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Il video della tragedia nepalese che non era stato caricato sui social media prima. Ieri è stato caricato su una pagina social da un portale mediatico Nepal7: guardate in questo video come in pochi minuti tutto è andato distrutto, una scena terrificante.

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💣 Jacob Coxon 💣 Oggi mi sono dimesso da Anthropic. Ho trascorso gli ultimi tre anni a fare ricerche sul pretraining sia a OpenAI che ad Anthropic. Nessuna delle due aziende sta agendo in modo responsabile. Stanno correndo dritte verso una superintelligenza auto-migliorante e stanno giocando d'azzardo con le nostre vite. Non sottovalutare il potere di questa tecnologia. Presto questi saranno sistemi sovrumani in grado di hackerare qualsiasi cosa, rivoluzionare qualsiasi campo dall’oggi al domani e acquisire vero potere e risorse. Abbiamo tutti assistito ai progressi in ciascuno di questi ambiti, e il progresso non sta rallentando. Le persone che costruiscono l'IA credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Questo non è uno stunt pubblicitario. Anzi, molti dirigenti e ricercatori senior attenueranno le loro frasi sulla stampa per sembrare sensati - ma sento le stesse persone esprimere paura in privato. Nessun'altra attività umana pone un livello di pericolo simile. Una risposta comune è: «Se credono davvero in questo, perché lo stanno ancora costruendo?». In OpenAI, molti non hanno interiorizzato profondamente le poste in gioco per la civiltà. In Anthropic, le poste in gioco sono ben comprese, ma sono bloccati in una corsa per arrivarci per primi: credono che nessun altro agirà responsabilmente, quindi devono farlo loro stessi, nonostante il rischio. Accettare questa corsa e entrare nell'«endgame» è una scommessa tracotante che non dovrebbe essere lanciata dal Slack di un'azienda privata. Tentare di completare in velocità l'allineamento dovrebbe richiedere una straordinaria fiducia nel fatto che non esistano traiettorie migliori disponibili. Sono ottimista riguardo al potenziale per una coordinazione. Avvertimenti come l'attacco a Hugging Face hanno reso più fattibili gli accordi di ritmo tra i laboratori statunitensi. Non sento che siamo sulla buona strada per prevenire una corsa globale, il che potrebbe richiedere azioni costose come un temporaneo divieto sul miglioramento delle capacità dei modelli. Se sei un ricercatore di laboratorio, ti esorto a considerare come si sentiranno realmente i prossimi anni. Vuoi avviare una corsa all'RL superintelligente senza una comprensione rigorosa della sua mente? Dovresti chinare la testa solo perché «sta succedendo comunque» – o cogliere questo momento per chiedere condizioni diverse? https://x.com/hilbertspaess/status/2097476196791709843?s=20

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Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha usato parole nette, parlando apertamente di "pulizia etnica" in corso nei territori occupati. Dodici governi occidentali che si assumono una responsabilità politica concreta, anche a costo di uno scontro diplomatico durissimo con Israele (che ha già chiuso il consolato britannico a Gerusalemme e espulso funzionari UK). E l'Italia guidata da Meloni? Assente. La spiegazione di Tajani è questa: "le decisioni commerciali devono essere prese a livello UE, altrimenti si distorce il mercato interno". Peccato che il Regno Unito, che ha guidato l'iniziativa, non faccia nemmeno parte dell'Unione Europea. L'argomento non regge: non è una questione di procedura, è la scelta di non scegliere. Un governo che negli ultimi mesi ha aderito solo a "proteste formali" contro le azioni dei coloni, ma quando si tratta di misure concrete si nasconde dietro il paravento di Bruxelles. Nel frattempo gli insediamenti illegali continuano a espandersi, e mentre altri paesi europei si muovono, l'Italia sceglie l'immobilismo travestito da prudenza istituzionale. Non è neutralità. È complicità per omissione.

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Ieri Regno Unito, Canada, Francia, Spagna, Irlanda e altri sette paesi hanno detto basta: stop alle importazioni di merci pro
Ieri Regno Unito, Canada, Francia, Spagna, Irlanda e altri sette paesi hanno detto basta: stop alle importazioni di merci prodotte negli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. 👇

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Di fronte a ciò qualcuno potrebbe dire che si tratta di affari di una famiglia di super ricchi particolarmente litigiosi e bizzosi. In realtà la questione è molto più complessa e non solo per i circa 15 mila dipendenti italiani di Essilorluxottica, ma per migliaia di possessori di fondi pensione. La presenza dei titoli legati alla galassia Delfin nei portafogli dei fondi pensione italiani infatti è capillare e profonda, rappresentando uno dei principali canali di trasmissione del rischio tra le vicende della holding lussemburghese e il risparmio previdenziale dei cittadini. Per comprendere questa interconnessione, bisogna guardare ai pesi che le società partecipate da Delfin occupano negli indici di riferimento, in particolare il FTSE MIB, che funge da benchmark per la quasi totalità delle linee di investimento azionarie e bilanciate "Italia" dei fondi pensione negoziali e aperti. UniCredit, di cui Delfin è socio con circa il 2,8%, è attualmente il primo titolo del listino milanese con un peso che sfiora il 16,5% dell’intero indice; Assicurazioni Generali, dove la holding detiene il 9,9%, pesa per circa il 5,7%, mentre Mediobanca (partecipata al 19,8%) e Monte dei Paschi di Siena (di cui Delfin è diventata socio rilevante con il 17,9% nel quadro dei recenti risiko bancari) oscillano tra il 2% e il 3,5% ciascuna. Complessivamente, le sole partecipazioni finanziarie di Delfin pesano per oltre il 25% dell'indice principale di Piazza Affari: ciò significa che ogni euro investito da un fondo pensione nel mercato azionario italiano è, per almeno un quarto, esposto direttamente all'andamento di società i cui equilibri di governance dipendono dalle decisioni dei Del Vecchio e di Francesco Milleri. A questo si aggiunge l'esposizione indiretta tramite le Casse di Previdenza (come Enpam, Enasarco e Cassa Forense), che gestiscono oltre 100 miliardi di euro e che spesso siedono negli stessi consigli di amministrazione o patti di consultazione di Delfin, agendo talvolta in concerto o in contrapposizione nelle battaglie per le nomine; ad esempio, enti come l'Enpam detengono quote dirette in Mediobanca (circa il 2%) e MPS, raddoppiando di fatto il rischio di concentrazione per i professionisti iscritti. Sebbene la quota totale di investimenti azionari domestici dei fondi pensione italiani sia contenuta rispetto al patrimonio complessivo (circa il 2,4% del totale degli attivi secondo i dati COVIP, pari a circa 5 miliardi di euro in termini assoluti), essa costituisce il cuore pulsante dei rendimenti delle "linee Italia". In sintesi, dalle "intemperanze" di una famiglia, la finanziarizzazione del risparmio fa discendere i rischi per una collettività, una parte della quale decisamente fragile. Anche per questo sarebbe indispensabile riportare Cassa Depositi e prestiti a funzionare da banca pubblica verso cui indirizzare il risparmio del Paese, senza dipendere dalle bizze di pochi.

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Una storia pericolosa. All'interno di Delfin, la holidng lussemburghese che gestice il patrimonio della famiglia Del Vecchio,
Una storia pericolosa. All'interno di Delfin, la holidng lussemburghese che gestice il patrimonio della famiglia Del Vecchio, è in atto uno scontro durissimo, con dichiarazioni e azioni da parte degli 8 eredi e dell'amministratore Francesco Milleri che appaiono pesantissime sia sul piano legale sia su quello penale. 👇

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Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha duramente criticato lo Stato di Israele, definendolo un “progetto terroristico” sostenuto dagli Stati Uniti, piuttosto che un Paese legittimo. In una dichiarazione riportata dai media statali nordcoreani, Kim ha affermato che Washington utilizza Israele per portare avanti gli interessi strategici statunitensi in Medio Oriente, descrivendo il regime israeliano come illegittimo. Kim ha inoltre ribadito che la Repubblica Popolare Democratica di Corea non riconosce Israele come Stato sovrano. Le sue dichiarazioni riflettono lo storico allineamento politico della Corea del Nord con la causa palestinese e la più ampia opposizione all’influenza degli Stati Uniti negli affari globali. Pyongyang ha da tempo condannato le azioni militari israeliane, inquadrandole come parte di quella che definisce una politica di potere imperialista. I commenti hanno attirato l’attenzione internazionale sulla posizione di politica estera della Corea del Nord e sul suo continuo utilizzo di una retorica dura nei conflitti geopolitici.

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ULTIM’ORA – Kim Jong Un definisce Israele un “progetto terroristico” sostenuto da Washington 👇
ULTIM’ORA – Kim Jong Un definisce Israele un “progetto terroristico” sostenuto da Washington 👇

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Media: Netanyahu avvertito su 7 ottobre 8.45 Una decina di giorni prima dell'attacco di Hamas contro Israele del 7/10/2023, il premier Netanyahu fu avvertito personalmente dal presidente emiratino che Hamas pianificava una grande offensiva. Netanyahu decise di ignorare l'allerta. Lo scrive il quotidiano isreliano Haaretz, che riferisce anche la "sorpresa" di bin Zayed alla risposta ottimistica di Netanyahu: tutto sotto controllo a Gaza,possibili azioni Hamas in Cisgiordania, Israele pronto a ogni scenario. Ufficio di Netanyahu: "Menzogna totale"

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Viviamo in un paese di ritardati 🫪
Viviamo in un paese di ritardati 🫪

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A Ribolla la società SPV Energy 3 Srl ha chiesto di costruire 37 mila moduli su 25 ettari per 19 MW. Secondo le visure camerali esaminate da il manifesto, dietro SPV Energy 3 Srl c’è Shikun & Binui Energy B.V. (Amsterdam), che fa capo a Shikun & Binui Ltd, il gigante israeliano delle infrastrutture. Shikun & Binui è nell’elenco dell’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani che censisce le imprese coinvolte negli insediamenti nei territori palestinesi occupati e nel Golan siriano occupato. Le viene contestata la costruzione di insediamenti illegali in Cisgiordania, la barriera di separazione intorno a Gaza e la demolizione di case beduine nel Naqab. La stessa catena societaria controlla altre quattro società italiane per altri impianti in Toscana. Il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola ha detto che non deve esserci spazio per speculazioni travestite da investimenti green quando emergono collegamenti con soggetti che operano nei territori palestinesi occupati. Comitati e cittadini si sono già mobilitati per bloccare il progetto. La vicenda si intreccia con la sentenza della Corte Costituzionale numero 144 del 2026, che ha dichiarato illegittima la sospensione automatica dei procedimenti per rinnovabili, ma lascia spazio al blocco di un progetto specifico se motivato da violazioni del diritto internazionale. Seguiremo ogni sviluppo: autorizzazioni, ricorsi, le mosse di Shikun & Binui in Italia. Per non perdere i prossimi aggiornamenti seguici su Instagram. Fonti: il manifesto (9 agosto 2026); sentenza Corte Costituzionale n. 144/2026; database OHCHR; dichiarazioni del sindaco Limatola; atti del procedimento SPV Energy 3 Srl.

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Un colosso israeliano nella lista nera dell’ONU punta la Toscana con cinque impianti agrovoltaici. 👇
Un colosso israeliano nella lista nera dell’ONU punta la Toscana con cinque impianti agrovoltaici. 👇

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L'Europa rischia di perdere 300 mila posti di lavoro a causa della concorrenza cinese Le industrie dell'UE potrebbero perdere fino a 300.000 posti di lavoro entro la fine del 2026 a causa della crescente concorrenza dei produttori cinesi. Lo riferisce il Guardian, citando l'associazione dei commercianti di metalli Eurometal. 💲Secondo l'associazione, l'avanzo commerciale della Cina nei confronti dell'UE ha raggiunto la cifra record di un miliardo di euro al giorno. Eurometal sottolinea che per i produttori europei sta diventando sempre più difficile competere con le aziende cinesi, anche a causa della continua importazione in esenzione da dazi di alcuni prodotti provenienti dalla Cina.

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Susan Sarandon ha dichiarato che il suo sostegno alla Palestina ha portato alla sua perdita di ruoli cinematografici.
Susan Sarandon ha dichiarato che il suo sostegno alla Palestina ha portato alla sua perdita di ruoli cinematografici.

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Ancora raid Idf su Libano Sud: 11 morti 8.45 Almeno 11 i morti nel Libano meridionale, dove le Idf hanno bombardato la zona di Deir al-Zahrani. Tra le vittime due neonati e due soccorritori intervenuti in un immobile colpito nel villaggio di Kfarremmane. In precedenza era stato dato l'ordine di evacuare una specifica area, in vista di attacchi contro Hezbollah. Presa di mira -così le Idf- una "struttura terroristica" del gruppo filoiraniano. Ieri 7 le persone uccise tra Nabatieh e Arab Salim.