiosa.
Fu qui che entrò in scena Said Ramadan, genero del fondatore della Fratellanza Hasan al-Banna, sodale del Mufti di Gerusalemme. Ramadan partecipò al progetto della moschea, attirò finanziamenti sauditi e costruì relazioni destinate a durare per decenni.
Dal Cairo alla Germania Ovest, in pochi anni prese così forma una rete islamista nel cuore dell’Europa.
Domani ricostruiamo come nacque, chi la finanziò e quali conseguenze ebbe. | 339 |
| 20 | 6 settembre. Nella giornata europea della cultura ebraica questi fanno la "run to Gaza". Patrocinata dal comune.
@twitorino | 465 |
